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VIDEO | 🚨 SORVEGLIANZA MENTALE: IL GRANDE FRATELLO ENTRA NELLA TUA MENTE
Durante un intervento al World Economic Forum, Nita Farahany ha lanciato un’allarmante previsione: i sensori cerebrali integrati in cuffie, auricolari e dispositivi di uso quotidiano saranno presto in grado di monitorare costantemente lo stato mentale degli individui.
Non si tratta più di sorvegliare ciò che dici o fai, ma ciò che pensi. I dati raccolti includeranno emozioni, livelli di attenzione, stanchezza, stati di tristezza o felicità, e persino il vagare della mente. Una tecnologia che, se diffusa su larga scala, rischia di spalancare le porte a un controllo totalitario dell’interiorità umana.
L’ultima sfera di libertà – la mente – è ora sotto minaccia. Il pensiero privato, un tempo sacro e inviolabile, diventa un flusso di dati da tracciare, analizzare e forse persino manipolare. La scusa sarà il benessere, la produttività, la sicurezza. Ma la posta in gioco è la libertà più profonda: quella di pensare senza essere osservati.
Un futuro in cui anche i pensieri saranno controllati non è più fantascienza, ma un progetto in fase avanzata. La domanda è: quanto siamo disposti a cedere per “migliorare” la nostra vita? E chi controllerà i controllori della nostra mente?
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Durante un intervento al World Economic Forum, Nita Farahany ha lanciato un’allarmante previsione: i sensori cerebrali integrati in cuffie, auricolari e dispositivi di uso quotidiano saranno presto in grado di monitorare costantemente lo stato mentale degli individui.
Non si tratta più di sorvegliare ciò che dici o fai, ma ciò che pensi. I dati raccolti includeranno emozioni, livelli di attenzione, stanchezza, stati di tristezza o felicità, e persino il vagare della mente. Una tecnologia che, se diffusa su larga scala, rischia di spalancare le porte a un controllo totalitario dell’interiorità umana.
L’ultima sfera di libertà – la mente – è ora sotto minaccia. Il pensiero privato, un tempo sacro e inviolabile, diventa un flusso di dati da tracciare, analizzare e forse persino manipolare. La scusa sarà il benessere, la produttività, la sicurezza. Ma la posta in gioco è la libertà più profonda: quella di pensare senza essere osservati.
Un futuro in cui anche i pensieri saranno controllati non è più fantascienza, ma un progetto in fase avanzata. La domanda è: quanto siamo disposti a cedere per “migliorare” la nostra vita? E chi controllerà i controllori della nostra mente?
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VIDEO | 🚨 IL GOVERNO BIDEN SOTTO ACCUSA: TRAFFICO DI MINORI E SPARIZIONI SOSPETTE
Durante una recente dichiarazione shock, il nuovo Segretario alla Salute, Kennedy, ha sollevato gravi accuse nei confronti dell'amministrazione Biden. Secondo quanto affermato, il governo sarebbe stato complice, direttamente o indirettamente, in un presunto traffico di bambini a fini sessuali e di schiavitù.
Kennedy ha evidenziato che, sotto la presidenza Biden, oltre 300.000 bambini migranti sarebbero stati affidati a garanti non identificati, perdendo poi ogni traccia. Le affermazioni, forti e inquietanti, sollevano dubbi sulla gestione dei minori migranti e richiedono chiarimenti urgenti da parte delle autorità competenti.
Il caso ha già generato un acceso dibattito politico e mediatico, alimentando nuove richieste di trasparenza e indagini approfondite.
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Durante una recente dichiarazione shock, il nuovo Segretario alla Salute, Kennedy, ha sollevato gravi accuse nei confronti dell'amministrazione Biden. Secondo quanto affermato, il governo sarebbe stato complice, direttamente o indirettamente, in un presunto traffico di bambini a fini sessuali e di schiavitù.
Kennedy ha evidenziato che, sotto la presidenza Biden, oltre 300.000 bambini migranti sarebbero stati affidati a garanti non identificati, perdendo poi ogni traccia. Le affermazioni, forti e inquietanti, sollevano dubbi sulla gestione dei minori migranti e richiedono chiarimenti urgenti da parte delle autorità competenti.
Il caso ha già generato un acceso dibattito politico e mediatico, alimentando nuove richieste di trasparenza e indagini approfondite.
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Viviamo in un'era in cui siamo costantemente esposti a molteplici minacce per la nostra salute, tra cui le onde elettromagnetiche, l'inquinamento dell'acqua e il rischio di contrarre malattie come la Dengue attraverso la puntura di zanzare particolarmente aggressive. Tuttavia, ci sono soluzioni accessibili a tutti (sia chiaro io non vendo nulla), che possono proteggerci e migliorare il nostro benessere
📡 Onde Elettromagnetiche: Siamo circondati da un mare di onde elettromagnetiche (3/4/5G ed altre), ma possiamo difenderci grazie ad un metodo potente e affidabile per schermarci sia dentro che fuori casa
🚰 Depurazione dell'Acqua: L'acqua che beviamo può essere contaminata da sostanze nocive, ma esiste un metodo ed un modo alla portata di tutti per depurarla
🦟 Prevenzione della Dengue: Vista la sostanziale impossibilità di ottenere la prescrizione medica di farmaci preventivi, c'è comunque un metodo semplice ed estremamente efficace per difenderci dalla Dengue
👉 Se desideri saperne di più su questi 3 metodi (e riceverli) per proteggere te stesso e la tua famiglia da potenziali minacce alla salute, puoi contattarmi con cortesia e rispetto al mio indirizzo privato @davidezedda
MA PRIMA DI CONTATTARMI PRENDI VISIONE DEGLI IMPEGNI MORALI 👇
⭕️ P.S.Cosa chiedo in cambio? Il rispetto di pochissimi e semplicissimi impegni morali che ti illustro immediatamente e che ti ribadirò quando mi contatterai e provvederò ad inviarti sia il metodo/metodi che le indicazioni per non venire meno agli impegni morali 👇
⚠️ECCO GLI IMPEGNI MORALI 👇
👉1) Massima riservatezza 2) Ascoltare le mie canzoni 3) È gradita una libera MA CONSAPEVOLE donazione a sostegno del mio lavoro e della sopravvivenza del Canale
Davide
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione #ZS73 | Sito Web www.davidezedda.com
Amiche, amici: buonasera
✔️Vi prego di intervenire con una libera donazione a sostegno del mio lavoro dunque della vita stessa del canale partendo dal presupposto che aprile è stato il mese più povero di sempre sul fronte donazioni e che non si può lavorare 365 giorni l’anno 24 su 24 senza neppure poter sopravvivere del proprio lavoro. Grazie all’unica persona che si è ricordata di me in questi primi quattro giorni del mese, grazie a chi interverrà: nessuno al posto vostro che state leggendo!
