AUDIO | Per voi ❤️Che dice !… 💫 (Parte2, fine)
Davide
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⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
🟰🟰🟰ELEZIONE NUOVO PONTEFICE: LA “PROFEZIA” SUL PAPA LENE XIV DA PARTE DI UN MONACO DEL MONTE ATHOS SU IL FOGLIO IN DATA 7 MAGGIO 2025(Parte1, Parte 2 alle 16:00)🟰🟰🟰
🟰1. Una firma simbolica, un messaggio cifrato
✔️La lingua ufficiale del Vaticano è il latino, e il nome «Vincenzo Agostini» non è una casualità.
✔️Vincenzo, dal latino vincens, allude a chi trionfa. Agostini è un chiaro riferimento all’Ordine di Sant’Agostino, a cui appartiene Prevost. Il mittente, che si presenta come osservatore sul Monte Athos, uno dei luoghi più carichi di misticismo e ascetismo ortodosso, afferma di aver ricevuto la notizia da una “intelligenza bizantina” – espressione ambigua, che può indicare tanto un anziano monaco quanto una struttura di potere informativo parallelo, o, com’è più probabile secondo me, un servizio d’intelligence mascherato
🟰2. Analisi psicolinguistica del messaggio
✔️Il messaggio è breve, controllato, privo di emotività. Nessun entusiasmo, nessuna vanagloria profetica. Lo stile è ieratico e simbolico. Il lessico sobrio e alto suggerisce un autore colto, probabilmente con formazione teologica o diplomatica. L’intento non è informativo, ma performativo: lasciare una traccia pubblica, «leggibile solo a posteriori», come atto di predizione controllata
✔️La frase finale «Il nome terreno lo si ricava facilmente» è un invito all’enigmistica intellettuale. Chi conosceva l’appartenenza agostiniana di Prevost e la sua ascesa recente avrebbe potuto decodificare il messaggio. Ma soprattutto, il vero intento sembra essere quello di suggellare pubblicamente una scelta già compiuta altrove, prima ancora che il conclave si riunisse
🟰3. Il conclave manovrato e la regia esterna
✔️L’elezione di Robert Francis Prevost, pressoché ignorato dai media e mai citato tra i papabili, è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ma ciò che i più non vedono è che già da tempo era stato preparato: la sua nomina a Prefetto del Dicastero per i Vescovi, avvenuta a gennaio 2023, lo aveva collocato nel cuore della macchina curiale. E la sua creazione a cardinale, avvenuta solo otto mesi prima del conclave, sembrava un passaggio tecnico, ma si è rivelato il trampolino verso il soglio pontificio
✔️Tutto ciò suggerisce una regia esterna al conclave stesso. Un potere che agisce prima, sopra e attorno ai cardinali, e che è in grado di influenzarne le decisioni. Quale potere? Le ipotesi convergono su reti transnazionali composte da:
• Fratellanze massoniche e circuiti iniziatici, infiltrati nei ranghi ecclesiastici;
• Apparati di intelligence occidentali, da tempo attivi nel determinare equilibri spirituali funzionali a progetti geopolitici;
• Lobby ideologiche filoatlantiche, alleate della componente sinodale progressista, ma capaci anche di mascherarsi da restauratori ortodossi
✔️L’aspetto più enigmatico e inquietante è la scelta del quotidiano Il Foglio come destinatario del messaggio. Perché rendere pubblica una soffiata così precisa? Perché affidarla proprio a un organo d’informazione apertamente filosionista, ben inserito nei circoli euro-atlantici e vaticani? Qui si apre una pista ulteriore: è possibile che l’operazione Leone XIV sia parte di una più vasta strategia d’influenza in cui Israele e le sue reti transnazionali giochino un ruolo decisivo, non per motivi religiosi, ma per controllare simbolicamente e politicamente il futuro della Cristianità? (non solo la Chiesa Cattolica) Mostrare in anticipo la propria conoscenza degli eventi potrebbe essere stato un modo per rivendicare un potere egemonico che si manifesta nel silenzio, ma che tutto osserva e tutto orienta
✔️L’elezione di Leone XIV, apparentemente mite e liturgicamente composto, potrebbe dunque essere il volto spirituale di una continuità strategica: un bergoglismo trasfigurato, che mantiene l’impianto sinodale e l’agenda multilaterale, ma con una tonalità dottrinale rassicurante per neutralizzare l’opposizione interna
🟰🟰🟰SEGUE PARTE 2 ORE 16:00🟰🟰🟰
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🟰1. Una firma simbolica, un messaggio cifrato
✔️La lingua ufficiale del Vaticano è il latino, e il nome «Vincenzo Agostini» non è una casualità.
