💥💥💥UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA
Ieri è morto Franco Amoroso, 60 anni, malato oncologico (tumore al colon aggressivo, ripresentatosi dopo operazione).
Pochi giorni fa, al Pronto Soccorso di Senigallia: arrivato con la moglie Cecilia per dolori insopportabili, codice arancione, ha atteso 8 ore senza barella disponibile. Sdraiato a terra su una coperta stesa dalla moglie, con flebo, catetere e cappotto come cuscino. La foto choc ha fatto indignare l’Italia, simbolo di un sistema al collasso: organico insufficiente, barelle finite.
È deceduto ieri pomeriggio a casa, assistito da Cecilia e volontari dell’Associazione Oncologica Senigalliese.
✔️È venuto a mancare Franco Amoroso, il malato oncologico che era stato immortalato mentre era sdraiato a terra nella sala d’aspetto del pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, nelle Marche. Aveva 60 anni e combatteva contro la recidiva di un tumore al colon.
L’uomo si era dovuto sdraiare per terra dopo aver atteso una barella per otto ore, a causa del forte dolore che gli impediva di stare seduto a lungo. “C’è poco personale e chi lavora lo fa correndo. I dirigenti dovrebbero fare qualcosa per evitare tutto ciò”, aveva detto la moglie a Il Resto del Carlino.
Le scuse dell’Ast di Ancona
Dopo la vicenda, erano state “immediatamente disposte verifiche interne al Pronto Soccorso di Senigallia al fine di approfondire quanto realmente accaduto” dalla direzione strategica aziendale della Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona. “Sarà cura di questa Direzione – fece sapere l’Ast – analizzare tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione, cosa che appare di straordinaria gravità dal momento che analoga situazione non si è mai verificata presso l’Ospedale Principe di Piemonte di Senigallia”.
tgcom24.mediaset.it
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Ieri è morto Franco Amoroso, 60 anni, malato oncologico (tumore al colon aggressivo, ripresentatosi dopo operazione).
Pochi giorni fa, al Pronto Soccorso di Senigallia: arrivato con la moglie Cecilia per dolori insopportabili, codice arancione, ha atteso 8 ore senza barella disponibile. Sdraiato a terra su una coperta stesa dalla moglie, con flebo, catetere e cappotto come cuscino. La foto choc ha fatto indignare l’Italia, simbolo di un sistema al collasso: organico insufficiente, barelle finite.
È deceduto ieri pomeriggio a casa, assistito da Cecilia e volontari dell’Associazione Oncologica Senigalliese.
✔️È venuto a mancare Franco Amoroso, il malato oncologico che era stato immortalato mentre era sdraiato a terra nella sala d’aspetto del pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, nelle Marche. Aveva 60 anni e combatteva contro la recidiva di un tumore al colon.
L’uomo si era dovuto sdraiare per terra dopo aver atteso una barella per otto ore, a causa del forte dolore che gli impediva di stare seduto a lungo. “C’è poco personale e chi lavora lo fa correndo. I dirigenti dovrebbero fare qualcosa per evitare tutto ciò”, aveva detto la moglie a Il Resto del Carlino.
Le scuse dell’Ast di Ancona
Dopo la vicenda, erano state “immediatamente disposte verifiche interne al Pronto Soccorso di Senigallia al fine di approfondire quanto realmente accaduto” dalla direzione strategica aziendale della Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona. “Sarà cura di questa Direzione – fece sapere l’Ast – analizzare tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione, cosa che appare di straordinaria gravità dal momento che analoga situazione non si è mai verificata presso l’Ospedale Principe di Piemonte di Senigallia”.
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Prendo spunto da quanto proposto pochi giorni fa nel video delle sette del mattino per affermare con certezza che arrivare a vaccinare con l’inganno contro il covid persone giovanissime e sane così come anche i malati cronici, lo si possa e debba considerare un crimine di guerra: ciò perché il vaccino anti covid è stato dimostrato essere un’arma militare con la quale sono stati colpiti tuti senza scrupolo, ad iniziare dai più deboli, ovvero i pazienti gravemente malati. Tutti vaccinati senza pietà, così come le donne in dolce attesa (giusto per citare un altro esempio). Tra minacce per il lavoro, la perdita dello stesso, la perdita di ogni diritto, si è compiuto un crimine di guerra contro l’umanità. Tutti impuniti, mentre la gente muore e i danneggiati da vaccino anti covid sono ovunque, in ogni famiglia. Assassini!
