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Davide Zedda
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✔️Bill Gates è il più grande investitore nei vaccini e c'è una pandemia.
✔️Bill Gates è il più grande proprietario terriero d'America e c'è una crisi alimentare.
✔️Bill Gates è il maggiore investitore nel latte artificiale per neonati e c'è una crisi del latte artificiale.
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💥L’intelligenza artificiale entra nelle armi nucleari. E nessuno sa davvero cosa succederà💥
👉Anthropic e OpenAI collaborano con il governo Usa sulla sicurezza nucleare, ma i ricercatori avvertono: l’ai nei sistemi di comando e controllo potrebbe accelerare escalation catastrofiche
✔️Hiroshima (Giappone) - Anthropic sta collaborando con il governo statunitense per sviluppare salvaguardie per le armi nucleari, ovvero strumenti per evitare che i suoi modelli di AI offrano conoscenze sensibili sulla proliferazione nucleare. Sul suo modello LLM Claude ha creato un classificatore che distingue conversazioni nucleari rischiose da quelle benigne con il 96% di accuratezza. OpenAI ha partnership simili con l’amministrazione nazionale per la sicurezza nucleare (Nnsa) e un focus su tecnologie dual-use (uso sia civile che militare). Nonostante in entrambi i casi l’obiettivo annunciato sia quello di rendere l’intelligenza artificiale uno strumento di miglioramento alla sicurezza nazionale, il primo a manifestare preoccupazione è lo stesso Istituto per la sicurezza e tecnologia (Ist).
‼️“Dato che l’AI sta avanzando così rapidamente, è difficile prevedere cosa saranno in grado di fare i modelli di domani, e quali rischi potrebbero comportare. La loro integrazione nel campo delle armi nucleari potrebbe accelerarne gli sviluppi, perché mancano regolamentazioni che definiscano cosa significa farlo in modo etico o meno” spiega infatti Alice Saltini, ricercatrice e consulente per le politiche nucleari basate sull'intelligenza artificiale presso l'Ist. Wired Italia l’ha incontrata per scoprire quali sono i veri rischi e come sarebbe possibile mitigarli.
AI e nucleare, amici e nemici
✔️Il tema è vasto e gli orizzonti immaginabili e temibili anche. “Nei sistemi di decisione nucleare l’ai può essere integrata in qualsiasi modo, nei sensori di allarme precoce, o nei sistemi di supporto decisionale, e di funzioni a supporto del comando o controllo nucleare, per esempio. Molto dipende dai singoli stati e dalle loro politiche specifiche” spiega subito l’esperta, raccontando la sua sfida quotidiana: “raccogliere indizi sui fornitori della difesa sui sistemi in fase di modernizzazione e dati disponibili open-source per dedurre dove l’AI potrebbe essere integrata”.
✔️Dove, ma anche “come”, aggiunge Herbert Lin, ricercatore in politica e sicurezza informatica presso il Center for International Security and Cooperation della Stanford University, invitando a non generalizzare. “Ci sono applicazioni che migliorano il controllo umano e aiutano a minimizzare l’uso di armi nucleari, ma altre sono catastrofiche e vanno a tutti i costi evitate - racconta Lin - scoprirle tutte e capire di volta in volta a che categoria appartengono è il nostro lavoro di ricerca, ed è molto lungo”. Forse troppo per alcuni governi e istituzioni preoccupati di perdere il vantaggio strategico che questa tecnologia può portare alla loro politica nucleare e, più in generale, geopolitica. Lin non conta molto su di loro per eventuali passi avanti su trattati e accordi, preferisce puntare sul lavoro di ricerca suo e di colleghi come Saltini. Entrambi ritengono che “l’integrazione dell’ai all’avanguardia nel dominio nucleare è già in corso (sebbene probabilmente ancora in fase sperimentale), ma la traiettoria è solo relativamente chiara”.