✔️Vincenzo, dal latino vincens, allude a chi trionfa. Agostini è un chiaro riferimento all’Ordine di Sant’Agostino, a cui appartiene Prevost. Il mittente, che si presenta come osservatore sul Monte Athos, uno dei luoghi più carichi di misticismo e ascetismo ortodosso, afferma di aver ricevuto la notizia da una “intelligenza bizantina” – espressione ambigua, che può indicare tanto un anziano monaco quanto una struttura di potere informativo parallelo, o, com’è più probabile secondo me, un servizio d’intelligence mascherato
🟰2. Analisi psicolinguistica del messaggio
✔️Il messaggio è breve, controllato, privo di emotività. Nessun entusiasmo, nessuna vanagloria profetica. Lo stile è ieratico e simbolico. Il lessico sobrio e alto suggerisce un autore colto, probabilmente con formazione teologica o diplomatica. L’intento non è informativo, ma performativo: lasciare una traccia pubblica, «leggibile solo a posteriori», come atto di predizione controllata
✔️La frase finale «Il nome terreno lo si ricava facilmente» è un invito all’enigmistica intellettuale. Chi conosceva l’appartenenza agostiniana di Prevost e la sua ascesa recente avrebbe potuto decodificare il messaggio. Ma soprattutto, il vero intento sembra essere quello di suggellare pubblicamente una scelta già compiuta altrove, prima ancora che il conclave si riunisse
🟰3. Il conclave manovrato e la regia esterna
✔️L’elezione di Robert Francis Prevost, pressoché ignorato dai media e mai citato tra i papabili, è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ma ciò che i più non vedono è che già da tempo era stato preparato: la sua nomina a Prefetto del Dicastero per i Vescovi, avvenuta a gennaio 2023, lo aveva collocato nel cuore della macchina curiale. E la sua creazione a cardinale, avvenuta solo otto mesi prima del conclave, sembrava un passaggio tecnico, ma si è rivelato il trampolino verso il soglio pontificio
✔️Tutto ciò suggerisce una regia esterna al conclave stesso. Un potere che agisce prima, sopra e attorno ai cardinali, e che è in grado di influenzarne le decisioni. Quale potere? Le ipotesi convergono su reti transnazionali composte da:
• Fratellanze massoniche e circuiti iniziatici, infiltrati nei ranghi ecclesiastici;
• Apparati di intelligence occidentali, da tempo attivi nel determinare equilibri spirituali funzionali a progetti geopolitici;
• Lobby ideologiche filoatlantiche, alleate della componente sinodale progressista, ma capaci anche di mascherarsi da restauratori ortodossi
✔️L’aspetto più enigmatico e inquietante è la scelta del quotidiano Il Foglio come destinatario del messaggio. Perché rendere pubblica una soffiata così precisa? Perché affidarla proprio a un organo d’informazione apertamente filosionista, ben inserito nei circoli euro-atlantici e vaticani? Qui si apre una pista ulteriore: è possibile che l’operazione Leone XIV sia parte di una più vasta strategia d’influenza in cui Israele e le sue reti transnazionali giochino un ruolo decisivo, non per motivi religiosi, ma per controllare simbolicamente e politicamente il futuro della Cristianità? (non solo la Chiesa Cattolica) Mostrare in anticipo la propria conoscenza degli eventi potrebbe essere stato un modo per rivendicare un potere egemonico che si manifesta nel silenzio, ma che tutto osserva e tutto orienta
✔️L’elezione di Leone XIV, apparentemente mite e liturgicamente composto, potrebbe dunque essere il volto spirituale di una continuità strategica: un bergoglismo trasfigurato, che mantiene l’impianto sinodale e l’agenda multilaterale, ma con una tonalità dottrinale rassicurante per neutralizzare l’opposizione interna
🟰🟰🟰SEGUE PARTE 2 ORE 16:00🟰🟰🟰
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🟰🟰🟰ELEZIONE NUOVO PONTEFICE: LA “PROFEZIA” SUL PAPA LENE XIV DA PARTE DI UN MONACO DEL MONTE ATHOS SU IL FOGLIO IN DATA 7 MAGGIO 2025(Parte1, Parte 2 FINE)🟰🟰🟰
=4. Il problema della legittimità: se Bergoglio era un antipapa?
✔️Non si può eludere una domanda capitale. Se, come sostengono molti canonisti e teologi, Benedetto XVI non abdicò validamente al munus petrino, ma solo al ministerium, allora la sua rinuncia era invalida. In tal caso:
• Il pontificato di Francesco sarebbe stato illegittimo;
• Tutti i cardinali creati da lui, compreso Prevost, sarebbero canonicamente nulli;
• Il conclave del 2025 stesso sarebbe viziato nella radice giuridica.
