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💥💥💥ENRICO MATTEI: IL PETROLIERE SENZA PETROLIO
‼️Eredi di Enrico Mattei diffidano il governo: ‘non usi il cognome per il Piano’
“Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via Pec: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firmata da Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.
Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
Nella lettera l’operato di Meloni è definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei, e l’uso del suo nome ‘finalizzato a scopi di propaganda’ che rischiano di ‘distorcere’ figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire ‘la sovranità energetica nazionale’ il governo mostra ‘una marcata subordinazione agli interessi degli Usa’”.
“Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa – si legge ancora su La Stampa -. Ma per Pietro non è così. ‘Basta vedere come tratta i migranti’, perché, scrive nella diffida, Mattei ‘selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici’.
Pietro è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. ‘Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota’.
Eni: ‘I beni reclamati dalla famiglia Mattei sono parte del patrimonio aziendale’
“I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni che pertanto farà valere tale posizione nel giudizio avviato dai familiari dell’ing.Mattei”. E’ la posizione ufficiale del gruppo che commenta così l’articolo pubblicato da La Stampa, che parla di beni che i nipoti di Mattei reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo 900
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‼️Eredi di Enrico Mattei diffidano il governo: ‘non usi il cognome per il Piano’
“Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via Pec: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”, a firmata da Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell’Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.
Pietro Mattei aveva otto anni quando lo zio scomparve, sposato ma senza lasciare figli. La sua eredità oggi è divisa tra i nipoti, i figli dei suoi fratelli”. Lo si legge in un articolo dche parla anche “dei beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani, per i quali è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi”.
“Pietro Mattei ha deciso di diffidare Meloni dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni – si legge su La Stampa -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni. Vale la pena ricordare di cosa si parla. Mattei fonda Eni nel 1953 e lancia la sfida alle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel Dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l’Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all’Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l’Italia conquista una politica energetica più autonoma”.
“Il contrario di quello che sta facendo Meloni – spiega Pietro Mattei a La Stampa -. All’inizio ho detto “vediamo che fanno”. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.
Nella lettera l’operato di Meloni è definito “in totale antitesi” con le gesta di Mattei, e l’uso del suo nome ‘finalizzato a scopi di propaganda’ che rischiano di ‘distorcere’ figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire ‘la sovranità energetica nazionale’ il governo mostra ‘una marcata subordinazione agli interessi degli Usa’”.
“Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa – si legge ancora su La Stampa -. Ma per Pietro non è così. ‘Basta vedere come tratta i migranti’, perché, scrive nella diffida, Mattei ‘selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici’.
Pietro è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. ‘Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota’.
Eni: ‘I beni reclamati dalla famiglia Mattei sono parte del patrimonio aziendale’
“I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni che pertanto farà valere tale posizione nel giudizio avviato dai familiari dell’ing.Mattei”. E’ la posizione ufficiale del gruppo che commenta così l’articolo pubblicato da La Stampa, che parla di beni che i nipoti di Mattei reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo 900
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‼️Disintossicazione Spike: perché il Protocollo DOTT. McCullough è vitale anche dopo anni
✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.
✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.
✔️Ecco perché il protocollo di "Base Spike Detox" del Dr. Peter McCullough non è solo attuale, ma necessario.
👉COME OTTENERLO👇
☑️ Contattandomi in privato all’indirizzo Telegram @davidezedda ALLE CONDIZIONI (SENZA SÉ NE MA) SOTTO ELENCATE 👇👇👇
☑️ OBBLIGATORIA LA MASSIMA RISERVATEZZA ED UNA LIBERA E CONGRUA E CONSAPEVOLE DONAZIONE A SOSTEGNO DEL CANALE E DEL MIO LAVORO DI GIORNALISTA LIBERO E INDIPENDENTE DA COMPIERE PRIMA DEL RILASCIO DEL PROTOCOLLO MEDICO
☑️P.S. NO PERDI TEMPO/CURIOSI: MI SI CONTATTI SOLTANTO SE REALMENTE INTERESSATI A RICEVERE IL PROTOCOLLO MEDICO ALLE CONDIZIONI PRIMA ELENCATE: SE COSÌ NON SARÀ NON VI SARÀ ALCUNA RISPOSTA
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✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.
✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.
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VIDEO | Sul possibile lockdown energetico: importanti precisazioni su cosa accadrebbe veramente: e intanto le compagnie aeree…
Davide Zedda
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💥💥💥LA BUFALA DELLA CARENZA ENERGETICA
A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, più semplicemente potrebbe essere questione di unire i puntini, cosa che ho iniziato a fare per la questione energetica dopo un confronto con una cara amica del canale. E se non vi fosse nessuna emergenza reale di mancanza si gas e petrolio in italia ma ci trovassimo in tutto e per tutto ad un Covid 2.0?
Partiamo dal gas
Nel 2024-2025, i principali fornitori di gas dell'Italia sono l'Algeria(primo fornitore, ~35%), seguita da Azerbaigian (~15%), Qatar, Libia e Norvegia, con una forte crescita del GNL (gas naturale liquefatto). La dipendenza dalla Russia è drasticamente scesa, attestandosi sotto il 5-9% rispetto al 40% pre-crisi.
Ecco i dettagli sulle principali fonti di importazione di gas:
Algeria: Attualmente il partner principale, fornisce gas tramite il gasdotto TransMed che arriva in Sicilia.
Azerbaigian: Il gas arriva tramite il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) a Melendugno (Puglia).
GNL (Gas Naturale Liquefatto): Importante quota proveniente da navi metaniere (da vari Paesi, inclusi USA e Qatar) e gestita tramite i terminali di rigassificazione (es. Panigaglia, Livorno, Piombino, Ravenna).
Libia: Gasdotto Greenstream che approda a Gela.
Norvegia/Nord Europa: Importazioni via gasdotto (Passo Gries).
Petrolio
L'Italia importa petrolio principalmente da Libia, Azerbaijan, Kazakistan, Iraq e Arabia Saudita. Nel 2024, l'Africa si è confermata la principale area di approvvigionamento (circa 38%), con la Libia in testa, seguita dall'area del Caspio (Azerbaijan/Kazakistan) e dal Medio Oriente. La dipendenza energetica dall'estero resta alta, con una produzione nazionale limitata.
Principali Paesi Fornitori (dati recenti):
Libia: Principale fornitore, consolidatosi nel 2024-2025.
Azerbaijan e Kazakistan: Area chiave dell'ex URSS, tra i primi partner.
Iraq e Arabia Saudita: Fornitori fondamentali dal Medio Oriente.
Altri fornitori chiave: Algeria, Nigeria, Congo.
Dati chiave sull'importazione:
Riduzione Russia: A causa del conflitto in Ucraina, l'Italia ha quasi azzerato le importazioni dirette di greggio russo.
Strategia: L'Italia diversifica le importazioni da circa 50 Paesi, con una forte concentrazione su Nord Africa e area del Golfo.
Prodotti raffinati: L'Arabia Saudita è il primo partner per i prodotti petroliferi raffinati.
La produzione nazionale di petrolio copre solo una piccola percentuale della domanda, circa il 5-7%.
Conclusione
Ho pensato male, probabilmente a ragione: stando a questi dati, in Italia non esiste nessuna crisi energetica, ci stanno quindi raccontando una balla colossale: ovvero un Covid 2.0 per arrivare al razionamento dunque al lockdown energetico.
Unite i puntini anche voi…
Soltanto il 4% del petrolio che comprato dall’Italia arriva dal Medioriente.
Davide Zedda
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A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, più semplicemente potrebbe essere questione di unire i puntini, cosa che ho iniziato a fare per la questione energetica dopo un confronto con una cara amica del canale. E se non vi fosse nessuna emergenza reale di mancanza si gas e petrolio in italia ma ci trovassimo in tutto e per tutto ad un Covid 2.0?