Davide Zedda
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SPAZIO GAZA | Le immagini da terra della devastazione in una giornata di sole invernale
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Su, dai!…
Davide
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🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA NUOVA CANZONE 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “Almeno per sé”: guarda e ascolta 👉 https://youtu.be/cst9HnsJ6jY?si=KTe5ryW-2iPOMWLB
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LA MIA NUOVA CANZONE | ALMENO PER SÉ
Torna il Cantastorie, che dopo aver amoreggiato con la Luna nella precedente canzone, in questo brano ne viene svelato il nome per essere ora raccontato per ciò che sognava e voleva fare, ma sempre e comunque portando avanti il proprio credo ben preciso che scopriremo in questo nuovo pezzo.
Davide
P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | 👉 https://youtu.be/cst9HnsJ6jY?si=KTe5ryW-2iPOMWLB
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Davide
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Almeno per sé
Voleva fare il musicista
e scrivere canzoni
raccontare storie da tramandare
Giovanni ancora ci credeva
chitarra voce carta e penna
per raccontare storie da ricordare almeno per sé
almeno per sé
Never play for the audience
Never play for the audience…
e scrivere canzoni
raccontare storie da tramandare
Giovanni ancora ci credeva
chitarra voce carta e penna
per raccontare storie da ricordare almeno per sé
almeno per sé
Never play for the audience
Never play for the audience…
🧠 CANCRO AL CERVELLO AL QUARTO STADIO: GLI DAVANO L'1% DI POSSIBILITÀ DI SOPRAVVIVERE... MA LUI CE L'HA FATTA
✔️Non è stata la chemio. Non sono state le radiazioni. Ce l'ha fatta perché ha avuto il coraggio di combattere fuori dal sistema.
✔️Mentre i protocolli standard si arrendevano, lui ha guardato dove la medicina ufficiale proibisce di guardare. Hanno riso quando ha menzionato l'Ivermectina — ma ecco quello che i telegiornali e le riviste finanziate da Big Pharma non vi diranno mai:
🔬 LA SCIENZA "PROIBITA" DELL'IVERMECTINA
L'Ivermectina non è solo un antiparassitario. La ricerca indipendente dimostra che questa molecola:
Supera la barriera emato-encefalica: Arriva dove altri farmaci falliscono, colpendo direttamente i tumori cerebrali.
Bersaglia le cellule staminali tumorali: Attacca la "radice" del cancro, impedendo le recidive.
Disintegra i mitocondri del tumore: Toglie l'energia alle cellule malate, portandole all'apoptosi.
Blocca l'angiogenesi: Interrompe il rifornimento di sangue al tumore, "affamandolo" letteralmente.
Potenzia la risposta immunitaria: Risveglia i linfociti T affinché riconoscano e distruggano le cellule mutate.
🧬 IL MECCANISMO BIOCHIMICO: PERCHÉ FUNZIONA?
Il successo dell'Ivermectina nei tumori cerebrali non è un miracolo, ma biochimica pura:
Modulazione dei Canali del Cloro (GluCls):
L'Ivermectina agisce sui canali del cloro attivati dal glutammato. Nelle cellule tumorali, l'alterazione di questi canali provoca un'iperpolarizzazione della membrana che induce l'arresto del ciclo cellulare.
Inibizione dell'Importina α/β:
Il farmaco blocca il trasporto nucleare di proteine oncogeniche. Impedendo a determinati segnali di entrare nel nucleo della cellula tumorale, l'Ivermectina disattiva i programmi di replicazione del cancro.
Sinergia con il Metabolismo Energetico:
Interferisce con la catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri malati, aumentando la produzione di ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno) all'interno del tumore, distruggendolo dall'interno senza danneggiare i neuroni sani.
📉 IL PROTOCOLLO DELLA SPERANZA: DOPO SOLI 4 MESI
Seguendo il Protocollo Ortomolecolare Ibrido del Dr. Ilyes Baghli (@ilyes_baghli), è accaduto l'impossibile: ✅ Scansioni pulite.✅ Tumore scomparso.✅ Sistema medico? In silenzio totale.
Non sentirete mai questa storia dalla American Cancer Society o dalle grandi fondazioni. Perché? Perché spendono oltre 700 milioni di dollari all'anno per "cercare" una cura, ma se la cura è fuori dal loro modello di profitto (farmaci generici, a basso costo e non brevettabili), allora è inaccettabile.
