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VIDEO | ❗️ LE CINQUE DOMANDE DI TONY BENN: IL TEST DEFINITIVO PER RICONOSCERE UNA VERA DEMOCRAZIA
In un mondo sempre più complesso e governato da poteri opachi, il politico britannico Tony Benn ci ha lasciato uno strumento semplice, ma potentissimo, per smascherare l’autoritarismo travestito da democrazia: cinque domande chiave. Cinque domande che ogni cittadino dovrebbe rivolgere a chi detiene il potere – sia esso un politico, un dirigente aziendale, un burocrate o un tecnocrate.
💥 1. Che potere hai?
Ogni autorità deve essere in grado di spiegare chiaramente il tipo di potere che esercita. Se non può farlo, o lo camuffa dietro tecnicismi e burocrazia, è un segnale d’allarme.
💥 2. Da dove l’hai preso?
Il potere legittimo nasce dal consenso, non dalla forza, dalla paura o da giochi di palazzo. Se il potere non viene dal popolo, non è democratico.
💥 3. Nell’interesse di chi lo eserciti?
Governare non è un atto neutrale. O lo si fa per il bene comune, o lo si fa per favorire interessi privati, élite, multinazionali. È fondamentale sapere chi guadagna dalle decisioni prese.
💥 4. A chi sei responsabile?
Il potere deve rendere conto delle sue azioni. Se chi governa non risponde a nessuno, se non c'è trasparenza, siamo di fronte a una struttura autoritaria travestita da istituzione democratica.
💥 5. Come possiamo sbarazzarci di te?
Questa è la domanda cruciale. In democrazia, il popolo può rimuovere pacificamente chi governa. Se questo non è possibile, non siamo in una democrazia, ma in una forma più o meno sofisticata di tirannia.
Tony Benn ci ha lasciato queste domande non come teoria, ma come bussola morale e politica. Se chi comanda oggi – nei governi, nelle grandi aziende, nelle organizzazioni sovranazionali – non è in grado di rispondere apertamente e onestamente a queste domande, allora è nostro dovere mettere in discussione la legittimità del loro potere.
Queste cinque domande sono un invito alla vigilanza, alla responsabilità e, soprattutto, alla partecipazione attiva dei cittadini. Perché la democrazia non è solo votare ogni tanto: è poter cambiare chi decide, quando smette di rappresentare il popolo.
✉️ Unisciti al Canale Telegram T.me/Davide_Zedda
In un mondo sempre più complesso e governato da poteri opachi, il politico britannico Tony Benn ci ha lasciato uno strumento semplice, ma potentissimo, per smascherare l’autoritarismo travestito da democrazia: cinque domande chiave. Cinque domande che ogni cittadino dovrebbe rivolgere a chi detiene il potere – sia esso un politico, un dirigente aziendale, un burocrate o un tecnocrate.
Ogni autorità deve essere in grado di spiegare chiaramente il tipo di potere che esercita. Se non può farlo, o lo camuffa dietro tecnicismi e burocrazia, è un segnale d’allarme.
Il potere legittimo nasce dal consenso, non dalla forza, dalla paura o da giochi di palazzo. Se il potere non viene dal popolo, non è democratico.
Governare non è un atto neutrale. O lo si fa per il bene comune, o lo si fa per favorire interessi privati, élite, multinazionali. È fondamentale sapere chi guadagna dalle decisioni prese.
Il potere deve rendere conto delle sue azioni. Se chi governa non risponde a nessuno, se non c'è trasparenza, siamo di fronte a una struttura autoritaria travestita da istituzione democratica.
Questa è la domanda cruciale. In democrazia, il popolo può rimuovere pacificamente chi governa. Se questo non è possibile, non siamo in una democrazia, ma in una forma più o meno sofisticata di tirannia.
Tony Benn ci ha lasciato queste domande non come teoria, ma come bussola morale e politica. Se chi comanda oggi – nei governi, nelle grandi aziende, nelle organizzazioni sovranazionali – non è in grado di rispondere apertamente e onestamente a queste domande, allora è nostro dovere mettere in discussione la legittimità del loro potere.
Queste cinque domande sono un invito alla vigilanza, alla responsabilità e, soprattutto, alla partecipazione attiva dei cittadini. Perché la democrazia non è solo votare ogni tanto: è poter cambiare chi decide, quando smette di rappresentare il popolo.
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VIDEO | 🚨 LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE SOTTO ASSEDIO IN EUROPA: IL CASO CHAY BOWES E LE DERIVE DEL CONTROLLO INFORMATIVO
Negli ultimi anni, l’Europa storicamente culla di democrazia, pluralismo e diritti civili sta mostrando preoccupanti segni di regressione in materia di libertà di stampa e di espressione. Il caso del giornalista irlandese Chay Bowes, arrestato in Romania e successivamente deportato, è l’ultimo episodio di una lunga serie che solleva interrogativi sulla direzione che sta prendendo il continente.
Bowes, collaboratore dell’emittente RT, ha denunciato pubblicamente le pressioni, le intimidazioni e le misure repressive messe in atto contro di lui per il solo fatto di aver espresso opinioni critiche e scomode. Il giornalista ha affermato che “se hanno potuto fare questo a me, possono farlo a te e alla tua famiglia”, mettendo in guardia tutti i cittadini sul fatto che i diritti civili non sono più garantiti incondizionatamente.
Secondo Bowes, ciò che sta accadendo è parte di una più ampia strategia di censura sistematica: chi esprime dissenso viene etichettato come “minaccia”, isolato, perseguitato. Gli strumenti? Arresti, espulsioni, chiusura di conti bancari, oscuramento di canali informativi, limitazioni digitali.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui sempre più giornalisti e attivisti denunciano una crescente criminalizzazione del pensiero critico in vari paesi europei. In nome della “sicurezza” o della “lotta alla disinformazione”, si colpiscono spesso voci alternative, con misure sproporzionate che pongono un serio rischio per lo stato di diritto.
