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SPAZIO GAZA | Riyad Mansour, l’ambasciatore palestinese all'Onu, è scoppiato in lacrime per il genocidio in Palestina. "È insopportabile. Scusatemi ma ho dei nipoti. Vedere quello che succede in Palestina senza fare niente è intollerabile per qualunque essere umano". Israele è il peggior Stato terrorista al mondo.
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SPAZIO GAZA | A Gaza sono stati realizzati i primi campi di concentramento alimentare, si sta di fatto in gabbia in attesa del cibo: che però non c’è più, così come non c’è più acqua. La folla che muore di fame sta lì in attesa dei tir pieni di cibo e aiuti umanitari che però sono bloccati per volere di Netanyahu a Rafah, dove peraltro (vedremo il video) i sionisti israeliani comunque non lasciano passare i tir, e per sionisti israeliani si intende normali cittadini attivisti contro Gaza e pro Russia lo austro che bloccano buttandosi a terra il passaggio dei Tir.
Detto ciò, qui che succede? Questo è un mercenario americano, si affaccia, lo vedono, esultano perché pensano che stia arrivando il cibo, e invece no: fa il cuoricino, si gode lo spettacolo dei morti di fame nelle gabbie, poi si allontana ma il cibo ovviamente non arriva.
Sono stanti i mercenari americani presenti a Gaza che non distribuiscono il poco cibo che passa.
E si comportano così, si affacciano, a viso coperto, fanno il cuoricino, la gente urla e poi vanno via dopo aver assistito allo spettacolo, perché per loro il cibo c’è e quello per loro è uno spettacolo.
Davide Zedda
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Detto ciò, qui che succede? Questo è un mercenario americano, si affaccia, lo vedono, esultano perché pensano che stia arrivando il cibo, e invece no: fa il cuoricino, si gode lo spettacolo dei morti di fame nelle gabbie, poi si allontana ma il cibo ovviamente non arriva.
Sono stanti i mercenari americani presenti a Gaza che non distribuiscono il poco cibo che passa.
E si comportano così, si affacciano, a viso coperto, fanno il cuoricino, la gente urla e poi vanno via dopo aver assistito allo spettacolo, perché per loro il cibo c’è e quello per loro è uno spettacolo.
Davide Zedda
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AUDIO | Per voi ❤️Le cose belle…
Davide
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⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
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VIDEO | 🚨 LAPSUS O VERITÀ? LA MINISTRA FRANCESE DEFINISCE “VITTIMA” IL PAZIENTE NELL’EUTANASIA
Un lapsus che fa gelare il sangue. Durante un’intervista sulla nuova legge sull’eutanasia, la Ministra francese del Lavoro, della Salute e della Solidarietà, Catherine Vautrin, ha pronunciato parole che hanno sollevato un’ondata di inquietudine. Mentre illustrava gli aspetti fondamentali della riforma, ha dichiarato:
Il giornalista, visibilmente sorpreso, ha subito chiesto conferma:
E la ministra ha cercato di correggersi:
Ma il danno era ormai fatto.
È stato davvero solo un errore linguistico? O si è trattato di un rivelatore scivolone freudiano, che ha svelato la percezione inconscia della posta in gioco in questa legge? Quando una figura istituzionale, chiamata a tutelare la vita e la salute dei cittadini, confonde “paziente” con “vittima” in un contesto così delicato, è lecito porsi domande.
La scelta delle parole, specie in ambito politico e bioetico, non è mai neutra. Definire qualcuno "vittima" implica una violenza, una perdita, un atto subito. È dunque questo lo scenario che si nasconde dietro la narrazione dell’eutanasia come “libera scelta”? Si tratta davvero di un diritto o di una deriva che rischia di trasformare il più vulnerabile in un bersaglio “autorizzato”?
Il lapsus della ministra solleva un grave campanello d’allarme su come le istituzioni stiano affrontando il tema della fine della vita. In nome della compassione si rischia di legalizzare l’eliminazione del sofferente, trasformando il paziente terminale da persona da accompagnare e sostenere… in “vittima” da sopprimere.
È ora di aprire un dibattito serio, profondo e onesto. Perché le parole, quando parlano di vita e morte, non sono mai solo parole.
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Un lapsus che fa gelare il sangue. Durante un’intervista sulla nuova legge sull’eutanasia, la Ministra francese del Lavoro, della Salute e della Solidarietà, Catherine Vautrin, ha pronunciato parole che hanno sollevato un’ondata di inquietudine. Mentre illustrava gli aspetti fondamentali della riforma, ha dichiarato:
“Stiamo lavorando su punti importanti. Il più importante è il consenso della vittima.”