🗝️ OLTRE IL VELO: IL POTENZIALE UMANO E LA SALUTE
Questa testimonianza conferma ciò che stiamo realizzando: l'umanità sta usando solo l'1% del suo potenziale, sia mentale che di guarigione. Siamo tenuti in una condizione di "nuovo cervello" mai utilizzato, intrappolati in protocolli che gestiscono la malattia invece di curarla.
IIl cancro, come l'Alzheimer, il Parkinson ed altre patologie, rispondondono a logiche metaboliche e ossidative che molecole come l'Ivermectina, il Fenbendazolo e il Mebendazolo possono influenzare radicalmente.
📢 CONCLUSIONE: IL DIRITTO DI SAPERE
Guarire fuori dal sistema non è solo una scelta medica, è un atto di ribellione. Se una molecola da pochi centesimi può fare quello che trattamenti da centinaia di migliaia di dollari non fanno, il problema non è la scienza, è il modello di business.
Condivido questo perché l'umanità merita di sapere. Merita di uscire da quel 1% di consapevolezza e riprendersi il controllo della propria biologia.
La verità non ha bisogno di finanziamenti, ha solo bisogno di essere diffusa.
(FONTE MEDICA)
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✔️Non è stata la chemio. Non sono state le radiazioni. Ce l'ha fatta perché ha avuto il coraggio di combattere fuori dal sistema.
✔️Mentre i protocolli standard si arrendevano, lui ha guardato dove la medicina ufficiale proibisce di guardare. Hanno riso quando ha menzionato l'Ivermectina — ma ecco quello che i telegiornali e le riviste finanziate da Big Pharma non vi diranno mai:
🔬 LA SCIENZA "PROIBITA" DELL'IVERMECTINA
L'Ivermectina non è solo un antiparassitario. La ricerca indipendente dimostra che questa molecola:
Supera la barriera emato-encefalica: Arriva dove altri farmaci falliscono, colpendo direttamente i tumori cerebrali.
Bersaglia le cellule staminali tumorali: Attacca la "radice" del cancro, impedendo le recidive.
Disintegra i mitocondri del tumore: Toglie l'energia alle cellule malate, portandole all'apoptosi.
Blocca l'angiogenesi: Interrompe il rifornimento di sangue al tumore, "affamandolo" letteralmente.
Potenzia la risposta immunitaria: Risveglia i linfociti T affinché riconoscano e distruggano le cellule mutate.
🧬 IL MECCANISMO BIOCHIMICO: PERCHÉ FUNZIONA?
Il successo dell'Ivermectina nei tumori cerebrali non è un miracolo, ma biochimica pura:
Modulazione dei Canali del Cloro (GluCls):
L'Ivermectina agisce sui canali del cloro attivati dal glutammato. Nelle cellule tumorali, l'alterazione di questi canali provoca un'iperpolarizzazione della membrana che induce l'arresto del ciclo cellulare.
Inibizione dell'Importina α/β:
Il farmaco blocca il trasporto nucleare di proteine oncogeniche. Impedendo a determinati segnali di entrare nel nucleo della cellula tumorale, l'Ivermectina disattiva i programmi di replicazione del cancro.
Sinergia con il Metabolismo Energetico:
Interferisce con la catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri malati, aumentando la produzione di ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno) all'interno del tumore, distruggendolo dall'interno senza danneggiare i neuroni sani.
📉 IL PROTOCOLLO DELLA SPERANZA: DOPO SOLI 4 MESI
Seguendo il Protocollo Ortomolecolare Ibrido del Dr. Ilyes Baghli (@ilyes_baghli), è accaduto l'impossibile: ✅ Scansioni pulite.✅ Tumore scomparso.✅ Sistema medico? In silenzio totale.
Non sentirete mai questa storia dalla American Cancer Society o dalle grandi fondazioni. Perché? Perché spendono oltre 700 milioni di dollari all'anno per "cercare" una cura, ma se la cura è fuori dal loro modello di profitto (farmaci generici, a basso costo e non brevettabili), allora è inaccettabile.
