Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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💥💥💥Crisi energetica, Anief lancia allarme: “Dal 1° maggio possibile didattica a distanza per ultimo mese di scuola con lavoratori pubblici collocati in smart working”

✔️La crisi energetica e il caro carburanti rischiano di far impennare l’inflazione verso livelli record entro il mese di giugno.

✔️La presa di posizione dell’Anief aprirà, inevitabilmente, ora un dibattito nel mondo della scuola e tra le forze politiche. Resta da capire se il Governo e il Parlamento valuteranno effettivamente la proposta, che comporterebbe un ritorno – seppur parziale e limitato nel tempo – alla didattica a distanza dopo il ritorno alla piena presenza dopo l’esperienza della pandemia da Covid-19.

✔️Per molti studenti e famiglie, l’ultimo mese di lezioni prima delle vacanze estive potrebbe quindi trasformarsi in un periodo di DaD generalizzata, mentre per il personale scolastico si aprirebbe la prospettiva dello smart working, una modalità già sperimentata durante la pandemia, ma mai strutturalmente adottata per i lavoratori pubblici della scuola in condizioni ordinarie.

✔️Carburante aereo, razionamento in quattro scali

✔️Qual è la situazione attuale a livello nazionale e internazionale? Attualmente, in base alle ultime informazioni, un regime di razionamento del cherosene è attivo fino al 9 aprile negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia. La misura, limitata a un solo fornitore, porta sul piano operativo gli effetti di una crisi legata al conflitto in Medio Oriente.

✔️Il gruppo Save ha precisato che le limitazioni “non sono significative” per gli scali di Venezia, Treviso e Verona. Altri fornitori in quelle sedi riforniscono la gran parte dei vettori. I voli intercontinentali e quelli nell’area Schengen restano garantiti.

✔️Gli aeroporti del continente affrontano il rischio di ricadute lungo la catena logistica, secondo quanto riportato da Politico. Londra Heathrow e altri scali del Regno Unito risultano i più vulnerabili. Prime cancellazioni di voli vengono già attribuite al carburante. La compagnia regionale Skybus ha soppresso una rotta per effetto dei prezzi.

✔️Secondo stime della società di analisi energetica Kpler, riportata dall’agenzia di stampa AGI, la Francia sarebbe il secondo Paese europeo più esposto per squilibrio tra domanda e offerta. Il Portogallo potrebbe esaurire le scorte in quattro mesi, l’Ungheria in cinque, la Danimarca in sei. L’Italia e la Germania avrebbero un margine di circa sette mesi. La Polonia, quasi autosufficiente, risulta meno esposta.

✔️L’Europa importa da tempo circa il 30% della domanda regionale di carburante, spiega la Iata. Le compagnie segnalavano già un deficit strutturale di cherosene prima della guerra, tra sanzioni sul petrolio russo e calo della capacità di raffinazione.

✔️Ryanair sta valutando la cancellazione del 5-10% dei voli tra maggio e luglio se il conflitto proseguisse per altri 2-3 mesi. Il Ceo, Michael O’Leary, ha avvertito in un’intervista a SkyNews: “Le compagnie non avrebbero la possibilità di scegliere con libertà quali rotte sacrificare”. Le cancellazioni dipenderebbero dagli aeroporti con problemi di disponibilità, con un preavviso stimato tra cinque e sette giorni.

✔️Anche il gruppo Lufthansa teme ripercussioni sulla fornitura. “Per le nostre compagnie passeggeri, circa l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso è garantito da coperture che attenuano l’impatto del rialzo dei prezzi petroliferi”, ha dichiarato una nota del gruppo. “Tuttavia, anche noi risentiamo dell’aumento dei costi”.

✔️Dall’inizio della guerra con l’Iran, molti vettori hanno allungato le rotte per evitare le aree interessate. Il consumo di cherosene è aumentato. Dal 28 febbraio i prezzi spot sono quasi raddoppiati, passando da circa 96 a 197 dollari al barile. Il carburante vale in genere tra il 20% e il 35% dei costi operativi di un vettore, scrive Aerotime. Le attuali quotazioni erodono i margini delle compagnie. In diversi casi, i voli prenotati prima del conflitto partono già in perdita.

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💥💥💥Trump dice che se un accordo con l'Iran non verrà raggiunto entro la sua scadenza di martedì (oggi),
"farò saltare tutto laggiù".

Possibile (?) attacco nucleare sull’Iran?
O accordo a sorpresa?

In precedenza

💥Intanto Israele per paura di scomparire e pensa ad un attacco nucleare contro l’Iran.

💥💥💥Mohammed Safa: l'ONU si prepara per il possibile uso di armi atomiche

✔️Un diplomatico collegato alle Nazioni Unite, Mohammad Safa, ha dato le dimissioni per poter parlare pubblicamente e per non essere in alcun modo coinvolto nelle vicende che, a suo dire, riguarderanno l'evoluzione della guerra che vede opposti l'Iran agli USA, ad Israele e agli altri staterelli del Golfo Persico. A suo dire si preparerebbe l'uso di armi atomiche.