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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🎵 🎶💫 6 MAGGIO 2025: ESCE LA MIA NUOVA CANZONE 🎶🎵💫
✔️Dopo i primi tre indizi
Indizio numero 1) 24/01/2024
Indizio numero 2) Vita
Indizio numero 3) Colori
✔️Ieri altri quattro indizi
Indizio numero 4) Polidori
Indizio numero 5) Van Gogh
Indizio numero 6) Herman Hesse
Indizio numero 7) Rembrandt
✔️Oggi altri quattro indizi
Indizio numero 8) Bacio
Indizio numero 9) Cielo
Indizio numero 10) Mare
Indizio numero 11) Libertà
A domani per l’ultimo indizio
Davide
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✔️Dopo i primi tre indizi
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✔️Ieri altri quattro indizi
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✔️Oggi altri quattro indizi
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A domani per l’ultimo indizio
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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FLASH NEWS | Il 2 maggio alle ore 2:50 del mattino la nave Freedom Flotilla, diretta a Gaza con aiuti umanitari, è stata colpita all’alba da un drone israeliano vicino a Malta, in acque internazionali. L’evento è stato raccontato in diretta da diversi operatori umanitari a bordo della nave.
Nel giro di qualche ora la notizia arriva sui media occidentali: nessuno di questi apre neanche all'ipotesi che l’attacco possa essere di matrice israeliana.
E mentre i media occidentali scivevano di razzi apparentemente caduti dal cielo, quelli israeliani avevano già apertamente attribuito l’attacco ad Israele, dicendo anche che poche ore prima un caccia israeliano aveva sorvolato sulla nave Flotilla.
Da InsideOver
BREVE COMMENTO | Israele sterco del demonio!
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Nel giro di qualche ora la notizia arriva sui media occidentali: nessuno di questi apre neanche all'ipotesi che l’attacco possa essere di matrice israeliana.
E mentre i media occidentali scivevano di razzi apparentemente caduti dal cielo, quelli israeliani avevano già apertamente attribuito l’attacco ad Israele, dicendo anche che poche ore prima un caccia israeliano aveva sorvolato sulla nave Flotilla.
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FLASH NEWS | Zelensky: 'non garantisco la sicurezza dei leader alla parata di Mosca'
- Medvedev: 'se Kiev provoca il 9 maggio, non arriverà al 10'
“Non arrivi al 10 Maggio” L’annuncio categorico a Zelensky dopo la sua ultima accusa senza senso contro il Cremlino
Russia: “Kiev rifiuta la tregua e minaccia la nostra parata? Non arriverà al 10 maggio”
BREVE COMMENTO | Durissima la replica di Mosca alle parole di Zelensky, che ha detto di non poter garantire la sicurezza dei leader politici internazionali ospiti di Putin alla parata per gli 80 anni dalla vittoria sovietica nella Seconda Guerra mondiale
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“Non arrivi al 10 Maggio” L’annuncio categorico a Zelensky dopo la sua ultima accusa senza senso contro il Cremlino
Russia: “Kiev rifiuta la tregua e minaccia la nostra parata? Non arriverà al 10 maggio”
BREVE COMMENTO | Durissima la replica di Mosca alle parole di Zelensky, che ha detto di non poter garantire la sicurezza dei leader politici internazionali ospiti di Putin alla parata per gli 80 anni dalla vittoria sovietica nella Seconda Guerra mondiale
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VIDEO | Follia UE sul fronte preparazione giovani alla guerra: articolo 167 (IMPORTANTISSIMO)
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VIDEO | 💥 COME COSTRINSERO BERLUSCONI A DIMETTERSI – LA LETTERA DI DRAGHI E L’INGRESSO DEL COMMISSARIAMENTO EUROPEO💥
Nel cuore dell’estate 2011, l’Italia fu protagonista di un episodio che molti definiscono come il momento in cui la sua sovranità politica fu “commissariata”. A innescare gli eventi che portarono alle dimissioni del governo Berlusconi fu una lettera riservata inviata il 5 agosto 2011 dalla Banca Centrale Europea. Firmata da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE, e dal suo successore designato Mario Draghi, la missiva imponeva all’Italia una serie di riforme strutturali con toni più simili a un diktat che a un consiglio tecnico.
La lettera conteneva richieste precise e non negoziabili: tagli alla spesa pubblica, innalzamento dell’età pensionabile, liberalizzazioni forzate, compressione dei salari nel pubblico impiego, revisione del sistema contrattuale nazionale. Ma soprattutto, si chiedeva di anticipare il pareggio di bilancio di almeno un anno, imponendo una linea di rigida austerità, senza alcun riguardo per le conseguenze sociali e politiche che tali misure avrebbero comportato.
Questa comunicazione non arrivò come frutto di un dialogo aperto con il governo italiano, bensì come un’imposizione esterna, proveniente da un’istituzione non eletta e fuori dal controllo democratico diretto. I mercati finanziari – già in tensione – reagirono con nervosismo, alimentando la spirale dello spread, che venne letto come segnale di sfiducia verso il governo italiano. Ma per molti osservatori critici, tra cui Marcello Foa, quella crisi venne in parte pilotata o quanto meno sfruttata per rimuovere un premier considerato "scomodo" dalle élite europee.
La BCE, di fatto, usò lo strumento dello spread e della pressione economica per forzare un cambio politico in Italia. Questa dinamica ha sollevato gravi interrogativi sulla natura del processo democratico all’interno dell’Unione Europea e sul ruolo reale degli organismi comunitari nei confronti degli Stati membri. Invece di supportare l’Italia in un momento delicato, si scelse di imporre una linea economica punitiva, sostenendo un cambio di leadership senza passare dalle urne.
