Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA TRAPPOLA DELLA “TOLLERANZA ZERO”: QUANDO IL “CAMPO LARGO” PARLA IL MONDO LINGUAGGIO DELLA DESTRA
Redazione Osservatorio Oppressione
🔴 L'articolo denuncia come la destra italiana abbia vinto la battaglia delle idee, imponendo il lessico della "tolleranza zero" e del "controllo sociale" anche a partiti di centro-sinistra e governo.
Secondo l'autore, questa convergenza rafforzata su temi di repressione ("law and order") e sicurezza poliziesca, invece che su welfare e prevenzione sociale, delegittima il centrosinistra rafforzando la destra. Vengono criticati i decreti sicurezza e la riduzione del concetto di sicurezza a mera sorveglianza.
Sommario ⬆️
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⏹️ La destra ha già vinto. Non necessariamente nelle urne, ma sul terreno più importante: quello delle idee. È ciò che sta accadendo in queste settimane.
🔸️ Quando anche chi dovrebbe rappresentare un’alternativa comincia a parlare di “tolleranza zero”, “emergenza sicurezza”, “presidio del territorio”, “più polizia” e “più controllo”, significa che il lessico della destra è diventato il linguaggio comune della politica italiana.
🔸️ L’ascesa di Roberto Vannacci e della sua formazione politica, costruita attorno alla retorica di “legge e ordine”, sta producendo un effetto prevedibile: non una discussione seria sulle cause dell’insicurezza, ma una rincorsa generale verso posizioni sempre più autoritarie.
🔸️ La maggioranza rilancia nuovi decreti sicurezza, Matteo Salvini promette altri strumenti per le forze dell’ordine, Piantedosi moltiplica comitati per l’ordine pubblico e annunci repressivi.
🔸️ Ma la vera novità è un’altra: anche una parte consistente del cosiddetto campo largo ha deciso di giocare la stessa partita.
🔸️ Da Italia Viva ai settori riformisti del PD, passando per amministratori locali e consiglieri regionali, il messaggio è ormai identico: servono più controlli, più presenza delle forze dell’ordine, più fermezza, più sicurezza.
🔸️ È una scelta politicamente miope, perché non sposta voti dalla destra al centrosinistra. Al contrario, rafforza l’idea che la destra abbia sempre avuto ragione e che il terreno decisivo della competizione politica sia quello della repressione.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Redazione Osservatorio Oppressione
🔴 L'articolo denuncia come la destra italiana abbia vinto la battaglia delle idee, imponendo il lessico della "tolleranza zero" e del "controllo sociale" anche a partiti di centro-sinistra e governo.
Secondo l'autore, questa convergenza rafforzata su temi di repressione ("law and order") e sicurezza poliziesca, invece che su welfare e prevenzione sociale, delegittima il centrosinistra rafforzando la destra. Vengono criticati i decreti sicurezza e la riduzione del concetto di sicurezza a mera sorveglianza.
Sommario ⬆️
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⏹️ La destra ha già vinto. Non necessariamente nelle urne, ma sul terreno più importante: quello delle idee. È ciò che sta accadendo in queste settimane.
🔸️ Quando anche chi dovrebbe rappresentare un’alternativa comincia a parlare di “tolleranza zero”, “emergenza sicurezza”, “presidio del territorio”, “più polizia” e “più controllo”, significa che il lessico della destra è diventato il linguaggio comune della politica italiana.
🔸️ L’ascesa di Roberto Vannacci e della sua formazione politica, costruita attorno alla retorica di “legge e ordine”, sta producendo un effetto prevedibile: non una discussione seria sulle cause dell’insicurezza, ma una rincorsa generale verso posizioni sempre più autoritarie.
🔸️ La maggioranza rilancia nuovi decreti sicurezza, Matteo Salvini promette altri strumenti per le forze dell’ordine, Piantedosi moltiplica comitati per l’ordine pubblico e annunci repressivi.
🔸️ Ma la vera novità è un’altra: anche una parte consistente del cosiddetto campo largo ha deciso di giocare la stessa partita.
🔸️ Da Italia Viva ai settori riformisti del PD, passando per amministratori locali e consiglieri regionali, il messaggio è ormai identico: servono più controlli, più presenza delle forze dell’ordine, più fermezza, più sicurezza.
🔸️ È una scelta politicamente miope, perché non sposta voti dalla destra al centrosinistra. Al contrario, rafforza l’idea che la destra abbia sempre avuto ragione e che il terreno decisivo della competizione politica sia quello della repressione.
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Telegraph
LA TRAPPOLA DELLA “TOLLERANZA ZERO”: QUANDO IL “CAMPO LARGO” PARLA IL MONDO LINGUAGGIO DELLA DESTRA
⏹️ La destra ha già vinto. Non necessariamente nelle urne, ma sul terreno più importante: quello delle idee. È ciò che sta accadendo in queste settimane. 🔸️ Quando anche chi dovrebbe rappresentare un’alternativa comincia a parlare di “tolleranza zero”, “emergenza…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ESORCISTA❗️
Nico Maccentelli
🔴 Critica feroce alla sinistra e centrosinistra in vista delle elezioni. L'autore accusa queste forze di aver smantellato i diritti dei lavoratori e del welfare per favorire le élite euroburocratiche e l'indotto bellico USA-NATO.
• Rifiuto dell'antifascismo "ufficiale", descritto come strumentale per unire la sinistra contro la destra e difendere un sistema di potere imperialista e genocida.
• La sinistra è descritta come parte del "fascismo tecnologico" moderno (Palantir, droni), complice nelle guerre (Ucraina) e nella rimozione di voci critiche verso Israele e il Sionismo.