✔️Fino alle sue dimissioni, Mohammad Safa ha rivestito il ruolo di Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite in qualità di direttore esecutivo della PVA, Patriotic Vision Association, che agisce nell'ambito dell'ECOSOC cioè il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

✔️Ciò che lo ha spinto alle dimissioni è il timore che l'ONU potrebbe accettare che Israele o USA facciano uso dell'atomica nell'attuale conflitto con l'Iran. Gli analisti militari avvisano di questo rischio dato l'andamento del conflitto nel Golfo Persico che vede USA ed Israele in seria difficoltà. Le basi USA nella regione sono quasi completamente fuori uso, col personale militare evacuato, l'Iraq è sceso in guerra e delle basi USA sul suo territorio ne rimane solo una nella zona curda che potrebbe essere evacuata a breve. Inoltre Israele nonostante i continui bombardamenti nel Libano sta subendo un rovescio dietro l'altro con le truppe di Hezbollah che hanno addirittura sconfinato nel nord di Israele.

✔️Che l'uso dell'atomica per piegare Teheran sia temuto da tutti coloro che, facendo un'onesta disamina di quanto accade sul terreno reale e non nelle fantasie della nostra stampa prezzolata, si rendono conto che l'alleanza Epstein stia perdendo la guerra.

✔️Nel pubblicare le sue dimissioni Safa scrive: "Dopo molte riflessioni, dopo aver pazientato dal 2023 quando ho minacciato per la prima volta le dimissioni, dopo che mi è diventato chiaro che i più importanti rappresentanti delle Nazioni Unite stavano servendo una potentissima lobby e non l'ONU, ho deciso di sospendere i miei impegni come rappresentante della PVA alle Nazioni Unite a New York, Ginevra e Vienna e in tutte le commissioni di cui faccio parte.

✔️Io non posso in buona coscienza essere parte o testimone di quanto accade in un momento in cui i più alti ufficiali dell'ONU rifiutano di descrivere ciò che accade a Gaza come genocidio, cosa accade in Libano come crimini di guerra e pulizia etnica, che la guerra contro l'Iran è illegale secondo il diritto internazionale, che l'Iran non pone alcun pericolo alla pace nel mondo, e che questi alti ufficiali non vogliono accusare Israele e Stati Uniti di violare le leggi internazionali e di comettere crimini di guerra, proteggendo così i loro politici, il tutto a causa di pressioni di potentissime lobby.

✔️Fino all'ottobre 2023 sono stato un entusiasta sostenitore dell'ONU ma dopo quella data la lobby di cui parlo ha imposto un nuovo ordine mondiale e tutto è iniziato a Gaza, ed appena ho iniziato a criticare l'operato della Nazioni Unite ho dovuto fare fronte a pretestuose critiche ed accuse.

✔️Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto minacce di morte e l'ONU mi ha abbandonato. Mi sono stati bloccati i conti, alle Nazioni Unite vengo censurato, non dall'organizzazione in sé ma dai suoi più alti ufficiali.

✔️Dall'inizio dell'anno i più alti ed influenti ufficiali, supportati dagli algoritmi dei social, hanno posto in essere una campagna di disinformazione prospettando una minaccia nucleare posta in essere dall'Iran e fomentando un sentimento a favore della guerra nell'intera regione per portare avanti la propria agenda. Questa lobby ha agito per ingannarvi facendovi credere che l'Iran sia una minaccia per la pace globale

(FONTE)

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💥💥💥Jorgensen, 'crisi sarà lunga, al vaglio razionamento carburante'

Il commissario all'Energia all'Ft: 'per alcuni prodotti le cose potrebbe peggiorare'


L'Unione europea deve prepararsi a una crisi energetica "di lunga durata" causata dalla guerra in Medio Oriente e sta valutando "tutte le possibilità" per affrontarla, compreso il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve di petrolio.
Lo ha detto il commissario Ue all'Energia, Dan Jorgensen, in un'intervista al Financial Times, avvertendo che per alcuni prodotti "critici", come carburante per aerei o diesel, "le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane".

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LA MIA NUOVA CANZONE | ALMENO PER SÉ

Torna il Cantastorie, che dopo aver amoreggiato con la Luna nella precedente canzone, in questo brano ne viene svelato il nome per essere ora raccontato per ciò che sognava e voleva fare, ma sempre e comunque portando avanti il proprio credo ben preciso che scopriremo in questo nuovo pezzo.