“Se dire la verità in Europa è ormai una minaccia per la sicurezza nazionale, allora il vostro Stato ha un grosso problema”, conclude Bowes. Una frase che sintetizza il timore condiviso da molti: la trasformazione dell’Unione Europea da spazio di libertà in una macchina opaca di controllo centralizzato, dove la critica viene zittita e chi indaga troppo a fondo viene messo a tacere.
Al di là delle opinioni personali o dell’affiliazione di Bowes, il suo caso solleva una domanda fondamentale: è ancora possibile fare giornalismo libero in Europa, senza temere ritorsioni?
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Negli ultimi anni, l’Europa storicamente culla di democrazia, pluralismo e diritti civili sta mostrando preoccupanti segni di regressione in materia di libertà di stampa e di espressione. Il caso del giornalista irlandese Chay Bowes, arrestato in Romania e successivamente deportato, è l’ultimo episodio di una lunga serie che solleva interrogativi sulla direzione che sta prendendo il continente.
Bowes, collaboratore dell’emittente RT, ha denunciato pubblicamente le pressioni, le intimidazioni e le misure repressive messe in atto contro di lui per il solo fatto di aver espresso opinioni critiche e scomode. Il giornalista ha affermato che “se hanno potuto fare questo a me, possono farlo a te e alla tua famiglia”, mettendo in guardia tutti i cittadini sul fatto che i diritti civili non sono più garantiti incondizionatamente.
Secondo Bowes, ciò che sta accadendo è parte di una più ampia strategia di censura sistematica: chi esprime dissenso viene etichettato come “minaccia”, isolato, perseguitato. Gli strumenti? Arresti, espulsioni, chiusura di conti bancari, oscuramento di canali informativi, limitazioni digitali.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui sempre più giornalisti e attivisti denunciano una crescente criminalizzazione del pensiero critico in vari paesi europei. In nome della “sicurezza” o della “lotta alla disinformazione”, si colpiscono spesso voci alternative, con misure sproporzionate che pongono un serio rischio per lo stato di diritto.
“Se dire la verità in Europa è ormai una minaccia per la sicurezza nazionale, allora il vostro Stato ha un grosso problema”, conclude Bowes. Una frase che sintetizza il timore condiviso da molti: la trasformazione dell’Unione Europea da spazio di libertà in una macchina opaca di controllo centralizzato, dove la critica viene zittita e chi indaga troppo a fondo viene messo a tacere.
Al di là delle opinioni personali o dell’affiliazione di Bowes, il suo caso solleva una domanda fondamentale: è ancora possibile fare giornalismo libero in Europa, senza temere ritorsioni?
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✔️Tanto è grave la situazione che non c’è più tempo
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Davide
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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Carissime amiche e carissimi amici,
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Il giornalismo d’inchiesta, informazione, approfondimento…
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
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P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 389💫
Davide
🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA NUOVA CANZONE 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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Davide
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VIDEO | Mai!
Davide Zedda
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VIDEO | ⚠️ CHI È IDA MAGLI: LA DONNA CHE AVEVA PREVISTO IL FALLIMENTO DELL'UNIONE EUROPEA
Ida Magli è stata un'antropologa, filosofa e saggista italiana tra le più controverse e lucide voci critiche dell'integrazione europea. Nata nel 1925 e scomparsa nel 2016, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle trasformazioni culturali, politiche e sociali dell’Occidente, con particolare attenzione all’Italia e all’Europa contemporanea.
Con il suo stile diretto e privo di compromessi, Magli ha denunciato molto prima dell’introduzione dell’euro i rischi legati alla costruzione di un’Unione Europea guidata più da interessi tecnocratici che da volontà popolari. Nei suoi scritti e nelle sue conferenze ha previsto, con straordinaria lucidità, la crisi delle imprese, l’inflazione crescente, le restrizioni salariali e il pesante impatto dell’euro sulle economie dei paesi del Sud Europa, come Italia, Grecia e Spagna.
Secondo Magli, l’euro non avrebbe potuto "unificare" l’Europa, ma solo livellare al ribasso le economie meno forti, distruggendo identità nazionali e sovranità economica. In Italia, a differenza di altri paesi europei, l’adozione dell’euro avvenne senza alcun dibattito pubblico né referendum, un aspetto che la studiosa ha sempre considerato un grave atto di sottomissione politica.
Una sua celebre citazione recita:
Le sue analisi sono oggi rilette con interesse, alla luce delle difficoltà crescenti dell’Unione Europea e del malcontento popolare che attraversa molti Stati membri. Ida Magli resta una figura scomoda ma profetica, che ha avuto il coraggio di dire ciò che molti temevano anche solo di pensare.
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Ida Magli è stata un'antropologa, filosofa e saggista italiana tra le più controverse e lucide voci critiche dell'integrazione europea. Nata nel 1925 e scomparsa nel 2016, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle trasformazioni culturali, politiche e sociali dell’Occidente, con particolare attenzione all’Italia e all’Europa contemporanea.
Con il suo stile diretto e privo di compromessi, Magli ha denunciato molto prima dell’introduzione dell’euro i rischi legati alla costruzione di un’Unione Europea guidata più da interessi tecnocratici che da volontà popolari. Nei suoi scritti e nelle sue conferenze ha previsto, con straordinaria lucidità, la crisi delle imprese, l’inflazione crescente, le restrizioni salariali e il pesante impatto dell’euro sulle economie dei paesi del Sud Europa, come Italia, Grecia e Spagna.
Secondo Magli, l’euro non avrebbe potuto "unificare" l’Europa, ma solo livellare al ribasso le economie meno forti, distruggendo identità nazionali e sovranità economica. In Italia, a differenza di altri paesi europei, l’adozione dell’euro avvenne senza alcun dibattito pubblico né referendum, un aspetto che la studiosa ha sempre considerato un grave atto di sottomissione politica.