• Invito a non ingannarsi: sia la sinistra che la destra (Meloni) servono a mantenere l'egemonia occidentale e le sue politiche di dominazione e distruzione sociale.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Regolarmente a ogni tornata elettorale assistiamo alle belle parole di chi in tutti questi anni non ha fatto altro, in alternanza con la destra, che smantellare i diritti sul lavoro.
🔸️ Il tutto iniziando i diritti del jobs act, art. 18, ma si può dire sin dal pacchetto Treu, approvare e promuovere “missioni umanitarie” e oggi schierarsi con l’Occidente per il riarmo e la guerra contro la Russia voluta dai complesso militare industriale e digitale USA-NATO.
🔸️ Ma di più mettere il pareggio d bilancio con il titolo V in Costituzione legare il paese mani e piedi ai diktat degli euroburocrati che hanno creato devastazione sociale, distruzione del welfare pubblico.
🔸️ Un forza della sinistra radicale e di classe a Napoli l’altro giorno non ha fatto altro che ricordare queste belle robine ai signori del campo largo schierati e quindi a ricordare quanto siano inattendibili soprattutto in vista delle elezioni !
🔸️ Tutta la sinistreria, antifascista a comando, da salotto, che di fascismo non ha capito un c....o, si è lanciata a riempire di contumelie i poveri papisti, che hanno semplicemente indicato che sul piano del lavoro e della guerra il re è nudo.
🔸️ Le contumelie sono sempre all’insegna del tutti uniti contro la destra con il solito vecchio schema fuorviante che recita sostanzialmente il mantra in due parti: Uno: che la destra è fascista e dall’altra parte c’è la sinistra. Due: che c’è il pericolo fascista e bisogna difendere le istituzioni democratiche.
🔸️ Su questi due temi si sono sempre radunate le moltitudini di illusi sinistrati che, tra un bellaciao, una cerimonia nel 25 aprile, una bandierina della pace e una dell’Ucraina (nazista e banderista), credono di essersi lavata la coscienza e di aver fatto il loro dovere di democratici e antifascisti.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Nico Maccentelli
🔴 Critica feroce alla sinistra e centrosinistra in vista delle elezioni. L'autore accusa queste forze di aver smantellato i diritti dei lavoratori e del welfare per favorire le élite euroburocratiche e l'indotto bellico USA-NATO.
• Rifiuto dell'antifascismo "ufficiale", descritto come strumentale per unire la sinistra contro la destra e difendere un sistema di potere imperialista e genocida.
• La sinistra è descritta come parte del "fascismo tecnologico" moderno (Palantir, droni), complice nelle guerre (Ucraina) e nella rimozione di voci critiche verso Israele e il Sionismo.
• Invito a non ingannarsi: sia la sinistra che la destra (Meloni) servono a mantenere l'egemonia occidentale e le sue politiche di dominazione e distruzione sociale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Regolarmente a ogni tornata elettorale assistiamo alle belle parole di chi in tutti questi anni non ha fatto altro, in alternanza con la destra, che smantellare i diritti sul lavoro.
🔸️ Il tutto iniziando i diritti del jobs act, art. 18, ma si può dire sin dal pacchetto Treu, approvare e promuovere “missioni umanitarie” e oggi schierarsi con l’Occidente per il riarmo e la guerra contro la Russia voluta dai complesso militare industriale e digitale USA-NATO.
🔸️ Ma di più mettere il pareggio d bilancio con il titolo V in Costituzione legare il paese mani e piedi ai diktat degli euroburocrati che hanno creato devastazione sociale, distruzione del welfare pubblico.
🔸️ Un forza della sinistra radicale e di classe a Napoli l’altro giorno non ha fatto altro che ricordare queste belle robine ai signori del campo largo schierati e quindi a ricordare quanto siano inattendibili soprattutto in vista delle elezioni !
🔸️ Tutta la sinistreria, antifascista a comando, da salotto, che di fascismo non ha capito un c....o, si è lanciata a riempire di contumelie i poveri papisti, che hanno semplicemente indicato che sul piano del lavoro e della guerra il re è nudo.
🔸️ Le contumelie sono sempre all’insegna del tutti uniti contro la destra con il solito vecchio schema fuorviante che recita sostanzialmente il mantra in due parti: Uno: che la destra è fascista e dall’altra parte c’è la sinistra. Due: che c’è il pericolo fascista e bisogna difendere le istituzioni democratiche.
🔸️ Su questi due temi si sono sempre radunate le moltitudini di illusi sinistrati che, tra un bellaciao, una cerimonia nel 25 aprile, una bandierina della pace e una dell’Ucraina (nazista e banderista), credono di essersi lavata la coscienza e di aver fatto il loro dovere di democratici e antifascisti.
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L’ESORCISTA
⏹️ Regolarmente a ogni tornata elettorale assistiamo alle belle parole di chi in tutti questi anni non ha fatto altro, in alternanza con la destra, che smantellare i diritti sul lavoro. 🔸️ Il tutto iniziando i diritti del jobs act, art. 18, ma si può dire…
😁1
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⚠️ L'OCCIDENTE IN MANO AI PEGGIORI❗️
Andrea Zhok
🔴 Attacco USA all’Iran e critica del sistema occidentale.
• Accusa grave: L'attacco statunitense all'Iran (città costiere) ha ignorato i giorni di lutto di Khamenei, scatenando ritorsioni iraniane su basi in Bahrein e Kuwait.