Il giornalista, visibilmente sorpreso, ha subito chiesto conferma:
“Vittima?”
E la ministra ha cercato di correggersi:
“Oh, il paziente! Il paziente, ovviamente!”
Ma il danno era ormai fatto.
È stato davvero solo un errore linguistico? O si è trattato di un rivelatore scivolone freudiano, che ha svelato la percezione inconscia della posta in gioco in questa legge? Quando una figura istituzionale, chiamata a tutelare la vita e la salute dei cittadini, confonde “paziente” con “vittima” in un contesto così delicato, è lecito porsi domande.
La scelta delle parole, specie in ambito politico e bioetico, non è mai neutra. Definire qualcuno "vittima" implica una violenza, una perdita, un atto subito. È dunque questo lo scenario che si nasconde dietro la narrazione dell’eutanasia come “libera scelta”? Si tratta davvero di un diritto o di una deriva che rischia di trasformare il più vulnerabile in un bersaglio “autorizzato”?
Il lapsus della ministra solleva un grave campanello d’allarme su come le istituzioni stiano affrontando il tema della fine della vita. In nome della compassione si rischia di legalizzare l’eliminazione del sofferente, trasformando il paziente terminale da persona da accompagnare e sostenere… in “vittima” da sopprimere.
È ora di aprire un dibattito serio, profondo e onesto. Perché le parole, quando parlano di vita e morte, non sono mai solo parole.
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🟰🟰🟰12/22 GIUGNO, "L'ATTACCO AL PONTE DI CRIMEA SAREBBE L'INIZIO DELLA TERZA GUERRA MONDIALE"🟰🟰🟰
‼️"Sono sicuro che i missili Taurus sono già sul territorio dell'Ucraina
✔️Ovviamente, per compiacere i suoi padroni occidentali, Zelensky colpirà il ponte di Crimea.
Questo è stato ripetutamente richiesto dai tedeschi
✔️Ricordiamo che sono trapelate informazioni su una conversazione telefonica tra personale militare tedesco di alto livello in cui si parlava di un attacco al ponte. Questo è ciò che gli inglesi volevano da tempo
✔️L'importanza politico-militare non deve essere sottovalutata. Il ponte è un'infrastruttura di fondamentale importanza che ha risolto la questione dell'approvvigionamento della Crimea
✔️L'attacco potrebbe essere effettuato in una data significativa, molto probabilmente il 12 giugno. Certo, la data del 22 giugno è più familiare ai tedeschi, ma anche per il bastardo nazista Merz sarebbe troppo. Anche se ormai non mi stupisco più di nulla
✔️Mi sembra che sia necessario informare la parte tedesca, attraverso tutti i contatti disponibili, che in questo caso verrà immediatamente lanciato un contrattacco sia ai centri decisionali di Kiev sia a una serie di strutture in Germania
✔️Non devono illudersi che non risponderemo
✔️Volete una terza guerra mondiale?
✔️Leggete attentamente ciò che è scritto nella nostra dottrina nucleare
✔️L'attacco al ponte di Crimea sarebbe l'inizio della terza guerra mondiale”
🟰Vladimir Solovyov🟰
x.com/max1ci6/status…
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‼️"Sono sicuro che i missili Taurus sono già sul territorio dell'Ucraina
✔️Ovviamente, per compiacere i suoi padroni occidentali, Zelensky colpirà il ponte di Crimea.
Questo è stato ripetutamente richiesto dai tedeschi
✔️Ricordiamo che sono trapelate informazioni su una conversazione telefonica tra personale militare tedesco di alto livello in cui si parlava di un attacco al ponte. Questo è ciò che gli inglesi volevano da tempo
✔️L'importanza politico-militare non deve essere sottovalutata. Il ponte è un'infrastruttura di fondamentale importanza che ha risolto la questione dell'approvvigionamento della Crimea
✔️L'attacco potrebbe essere effettuato in una data significativa, molto probabilmente il 12 giugno. Certo, la data del 22 giugno è più familiare ai tedeschi, ma anche per il bastardo nazista Merz sarebbe troppo. Anche se ormai non mi stupisco più di nulla
✔️Mi sembra che sia necessario informare la parte tedesca, attraverso tutti i contatti disponibili, che in questo caso verrà immediatamente lanciato un contrattacco sia ai centri decisionali di Kiev sia a una serie di strutture in Germania
✔️Non devono illudersi che non risponderemo
✔️Volete una terza guerra mondiale?