Pochi mesi dopo, Berlusconi rassegnò le dimissioni, sotto la pressione convergente dei mercati, del Quirinale e dei partner europei. Al suo posto salì Mario Monti, un tecnico mai eletto, già figura ben inserita negli ambienti comunitari e accettato senza riserve dalle istituzioni europee e internazionali.
Questo passaggio segna, per molti critici, l’inizio di una stagione in cui la sovranità italiana venne subordinata agli interessi di Bruxelles, della BCE e delle grandi istituzioni finanziarie globali. La lettera Trichet-Draghi rimane ancora oggi uno dei documenti più controversi della storia recente italiana: non solo per il contenuto, ma per il modo in cui sancì un’ingerenza mai vista prima nei processi democratici di uno Stato membro dell’UE.
➡️ Il testo della famosa lettera Draghi-Trichet
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Nel cuore dell’estate 2011, l’Italia fu protagonista di un episodio che molti definiscono come il momento in cui la sua sovranità politica fu “commissariata”. A innescare gli eventi che portarono alle dimissioni del governo Berlusconi fu una lettera riservata inviata il 5 agosto 2011 dalla Banca Centrale Europea. Firmata da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE, e dal suo successore designato Mario Draghi, la missiva imponeva all’Italia una serie di riforme strutturali con toni più simili a un diktat che a un consiglio tecnico.
La lettera conteneva richieste precise e non negoziabili: tagli alla spesa pubblica, innalzamento dell’età pensionabile, liberalizzazioni forzate, compressione dei salari nel pubblico impiego, revisione del sistema contrattuale nazionale. Ma soprattutto, si chiedeva di anticipare il pareggio di bilancio di almeno un anno, imponendo una linea di rigida austerità, senza alcun riguardo per le conseguenze sociali e politiche che tali misure avrebbero comportato.
Questa comunicazione non arrivò come frutto di un dialogo aperto con il governo italiano, bensì come un’imposizione esterna, proveniente da un’istituzione non eletta e fuori dal controllo democratico diretto. I mercati finanziari – già in tensione – reagirono con nervosismo, alimentando la spirale dello spread, che venne letto come segnale di sfiducia verso il governo italiano. Ma per molti osservatori critici, tra cui Marcello Foa, quella crisi venne in parte pilotata o quanto meno sfruttata per rimuovere un premier considerato "scomodo" dalle élite europee.
La BCE, di fatto, usò lo strumento dello spread e della pressione economica per forzare un cambio politico in Italia. Questa dinamica ha sollevato gravi interrogativi sulla natura del processo democratico all’interno dell’Unione Europea e sul ruolo reale degli organismi comunitari nei confronti degli Stati membri. Invece di supportare l’Italia in un momento delicato, si scelse di imporre una linea economica punitiva, sostenendo un cambio di leadership senza passare dalle urne.
Pochi mesi dopo, Berlusconi rassegnò le dimissioni, sotto la pressione convergente dei mercati, del Quirinale e dei partner europei. Al suo posto salì Mario Monti, un tecnico mai eletto, già figura ben inserita negli ambienti comunitari e accettato senza riserve dalle istituzioni europee e internazionali.
Questo passaggio segna, per molti critici, l’inizio di una stagione in cui la sovranità italiana venne subordinata agli interessi di Bruxelles, della BCE e delle grandi istituzioni finanziarie globali. La lettera Trichet-Draghi rimane ancora oggi uno dei documenti più controversi della storia recente italiana: non solo per il contenuto, ma per il modo in cui sancì un’ingerenza mai vista prima nei processi democratici di uno Stato membro dell’UE.
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Uno studio condotto ad Atene scuote la narrazione ufficiale sulla pandemia: il 45,3% dei decessi classificati come “morti da COVID” durante l’ondata Omicron non sarebbe stato causato dal virus stesso. I ricercatori, analizzando 530 casi ospedalieri, hanno scoperto che quasi la metà delle persone decedute erano risultate positive al test, ma sono morte per altre patologie gravi come cancro, sepsi, ictus, insufficienza cardiaca o renale.
In molti casi, i pazienti non mostravano nemmeno sintomi legati al COVID-19. Eppure, bastava un tampone positivo per essere inseriti nel conteggio ufficiale delle vittime da coronavirus.
UN SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE ALTERATO
Questo studio, pubblicato su Scientific Reports, conferma ciò che molti esperti e osservatori critici hanno ipotizzato fin dall’inizio: i criteri utilizzati per definire una “morte da COVID” sono stati eccessivamente ampi e potenzialmente fuorvianti. L’equazione "positivo = morte da COVID" ha alimentato il panico pubblico e giustificato misure straordinarie, lockdown e restrizioni senza precedenti.
LE CONSEGUENZE DI UNA NARRAZIONE FUORVIANTE
Trattare i decessi “con COVID” come decessi “per COVID” ha avuto impatti profondi: ha falsato le statistiche, gonfiato l’emergenza e influenzato politiche sanitarie drastiche. Ha inoltre impedito una corretta valutazione dell’effettiva pericolosità delle varianti più recenti, come Omicron, notoriamente più contagiosa ma meno letale.
LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI SCIENTIFICHE IN BILICO
Questo studio solleva seri dubbi sulla trasparenza e sull’affidabilità delle comunicazioni ufficiali. La fiducia nella scienza e nelle istituzioni si basa su dati onesti e verificabili. Quando le definizioni vengono piegate per sostenere una narrativa, si corre il rischio di compromettere tutto il sistema.
Ora più che mai, è necessario rileggere i dati della pandemia con occhio critico e scientificamente rigoroso. Perché la verità, anche se scomoda, è l’unica strada verso una vera salute pubblica.
Scientific Reports
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Bambine piccolissime costrette a indossare il velo integrale con il volto cancellato lasciando visibili solo gli occhi.
Il tutto accompagnato dalle risate compiaciuti di uomini adulti.
Queste scene a mio avviso sono inquietanti, agghiaccianti, eppure rappresentano una quotidianità in tantissimi paesi del mondo.
