L’AUDIO DEL BUONGIORNO 700💫
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VIDEO | La giornata nazionale della vergogna
Davide Zedda
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💥L’assedio totale di Gaza: una condanna unilaterale alla fame💥
✔️Mentre i riflettori della diplomazia internazionale sono puntati sul nuovo fronte di guerra tra Israele-Usa e l’Iran, nella Striscia di Gaza si sta consumando una catastrofe umanitaria che rappresenta una nuova punizione collettiva. Con una decisione unilaterale, giustificata ufficialmente con l’invocazione dello “stato di emergenza nazionale” e per non meglio precisati “motivi di sicurezza” dopo l’attacco a Teheran, il governo israeliano ha sigillato ogni via d’accesso all’enclave palestinese. Questa morsa di ferro ha interrotto istantaneamente il flusso di cibo, acqua e carburante, lasciando due milioni di persone — già stremate da anni di conflitto e privazioni — nell’abisso di una nuova, e forse definitiva, carestia. Gaza sta esaurendo rapidamente le sue limitate forniture di carburante, mettendo a rischio l’operatività degli ospedali e dei servizi idrici e igienico-sanitari.
✔️L’apparato burocratico e militare israeliano, attraverso il Cogat, ha provato a minimizzare l’impatto di questa scelta, dichiarando che i valichi devono rimanere chiusi per garantire la “sicurezza” del personale israeliano che li pattuglia. L’organismo ha sostenuto che le scorte interne sarebbero sufficienti per un “periodo prolungato”, fingendo di ignorare i disperati appelli delle Nazioni Unite e delle ONG che operano nel territorio.
✔️Proprio oggi, il Cogat ha fatto sapere che domani, mercoledì, potrebbe “consentire” la riapertura parziale del solo valico di Kerem Shalom per permettere il passaggio di un flusso minimo di viveri. Tuttavia, questa misura appare come una goccia in un oceano di necessità: gli operatori umanitari avvertono che il cibo fresco finirà entro una settimana e la farina per i panifici entro dieci giorni. Organizzazioni come World Central Kitchen hanno già dichiarato che, senza forniture quotidiane, esauriranno i pasti entro pochi giorni. La sola notizia della chiusura ha fatto esplodere i prezzi: il costo di un sacco di farina è già triplicato, passando da 30 a 100 shekel, mentre beni come zucchero, olio e pannolini sono diventati inaccessibili per la maggior parte delle famiglie, che hanno perso tutto durante i bombardamenti. Domenica, all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, la malnutrizione ha già ucciso Waseem Hamouda, di un anno, e Sanad al-Sharif, una neonata di appena due mesi.
✔️Oltre all’assedio fisico di Gaza, Israele ha imposto un assedio simbolico e religioso al cuore di Gerusalemme Est. Per il terzo giorno consecutivo, durante il mese sacro del Ramadan, la Moschea di al-Aqsa è rimasta chiusa ai fedeli musulmani. Una violazione definita “senza precedenti” e una “dichiarazione di guerra” alla libertà di culto. Secondo lo Sheikh Ikrima Sabri, questa chiusura ingiustificata usa il pretesto della sicurezza per svuotare il sito e consolidare il controllo di Tel Aviv, esautorando il Waqf islamico. La situazione all’interno del complesso è descritta come disperata: ai pochi custodi rimasti è stato persino vietato di ricevere cibo per interrompere il digiuno serale, mentre circa 1.000 residenti, inclusi imam e dipendenti religiosi, sono stati colpiti da ordini di allontanamento.
(FONTE)
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✔️Mentre i riflettori della diplomazia internazionale sono puntati sul nuovo fronte di guerra tra Israele-Usa e l’Iran, nella Striscia di Gaza si sta consumando una catastrofe umanitaria che rappresenta una nuova punizione collettiva. Con una decisione unilaterale, giustificata ufficialmente con l’invocazione dello “stato di emergenza nazionale” e per non meglio precisati “motivi di sicurezza” dopo l’attacco a Teheran, il governo israeliano ha sigillato ogni via d’accesso all’enclave palestinese. Questa morsa di ferro ha interrotto istantaneamente il flusso di cibo, acqua e carburante, lasciando due milioni di persone — già stremate da anni di conflitto e privazioni — nell’abisso di una nuova, e forse definitiva, carestia. Gaza sta esaurendo rapidamente le sue limitate forniture di carburante, mettendo a rischio l’operatività degli ospedali e dei servizi idrici e igienico-sanitari.
