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VIDEO | 🧬 L’UOMO CHE VOLEVA CURARE CON L’ENERGIA: IL SEGRETO DI WILHELM REICH
Nel cuore del XX secolo, mentre il mondo si divideva tra ideologie e guerre, un uomo osò sfidare i confini della scienza tradizionale con una teoria tanto affascinante quanto controversa. Il suo nome era Wilhelm Reich, un medico, psicanalista e scienziato che affermava di aver scoperto una forma di energia universale, vitale, capace di influenzare la salute umana: l'energia orgonica.
Secondo Reich, questa forza invisibile permeava tutto: il corpo umano, l’atmosfera, persino l’universo. Sosteneva che l’accumulo o il blocco di energia orgonica nel corpo fosse la causa di numerose malattie, inclusi tumori e disturbi psichici. Il suo strumento per canalizzare e riequilibrare questa energia era l’accumulatore orgonico, una sorta di cabina rivestita di materiali organici e metallici.
Ma il mondo accademico e le istituzioni non erano pronte. Negli anni ’50, Reich divenne bersaglio della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Le sue teorie vennero definite pseudoscienza. I suoi dispositivi furono banditi. E in un gesto drammatico e senza precedenti, 6 tonnellate dei suoi libri e delle sue pubblicazioni furono bruciate per ordine della corte.
Reich fu arrestato per “oltraggio alla corte” e morì in prigione nel 1957, in circostanze mai del tutto chiarite. Le sue ricerche, i suoi esperimenti, e le sue visioni furono sepolti nel silenzio per decenni.
Ma ora qualcosa è cambiato.
Vecchi archivi digitalizzati, manoscritti ritrovati e nuove ricerche indipendenti stanno riaccendendo l’interesse verso il suo lavoro. In laboratori alternativi e centri di ricerca olistica sparsi in tutto il mondo, scienziati non convenzionali stanno riesaminando le sue idee con strumenti moderni, esplorando la possibilità che Reich avesse visto qualcosa di reale, anche se incompleto o frainteso.
Cosa c’era davvero dietro la feroce censura?
Era solo scienza fallita… o qualcosa che metteva in discussione troppo potere?
Una cosa è certa: la storia di Wilhelm Reich è una delle più inquietanti e affascinanti censure scientifiche del secolo scorso. E oggi, potrebbe essere solo l’inizio di una riscoperta che promette di cambiare ancora una volta le regole della medicina, dell’energia e della coscienza.
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Nel cuore del XX secolo, mentre il mondo si divideva tra ideologie e guerre, un uomo osò sfidare i confini della scienza tradizionale con una teoria tanto affascinante quanto controversa. Il suo nome era Wilhelm Reich, un medico, psicanalista e scienziato che affermava di aver scoperto una forma di energia universale, vitale, capace di influenzare la salute umana: l'energia orgonica.
Secondo Reich, questa forza invisibile permeava tutto: il corpo umano, l’atmosfera, persino l’universo. Sosteneva che l’accumulo o il blocco di energia orgonica nel corpo fosse la causa di numerose malattie, inclusi tumori e disturbi psichici. Il suo strumento per canalizzare e riequilibrare questa energia era l’accumulatore orgonico, una sorta di cabina rivestita di materiali organici e metallici.
Ma il mondo accademico e le istituzioni non erano pronte. Negli anni ’50, Reich divenne bersaglio della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Le sue teorie vennero definite pseudoscienza. I suoi dispositivi furono banditi. E in un gesto drammatico e senza precedenti, 6 tonnellate dei suoi libri e delle sue pubblicazioni furono bruciate per ordine della corte.
Reich fu arrestato per “oltraggio alla corte” e morì in prigione nel 1957, in circostanze mai del tutto chiarite. Le sue ricerche, i suoi esperimenti, e le sue visioni furono sepolti nel silenzio per decenni.
Ma ora qualcosa è cambiato.
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Cosa c’era davvero dietro la feroce censura?
Era solo scienza fallita… o qualcosa che metteva in discussione troppo potere?
Una cosa è certa: la storia di Wilhelm Reich è una delle più inquietanti e affascinanti censure scientifiche del secolo scorso. E oggi, potrebbe essere solo l’inizio di una riscoperta che promette di cambiare ancora una volta le regole della medicina, dell’energia e della coscienza.
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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VIDEO | 🚨 “IL CANCRO È OVUNQUE E GLI ONCOLOGI URLANO A SQUARCIAGOLA”: IL DR. BRIAN HOOKER LANCIA UN ALLARME SULL’AUMENTO DEI TUMORI
Il Dr. Brian Hooker, biologo e noto critico delle politiche vaccinali, ha diffuso un rapporto allarmante in cui sostiene che si stia registrando un numero crescente di casi di tumore a partire dal 2021, in coincidenza con la distribuzione dei vaccini anti-Covid. Hooker, afferma che esisterebbe una correlazione temporale preoccupante tra l’introduzione dei vaccini mRNA e l’impennata di diagnosi oncologiche, soprattutto tra i giovani adulti.
Hooker sostiene che la comunità scientifica stia ignorando segnali che meriterebbero ulteriori indagini.
Numerosi oncologi stanno segnalando un aumento insolito di forme tumorali aggressive in soggetti sempre più giovani e che il fenomeno non sta ricevendo l’attenzione dovuta. “È come se qualcuno volesse insabbiare i numeri,” ha dichiarato.