È simbolo di pudore, di castità.
Ma allora, quale pudore dovrebbe proteggere una bambina?
Nella sinistra (la cosiddetta sinistra) c'è chi continua a raccontare che il velo è libertà e scelta personale.
Ma come può esserci libertà quando indossarlo è una minorenne?
Quando non è una scelta, ma una regola imposta?
Proprio in questi giorni, non in Medio Oriente, ma in Italia, una coppia pakistana ha chiesto a un avvocato di permettere alla figlia undicenne di andare a scuola con il niqab, il velo che copre tutto.
Cose che ci sembravano lontane, impossibili nel nostro paese, ora sono cronaca.
A Monfalcone abbiamo già visto studentesse velate integralmente.
E la tendenza è chiara.
Bambine sempre più giovani vengono costrette al velo in tutte le nostre città.
Non possiamo girarci dall'altra parte.
Queste situazioni gridano all'allarme.
Sono segnale di un pericolo concreto.
La donna ridotta al silenzio, privata della sua libertà, schiacciata da un fondamentalismo islamico che calpesta i diritti, la dignità e i valori su cui si fonda la nostra società.
Di fronte a tutto questo una sola risposta è possibile: resistere, non arretrare, non piegarci.
Domanda: quindi la cosiddetta sinistra in questo caso non urla nemmeno al patriarcato?
Quello solo quando è strumentale e funzionale al loro pensiero su un qualcosa (il patriarcato) che in Italia non esiste?
Pazzesco!
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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Il tutto accompagnato dalle risate compiaciuti di uomini adulti.
Queste scene a mio avviso sono inquietanti, agghiaccianti, eppure rappresentano una quotidianità in tantissimi paesi del mondo.
È simbolo di pudore, di castità.
Ma allora, quale pudore dovrebbe proteggere una bambina?
Nella sinistra (la cosiddetta sinistra) c'è chi continua a raccontare che il velo è libertà e scelta personale.
Ma come può esserci libertà quando indossarlo è una minorenne?
Quando non è una scelta, ma una regola imposta?
Proprio in questi giorni, non in Medio Oriente, ma in Italia, una coppia pakistana ha chiesto a un avvocato di permettere alla figlia undicenne di andare a scuola con il niqab, il velo che copre tutto.
Cose che ci sembravano lontane, impossibili nel nostro paese, ora sono cronaca.
A Monfalcone abbiamo già visto studentesse velate integralmente.
E la tendenza è chiara.
Bambine sempre più giovani vengono costrette al velo in tutte le nostre città.
Non possiamo girarci dall'altra parte.
Queste situazioni gridano all'allarme.
Sono segnale di un pericolo concreto.
La donna ridotta al silenzio, privata della sua libertà, schiacciata da un fondamentalismo islamico che calpesta i diritti, la dignità e i valori su cui si fonda la nostra società.
Di fronte a tutto questo una sola risposta è possibile: resistere, non arretrare, non piegarci.
Domanda: quindi la cosiddetta sinistra in questo caso non urla nemmeno al patriarcato?
Quello solo quando è strumentale e funzionale al loro pensiero su un qualcosa (il patriarcato) che in Italia non esiste?
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IL COMMENTO AL VIDEO | Vi sblocco un ricordo, 28 settembre 2003: in Italia blackout pressoché totale e danni e disagi immensi per poco più di 15 ore.
Nel 2003 non si viveva una società digitale e tecnologica come quella che viviamo oggi, provate dunque ad immaginare cosa accadrebbe oggi se vi fosse un blackout di 15 ore.
Bene, ora provate ad immaginare se il blackout durasse 72 ore.
Si tornerebbe al medioevo. Inevitabilmente! Ed allora è giusto che io insista con quanto segue
☑️ 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
"Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️ 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
🟰🟰🟰CONCLUSIONE 🟰🟰🟰
✔️Il kit di sopravvivenza per 72 ore non serve per la guerra, ma per i blackout!
Davide Zedda
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Nel 2003 non si viveva una società digitale e tecnologica come quella che viviamo oggi, provate dunque ad immaginare cosa accadrebbe oggi se vi fosse un blackout di 15 ore.
Bene, ora provate ad immaginare se il blackout durasse 72 ore.
Si tornerebbe al medioevo. Inevitabilmente! Ed allora è giusto che io insista con quanto segue
☑️ 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
"Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️ 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
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Davide Zedda
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✔️Vi prego di non ignorare questo appello e di intervenire con la massima urgenza con una libera donazione a sostegno del mio lavoro dunque della vita stessa del canale partendo dal presupposto che aprile è stato il mese più povero di sempre sul fronte donazioni e che maggio è partito nel peggiore dei modi con sole due donazioni. Io più che lavorare 365 giorni l’anno 24 su 24 non posso, per di più senza neppure poter sopravvivere del mio lavoro.