(PROSEGUI LA LETTURA)
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👉Anthropic e OpenAI collaborano con il governo Usa sulla sicurezza nucleare, ma i ricercatori avvertono: l’ai nei sistemi di comando e controllo potrebbe accelerare escalation catastrofiche
✔️Hiroshima (Giappone) - Anthropic sta collaborando con il governo statunitense per sviluppare salvaguardie per le armi nucleari, ovvero strumenti per evitare che i suoi modelli di AI offrano conoscenze sensibili sulla proliferazione nucleare. Sul suo modello LLM Claude ha creato un classificatore che distingue conversazioni nucleari rischiose da quelle benigne con il 96% di accuratezza. OpenAI ha partnership simili con l’amministrazione nazionale per la sicurezza nucleare (Nnsa) e un focus su tecnologie dual-use (uso sia civile che militare). Nonostante in entrambi i casi l’obiettivo annunciato sia quello di rendere l’intelligenza artificiale uno strumento di miglioramento alla sicurezza nazionale, il primo a manifestare preoccupazione è lo stesso Istituto per la sicurezza e tecnologia (Ist).
‼️“Dato che l’AI sta avanzando così rapidamente, è difficile prevedere cosa saranno in grado di fare i modelli di domani, e quali rischi potrebbero comportare. La loro integrazione nel campo delle armi nucleari potrebbe accelerarne gli sviluppi, perché mancano regolamentazioni che definiscano cosa significa farlo in modo etico o meno” spiega infatti Alice Saltini, ricercatrice e consulente per le politiche nucleari basate sull'intelligenza artificiale presso l'Ist. Wired Italia l’ha incontrata per scoprire quali sono i veri rischi e come sarebbe possibile mitigarli.
AI e nucleare, amici e nemici
✔️Il tema è vasto e gli orizzonti immaginabili e temibili anche. “Nei sistemi di decisione nucleare l’ai può essere integrata in qualsiasi modo, nei sensori di allarme precoce, o nei sistemi di supporto decisionale, e di funzioni a supporto del comando o controllo nucleare, per esempio. Molto dipende dai singoli stati e dalle loro politiche specifiche” spiega subito l’esperta, raccontando la sua sfida quotidiana: “raccogliere indizi sui fornitori della difesa sui sistemi in fase di modernizzazione e dati disponibili open-source per dedurre dove l’AI potrebbe essere integrata”.
✔️Dove, ma anche “come”, aggiunge Herbert Lin, ricercatore in politica e sicurezza informatica presso il Center for International Security and Cooperation della Stanford University, invitando a non generalizzare. “Ci sono applicazioni che migliorano il controllo umano e aiutano a minimizzare l’uso di armi nucleari, ma altre sono catastrofiche e vanno a tutti i costi evitate - racconta Lin - scoprirle tutte e capire di volta in volta a che categoria appartengono è il nostro lavoro di ricerca, ed è molto lungo”. Forse troppo per alcuni governi e istituzioni preoccupati di perdere il vantaggio strategico che questa tecnologia può portare alla loro politica nucleare e, più in generale, geopolitica. Lin non conta molto su di loro per eventuali passi avanti su trattati e accordi, preferisce puntare sul lavoro di ricerca suo e di colleghi come Saltini. Entrambi ritengono che “l’integrazione dell’ai all’avanguardia nel dominio nucleare è già in corso (sebbene probabilmente ancora in fase sperimentale), ma la traiettoria è solo relativamente chiara”.
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💥VENEZUELA: LA PREVISIONE DI GIULIETTO CHIESA NEL 2019💥
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Intelligenza artificiale nel 2026. Allora, prima cosa, nel 2026 arriveranno robot antropomorfi a forma umana che lavoreranno in contesti reali. Li vedremo prima nei magazzini, nella logistica, nelle fabbriche e nelle grandi strutture. Poi piano piano le vedremo anche nelle nostre case. Sembreranno intelligenti perché danno consigli imparati dai comportamenti umani, ma sappiamo che in realtà è solo probabilità, non li conoscono, non capiscono, non sono veramente intelligenti.
E lo faranno anche con i movimenti, così come oggi hanno imparato dai testi scritti dagli umani e ripeteranno azioni fisiche, prenderanno oggetti, li sposteranno, li ordineranno, li caricheranno e le aziende oggettivamente ridurranno tempi e turni. Però la pressione salirà su salari e ritmi di chi farà lavori operativi.
E questo è un grande tema perché le invenzioni non si possono disinventare e la società soprattutto non è pronta a questo grande cambiamento purtroppo.