✔️L’apparato burocratico e militare israeliano, attraverso il Cogat, ha provato a minimizzare l’impatto di questa scelta, dichiarando che i valichi devono rimanere chiusi per garantire la “sicurezza” del personale israeliano che li pattuglia. L’organismo ha sostenuto che le scorte interne sarebbero sufficienti per un “periodo prolungato”, fingendo di ignorare i disperati appelli delle Nazioni Unite e delle ONG che operano nel territorio.
✔️Proprio oggi, il Cogat ha fatto sapere che domani, mercoledì, potrebbe “consentire” la riapertura parziale del solo valico di Kerem Shalom per permettere il passaggio di un flusso minimo di viveri. Tuttavia, questa misura appare come una goccia in un oceano di necessità: gli operatori umanitari avvertono che il cibo fresco finirà entro una settimana e la farina per i panifici entro dieci giorni. Organizzazioni come World Central Kitchen hanno già dichiarato che, senza forniture quotidiane, esauriranno i pasti entro pochi giorni. La sola notizia della chiusura ha fatto esplodere i prezzi: il costo di un sacco di farina è già triplicato, passando da 30 a 100 shekel, mentre beni come zucchero, olio e pannolini sono diventati inaccessibili per la maggior parte delle famiglie, che hanno perso tutto durante i bombardamenti. Domenica, all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, la malnutrizione ha già ucciso Waseem Hamouda, di un anno, e Sanad al-Sharif, una neonata di appena due mesi.
✔️Oltre all’assedio fisico di Gaza, Israele ha imposto un assedio simbolico e religioso al cuore di Gerusalemme Est. Per il terzo giorno consecutivo, durante il mese sacro del Ramadan, la Moschea di al-Aqsa è rimasta chiusa ai fedeli musulmani. Una violazione definita “senza precedenti” e una “dichiarazione di guerra” alla libertà di culto. Secondo lo Sheikh Ikrima Sabri, questa chiusura ingiustificata usa il pretesto della sicurezza per svuotare il sito e consolidare il controllo di Tel Aviv, esautorando il Waqf islamico. La situazione all’interno del complesso è descritta come disperata: ai pochi custodi rimasti è stato persino vietato di ricevere cibo per interrompere il digiuno serale, mentre circa 1.000 residenti, inclusi imam e dipendenti religiosi, sono stati colpiti da ordini di allontanamento.
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💥💥💥L’ANTICRISTO A ROMA: L’ÉLITE PREGA PER L’APOCALISSE A PORTE CHIUSE💥💥💥
Peter Thiel è a Roma per parlare dell’anticristo. Una conferenza a porte chiuse, con 165 invitati e un accordo di riservatezza che ammonta a 10mila euro di penale.
All’uscita da Palazzo Taverna gli invitati si dirigono alla basilica di San Giovanni dei Fiorentini per una messa in latino. Nessuno si sbottona, in pochi si fermano. Si riaccendono i telefoni, proibiti all’interno. Ci sono giornalisti, imprenditori, politici ed ex politici, accademici e membri di think tank.
Chi c’era
Fra i volti si riconosce quello di Daniele Capezzone, direttore del Tempo; di Guido Maria Brera, imprenditore; di Peter Robinson, l’autore dei discorsi di Regan. Un paio di volti Rai, Oliviero Bergamini e Barbara Carfagna. C’è lo storico Giovanni Orsina e Antonio Zanardi Landi, ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede.
Dalle fila del governo nessuno in veste ufficiale. Vengono inviati invece assistenti e collaboratori. Quello di Marco Osnato di Fratelli d’Italia, del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana e il responsabile esteri dei Giovani leghisti.
La capitale italiana è solamente l’ultima sede di un ciclo di incontri. Di apocalisse Thiel ha già parlato a San Francisco e a Parigi, in un tour che confonde marketing, religione e filosofia.
Chi è Thiel e perché parla di anticristo
Co-fondatore di PayPal e Palantir, l’imprenditore è conosciuto come il sostenitore più accanito di Donald Trump nella Silicon Valley, nonché il “centro di gravità strategico” della tecno-destra.
Che cosa Thiel predichi non è un mistero. È famigerato per aver teorizzato che la “democrazia non è più compatibile con la libertà”, predica la “salvezza attraverso il collasso”, progetta una società guidata dalla tecnologia e desidera per il futuro un mondo guidato dai capitani d’industria.