✔️L’eventualità è teologicamente devastante: significherebbe che Leone XIV non è Papa legittimo, ma parte di una sequenza apostatica iniziata con una rinuncia forzata e una usurpazione sapientemente diretta da poteri esterni alla Chiesa Cattolica
🟰Conclusione
✔️Il messaggio firmato Vincenzo Agostini, lungi dall’essere un caso di chiaroveggenza privata, appare ora come una firma rituale. Un sigillo. Una dichiarazione cifrata di un sistema che sta plasmando la Chiesa Cattolica per disegni universalistici più ampi
✔️Un’élite che sta disegnando i vertici della Chiesa Cattolica (un fenomeno che si registra in tutte le altre organizzazioni religiose), e che intende travestire la continuità bergogliana sotto le sembianze agostiniane di un Leone
✔️In tale contesto si inserisce la notizia, riportata anche dal Quotidiano Nazionale, secondo cui Donald Trump avrebbe fatto recapitare al Vaticano un assegno di 14 milioni di dollari in occasione del funerale di Bergoglio. Una cifra che colpisce non solo per l’entità, ma per il suo valore simbolico: 14 milioni come XIV, Leone XIV. Una coincidenza troppo perfetta per non essere letta come un messaggio cifrato, un sigillo di investitura mascherato da omaggio
✔️Questo gesto non ha nulla di protocollare o filantropico: è una forma di consacrazione materiale, un rituale economico che precede e accompagna l’intronizzazione del nuovo pontefice. In chiave biblica, potremmo definirlo un atto alla maniera dei re stranieri che venivano a portare tributi al trono di Salomone: non per devozione, ma per affermare una sudditanza indiretta o un’alleanza occulta
✔️Il regista non è Trump. Egli appare piuttosto come un messaggero operativo di interessi superiori, strumento di circuiti finanziari e geopolitici che precedono i governi e attraversano le religioni.
✔️A sostenere la convergenza americana vi sarebbe il cardinale Timothy Dolan, non come papabile, ma come kingmaker: colui che dispone pacchetti di voti, ma non ne raccoglie l’eredità
✔️E il nome su cui tutto converge è quello di Robert Francis Prevost, volto mansueto, obbediente e “ponte” tra gli equilibri nordamericani e il Sud globale
In un mondo dove chi controlla il denaro controlla il potere, la vera regia si cela nei circuiti sovranazionali della finanza globale, in quelle centrali invisibili che condizionano tanto il Vaticano quanto la Casa Bianca, tanto la Federazione Russa quanto la Cina, ecc. Il denaro, come sempre, precede l’incoronazione
✔️Ma ciò che agli occhi degli uomini appare come successione legittima, può ben essere, agli occhi di Dio, la progressiva installazione del mistero dell’iniquità. Come scritto: «Il mistero dell’iniquità è già all’opera» (2 Tessalonicesi 2:7), e ancora: «Aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone» (Apocalisse 13:11).
✔️Chi spera che il pontificato di Leone XIV segni un ritorno alla tradizione cattolica rimarrà presto deluso
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=4. Il problema della legittimità: se Bergoglio era un antipapa?
✔️Non si può eludere una domanda capitale. Se, come sostengono molti canonisti e teologi, Benedetto XVI non abdicò validamente al munus petrino, ma solo al ministerium, allora la sua rinuncia era invalida. In tal caso:
• Il pontificato di Francesco sarebbe stato illegittimo;
• Tutti i cardinali creati da lui, compreso Prevost, sarebbero canonicamente nulli;
• Il conclave del 2025 stesso sarebbe viziato nella radice giuridica.
✔️L’eventualità è teologicamente devastante: significherebbe che Leone XIV non è Papa legittimo, ma parte di una sequenza apostatica iniziata con una rinuncia forzata e una usurpazione sapientemente diretta da poteri esterni alla Chiesa Cattolica
🟰Conclusione
✔️Il messaggio firmato Vincenzo Agostini, lungi dall’essere un caso di chiaroveggenza privata, appare ora come una firma rituale. Un sigillo. Una dichiarazione cifrata di un sistema che sta plasmando la Chiesa Cattolica per disegni universalistici più ampi
✔️Un’élite che sta disegnando i vertici della Chiesa Cattolica (un fenomeno che si registra in tutte le altre organizzazioni religiose), e che intende travestire la continuità bergogliana sotto le sembianze agostiniane di un Leone
✔️In tale contesto si inserisce la notizia, riportata anche dal Quotidiano Nazionale, secondo cui Donald Trump avrebbe fatto recapitare al Vaticano un assegno di 14 milioni di dollari in occasione del funerale di Bergoglio. Una cifra che colpisce non solo per l’entità, ma per il suo valore simbolico: 14 milioni come XIV, Leone XIV. Una coincidenza troppo perfetta per non essere letta come un messaggio cifrato, un sigillo di investitura mascherato da omaggio
✔️Questo gesto non ha nulla di protocollare o filantropico: è una forma di consacrazione materiale, un rituale economico che precede e accompagna l’intronizzazione del nuovo pontefice. In chiave biblica, potremmo definirlo un atto alla maniera dei re stranieri che venivano a portare tributi al trono di Salomone: non per devozione, ma per affermare una sudditanza indiretta o un’alleanza occulta
✔️Il regista non è Trump. Egli appare piuttosto come un messaggero operativo di interessi superiori, strumento di circuiti finanziari e geopolitici che precedono i governi e attraversano le religioni.