Davide

P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | Ecco il link 👉 https://youtu.be/cst9HnsJ6jY?si=KTe5ryW-2iPOMWLB
💥💥💥Smart working e targhe alterne, il governo pensa al piano d'emergenza per la crisi energetica

✔️I tecnici del ministero dell'Ambiente al lavoro sulle possibili misure, anche tagli alle industrie e riduzione dei consumi

✔️Il "Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale" del 2023 è la base sulla quale stanno lavorando i tecnici del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica per elaborare le misure per affrontare la crisi energetica seguita alla guerra in Iran.
Il piano verrà aggiornato sulla base delle esigenze del momento, che al momento non possono essere previste, data l'estrema instabilità della situazione bellica. Lo apprende l'ANSA da fonti del ministero.
Il Mase valuta anche le raccomandazioni del 20 marzo scorso dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) sulla riduzione del consumo di combustibili fossili. Tra queste ci sono lo smart working, il razionamento dei carburanti e limitazioni all'uso dei veicoli (con l'ipotesi targhe alterne). Gli stoccaggi italiani di gas sono al 44%. Ma se il flusso dei carburanti si dovesse interrompere, l'Italia avrebbe scorte per appena un mese.

✔️Il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà presentare le misure possibili alla premier Giorgia Meloni, prima dell'informativa di giovedì in parlamento.
Si pensa ad una progressione di misure, in base all'eventuale aggravamento della situazione. I tecnici del Mase stanno preparando una fotografia della situazione attuale degli stoccaggi italiani di gas e combustibili, e una serie di scenari possibili: da quello di una normalizzazione, a seguito di una fine rapida della guerra, a quella di una crisi grave, per il protrarsi del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz e per il danneggiamento delle infrastrutture energetiche del Golfo.

✔️Il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale del 2023 prevede 3 livelli di crisi: preallarme (informazioni concrete su rischi per gli approvvigionamenti), allarme (riduzione degli approvvigionamenti affrontabile con gli strumenti di mercato), emergenza (riduzione degli approvvigionamenti non affrontabile con gli strumenti di mercato). In caso di preallarme, si aumentano le importazioni di gas naturale, si riducono i consumi interrompendo i contratti interrompibili, si usano combustibili alternativi negli impianti industriali.
Al livello di allarme si adottano le stesse misure, ma in modo più intensivo. Se scatta l'emergenza, si può chiedere agli importatori di utilizzare anche la capacità di trasporto non utilizzata, si possono definire nuove soglie di temperature per il riscaldamento o il raffrescamento, ridurre o interrompere le forniture a determinate industrie, usare gli stoccaggi di gas naturale liquefatto, adottare limiti all'uso del gas per la produzione elettrica, utilizzare gli stoccaggi strategici, chiedere misure di solidarietà da parte di altri paesi europei.
Il 20 marzo scorso l'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) ha pubblicato 10 raccomandazioni su come ridurre la domanda di combustibili fossili. Fra queste ci sono l'incentivo allo smart working, la limitazione della temperatura dei condizionatori, limiti ai viaggi dei funzionari pubblici, chiusura o limiti di apertura di scuole e università, campagne per il risparmio energetico, limiti all'uso dei veicoli, razionamento dei carburanti, abbassamento dei limiti di velocità, promozione del trasporto pubblico, limiti di prezzo ai carburanti, sussidi ai carburanti, abbassamento delle tasse sull'energia.

(FONTE)

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“IL GOVERNO VERSO IL LOCKDOWN ENERGETICO A MAGGIO”

«C’è la data, ci sono le prime misure allo studio e l’escalation in atto. In Italia il lockdown dell’energia può scattare a maggio. Senza una riapertura rapida dello Stretto di Hormuz il rischio è concreto. E il governo Meloni si prepara. Perché l’Italia, come ha ammesso la premier, non ha riserve di energia sufficienti. E alla domanda del Corriere della Sera sul rischio tutto si blocchi nel giro di un mese il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde con sincerità: «È ciò che si teme. Non tutto ma molto». Il primo problema sarà il gas. Per il quale è pronto un piano d’emergenza. Poi c’è il razionamento. Che potrebbe portare a nuove regole sui condizionatori d’estate e sui termosifoni d’inverno. Le altre ipotesi allo studio riguardano l’illuminazione ridotta, le targhe alterne e lo smart working.»

Da RoccoCantautore

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💥💥💥Trump estende la scadenza dell'ultimatum per due settimane

✔️Accolta la richiesta del Pakistan

✔️Trump annuncia l’accordo con Iran: cessate il fuoco per due settimane e apertura dello Stretto

✔️Gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco all'undicesima ora di martedì sera

✔️intesa raggiunta dopo che Trump ha minacciato di iniziare a spazzare via un'"intera civiltà" se gli iraniani non avessero permesso al trasporto commerciale di passare in sicurezza attraverso lo stretto di Hormuz!