Partiamo dal gas
Nel 2024-2025, i principali fornitori di gas dell'Italia sono l'Algeria(primo fornitore, ~35%), seguita da Azerbaigian (~15%), Qatar, Libia e Norvegia, con una forte crescita del GNL (gas naturale liquefatto). La dipendenza dalla Russia è drasticamente scesa, attestandosi sotto il 5-9% rispetto al 40% pre-crisi.
Ecco i dettagli sulle principali fonti di importazione di gas:
Algeria: Attualmente il partner principale, fornisce gas tramite il gasdotto TransMed che arriva in Sicilia.
Azerbaigian: Il gas arriva tramite il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) a Melendugno (Puglia).
GNL (Gas Naturale Liquefatto): Importante quota proveniente da navi metaniere (da vari Paesi, inclusi USA e Qatar) e gestita tramite i terminali di rigassificazione (es. Panigaglia, Livorno, Piombino, Ravenna).
Libia: Gasdotto Greenstream che approda a Gela.
Norvegia/Nord Europa: Importazioni via gasdotto (Passo Gries).
Petrolio
L'Italia importa petrolio principalmente da Libia, Azerbaijan, Kazakistan, Iraq e Arabia Saudita. Nel 2024, l'Africa si è confermata la principale area di approvvigionamento (circa 38%), con la Libia in testa, seguita dall'area del Caspio (Azerbaijan/Kazakistan) e dal Medio Oriente. La dipendenza energetica dall'estero resta alta, con una produzione nazionale limitata.
Principali Paesi Fornitori (dati recenti):
Libia: Principale fornitore, consolidatosi nel 2024-2025.
Azerbaijan e Kazakistan: Area chiave dell'ex URSS, tra i primi partner.
Iraq e Arabia Saudita: Fornitori fondamentali dal Medio Oriente.
Altri fornitori chiave: Algeria, Nigeria, Congo.
Dati chiave sull'importazione:
Riduzione Russia: A causa del conflitto in Ucraina, l'Italia ha quasi azzerato le importazioni dirette di greggio russo.
Strategia: L'Italia diversifica le importazioni da circa 50 Paesi, con una forte concentrazione su Nord Africa e area del Golfo.
Prodotti raffinati: L'Arabia Saudita è il primo partner per i prodotti petroliferi raffinati.
La produzione nazionale di petrolio copre solo una piccola percentuale della domanda, circa il 5-7%.
Conclusione
Ho pensato male, probabilmente a ragione: stando a questi dati, in Italia non esiste nessuna crisi energetica, ci stanno quindi raccontando una balla colossale: ovvero un Covid 2.0 per arrivare al razionamento dunque al lockdown energetico.
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💥💥💥VIDEO A PROVA DEI “NON CI CREDO: COMPLOTTO”
✔️È netto il momento in cui si interrompe di botto il getto chimico di irrorazione: impossibile non vederlo e negare l’innegabile
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✔️È netto il momento in cui si interrompe di botto il getto chimico di irrorazione: impossibile non vederlo e negare l’innegabile
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Come anticipato in temi non sospetti, Usa e Israele attaccheranno anche la Turchia, m prima Washington farà a pezzi ciò che resta di Cuba. Poi sarà il turno dell Turchia.
Israele: «Il prossimo obiettivo è la Turchia.»
Turchia: «Non siamo l’Iran, possiamo arrivare di sorpresa una notte! Proprio come in Siria, in Iraq e in Libia...»
Il mondo brucia, la Tv tace, il popolo non sa: o tuttalpiù se ne infischia: c’e ancora troppa ricchezza, e ancor più non vi è senso civico né critico.
Davide Zedda
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Israele: «Il prossimo obiettivo è la Turchia.»
Turchia: «Non siamo l’Iran, possiamo arrivare di sorpresa una notte! Proprio come in Siria, in Iraq e in Libia...»
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SPAZIO PALESTINA | ⚠️ Perquisizioni corporali, stupri, umiliazioni sessuali: tra le armi usate per forzare i palestinesi ad abbandonare le loro case in Cisgiordania c’è anche la violenza sessuale sistematica.
