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💥💥💥 | E INTANTO IN ITALIA… 👇👇👇
Sapete chi stanno licenziando negli Stati Uniti? Coloro i quali non sono in grado di lavorare attraverso l’intelligenza artificiale.
E sapete (cosi come in Europa ed anche in Italia) a cosa lavorano molti lavoratori informatici e non?
Alla realizzazione dei chat bot che andranno a sostituire gli stessi lavoratori chiamati a crearli.
Davide Zedda
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Sapete chi stanno licenziando negli Stati Uniti? Coloro i quali non sono in grado di lavorare attraverso l’intelligenza artificiale.
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‼️Disintossicazione Spike: perché il Protocollo DOTT. McCullough è vitale anche dopo anni
✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.
✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.
✔️Ecco perché il protocollo di "Base Spike Detox" del Dr. Peter McCullough non è solo attuale, ma necessario.
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☑️ OBBLIGATORIA LA MASSIMA RISERVATEZZA ED UNA LIBERA E CONGRUA E CONSAPEVOLE DONAZIONE A SOSTEGNO DEL CANALE E DEL MIO LAVORO DI GIORNALISTA LIBERO E INDIPENDENTE DA COMPIERE PRIMA DEL RILASCIO DEL PROTOCOLLO MEDICO
☑️P.S. NO PERDI TEMPO/CURIOSI: MI SI CONTATTI SOLTANTO SE REALMENTE INTERESSATI A RICEVERE IL PROTOCOLLO MEDICO ALLE CONDIZIONI PRIMA ELENCATE: SE COSÌ NON SARÀ NON VI SARÀ ALCUNA RISPOSTA
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✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.
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VIDEO | Non corrisponde a verità
Davide Zedda
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💥💥💥RISPARMIARE CHEROSENE: INIZIANO A CANCELLARE I VOLI: TRA SEI SETTIMANE SI FERMANO TUTTI GLI AEREI
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💥💥💥Eredi di Enrico Mattei diffidano il governo: ‘non usi il cognome per il Piano’
“Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via Pec: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firmata da Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.
Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
Nella lettera l’operato di Meloni è definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei, e l’uso del suo nome ‘finalizzato a scopi di propaganda’ che rischiano di ‘distorcere’ figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire ‘la sovranità energetica nazionale’ il governo mostra ‘una marcata subordinazione agli interessi degli Usa’”.
“Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa – si legge ancora su La Stampa -. Ma per Pietro non è così. ‘Basta vedere come tratta i migranti’, perché, scrive nella diffida, Mattei ‘selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici’.
Pietro è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. ‘Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota’.
Eni: ‘I beni reclamati dalla famiglia Mattei sono parte del patrimonio aziendale’
“I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni che pertanto farà valere tale posizione nel giudizio avviato dai familiari dell’ing.Mattei”. E’ la posizione ufficiale del gruppo che commenta così l’articolo pubblicato da La Stampa, che parla di beni che i nipoti di Enrico Mattei reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento. ANSA
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“Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via Pec: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firmata da Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.
Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
Nella lettera l’operato di Meloni è definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei, e l’uso del suo nome ‘finalizzato a scopi di propaganda’ che rischiano di ‘distorcere’ figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire ‘la sovranità energetica nazionale’ il governo mostra ‘una marcata subordinazione agli interessi degli Usa’”.
“Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa – si legge ancora su La Stampa -. Ma per Pietro non è così. ‘Basta vedere come tratta i migranti’, perché, scrive nella diffida, Mattei ‘selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici’.
Pietro è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. ‘Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota’.