✔️A sostenere la convergenza americana vi sarebbe il cardinale Timothy Dolan, non come papabile, ma come kingmaker: colui che dispone pacchetti di voti, ma non ne raccoglie l’eredità
✔️E il nome su cui tutto converge è quello di Robert Francis Prevost, volto mansueto, obbediente e “ponte” tra gli equilibri nordamericani e il Sud globale
In un mondo dove chi controlla il denaro controlla il potere, la vera regia si cela nei circuiti sovranazionali della finanza globale, in quelle centrali invisibili che condizionano tanto il Vaticano quanto la Casa Bianca, tanto la Federazione Russa quanto la Cina, ecc. Il denaro, come sempre, precede l’incoronazione
✔️Ma ciò che agli occhi degli uomini appare come successione legittima, può ben essere, agli occhi di Dio, la progressiva installazione del mistero dell’iniquità. Come scritto: «Il mistero dell’iniquità è già all’opera» (2 Tessalonicesi 2:7), e ancora: «Aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone» (Apocalisse 13:11).
✔️Chi spera che il pontificato di Leone XIV segni un ritorno alla tradizione cattolica rimarrà presto deluso
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VIDEO | 🚨 VACCINI E CONFLITTI D'INTERESSE: LA VERITÀ NASCOSTA SVELATA IN TV
Un servizio andato in onda il 12 marzo 2009 su TG Leonardo ha riacceso i riflettori su una delle questioni più delicate della medicina moderna: i conflitti di interesse tra ricerca scientifica e industria farmaceutica, in particolare riguardo ai vaccini antinfluenzali. In quell’occasione, ospite del programma fu proprio il virologo Fabrizio Pregliasco, che affrontò pubblicamente il tema, ammettendo l’esistenza di legami tra studi clinici e case farmaceutiche produttrici.
Il punto centrale? La maggior parte delle ricerche sui vaccini antinfluenzali è finanziata e condotta dalle stesse aziende che li producono, mettendo in discussione la reale indipendenza e affidabilità dei dati diffusi. Una verità scomoda che mina la trasparenza del dibattito scientifico e solleva interrogativi etici di enorme rilevanza.
"Mancano studi indipendenti e a lungo termine, e chi controlla spesso è controllato" — è questo il messaggio, implicito ma inequivocabile, che emerse dal servizio. Una dichiarazione che oggi, a distanza di anni, suona ancora più attuale in un contesto dove la fiducia nella scienza è spesso messa alla prova.
Il servizio fu rapidamente dimenticato dai grandi media, ma resta una testimonianza clamorosa che molti ignorano o preferiscono non ricordare.
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Un servizio andato in onda il 12 marzo 2009 su TG Leonardo ha riacceso i riflettori su una delle questioni più delicate della medicina moderna: i conflitti di interesse tra ricerca scientifica e industria farmaceutica, in particolare riguardo ai vaccini antinfluenzali. In quell’occasione, ospite del programma fu proprio il virologo Fabrizio Pregliasco, che affrontò pubblicamente il tema, ammettendo l’esistenza di legami tra studi clinici e case farmaceutiche produttrici.
Il punto centrale? La maggior parte delle ricerche sui vaccini antinfluenzali è finanziata e condotta dalle stesse aziende che li producono, mettendo in discussione la reale indipendenza e affidabilità dei dati diffusi. Una verità scomoda che mina la trasparenza del dibattito scientifico e solleva interrogativi etici di enorme rilevanza.
"Mancano studi indipendenti e a lungo termine, e chi controlla spesso è controllato" — è questo il messaggio, implicito ma inequivocabile, che emerse dal servizio. Una dichiarazione che oggi, a distanza di anni, suona ancora più attuale in un contesto dove la fiducia nella scienza è spesso messa alla prova.
Il servizio fu rapidamente dimenticato dai grandi media, ma resta una testimonianza clamorosa che molti ignorano o preferiscono non ricordare.