📄 È quanto emerge da un dettagliato report dei ricercatori del West Bank Protection Consortium, intitolato “Violenza sessuale e trasferimenti forzati in Cisgiordania”.
📊 Nelle 30 pagine dello studio viene documentata l’escalation di abusi e violenze nell’Area C della Cisgiordania a partire dall’ottobre 2023.
A pagare il prezzo più alto, come spesso accade, sono donne e ragazze.
📅 E accade tutti i giorni.
Oltre il 70% delle famiglie sfollate intervistate dichiara che l’aumento delle violenze è stato determinante nella scelta di lasciare il proprio villaggio.
🚨 Gli abusi sessuali diventano così uno strumento di pressione collettiva per cacciare i palestinesi dalle loro terre
(FONTE)
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📄 È quanto emerge da un dettagliato report dei ricercatori del West Bank Protection Consortium, intitolato “Violenza sessuale e trasferimenti forzati in Cisgiordania”.
📊 Nelle 30 pagine dello studio viene documentata l’escalation di abusi e violenze nell’Area C della Cisgiordania a partire dall’ottobre 2023.
A pagare il prezzo più alto, come spesso accade, sono donne e ragazze.
📅 E accade tutti i giorni.
Oltre il 70% delle famiglie sfollate intervistate dichiara che l’aumento delle violenze è stato determinante nella scelta di lasciare il proprio villaggio.
🚨 Gli abusi sessuali diventano così uno strumento di pressione collettiva per cacciare i palestinesi dalle loro terre
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Per non avere scelta…
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‼️‼️‼️COME FA IL VOSTRO MEDICO. SCEGLIERE IL FARMACO ADATTO A TE? | IMPORTANTISSIMO E DA CONOSCERE
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🚨🚨🚨 È QUESTO UN ABBATTIMENTO COORDINATO DELL’OFFERTA ENERGETICA MONDIALE?
Le “colpi casuali” sulle raffinerie e sugli impianti energetici in tutto il mondo si stanno accumulando a un ritmo folle. Qualcosa di sinistro si sta svolgendo proprio sotto i nostri occhi.
Ecco il sorprendente resoconto degli scioperi ed esplosioni recenti:
Russia: Grande terminal di esportazione petrolifera colpito il 3 aprile, unità di distillazione del greggio centrata il 4 aprile, e un’altra raffineria attaccata il 20 aprile.
🇮🇳 India: Multiple esplosioni di caldaie in centrali elettriche il 7 e 14 aprile, seguite da un grande incendio in una raffineria petrolifera il 21 aprile.
🇦🇺 Australia: La raffineria di Geelong è esplosa in un enorme incendio con esplosioni il 15 aprile, minacciando l’approvvigionamento di carburante del paese.
🇲🇽 Messico: La raffineria Pemex Olmeca avvolta dalle fiamme il 9 aprile.
🇷🇴 Romania: Incidente grave in una centrale elettrica segnalato il 21 aprile.
🇺🇸 Texas USA: Esplosione legata a una piattaforma petrolifera e a una raffineria ha scosso il cuore dell’energia americana il 21 aprile.
🇮🇷 Iran: Complesso South Pars Asaluyeh colpito l’18 marzo.
🇰🇼 Kuwait: Raffineria Mina Al Ahmadi sotto attacchi ripetuti dall’inizio di aprile.
🇶🇦 Qatar: Complesso LNG Ras Laffan colpito il 2 marzo.
🇸🇦 Arabia Saudita: Ras Tanura, uno dei più grandi hub di esportazione al mondo, colpito il 2 marzo e di nuovo il 4 marzo.
🇦🇪 UAE: Complesso Ruwais preso di mira il 10 marzo.
Alcuni di questi sono apertamente ammessi come attacchi con droni legati ai conflitti con Iran e Russia. Il resto? Incendi misteriosi, esplosioni inspiegabili, guasti alle caldaie e improvvise “tragedie industriali”.