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Il Dr. Brian Hooker, biologo e noto critico delle politiche vaccinali, ha diffuso un rapporto allarmante in cui sostiene che si stia registrando un numero crescente di casi di tumore a partire dal 2021, in coincidenza con la distribuzione dei vaccini anti-Covid. Hooker, afferma che esisterebbe una correlazione temporale preoccupante tra l’introduzione dei vaccini mRNA e l’impennata di diagnosi oncologiche, soprattutto tra i giovani adulti.
Hooker sostiene che la comunità scientifica stia ignorando segnali che meriterebbero ulteriori indagini.
Numerosi oncologi stanno segnalando un aumento insolito di forme tumorali aggressive in soggetti sempre più giovani e che il fenomeno non sta ricevendo l’attenzione dovuta. “È come se qualcuno volesse insabbiare i numeri,” ha dichiarato.
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A soli 14 anni, Siddarth Nandyala sta già riscrivendo le regole della tecnologia applicata alla medicina, dimostrando come l'innovazione possa arrivare anche da chi è ancora molto giovane. Il suo progetto più noto, Al Circadian (conosciuto anche come CircadiaV), è un'applicazione basata sull'intelligenza artificiale (IA) che utilizza i sensori dei smartphone per rilevare problemi cardiovascolari. Questa innovativa soluzione permette di monitorare il battito cardiaco attraverso la registrazione del suono cardiaco, offrendo diagnosi in tempo reale con una precisione sorprendente. In meno di 7 secondi, il sistema è in grado di rilevare segni di malattie cardiache, con un'accuratezza superiore al 96%.
Il successo dell'app è già notevole: oltre 15.000 pazienti negli Stati Uniti e più di 700 in India hanno beneficiato delle sue capacità diagnostiche, in un settore in cui la tempestività della diagnosi può fare la differenza tra la vita e la morte. La sua invenzione ha attratto l'attenzione di importanti leader politici e esperti di sanità, che l'hanno definita una "svolta medica". In un'epoca in cui le malattie cardiovascolari sono una delle principali cause di morte a livello globale, la capacità di rilevare in modo rapido ed economico i problemi cardiaci rappresenta una vera e propria rivoluzione.
L'app Al Circadian si distingue per la sua accessibilità e facilità d'uso. Non è necessaria alcuna attrezzatura medica costosa o invasiva: basta uno smartphone e il software basato sull'IA per analizzare il suono del cuore. Questa semplicità non solo rende la diagnosi più rapida ma soprattutto più democratica, potendo essere utilizzata anche nelle regioni meno sviluppate, dove l'accesso a cure mediche di qualità è limitato.
Siddarth Nandyala, un prodigio della tecnologia, ha anche raggiunto un traguardo notevole: è stato riconosciuto come il più giovane professionista certificato in intelligenza artificiale al mondo. Nonostante la sua giovane età, Siddarth non si è fermato alla creazione dell'app per il monitoraggio del cuore. Ha grandi ambizioni per il futuro e sta lavorando a una serie di progetti altrettanto ambiziosi. Uno di questi è lo sviluppo di una protesi intelligente a basso costo che permetterà alle persone amputate di controllare il braccio protesico semplicemente con il pensiero. Utilizzando tecnologie avanzate di interfaccia cervello-computer, questa protesi offrirà una qualità della vita significativamente migliore a chi ha subito amputazioni, riducendo la necessità di complesse e costose operazioni.
Il sogno di Siddarth è rendere le soluzioni mediche di alta tecnologia accessibili a tutti, indipendentemente dal loro livello socioeconomico o dalla loro posizione geografica. Per lui, la diagnostica precoce è una chiave fondamentale per migliorare le aspettative di vita e ridurre l'impatto delle malattie sulle persone. Con il suo spirito pionieristico e la sua determinazione, Siddarth sta tracciando una strada che potrebbe cambiare il volto della medicina, rendendo la tecnologia una forza potente al servizio dell'umanità.
La sua storia dimostra come l'innovazione non conosca limiti di età: Siddarth Nandyala sta usando il suo talento per trasformare il futuro della sanità, spingendo i confini della medicina e della tecnologia in modi che solo pochi anni fa sembravano impensabili.
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Primo maggio festa del lavoro e dei lavoratori? Che cosa?! Da almeno trent’anni i sindacati non fanno più gli interessi dei lavoratori. Anzi (molto spesso), essi sono il braccio destro dei padroni e più in generale di Confindustria. Questo almeno e certamente per quanto riguarda CIGL CISL e UIL.
Come sono andate le cose
In questi trent’anni (ed in particolare in questo ventennio con l’Euro), le condizioni di vita dei lavoratori sono nettamente peggiorate grazie anche alla non contrapposizione dei sindacati alle tante manovre e riforme che hanno portato il lavoro a perdere quasi ogni tipo di tutela nei confronti dei lavoratori. Mai una battaglia per salari e stipendi ed occhi chiusi davanti al concetto di flessibilità che era ovviamente un cavallo di Troia per portare il precariato.
Amici di tutti
Non tanto a parole, ma certamente nei fatti, in questi ultimi trent’anni il rapporto dei sindacati è stato (spesso strettissimo), non solo con Confindustria, ma anzitutto con i vari Governi che si sono succeduti. I sindacati sono diventati un’entità comune con i governi e con il mondo padronale.