Poi nel 2026 aumenteranno le decisioni prese da sistemi probabilistici, su reti neurali c'è chi li chiama automatismi ma non sono, in tutti i servizi quotidiani, nel credito, nelle assicurazioni, negli affitti, nei limiti di spesa e ci arriveranno solo come esiti, cioè approvato Questo sempre per l'intelligenza artificiale.
Poi nel 2026 i soldi si bloccheranno più spesso, purtroppo, per controlli automatici. I blocchi scatteranno quando cambieremo città, telefono, sim, indirizzo, oppure quando faremo spese insolite. Perché i sistemi usano modelli complessi e non più semplici regole di automazione modificabili al volo. E quindi l'assistenza dirà più spesso, eh non posso intervenire, l'ha deciso il sistema, l'ha deciso l'EI. Anzi non la chiameranno neanche così. E i tempi di sblocchio si allungheranno e il disagio purtroppo ricadrà su di noi.
Poi, sempre nel 2026 l'intelligenza artificiale diventerà una funzione dietro tutto. C'è poco da fare. E-mail, messaggi, foto, documenti, assistenza a clienti. Anche quando non vorremo lei funzionerà dietro e scriverà e risponderà al posto nostro. Noi tenderemo a controllare sempre meno, perché non faremo caso a un errore piccolo che magari finisce su un pagamento, su un appuntamento, su una pratica, su una scelta di lavoro. I testi però saranno più corretti, le decisioni più forse automatiche, anche se l'automatismo come sappiamo non è la parola adatta, la definizione giusta.
Poi nel 2026 le truffe diventeranno più mirate e più in diretta. Il phishing passerà a chiamate live, anche in video. E dall'altra parte ci sarà un sedicente familiare, che sembrerà un familiare, ma sarà generato dall'intelligenza artificiale in tempo reale. Voce, volto, reazioni. La richiesta di soldi o codice arriverà mentre stiamo parlando e la fiducia domestica verrà usata come leva.
Poi sempre nel 2026 il lavoro d'ufficio si comprimerà, cioè meno ruoli intermedi, più compiti sulla stessa persona, customer care, marketing, amministrazione e le aziende useranno più freelance e più progetti, più contratti a progetto. E nel 2026 i primi a essere sostituiti non saranno i meno bravi, saranno quelli che non usano l'intelligenza artificiale, perché chi rifiuterà gli strumenti di AI verrà visto come più lento, più costoso, meno flessibile.
M.C.C.
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E lo faranno anche con i movimenti, così come oggi hanno imparato dai testi scritti dagli umani e ripeteranno azioni fisiche, prenderanno oggetti, li sposteranno, li ordineranno, li caricheranno e le aziende oggettivamente ridurranno tempi e turni. Però la pressione salirà su salari e ritmi di chi farà lavori operativi.
E questo è un grande tema perché le invenzioni non si possono disinventare e la società soprattutto non è pronta a questo grande cambiamento purtroppo.
Poi nel 2026 aumenteranno le decisioni prese da sistemi probabilistici, su reti neurali c'è chi li chiama automatismi ma non sono, in tutti i servizi quotidiani, nel credito, nelle assicurazioni, negli affitti, nei limiti di spesa e ci arriveranno solo come esiti, cioè approvato Questo sempre per l'intelligenza artificiale.
Poi nel 2026 i soldi si bloccheranno più spesso, purtroppo, per controlli automatici. I blocchi scatteranno quando cambieremo città, telefono, sim, indirizzo, oppure quando faremo spese insolite. Perché i sistemi usano modelli complessi e non più semplici regole di automazione modificabili al volo. E quindi l'assistenza dirà più spesso, eh non posso intervenire, l'ha deciso il sistema, l'ha deciso l'EI. Anzi non la chiameranno neanche così. E i tempi di sblocchio si allungheranno e il disagio purtroppo ricadrà su di noi.
Poi, sempre nel 2026 l'intelligenza artificiale diventerà una funzione dietro tutto. C'è poco da fare. E-mail, messaggi, foto, documenti, assistenza a clienti. Anche quando non vorremo lei funzionerà dietro e scriverà e risponderà al posto nostro. Noi tenderemo a controllare sempre meno, perché non faremo caso a un errore piccolo che magari finisce su un pagamento, su un appuntamento, su una pratica, su una scelta di lavoro. I testi però saranno più corretti, le decisioni più forse automatiche, anche se l'automatismo come sappiamo non è la parola adatta, la definizione giusta.