✔️Leggete attentamente ciò che è scritto nella nostra dottrina nucleare
✔️L'attacco al ponte di Crimea sarebbe l'inizio della terza guerra mondiale”
🟰Vladimir Solovyov🟰
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VIDEO | ⚠️ I RESET MONDIALI SECONDO ETTORE GOTTI TEDESCHI: LA CORREZIONE DI UN SISTEMA AVVIATO NEGLI ANNI '70
Secondo Ettore Gotti Tedeschi, economista ed ex presidente dello IOR, i grandi reset mondiali non sono eventi casuali o spontanei, ma strumenti pianificati per introdurre o imporre cambiamenti sistemici, quasi sempre giustificati come “necessari per il nostro bene”.
Gotti Tedeschi identifica due reset principali nella storia economico-sociale recente. Il primo ha avuto inizio negli anni ’70, un periodo cruciale segnato dalla fine del sistema di Bretton Woods, dal crollo della convertibilità del dollaro in oro, e dall’avvento di una nuova fase di espansione monetaria. Questo reset ha dato vita a una progressiva finanziarizzazione dell’economia, alla crescita del debito pubblico e privato, e a una crescente separazione tra economia reale e finanza.
Il secondo reset, quello in corso oggi, viene descritto da Gotti Tedeschi come una correzione forzata del primo. Non si tratta di un cambiamento casuale, ma di un processo strutturale che punta a rimediare agli squilibri creati dal sistema nato negli anni '70. L'attuale transizione – fatta di instabilità economica, pressioni inflazionistiche, trasformazioni energetiche e rivoluzioni digitali – sembra infatti indirizzata a ristrutturare l’intero modello economico e sociale globale, ridefinendo i concetti di produzione, consumo, lavoro e perfino libertà individuale.
Il reset moderno, sostiene Gotti Tedeschi, viene presentato come inevitabile e salvifico: una necessità dettata dalla crisi climatica, dalla sostenibilità, dall’equità. Ma sotto questa narrativa si nasconde, secondo lui, una ristrutturazione del potere e del controllo, che può portare a una maggiore centralizzazione delle decisioni e a una riduzione delle libertà individuali.
In conclusione, per Ettore Gotti Tedeschi i reset non sono altro che strumenti per cambiare le regole del gioco, sempre con la giustificazione del bene collettivo, ma spesso senza un reale dibattito democratico.
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Secondo Ettore Gotti Tedeschi, economista ed ex presidente dello IOR, i grandi reset mondiali non sono eventi casuali o spontanei, ma strumenti pianificati per introdurre o imporre cambiamenti sistemici, quasi sempre giustificati come “necessari per il nostro bene”.
Gotti Tedeschi identifica due reset principali nella storia economico-sociale recente. Il primo ha avuto inizio negli anni ’70, un periodo cruciale segnato dalla fine del sistema di Bretton Woods, dal crollo della convertibilità del dollaro in oro, e dall’avvento di una nuova fase di espansione monetaria. Questo reset ha dato vita a una progressiva finanziarizzazione dell’economia, alla crescita del debito pubblico e privato, e a una crescente separazione tra economia reale e finanza.
Il secondo reset, quello in corso oggi, viene descritto da Gotti Tedeschi come una correzione forzata del primo. Non si tratta di un cambiamento casuale, ma di un processo strutturale che punta a rimediare agli squilibri creati dal sistema nato negli anni '70. L'attuale transizione – fatta di instabilità economica, pressioni inflazionistiche, trasformazioni energetiche e rivoluzioni digitali – sembra infatti indirizzata a ristrutturare l’intero modello economico e sociale globale, ridefinendo i concetti di produzione, consumo, lavoro e perfino libertà individuale.
Il reset moderno, sostiene Gotti Tedeschi, viene presentato come inevitabile e salvifico: una necessità dettata dalla crisi climatica, dalla sostenibilità, dall’equità. Ma sotto questa narrativa si nasconde, secondo lui, una ristrutturazione del potere e del controllo, che può portare a una maggiore centralizzazione delle decisioni e a una riduzione delle libertà individuali.