Una sua celebre citazione recita:
"L’Europa è stata costruita sopra le teste dei cittadini, senza consultarli, senza chiedere il loro consenso, come si fa in ogni regime autoritario."Le sue analisi sono oggi rilette con interesse, alla luce delle difficoltà crescenti dell’Unione Europea e del malcontento popolare che attraversa molti Stati membri. Ida Magli resta una figura scomoda ma profetica, che ha avuto il coraggio di dire ciò che molti temevano anche solo di pensare.
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🇨🇦🇺🇸🇬🇧🇦🇺 | 💥 Finalmente! Il comitato ufficiale #EU_Corona_ sta arrivando! 💥
Uno dei miei obiettivi centrali nel mio lavoro al Parlamento europeo sta finalmente diventando una realtà. Ora inizierà l'indagine ufficiale sull'indicibile politica della corona, che con le sue misure draconiane e persino totalitarie ha gravemente indebolito la nostra società, ha gravemente danneggiato la fiducia dei cittadini nella politica e allo stesso tempo ha gettato molte persone nella disperazione assoluta e le ha danneggiate fisicamente o addirittura uccise per mezzo di iniezioni sperimentali di mRNA.
Ulteriori informazioni nel seguente comunicato stampa della mia delegazione dell'AfD:
(07.05.2025)
+++ Christine Anderson: Richiesta di indagine sulla COVID Deals Reachs Required Support +++
È stato ufficialmente confermato oggi: La richiesta di istituire un #committee_of_inquiry in merito al
I contratti di vaccino di @EU_Commission - in particolare i controversi accordi di Pfizer sotto Ursula von der #Leyen - hanno raggiunto i 180 sostenitori richiesti al Parlamento europeo. La richiesta, intitolata "#TRAC - Trasparenza e responsabilità", sarà ora presentata alla Conferenza dei presidenti per ulteriori decisioni ai sensi dell'articolo 215 del regolamento interno.
Il comitato previsto è inteso a indagare a fondo:
➡️ i negoziati della Commissione europea sui vaccini, in particolare le comunicazioni SMS personali tra il Presidente della Commissione e #Pfizer,
➡️ presunti casi di corruzione come #Qatargate e #Huaweigate,
➡️ nonché l'influenza esercitata dalle organizzazioni non governative (ONG) finanziate dalla Commissione.
💬📢 Christine Anderson, membro del Parlamento europeo e capo del gruppo ESN, ha dichiarato:
"Una delle mie priorità chiave durante questa legislatura è stata la revisione delle politiche COVID-19, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento di vaccini. I cittadini hanno il diritto di sapere come i contratti multimiliardari con deroghe di responsabilità potrebbero essere conclusi tramite messaggi SMS. Questo comitato farà luce sugli angoli bui della corruzione all'interno della Commissione - non solo in relazione ai vaccini, ma anche riguardo all'influenza delle aziende cinesi e degli Stati del Golfo.
Ora tocca ai cristiano-democratici europei, ai socialdemocratici, ai verdi e alla sinistra decidere se ascoltare la nostra richiesta di trasparenza, responsabilità e responsabilità politica - o continuare a battere il tamburo della cosiddetta trasparenza senza agire.
Un ringraziamento speciale va al gruppo "Patriots for Europe" - @PatriotsEP, che ha contribuito notevolmente a mobilitare il sostegno e a portare la questione con fermezza all'ordine del giorno. Insieme, ora chiediamo: piena trasparenza, indagine approfondita e responsabilità politica per quanto riguarda l'influenza esterna, i conflitti di interesse e le possibili violazioni legali all'interno delle istituzioni dell'UE.
Fonte
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Uno dei miei obiettivi centrali nel mio lavoro al Parlamento europeo sta finalmente diventando una realtà. Ora inizierà l'indagine ufficiale sull'indicibile politica della corona, che con le sue misure draconiane e persino totalitarie ha gravemente indebolito la nostra società, ha gravemente danneggiato la fiducia dei cittadini nella politica e allo stesso tempo ha gettato molte persone nella disperazione assoluta e le ha danneggiate fisicamente o addirittura uccise per mezzo di iniezioni sperimentali di mRNA.
Ulteriori informazioni nel seguente comunicato stampa della mia delegazione dell'AfD:
(07.05.2025)
+++ Christine Anderson: Richiesta di indagine sulla COVID Deals Reachs Required Support +++
È stato ufficialmente confermato oggi: La richiesta di istituire un #committee_of_inquiry in merito al
I contratti di vaccino di @EU_Commission - in particolare i controversi accordi di Pfizer sotto Ursula von der #Leyen - hanno raggiunto i 180 sostenitori richiesti al Parlamento europeo. La richiesta, intitolata "#TRAC - Trasparenza e responsabilità", sarà ora presentata alla Conferenza dei presidenti per ulteriori decisioni ai sensi dell'articolo 215 del regolamento interno.
Il comitato previsto è inteso a indagare a fondo:
➡️ i negoziati della Commissione europea sui vaccini, in particolare le comunicazioni SMS personali tra il Presidente della Commissione e #Pfizer,
➡️ presunti casi di corruzione come #Qatargate e #Huaweigate,
➡️ nonché l'influenza esercitata dalle organizzazioni non governative (ONG) finanziate dalla Commissione.
💬📢 Christine Anderson, membro del Parlamento europeo e capo del gruppo ESN, ha dichiarato:
"Una delle mie priorità chiave durante questa legislatura è stata la revisione delle politiche COVID-19, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento di vaccini. I cittadini hanno il diritto di sapere come i contratti multimiliardari con deroghe di responsabilità potrebbero essere conclusi tramite messaggi SMS. Questo comitato farà luce sugli angoli bui della corruzione all'interno della Commissione - non solo in relazione ai vaccini, ma anche riguardo all'influenza delle aziende cinesi e degli Stati del Golfo.