🗝️ OLTRE IL VELO: IL POTENZIALE UMANO E LA SALUTE
Questa testimonianza conferma ciò che stiamo realizzando: l'umanità sta usando solo l'1% del suo potenziale, sia mentale che di guarigione. Siamo tenuti in una condizione di "nuovo cervello" mai utilizzato, intrappolati in protocolli che gestiscono la malattia invece di curarla.
IIl cancro, come l'Alzheimer, il Parkinson ed altre patologie, rispondondono a logiche metaboliche e ossidative che molecole come l'Ivermectina, il Fenbendazolo e il Mebendazolo possono influenzare radicalmente.
📢 CONCLUSIONE: IL DIRITTO DI SAPERE
Guarire fuori dal sistema non è solo una scelta medica, è un atto di ribellione. Se una molecola da pochi centesimi può fare quello che trattamenti da centinaia di migliaia di dollari non fanno, il problema non è la scienza, è il modello di business.
Condivido questo perché l'umanità merita di sapere. Merita di uscire da quel 1% di consapevolezza e riprendersi il controllo della propria biologia.
La verità non ha bisogno di finanziamenti, ha solo bisogno di essere diffusa.
(FONTE MEDICA)
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💥💥💥LE PIANTE DA TENERE IN CASA A NOSTRA PROTEZIONE E PER LA NOSTRA SALUTE
✔️L’albero della gomma
✔️Fico a forma di violino
✔️Piante ragno
✔️Basilico fresco sul davanzale
✔️Felce spada
✔️Azzamio culcas
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LA MIA NUOVA CANZONE | ALMENO PER SÉ
Torna il Cantastorie, che dopo aver amoreggiato con la Luna nella precedente canzone, in questo brano ne viene svelato il nome per essere ora raccontato per ciò che sognava e voleva fare, ma sempre e comunque portando avanti il proprio credo ben preciso che scopriremo in questo nuovo pezzo.
Davide
P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | 👉 https://youtu.be/cst9HnsJ6jY?si=KTe5ryW-2iPOMWLB
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Davide
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Almeno per sé
Voleva fare il musicista
e scrivere canzoni
raccontare storie da tramandare
Giovanni ancora ci credeva
chitarra voce carta e penna
per raccontare storie da ricordare almeno per sé
almeno per sé
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO 652💫
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VIDEO | La morte della OMS
Davide Zedda
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Nel 1973, otto persone perfettamente sane varcarono le porte di diversi ospedali psichiatrici negli Stati Uniti. Non erano malate. Ma nessuno, all’interno di quelle mura, riuscì a vederlo.
Era un esperimento. Uno degli esperimenti più sconvolgenti della storia della psichiatria. Ideato dallo psicologo David Rosenhan, iniziava con una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: è davvero possibile distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?
Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto pseudopazienti. Erano persone comuni: un pittore, una casalinga, un pediatra, uno studente laureato. Mentivano su una sola cosa: dicevano di sentire voci. Solo questo. Nessun comportamento bizzarro, nessuna crisi, solo tre parole udite nella mente: “vuoto”, “cavo”, “tonfo”.
Tutti vennero ricoverati. E subito dopo smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Collaborarono. Chiesero di uscire. Non fu possibile.
Il personale non vedeva più persone, ma diagnosi. I loro gesti venivano reinterpretati attraverso la lente della malattia: scrivere appunti? Disturbo ossessivo. Stare in corridoio? Ricerca patologica di attenzione. Essere cortesi? Comportamento controllato e conforme alla patologia.
Sette di loro furono etichettati come schizofrenici. Uno come maniaco depressivo. Nessuno venne riconosciuto come sano. Nessuno.
Ma i pazienti veri se ne accorsero. Alcuni si avvicinavano e sussurravano: “Tu non sei come gli altri. Tu non dovresti stare qui”. Loro vedevano ciò che gli esperti non riuscivano a riconoscere.
Il tempo medio di degenza fu di 19 giorni. Uno rimase ricoverato per 52 giorni. Ogni giorno trascorso, una conferma: l’etichetta era più potente della realtà.
Quando Rosenhan pubblicò il suo studio — On Being Sane in Insane Places — fu un terremoto. La comunità psichiatrica esplose di rabbia. Un ospedale sfidò Rosenhan a inviare nuovi pseudopazienti: li avrebbero smascherati. Lui accettò. Nei mesi seguenti, l’ospedale identificò 41 presunti impostori. Ma Rosenhan non aveva mandato nessuno. Nessuno.