In conclusione, per Ettore Gotti Tedeschi i reset non sono altro che strumenti per cambiare le regole del gioco, sempre con la giustificazione del bene collettivo, ma spesso senza un reale dibattito democratico.
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🟰🟰🟰SCIE CHIMICHE N TUTTA ITALIA: FACCIAMO UN'IPOTESI🟰🟰🟰
✔️Se nei prossimi giorni (settimane) dovessimo assistere a una grande operazione ucraina contro la Russia potremmo fare un collegamento. Sarebbe allora legittimo ipotizzare (MA A CIÒ SERVONO) che davvero la NATO sparga polveri metalliche in cielo per aumentare la riflessione dei segnali radio che gestiscono la navigazione dei droni
✔️Questo improvviso incrociarsi ad alta quota di tanti aerei, contemporaneamente in volo su tutti il Nord Italia, non può essere casuale
🟰🟰🟰ESERCITAZIONE NATO IN TUTTA ITALIA🟰🟰🟰
✔️Ne ho parlato in un audio delle 13:00 ai sei/sette amici che partecipano, in Italia era in corso (e forse lo è ancora) Sardegna e tutta Italia, una esercitazione NATO in gran parte top secret via terra, aria e mare per simulare un attacco di un Paese non NATO ad un Paese NATO, dunque, come da statuto Nato, la risposta di tutti i Paesi NATO contro l’aggressore.
✔️I cieli italiani sono dunque invasi dalle scie chimiche che davvero la NATO sparga polveri metalliche in cielo per aumentare la riflessione dei segnali radio che gestiscono la navigazione dei droni
Davide Zedda
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✔️Se nei prossimi giorni (settimane) dovessimo assistere a una grande operazione ucraina contro la Russia potremmo fare un collegamento. Sarebbe allora legittimo ipotizzare (MA A CIÒ SERVONO) che davvero la NATO sparga polveri metalliche in cielo per aumentare la riflessione dei segnali radio che gestiscono la navigazione dei droni
✔️Questo improvviso incrociarsi ad alta quota di tanti aerei, contemporaneamente in volo su tutti il Nord Italia, non può essere casuale
🟰🟰🟰ESERCITAZIONE NATO IN TUTTA ITALIA🟰🟰🟰
✔️Ne ho parlato in un audio delle 13:00 ai sei/sette amici che partecipano, in Italia era in corso (e forse lo è ancora) Sardegna e tutta Italia, una esercitazione NATO in gran parte top secret via terra, aria e mare per simulare un attacco di un Paese non NATO ad un Paese NATO, dunque, come da statuto Nato, la risposta di tutti i Paesi NATO contro l’aggressore.
✔️I cieli italiani sono dunque invasi dalle scie chimiche che davvero la NATO sparga polveri metalliche in cielo per aumentare la riflessione dei segnali radio che gestiscono la navigazione dei droni
Davide Zedda
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Canale di Psicologia, Linguaggio del corpo, PNL e
Miglioramento personale
Capire il nostro comportamento e quello degli altri
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Zero, zero, zero, oggi, ieri, quasi ogni giorno zero: nonostante gli appelli. E tante emoticon. Che illudono.
Lavorare per fame, 365 giorni l’anno in qualsiasi condizione di salute, che sia festa o meno ci sono sempre stato: ovviamente anche in privato. Spesso offrendo un servizio 24 ore su 24. Ma va detto, per fame: per poche centinaia di euro al mese, impossibile sopravvivere.
Certo, la mia è una missione, per la verità e la libertà: a maggior ragione da sostenere in quanto tale. Il bene collettivo prima di quello personale, ho sempre agito così.
A chi indelicatamente sempre più spesso in privato mi scrive di cercarmi un lavoro, rispondo che questo è un lavoro. Serio e pericoloso, che tanti guai mi ha causato e che merita sostegno e rispetto.
Sempre più raro: giornalista libero e indipendente. Se non sostento dal proprio pubblico, dai propri lettori, nulla è possibile.
Causa il mio lavoro sono stato più volte denunciato e querelato, ho subito già due provvedimenti disciplinari da parte dell’ordine dei giornalisti, di cui tra le altre cose sono in ritardo sei mesi con il pagamento annuale del rinnovo dell’iscrizione.
Senza soldi non si pagano gli avvocati, e quando ho avuto necessità nessuno mi ha aiutato.
Tanto che mi sono piegato in silenzio alle condanne.
Nonostante le difficoltà economiche non ho mai (me lo avete suggerito in tanti) ridotto il servizio.