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VIDEO | 🌱 IL METODO INTEGRATIVE: UN APPROCCIO NATURALE PER RIGENERARE CORPO E MENTE
Il Dott. Diego Pedrocchi, esperto in omotossicologia e medicina integrata, evidenzia come l'accumulo di tossine sia una delle principali cause dell’invecchiamento precoce e dell’insorgere di disturbi cronici. Il Metodo Integrative nasce proprio con l’obiettivo di contrastare questi processi attraverso un approccio olistico, naturale e personalizzato.
Questo metodo si basa su tre pilastri fondamentali:
1. Detossinazione profonda: attraverso l’uso di rimedi omotossicologici e integratori naturali mirati, il corpo viene aiutato ad eliminare le tossine accumulate nei tessuti, nel fegato, nei reni e nell’intestino. Questo processo favorisce una rigenerazione cellulare più efficace e migliora il metabolismo.
2. Riequilibrio dell’energia vitale: grazie a tecniche come l’omeopatia, la fitoterapia e la micronutrizione, si agisce sul sistema nervoso e immunitario per riportare l’organismo in uno stato di equilibrio, riducendo stress, infiammazioni silenti e stanchezza cronica.
3. Prevenzione attiva e personalizzazione: il Metodo Integrative non si limita a curare i sintomi, ma agisce sulle cause profonde del malessere, personalizzando i trattamenti in base allo stile di vita, all’età e alla costituzione biologica del paziente.
INTEGRATORI NATURALI A SUPPORTO DEL METODO
Il protocollo Integrative fa uso di integratori selezionati per sostenere l'organismo in modo naturale e sinergico:
Per la detossinazione: cardo mariano, tarassaco, curcuma, zeolite, chlorella, glutatione o N-acetilcisteina.
Per la protezione immunitaria e antinfiammatoria: vitamina C liposomiale, zinco, vitamina D3 + K2, omega-3 EPA/DHA.
Per il benessere del sistema nervoso: magnesio (bisglicinato), adattogeni naturali come rhodiola rosea, ashwagandha, passiflora; melatonina o 5-HTP se indicati.
Per il riequilibrio intestinale: probiotici specifici, prebiotici (inulina, FOS), L-glutammina.
Tutti gli integratori vengono scelti e dosati in base al quadro clinico individuale, con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio profondo, sostenere i naturali processi di autoguarigione e rallentare i segni del tempo.
Con il Metodo Integrative, prendersi cura della propria salute significa investire nel benessere futuro, attraverso un percorso consapevole, naturale e scientificamente fondato.
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Il Dott. Diego Pedrocchi, esperto in omotossicologia e medicina integrata, evidenzia come l'accumulo di tossine sia una delle principali cause dell’invecchiamento precoce e dell’insorgere di disturbi cronici. Il Metodo Integrative nasce proprio con l’obiettivo di contrastare questi processi attraverso un approccio olistico, naturale e personalizzato.
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1. Detossinazione profonda: attraverso l’uso di rimedi omotossicologici e integratori naturali mirati, il corpo viene aiutato ad eliminare le tossine accumulate nei tessuti, nel fegato, nei reni e nell’intestino. Questo processo favorisce una rigenerazione cellulare più efficace e migliora il metabolismo.
2. Riequilibrio dell’energia vitale: grazie a tecniche come l’omeopatia, la fitoterapia e la micronutrizione, si agisce sul sistema nervoso e immunitario per riportare l’organismo in uno stato di equilibrio, riducendo stress, infiammazioni silenti e stanchezza cronica.
3. Prevenzione attiva e personalizzazione: il Metodo Integrative non si limita a curare i sintomi, ma agisce sulle cause profonde del malessere, personalizzando i trattamenti in base allo stile di vita, all’età e alla costituzione biologica del paziente.
INTEGRATORI NATURALI A SUPPORTO DEL METODO
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Per il benessere del sistema nervoso: magnesio (bisglicinato), adattogeni naturali come rhodiola rosea, ashwagandha, passiflora; melatonina o 5-HTP se indicati.
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 390💫
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VIDEO | Chi sono i padroni universali del mondo: cosa fanno e cosa decidono (IMPORTANTISSIMO)
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VIDEO | 🚨 SCANDALO: COSA NASCONDONO MACRON E I SUOI AMICI?
Il 10 maggio 2025, i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia—Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Donald Tusk—hanno visitato Kiev per esprimere solidarietà all'Ucraina. Durante la visita, hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
È inaccettabile che in un momento storico di crisi economica, tensioni sociali e incertezze globali, assistiamo a scene di questo tipo. Un video che sta facendo il giro del web mostra una situazione sconcertante: una bustina bianca accanto al bicchiere del presidente Emmanuel Macron, che lui stesso pare rimuovere con discrezione. Poco distante, un presunto "cucchiaio di cocaina" accanto al bicchiere di Metz, anch’esso fatto sparire con la stessa fredda nonchalance.