Di recente
Lo stretto rapporto personale tra Landini e Draghi, portò lo storico sindacato di sinistra (che ovviamente non è più di sinistra da decenni), a proporre l’obbligo vaccinale anti Covid per tutti i lavoratori. Non una parola sulla questione (costosa) tamponi al lavoro, non una parola sulle sospensioni dal lavoro senza stipendio causa non vaccinazione, non una parola sull’apartheid, mai una parola sulle mascherine.
Conclusione
Tutto facile per qualsiasi Governo. I sindacati sono parte integrante del potere che opprime i lavoratori, i pensionati, gli studenti, i disoccupati.
Ed oggi?
Sarà una giornata gonfia di retorica che ci ricorderà quanto è importante il lavoro e quanto sono importanti i diritti sul lavoro. La retorica arriverà dalla bocca della stragrande maggioranza delle persone (politici e non) che nulla hanno detto né fatto davanti alla campagna che portò al sostegno convinto del green pass sul lavoro, alle sospensioni dal lavoro senza stipendio, fino ad arrivare all’apartheid.
Non festeggiate, abbiate memoria!
Davide Zedda
🛑 Se vuoi sostenermi con una libera donazione, ecco il link per poterlo fare. Grazie 🛑
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Come sono andate le cose
In questi trent’anni (ed in particolare in questo ventennio con l’Euro), le condizioni di vita dei lavoratori sono nettamente peggiorate grazie anche alla non contrapposizione dei sindacati alle tante manovre e riforme che hanno portato il lavoro a perdere quasi ogni tipo di tutela nei confronti dei lavoratori. Mai una battaglia per salari e stipendi ed occhi chiusi davanti al concetto di flessibilità che era ovviamente un cavallo di Troia per portare il precariato.
Amici di tutti
Non tanto a parole, ma certamente nei fatti, in questi ultimi trent’anni il rapporto dei sindacati è stato (spesso strettissimo), non solo con Confindustria, ma anzitutto con i vari Governi che si sono succeduti. I sindacati sono diventati un’entità comune con i governi e con il mondo padronale.
Di recente
Lo stretto rapporto personale tra Landini e Draghi, portò lo storico sindacato di sinistra (che ovviamente non è più di sinistra da decenni), a proporre l’obbligo vaccinale anti Covid per tutti i lavoratori. Non una parola sulla questione (costosa) tamponi al lavoro, non una parola sulle sospensioni dal lavoro senza stipendio causa non vaccinazione, non una parola sull’apartheid, mai una parola sulle mascherine.
Conclusione
Tutto facile per qualsiasi Governo. I sindacati sono parte integrante del potere che opprime i lavoratori, i pensionati, gli studenti, i disoccupati.
Ed oggi?
Sarà una giornata gonfia di retorica che ci ricorderà quanto è importante il lavoro e quanto sono importanti i diritti sul lavoro. La retorica arriverà dalla bocca della stragrande maggioranza delle persone (politici e non) che nulla hanno detto né fatto davanti alla campagna che portò al sostegno convinto del green pass sul lavoro, alle sospensioni dal lavoro senza stipendio, fino ad arrivare all’apartheid.
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IL COMMENTO AL VIDEO | ⚠️⚠️⚠️PIÙ PASSI INDIETRO⚠️⚠️⚠️
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
El Paìs ha visionato la bozza della Strategia di Preparazione dell'Unione, in cui si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche. "Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Continua così l’azione terroristica da parte della UE per tenere sul filo i cittadini europei.
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle (ma questo è terrorismo e nulla più) fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Credo sarà terrorismo mediatico, ma francamente questi criminali sono disposti a tutto al costo di devastare qualsiasi cosa, economica e non.
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
🟰🟰🟰CONCLUSIONE 🟰🟰🟰
✔️Il kit di sopravvivenza per 72 ore non serve per la guerra, ma per i blackout!
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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☑️PASSO INDIETRO NUMERO 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
El Paìs ha visionato la bozza della Strategia di Preparazione dell'Unione, in cui si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche. "Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Continua così l’azione terroristica da parte della UE per tenere sul filo i cittadini europei.
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle (ma questo è terrorismo e nulla più) fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Credo sarà terrorismo mediatico, ma francamente questi criminali sono disposti a tutto al costo di devastare qualsiasi cosa, economica e non.
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
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Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
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✔️Il kit di sopravvivenza per 72 ore non serve per la guerra, ma per i blackout!
Davide Zedda
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💫 Buongiorno e buon mese di Maggio
✔️Il mese di Aprile è stato un incubo che si è chiuso registrando il record negativo di sempre sul fronte donazioni: perfino peggio del mese di gennaio. Non vi è alternativa all’iniziare bene il mese di maggio sul fronte donazioni per non dover poi sperare in rincorse impossibili. Grazie ai pochissimi intervenuti lo scorso mese, grazie a chi lo farà fin da ora.
✔️È disumano non poter nemmeno lontanamente sopravvivere del proprio lavoro offerto per il bene collettivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. È disumano chiedere aiuto e non riceverlo.
✔️È disumano e ne sto morendo: punto!