Eni: ‘I beni reclamati dalla famiglia Mattei sono parte del patrimonio aziendale’
“I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni che pertanto farà valere tale posizione nel giudizio avviato dai familiari dell’ing.Mattei”. E’ la posizione ufficiale del gruppo che commenta così l’articolo pubblicato da La Stampa, che parla di beni che i nipoti di Enrico Mattei reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento. ANSA
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🚨 VON DER LEYEN CI PREPARA ANNI DI PENURIE E RAZIONAMENTI: PASS CARBURANTE E CONFINAMENTO ENERGETICO ALL’ORIZZONTE! 😡⛽
Il Commissario all’energia lo annuncia: «Anni molto difficili, penurie e razionamenti ci attendono ».
Il tranello è chiaro: restrizioni della libertà e controllo totale.
Basta con questa follia! Solleviamo le sanzioni sul petrolio e gas russo, usciamo dall’UE e riprendiamoci la nostra sovranità energetica.
(FONTE)
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Il Commissario all’energia lo annuncia: «Anni molto difficili, penurie e razionamenti ci attendono ».
Il tranello è chiaro: restrizioni della libertà e controllo totale.
Basta con questa follia! Solleviamo le sanzioni sul petrolio e gas russo, usciamo dall’UE e riprendiamoci la nostra sovranità energetica.
(FONTE)
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Non vi sarà nessun lockdown energetico tale da imporre da remoto l’abbassamento dei chilowatt dalle 9 alle 18, tutto (nel caso) inizierebbe alle 18:00. Sarà (nel caso) stile 1973.
Nulla da aggiungere, attendiamo.
Intanto Rayaner ed altre compagnie aeree informano di avere carburante al massimo fino a maggio, senza specificare se compreso i meno il mese di maggio.
Davide Zedda
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Nulla da aggiungere, attendiamo.
Intanto Rayaner ed altre compagnie aeree informano di avere carburante al massimo fino a maggio, senza specificare se compreso i meno il mese di maggio.
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SPAZIO PALESTINA | Israele ha ammesso di aver rinchiuso un bambino in una cella di isolamento per 4 anni.
4 anni in una cella, da solo.
Hanno ammesso che era innocente.
Hanno ammesso di avergli provocato depressione e schizofrenia.
Dobbiamo fermare lo Stato terrorista di Israele.
Israele sterco del demonio
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4 anni in una cella, da solo.
Hanno ammesso che era innocente.
Hanno ammesso di avergli provocato depressione e schizofrenia.
Dobbiamo fermare lo Stato terrorista di Israele.
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Intelligenza…
Davide
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💥💥💥I pesci d'allevamento che mangi vengono regolarmente sedati e vaccinati in massa utilizzando oltre 50 vaccini diversi
‼️CENTINAIA di MILIONI di salmoni, trote e spigole vengono iniettati con macchine di vaccinazione automatiche o immersi in bagni di vaccino ogni anno.
Le versioni a mRNA stanno arrivando presto...
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💥💥💥I produttori hanno già ottenuto l'autorizzazione ad aggiungere insetti a tutti i prodotti alimentari.
Ora,amici, siamo costretti a leggere gli ingredienti dei prodotti. Hanno obbligato i produttori a indicare cosa è stato aggiunto,scritto in latino, apposta
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Ora,amici, siamo costretti a leggere gli ingredienti dei prodotti. Hanno obbligato i produttori a indicare cosa è stato aggiunto,scritto in latino, apposta
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💥💥💥ENRICO MATTEI: IL PETROLIERE SENZA PETROLIO
‼️Eredi di Enrico Mattei diffidano il governo: ‘non usi il cognome per il Piano’
“Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via Pec: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firmata da Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.
Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
Nella lettera l’operato di Meloni è definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei, e l’uso del suo nome ‘finalizzato a scopi di propaganda’ che rischiano di ‘distorcere’ figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire ‘la sovranità energetica nazionale’ il governo mostra ‘una marcata subordinazione agli interessi degli Usa’”.
“Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa – si legge ancora su La Stampa -. Ma per Pietro non è così. ‘Basta vedere come tratta i migranti’, perché, scrive nella diffida, Mattei ‘selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici’.
Pietro è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. ‘Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota’.
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Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
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