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Davide
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione #ZS73 | Sito Web www.davidezedda.com
AUDIO | Per voi ❤️La risposta…💫
Davide
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Viviamo in un'era in cui siamo costantemente esposti a molteplici minacce per la nostra salute, tra cui le onde elettromagnetiche, l'inquinamento dell'acqua e il rischio di contrarre malattie come la Dengue attraverso la puntura di zanzare particolarmente aggressive. Tuttavia, ci sono soluzioni accessibili a tutti (sia chiaro io non vendo nulla), che possono proteggerci e migliorare il nostro benessere
📡 Onde Elettromagnetiche: Siamo circondati da un mare di onde elettromagnetiche (3/4/5G ed altre), ma possiamo difenderci grazie ad un metodo potente e affidabile per schermarci sia dentro che fuori casa
🚰 Depurazione dell'Acqua: L'acqua che beviamo può essere contaminata da sostanze nocive, ma esiste un metodo ed un modo alla portata di tutti per depurarla
🦟 Prevenzione della Dengue: Vista la sostanziale impossibilità di ottenere la prescrizione medica di farmaci preventivi, c'è comunque un metodo semplice ed estremamente efficace per difenderci dalla Dengue
👉 Se desideri saperne di più su questi 3 metodi (e riceverli) per proteggere te stesso e la tua famiglia da potenziali minacce alla salute, puoi contattarmi con cortesia e rispetto al mio indirizzo privato @davidezedda
MA PRIMA DI CONTATTARMI PRENDI VISIONE DEGLI IMPEGNI MORALI 👇
⭕️ P.S.Cosa chiedo in cambio? Il rispetto di pochissimi e semplicissimi impegni morali che ti illustro immediatamente e che ti ribadirò quando mi contatterai e provvederò ad inviarti sia il metodo/metodi che le indicazioni per non venire meno agli impegni morali 👇
⚠️ECCO GLI IMPEGNI MORALI 👇
👉1) Massima riservatezza 2) Ascoltare le mie canzoni 3) È gradita una libera MA CONSAPEVOLE donazione a sostegno del mio lavoro e della sopravvivenza del Canale
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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🟰🟰🟰DOCUMENTI SCIOCCANTI DELLA PFIZER RIVELANO CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ
✔️Naomi Wolf, intervenendo a Hillsdale, ha svelato verità devastanti sepolte nei documenti interni di Pfizer, rivelando quello che lei definisce il "più grande crimine contro l'umanità della storia". Questi documenti riservati della FDA, condivisi con la stessa, svelano un insabbiamento agghiacciante. Ecco cosa sapeva Pfizer, e quando:
1. Insuccesso del vaccino riconosciuto in anticipo: appena UN MESE dopo la distribuzione a novembre 2020, i registri interni di Pfizer confermavano che i vaccini non avevano bloccato il COVID. Sorprendentemente, il terzo effetto collaterale più comune segnalato? Il COVID stesso. Mentre media e influencer promuovevano il vaccino, Pfizer sapeva che stava fallendo
2. Ondata di eventi avversi: nel giro di poche settimane, Pfizer fu sommersa da segnalazioni di gravi effetti collaterali. Avevano pianificato di assumere 2.400 dipendenti a tempo pieno solo per evadere le pratiche burocratiche relative alla valanga di eventi avversi che sapevano sarebbe arrivata. Il pubblico? Tenuto all'oscuro.
3. Danni cardiaci negli adolescenti: a maggio 2021, Pfizer sapeva che il vaccino aveva causato danni cardiaci a 35 minorenni entro una settimana dall'iniezione. Eppure, la FDA e il governo statunitense hanno ritardato l'avvertimento dei genitori fino ad agosto 2021, ovvero quattro mesi dopo. Durante quel periodo, i giovani adulti si sono trovati di fronte a una propaganda incessante: "Fallo per la nonna". Nessun accenno agli elevati rischi cardiaci.
4. Biodistribuzione tossica: il CDC ha affermato che i materiali del vaccino (nanoparticelle lipidiche, mRNA, proteina spike) rimanevano nel sito di iniezione. Falso. I dati forniti da Pfizer hanno mostrato che questi materiali si biodistribuiscono nell'organismo entro 48 ore, accumulandosi nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole surrenali e, cosa più allarmante, nelle ovaie delle donne. Questi grassi industriali, rivestiti di polietilenglicole, non hanno alcun meccanismo noto per abbandonare le ovaie, accumulandosi a ogni dose.
✔️Il Dott. Robert Chandler, un rispettato patologo, ha confermato che questi materiali persistono negli organi nel tempo, senza che il corpo possa espellerli in modo chiaro. Per le donne, questo solleva profonde preoccupazioni circa l'impatto a lungo termine sulla salute.
✔️Perché non ce l'hanno detto? Naomi Wolf chiede che si assuma la responsabilità: "È doloroso, ma la verità è la nostra arma". Condividi questo post per denunciare l'insabbiamento. Chiedi risposte. La posta in gioco non potrebbe essere più alta.
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✔️Naomi Wolf, intervenendo a Hillsdale, ha svelato verità devastanti sepolte nei documenti interni di Pfizer, rivelando quello che lei definisce il "più grande crimine contro l'umanità della storia". Questi documenti riservati della FDA, condivisi con la stessa, svelano un insabbiamento agghiacciante. Ecco cosa sapeva Pfizer, e quando:
1. Insuccesso del vaccino riconosciuto in anticipo: appena UN MESE dopo la distribuzione a novembre 2020, i registri interni di Pfizer confermavano che i vaccini non avevano bloccato il COVID. Sorprendentemente, il terzo effetto collaterale più comune segnalato? Il COVID stesso. Mentre media e influencer promuovevano il vaccino, Pfizer sapeva che stava fallendo
2. Ondata di eventi avversi: nel giro di poche settimane, Pfizer fu sommersa da segnalazioni di gravi effetti collaterali. Avevano pianificato di assumere 2.400 dipendenti a tempo pieno solo per evadere le pratiche burocratiche relative alla valanga di eventi avversi che sapevano sarebbe arrivata. Il pubblico? Tenuto all'oscuro.
3. Danni cardiaci negli adolescenti: a maggio 2021, Pfizer sapeva che il vaccino aveva causato danni cardiaci a 35 minorenni entro una settimana dall'iniezione. Eppure, la FDA e il governo statunitense hanno ritardato l'avvertimento dei genitori fino ad agosto 2021, ovvero quattro mesi dopo. Durante quel periodo, i giovani adulti si sono trovati di fronte a una propaganda incessante: "Fallo per la nonna". Nessun accenno agli elevati rischi cardiaci.
4. Biodistribuzione tossica: il CDC ha affermato che i materiali del vaccino (nanoparticelle lipidiche, mRNA, proteina spike) rimanevano nel sito di iniezione. Falso. I dati forniti da Pfizer hanno mostrato che questi materiali si biodistribuiscono nell'organismo entro 48 ore, accumulandosi nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole surrenali e, cosa più allarmante, nelle ovaie delle donne. Questi grassi industriali, rivestiti di polietilenglicole, non hanno alcun meccanismo noto per abbandonare le ovaie, accumulandosi a ogni dose.
✔️Il Dott. Robert Chandler, un rispettato patologo, ha confermato che questi materiali persistono negli organi nel tempo, senza che il corpo possa espellerli in modo chiaro. Per le donne, questo solleva profonde preoccupazioni circa l'impatto a lungo termine sulla salute.