Per rispetto dei sempre più rari donatori e di chi più in generale frequenta il canale circa 50/100 persone al giorno.
In tanti mi scrivete per ringraziarmi per essere stato un faro durante la fase della farsa pandemica, ma cessato lo stato di emergenza, addio. Eppure fin dal 2021 evidenziavo “nuove e più importanti sfide ci attendono”, è sufficiente guardarsi intorno per comprenderlo. Non sono stato ascoltato, ma usato e abbandonato: delitto di abbandono.
Poche ore e si chiude il mese, tra appelli alle donazioni necessari che non esisterebbero se si donasse senza chiedere. Ma così non è.
Fermo restando che chiedere non è umiliante: il non ricevere aiuto, sì, è la peggiore delle umiliazioni.
Si chiude il mese più povero di sempre e come sempre di massimo impegno.
Sono soltanto capitato nello stato sbagliato nel momento sbagliato.
Questo canale, le mie informazioni e previsioni (me lo dite voi) verranno comprese tra dieci anni, quando non ci sarò più.
Le altre (quelle dei precedenti anni) hanno tutte trovato riscontro nella realtà: nel male e nel bene.
Non mi resta che andare avanti per fame, per senso del dovere, per passione, per la verità e la libertà. Per rispetto dei pochissimi donatori, nonché per rispetto dei pochi che seguono il canale.
Si salverà soltanto chi saprà ed agirà per tempo, non è già più possibile la mera resistenza.
Grazie di cuore a chi è intervenuto e a chi lo farà.
Non smettete di sognare e lottare per un mondo migliore e ancora possibile. Facciamolo insieme.
Vi stringo forte, con infinito amore e gratitudine
Davide Zedda
P.S. IL PRESENTE EDITORIALE VERRÀ RIPROPOSTO DOMANI MATTINA E SERA
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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Lavorare per fame, 365 giorni l’anno in qualsiasi condizione di salute, che sia festa o meno ci sono sempre stato: ovviamente anche in privato. Spesso offrendo un servizio 24 ore su 24. Ma va detto, per fame: per poche centinaia di euro al mese, impossibile sopravvivere.
Certo, la mia è una missione, per la verità e la libertà: a maggior ragione da sostenere in quanto tale. Il bene collettivo prima di quello personale, ho sempre agito così.
A chi indelicatamente sempre più spesso in privato mi scrive di cercarmi un lavoro, rispondo che questo è un lavoro. Serio e pericoloso, che tanti guai mi ha causato e che merita sostegno e rispetto.
Sempre più raro: giornalista libero e indipendente. Se non sostento dal proprio pubblico, dai propri lettori, nulla è possibile.
Causa il mio lavoro sono stato più volte denunciato e querelato, ho subito già due provvedimenti disciplinari da parte dell’ordine dei giornalisti, di cui tra le altre cose sono in ritardo sei mesi con il pagamento annuale del rinnovo dell’iscrizione.
Senza soldi non si pagano gli avvocati, e quando ho avuto necessità nessuno mi ha aiutato.
Tanto che mi sono piegato in silenzio alle condanne.
Nonostante le difficoltà economiche non ho mai (me lo avete suggerito in tanti) ridotto il servizio.
Per rispetto dei sempre più rari donatori e di chi più in generale frequenta il canale circa 50/100 persone al giorno.
In tanti mi scrivete per ringraziarmi per essere stato un faro durante la fase della farsa pandemica, ma cessato lo stato di emergenza, addio. Eppure fin dal 2021 evidenziavo “nuove e più importanti sfide ci attendono”, è sufficiente guardarsi intorno per comprenderlo. Non sono stato ascoltato, ma usato e abbandonato: delitto di abbandono.
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Fermo restando che chiedere non è umiliante: il non ricevere aiuto, sì, è la peggiore delle umiliazioni.
Si chiude il mese più povero di sempre e come sempre di massimo impegno.
Sono soltanto capitato nello stato sbagliato nel momento sbagliato.
Questo canale, le mie informazioni e previsioni (me lo dite voi) verranno comprese tra dieci anni, quando non ci sarò più.
Le altre (quelle dei precedenti anni) hanno tutte trovato riscontro nella realtà: nel male e nel bene.
Non mi resta che andare avanti per fame, per senso del dovere, per passione, per la verità e la libertà. Per rispetto dei pochissimi donatori, nonché per rispetto dei pochi che seguono il canale.
