Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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BREVE COMMENTO | Perché ho atteso per questo video? Perché anche se puzzava di falso volevo arrivare alla verità. Propaganda, nulla più. L’anziana signora va a toccare incuriosita un semplice drone, non un’arma. Lo sapevate?

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LA MIA NUOVA CANZONE | LA FRECCIA DI BIANCA LUCE

Il mondo è avvolto in una coperta scura, così non va. L’arco scocca la sua freccia, colpisce il cielo nero dando il via al percorso di trasformazione dell’intera umanità. Alla fine sarà dunque luce e libertà. Utopia? Sogno? La risposta è nel brano.

Davide

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💥💥💥LA GRANDE CRISI DEI CARBURANTI È ARRIVATA

Le scorte globali si stanno esaurendo, Hormuz resta bloccato e le ultime riserve di sicurezza non bastano più: i vertici dell'industria petrolifera avvertono che la fase di contenimento dello shock è ormai terminata.

(Fonte: The Wall Street Journal - Tramite Giubbe Rosse)
 
I dirigenti delle principali compagnie petrolifere statunitensi ritengono che la crisi energetica temuta da mesi sia ormai entrata nella sua fase più grave. Le scorte commerciali di carburanti si stanno riducendo da oltre sei mesi e anche le riserve strategiche di greggio hanno ormai margini limitati.
 
Il problema principale è la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava una quota enorme dei flussi petroliferi mondiali. Finora il mercato aveva potuto assorbire lo shock grazie alle scorte accumulate, alle riserve strategiche e alla capacità di utilizzare percorsi alternativi. Secondo Mike Wirth, CEO di Chevron, questi "cuscinetti" sono però ormai in gran parte esauriti.
 
A peggiorare ulteriormente la situazione, gli attacchi della scorsa settimana hanno messo fuori uso una importante pipeline saudita che aggirava Hormuz, sottraendo al mercato circa 2,5 milioni di barili al giorno. Contemporaneamente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e le interruzioni delle raffinerie in Medio Oriente e Russia stanno provocando una particolare scarsità di prodotti raffinati.
 
La situazione è particolarmente grave per il diesel, indispensabile per trasporti, agricoltura e industria. Negli Stati Uniti il prezzo medio ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone, arrivando a circa 6,23 dollari, mentre la benzina è risalita a circa 4,32 dollari. Il problema rischia di aggravarsi ulteriormente con l'inizio della stagione del raccolto agricolo, quando la domanda di diesel aumenta.
 
Un altro elemento importante è il comportamento della Cina. Pechino aveva utilizzato per mesi le proprie scorte strategiche anziché acquistare grandi quantità di greggio sul mercato internazionale, contribuendo involontariamente ad attenuare lo shock. Ora ha ricominciato ad aumentare gli acquisti internazionali, proprio mentre l'offerta mondiale è più scarsa.
 
Il mercato non dispone più dei margini di sicurezza che hanno permesso finora di contenere la crisi. Non si tratta soltanto di un prezzo del petrolio elevato: il rischio è ormai quello di una carenza fisica di carburanti raffinati, soprattutto diesel.

Foto copertina: gli attuali prezzi alla pompa.
E siamo solo all'inizio.
Stanno allestendo la "tempesta perfetta", un grande classico, già visto agli inizi del secolo scorso.
Non è finita bene.

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IL PROF. ALBERTO PRESTININZI: “ECCO PERCHÉ L’EMERGENZA CLIMATICA NON ESISTE”

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BREVE COMMENTO | Non ho nulla da aggiungere a quanto già scritto in vario modo e a vario titolo: una cosa è certa, non vi sarà nessuna rivoluzione neppure qualora il prezzo della benzina alla pompa arrivasse a tre euro

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L’AUDIO DEL BUONGIORNO 884💫

Davide

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💥💥💥MOSCA, SFIORATA LA TERZA GUERRA MONDIALE: SVENTATO ATTENTATO ALL'AMBASCIATORE BRITANNICO 💣🇬🇧

Un fatto di una gravità sconvolgente, un’azione sconsiderata che ha portato l’intera umanità a un passo dal baratro di un conflitto globale distruttivo. I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno arrestato a Mosca un cittadino russo, addetto alla sicurezza dell'ambasciata del Regno Unito, accusato di aver pianificato l'assassinio dell'ambasciatore britannico Nigel Casey. Un complotto macabro e ad altissimo rischio, orchestrato – secondo la ricostruzione dell'FSB – dall'intelligence ucraina con la mediazione del blogger Dmytro Karpenko.