✔️Perché non ce l'hanno detto? Naomi Wolf chiede che si assuma la responsabilità: "È doloroso, ma la verità è la nostra arma". Condividi questo post per denunciare l'insabbiamento. Chiedi risposte. La posta in gioco non potrebbe essere più alta.
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🟰🟰🟰LETTERA APERTA AL PRESIDENTE MATTARELLA DA PARTE DEL PROF. AUGUSTO SINAGRA🟰🟰🟰CHE BOMBA 💣
italiaveranews.it/.../lettera-ap…
‼️Egregio Signore, per lungo tempo abbiamo assistito a sue firme di convalida di decreti-legge o di promulgazione di leggi di dubbia costituzionalità a parere di molti. Prescindo dalle sue conoscenze del diritto costituzionale ma molti hanno pure nutrito il dubbio in ordine alla sua consapevolezza.
‼️Ora accade che dopo la gravità delle sue dichiarazioni a Mar§iglia lei, pensando di giustificarsi, ha aggravato la situazione affermando a Cettigne (Montenegro) che la Russia deve rispettare la Carta dell’ONU e astenersi per il futuro dall’aggredire altri Stati.
‼️Premesso che la Russia storicamente non ha mai aggredito nessuno e, viceversa, è stata sempre aggredita (anche dall’Italia nel 1941) e premesso anche che la veste da “vecchio saggio” non le si addice quanto alla saggezza, le ricordo che, secondo la Costituzione, non appartiene alle competenze del Capo dello Stato la gestione o l’orientamento della politica estera della Nazione, che è prerogativa del governo e del parlamento.
Conseguentemente si potrebbe opportunamente riflettere sulla possibilità che la sua condotta possa configurare, sul piano tecnico- giuridico, l’ipotesi dell’”attentato alla Costituzione della Repubblica” che, in caso di stato di messa di accusa, comporterebbe il giudizio dinanzi alla Corte costituzionale.
‼️Tuttavia, al di là di ogni considerazione tecnico-giuridica, resta il giudizio politico e storico che graverà sulla sua persona. Nel merito lei dovrebbe ben sapere che il diritto internazionale conosce l’Istituto della “legittima difesa preventiva”. Come pure dovrebbe sapere che proprio la Carta dell’ONU da lei evocata consente il legittimo intervento armato di uno Stato contro altro Stato se ciò appare veramente finalizzato a porre fine ad una violazione sistematica e massiccia dei diritti umani fondamentali. A cominciare dal diritto alla vita.
‼️È esattamente ciò che è accaduto nel Donbass, in Ucraina, dal 2014 e fino all’intervento militare russo del 2022. Le sue improvvide dichiarazioni espongono a serio pericolo gli interessi della Nazione e i suoi cittadini. Le sue dichiarazioni sembrano difendere gli interessi dell’Unione europea più rivolta verso un’opzione militare che di pace; una Unione europea ormai in stato di putrescenza morale, politica ed economica, come ben detto dal Vicepresidente USA Vance che questa Unione europea ha “schiaffeggiato” quasi con brutalità in occasione del Vertice di Monaco sulla sicurezza.
‼️Ricordo inoltre che lei era Vicepresidente del Consiglio e Ministro della Difesa nel governo D’Alema quando l’Italia intraprese un’azione di aggressione bellica sotto comando USA senza alcuna autorizzazione dell’ONU e senza neanche una deliberazione della stessa NATO; aggressione bellica che vide pesanti bombardamenti della Serbia (nostra storica amica) e della sua capitale Belgrado.
‼️E ciò con buona pace dell’art. 11 della Costituzione che consente soltanto la guerra difensiva.
‼️Dunque, egregio Signore, non crede che il suo non richiesto ammonimento alla Russia in Montenegro debba essere rivolto ad altri Stati, a cominciare dalla stessa Italia?
Da ultimo, registro che proprio oggi, con fasti e onori lei ha ricevuto il Signor Isaak Herzog Presidente dello Stato di Israele che ad oggi ha disatteso ben 73 Risoluzioni dell’ONU e che si è consegnato al vituperio delle genti per quel che ha fatto e continua a fare nel preordinato e continuato sterminio del Popolo palestinese.
‼️Lei non ha nulla da dire allo Stato di Israele in tema di rispetto dello Statuto delle Nazioni Unite?
Ancora la invito calorosamente a presentare sue pubbliche scuse al Presidente e al Popolo russo.
🟰Prof. Avv. Augusto Sinagra. Già Ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Direttore della Rivista della Cooperazione giuridica internazionale (fascia A) ed avvocato del Foro di Roma)
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italiaveranews.it/.../lettera-ap…
‼️Egregio Signore, per lungo tempo abbiamo assistito a sue firme di convalida di decreti-legge o di promulgazione di leggi di dubbia costituzionalità a parere di molti. Prescindo dalle sue conoscenze del diritto costituzionale ma molti hanno pure nutrito il dubbio in ordine alla sua consapevolezza.
‼️Ora accade che dopo la gravità delle sue dichiarazioni a Mar§iglia lei, pensando di giustificarsi, ha aggravato la situazione affermando a Cettigne (Montenegro) che la Russia deve rispettare la Carta dell’ONU e astenersi per il futuro dall’aggredire altri Stati.
‼️Premesso che la Russia storicamente non ha mai aggredito nessuno e, viceversa, è stata sempre aggredita (anche dall’Italia nel 1941) e premesso anche che la veste da “vecchio saggio” non le si addice quanto alla saggezza, le ricordo che, secondo la Costituzione, non appartiene alle competenze del Capo dello Stato la gestione o l’orientamento della politica estera della Nazione, che è prerogativa del governo e del parlamento.
Conseguentemente si potrebbe opportunamente riflettere sulla possibilità che la sua condotta possa configurare, sul piano tecnico- giuridico, l’ipotesi dell’”attentato alla Costituzione della Repubblica” che, in caso di stato di messa di accusa, comporterebbe il giudizio dinanzi alla Corte costituzionale.
‼️Tuttavia, al di là di ogni considerazione tecnico-giuridica, resta il giudizio politico e storico che graverà sulla sua persona. Nel merito lei dovrebbe ben sapere che il diritto internazionale conosce l’Istituto della “legittima difesa preventiva”. Come pure dovrebbe sapere che proprio la Carta dell’ONU da lei evocata consente il legittimo intervento armato di uno Stato contro altro Stato se ciò appare veramente finalizzato a porre fine ad una violazione sistematica e massiccia dei diritti umani fondamentali. A cominciare dal diritto alla vita.