• Reazione pretestuosa: La giustificazione USA (violazioni rotte navi a Hormuz) è presentata come inadeguata rispetto alla gravità dell'escalation, volta a imporre il controllo iraniano sullo stretto.
• Irrazionalità politica: L'azione è letta come un errore di strategia dettato da nervosismo USA dopo i funerali e il discredito di Trump.
• Fallimento delle élite: L'articolo conclude criticando la selezione delle classi dirigenti occidentali (USA, Europa, Israele), definita come un sistema plutocratico fallimentare che porta al potere figure psicopatiche.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Nella notte c’è stato un pesantissimo attacco statunitense all’Iran nonostante fosse stato detto che sarebbero stati rispettati i giorni di lutto dichiarati per i funerali di stato di Khamenei.
🔹️ All’attacco su città costiere e postazioni navali, è seguita una risposta iraniana sulle basi americane in Bahrain e Kuwait.
🔹️ Questo attacco è stato presentato dall’amministrazione americana come reazione ad alcuni colpi di avvertimento della marina iraniana su navi che cercavano di uscire dallo stretto di Hormuz attraverso un passaggio non concordato.
🔹️ Il carattere pretestuoso della reazione è palese: i colpi avevano prodotto danni minori ad una delle 3 navi commerciali che avevano cercato di forzare la mano.
🔹️ Per l’Iran l’insistenza sul seguire la rotta prestabilita per passare dallo stretto di Hormuz ha un valore innanzitutto simbolico: si tratta di stabilire che d’ora in poi saranno loro a supervisionare il transito dallo stretto.
🔹️ Questo attacco è stato presentato da Trump come reazione ad alcuni colpi di avvertimento della marina iraniana su navi che cercavano di uscire dallo stretto di Hormuz attraverso un passaggio non concordato.
🔹️ Il carattere pretestuoso della reazione è palese: i colpi avevano prodotto danni minori ad una delle 3 navi commerciali che avevano cercato di forzare la mano.
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Andrea Zhok
🔴 Attacco USA all’Iran e critica del sistema occidentale.
• Accusa grave: L'attacco statunitense all'Iran (città costiere) ha ignorato i giorni di lutto di Khamenei, scatenando ritorsioni iraniane su basi in Bahrein e Kuwait.
• Reazione pretestuosa: La giustificazione USA (violazioni rotte navi a Hormuz) è presentata come inadeguata rispetto alla gravità dell'escalation, volta a imporre il controllo iraniano sullo stretto.
• Irrazionalità politica: L'azione è letta come un errore di strategia dettato da nervosismo USA dopo i funerali e il discredito di Trump.
• Fallimento delle élite: L'articolo conclude criticando la selezione delle classi dirigenti occidentali (USA, Europa, Israele), definita come un sistema plutocratico fallimentare che porta al potere figure psicopatiche.
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⏹️ Nella notte c’è stato un pesantissimo attacco statunitense all’Iran nonostante fosse stato detto che sarebbero stati rispettati i giorni di lutto dichiarati per i funerali di stato di Khamenei.
🔹️ All’attacco su città costiere e postazioni navali, è seguita una risposta iraniana sulle basi americane in Bahrain e Kuwait.
🔹️ Questo attacco è stato presentato dall’amministrazione americana come reazione ad alcuni colpi di avvertimento della marina iraniana su navi che cercavano di uscire dallo stretto di Hormuz attraverso un passaggio non concordato.
🔹️ Il carattere pretestuoso della reazione è palese: i colpi avevano prodotto danni minori ad una delle 3 navi commerciali che avevano cercato di forzare la mano.
🔹️ Per l’Iran l’insistenza sul seguire la rotta prestabilita per passare dallo stretto di Hormuz ha un valore innanzitutto simbolico: si tratta di stabilire che d’ora in poi saranno loro a supervisionare il transito dallo stretto.
🔹️ Questo attacco è stato presentato da Trump come reazione ad alcuni colpi di avvertimento della marina iraniana su navi che cercavano di uscire dallo stretto di Hormuz attraverso un passaggio non concordato.
🔹️ Il carattere pretestuoso della reazione è palese: i colpi avevano prodotto danni minori ad una delle 3 navi commerciali che avevano cercato di forzare la mano.
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L'OCCIDENTE IN MANO AI PEGGIORI
⏹️ Nella notte c’è stato un pesantissimo attacco statunitense all’Iran nonostante fosse stato detto che sarebbero stati rispettati i giorni di lutto dichiarati per i funerali di stato di Khamenei. 🔹️ All’attacco su città costiere e postazioni navali, è seguita…
😁2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ SIAMO SEMPRE IL PAESE DEI GUELFI E GHIBELLINI❗️
Marco Corrini
🔴 Sintesi: L'autore, ex manager multinazionale, contrappone l'orgoglio professionale in Francia, Germania e USA all'abitudine dei dipendenti e cittadini italiani di denigrare la propria azienda e il prodotto nazionale. Questa mancata unità nazionale e lo spirito autodedicando si rivelano fattori strutturali della debolezza economica e sociale del Paese, aggravati dalla mancata tutela delle eccellenze italiane e da una cultura della rivalità interna che permea ogni settore, dallo sport alla politica.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Ho lavorato per multinazionali di mezzo mondo e anche per imprese italiane. Per 5 anni sono stato manager di due tra le più importanti aziende francesi leader mondiali dei rispettivi settori
🔹️ Stando a contatto con gli operai e gli impiegati delle varie fabbriche sparse sul territorio d’oltralpe, ho apprezzato il famoso nazionalismo francese, con dipendenti orgogliosi della propria azienda e del proprio lavoro, disposti perfino a negare l’evidenza per difenderne la reputazione in ogni contesto.