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Il 10 maggio 2025, i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia—Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Donald Tusk—hanno visitato Kiev per esprimere solidarietà all'Ucraina. Durante la visita, hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
È inaccettabile che in un momento storico di crisi economica, tensioni sociali e incertezze globali, assistiamo a scene di questo tipo. Un video che sta facendo il giro del web mostra una situazione sconcertante: una bustina bianca accanto al bicchiere del presidente Emmanuel Macron, che lui stesso pare rimuovere con discrezione. Poco distante, un presunto "cucchiaio di cocaina" accanto al bicchiere di Metz, anch’esso fatto sparire con la stessa fredda nonchalance.
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Nel 2020, Bill Gates ha acquistato oltre 20.000 acri di terreno desertico nei pressi di Phoenix, Arizona, attraverso la sua società di investimento, Belmont Partners. Un'operazione che inizialmente è passata inosservata. Tuttavia, a distanza di pochi anni, qualcosa di inquietante è emerso: un’escalation di incendi boschivi nelle aree circostanti e la ritirata delle compagnie assicurative dalla copertura contro i danni da fuoco. Una combinazione di eventi che sta mettendo in ginocchio residenti e agricoltori locali, alimentando dubbi, sospetti e timori.
Ma la vera rivelazione arriva guardando il piano dietro l’acquisto: Bill Gates e una rete di potenti alleati, in gran parte esponenti dell’élite progressista e liberal globale, stanno lavorando per realizzare un progetto tanto ambizioso quanto controverso: una "smart city" futuristica nel cuore del deserto, chiamata “Belmont”. L’obiettivo dichiarato? Creare una città iperconnessa, gestita da tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, sorveglianza digitale e automazione.
Il sospetto inquietante è che gli incendi e l’abbandono assicurativo non siano solo frutto del caso, ma parte di una strategia più ampia: deprezzare il territorio, costringere i residenti a vendere, e ripulire le aree per ricostruirle sotto una nuova visione – una visione che, secondo alcuni critici, ha più a che fare con il controllo sociale che con il progresso.
Questa agenda tecnologica, promossa da personaggi come Gates, è sostenuta da altri nomi noti della sinistra globale, da membri di importanti fondazioni a influenti politici che abbracciano il concetto del “Great Reset”: una trasformazione radicale della società basata su tecnologia, sostenibilità forzata e digitalizzazione della vita quotidiana.
Le analogie con Maui sono evidenti: incendi devastanti, mancate risposte, abbandono delle polizze, e l’interesse di investitori miliardari. Sta accadendo davvero per il bene collettivo o ci troviamo davanti a un piano per ridisegnare la società secondo l’agenda di pochi potenti?
I cittadini devono chiedersi: chi davvero trarrà beneficio da queste nuove città “intelligenti”? E soprattutto: quali libertà saremo costretti a sacrificare in nome del progresso?
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Novità sul fronte Commissione di inchiesta Covid, ovviamente (non poteva essere diversamente) pessime notizie. Infatti la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla cosiddetta gestione dell'emergenza Covid ha deliberato una decisione netta, ovvia, aggiungo: scontata.
Ha infatti deciso di secretare tutte le audizioni dei dirigenti del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di sanità: tutte, sia chiaro, tutte: nessuna esclusa. La motivazione? Ridicola: ovvero ci dicono che è per tutelare l'istruttoria. Insomma, nulla dobbiamo sapere: l’esatto contrario di ciò che si dovrebbe fare: rendere tutto pubblico.
Anche perché va da da sé che se la verità viene raccolta e poi nascosta dove si arriva? Da nessuna parte.
È legale? La legge lo consente ma senza imposizione: dunque è una scelta politica per nascondere la verità.
I nomi li conosciamo, tutti: Ruocco, Ippolito, Rezza, Dionisio, Guarino.
Erano loro a decidere durante l'emergenza. Loro a firmare, a ordinare, a chiudere, a fare e disfare.
E ora, quando finalmente potrebbero spiegare lo fanno a porte chiuse? Perché? Di cosa hanno paura? Che cosa c'è da nascondere? Tutto! Ovviamente!
Per legge la commissione all'obbligo legale e morale di segnalare ogni reato alle autorità, perché il segreto non può mai diventare impunità.
Verità, non oblio!
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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Ha infatti deciso di secretare tutte le audizioni dei dirigenti del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di sanità: tutte, sia chiaro, tutte: nessuna esclusa. La motivazione? Ridicola: ovvero ci dicono che è per tutelare l'istruttoria. Insomma, nulla dobbiamo sapere: l’esatto contrario di ciò che si dovrebbe fare: rendere tutto pubblico.