Alla vigilia della vittoria di Trump, l’imprenditore profetizza sul Financial Times l’arrivo dell’apocalisse. Scrive delle “ultime settimane crepuscolari del nostro interregno” e titola il testo: “un tempo di verità e riconciliazione”.
A differenza delle tradizioni che invocano pentimento e riforma, Thiel abbraccia la distruzione. Anzi, si adopera per accelerarla. La salvezza si raggiunge con l’intensificazione del crollo.
Non è un caso che la sua società sia attualmente coinvolta in tutti i conflitti aperti. Ucraina, Iran, Palestina. Palantir offre servizi di sorveglianza e previsione, esternalizzando di fatto funzioni della Difesa statunitense.
Palantir
Palantir nasce dopo l’11 settembre e sfrutta il via libera al controllo di massa dato dal Patriot Act per diventare principale partener di tutte le intelligence dei Paesi NATO.
Peter Thiel è inoltre più volte citato negli Epstein Files e sarebbe stato proprio l’ex finanziere pedofilo a metterlo in contatto con Mossad e apparati israeliani.
Il ciclo di conferenze a Roma si terrà fino al 18 marzo. I luoghi dei successivi incontri sono però stati tenuti segreti.
(FONTE)
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Peter Thiel è a Roma per parlare dell’anticristo. Una conferenza a porte chiuse, con 165 invitati e un accordo di riservatezza che ammonta a 10mila euro di penale.
All’uscita da Palazzo Taverna gli invitati si dirigono alla basilica di San Giovanni dei Fiorentini per una messa in latino. Nessuno si sbottona, in pochi si fermano. Si riaccendono i telefoni, proibiti all’interno. Ci sono giornalisti, imprenditori, politici ed ex politici, accademici e membri di think tank.
Chi c’era
Fra i volti si riconosce quello di Daniele Capezzone, direttore del Tempo; di Guido Maria Brera, imprenditore; di Peter Robinson, l’autore dei discorsi di Regan. Un paio di volti Rai, Oliviero Bergamini e Barbara Carfagna. C’è lo storico Giovanni Orsina e Antonio Zanardi Landi, ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede.
Dalle fila del governo nessuno in veste ufficiale. Vengono inviati invece assistenti e collaboratori. Quello di Marco Osnato di Fratelli d’Italia, del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana e il responsabile esteri dei Giovani leghisti.
La capitale italiana è solamente l’ultima sede di un ciclo di incontri. Di apocalisse Thiel ha già parlato a San Francisco e a Parigi, in un tour che confonde marketing, religione e filosofia.
Chi è Thiel e perché parla di anticristo
Co-fondatore di PayPal e Palantir, l’imprenditore è conosciuto come il sostenitore più accanito di Donald Trump nella Silicon Valley, nonché il “centro di gravità strategico” della tecno-destra.
Che cosa Thiel predichi non è un mistero. È famigerato per aver teorizzato che la “democrazia non è più compatibile con la libertà”, predica la “salvezza attraverso il collasso”, progetta una società guidata dalla tecnologia e desidera per il futuro un mondo guidato dai capitani d’industria.
Alla vigilia della vittoria di Trump, l’imprenditore profetizza sul Financial Times l’arrivo dell’apocalisse. Scrive delle “ultime settimane crepuscolari del nostro interregno” e titola il testo: “un tempo di verità e riconciliazione”.
A differenza delle tradizioni che invocano pentimento e riforma, Thiel abbraccia la distruzione. Anzi, si adopera per accelerarla. La salvezza si raggiunge con l’intensificazione del crollo.
Non è un caso che la sua società sia attualmente coinvolta in tutti i conflitti aperti. Ucraina, Iran, Palestina. Palantir offre servizi di sorveglianza e previsione, esternalizzando di fatto funzioni della Difesa statunitense.
Palantir
Palantir nasce dopo l’11 settembre e sfrutta il via libera al controllo di massa dato dal Patriot Act per diventare principale partener di tutte le intelligence dei Paesi NATO.
Peter Thiel è inoltre più volte citato negli Epstein Files e sarebbe stato proprio l’ex finanziere pedofilo a metterlo in contatto con Mossad e apparati israeliani.