🔹️ La stessa cosa avveniva in Germania e negli USA, dove, a dire il vero, la difesa a oltranza era obbligata, in quanto il mancato raggiungimento degli obiettivi generali poteva e può costare il posto di lavoro con licenziamenti e soppressioni improvvise di interi rami di azienda.
🔹️ Ovunque c’era la consapevolezza che la reputazione dell’azienda e dei suoi prodotti era un bene da salvaguardare a ogni costo, perché si rifletteva direttamente sulla reputazione dei lavoratori, sulla redditività dell’impresa, e sulla capacità della stessa di pagare gli stipendi e restare a lungo sul mercato.
🔹️ Nelle aziende italiane, invece, i dipendenti sono in massima parte soliti sparlare riguardo la propria azienda, sul loro lavoro e sui prodotti o servizi che ne sono il frutto,
🔹️ Questo l’ho vissuto cercando, da dirigente, di combattere questo malcostume, ma sempre inutilmente. Questo atteggiamento è una componente rilevante della debolezza strutturale delle aziende italiane.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Marco Corrini
🔴 Sintesi: L'autore, ex manager multinazionale, contrappone l'orgoglio professionale in Francia, Germania e USA all'abitudine dei dipendenti e cittadini italiani di denigrare la propria azienda e il prodotto nazionale. Questa mancata unità nazionale e lo spirito autodedicando si rivelano fattori strutturali della debolezza economica e sociale del Paese, aggravati dalla mancata tutela delle eccellenze italiane e da una cultura della rivalità interna che permea ogni settore, dallo sport alla politica.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ho lavorato per multinazionali di mezzo mondo e anche per imprese italiane. Per 5 anni sono stato manager di due tra le più importanti aziende francesi leader mondiali dei rispettivi settori
🔹️ Stando a contatto con gli operai e gli impiegati delle varie fabbriche sparse sul territorio d’oltralpe, ho apprezzato il famoso nazionalismo francese, con dipendenti orgogliosi della propria azienda e del proprio lavoro, disposti perfino a negare l’evidenza per difenderne la reputazione in ogni contesto.
🔹️ La stessa cosa avveniva in Germania e negli USA, dove, a dire il vero, la difesa a oltranza era obbligata, in quanto il mancato raggiungimento degli obiettivi generali poteva e può costare il posto di lavoro con licenziamenti e soppressioni improvvise di interi rami di azienda.
🔹️ Ovunque c’era la consapevolezza che la reputazione dell’azienda e dei suoi prodotti era un bene da salvaguardare a ogni costo, perché si rifletteva direttamente sulla reputazione dei lavoratori, sulla redditività dell’impresa, e sulla capacità della stessa di pagare gli stipendi e restare a lungo sul mercato.
🔹️ Nelle aziende italiane, invece, i dipendenti sono in massima parte soliti sparlare riguardo la propria azienda, sul loro lavoro e sui prodotti o servizi che ne sono il frutto,
🔹️ Questo l’ho vissuto cercando, da dirigente, di combattere questo malcostume, ma sempre inutilmente. Questo atteggiamento è una componente rilevante della debolezza strutturale delle aziende italiane.
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ A CHI CONVIENE CHE NON SI PARLI DI “LOTTA DI CLASSE”❓️
Lavinia Marchetti
🔴 L'autrice sostiene che il concetto di "lotta di classe" è stato deliberatamente rimosso dal discorso pubblico per nascondere le profonde disuguaglianze economiche, dove i proprietari dei mezzi di produzione si oppongono a chi ha solo la propria forza-lavoro. Definire la classe come un rapporto di forza e non come semplice statistica di reddito è l'atto fondamentale per riconoscere i conflitti di interessi e sfidare un ordine che prospera sul silenzio e sulla privatizzazione della sconfitta.
Sommario ⬆️
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⏹️ Vi sono parole che non si possono più pronunciare senza provare il tipico senso di disagio dei nostri tempi, quasi avessimo paura di essere considerati anacronistici, o sentirci dare degli “idealisti”, peraltro senza che nessuno abbia la minima “idea” di che cosa significhi idealismo.
🔸️ La volta scorsa abbiamo parlato della parola “comunismo”, stavolta ce n’è un’altra, se possibile ancora più controversa, talmente controversa che non la sento nominare da anni: “lotta di classe”. Non la sento nominare e mai come oggi abbiamo “classi”.
🔸️ L’abbiamo seppellita con solennità alla caduta del Muro, e di nuovo quando ci hanno spiegato che eravamo diventati tutti “ceto medio”, piccoli azionisti di noi stessi, imprenditori della propria biografia. Eppure la parola ritorna, ostinata, come ritornano i morti a cui non è stata data giusta sepoltura.
🔸️ Ritorna nei magazzini della logistica dove il tempo si conta in secondi, si affaccia dagli appartamenti tenuti sfitti in attesa del rendimento, riappare nella cifra oscena per cui dodici uomini valgono, in denaro contante, quanto la metà povera dell’umanità.
🔸️ La parola "classe" torna nella costante perdita di diritti, sul lavoro, nelle piazza e inesorabilmente torna quando per salvarci la vita dobbiamo pagare 800 euro per una tac e non li abbiamo. Questa è la “differenza di classe”. Non è niente di complicato.
🔸️ Vale la pena sciogliere per primo l’equivoco che avvelena tutto il resto. Nel parlare quotidiano una classe è una fascia di reddito, e distinguere il ricco dal povero non è diverso dal distinguere la prima dalla terza classe di un vagone.