Anche perché va da da sé che se la verità viene raccolta e poi nascosta dove si arriva? Da nessuna parte.
È legale? La legge lo consente ma senza imposizione: dunque è una scelta politica per nascondere la verità.
I nomi li conosciamo, tutti: Ruocco, Ippolito, Rezza, Dionisio, Guarino.
Erano loro a decidere durante l'emergenza. Loro a firmare, a ordinare, a chiudere, a fare e disfare.
E ora, quando finalmente potrebbero spiegare lo fanno a porte chiuse? Perché? Di cosa hanno paura? Che cosa c'è da nascondere? Tutto! Ovviamente!
Per legge la commissione all'obbligo legale e morale di segnalare ogni reato alle autorità, perché il segreto non può mai diventare impunità.
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IL COMMENTO AL VIDEO | Gaza… Non dimenticatelo: quando nessun palestinese sarà più libero, nessuno sarà più libero. Spazio alle immagini, ciò che sta accadendo ve lo sto raccontando passo per passo, giorno per giorno, e continuerò a farlo.
Davide Zedda
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Davide Zedda
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Amiche, amici: buongiorno
Nonostante gli appelli scritti e in formato audio, da giovedì ad oggi sono entrate soltanto due donazioni. Nel ringraziare queste due persone (e le pochissime altre intervenute da inizio mese) vi invito nuovamente ad intervenire con una libera donazione al fine di scongiurare la chiusura del Canale causa assenza sostegno economico. La situazione è disperata, mi si sta ammazzando così come si sta ammazzando la mia voce libera e indipendente: intervenite!
Davide
LINK PER DONARE 👉 https://t.me/davide_zedda/8
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AUDIO | Per voi ❤️Emergenza/Urgenza e viceversa!
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
YouTube
A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
🟰🟰🟰LA FINE E L'INIZIO: LA PROFEZIA DI SAN MLACCHIA🟰🟰🟰
✔️L'anagramma di Prevost è Petrous: secondo la Profezia di Malachia è il 112º e ultimo Papa
✔️L'anagramma di Prevost diventa PETROVS, Pietro in latino. Infatti, nella lingua latina classica la “V” corrisponde alla “U” e così “PETROVS” equivale a “PETRUS” (Pietro)
✔️Nome che, secondo la simbologia profetica, rimanda a Petrus Romanus, 112º e ultimo papa predetto dalla nota quanto dibattuta 'Profezia di Malachia'.
✔️In essa sono ricompresi ben 112 motti latini, attribuita al vescovo irlandese Malachia nel XII secolo e resa pubblica solo nel XVI, abbinati ai papi da Celestino II (1143) fino a quello che dovrebbe essere l’ultimo, identificato non da un motto, ma bensì dalla seguente frase: “In persecutione extrema S.R.E. sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus...”.
✔️Tradotto significherebbe: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge tra molte tribolazioni; dopo ciò, la città dei sette colli sarà distrutta, e il Giudice terribile giudicherà il popolo.”
✔️Leone XIV viene così visto da alcuni come l’incarnazione profetica di Petrous Romanus, il papa che conclude la linea temporale
✔️Il suo pontificato, che inizia in un momento estremamente delicato caratterizzato da conflitti e crisi globali, parrebbe rafforzare la lettura simbolica di un 'papa pastore in tempi di tribolazione'
✔️Occorre ricordare che il Vaticano non ha mai riconosciuto ufficialmente la Profezia di Malachia, considerandola un’opera apocrifa
✔️Certo è che questo nuovo Papa, se corrispondesse a Petrus Romanus, rappresenterebbe un evidente 'segno': dopo di lui 'la fine' (di un Ciclo, con tutto ciò che è stato) o 'un nuovo inizio'.
🟰🟰🟰Ponte o salvezza?🟰🟰🟰
✔️Personalmente propendo per la fine di un potere temporale, con tutte le dinamiche e storture note e l'inizio di una nuova epoca (ciclo) storica in cui l'uomo non cercherà più al di fuori di sé ciò che già contiene sin dall'Origine, per sua Natura
(Stefania Mattia)
🟰🟰🟰SULLA PROFEZIA DI SAN MALACCHIA🟰🟰🟰
✔️La Profezia di Malachia è un testo attribuito a san Malachia, arcivescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, che contiene 112 brevi motti in latino descrivendo i papi da Celestino II a Francesco. Tuttavia, gli storici concordano che si tratti di un falso storico creato nella seconda metà del XVI secolo, probabilmente per influenzare i conclavi
*Contenuto della Profezia*
- La profezia contiene un elenco di motti latini riferiti a ciascun papa, spesso legati allo stemma o al cognome del pontefice.