Quante altre “coincidenze” ci servono prima di chiamare le cose con il loro nome? Un deliberato assalto all’infrastruttura energetica globale che avviene proprio nel momento in cui le tensioni in Medio Oriente stanno esplodendo e le catene di approvvigionamento sono già sotto stress.
I prezzi del petrolio stanno schizzando alle stelle. Mancanze di carburante incombenti. Economie strangolate. E i media mainstream vogliono farti credere che ognuno di questi sia solo sfortuna.
Chi trae beneficio dall’azzerare le raffinerie del mondo? Poteri oscuri che orchestrano una crisi energetica per controllare i mercati, giustificare guerre o spingere la loro agenda del grande reset? False flag per trascinare nazioni in conflitto? O qualcosa di ancora più diabolico dietro le quinte?
Il pattern è troppo perfetto. Troppo diffuso. Troppo perfettamente cronometrato.
I tuoi prezzi della benzina, le tue bollette del riscaldamento, il tuo intero stile di vita sono sotto attacco.
Collega i puntini prima che il prossimo “casuale” incendio mandi tutto in tilt.
Cosa pensi che stia davvero succedendo qui? Condividi le tue teorie qui sotto.
Rimani sveglio.
Le fiamme non sono casuali.
Sono orchestrate. 🔥🌍
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Le “colpi casuali” sulle raffinerie e sugli impianti energetici in tutto il mondo si stanno accumulando a un ritmo folle. Qualcosa di sinistro si sta svolgendo proprio sotto i nostri occhi.
Ecco il sorprendente resoconto degli scioperi ed esplosioni recenti:
Russia: Grande terminal di esportazione petrolifera colpito il 3 aprile, unità di distillazione del greggio centrata il 4 aprile, e un’altra raffineria attaccata il 20 aprile.
🇮🇳 India: Multiple esplosioni di caldaie in centrali elettriche il 7 e 14 aprile, seguite da un grande incendio in una raffineria petrolifera il 21 aprile.
🇦🇺 Australia: La raffineria di Geelong è esplosa in un enorme incendio con esplosioni il 15 aprile, minacciando l’approvvigionamento di carburante del paese.
🇲🇽 Messico: La raffineria Pemex Olmeca avvolta dalle fiamme il 9 aprile.
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🇺🇸 Texas USA: Esplosione legata a una piattaforma petrolifera e a una raffineria ha scosso il cuore dell’energia americana il 21 aprile.
🇮🇷 Iran: Complesso South Pars Asaluyeh colpito l’18 marzo.
🇰🇼 Kuwait: Raffineria Mina Al Ahmadi sotto attacchi ripetuti dall’inizio di aprile.
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Alcuni di questi sono apertamente ammessi come attacchi con droni legati ai conflitti con Iran e Russia. Il resto? Incendi misteriosi, esplosioni inspiegabili, guasti alle caldaie e improvvise “tragedie industriali”.
Quante altre “coincidenze” ci servono prima di chiamare le cose con il loro nome? Un deliberato assalto all’infrastruttura energetica globale che avviene proprio nel momento in cui le tensioni in Medio Oriente stanno esplodendo e le catene di approvvigionamento sono già sotto stress.
I prezzi del petrolio stanno schizzando alle stelle. Mancanze di carburante incombenti. Economie strangolate. E i media mainstream vogliono farti credere che ognuno di questi sia solo sfortuna.
Chi trae beneficio dall’azzerare le raffinerie del mondo? Poteri oscuri che orchestrano una crisi energetica per controllare i mercati, giustificare guerre o spingere la loro agenda del grande reset? False flag per trascinare nazioni in conflitto? O qualcosa di ancora più diabolico dietro le quinte?
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✔️Quello che accade quando fai scoperte che non devi fare
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✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.
✔️Ecco perché il protocollo di "Base Spike Detox" del Dr. Peter McCullough non è solo attuale, ma necessario.
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Davide Zedda
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