‼️È esattamente ciò che è accaduto nel Donbass, in Ucraina, dal 2014 e fino all’intervento militare russo del 2022. Le sue improvvide dichiarazioni espongono a serio pericolo gli interessi della Nazione e i suoi cittadini. Le sue dichiarazioni sembrano difendere gli interessi dell’Unione europea più rivolta verso un’opzione militare che di pace; una Unione europea ormai in stato di putrescenza morale, politica ed economica, come ben detto dal Vicepresidente USA Vance che questa Unione europea ha “schiaffeggiato” quasi con brutalità in occasione del Vertice di Monaco sulla sicurezza.
‼️Ricordo inoltre che lei era Vicepresidente del Consiglio e Ministro della Difesa nel governo D’Alema quando l’Italia intraprese un’azione di aggressione bellica sotto comando USA senza alcuna autorizzazione dell’ONU e senza neanche una deliberazione della stessa NATO; aggressione bellica che vide pesanti bombardamenti della Serbia (nostra storica amica) e della sua capitale Belgrado.
‼️E ciò con buona pace dell’art. 11 della Costituzione che consente soltanto la guerra difensiva.
‼️Dunque, egregio Signore, non crede che il suo non richiesto ammonimento alla Russia in Montenegro debba essere rivolto ad altri Stati, a cominciare dalla stessa Italia?
Da ultimo, registro che proprio oggi, con fasti e onori lei ha ricevuto il Signor Isaak Herzog Presidente dello Stato di Israele che ad oggi ha disatteso ben 73 Risoluzioni dell’ONU e che si è consegnato al vituperio delle genti per quel che ha fatto e continua a fare nel preordinato e continuato sterminio del Popolo palestinese.
‼️Lei non ha nulla da dire allo Stato di Israele in tema di rispetto dello Statuto delle Nazioni Unite?
Ancora la invito calorosamente a presentare sue pubbliche scuse al Presidente e al Popolo russo.
🟰Prof. Avv. Augusto Sinagra. Già Ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Direttore della Rivista della Cooperazione giuridica internazionale (fascia A) ed avvocato del Foro di Roma)
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VIDEO | 💥 MONI OVADIA CONTRO IL SIONISMO: “UNA DEVIAZIONE DAL VERO EBRAISMO”💥
In un intervento destinato a far discutere, l’intellettuale e artista Moni Ovadia ha espresso con fermezza la sua posizione sul sionismo, distinguendolo nettamente dall’ebraismo. Le sue parole, forti e senza ambiguità, pongono al centro del dibattito un nodo storico, religioso e politico spesso travisato.
Secondo Ovadia, sionismo ed ebraismo non sono sinonimi, ma concetti opposti. L’ebraismo è una tradizione religiosa millenaria, fondata sulla legge morale, sull’amore per il prossimo e sul rifiuto dell’idolatria del potere. Il sionismo, al contrario, è una ideologia politica laica, nata in Europa alla fine del XIX secolo, che ha assunto connotati colonialisti, razzisti e segregazionisti.
“I sionisti hanno pervertito il messaggio dell’ebraismo,” ha affermato Ovadia, accusando il progetto sionista di aver snaturato i principi fondamentali della Torah per fini nazionalistici. A sostegno delle sue parole, numerosi rabbini e studiosi ebrei ortodossi hanno nel tempo condannato il sionismo come eresia:
Movimenti ebraici tradizionalisti come Neturei Karta hanno sostenuto per decenni che lo Stato di Israele, fondato su principi politici e militari, viola il patto spirituale tra Dio e il popolo ebraico. Anche figure come il rabbino Elhanan Wasserman, martire della Shoah, hanno denunciato il sionismo come “una forma di apostasia moderna”.
Ovadia va oltre, denunciando anche l’uso sistematico dell’accusa di antisemitismo come arma per silenziare ogni critica al sionismo:
“Chi lancia accuse di antisemitismo per difendere il sionismo compie un vero e proprio crimine,” ha affermato. Secondo lui, equiparare ogni critica allo Stato d’Israele a un atto antiebraico è una manipolazione pericolosa che banalizza il vero antisemitismo e lo svuota di significato.
Il suo messaggio è netto: non si può confondere la fede con l’ideologia, né piegare una tradizione religiosa millenaria a un’agenda politica. L’ebraismo, nella sua essenza, non ha nulla a che vedere con la violenza, l’occupazione o la supremazia nazionale. È anzi il suo esatto opposto: una chiamata alla giustizia, alla compassione e alla pace.
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In un intervento destinato a far discutere, l’intellettuale e artista Moni Ovadia ha espresso con fermezza la sua posizione sul sionismo, distinguendolo nettamente dall’ebraismo. Le sue parole, forti e senza ambiguità, pongono al centro del dibattito un nodo storico, religioso e politico spesso travisato.
Secondo Ovadia, sionismo ed ebraismo non sono sinonimi, ma concetti opposti. L’ebraismo è una tradizione religiosa millenaria, fondata sulla legge morale, sull’amore per il prossimo e sul rifiuto dell’idolatria del potere. Il sionismo, al contrario, è una ideologia politica laica, nata in Europa alla fine del XIX secolo, che ha assunto connotati colonialisti, razzisti e segregazionisti.
“I sionisti hanno pervertito il messaggio dell’ebraismo,” ha affermato Ovadia, accusando il progetto sionista di aver snaturato i principi fondamentali della Torah per fini nazionalistici. A sostegno delle sue parole, numerosi rabbini e studiosi ebrei ortodossi hanno nel tempo condannato il sionismo come eresia:
“I nostri padri furono esiliati da Dio, non da una nazione. E solo Dio può porre fine all’esilio,” afferma il Talmud (Ketubot 111a), che proibisce esplicitamente agli ebrei di forzare il ritorno in Terra Santa prima dell’arrivo del Messia.