✔️l'accordo è stato appena annunciato da Trump in un post sui social media ore dopo che il Pakistan, un mediatore nella controversia, ha esortato Trump a fermarsi prima delle 2 di stanotte, scadenza che aveva fissato per l'Iran per accettare le sue richieste!

✔️il Pakistan ha proposto che ciascuna parte osservi un cessate il fuoco di due settimane e che durante quel periodo l'Iran permetta al petrolio, al gas e ad altre navi di procedere senza disturbo attraverso il corso d'acqua economicamente vitale!

✔️gli interlocutori restano inaffidabili, ma l’ultimatum sembra per ora rinviato!

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‼️Disintossicazione Spike: perché il Protocollo DOTT. McCullough è vitale anche dopo anni

✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.

✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.

✔️Ecco perché il protocollo di "Base Spike Detox" del Dr. Peter McCullough non è solo attuale, ma necessario.

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Davide

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Aisha Gheddafi, figlia del defunto leader libico Muammar Gheddafi, si è rivolta al popolo iraniano:

"I negoziati con i lupi non portano alla salvezza del gregge, ma fissano solo la data della prossima caccia"
, ha affermato. Secondo lei, l'Occidente assicurò a suo padre che se avesse rinunciato alle armi nucleari e ai programmi missilistici balistici, il mondo gli avrebbe aperto le porte.
"Lui ci credette, fece delle concessioni... E le bombe della NATO hanno ridotto la Libia in macerie"
. Ha esortato gli iraniani a non fare concessioni al nemico, poiché queste non portano alla pace, ma solo alla distruzione. L'esperienza di Gheddafi e della Libia conferma la sua tesi.

(FONTE)

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💥💥💥Addio carta d'identità cartacea: l'Ue nega proroga, scadenza 3 agosto 2026

✔️I vecchi documenti in carta andranno sostituiti con la Cie, creando potenziali disagi per i cittadini e le amministrazioni. All'eurodeputata Ceccardi (Lega) il commissario McGrath risponde: "Nessun rinvio".

✔️Dal prossimo 3 agosto, le carte d'identità cartacee cesseranno di essere valide e l'Unione Europea non ha alcuna intenzione di concedere una proroga, malgrado la scadenza sia vicina al picco della stagione estiva, periodo di vacanze e di viaggi. La Commissione Europea, scrive il commissario alla Giustizia Michael McGrath in risposta ad una interrogazione dell'eurodeputata Susanna Ceccardi (Lega, gruppo PfE), "non prevede di proporre una proroga del termine" previsto da un regolamento Ue adottato all'unanimità dagli Stati membri.

✔️Ceccardi ricorda, nella sua interrogazione, che un regolamento di recente adozione "stabilisce che le carte di identità non conformi agli standard di sicurezza cessino di essere valide entro il 3 agosto 2026. L'approssimarsi di tale scadenza - nota l'europarlamentare - potrebbe determinare un incremento significativo delle richieste di rilascio della carta d'identità elettronica e di documenti equivalenti da parte dei cittadini dell'Unione, inclusi quelli residenti in Stati membri diversi da quello di cittadinanza, con conseguenti pressioni operative sulle amministrazioni nazionali competenti e sulle strutture deputate al rilascio dei documenti".

✔️Nel 2024 l'Italia ha già vissuto una 'crisi dei passaporti', dovuto alla carenza di carta: il rischio è che quest'estate le anagrafi dei Comuni vengano ingolfate dalle richieste di carta d'identità elettronica (Cie) di coloro che ancora hanno il vecchio documento cartaceo, anche perché molti ignorano che dal 3 agosto non saranno più valide.

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Nessuno a mio parere sarebbe così idioti da sganciare una nucleare: si giocherebbero l'opinione pubblica.

Mica siamo ai tempi di Nagasaki.

Ma attenzione, è più facile che si verifichi un "incidente" a qualche centrale o deposito: le conseguenze son le stesse e l'obiettivo è raggiunto.

Occhio…

Davide Zedda

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SPAZIO PALESTINA | Dopo le torture (ho pubblicato un video) sono iniziate le esecuzioni dei prigionieri palestinesi da parte di Israele in nome della legge pochi giorni fa approvata tra applausi e brindisi. Israele sterco del demonio.

Davide Zedda

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ATTENZIONE | Ci tengo ad informarvi che il cosiddetto blitz nel Golfo Persico della Meloni non è stato condotto per la sicurezza nazionale per questioni energetiche ma per la vendita di armi italiane ai Paesi ospitanti. Questa è l notizia vera, nuda e cruda che va oltre la copertura della becera retorica della mission impossible per il bene della Nazione nonché la più ad effetto “del primo leder occidentale (per di più donna, madre e cristiana, con tanto di viva l’Italia) lì ricevuto”. Niente sicurezza nazionale per l’energia, ma vendita di armi.

Davide Zedda

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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Ma ci rendiamo conto?…

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