Continua ⤵️
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Lavinia Marchetti
🔴 L'autrice sostiene che il concetto di "lotta di classe" è stato deliberatamente rimosso dal discorso pubblico per nascondere le profonde disuguaglianze economiche, dove i proprietari dei mezzi di produzione si oppongono a chi ha solo la propria forza-lavoro. Definire la classe come un rapporto di forza e non come semplice statistica di reddito è l'atto fondamentale per riconoscere i conflitti di interessi e sfidare un ordine che prospera sul silenzio e sulla privatizzazione della sconfitta.
Sommario ⬆️
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⏹️ Vi sono parole che non si possono più pronunciare senza provare il tipico senso di disagio dei nostri tempi, quasi avessimo paura di essere considerati anacronistici, o sentirci dare degli “idealisti”, peraltro senza che nessuno abbia la minima “idea” di che cosa significhi idealismo.
🔸️ La volta scorsa abbiamo parlato della parola “comunismo”, stavolta ce n’è un’altra, se possibile ancora più controversa, talmente controversa che non la sento nominare da anni: “lotta di classe”. Non la sento nominare e mai come oggi abbiamo “classi”.
🔸️ L’abbiamo seppellita con solennità alla caduta del Muro, e di nuovo quando ci hanno spiegato che eravamo diventati tutti “ceto medio”, piccoli azionisti di noi stessi, imprenditori della propria biografia. Eppure la parola ritorna, ostinata, come ritornano i morti a cui non è stata data giusta sepoltura.
🔸️ Ritorna nei magazzini della logistica dove il tempo si conta in secondi, si affaccia dagli appartamenti tenuti sfitti in attesa del rendimento, riappare nella cifra oscena per cui dodici uomini valgono, in denaro contante, quanto la metà povera dell’umanità.
🔸️ La parola "classe" torna nella costante perdita di diritti, sul lavoro, nelle piazza e inesorabilmente torna quando per salvarci la vita dobbiamo pagare 800 euro per una tac e non li abbiamo. Questa è la “differenza di classe”. Non è niente di complicato.
🔸️ Vale la pena sciogliere per primo l’equivoco che avvelena tutto il resto. Nel parlare quotidiano una classe è una fascia di reddito, e distinguere il ricco dal povero non è diverso dal distinguere la prima dalla terza classe di un vagone.
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A CHI CONVIENE CHE NON SI PARLI DI “LOTTA DI CLASSE”?
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA VERA MEDICINA È RADICATA NELLA CARITÀ❗️
Ai Principi e ai Cardinali, che si presentavano al portinaio dell'Ospedale di Santo Spirito (Roma) per parlare con San Camillo de Lellis
veniva detto che avrebbero dovuto attendere, perché il Santo era impegnato con illustri personaggi.
In compagnia di chi era San Camillo?
Dei malati più gravi,
di coloro che, a causa delle loro piaghe, turbavano la maggioranza dei medici e degli infermieri.
Amare il corpo, infatti, può essere difficile, molto difficile!
L'intuizione dell'amore incondizionato è certamente presente in ogni persona,
ma quando la "carne" si ordina irreversibilmente alla tanathos (cioè alla morte),
solo chi ha attraversato la Croce,
e incontrato il Crocefisso (Cristo),
continua a riconoscere il Valore dell'uomo sofferente
e, ippocraticamente, si impegna a guarire il malato dalle sue ferite più profonde!
L'esistenza infatti è veramente odiosa (intollerabile) unicamente quando il "male" ci caotizza
e, infine,
ci aliena dall'Alfa e dall'Omega della Vita (da Cristo)!
Questo è l'insegnamento di San Camillo de Lellis,
Patrono degli Infermieri, degli ammalati e degli Ospedali!
Il resto è pianto e stridore di denti.
E tanathos.
Disperata tanathos!
Il Barone Rosso
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Ai Principi e ai Cardinali, che si presentavano al portinaio dell'Ospedale di Santo Spirito (Roma) per parlare con San Camillo de Lellis
veniva detto che avrebbero dovuto attendere, perché il Santo era impegnato con illustri personaggi.
In compagnia di chi era San Camillo?
Dei malati più gravi,
di coloro che, a causa delle loro piaghe, turbavano la maggioranza dei medici e degli infermieri.
Amare il corpo, infatti, può essere difficile, molto difficile!
L'intuizione dell'amore incondizionato è certamente presente in ogni persona,
ma quando la "carne" si ordina irreversibilmente alla tanathos (cioè alla morte),
solo chi ha attraversato la Croce,
e incontrato il Crocefisso (Cristo),
continua a riconoscere il Valore dell'uomo sofferente
e, ippocraticamente, si impegna a guarire il malato dalle sue ferite più profonde!
L'esistenza infatti è veramente odiosa (intollerabile) unicamente quando il "male" ci caotizza
e, infine,
ci aliena dall'Alfa e dall'Omega della Vita (da Cristo)!
Questo è l'insegnamento di San Camillo de Lellis,
Patrono degli Infermieri, degli ammalati e degli Ospedali!
Il resto è pianto e stridore di denti.
E tanathos.
Disperata tanathos!
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⚠️ UNA MAGLIETTA DA CALCIO PER SUDARIO❗️
Paola Caridi
🔴 Hossam Hassan, tecnico della nazionale egiziana eliminata dai Mondiali, denuncia il genocidio in corso a Gaza, l'ipocrisia occidentale e la corruzione nel calcio, paragonando le maglie delle grandi squadre ai sudari dei bambini uccisi. L'articolo riflette sul calcio come simbolo di una globalizzazione che ignora la miseria, valorizzando la presa di coscienza di Hassan che denuncia l'assenza di coscienza globale e la complicità silente dei potenti.