Poi nel 2026 le truffe diventeranno più mirate e più in diretta. Il phishing passerà a chiamate live, anche in video. E dall'altra parte ci sarà un sedicente familiare, che sembrerà un familiare, ma sarà generato dall'intelligenza artificiale in tempo reale. Voce, volto, reazioni. La richiesta di soldi o codice arriverà mentre stiamo parlando e la fiducia domestica verrà usata come leva.
Poi sempre nel 2026 il lavoro d'ufficio si comprimerà, cioè meno ruoli intermedi, più compiti sulla stessa persona, customer care, marketing, amministrazione e le aziende useranno più freelance e più progetti, più contratti a progetto. E nel 2026 i primi a essere sostituiti non saranno i meno bravi, saranno quelli che non usano l'intelligenza artificiale, perché chi rifiuterà gli strumenti di AI verrà visto come più lento, più costoso, meno flessibile.
M.C.C.
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SPAZIO GAZA | La questione Venezuelana non può cancellare Gaza
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Ogni sera (2)…
Davide
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💥IL GRAVE PERICOLO DEI ROBOT UMANOIDI: UN GRAVE PERICOLO PER L’INCOLUMITÀ DEGLI ESSERI UMANI💥
‼️Dal mio editoriale 👇
Ciò che preoccupa i maggiori analisti del mondo, non è soltanto l’intelligenza artificiale, ma la robotica e gli umanoidi (sempre più presenti nei luoghi di lavoro e nelle case) guidati dalla intelligenza artificiale. Possono (avvisano) essere molto pericolosi per gli uomini, creare incidenti, uccidere. Gli umanoidi sono realtà negli Usa, lavorano con gli uomini. Ma è un attimo (ad esempio) che causa mancanza corrente elettrica o batterie scariche, il pesante carico trasportato dall’umanoide finisca per uccidere il lavoratore umano.
È un attimo che la IA impazzisce, va in corto informatico e l’umanoide ca danni arrivando a causare la morte dell persona con la quale sta lavorando. È un attimo, quello di dare ordini informatici agli umanoidi per uccidere esseri umani messi nel mirino. È un attimo perché è già realtà.
È un attimo affidare i controlli pubblici (sta accadendo già oggi in Cina) al grande fratello dei droni e dei robot per la pubblica sicurezza con ovviamente identificazione in tempo reale attraverso telecamere infallibili di chi anche solo per errore non guida al meglio o supera di un solo mezzo chilometro il limite di velocità du guida, usa il telefono o si distrae. Ripeto, non è fantascienza, è la realtà dei fatti negli Usa e in Cina.
E in caso di nuovi lockdown climatici o sanitari, chi gestirà i controlli durante lockdown e zone colorate? Con gli umanoidi e le telecamere a riconoscimento facciale sarà impossibile muoversi.
E tutto ciò non è fantascienza.
Davide Zedda
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‼️Dal mio editoriale 👇
Ciò che preoccupa i maggiori analisti del mondo, non è soltanto l’intelligenza artificiale, ma la robotica e gli umanoidi (sempre più presenti nei luoghi di lavoro e nelle case) guidati dalla intelligenza artificiale. Possono (avvisano) essere molto pericolosi per gli uomini, creare incidenti, uccidere. Gli umanoidi sono realtà negli Usa, lavorano con gli uomini. Ma è un attimo (ad esempio) che causa mancanza corrente elettrica o batterie scariche, il pesante carico trasportato dall’umanoide finisca per uccidere il lavoratore umano.
È un attimo che la IA impazzisce, va in corto informatico e l’umanoide ca danni arrivando a causare la morte dell persona con la quale sta lavorando. È un attimo, quello di dare ordini informatici agli umanoidi per uccidere esseri umani messi nel mirino. È un attimo perché è già realtà.