Il ciclo di conferenze a Roma si terrà fino al 18 marzo. I luoghi dei successivi incontri sono però stati tenuti segreti.
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Oggi vorrei riproporvi una riflessione puramente e totalmente complottista, ma si sa, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
Cinque anni fa, oggi eravamo in lockdown.
Veniamo al dunque
Dal 9 marzo 2020 al 3 maggio 2020, sostanzialmente fece sempre bel tempo, sole e perfino caldo.
Forse perché agli italiani reclusi non si poteva togliere il sole (per quanto rinchiusi in casa o affacciati ai balconi), questo elemento (il bel tempo), agisce direttamente sul buonumore ed aiuta affinché non ci siano problemi particolari a far accettare quella condizione di prigionia.
Pensateci attentamente, e domandatevi: siamo sicuri che con il maltempo sterebbe andato tutto liscio?
Se vuoi (e devi), così come è stato fatto in quei giorni, manipolare al meglio le menti delle persone, serviva il sole.
E così è stato.
Davide Zedda
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Cinque anni fa, oggi eravamo in lockdown.
Veniamo al dunque
Dal 9 marzo 2020 al 3 maggio 2020, sostanzialmente fece sempre bel tempo, sole e perfino caldo.
Forse perché agli italiani reclusi non si poteva togliere il sole (per quanto rinchiusi in casa o affacciati ai balconi), questo elemento (il bel tempo), agisce direttamente sul buonumore ed aiuta affinché non ci siano problemi particolari a far accettare quella condizione di prigionia.
Pensateci attentamente, e domandatevi: siamo sicuri che con il maltempo sterebbe andato tutto liscio?
Se vuoi (e devi), così come è stato fatto in quei giorni, manipolare al meglio le menti delle persone, serviva il sole.
E così è stato.
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SPAZIO IRAN GOLFO | Dove siamo? No, non è Gaza: è Tel Aviv dopo la costante pioggia di missili iraniani. Come vi sentite a stare tra le macerie come a Gaza? Israele sterco del demonio
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Te lo dico io…
Davide
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LA MIA NUOVA CANZONE | ALMENO PER SÉ
Torna il Cantastorie, che dopo aver amoreggiato con la Luna nella precedente canzone, in questo brano ne viene svelato il nome per essere ora raccontato per ciò che sognava e voleva fare, ma sempre e comunque portando avanti il proprio credo ben preciso che scopriremo in questo nuovo pezzo.
Davide
P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | Ecco il link 👉 https://youtu.be/cst9HnsJ6jY?si=KTe5ryW-2iPOMWLB
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Almeno per sé
Voleva fare il musicista
e scrivere canzoni
raccontare storie da tramandare
Giovanni ancora ci credeva
chitarra voce carta e penna
per raccontare storie da ricordare almeno per sé
almeno per sé
Never play for the audience
Never play for the audience…
e scrivere canzoni
raccontare storie da tramandare
Giovanni ancora ci credeva
chitarra voce carta e penna
per raccontare storie da ricordare almeno per sé
almeno per sé
Never play for the audience
Never play for the audience…
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🔴🛑🛑 È GIÀ ACCADUTO
Il tuo Stato installa 10.000 telecamere per la tua "sicurezza". Poi uno Stato nemico le hackera e le usa per guidare i missili su casa tua.
Non è distopia cyberpunk, è esattamente ciò che è successo nel 2026 tra Iran e Israele. La lezione è spietata: ogni infrastruttura di sorveglianza centralizzata è un'arma carica puntata in due direzioni.
Non ti stanno proteggendo, stanno creando la tua vulnerabilità sistemica. Guarda il primo episodio per capire come l'ossessione per il controllo statale si è trasformata in un autogol clamoroso.
@Arrow23News
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Il tuo Stato installa 10.000 telecamere per la tua "sicurezza". Poi uno Stato nemico le hackera e le usa per guidare i missili su casa tua.
Non è distopia cyberpunk, è esattamente ciò che è successo nel 2026 tra Iran e Israele. La lezione è spietata: ogni infrastruttura di sorveglianza centralizzata è un'arma carica puntata in due direzioni.
Non ti stanno proteggendo, stanno creando la tua vulnerabilità sistemica. Guarda il primo episodio per capire come l'ossessione per il controllo statale si è trasformata in un autogol clamoroso.