Sommario ⬆️
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⏹️ «E a proposito… nel Paese in cui i bambini stanno morendo, indossano le maglie dell’Argentina, del Barcellona, del Manchester City e del Real Madrid.»
🔘 È proprio vero, quello che ha detto Hossam Hassan, l’allenatore dell’Egitto, dopo la partita con l’Argentina che ha estromesso la nazionale egiziana dai Mondiali.
🔘 Una partita con un risultato ribaltato nella fase finale, su cui pesano pesantissime accuse di razzismo e corruzione. Quei bambini indossano le magliette del Barcellona, del Real Madrid.
🔘 Sempre meno le magliette delle squadre di calcio italiane. Indossano le divise delle nazionali più ambite. Brasile, Argentina, Italia, Spagna. Sulle maglie c’è impresso il nome di Ronaldo o di Messi, certamente. Più spesso, dalle parti che ho frequentato, il nome di Mo Salah.
🔘 In quelle magliette, i bambini di Gaza ci sono anche morti. Ammazzati dalle bombe israeliane, dai droni israeliani, dai cecchini israeliani. Avvolti in strani sudari che sanno di miti globalizzati, ma anche di piccoli sogni per uscire dall’inferno e respirare altro. Altro oltre il puzzo di morte.
🔘 Non ci pensiamo spesso, a questa dimensione. Basta, però, aprire bene gli occhi. Guardare i video che escono da Gaza e dai campi profughi palestinesi in Libano.
🔘 Pensare a Maradona e ai suoi fratelli di pallone. Ricordare gli oratori cattolici, le favelas brasiliane. E allora tutto torna. E’ certo un mondo fatto in massima parte di uomini. E di uomini con tanti soldi, oppure servili.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Paola Caridi
🔴 Hossam Hassan, tecnico della nazionale egiziana eliminata dai Mondiali, denuncia il genocidio in corso a Gaza, l'ipocrisia occidentale e la corruzione nel calcio, paragonando le maglie delle grandi squadre ai sudari dei bambini uccisi. L'articolo riflette sul calcio come simbolo di una globalizzazione che ignora la miseria, valorizzando la presa di coscienza di Hassan che denuncia l'assenza di coscienza globale e la complicità silente dei potenti.
Sommario ⬆️
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⏹️ «E a proposito… nel Paese in cui i bambini stanno morendo, indossano le maglie dell’Argentina, del Barcellona, del Manchester City e del Real Madrid.»
🔘 È proprio vero, quello che ha detto Hossam Hassan, l’allenatore dell’Egitto, dopo la partita con l’Argentina che ha estromesso la nazionale egiziana dai Mondiali.
🔘 Una partita con un risultato ribaltato nella fase finale, su cui pesano pesantissime accuse di razzismo e corruzione. Quei bambini indossano le magliette del Barcellona, del Real Madrid.
🔘 Sempre meno le magliette delle squadre di calcio italiane. Indossano le divise delle nazionali più ambite. Brasile, Argentina, Italia, Spagna. Sulle maglie c’è impresso il nome di Ronaldo o di Messi, certamente. Più spesso, dalle parti che ho frequentato, il nome di Mo Salah.
🔘 In quelle magliette, i bambini di Gaza ci sono anche morti. Ammazzati dalle bombe israeliane, dai droni israeliani, dai cecchini israeliani. Avvolti in strani sudari che sanno di miti globalizzati, ma anche di piccoli sogni per uscire dall’inferno e respirare altro. Altro oltre il puzzo di morte.
🔘 Non ci pensiamo spesso, a questa dimensione. Basta, però, aprire bene gli occhi. Guardare i video che escono da Gaza e dai campi profughi palestinesi in Libano.
🔘 Pensare a Maradona e ai suoi fratelli di pallone. Ricordare gli oratori cattolici, le favelas brasiliane. E allora tutto torna. E’ certo un mondo fatto in massima parte di uomini. E di uomini con tanti soldi, oppure servili.
Continua ⤵️
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UNA MAGLIETTA DA CALCIO PER SUDARIO
⏹️ «E a proposito… nel Paese in cui i bambini stanno morendo, indossano le maglie dell’Argentina, del Barcellona, del Manchester City e del Real Madrid.» 🔘 È proprio vero, quello che ha detto Hossam Hassan, l’allenatore dell’Egitto, dopo la partita con l’Argentina…
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⚠️ IL MINISTERO DELLA VERITÀ È ARRIVATO A BRUXELLES❓️
Antonio Evangelista
🔴 L'articolo di Antonio Evangelista denuncia come l'Unione Europea stia consolidando un nuovo paradigma di censura, passando dal giudicare i contenuti alla selezionare preventivamente le fonti in base alla loro provenienza geopolitica. Questo indirizzo, inaugurato con il blocco dei media russi e accentuato dal Digital Services Act, rischia di trasformare il pluralismo in una concessione e di limitare la libertà di informazione sotto pretesti di sicurezza, sostituendo il dibattito critico con la semplice esclusione delle opinioni sgradite.
Sommario ⬆️
----------------------------------
🔴 PREMESSA : Quando il diritto non giudica più ciò che dici, ma decide chi può parlare.
«Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire.»
(George Orwell)
-------------------------------
⏹️ La libertà non muore in un giorno. La libertà di espressione non muore mai all’improvviso. Non viene abolita con un decreto né soppressa con un colpo di Stato.
🔘 Muore lentamente, ogni volta che il potere convince i cittadini che alcune idee non debbano essere confutate, ma semplicemente impedite. Ogni volta che la domanda smette di essere «È vero?» e diventa «Chi lo ha detto?».