Si salverà soltanto chi saprà ed agirà per tempo, non è già più possibile la mera resistenza.
Grazie di cuore a chi è intervenuto e a chi lo farà.
Non smettete di sognare e lottare per un mondo migliore e ancora possibile. Facciamolo insieme.
Vi stringo forte, con infinito amore e gratitudine
Davide Zedda
P.S. IL PRESENTE EDITORIALE VERRÀ RIPROPOSTO DOMANI MATTINA E SERA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
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C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
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come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 409💫
Davide
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VIDEO | Lo Stato di Israele: tutta la verità
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VIDEO | 🚨 VACCINI MRNA E MENTE UMANA: STIAMO ASSISTENDO A UNA TRASFORMAZIONE OSCURA?
La dottoressa Sherri Tenpenny, tra i medici che fin dall'inizio hanno sollevato allarmi sulla sicurezza dei vaccini mRNA anti-Covid, lancia un'accusa inquietante: studi emergenti collegherebbero questi farmaci genici non solo a reazioni fisiche, ma a profondi cambiamenti mentali, tra cui declino cognitivo, disturbi psichiatrici, aumento dei comportamenti suicidari e perfino omicidi.
Siamo davanti a una crisi psichica post-vaccinale di massa?
La domanda rimbalza scomoda, ma inevitabile, sulle pagine di cronaca nera. Troppi casi improvvisi, inspiegabili, che si moltiplicano dopo il 2021. Persone che “non erano mai state così”, che scivolano nel buio mentale, nella depressione, nell’ira improvvisa e cieca. Uomini e donne che si tolgono la vita. O la tolgono agli altri.
Gli studi evidenziano un notevole aumento dei rischi associati a diverse gravi condizioni, tra cui:
▪︎Ictus ischemico (+44%)
▪︎Ictus emorragico (+50%)
▪︎Attacco ischemico transitorio (+67%)
▪︎Mielite (+165%)
▪︎Miastenia grave (+71%)
▪︎Alzheimer (+22,5%)
▪︎Deterioramento cognitivo (+137,7%)
▪︎Depressione (+68,3%)
▪︎Disturbi d'ansia (+43,9%)
▪︎Disturbi del sonno (+93,4%)
Questa non è più una questione sanitaria, è una questione umana, sociale, morale. Se anche solo una frazione di ciò che si teme fosse vera, dovremmo fermarci. Riflettere. Investigare a fondo.
Perché se ciò che è entrato nei corpi ha toccato anche la mente… allora stiamo camminando su un campo minato. E ogni notizia di cronaca potrebbe essere solo l'inizio.
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La dottoressa Sherri Tenpenny, tra i medici che fin dall'inizio hanno sollevato allarmi sulla sicurezza dei vaccini mRNA anti-Covid, lancia un'accusa inquietante: studi emergenti collegherebbero questi farmaci genici non solo a reazioni fisiche, ma a profondi cambiamenti mentali, tra cui declino cognitivo, disturbi psichiatrici, aumento dei comportamenti suicidari e perfino omicidi.
Siamo davanti a una crisi psichica post-vaccinale di massa?
La domanda rimbalza scomoda, ma inevitabile, sulle pagine di cronaca nera. Troppi casi improvvisi, inspiegabili, che si moltiplicano dopo il 2021. Persone che “non erano mai state così”, che scivolano nel buio mentale, nella depressione, nell’ira improvvisa e cieca. Uomini e donne che si tolgono la vita. O la tolgono agli altri.
Gli studi evidenziano un notevole aumento dei rischi associati a diverse gravi condizioni, tra cui:
▪︎Ictus ischemico (+44%)
▪︎Ictus emorragico (+50%)
▪︎Attacco ischemico transitorio (+67%)
▪︎Mielite (+165%)
▪︎Miastenia grave (+71%)
▪︎Alzheimer (+22,5%)
▪︎Deterioramento cognitivo (+137,7%)
▪︎Depressione (+68,3%)
▪︎Disturbi d'ansia (+43,9%)
▪︎Disturbi del sonno (+93,4%)
Questa non è più una questione sanitaria, è una questione umana, sociale, morale. Se anche solo una frazione di ciò che si teme fosse vera, dovremmo fermarci. Riflettere. Investigare a fondo.
Perché se ciò che è entrato nei corpi ha toccato anche la mente… allora stiamo camminando su un campo minato. E ogni notizia di cronaca potrebbe essere solo l'inizio.