✔️Vi abbraccio forte
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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✔️Il mese di Aprile è stato un incubo che si è chiuso registrando il record negativo di sempre sul fronte donazioni: perfino peggio del mese di gennaio. Non vi è alternativa all’iniziare bene il mese di maggio sul fronte donazioni per non dover poi sperare in rincorse impossibili. Grazie ai pochissimi intervenuti lo scorso mese, grazie a chi lo farà fin da ora.
✔️È disumano non poter nemmeno lontanamente sopravvivere del proprio lavoro offerto per il bene collettivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. È disumano chiedere aiuto e non riceverlo.
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🟰🟰🟰 “PARACETAMOLO E VIGILE ATTESA”, LA PROCURA DI ROMA APRE INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO
✔️La Procura di Roma vuole capire se c’è correlazione tra la morte di alcune persone e il trattamento del Covid a base di “Paracetamolo e vigile attesa”, suggerito dal ministero della Salute con le circolari del 22 marzo e del 30 novembre 2020. Ne ha dato notizia “La verità”, specificando che il pm di Roma, Giorgio Orano, ha chiesto ai colleghi di altre sette città italiane (Como, Lecco, Ragusa, Monza, Lecce, Bologna e Torino) di indagare per omicidio colposo.
✔️Ad avviare l’indagine una denuncia presentata di tre parenti delle vittime Covid e dalla giornalista Angela Camuso, che l’ha redatta e firmata in qualità di “testimone oculare e produttrice di documenti fonti di prova con l’attività giornalistica svolta”. corredata da una perizia medica collegiale che analizza la morte di 10 persone, attribuendo i decessi alla mancata somministrazione di una terapia efficace per contrastare la malattia. “Il ritardo nell’inizio della terapia, come prescritto dal protocollo vigile attesa” viene indicato nella perizia come meccanismo “determinante alla base dei decessi”. Fanno parte del collegio medico che l’ha firmata il professor Alessandro Capucci, Andrea Mangiagalli, Agostino Ciucci, Rosanna Chifari e Antonio Palma.
✔️La denuncia chiama in causa l’ex ministro e vice-ministro della Salute: Roberto Speranza e Pierpaolo Sileri, gli allora vertici di Aifa: Domenico Mantoan e Giorgio Palù e l’ex dg Nicola Magrini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici. Oltre ai vertici istituzionali citati, sono oggetto dell’inchiesta anche 4 medici di base.
✔️“Fin dall’aprile del 2020, ministero e Aifa furono informati di quale fosse la strada indicata dalla medicina dell’evidenza per curare efficacemente il Covid e di quali fossero i rischi della vigile attesa, ma continuarono a consigliare quest’ultima”, sostengono i parenti delle vittime. L’apertura dell’inchiesta è stata commentata dalla deputata di Fratelli D’Italia e membro della Commissione di Inchiesta Covid, Alice Buonguerrieri: “Come Fratelli d’Italia sostiene fin dall’inizio della pandemia, le linee guida del ministero della Salute destano ancora oggi enormi perplessità, suffragate anche da studi scientifici. Lascia attoniti che l’allora ministro Speranza insista ancora oggi nel negare la faccenda, liquidandola come un’invenzione dei cosiddetti ‘No Vax’. Ne dovrà invece rispondere agli italiani e alla giustizia”, ha concluso la deputata.
(FONTE)
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✔️La Procura di Roma vuole capire se c’è correlazione tra la morte di alcune persone e il trattamento del Covid a base di “Paracetamolo e vigile attesa”, suggerito dal ministero della Salute con le circolari del 22 marzo e del 30 novembre 2020. Ne ha dato notizia “La verità”, specificando che il pm di Roma, Giorgio Orano, ha chiesto ai colleghi di altre sette città italiane (Como, Lecco, Ragusa, Monza, Lecce, Bologna e Torino) di indagare per omicidio colposo.
✔️Ad avviare l’indagine una denuncia presentata di tre parenti delle vittime Covid e dalla giornalista Angela Camuso, che l’ha redatta e firmata in qualità di “testimone oculare e produttrice di documenti fonti di prova con l’attività giornalistica svolta”. corredata da una perizia medica collegiale che analizza la morte di 10 persone, attribuendo i decessi alla mancata somministrazione di una terapia efficace per contrastare la malattia. “Il ritardo nell’inizio della terapia, come prescritto dal protocollo vigile attesa” viene indicato nella perizia come meccanismo “determinante alla base dei decessi”. Fanno parte del collegio medico che l’ha firmata il professor Alessandro Capucci, Andrea Mangiagalli, Agostino Ciucci, Rosanna Chifari e Antonio Palma.
✔️La denuncia chiama in causa l’ex ministro e vice-ministro della Salute: Roberto Speranza e Pierpaolo Sileri, gli allora vertici di Aifa: Domenico Mantoan e Giorgio Palù e l’ex dg Nicola Magrini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici. Oltre ai vertici istituzionali citati, sono oggetto dell’inchiesta anche 4 medici di base.
