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💥«C’è solo acqua salata», come le lacrime di Gaza
Eman Abu Zayed
DEIR AL BALAH

REPORTAGE DALLA STRISCIA L’offensiva israeliana ha distrutto il 90% degli impianti di desalinizzazione, i raid prendono di mira i camion-cisterna e il blocco totale impedisce i rifornimenti. Una madre, una ragazzina, un autista e un sindaco raccontano la sete della Palestina

Dall’inizio del genocidio israeliano e dall’imposizione di un blocco totale sulla Striscia di Gaza il 7 ottobre 2023, gli impianti di desalinizzazione dell’acqua hanno quasi completamente cessato di funzionare a causa della grave carenza di carburante.

Secondo l’Ufficio stampa del governo di Gaza, oltre il 90% degli impianti idrici e di desalinizzazione è fuori servizio. Con il collasso delle infrastrutture, migliaia di famiglie sfollate non hanno altra scelta che affidarsi a fonti d’acqua contaminate, salate e non potabili.

NEI CAMPI PROFUGHI e nelle tende, la vita non si misura più in ore di sonno, ma in litri d’acqua che arrivano o non arrivano. Rahma Fadi, madre di sei figli che vive in una tenda vicino al campo profughi di Al-Maghazi, mi ha detto: «Quando i miei figli piangono dalla sete, do loro acqua salata e prego per la misericordia di Dio. Cos’altro posso fare?».

In un’intervista all’inizio di questo inverno, Fadi mi ha raccontato il calvario della sua famiglia. Dall’inizio del genocidio, non ha più accesso all’acqua potabile. Con gli impianti di desalinizzazione fuori servizio da molti mesi, la sua routine quotidiana e quella dei suoi figli è diventata una lunga attesa per un raro camion cisterna che potrebbe arrivare o meno.

Anche quando il camion arriva, l’acqua spesso non è potabile, conservata in taniche di plastica circondate da mosche. Ma lei non ha altra scelta. Mentre parlavo con lei, Fadi era seduta con i suoi sei figli in una tenda logora ad Al-Maghazi, dopo essere stata sfollata dalla sua casa nel nord di Gaza, precisamente nel quartiere di Al-Zaytoun. Ha costruito la tenda con pezzi di stoffa e plastica tesi su fragili pali di legno. All’interno, l’aria è pesante per l’odore di terra umida mescolato a polvere e fumo.

I volti pallidi di Fadi e dei suoi figli riflettono il peso di giorni duri e inesorabili: Salma di dieci anni, Mohammed di otto, Ghada di cinque, i gemelli Omar e Yaqeen di tre e la piccola Zeinab, che non ha ancora compiuto un anno. Tutti indossano abiti laceri che offrono poca protezione dal caldo del giorno o dal freddo della notte.

Il marito di Rahma Fadi, Akram Fadi, 41 anni, lavorava come tassista. Durante lo sfollamento ha subito una ferita alla gamba a causa di un attacco aereo. La gamba gli è stata poi amputata. Di conseguenza, il peso di mantenere la famiglia è ricaduto quasi interamente su Rahma. Oggi, al posto di Akram, è lei a fare lunghe file per l’acqua, aspettando ore solo per riempire alcuni contenitori che devono durare l’intera giornata.

IL 24 DICEMBRE 2025 ho visitato una zona di Nuseirat dove Ruba Al-Amsha, una ragazza di 17 anni, vive con la sua famiglia in una piccola tenda che hanno montato dopo essere stati sfollati dal quartiere di Al-Shujaiya a Gaza. Nel tardo pomeriggio, Ruba era seduta all’ingresso della tenda, circondata da taniche vuote e vecchi contenitori di plastica usati per conservare l’acqua. Le mosche ronzavano incessantemente intorno alla tenda e ai contenitori, senza mai allontanarsi.

Parlando a bassa voce mentre cambiava posizione per alleviare il dolore, mi ha detto: «Da qualche tempo provo dolore alla parte destra, intorno al rene, soprattutto quando bevo l’acqua del serbatoio. L’acqua è salata e a volte ha un odore strano, ma non abbiamo altra scelta».

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Di fatto si legalizza poco alla volta la pedofilia. Pensare che in Ucraina si consentirà il matrimonio a partire dai 14 anni: il nuovo Codice Civile.

Nel bel mezzo dello scandalo Epstein, Zelenskyy vuole permettere alle ragazze ucraine di partorire e sposarsi a 14 anni.

È difficile da credere, ma questa è la realtà in Ucraina.

I pedofili stanno trasformando l'Ucraina nella loro base.

Condividete e aiutateci a fermare tutto questo!