- I motti sono molto precisi per i papi fino alla fine del XVI secolo, mentre diventano più vaghi per quelli successivi.
*Dubbi sull'Autenticità*
- Non esiste il manoscritto originale e la prima pubblicazione risale al 1595, ad opera dello storico benedettino Arnoldo Wion
- La lista include antipapi e presenta incongruenze, come ad esempio l'ordine di elencazione dei papi.
*L'Ultima Profezia*
- Secondo la profezia, dopo papa Francesco arriverà "Petrus Romanus" e poi la fine del mondo
- Tuttavia, molti interpretano questo come un semplice memento che la sequenza dei papi avrà fine
*Speculazioni e Interpretazioni*
- Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che il documento sia stato utilizzato per influenzare l'esito dei conclavi o per trarre profitto dalle attese dei papabili
- La profezia ha avuto grande successo nel XVII secolo, con diverse edizioni e interpretazioni ¹.
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✔️L'anagramma di Prevost è Petrous: secondo la Profezia di Malachia è il 112º e ultimo Papa
✔️L'anagramma di Prevost diventa PETROVS, Pietro in latino. Infatti, nella lingua latina classica la “V” corrisponde alla “U” e così “PETROVS” equivale a “PETRUS” (Pietro)
✔️Nome che, secondo la simbologia profetica, rimanda a Petrus Romanus, 112º e ultimo papa predetto dalla nota quanto dibattuta 'Profezia di Malachia'.
✔️In essa sono ricompresi ben 112 motti latini, attribuita al vescovo irlandese Malachia nel XII secolo e resa pubblica solo nel XVI, abbinati ai papi da Celestino II (1143) fino a quello che dovrebbe essere l’ultimo, identificato non da un motto, ma bensì dalla seguente frase: “In persecutione extrema S.R.E. sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus...”.
✔️Tradotto significherebbe: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge tra molte tribolazioni; dopo ciò, la città dei sette colli sarà distrutta, e il Giudice terribile giudicherà il popolo.”
✔️Leone XIV viene così visto da alcuni come l’incarnazione profetica di Petrous Romanus, il papa che conclude la linea temporale
✔️Il suo pontificato, che inizia in un momento estremamente delicato caratterizzato da conflitti e crisi globali, parrebbe rafforzare la lettura simbolica di un 'papa pastore in tempi di tribolazione'
✔️Occorre ricordare che il Vaticano non ha mai riconosciuto ufficialmente la Profezia di Malachia, considerandola un’opera apocrifa
✔️Certo è che questo nuovo Papa, se corrispondesse a Petrus Romanus, rappresenterebbe un evidente 'segno': dopo di lui 'la fine' (di un Ciclo, con tutto ciò che è stato) o 'un nuovo inizio'.
🟰🟰🟰Ponte o salvezza?🟰🟰🟰
✔️Personalmente propendo per la fine di un potere temporale, con tutte le dinamiche e storture note e l'inizio di una nuova epoca (ciclo) storica in cui l'uomo non cercherà più al di fuori di sé ciò che già contiene sin dall'Origine, per sua Natura
(Stefania Mattia)
🟰🟰🟰SULLA PROFEZIA DI SAN MALACCHIA🟰🟰🟰
✔️La Profezia di Malachia è un testo attribuito a san Malachia, arcivescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, che contiene 112 brevi motti in latino descrivendo i papi da Celestino II a Francesco. Tuttavia, gli storici concordano che si tratti di un falso storico creato nella seconda metà del XVI secolo, probabilmente per influenzare i conclavi
*Contenuto della Profezia*
- La profezia contiene un elenco di motti latini riferiti a ciascun papa, spesso legati allo stemma o al cognome del pontefice.
- I motti sono molto precisi per i papi fino alla fine del XVI secolo, mentre diventano più vaghi per quelli successivi.
*Dubbi sull'Autenticità*
- Non esiste il manoscritto originale e la prima pubblicazione risale al 1595, ad opera dello storico benedettino Arnoldo Wion
- La lista include antipapi e presenta incongruenze, come ad esempio l'ordine di elencazione dei papi.
*L'Ultima Profezia*
- Secondo la profezia, dopo papa Francesco arriverà "Petrus Romanus" e poi la fine del mondo
- Tuttavia, molti interpretano questo come un semplice memento che la sequenza dei papi avrà fine
*Speculazioni e Interpretazioni*
- Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che il documento sia stato utilizzato per influenzare l'esito dei conclavi o per trarre profitto dalle attese dei papabili
- La profezia ha avuto grande successo nel XVII secolo, con diverse edizioni e interpretazioni ¹.
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