✔️“Fin dall’aprile del 2020, ministero e Aifa furono informati di quale fosse la strada indicata dalla medicina dell’evidenza per curare efficacemente il Covid e di quali fossero i rischi della vigile attesa, ma continuarono a consigliare quest’ultima”, sostengono i parenti delle vittime. L’apertura dell’inchiesta è stata commentata dalla deputata di Fratelli D’Italia e membro della Commissione di Inchiesta Covid, Alice Buonguerrieri: “Come Fratelli d’Italia sostiene fin dall’inizio della pandemia, le linee guida del ministero della Salute destano ancora oggi enormi perplessità, suffragate anche da studi scientifici. Lascia attoniti che l’allora ministro Speranza insista ancora oggi nel negare la faccenda, liquidandola come un’invenzione dei cosiddetti ‘No Vax’. Ne dovrà invece rispondere agli italiani e alla giustizia”, ha concluso la deputata.
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🟰🟰🟰IN SPAGNA IL BLACKOUT PIÙ SINISTRO DI SEMPRE: ECCO PER MANO DI CHI E IL MONITO: IMPORTANTISSIMO!
✔️In Spagna è accaduto il blackout più sinistro di sempre. 28 aprile, ore 12:33: si ferma la rete elettrica, si spengono le pale eoliche; e sì, probabilmente in quel momento le palle degli spagnoli avrebbero potuto generare più energia di tutto il fotovoltaico nazionale. Mezza penisola iberica e un pezzo di Francia piombano nel buio.
✔️Secondo Red Eléctrica, il sistema è collassato. Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, la colpa potrebbe essere delle tanto celebrate rinnovabili. Quelle stesse energie “pure”, “etiche”, “post-fossili” che avrebbero dovuto portarci dritti nel regno del benessere illuminato e illimitato. E invece, nel giorno del blackout, si sono rivelate più volatili delle promesse elettorali. Il sole splende, il vento soffia, ma la corrente manca.
✔️E qui iniziano a circolare voci. Scomode, certo, ma non proprio campate in aria. Qualcuno ipotizza che il blackout non sia solo un incidente tecnico, ma un sabotaggio ben orchestrato, una frenata strategica, un crash test controllato per dimostrare che l’utopia green è, appunto, un’utopia. E guarda caso, quando la rete crolla, crollano anche le illusioni. E si rafforza, puntualmente, la narrazione utile a tenere in vita, ancora un po’, i padroni del petrolio e del gas.
✔️Ma c’è anche un’altra lettura, più inquietante e sottile. E se il piano green non fosse pensato per tutti? Se la velocità folle con cui viene implementato avesse senso solo in uno scenario in cui si presume, o si auspica, una società meno popolosa? Dopotutto, una rete elettrica alimentata da fonti intermittenti regge milioni di utenti? La risposta sembra già scritta nel buio di questo 28 aprile.
✔️Lo lascia intendere Larry Fink, CEO di BlackRock, l’uomo che muove più capitali di interi Paesi messi insieme. In una recente lettera agli investitori, parla di pragmatismo energetico, sottolineando che le rinnovabili non bastano a sostenere società complesse e popolate. La sua soluzione? Una transizione selettiva. Veloce, sì, ma non per tutti. (Fonte: Recharge News)
✔️Tradotto: meno gente, meno consumo, più efficienza. Il sogno green diventa sostenibile solo se la società si “alleggerisce”; e l'intelligenza artificiale sembra perfetta per questo orizzonte.
✔️E così, mentre ci vendono il futuro a zero emissioni, magari sognano anche un futuro a zero bamboccioni; termine di “padoa-schioppante” memoria, coniato proprio per quei giovani troppo numerosi e troppo poco competitivi per essere funzionali al capitale dell'algoritmo.
✔️Altra ipotesi che serpeggia: e se fosse stato un esperimento? Un test controllato per valutare la resilienza della popolazione? Una simulazione sociale per misurare la docilità collettiva in caso di blackout, lockdown, e altre care emergenze tanto amate dai cultori della nuova normalità? Forse sono solo teorie campate per aria… o forse no.
✔️Una cosa però è certa: questo è il momento di smettere di credere ai buoni legislatori, alle sempre buone intenzioni e alle casualità che si accumulano facendo ormai dubitare anche le anime più candide. Non esiste energia pulita senza una politica pulita. Non esiste progresso senza una cittadinanza consapevole.
✔️Direi che il blackout del 28 aprile, qualunque sia stata la vera causa, deve essere preso come un avvertimento, un monito, una sveglia.
✔️Il futuro che ci stanno costruendo, basato su dati, algoritmi e fonti instabili, è una cattedrale digitale alimentata da fragilità sistemiche, chiaramente non progettata per tutti.
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✔️In Spagna è accaduto il blackout più sinistro di sempre. 28 aprile, ore 12:33: si ferma la rete elettrica, si spengono le pale eoliche; e sì, probabilmente in quel momento le palle degli spagnoli avrebbero potuto generare più energia di tutto il fotovoltaico nazionale. Mezza penisola iberica e un pezzo di Francia piombano nel buio.
✔️Secondo Red Eléctrica, il sistema è collassato. Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, la colpa potrebbe essere delle tanto celebrate rinnovabili. Quelle stesse energie “pure”, “etiche”, “post-fossili” che avrebbero dovuto portarci dritti nel regno del benessere illuminato e illimitato. E invece, nel giorno del blackout, si sono rivelate più volatili delle promesse elettorali. Il sole splende, il vento soffia, ma la corrente manca.