È un attimo affidare i controlli pubblici (sta accadendo già oggi in Cina) al grande fratello dei droni e dei robot per la pubblica sicurezza con ovviamente identificazione in tempo reale attraverso telecamere infallibili di chi anche solo per errore non guida al meglio o supera di un solo mezzo chilometro il limite di velocità du guida, usa il telefono o si distrae. Ripeto, non è fantascienza, è la realtà dei fatti negli Usa e in Cina.
E in caso di nuovi lockdown climatici o sanitari, chi gestirà i controlli durante lockdown e zone colorate? Con gli umanoidi e le telecamere a riconoscimento facciale sarà impossibile muoversi.
E tutto ciò non è fantascienza.
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💥L'OMS ordina ai governi di monitorare in tempo reale i messaggi online anti-vaccino con l'intelligenza artificiale: rivista "Vaccines"💥
✔️Credete nei vaccini o sarete presi di mira.
✔️In una pubblicazione di novembre sulla rivista Vaccines, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha chiesto ai governi di sorvegliare le informazioni online che mettono in dubbio la legittimità dei vaccini antinfluenzali e di adottare "contromisure" contro coloro che mettono in dubbio il dogma vaccinale dell'OMS.
(FONTE)
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✔️Credete nei vaccini o sarete presi di mira.
✔️In una pubblicazione di novembre sulla rivista Vaccines, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha chiesto ai governi di sorvegliare le informazioni online che mettono in dubbio la legittimità dei vaccini antinfluenzali e di adottare "contromisure" contro coloro che mettono in dubbio il dogma vaccinale dell'OMS.
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‼️ Vi stanno già attaccando, ma non con il nucleare, bensì togliendovi, a poco a poco, ogni fonte di approvvigionamento energetico.
Il prossimo sarà l'Iran.
(FONTE)
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Il prossimo sarà l'Iran.
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‼️Nessuno deve lavorare per fame, mai!
‼️Nessuno deve lavorare gratis, mai!
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‼️Grazie🙏
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🎵 🎶💫 Il 13 GENNAIO 2026 ESCE LA MIA NUOVA CANZONE 🎶🎵💫
✔️Ecco a voi i primi otto indizi
1) Musicista
2) Cantautore
3) Cantastorie
4) Rosa
5) Rossa
6) Sabbia
7) De Chirico
8) Metafisica
👉A domani per nuovi indizi
Davide
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VIDEO | IA Robotica e umanoidi: ecco cosa sta accadendo
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‼️‼️‼️... Bill gates e Albert Bourla in tribunale per il covid 19
Sette cittadini olandesi che sostengono di aver subìto danni dai vaccini anti-Covid hanno intentato una causa civile a diverse persone tra cui: l'ex primo ministro olandese Mark Rutte, vari funzionari governativi, Albert Bourla (CEO di Pfizer) e Bill Gates.
Di recente, un tribunale di Leeuwarden (nei Paesi Bassi) ha stabilito di avere la giurisdizione per trattare il caso, rigettando l'eccezione presentata dai legali di Gates che sostenevano che il tribunale olandese non fosse competente nei suoi confronti. Questo significa solo che il processo civile può andare avanti
L'accusa dei querelanti è che Gates e gli altri abbiano deliberatamente ingannato il pubblico sulla sicurezza dei vaccini.
(FONTE)
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Sette cittadini olandesi che sostengono di aver subìto danni dai vaccini anti-Covid hanno intentato una causa civile a diverse persone tra cui: l'ex primo ministro olandese Mark Rutte, vari funzionari governativi, Albert Bourla (CEO di Pfizer) e Bill Gates.
Di recente, un tribunale di Leeuwarden (nei Paesi Bassi) ha stabilito di avere la giurisdizione per trattare il caso, rigettando l'eccezione presentata dai legali di Gates che sostenevano che il tribunale olandese non fosse competente nei suoi confronti. Questo significa solo che il processo civile può andare avanti
L'accusa dei querelanti è che Gates e gli altri abbiano deliberatamente ingannato il pubblico sulla sicurezza dei vaccini.