Davide Zedda

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💥NON C'È DI CHE💥

LA RETE GLOBALE DI EPSTEIN, È UN GRUPPO DI POTENTI AL FIANCO DEGLI ISRAELIANI

di Daniele Luttazzi
FQ - 10.02.2026 -

E ora, per la serie “Chi va con lo zoppo è a metà dell’opera ovvero che ben comincia impara a zoppicare”, la posta della settimana.

Caro Daniele, sto esplorando i files del caso Epstein usando il sito che hai segnalato sabato: www.jmail.world. Davvero interessante. Qual è il tuo punto di vista sulla vicenda? (Franco M.)

Jeffrey Epstein era una figura di raccordo tra numerose figure dell’élite politica, finanziaria e intellettuale: una rete informale, ma influente. Va notato che la pubblicazione parziale dei documenti non ha prodotto alcuna vera assunzione di responsabilità: le conseguenze per i potenti coinvolti nei files Epstein sono state puramente simboliche.

In Gran Bretagna, il principe Andrea ha perso alcuni titoli e onorificenze, ma non affronterà processi penali. Peter Mandelson, che ricevette da Epstein 75 mila dollari, s’è dimesso dal Partito Laburista e dalla Camera dei Lord, il minimo sindacale (manterrà il titolo di Lord). Morgan McSweeney, capo di gabinetto del primo ministro Keir Starmer, s’è dimesso perché consigliò la nomina di Mandelson come ambasciatore britannico negli Usa nonostante i collegamenti con Epstein.

In Francia, Jack Lang, ex ministro della Cultura, s’è dimesso dalla presidenza dell’Institut du Monde Arabe (sono emersi contatti personali con Epstein); Caroline Lang, sua figlia, s’è dimessa dalla guida di un sindacato di produttori cinematografici (legami finanziari e progetti imprenditoriali con Epstein).

La Norvegia ha sospeso temporaneamente l’ambasciatrice Mona Juul (contatti con Epstein). In Slovacchia, Miroslav Lajcák, consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro Robert Fico e già presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, s’è dimesso (messaggi con Epstein).

Negli Usa, i potenti amici Epstein non hanno
subito ripercussioni. Non è una sorpresa, nel Paese dove i poliziotti che hanno ucciso Alex Pretti a Minneapolis sono ancora in servizio.
A riprova del potere delle élite, la condanna 2008 di Epstein fu ridicola, per reati contro decine di minorenni, poiché al giudice dissero che “Epstein apparteneva all’intelligence”. La protesta popolare, tuttavia, sta montando; e c’è grande attesa per le audizioni dei Clinton alla Camera (26 e 27 febbraio).

Intanto, in Israele, Ehud Barak, ex primo ministro israeliano, fa il vago sui suoi rapporti con Epstein; e Netanyahu ha colto subito l’occasione per rimproverarglieli, ma è l’ultimo che può parlare: Epstein gli facilitò un incontro importante coi funzionari della JP Morgan. Bibi nega che Epstein “lavorasse per Israele”; ma Epstein non fece solo donazioni all’Idf e al Jewish National Fund (l’ente implicato nella colonizzazione illegale in Cisgiordania): utilizzò i suoi legami con principi, presidenti, leader mondiali e politici di ogni schieramento per promuovere gli obiettivi dello Stato di Israele negli Usa e nel mondo.

Anche il profilo di Ghislaine Maxwell rafforza questo quadro. Suo padre, Robert Maxwell, ebreo cecoslovacco, agente segreto britannico nella Seconda guerra mondiale, poi magnate dei media Uk, era considerato una super-spia israeliana. Collaborò con Israele prima della sua creazione, inviando armi a gruppi come l’Haganah (la futura Idf), attivi nella Nakba, l’esodo forzato di centinaia di migliaia di palestinesi; vendette a diversi Paesi tecnologia israeliana con backdoor per il governo israeliano; aiutò il Mossad a catturare Mordechai Vanunu, il tecnico che aveva svelato il programma nucleare di Israele; e quando morì, in circostanze misteriose, sulla sua barca, ricevette un funerale di Stato a Gerusalemme.

Le sorelle di Ghislaine lavorano per organizzazioni legate o finanziate dallo Stato israeliano. C’è inoltre un rapporto dell’Fbi che indica legami tra Epstein, Alan Dershowitz (l’avvocato di Epstein) e ambienti dell’intelligence israeliana. (1. Continua) https://www.facebook.com/share/p/1C3QiEB7tL/

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Potere, ricatti sessuali, violenza su bambini e minori, scomparsa di esseri umani, intelligence.

Questo sono gli Epstein Files che tengono in scacco l'oligarchia mondiale.

Dovrebbero essere l'apertura di ogni tg, gr e quotidiano. Così non è, purtroppo ed ovviamente.

Davide Zedda

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