✔️E qui iniziano a circolare voci. Scomode, certo, ma non proprio campate in aria. Qualcuno ipotizza che il blackout non sia solo un incidente tecnico, ma un sabotaggio ben orchestrato, una frenata strategica, un crash test controllato per dimostrare che l’utopia green è, appunto, un’utopia. E guarda caso, quando la rete crolla, crollano anche le illusioni. E si rafforza, puntualmente, la narrazione utile a tenere in vita, ancora un po’, i padroni del petrolio e del gas.
✔️Ma c’è anche un’altra lettura, più inquietante e sottile. E se il piano green non fosse pensato per tutti? Se la velocità folle con cui viene implementato avesse senso solo in uno scenario in cui si presume, o si auspica, una società meno popolosa? Dopotutto, una rete elettrica alimentata da fonti intermittenti regge milioni di utenti? La risposta sembra già scritta nel buio di questo 28 aprile.
✔️Lo lascia intendere Larry Fink, CEO di BlackRock, l’uomo che muove più capitali di interi Paesi messi insieme. In una recente lettera agli investitori, parla di pragmatismo energetico, sottolineando che le rinnovabili non bastano a sostenere società complesse e popolate. La sua soluzione? Una transizione selettiva. Veloce, sì, ma non per tutti. (Fonte: Recharge News)
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✔️Altra ipotesi che serpeggia: e se fosse stato un esperimento? Un test controllato per valutare la resilienza della popolazione? Una simulazione sociale per misurare la docilità collettiva in caso di blackout, lockdown, e altre care emergenze tanto amate dai cultori della nuova normalità? Forse sono solo teorie campate per aria… o forse no.
✔️Una cosa però è certa: questo è il momento di smettere di credere ai buoni legislatori, alle sempre buone intenzioni e alle casualità che si accumulano facendo ormai dubitare anche le anime più candide. Non esiste energia pulita senza una politica pulita. Non esiste progresso senza una cittadinanza consapevole.
✔️Direi che il blackout del 28 aprile, qualunque sia stata la vera causa, deve essere preso come un avvertimento, un monito, una sveglia.
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VIDEO | 💥 "IL PAPA DEGLI ULTIMI? HA CHIUSO LE CHIESE E NEGATO IL CIBO A CHI NON AVEVA IL GREEN PASS"💥
La giurista d’impresa Lorenza Morello ha rilasciato un’intervista al programma televisivo È L’ORA DELLA VERITÀ, in cui ha espresso critiche nei confronti di Papa Francesco riguardo alla gestione delle restrizioni durante la pandemia. Secondo la Morello, il Pontefice avrebbe chiuso le chiese e negato l’accesso al cibo a coloro che non erano in possesso del Green Pass, un comportamento che la giurista considera incompatibile con i principi di solidarietà e accoglienza cristiana.
Lorenza Morello è una figura di spicco nel panorama giuridico italiano, con una carriera che include studi internazionali e un impegno costante nella promozione della mediazione e nella difesa dei diritti individuali. È anche presidente dell'associazione Avvocati Per la Mediazione (APM) e autrice di numerose pubblicazioni. La sua posizione critica nei confronti delle politiche pandemiche e delle loro implicazioni morali e sociali è stata espressa in diverse occasioni, tra cui un'intervista su Money.it in cui ha discusso della libertà individuale e dei rischi di un controllo sociale eccessivo .
Durante l'intervista a È L’ORA DELLA VERITÀ, la Morello ha sottolineato come le restrizioni imposte durante la pandemia abbiano avuto un impatto sproporzionato sulle persone più vulnerabili, inclusi coloro che non avevano accesso al Green Pass. Ha criticato l'atteggiamento delle istituzioni religiose, accusandole di aver adottato misure che contraddicono i valori di accoglienza e solidarietà che dovrebbero caratterizzare la Chiesa.
Queste dichiarazioni hanno suscitato un ampio dibattito pubblico, con opinioni contrastanti tra coloro che ritengono che le misure adottate fossero necessarie per proteggere la salute pubblica e chi, come la Morello, vede in esse una violazione dei diritti fondamentali e dei principi morali.
La discussione sollevata dalla Morello si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulle libertà individuali, il ruolo delle istituzioni religiose e la gestione delle emergenze sanitarie, temi che continuano a essere al centro del dibattito pubblico in Italia e a livello internazionale.
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La giurista d’impresa Lorenza Morello ha rilasciato un’intervista al programma televisivo È L’ORA DELLA VERITÀ, in cui ha espresso critiche nei confronti di Papa Francesco riguardo alla gestione delle restrizioni durante la pandemia. Secondo la Morello, il Pontefice avrebbe chiuso le chiese e negato l’accesso al cibo a coloro che non erano in possesso del Green Pass, un comportamento che la giurista considera incompatibile con i principi di solidarietà e accoglienza cristiana.
Lorenza Morello è una figura di spicco nel panorama giuridico italiano, con una carriera che include studi internazionali e un impegno costante nella promozione della mediazione e nella difesa dei diritti individuali. È anche presidente dell'associazione Avvocati Per la Mediazione (APM) e autrice di numerose pubblicazioni. La sua posizione critica nei confronti delle politiche pandemiche e delle loro implicazioni morali e sociali è stata espressa in diverse occasioni, tra cui un'intervista su Money.it in cui ha discusso della libertà individuale e dei rischi di un controllo sociale eccessivo .