Ora tocca ai cristiano-democratici europei, ai socialdemocratici, ai verdi e alla sinistra decidere se ascoltare la nostra richiesta di trasparenza, responsabilità e responsabilità politica - o continuare a battere il tamburo della cosiddetta trasparenza senza agire.
Un ringraziamento speciale va al gruppo "Patriots for Europe" - @PatriotsEP, che ha contribuito notevolmente a mobilitare il sostegno e a portare la questione con fermezza all'ordine del giorno. Insieme, ora chiediamo: piena trasparenza, indagine approfondita e responsabilità politica per quanto riguarda l'influenza esterna, i conflitti di interesse e le possibili violazioni legali all'interno delle istituzioni dell'UE.
Fonte
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Dalla Francia al Belgio, dall'Austria all'Italia, dall'Olanda alla Germania, tutti a lezioni di sottomissione.
La cosiddetta sinistra europea e comunità musulmane stanno usando la scuola con la scusa dell'integrazione per inculcare ai nostri figli i dogmi dell'Islam.
Nel nostro paese abbiamo subito gli istituti chiusi per il Ramadan, le merende vietate all'intervallo per notare il digiuno dei musulmani, i corsi del velo esamico e ora pure le preghiere inginocchiati davanti all'imam.
Oramai è una deriva senza fine, le nostre radici calpestate senza ritegno per accogliere a braccia aperte chi ci chiama infedeli.
In Olanda già da anni abbiamo scuole che visitano i centri islamici.
Pensate che in Germania una famiglia che aveva osato lamentarsi per la gita in moschea della classe di sua figlia, il 90% degli iscritti di fede islamica.
Uno schema destinato a ripetersi anche in Italia come stiamo vedendo nell'ultimo caso di Treviso.
In Inghilterra i bambini vengono portati in moschea addirittura per combattere l'islamofobia.
Ma io mi chiedo: ma in queste gite ci sarà un imam che racconta che in alcuni casi le donne non possono togliersi il velo appena le botte quando va bene e la morte quando va male, o che le donne sono costrette a pregare recinti separati durante il Ramadan.
“Sinistri” e musulmani parlano di integrazione ma praticano la sottomissione e noi a questo gioco non ci stiamo.
Non svendiamo la nostra cultura e le nostre tradizioni per compiacere chi vuole dominarci.
Davide Zedda
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La cosiddetta sinistra europea e comunità musulmane stanno usando la scuola con la scusa dell'integrazione per inculcare ai nostri figli i dogmi dell'Islam.
Nel nostro paese abbiamo subito gli istituti chiusi per il Ramadan, le merende vietate all'intervallo per notare il digiuno dei musulmani, i corsi del velo esamico e ora pure le preghiere inginocchiati davanti all'imam.
Oramai è una deriva senza fine, le nostre radici calpestate senza ritegno per accogliere a braccia aperte chi ci chiama infedeli.
In Olanda già da anni abbiamo scuole che visitano i centri islamici.
Pensate che in Germania una famiglia che aveva osato lamentarsi per la gita in moschea della classe di sua figlia, il 90% degli iscritti di fede islamica.
Uno schema destinato a ripetersi anche in Italia come stiamo vedendo nell'ultimo caso di Treviso.
In Inghilterra i bambini vengono portati in moschea addirittura per combattere l'islamofobia.
Ma io mi chiedo: ma in queste gite ci sarà un imam che racconta che in alcuni casi le donne non possono togliersi il velo appena le botte quando va bene e la morte quando va male, o che le donne sono costrette a pregare recinti separati durante il Ramadan.
“Sinistri” e musulmani parlano di integrazione ma praticano la sottomissione e noi a questo gioco non ci stiamo.
Non svendiamo la nostra cultura e le nostre tradizioni per compiacere chi vuole dominarci.
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🟰🟰🟰Cosa intende Xi Jinping quando dice che la Cina è pronta a unirsi alla Russia nel difendere la verità sulla Seconda Guerra Mondiale alle Nazioni Unite?🟰🟰🟰
✔️Perché adesso? Perché questa frase, alla vigilia del 9 maggio, è un giorno sacro per la memoria russa? Che cosa significa questa volontà comune di "difendere la verità"?
✔️Quindi ci sarebbe una bugia globale su questa guerra?
✔️Che cosa è stato falsificato? Perché l'Occidente mette così raramente in evidenza il ruolo decisivo dell'URSS nella sconfitta del nazismo? Perché parliamo sempre delle spiagge della Normandia, ma così poco di Stalingrado, del sacrificio di 27 milioni di sovietici?
✔️E da parte cinese, perché questa insistenza?
✔️Si tratta di ricordare i crimini dell'esercito imperiale giapponese - troppo spesso dimenticati o minimizzati nei libri di testo occidentali? Si tratta di denunciare la riabilitazione di alcuni regimi cooperativi, anche in Ucraina oggi?
✔️Di più: perché portare questa "verità" alle Nazioni Unite, e non solo un discorso storico?
✔️La guerra della memoria sta diventando un'arma diplomatica? La falsificazione del passato è diventata uno strumento di propaganda per giustificare i conflitti in corso?
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✔️Perché adesso? Perché questa frase, alla vigilia del 9 maggio, è un giorno sacro per la memoria russa? Che cosa significa questa volontà comune di "difendere la verità"?
✔️Quindi ci sarebbe una bugia globale su questa guerra?
✔️Che cosa è stato falsificato? Perché l'Occidente mette così raramente in evidenza il ruolo decisivo dell'URSS nella sconfitta del nazismo? Perché parliamo sempre delle spiagge della Normandia, ma così poco di Stalingrado, del sacrificio di 27 milioni di sovietici?
✔️E da parte cinese, perché questa insistenza?
✔️Si tratta di ricordare i crimini dell'esercito imperiale giapponese - troppo spesso dimenticati o minimizzati nei libri di testo occidentali? Si tratta di denunciare la riabilitazione di alcuni regimi cooperativi, anche in Ucraina oggi?