🔘 È questo il punto di svolta che oggi sembra delinearsi nell’UE. Non siamo di fronte a un sistema di censura nel senso storico del termine. Sarebbe un paragone improprio. Ma è difficile non osservare come, negli ultimi anni, si stia consolidando un paradigma nuovo.
🔘 La libertà di informazione non viene limitata soltanto in funzione del contenuto ritenuto illecito, bensì sempre più anche dell’origine della fonte e del rischio geopolitico ad essa attribuito. Può sembrare una differenza sottile. In realtà cambia tutto.
🔘 Perché quando il diritto comincia a selezionare preventivamente chi possa partecipare al dibattito pubblico, il pluralismo smette di essere un principio e diventa una concessione.
🔘 Nel 2022, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione Europea ha adottato misure restrittive nei confronti dei media statali russi RT e Sputnik. Le misure hanno previsto:
🔘 > Sospensione della trasmissione nell’Unione;
> divieto per operatori e piattaforme di distribuirne i contenuti;
> blocco dell’accesso attraverso servizi di broadcasting, hosting e distribuzione.
🔘 Il vero punto di rottura non è rappresentato soltanto dalla misura in sé, quanto dal precedente politico e giuridico che essa introduce. Non viene infatti colpito un singolo contenuto ritenuto illecito, diffamatorio o istigatorio alla violenza.
Continua ⤵️
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🔴 L'articolo di Antonio Evangelista denuncia come l'Unione Europea stia consolidando un nuovo paradigma di censura, passando dal giudicare i contenuti alla selezionare preventivamente le fonti in base alla loro provenienza geopolitica. Questo indirizzo, inaugurato con il blocco dei media russi e accentuato dal Digital Services Act, rischia di trasformare il pluralismo in una concessione e di limitare la libertà di informazione sotto pretesti di sicurezza, sostituendo il dibattito critico con la semplice esclusione delle opinioni sgradite.
Sommario ⬆️
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🔴 PREMESSA : Quando il diritto non giudica più ciò che dici, ma decide chi può parlare.
«Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire.»
(George Orwell)
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⏹️ La libertà non muore in un giorno. La libertà di espressione non muore mai all’improvviso. Non viene abolita con un decreto né soppressa con un colpo di Stato.
🔘 Muore lentamente, ogni volta che il potere convince i cittadini che alcune idee non debbano essere confutate, ma semplicemente impedite. Ogni volta che la domanda smette di essere «È vero?» e diventa «Chi lo ha detto?».
🔘 È questo il punto di svolta che oggi sembra delinearsi nell’UE. Non siamo di fronte a un sistema di censura nel senso storico del termine. Sarebbe un paragone improprio. Ma è difficile non osservare come, negli ultimi anni, si stia consolidando un paradigma nuovo.
🔘 La libertà di informazione non viene limitata soltanto in funzione del contenuto ritenuto illecito, bensì sempre più anche dell’origine della fonte e del rischio geopolitico ad essa attribuito. Può sembrare una differenza sottile. In realtà cambia tutto.
🔘 Perché quando il diritto comincia a selezionare preventivamente chi possa partecipare al dibattito pubblico, il pluralismo smette di essere un principio e diventa una concessione.
🔘 Nel 2022, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione Europea ha adottato misure restrittive nei confronti dei media statali russi RT e Sputnik. Le misure hanno previsto:
🔘 > Sospensione della trasmissione nell’Unione;
> divieto per operatori e piattaforme di distribuirne i contenuti;
> blocco dell’accesso attraverso servizi di broadcasting, hosting e distribuzione.
🔘 Il vero punto di rottura non è rappresentato soltanto dalla misura in sé, quanto dal precedente politico e giuridico che essa introduce. Non viene infatti colpito un singolo contenuto ritenuto illecito, diffamatorio o istigatorio alla violenza.
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IL MINISTERO DELLA VERITÀ È ARRIVATO A BRUXELLES?
🔴 PREMESSA : Quando il diritto non giudica più ciò che dici, ma decide chi può parlare. «Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire.» (George Orwell) ⏹️ La libertà non muore in un giorno.…
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⚠️ LA GRANDE SOSTITUZIONE
🔴 L'articolo discute la teoria del "Piano Kalergi", descritta come una cospirazione per sostituire le popolazioni europee con immigrati extra-UE.
• La teoria viene smentita come mito neonazista, ma l'autore sostiene che la sostituzione sia in atto attraverso dati demografici.
• Si evidenzia un calo della popolazione bianca globale e un aumento dell'immigrazione in Europa, citando statistiche su crimini e nascite di genitori stranieri in paesi come Italia, Lussemburgo e Germania.
• L'articolo critica le politiche governative di sostegno alle famiglie immigrate, l'ideologia "woke" e la normalizzazione del matrimonio omosessuale.
• Si conclude affermando che la crisi demografica è un fatto reale, ma viene censurato perché scomodo per la sinistra politica.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ Il Piano Kalergi è una teoria secondo la quale il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, filosofo austriaco europeista e fondatore dell’Unione Paneuropea, avrebbe progettato di sostituire i popoli europei con altre popolazioni attraverso l’immigrazione.
🔸️ Al giorno d’oggi ci viene detto che Kalergi elaborò il progetto di un’Europa unita per evitare nuove guerre. Ci viene anche detto che si tratta di una teoria cospirazionista, come afferma il giornalista statunitense Mehdi Hasan.