Durante l'intervista a È L’ORA DELLA VERITÀ, la Morello ha sottolineato come le restrizioni imposte durante la pandemia abbiano avuto un impatto sproporzionato sulle persone più vulnerabili, inclusi coloro che non avevano accesso al Green Pass. Ha criticato l'atteggiamento delle istituzioni religiose, accusandole di aver adottato misure che contraddicono i valori di accoglienza e solidarietà che dovrebbero caratterizzare la Chiesa.
Queste dichiarazioni hanno suscitato un ampio dibattito pubblico, con opinioni contrastanti tra coloro che ritengono che le misure adottate fossero necessarie per proteggere la salute pubblica e chi, come la Morello, vede in esse una violazione dei diritti fondamentali e dei principi morali.
La discussione sollevata dalla Morello si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulle libertà individuali, il ruolo delle istituzioni religiose e la gestione delle emergenze sanitarie, temi che continuano a essere al centro del dibattito pubblico in Italia e a livello internazionale.
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VIDEO | 🚨 L'EUROPA NON SI PREPARA ALLA GUERRA, MA AL COLLASSO: LE PAROLE INQUIETANTI DI STEVE EUGENE KUHN
Mentre i leader europei parlano sempre più apertamente di "difesa comune", "riarmo" e "preparazione al conflitto", c’è chi legge tra le righe un messaggio ben più inquietante. Secondo Steve Eugene Kuhn, stratega d’impresa e voce fuori dal coro, l’Europa non si sta davvero preparando alla guerra. Si sta preparando al collasso sistemico — e lo sta mascherando dietro una narrativa bellica.
Secondo Kuhn, il linguaggio usato nei palazzi del potere serve a preparare la popolazione a una crisi economica e sociale inevitabile, mentre si mantiene alta la tensione verso nemici esterni. Ma i veri nemici, secondo lui, sono interni: l’instabilità politica, il collasso del debito pubblico, la crisi energetica irrisolta, la deindustrializzazione e la sfiducia crescente nelle istituzioni.
“Quando un sistema sa che sta per crollare,” afferma Kuhn, “non lo annuncia. Invece, costruisce uno storytelling che giustifichi misure estreme: restrizioni, controllo, emergenze dichiarate. Oggi, la guerra è quella narrativa.”
Le sue dichiarazioni stanno diventando virali tra chi osserva con crescente preoccupazione le mosse dei governi europei: dalle esercitazioni militari congiunte all’aumento delle spese per la difesa, dai blackout energetici simulati alla nuova corsa all’arruolamento. Ma secondo Kuhn, non è un conflitto con una potenza esterna che si sta preparando. È una reazione preventiva al collasso della stabilità interna.
In un'Europa scossa da inflazione persistente, tensioni sociali e migrazioni incontrollate, la domanda diventa inevitabile: ci stiamo davvero preparando a una guerra, o ci stanno preparando a qualcosa di molto più vicino… e molto più devastante?
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Mentre i leader europei parlano sempre più apertamente di "difesa comune", "riarmo" e "preparazione al conflitto", c’è chi legge tra le righe un messaggio ben più inquietante. Secondo Steve Eugene Kuhn, stratega d’impresa e voce fuori dal coro, l’Europa non si sta davvero preparando alla guerra. Si sta preparando al collasso sistemico — e lo sta mascherando dietro una narrativa bellica.
Secondo Kuhn, il linguaggio usato nei palazzi del potere serve a preparare la popolazione a una crisi economica e sociale inevitabile, mentre si mantiene alta la tensione verso nemici esterni. Ma i veri nemici, secondo lui, sono interni: l’instabilità politica, il collasso del debito pubblico, la crisi energetica irrisolta, la deindustrializzazione e la sfiducia crescente nelle istituzioni.
“Quando un sistema sa che sta per crollare,” afferma Kuhn, “non lo annuncia. Invece, costruisce uno storytelling che giustifichi misure estreme: restrizioni, controllo, emergenze dichiarate. Oggi, la guerra è quella narrativa.”
Le sue dichiarazioni stanno diventando virali tra chi osserva con crescente preoccupazione le mosse dei governi europei: dalle esercitazioni militari congiunte all’aumento delle spese per la difesa, dai blackout energetici simulati alla nuova corsa all’arruolamento. Ma secondo Kuhn, non è un conflitto con una potenza esterna che si sta preparando. È una reazione preventiva al collasso della stabilità interna.
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🟰🟰🟰 «Abbiamo perseguito una strategia deliberata volta a ridurre i costi salariali»
✔️Parole di Mario Draghi, PdC scelto personalmente da Mattarella
✔️Lo stesso Mattarella che oggi piange lacrime di coccodrillo sul pietoso stato delle retribuzioni dei lavoratori italiani
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💫 Buonasera e buon mese di Maggio
✔️Il mese di Aprile è stato un incubo che si è chiuso registrando il record negativo di sempre sul fronte donazioni: perfino peggio del mese di gennaio. Non vi è alternativa all’iniziare bene il mese di maggio sul fronte donazioni per non dover poi sperare in rincorse impossibili. Grazie ai pochissimi intervenuti lo scorso mese, grazie a chi lo farà fin da ora.
✔️È disumano non poter nemmeno lontanamente sopravvivere del proprio lavoro offerto per il bene collettivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. È disumano chiedere aiuto e non riceverlo.
✔️È disumano e ne sto morendo: punto!