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💥💥💥TRATTAMENTO E LA PREVENZIONE DEI TUMORI
✔️Il Johns Hopkins Hospital possiede da molto tempo il brevetto per il polimorfo del mebendazolo per il
Trattamento e la prevenzione dei tumori
✔️Questo sarebbe stato soppresso perché l’industria del cancro guadagna 225 miliardi di dollari all’anno con i suoi redditizi farmaci “designer”
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‼️‼️‼️ Vi invito a riflettere su queste attualissime parole di Fabrizio De André
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‼️Nessuno deve lavorare per fame, mai!
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LA MIA NUOVA CANZONE | ALMENO PER SÉ
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VIDEO | Le basi aeree italiane: e se andasse (molto presto) a finire così?
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💥💥💥OPS: IL SITO RAI HA CANCELLATO QUESTO VIDEO… CHISSÀ PERCHÉ!
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💥💥💥L'UNGHERIA SCHIERA L'ESERCITO PER PROTEGGERE LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
La situazione è degenerata rapidamente.
L'Ungheria ha ordinato al suo esercito di proteggere le infrastrutture energetiche nazionali essenziali, mentre circolano avvertimenti secondo cui l'Ucraina potrebbe preparare operazioni di sabotaggio.
Per la prima volta in questa disputa, il linguaggio non è più diplomatico.
È operativo.
Truppe schierate.
La polizia è stata rafforzata.
Vietati i voli con i droni nelle regioni sensibili.
Il governo del primo ministro Viktor Orbán sta inviando un messaggio chiaro:
L'Ungheria difenderà la propria sovranità e la propria sicurezza energetica anche con la forza, se necessario.
E poi arrivò la frase che risuonerà in tutta Europa:
“Non cederemo MAI alle minacce o alle pressioni globaliste.”
Non si tratta più solo di un disaccordo politico all'interno dell'UE.
Si tratta di uno scontro in prima linea tra uno Stato membro e le ricadute geopolitiche della guerra in Ucraina.
Le infrastrutture energetiche sono ormai considerate un campo di battaglia per la sicurezza nazionale.
Se le tensioni continuano ad aumentare, le implicazioni sono enormi:
• Attriti politici della NATO
• L'unità dell'UE si frantuma
• Rischio di escalation sul fianco orientale dell'Europa
L'Europa sta entrando in una fase molto più pericolosa.
E l'Ungheria ha appena tracciato una linea.
@PM_ViktorOrban @zoltanspox
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La situazione è degenerata rapidamente.
L'Ungheria ha ordinato al suo esercito di proteggere le infrastrutture energetiche nazionali essenziali, mentre circolano avvertimenti secondo cui l'Ucraina potrebbe preparare operazioni di sabotaggio.
Per la prima volta in questa disputa, il linguaggio non è più diplomatico.
È operativo.
Truppe schierate.
La polizia è stata rafforzata.
Vietati i voli con i droni nelle regioni sensibili.
Il governo del primo ministro Viktor Orbán sta inviando un messaggio chiaro:
L'Ungheria difenderà la propria sovranità e la propria sicurezza energetica anche con la forza, se necessario.
E poi arrivò la frase che risuonerà in tutta Europa:
“Non cederemo MAI alle minacce o alle pressioni globaliste.”
Non si tratta più solo di un disaccordo politico all'interno dell'UE.
Si tratta di uno scontro in prima linea tra uno Stato membro e le ricadute geopolitiche della guerra in Ucraina.
Le infrastrutture energetiche sono ormai considerate un campo di battaglia per la sicurezza nazionale.
Se le tensioni continuano ad aumentare, le implicazioni sono enormi:
• Attriti politici della NATO
• L'unità dell'UE si frantuma
• Rischio di escalation sul fianco orientale dell'Europa
L'Europa sta entrando in una fase molto più pericolosa.
E l'Ungheria ha appena tracciato una linea.
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BREVE COMMENTO ALLA NOTIZIA | Pur di obbedire ai padroni di Israele e ai padroni Usa, la Meloni insiste nel mettere l’Italia in pericolo: l’intera sicurezza nazionale è in pericolo. Vi basti solo una informazione, oltre all’ondata si terrorismo che subiremo negli anni a venire (Gaza, Iran, la vendetta arriverà ed i tremi italiani salteranno per aria) la Meloni pur di obbedire dimentica che l’Italia è a portata su missili iraniani dentro e fuori i confini nazionali. Male, molto male: molto, molto preoccupante.
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