✔️Di più: perché portare questa "verità" alle Nazioni Unite, e non solo un discorso storico?
✔️La guerra della memoria sta diventando un'arma diplomatica? La falsificazione del passato è diventata uno strumento di propaganda per giustificare i conflitti in corso?
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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AUDIO | Per voi ❤️Che dice !… 💫 (Parte2, fine)
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
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C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
🟰🟰🟰ELEZIONE NUOVO PONTEFICE: LA “PROFEZIA” SUL PAPA LENE XIV DA PARTE DI UN MONACO DEL MONTE ATHOS SU IL FOGLIO IN DATA 7 MAGGIO 2025(Parte1, Parte 2 alle 16:00)🟰🟰🟰
🟰1. Una firma simbolica, un messaggio cifrato
✔️La lingua ufficiale del Vaticano è il latino, e il nome «Vincenzo Agostini» non è una casualità.
✔️Vincenzo, dal latino vincens, allude a chi trionfa. Agostini è un chiaro riferimento all’Ordine di Sant’Agostino, a cui appartiene Prevost. Il mittente, che si presenta come osservatore sul Monte Athos, uno dei luoghi più carichi di misticismo e ascetismo ortodosso, afferma di aver ricevuto la notizia da una “intelligenza bizantina” – espressione ambigua, che può indicare tanto un anziano monaco quanto una struttura di potere informativo parallelo, o, com’è più probabile secondo me, un servizio d’intelligence mascherato
🟰2. Analisi psicolinguistica del messaggio
✔️Il messaggio è breve, controllato, privo di emotività. Nessun entusiasmo, nessuna vanagloria profetica. Lo stile è ieratico e simbolico. Il lessico sobrio e alto suggerisce un autore colto, probabilmente con formazione teologica o diplomatica. L’intento non è informativo, ma performativo: lasciare una traccia pubblica, «leggibile solo a posteriori», come atto di predizione controllata
✔️La frase finale «Il nome terreno lo si ricava facilmente» è un invito all’enigmistica intellettuale. Chi conosceva l’appartenenza agostiniana di Prevost e la sua ascesa recente avrebbe potuto decodificare il messaggio. Ma soprattutto, il vero intento sembra essere quello di suggellare pubblicamente una scelta già compiuta altrove, prima ancora che il conclave si riunisse
🟰3. Il conclave manovrato e la regia esterna
✔️L’elezione di Robert Francis Prevost, pressoché ignorato dai media e mai citato tra i papabili, è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ma ciò che i più non vedono è che già da tempo era stato preparato: la sua nomina a Prefetto del Dicastero per i Vescovi, avvenuta a gennaio 2023, lo aveva collocato nel cuore della macchina curiale. E la sua creazione a cardinale, avvenuta solo otto mesi prima del conclave, sembrava un passaggio tecnico, ma si è rivelato il trampolino verso il soglio pontificio
✔️Tutto ciò suggerisce una regia esterna al conclave stesso. Un potere che agisce prima, sopra e attorno ai cardinali, e che è in grado di influenzarne le decisioni. Quale potere? Le ipotesi convergono su reti transnazionali composte da:
• Fratellanze massoniche e circuiti iniziatici, infiltrati nei ranghi ecclesiastici;
• Apparati di intelligence occidentali, da tempo attivi nel determinare equilibri spirituali funzionali a progetti geopolitici;
• Lobby ideologiche filoatlantiche, alleate della componente sinodale progressista, ma capaci anche di mascherarsi da restauratori ortodossi
✔️L’aspetto più enigmatico e inquietante è la scelta del quotidiano Il Foglio come destinatario del messaggio. Perché rendere pubblica una soffiata così precisa? Perché affidarla proprio a un organo d’informazione apertamente filosionista, ben inserito nei circoli euro-atlantici e vaticani? Qui si apre una pista ulteriore: è possibile che l’operazione Leone XIV sia parte di una più vasta strategia d’influenza in cui Israele e le sue reti transnazionali giochino un ruolo decisivo, non per motivi religiosi, ma per controllare simbolicamente e politicamente il futuro della Cristianità? (non solo la Chiesa Cattolica) Mostrare in anticipo la propria conoscenza degli eventi potrebbe essere stato un modo per rivendicare un potere egemonico che si manifesta nel silenzio, ma che tutto osserva e tutto orienta
✔️L’elezione di Leone XIV, apparentemente mite e liturgicamente composto, potrebbe dunque essere il volto spirituale di una continuità strategica: un bergoglismo trasfigurato, che mantiene l’impianto sinodale e l’agenda multilaterale, ma con una tonalità dottrinale rassicurante per neutralizzare l’opposizione interna
🟰🟰🟰SEGUE PARTE 2 ORE 16:00🟰🟰🟰
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🟰1. Una firma simbolica, un messaggio cifrato
✔️La lingua ufficiale del Vaticano è il latino, e il nome «Vincenzo Agostini» non è una casualità.