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💥Israele, morto Benny Sagi in incidente stradale, giudice del processo Netanyahu per corruzione, la famiglia: "Si indaghi per possibile attentato"Benny Sagi, giudice del processo Netanyahu, muore in un incidente sulla Route 6: mentre la polizia parla di fatalità, emergono interrogativi e sospetti nel clima di forte tensione politica💥
✔️Il giudice israeliano Benny Sagi, alla guida del processo al premier Benjamin Netanyahu per corruzione, è morto a 54 anni in un incidente stradale sulla Route 6, investito mentre era in moto da un altro veicolo. Mentre le cariche istituzionali si sono unite nel cordoglio, la famiglia e molti osservatori internazionali hanno chiesto a gran voce il proseguo delle indagini sul decesso e sulle dinamiche dell'incidente, ipotizzando un "attentato" proprio per il suo ruolo nella possibile incriminazione di Netanyahu.
(FONTE)
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✔️Il giudice israeliano Benny Sagi, alla guida del processo al premier Benjamin Netanyahu per corruzione, è morto a 54 anni in un incidente stradale sulla Route 6, investito mentre era in moto da un altro veicolo. Mentre le cariche istituzionali si sono unite nel cordoglio, la famiglia e molti osservatori internazionali hanno chiesto a gran voce il proseguo delle indagini sul decesso e sulle dinamiche dell'incidente, ipotizzando un "attentato" proprio per il suo ruolo nella possibile incriminazione di Netanyahu.
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Da dall’endemia alla crisi, questo è il passaggio che sta affrontando la buona e vera e libera informazione.
C’e chi rallenta, chi si ferma, chi lascia. Non necessariamente per questioni economiche (comunque pochissime le persone che possono anche solo sopravvivere di questo lavoro) ma anche per sfiducia, solitudine, dolore nel non riuscire a far aprire gli occhi alle persone in merito alle attuali sfide e quelle che arriveranno.
Ho anticipato la prima fase (endemica) ora anticipo la seconda (che rappresenterà la fine di un intero movimento, quello dei liberi e validi buoni informatori) non per causa della censura ma per cause economiche dovute all’abbandono del pubblico, salvo il cosiddetto (da me e da sempre) tutto, subito, maledettamente e gratis.
Di tutto, subito e maledettamente gratis, ve ne sarà sempre più, il pubblico ne avrà a volontà, per una mediocrità assoluta. Altro che conoscenza, senza la quale non sarà in al un modo possibile salvarsi, anche perché ben sappiamo che si salverà soltanto chi saprà ed agirà per tempo.
Milioni e milioni di persone sono scivolate (e sempre più persone continuano a scivolare) nella effimera libertà conosciuta dino al 2019. Ne avranno a male, perché torneranno per una prossima emergenza (non si rendono conto che siamo nel pieno di continue emergenze) e al loro ritorno sbiancheranno nel prendere atto che i buoni e liberi informatori non ci saranno più.
Davide Zedda
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C’e chi rallenta, chi si ferma, chi lascia. Non necessariamente per questioni economiche (comunque pochissime le persone che possono anche solo sopravvivere di questo lavoro) ma anche per sfiducia, solitudine, dolore nel non riuscire a far aprire gli occhi alle persone in merito alle attuali sfide e quelle che arriveranno.
Ho anticipato la prima fase (endemica) ora anticipo la seconda (che rappresenterà la fine di un intero movimento, quello dei liberi e validi buoni informatori) non per causa della censura ma per cause economiche dovute all’abbandono del pubblico, salvo il cosiddetto (da me e da sempre) tutto, subito, maledettamente e gratis.
Di tutto, subito e maledettamente gratis, ve ne sarà sempre più, il pubblico ne avrà a volontà, per una mediocrità assoluta. Altro che conoscenza, senza la quale non sarà in al un modo possibile salvarsi, anche perché ben sappiamo che si salverà soltanto chi saprà ed agirà per tempo.
Milioni e milioni di persone sono scivolate (e sempre più persone continuano a scivolare) nella effimera libertà conosciuta dino al 2019. Ne avranno a male, perché torneranno per una prossima emergenza (non si rendono conto che siamo nel pieno di continue emergenze) e al loro ritorno sbiancheranno nel prendere atto che i buoni e liberi informatori non ci saranno più.
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SPAZIO GAZA | Israele prosegue con i bombardamenti sulle tende di Gaza: ecco la non pace di Trump, Netanyahu e di tutto il mondo che resta in silenzio.
Davide Zedda
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