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ROMA – Un’altra pagina buia nella gestione della pandemia in Italia. Guido Rasi, ex direttore dell’EMA e consigliere del generale Figliuolo, è finito sotto accusa per aver diffuso in TV dati scioccanti e, secondo molti, privi di fondamento. Dichiarazioni che non solo hanno allarmato inutilmente milioni di cittadini, ma rischiavano perfino di avere conseguenze penali.
Durante un’apparizione televisiva, Rasi avrebbe affermato che i partecipanti ai “Covid party” avevano il 20% di possibilità di finire in terapia intensiva e il 10-12% di morire. Numeri che sembrano più adatti a uno scenario da film horror che a una comunicazione istituzionale seria e fondata. Ma la realtà raccontata dai dati ufficiali è un’altra: l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, parla di un tasso di letalità medio attorno al 2,7%, e quasi nullo sotto i 40 anni.
La denuncia è arrivata dal deputato Paolo Giuliodori, che ha accusato Rasi di aver diffuso notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, ai sensi dell’articolo 656 del Codice Penale. E come dargli torto? In un contesto già segnato da paure, restrizioni e tensioni sociali, quelle parole hanno aggiunto benzina sul fuoco. Non solo: dette da un esperto di quel calibro, hanno avuto un peso ancora più devastante sull’opinione pubblica.
Possibile che nessuno tra i responsabili della comunicazione istituzionale si sia mai chiesto che impatto avrebbero avuto simili affermazioni? È questa la “scienza” che ci è stata imposta per due anni: un miscuglio di terrore e paternalismo, dove il dubbio era bandito e la propaganda regnava sovrana.
E COME È FINITA?
Ad oggi, non si conoscono sviluppi concreti della vicenda. La denuncia, presentata nel gennaio 2022, non ha avuto alcun seguito noto. La vicenda non ha ricevuto ampia attenzione mediatica. Nessun procedimento, nessuna condanna, nessun chiarimento ufficiale. Il caso, come troppi altri durante l’emergenza sanitaria, è semplicemente scomparso nel nulla. Archiviato dal silenzio.
E intanto resta la domanda: se chi ci guidava durante la tempesta ha usato dati falsi per orientare la paura, perché nessuno ne risponde?
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Zero, zero, zero, oggi, ieri, quasi ogni giorno zero: nonostante gli appelli. E tante emoticon.
Lavorare per fame, 365 giorni l’anno in qualsiasi condizione di salute, che sia festa o meno ci sono sempre stato: ovviamente anche in privato. Spesso offrendo un servizio 24 ore su 24. Ma va detto, per fame: per poche centinaia di euro al mese, impossibile sopravvivere.
Certo, la mia è una missione, per la verità e la libertà: a maggior ragione da sostenere in quanto tale. Il bene collettivo prima di quello personale, ho sempre agito così.
A chi indelicatamente sempre più spesso in privato mi scrive di cercarmi un lavoro, rispondo che questo è un lavoro. Serio e pericoloso, che tanti guai mi ha causato e che merita sostegno e rispetto.
Sempre più raro: giornalista libero e indipendente. Se non sostento dal proprio pubblico, dai propri lettori, nulla è possibile.
Causa il mio lavoro sono stato più volte denunciato e querelato, ho subito già due provvedimenti disciplinari da parte dell’ordine dei giornalisti, di cui tra le altre cose sono in ritardo sei mesi con il pagamento annuale del rinnovo dell’iscrizione.
Senza soldi non si pagano gli avvocati, e quando ho avuto necessità nessuno mi ha aiutato.
Tanto che mi sono piegato in silenzio alle condanne.
Nonostante le difficoltà economiche non ho mai (me lo avete suggerito in tanti) ridotto il servizio.
Per rispetto dei sempre più rari donatori e di chi più in generale frequenta il canale circa 50/100 persone al giorno.
In tanti mi scrivete per ringraziarmi per essere stato un faro durante la fase della farsa pandemica, ma cessato lo stato di emergenza, addio. Eppure fin dal 2021 evidenziavo “nuove e più importanti sfide ci attendono”, è sufficiente guardarsi intorno per comprenderlo. Non sono stato ascoltato, ma usato e abbandonato: delitto di abbandono.
Poche ore e si chiude il mese, tra appelli alle donazioni necessari che non esisterebbero se si donasse senza chiedere. Ma così non è.
Fermo restando che chiedere non è umiliante: il non ricevere aiuto, sì, è la peggiore delle umiliazioni.