✔️Vincenzo, dal latino vincens, allude a chi trionfa. Agostini è un chiaro riferimento all’Ordine di Sant’Agostino, a cui appartiene Prevost. Il mittente, che si presenta come osservatore sul Monte Athos, uno dei luoghi più carichi di misticismo e ascetismo ortodosso, afferma di aver ricevuto la notizia da una “intelligenza bizantina” – espressione ambigua, che può indicare tanto un anziano monaco quanto una struttura di potere informativo parallelo, o, com’è più probabile secondo me, un servizio d’intelligence mascherato
🟰2. Analisi psicolinguistica del messaggio
✔️Il messaggio è breve, controllato, privo di emotività. Nessun entusiasmo, nessuna vanagloria profetica. Lo stile è ieratico e simbolico. Il lessico sobrio e alto suggerisce un autore colto, probabilmente con formazione teologica o diplomatica. L’intento non è informativo, ma performativo: lasciare una traccia pubblica, «leggibile solo a posteriori», come atto di predizione controllata
✔️La frase finale «Il nome terreno lo si ricava facilmente» è un invito all’enigmistica intellettuale. Chi conosceva l’appartenenza agostiniana di Prevost e la sua ascesa recente avrebbe potuto decodificare il messaggio. Ma soprattutto, il vero intento sembra essere quello di suggellare pubblicamente una scelta già compiuta altrove, prima ancora che il conclave si riunisse
🟰3. Il conclave manovrato e la regia esterna
✔️L’elezione di Robert Francis Prevost, pressoché ignorato dai media e mai citato tra i papabili, è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ma ciò che i più non vedono è che già da tempo era stato preparato: la sua nomina a Prefetto del Dicastero per i Vescovi, avvenuta a gennaio 2023, lo aveva collocato nel cuore della macchina curiale. E la sua creazione a cardinale, avvenuta solo otto mesi prima del conclave, sembrava un passaggio tecnico, ma si è rivelato il trampolino verso il soglio pontificio
✔️Tutto ciò suggerisce una regia esterna al conclave stesso. Un potere che agisce prima, sopra e attorno ai cardinali, e che è in grado di influenzarne le decisioni. Quale potere? Le ipotesi convergono su reti transnazionali composte da:
• Fratellanze massoniche e circuiti iniziatici, infiltrati nei ranghi ecclesiastici;
• Apparati di intelligence occidentali, da tempo attivi nel determinare equilibri spirituali funzionali a progetti geopolitici;
• Lobby ideologiche filoatlantiche, alleate della componente sinodale progressista, ma capaci anche di mascherarsi da restauratori ortodossi
✔️L’aspetto più enigmatico e inquietante è la scelta del quotidiano Il Foglio come destinatario del messaggio. Perché rendere pubblica una soffiata così precisa? Perché affidarla proprio a un organo d’informazione apertamente filosionista, ben inserito nei circoli euro-atlantici e vaticani? Qui si apre una pista ulteriore: è possibile che l’operazione Leone XIV sia parte di una più vasta strategia d’influenza in cui Israele e le sue reti transnazionali giochino un ruolo decisivo, non per motivi religiosi, ma per controllare simbolicamente e politicamente il futuro della Cristianità? (non solo la Chiesa Cattolica) Mostrare in anticipo la propria conoscenza degli eventi potrebbe essere stato un modo per rivendicare un potere egemonico che si manifesta nel silenzio, ma che tutto osserva e tutto orienta
✔️L’elezione di Leone XIV, apparentemente mite e liturgicamente composto, potrebbe dunque essere il volto spirituale di una continuità strategica: un bergoglismo trasfigurato, che mantiene l’impianto sinodale e l’agenda multilaterale, ma con una tonalità dottrinale rassicurante per neutralizzare l’opposizione interna
🟰🟰🟰SEGUE PARTE 2 ORE 16:00🟰🟰🟰
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🟰🟰🟰ELEZIONE NUOVO PONTEFICE: LA “PROFEZIA” SUL PAPA LENE XIV DA PARTE DI UN MONACO DEL MONTE ATHOS SU IL FOGLIO IN DATA 7 MAGGIO 2025(Parte1, Parte 2 FINE)🟰🟰🟰
=4. Il problema della legittimità: se Bergoglio era un antipapa?
✔️Non si può eludere una domanda capitale. Se, come sostengono molti canonisti e teologi, Benedetto XVI non abdicò validamente al munus petrino, ma solo al ministerium, allora la sua rinuncia era invalida. In tal caso:
• Il pontificato di Francesco sarebbe stato illegittimo;
• Tutti i cardinali creati da lui, compreso Prevost, sarebbero canonicamente nulli;
• Il conclave del 2025 stesso sarebbe viziato nella radice giuridica.
✔️L’eventualità è teologicamente devastante: significherebbe che Leone XIV non è Papa legittimo, ma parte di una sequenza apostatica iniziata con una rinuncia forzata e una usurpazione sapientemente diretta da poteri esterni alla Chiesa Cattolica
🟰Conclusione
✔️Il messaggio firmato Vincenzo Agostini, lungi dall’essere un caso di chiaroveggenza privata, appare ora come una firma rituale. Un sigillo. Una dichiarazione cifrata di un sistema che sta plasmando la Chiesa Cattolica per disegni universalistici più ampi
✔️Un’élite che sta disegnando i vertici della Chiesa Cattolica (un fenomeno che si registra in tutte le altre organizzazioni religiose), e che intende travestire la continuità bergogliana sotto le sembianze agostiniane di un Leone
✔️In tale contesto si inserisce la notizia, riportata anche dal Quotidiano Nazionale, secondo cui Donald Trump avrebbe fatto recapitare al Vaticano un assegno di 14 milioni di dollari in occasione del funerale di Bergoglio. Una cifra che colpisce non solo per l’entità, ma per il suo valore simbolico: 14 milioni come XIV, Leone XIV. Una coincidenza troppo perfetta per non essere letta come un messaggio cifrato, un sigillo di investitura mascherato da omaggio
✔️Questo gesto non ha nulla di protocollare o filantropico: è una forma di consacrazione materiale, un rituale economico che precede e accompagna l’intronizzazione del nuovo pontefice. In chiave biblica, potremmo definirlo un atto alla maniera dei re stranieri che venivano a portare tributi al trono di Salomone: non per devozione, ma per affermare una sudditanza indiretta o un’alleanza occulta
✔️Il regista non è Trump. Egli appare piuttosto come un messaggero operativo di interessi superiori, strumento di circuiti finanziari e geopolitici che precedono i governi e attraversano le religioni.