Movimenti ebraici tradizionalisti come Neturei Karta hanno sostenuto per decenni che lo Stato di Israele, fondato su principi politici e militari, viola il patto spirituale tra Dio e il popolo ebraico. Anche figure come il rabbino Elhanan Wasserman, martire della Shoah, hanno denunciato il sionismo come “una forma di apostasia moderna”.
Ovadia va oltre, denunciando anche l’uso sistematico dell’accusa di antisemitismo come arma per silenziare ogni critica al sionismo:
“Chi lancia accuse di antisemitismo per difendere il sionismo compie un vero e proprio crimine,” ha affermato. Secondo lui, equiparare ogni critica allo Stato d’Israele a un atto antiebraico è una manipolazione pericolosa che banalizza il vero antisemitismo e lo svuota di significato.
Il suo messaggio è netto: non si può confondere la fede con l’ideologia, né piegare una tradizione religiosa millenaria a un’agenda politica. L’ebraismo, nella sua essenza, non ha nulla a che vedere con la violenza, l’occupazione o la supremazia nazionale. È anzi il suo esatto opposto: una chiamata alla giustizia, alla compassione e alla pace.
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VIDEO | 🚨 ALBERI ABBATTUTI PER IL CONTROLLO GLOBALE: LA VERITÀ OLTRE LA “MANUTENZIONE”
Stanno abbattendo alberi ovunque, senza sosta, senza apparente giustificazione reale. I motivi ufficiali? “Sicurezza”, “manutenzione”, “prevenzione incendi”. Ma la realtà è ben più inquietante e viene nascosta dietro comunicati rassicuranti e parole vuote.
Gli alberi – antichi, vitali, testimoni silenziosi del nostro equilibrio con la natura – vengono sistematicamente rimossi non perché rappresentino un pericolo, ma perché ostacolano le onde elettromagnetiche. Onde ad alta frequenza necessarie per alimentare una rete capillare di controllo, il cuore invisibile del sistema di sorveglianza totale che si sta imponendo a livello globale.
Ogni antenna, ogni torre 5G, ogni dispositivo “intelligente” richiede un campo libero, sgombro da ostacoli naturali. Gli alberi, con la loro umidità interna e la loro massa biologica, interferiscono. E allora devono sparire.
Ma c’è di più: i tagli avvengono nel momento peggiore possibile.
Molti interventi vengono fatti a marzo e aprile, mesi in cui gli alberi sono in fase vegetativa attiva. Durante questo periodo, la linfa circola copiosamente per sostenere la crescita di foglie e fiori. Tagliare in questa fase provoca emorragie, stress estremo e apre la porta a malattie e parassiti. In alcuni casi, l’albero non sopravvive.
Potare o abbattere un albero ad aprile equivale spesso a condannarlo a morte. Le pratiche corrette indicano che si dovrebbe intervenire solo tra novembre e febbraio, durante il riposo vegetativo. Eppure, in nome di una falsa “manutenzione”, si procede incuranti della biologia delle piante.
Questo è ciò che hanno creato con il terrore: persone paranoiche, intrappolate nella propria mente, che hanno trasformato la paura in prigionia, condannando anche la natura.
L’obiettivo è chiaro: trasformare ogni città in una griglia digitale, dove milioni di individui vengono costantemente monitorati, registrati, analizzati. Ogni gesto, ogni movimento, ogni parola passa attraverso il filtro del cloud. Un controllo costante, silenzioso e pervasivo, giustificato con il pretesto della connettività, della comodità, della “smart life”.
Ma il prezzo è altissimo: perdita di natura, disconnessione umana, dipendenza digitale. E soprattutto, l’assuefazione alla sorveglianza come nuova normalità.
Dietro la distruzione di ogni albero si cela una strategia più ampia: eliminare ciò che è vivo per far posto a ciò che è controllabile.
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Stanno abbattendo alberi ovunque, senza sosta, senza apparente giustificazione reale. I motivi ufficiali? “Sicurezza”, “manutenzione”, “prevenzione incendi”. Ma la realtà è ben più inquietante e viene nascosta dietro comunicati rassicuranti e parole vuote.
Gli alberi – antichi, vitali, testimoni silenziosi del nostro equilibrio con la natura – vengono sistematicamente rimossi non perché rappresentino un pericolo, ma perché ostacolano le onde elettromagnetiche. Onde ad alta frequenza necessarie per alimentare una rete capillare di controllo, il cuore invisibile del sistema di sorveglianza totale che si sta imponendo a livello globale.
Ogni antenna, ogni torre 5G, ogni dispositivo “intelligente” richiede un campo libero, sgombro da ostacoli naturali. Gli alberi, con la loro umidità interna e la loro massa biologica, interferiscono. E allora devono sparire.
Ma c’è di più: i tagli avvengono nel momento peggiore possibile.
Molti interventi vengono fatti a marzo e aprile, mesi in cui gli alberi sono in fase vegetativa attiva. Durante questo periodo, la linfa circola copiosamente per sostenere la crescita di foglie e fiori. Tagliare in questa fase provoca emorragie, stress estremo e apre la porta a malattie e parassiti. In alcuni casi, l’albero non sopravvive.
Potare o abbattere un albero ad aprile equivale spesso a condannarlo a morte. Le pratiche corrette indicano che si dovrebbe intervenire solo tra novembre e febbraio, durante il riposo vegetativo. Eppure, in nome di una falsa “manutenzione”, si procede incuranti della biologia delle piante.
Questo è ciò che hanno creato con il terrore: persone paranoiche, intrappolate nella propria mente, che hanno trasformato la paura in prigionia, condannando anche la natura.
L’obiettivo è chiaro: trasformare ogni città in una griglia digitale, dove milioni di individui vengono costantemente monitorati, registrati, analizzati. Ogni gesto, ogni movimento, ogni parola passa attraverso il filtro del cloud. Un controllo costante, silenzioso e pervasivo, giustificato con il pretesto della connettività, della comodità, della “smart life”.
Ma il prezzo è altissimo: perdita di natura, disconnessione umana, dipendenza digitale. E soprattutto, l’assuefazione alla sorveglianza come nuova normalità.
Dietro la distruzione di ogni albero si cela una strategia più ampia: eliminare ciò che è vivo per far posto a ciò che è controllabile.
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