✔️Vi abbraccio forte
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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✔️È disumano non poter nemmeno lontanamente sopravvivere del proprio lavoro offerto per il bene collettivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. È disumano chiedere aiuto e non riceverlo.
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[Gaza, 60 giorni senza cibo né acqua: l’ONU dichiara la catastrofe umanitaria: si contano i morti per fame e sete, la maggioranza sono bambini ⛔️SI PREGA DI LEGGERE TUTTO FINO ALLA FINE]
Mercoledì 30 aprile è scattato il sessantesimo (60) giorno consecutivo di blocco totale dell’entrata degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, imposto da Israele. L’UNRWA continua a rimarcare la drammatica situazione alimentare in cui versa la Striscia, sottolineando che alcune famiglie mangiano «quello che riescono a trovare, anche quando non è più sicuro. Le scorte di base si esauriscono, i bisogni aumentano», i servizi hanno cessato di funzionare e, negli ultimi giorni, 52 persone — tra cui 50 bambini — sono morte di fame.
60 giorni senza acqua né cibo, ripeto: 60 giorni senza acqua né cibo.
Peggio di un lager: si muore di fame e sete.
Solo negli ultimi giorni morte di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini.
Ripeto: solo negli ultimi giorni sono morti a Gaza di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini!
Non si dovrebbe parlare di nulla se non di Gaza, ovunque, continuamente. E invece, silenzio. Non ci tocca, dunque non ci interessa.
Israele sterco del demonio, il nostro silenzio la loro arma più potente. Badate, mi ripeto per la millesima volta.
Il giorno in cui nessun palestinese sarà più libero o in vita, nessuno al mondo sarà più libero. Segnatevelo, perché sarà così.
Quando capiremo e ci impegneremo per Gaza?
Nel mio piccolo faccio il possibile con la sensibilizzazione e denuncia a mezzo stampa libera su questo Canale. Altro non posso fare. Aiutatemi, condividiamo per raggiungere il maggior numero possibile di persone: ma so già che in pochissimi lo faranno.
60 giorni senza acqua né cibo, questi giorni 52 morti, 50 erano bambini.
Il servizio di informazione è sospeso fino all’alba. Giro a tutti i miei contatti questo scritto, come una preghiera. Disperata e smisurata nel silenzio pressoché totale.
Non importa quando leggerete questo pezzo, è importante che anche se in pochi (perché pochi siamo) lo si condivida e lo si faccia girare: fosse anche soltanto ad una persona con la preghiera di diffusione.
No, questa indifferenza è inaccettabile e inquietante. Noi possiamo, a Gaza no.
Vorrei guardare negli occhi tutti coloro che non accoglieranno questo mio appello per Gaza, di più: vorrei guardare negli occhi i tanti che si cancelleranno dal Canale a seguito di questa notizia/invito/appello. Dormire pure, voi, che avete ancora sogni!
Diamoci da fare! Forza 👏
Davide Zedda
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Mercoledì 30 aprile è scattato il sessantesimo (60) giorno consecutivo di blocco totale dell’entrata degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, imposto da Israele. L’UNRWA continua a rimarcare la drammatica situazione alimentare in cui versa la Striscia, sottolineando che alcune famiglie mangiano «quello che riescono a trovare, anche quando non è più sicuro. Le scorte di base si esauriscono, i bisogni aumentano», i servizi hanno cessato di funzionare e, negli ultimi giorni, 52 persone — tra cui 50 bambini — sono morte di fame.
60 giorni senza acqua né cibo, ripeto: 60 giorni senza acqua né cibo.
Peggio di un lager: si muore di fame e sete.
Solo negli ultimi giorni morte di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini.
Ripeto: solo negli ultimi giorni sono morti a Gaza di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini!
Non si dovrebbe parlare di nulla se non di Gaza, ovunque, continuamente. E invece, silenzio. Non ci tocca, dunque non ci interessa.
Israele sterco del demonio, il nostro silenzio la loro arma più potente. Badate, mi ripeto per la millesima volta.
Il giorno in cui nessun palestinese sarà più libero o in vita, nessuno al mondo sarà più libero. Segnatevelo, perché sarà così.
Quando capiremo e ci impegneremo per Gaza?
Nel mio piccolo faccio il possibile con la sensibilizzazione e denuncia a mezzo stampa libera su questo Canale. Altro non posso fare. Aiutatemi, condividiamo per raggiungere il maggior numero possibile di persone: ma so già che in pochissimi lo faranno.
60 giorni senza acqua né cibo, questi giorni 52 morti, 50 erano bambini.
Il servizio di informazione è sospeso fino all’alba. Giro a tutti i miei contatti questo scritto, come una preghiera. Disperata e smisurata nel silenzio pressoché totale.
Non importa quando leggerete questo pezzo, è importante che anche se in pochi (perché pochi siamo) lo si condivida e lo si faccia girare: fosse anche soltanto ad una persona con la preghiera di diffusione.
No, questa indifferenza è inaccettabile e inquietante. Noi possiamo, a Gaza no.
Vorrei guardare negli occhi tutti coloro che non accoglieranno questo mio appello per Gaza, di più: vorrei guardare negli occhi i tanti che si cancelleranno dal Canale a seguito di questa notizia/invito/appello. Dormire pure, voi, che avete ancora sogni!
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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