La verità era ormai chiara: le diagnosi non erano sempre basate su fatti, ma su contesto. Una volta etichettata, una persona diventava prigioniera di quella narrazione. Anche se era sana. Anche se gridava la verità.
Questo esperimento scardinò la fiducia cieca nelle etichette cliniche. Avviò riforme profonde nella diagnosi e nel trattamento delle malattie mentali. Ma soprattutto, lasciò una lezione inquietante e attualissima:
La percezione può distorcere la realtà più della follia stessa.
E spesso, l’illusione più pericolosa non è quella di chi è considerato folle, ma di chi è convinto di avere sempre ragione.
Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che il mondo non poté più ignorare.
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Nel 1973, otto persone perfettamente sane varcarono le porte di diversi ospedali psichiatrici negli Stati Uniti. Non erano malate. Ma nessuno, all’interno di quelle mura, riuscì a vederlo.
Era un esperimento. Uno degli esperimenti più sconvolgenti della storia della psichiatria. Ideato dallo psicologo David Rosenhan, iniziava con una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: è davvero possibile distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?
Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto pseudopazienti. Erano persone comuni: un pittore, una casalinga, un pediatra, uno studente laureato. Mentivano su una sola cosa: dicevano di sentire voci. Solo questo. Nessun comportamento bizzarro, nessuna crisi, solo tre parole udite nella mente: “vuoto”, “cavo”, “tonfo”.
Tutti vennero ricoverati. E subito dopo smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Collaborarono. Chiesero di uscire. Non fu possibile.
Il personale non vedeva più persone, ma diagnosi. I loro gesti venivano reinterpretati attraverso la lente della malattia: scrivere appunti? Disturbo ossessivo. Stare in corridoio? Ricerca patologica di attenzione. Essere cortesi? Comportamento controllato e conforme alla patologia.
Sette di loro furono etichettati come schizofrenici. Uno come maniaco depressivo. Nessuno venne riconosciuto come sano. Nessuno.
Ma i pazienti veri se ne accorsero. Alcuni si avvicinavano e sussurravano: “Tu non sei come gli altri. Tu non dovresti stare qui”. Loro vedevano ciò che gli esperti non riuscivano a riconoscere.
Il tempo medio di degenza fu di 19 giorni. Uno rimase ricoverato per 52 giorni. Ogni giorno trascorso, una conferma: l’etichetta era più potente della realtà.
Quando Rosenhan pubblicò il suo studio — On Being Sane in Insane Places — fu un terremoto. La comunità psichiatrica esplose di rabbia. Un ospedale sfidò Rosenhan a inviare nuovi pseudopazienti: li avrebbero smascherati. Lui accettò. Nei mesi seguenti, l’ospedale identificò 41 presunti impostori. Ma Rosenhan non aveva mandato nessuno. Nessuno.
La verità era ormai chiara: le diagnosi non erano sempre basate su fatti, ma su contesto. Una volta etichettata, una persona diventava prigioniera di quella narrazione. Anche se era sana. Anche se gridava la verità.
Questo esperimento scardinò la fiducia cieca nelle etichette cliniche. Avviò riforme profonde nella diagnosi e nel trattamento delle malattie mentali. Ma soprattutto, lasciò una lezione inquietante e attualissima:
La percezione può distorcere la realtà più della follia stessa.
E spesso, l’illusione più pericolosa non è quella di chi è considerato folle, ma di chi è convinto di avere sempre ragione.
Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che il mondo non poté più ignorare.
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Secondo diverse segnalazioni, Israele sta gradualmente ampliando il territorio sotto il proprio controllo nella Striscia di Gaza, spostando verso ovest i blocchi segnaletici della “linea gialla” stabilita dagli accordi di cessate il fuoco.
L’esercito israeliano avrebbe inoltre demolito edifici al di fuori dell’area originariamente designata e ucciso cittadini palestinesi, inclusi civili, avvicinatisi alla nuova linea di demarcazione, sostenendo che costituissero una minaccia per le proprie truppe.
Israele sterco del demonio.
Davide Zedda
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L’esercito israeliano avrebbe inoltre demolito edifici al di fuori dell’area originariamente designata e ucciso cittadini palestinesi, inclusi civili, avvicinatisi alla nuova linea di demarcazione, sostenendo che costituissero una minaccia per le proprie truppe.
Israele sterco del demonio.
Davide Zedda
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