✔️A sostenere la convergenza americana vi sarebbe il cardinale Timothy Dolan, non come papabile, ma come kingmaker: colui che dispone pacchetti di voti, ma non ne raccoglie l’eredità
✔️E il nome su cui tutto converge è quello di Robert Francis Prevost, volto mansueto, obbediente e “ponte” tra gli equilibri nordamericani e il Sud globale
In un mondo dove chi controlla il denaro controlla il potere, la vera regia si cela nei circuiti sovranazionali della finanza globale, in quelle centrali invisibili che condizionano tanto il Vaticano quanto la Casa Bianca, tanto la Federazione Russa quanto la Cina, ecc. Il denaro, come sempre, precede l’incoronazione
✔️Ma ciò che agli occhi degli uomini appare come successione legittima, può ben essere, agli occhi di Dio, la progressiva installazione del mistero dell’iniquità. Come scritto: «Il mistero dell’iniquità è già all’opera» (2 Tessalonicesi 2:7), e ancora: «Aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone» (Apocalisse 13:11).
✔️Chi spera che il pontificato di Leone XIV segni un ritorno alla tradizione cattolica rimarrà presto deluso
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=4. Il problema della legittimità: se Bergoglio era un antipapa?
✔️Non si può eludere una domanda capitale. Se, come sostengono molti canonisti e teologi, Benedetto XVI non abdicò validamente al munus petrino, ma solo al ministerium, allora la sua rinuncia era invalida. In tal caso:
• Il pontificato di Francesco sarebbe stato illegittimo;
• Tutti i cardinali creati da lui, compreso Prevost, sarebbero canonicamente nulli;
• Il conclave del 2025 stesso sarebbe viziato nella radice giuridica.
✔️L’eventualità è teologicamente devastante: significherebbe che Leone XIV non è Papa legittimo, ma parte di una sequenza apostatica iniziata con una rinuncia forzata e una usurpazione sapientemente diretta da poteri esterni alla Chiesa Cattolica
🟰Conclusione
✔️Il messaggio firmato Vincenzo Agostini, lungi dall’essere un caso di chiaroveggenza privata, appare ora come una firma rituale. Un sigillo. Una dichiarazione cifrata di un sistema che sta plasmando la Chiesa Cattolica per disegni universalistici più ampi
✔️Un’élite che sta disegnando i vertici della Chiesa Cattolica (un fenomeno che si registra in tutte le altre organizzazioni religiose), e che intende travestire la continuità bergogliana sotto le sembianze agostiniane di un Leone
✔️In tale contesto si inserisce la notizia, riportata anche dal Quotidiano Nazionale, secondo cui Donald Trump avrebbe fatto recapitare al Vaticano un assegno di 14 milioni di dollari in occasione del funerale di Bergoglio. Una cifra che colpisce non solo per l’entità, ma per il suo valore simbolico: 14 milioni come XIV, Leone XIV. Una coincidenza troppo perfetta per non essere letta come un messaggio cifrato, un sigillo di investitura mascherato da omaggio
✔️Questo gesto non ha nulla di protocollare o filantropico: è una forma di consacrazione materiale, un rituale economico che precede e accompagna l’intronizzazione del nuovo pontefice. In chiave biblica, potremmo definirlo un atto alla maniera dei re stranieri che venivano a portare tributi al trono di Salomone: non per devozione, ma per affermare una sudditanza indiretta o un’alleanza occulta
✔️Il regista non è Trump. Egli appare piuttosto come un messaggero operativo di interessi superiori, strumento di circuiti finanziari e geopolitici che precedono i governi e attraversano le religioni.
✔️A sostenere la convergenza americana vi sarebbe il cardinale Timothy Dolan, non come papabile, ma come kingmaker: colui che dispone pacchetti di voti, ma non ne raccoglie l’eredità
✔️E il nome su cui tutto converge è quello di Robert Francis Prevost, volto mansueto, obbediente e “ponte” tra gli equilibri nordamericani e il Sud globale
In un mondo dove chi controlla il denaro controlla il potere, la vera regia si cela nei circuiti sovranazionali della finanza globale, in quelle centrali invisibili che condizionano tanto il Vaticano quanto la Casa Bianca, tanto la Federazione Russa quanto la Cina, ecc. Il denaro, come sempre, precede l’incoronazione
✔️Ma ciò che agli occhi degli uomini appare come successione legittima, può ben essere, agli occhi di Dio, la progressiva installazione del mistero dell’iniquità. Come scritto: «Il mistero dell’iniquità è già all’opera» (2 Tessalonicesi 2:7), e ancora: «Aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone» (Apocalisse 13:11).
✔️Chi spera che il pontificato di Leone XIV segni un ritorno alla tradizione cattolica rimarrà presto deluso
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VIDEO | 🚨 VACCINI E CONFLITTI D'INTERESSE: LA VERITÀ NASCOSTA SVELATA IN TV
Un servizio andato in onda il 12 marzo 2009 su TG Leonardo ha riacceso i riflettori su una delle questioni più delicate della medicina moderna: i conflitti di interesse tra ricerca scientifica e industria farmaceutica, in particolare riguardo ai vaccini antinfluenzali. In quell’occasione, ospite del programma fu proprio il virologo Fabrizio Pregliasco, che affrontò pubblicamente il tema, ammettendo l’esistenza di legami tra studi clinici e case farmaceutiche produttrici.
Il punto centrale? La maggior parte delle ricerche sui vaccini antinfluenzali è finanziata e condotta dalle stesse aziende che li producono, mettendo in discussione la reale indipendenza e affidabilità dei dati diffusi. Una verità scomoda che mina la trasparenza del dibattito scientifico e solleva interrogativi etici di enorme rilevanza.
"Mancano studi indipendenti e a lungo termine, e chi controlla spesso è controllato" — è questo il messaggio, implicito ma inequivocabile, che emerse dal servizio. Una dichiarazione che oggi, a distanza di anni, suona ancora più attuale in un contesto dove la fiducia nella scienza è spesso messa alla prova.