Si chiude il mese più povero di sempre e come sempre di massimo impegno.
Sono soltanto capitato nello stato sbagliato nel momento sbagliato.
Questo canale, le mie informazioni e previsioni (me lo dite voi) verranno comprese tra dieci anni, quando non ci sarò più.
Le altre (quelle dei precedenti anni) hanno tutte trovato riscontro nella realtà: nel male e nel bene.
Non mi resta che andare avanti per fame, per senso del dovere, per passione, per la verità e la libertà. Per rispetto dei pochissimi donatori, nonché per rispetto dei pochi che seguono il canale.
Si salverà soltanto chi saprà ed agirà per tempo, non è già più possibile la mera resistenza.
Grazie di cuore a chi è intervenuto e a chi lo farà.
Non smettete di sognare e lottare per un mondo migliore e ancora possibile. Facciamolo insieme.
Vi stringo forte, con infinito amore e gratitudine
Davide Zedda
P.S. IL PRESENTE EDITORIALE VERRÀ RIPROPOSTO IN SERATA
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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Lavorare per fame, 365 giorni l’anno in qualsiasi condizione di salute, che sia festa o meno ci sono sempre stato: ovviamente anche in privato. Spesso offrendo un servizio 24 ore su 24. Ma va detto, per fame: per poche centinaia di euro al mese, impossibile sopravvivere.
Certo, la mia è una missione, per la verità e la libertà: a maggior ragione da sostenere in quanto tale. Il bene collettivo prima di quello personale, ho sempre agito così.
A chi indelicatamente sempre più spesso in privato mi scrive di cercarmi un lavoro, rispondo che questo è un lavoro. Serio e pericoloso, che tanti guai mi ha causato e che merita sostegno e rispetto.
Sempre più raro: giornalista libero e indipendente. Se non sostento dal proprio pubblico, dai propri lettori, nulla è possibile.
Causa il mio lavoro sono stato più volte denunciato e querelato, ho subito già due provvedimenti disciplinari da parte dell’ordine dei giornalisti, di cui tra le altre cose sono in ritardo sei mesi con il pagamento annuale del rinnovo dell’iscrizione.
Senza soldi non si pagano gli avvocati, e quando ho avuto necessità nessuno mi ha aiutato.
Tanto che mi sono piegato in silenzio alle condanne.
Nonostante le difficoltà economiche non ho mai (me lo avete suggerito in tanti) ridotto il servizio.
Per rispetto dei sempre più rari donatori e di chi più in generale frequenta il canale circa 50/100 persone al giorno.
In tanti mi scrivete per ringraziarmi per essere stato un faro durante la fase della farsa pandemica, ma cessato lo stato di emergenza, addio. Eppure fin dal 2021 evidenziavo “nuove e più importanti sfide ci attendono”, è sufficiente guardarsi intorno per comprenderlo. Non sono stato ascoltato, ma usato e abbandonato: delitto di abbandono.
Poche ore e si chiude il mese, tra appelli alle donazioni necessari che non esisterebbero se si donasse senza chiedere. Ma così non è.
Fermo restando che chiedere non è umiliante: il non ricevere aiuto, sì, è la peggiore delle umiliazioni.
Si chiude il mese più povero di sempre e come sempre di massimo impegno.
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Le altre (quelle dei precedenti anni) hanno tutte trovato riscontro nella realtà: nel male e nel bene.
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Grazie di cuore a chi è intervenuto e a chi lo farà.
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Media is too big
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SPAZIO GAZA | Ieri abbiamo visto i campi di concentramento armati a Gaza, per intenderci quelli dedicati al cibo, che però nn c’è. La gente (ricordate il video di ieri?) si accalca qui sotto il sole, in delle vere e proprie gabbie nella speranza che qualcuno distribuisca il cibo, ma ciò non avviene. Utile vedere la situazione anche dall’alto: quella della fame è una vera e propria strategia messa in atto da Israele, uccidere i Palestinesi facendoli morire di fame (prima umiliandolo in questi campi) è la loro strategia, oltre ovviamente alle bombe e le armi.
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SPAZIO GAZA | Ci troviamo nuovamente dentro i campi di concentramento del cin a Gaza, quando la gente si avvicina per cercare cibo gli israeliani gli sparano addosso.
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AUDIO | Per voi ❤️Stra _ Volti…
Davide
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🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA NUOVA CANZONE 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
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A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…