L'operazione puntava a eliminare il massimo diplomatico di Londra in Russia facendo ricadere la colpa sul Cremlino. L'obiettivo era chiaro e agghiacciante: scatenare la rabbia del Regno Unito, forzare la mano alla NATO e trascinare direttamente le potenze occidentali in una guerra aperta e totale contro Mosca. Se il piano avesse avuto successo, la reazione a catena sarebbe stata irrefrenabile, innescando formalmente la Terza Guerra Mondiale.

Questa terribile provocazione dimostra come il conflitto si stia spostando su livelli d'ombra spietati, dove il prezzo da pagare per un singolo atto di sabotaggio avrebbe potuto essere la catastrofe nucleare e la distruzione globale. L'eliminazione dell'ambasciatore avrebbe azzerato ogni spazio di diplomazia, trasformando una guerra regionale in una carneficina planetaria senza ritorno.

L'arresto all'interno dell'ambasciata ha evitato per un soffio il punto di non ritorno, ma l'episodio lascia un'ombra cupa sul futuro. Si è trattato del momento più pericoloso e critico dalla fine della Guerra Fredda: una scintilla controllata per un soffio, che avrebbe potuto incendiare il mondo intero e segnare il destino dell'intera civilizzazione.

(FONTE)

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✔️✔️✔️IMPORTANTE | Gli Stati Uniti hanno ammesso per la prima volta di possedere armi nello Spazio, destinate a difendere le forze americane da azioni ostili e che possono includere attacchi fisici ai satelliti o strumenti per disturbare le comunicazioni. La Russia ha dichiarato che lo Spazio "deve essere libero da qualsiasi arma"

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Quando il saggio indica il TFR lo stolto guarda il bollo sospeso.

Nulla da aggiungere.

Davide Zedda

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💥💥💥GRAVISSIMO | CANCELLATA LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA SUL TFR 👉ECCO COME CAMBIA

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💥💥💥BOMBA 💣 IL FISICO FRANCO PEODI ZITTISCE GLI ALLARMISTI DEL CLIMA

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💥💥💥L'UE ha deciso che le abitazioni appartengono allo stato

Il 9 settembre la Commissione ha presentato l’Affordable Housing Act.

Si parla soprattutto di Airbnb e affitti brevi, ma leggendo il testo emerge qualcosa di molto più ampio: il regolamento riguarda anche possibili restrizioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili che non vengono destinati ad abitazione principale.

Nelle cosiddette "aree sotto stress abitativo", Comuni e altre autorità potranno intervenire non soltanto sugli affitti turistici, ma anche sulle seconde case e sugli immobili lasciati inutilizzati.

La stessa Commissione cita tra le misure possibili restrizioni all’uso non primario delle abitazioni, obblighi sulla destinazione dell’immobile e perfino strumenti per riservare determinate abitazioni a specifiche categorie di acquirenti.

In poche parole, l'UE ha preparato il quadro normativo entro cui stati nazionali, regioni e comuni potranno intervenire per regolamentare l'uso delle abitazioni private.

Il principio della proprietà privata per cui l'abitazione è tua e ne fai ciò che vuoi entro i limiti imposti dalla legge è totalmente invertito: ora l'abitazione è tua, ma puoi farne solo ciò che decide la legge.

Una casa acquistata con i propri risparmi non è una concessione dello Stato. Un proprietario dovrebbe poter decidere se abitarla, affittarla, utilizzarla saltuariamente o lasciarla momentaneamente vuota.

Ma la cosa divertente è un'altra.

La stessa Commissione riconosce che la vera causa strutturale della crisi abitativa è l’insufficiente offerta di abitazioni: secondo le sue stime, in Europa bisognerebbe costruire circa 650.000 case in più ogni anno.

E perché non lo facciamo?

Perché costruire è difficile, lento, richiede miriadi di autorizzazioni, e puoi essere bloccato in ogni momento da uno dei millemila enti e uffici che si occupano di vigilare.

Limitare ciò che i proprietari possono fare con le case già esistenti è molto più semplice, a breve termine funziona e risponde alle esigenze di lobbisti (i veri proprietari di Bruxelles) e dell'elettorato sempre più orientato ai princìpi del comunismo sovietico.

La crisi abitativa si affronta in un solo modo: aumentando l’offerta, liberalizzando l’edilizia, e riducendo burocrazia e tempi autorizzativi.

Non certo trasformando progressivamente il proprietario nel semplice custode di un bene il cui utilizzo viene deciso dalla politica.

Uscire dall'UE è ormai imperativo se si vogliono perseguire politiche di libero mercato, basate sul buon senso e su quei fattori che hanno reso il mondo occidentale un posto dove tutti vorrebbero vivere

(FONTE)

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