Il servizio fu rapidamente dimenticato dai grandi media, ma resta una testimonianza clamorosa che molti ignorano o preferiscono non ricordare.
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Un servizio andato in onda il 12 marzo 2009 su TG Leonardo ha riacceso i riflettori su una delle questioni più delicate della medicina moderna: i conflitti di interesse tra ricerca scientifica e industria farmaceutica, in particolare riguardo ai vaccini antinfluenzali. In quell’occasione, ospite del programma fu proprio il virologo Fabrizio Pregliasco, che affrontò pubblicamente il tema, ammettendo l’esistenza di legami tra studi clinici e case farmaceutiche produttrici.
Il punto centrale? La maggior parte delle ricerche sui vaccini antinfluenzali è finanziata e condotta dalle stesse aziende che li producono, mettendo in discussione la reale indipendenza e affidabilità dei dati diffusi. Una verità scomoda che mina la trasparenza del dibattito scientifico e solleva interrogativi etici di enorme rilevanza.
"Mancano studi indipendenti e a lungo termine, e chi controlla spesso è controllato" — è questo il messaggio, implicito ma inequivocabile, che emerse dal servizio. Una dichiarazione che oggi, a distanza di anni, suona ancora più attuale in un contesto dove la fiducia nella scienza è spesso messa alla prova.
Il servizio fu rapidamente dimenticato dai grandi media, ma resta una testimonianza clamorosa che molti ignorano o preferiscono non ricordare.
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VIDEO | 🌱 IL METODO INTEGRATIVE: UN APPROCCIO NATURALE PER RIGENERARE CORPO E MENTE
Il Dott. Diego Pedrocchi, esperto in omotossicologia e medicina integrata, evidenzia come l'accumulo di tossine sia una delle principali cause dell’invecchiamento precoce e dell’insorgere di disturbi cronici. Il Metodo Integrative nasce proprio con l’obiettivo di contrastare questi processi attraverso un approccio olistico, naturale e personalizzato.
Questo metodo si basa su tre pilastri fondamentali:
1. Detossinazione profonda: attraverso l’uso di rimedi omotossicologici e integratori naturali mirati, il corpo viene aiutato ad eliminare le tossine accumulate nei tessuti, nel fegato, nei reni e nell’intestino. Questo processo favorisce una rigenerazione cellulare più efficace e migliora il metabolismo.
2. Riequilibrio dell’energia vitale: grazie a tecniche come l’omeopatia, la fitoterapia e la micronutrizione, si agisce sul sistema nervoso e immunitario per riportare l’organismo in uno stato di equilibrio, riducendo stress, infiammazioni silenti e stanchezza cronica.
3. Prevenzione attiva e personalizzazione: il Metodo Integrative non si limita a curare i sintomi, ma agisce sulle cause profonde del malessere, personalizzando i trattamenti in base allo stile di vita, all’età e alla costituzione biologica del paziente.
INTEGRATORI NATURALI A SUPPORTO DEL METODO
Il protocollo Integrative fa uso di integratori selezionati per sostenere l'organismo in modo naturale e sinergico:
Per la detossinazione: cardo mariano, tarassaco, curcuma, zeolite, chlorella, glutatione o N-acetilcisteina.
Per la protezione immunitaria e antinfiammatoria: vitamina C liposomiale, zinco, vitamina D3 + K2, omega-3 EPA/DHA.
Per il benessere del sistema nervoso: magnesio (bisglicinato), adattogeni naturali come rhodiola rosea, ashwagandha, passiflora; melatonina o 5-HTP se indicati.
Per il riequilibrio intestinale: probiotici specifici, prebiotici (inulina, FOS), L-glutammina.
Tutti gli integratori vengono scelti e dosati in base al quadro clinico individuale, con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio profondo, sostenere i naturali processi di autoguarigione e rallentare i segni del tempo.
Con il Metodo Integrative, prendersi cura della propria salute significa investire nel benessere futuro, attraverso un percorso consapevole, naturale e scientificamente fondato.
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Il Dott. Diego Pedrocchi, esperto in omotossicologia e medicina integrata, evidenzia come l'accumulo di tossine sia una delle principali cause dell’invecchiamento precoce e dell’insorgere di disturbi cronici. Il Metodo Integrative nasce proprio con l’obiettivo di contrastare questi processi attraverso un approccio olistico, naturale e personalizzato.
Questo metodo si basa su tre pilastri fondamentali:
1. Detossinazione profonda: attraverso l’uso di rimedi omotossicologici e integratori naturali mirati, il corpo viene aiutato ad eliminare le tossine accumulate nei tessuti, nel fegato, nei reni e nell’intestino. Questo processo favorisce una rigenerazione cellulare più efficace e migliora il metabolismo.
2. Riequilibrio dell’energia vitale: grazie a tecniche come l’omeopatia, la fitoterapia e la micronutrizione, si agisce sul sistema nervoso e immunitario per riportare l’organismo in uno stato di equilibrio, riducendo stress, infiammazioni silenti e stanchezza cronica.
3. Prevenzione attiva e personalizzazione: il Metodo Integrative non si limita a curare i sintomi, ma agisce sulle cause profonde del malessere, personalizzando i trattamenti in base allo stile di vita, all’età e alla costituzione biologica del paziente.
INTEGRATORI NATURALI A SUPPORTO DEL METODO
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Per la protezione immunitaria e antinfiammatoria: vitamina C liposomiale, zinco, vitamina D3 + K2, omega-3 EPA/DHA.
Per il benessere del sistema nervoso: magnesio (bisglicinato), adattogeni naturali come rhodiola rosea, ashwagandha, passiflora; melatonina o 5-HTP se indicati.
Per il riequilibrio intestinale: probiotici specifici, prebiotici (inulina, FOS), L-glutammina.
Tutti gli integratori vengono scelti e dosati in base al quadro clinico individuale, con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio profondo, sostenere i naturali processi di autoguarigione e rallentare i segni del tempo.
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