🔸️ Hasan sostiene che sia una teoria neonazista, non curante dei dati forniti dalla stessa UE, che mostrerebbero il livello di immigrazione extra-UE presente in Europa e il numero di immigrati che starebbero rendendo i bianchi una minoranza nelle loro stesse capitali europee.
🔸️ Questa cosa è ancora più grave quando si guarda Wikipedia, che afferma le stesse cose di Hasan, ossia che si tratta semplicemente di una teoria cospirazionista. Tuttavia, questo starebbe realmente accadendo al giorno d’oggi sotto i nostri occhi.
🔸️ La popolazione bianca mondiale oscilla tra gli 850 milioni e gli 1,2 miliardi, ricoprendo quindi solo più o meno il 13% della popolazione globale, mentre negli anni ’90 rappresentava circa il 22%.
🔸️ La diminuzione dei bianchi sarebbe drasticamente aumentata con l’arrivo dell’immigrazione incontrollata.
🔸️ In Italia il numero degli immigrati è pari a circa il 10% della popolazione e, secondo questa ricostruzione, commetterebbe quasi il 60% dei crimini. In grandi città storiche come Milano, inoltre, oltre il 21% della popolazione è straniera.
Continua ⤵️
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• La teoria viene smentita come mito neonazista, ma l'autore sostiene che la sostituzione sia in atto attraverso dati demografici.
• Si evidenzia un calo della popolazione bianca globale e un aumento dell'immigrazione in Europa, citando statistiche su crimini e nascite di genitori stranieri in paesi come Italia, Lussemburgo e Germania.
• L'articolo critica le politiche governative di sostegno alle famiglie immigrate, l'ideologia "woke" e la normalizzazione del matrimonio omosessuale.
• Si conclude affermando che la crisi demografica è un fatto reale, ma viene censurato perché scomodo per la sinistra politica.
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⏹️ Il Piano Kalergi è una teoria secondo la quale il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, filosofo austriaco europeista e fondatore dell’Unione Paneuropea, avrebbe progettato di sostituire i popoli europei con altre popolazioni attraverso l’immigrazione.
🔸️ Al giorno d’oggi ci viene detto che Kalergi elaborò il progetto di un’Europa unita per evitare nuove guerre. Ci viene anche detto che si tratta di una teoria cospirazionista, come afferma il giornalista statunitense Mehdi Hasan.
🔸️ Hasan sostiene che sia una teoria neonazista, non curante dei dati forniti dalla stessa UE, che mostrerebbero il livello di immigrazione extra-UE presente in Europa e il numero di immigrati che starebbero rendendo i bianchi una minoranza nelle loro stesse capitali europee.
🔸️ Questa cosa è ancora più grave quando si guarda Wikipedia, che afferma le stesse cose di Hasan, ossia che si tratta semplicemente di una teoria cospirazionista. Tuttavia, questo starebbe realmente accadendo al giorno d’oggi sotto i nostri occhi.
🔸️ La popolazione bianca mondiale oscilla tra gli 850 milioni e gli 1,2 miliardi, ricoprendo quindi solo più o meno il 13% della popolazione globale, mentre negli anni ’90 rappresentava circa il 22%.
🔸️ La diminuzione dei bianchi sarebbe drasticamente aumentata con l’arrivo dell’immigrazione incontrollata.
🔸️ In Italia il numero degli immigrati è pari a circa il 10% della popolazione e, secondo questa ricostruzione, commetterebbe quasi il 60% dei crimini. In grandi città storiche come Milano, inoltre, oltre il 21% della popolazione è straniera.
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LA GRANDE SOSTITUZIONE
⏹️ Il Piano Kalergi è una teoria secondo la quale il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, filosofo austriaco europeista e fondatore dell’Unione Paneuropea, avrebbe progettato di sostituire i popoli europei con altre popolazioni attraverso l’immigrazione.…
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⚠️ ITALIA: PERCHÉ I SALARI SONO COSÌ BASSI❓️
Marco Leonardi, Leonzio Rizzo
🔴 L'inflazione agisce come un trasferimento di ricchezza, erodendo il salario reale e le posizioni sociali. In Italia, a differenza di Francia e Germania, i salari reali sono rimasti fermi per oltre trent'anni, subendo recenti cali significativi (fino al 10% nei servizi) nonostante una crescita economica post-pandemica. Le cause risiedono in un sistema di relazioni industriali rigido e contratti in ritardo. È urgente una riforma della contrattazione e l'istituzione di un salario minimo per trasformare la crescita del PIL in reddito per i lavoratori, superando decenni di stagnazione.
Sommario ⬆️
--------------------------------
⏹️ Keynes diceva che l’inflazione è un modo per confiscare ricchezza “segretamente e inosservati”.
🔸️ Luigi Einaudi la considerava uno degli elementi che possono disgregare una società. Gramsci, con un’intuizione molto politica, osservava che quando cambia il valore della moneta cambia anche la posizione relativa delle classi sociali.
🔸️Sono tre modi diversi per dire la stessa cosa: l’inflazione non è mai soltanto un fenomeno tecnico. Non è solo un numero che sale nei comunicati dell’Istat o della Banca centrale.
🔸️ È una forza che entra nella vita quotidiana delle persone. Cambia il rapporto tra lavoratori, imprese, Stato, risparmiatori e proprietari. Sposta reddito, ricchezza e potere da alcuni gruppi sociali ad altri.
🔸️ Per questo parlare di salari reali significa parlare di una cosa molto concreta. Il salario nominale è la cifra scritta in busta paga. Il salario reale è ciò che quella cifra permette davvero di comprare: affitto, mutuo, spesa, bollette, trasporti, figli, tempo libero, futuro.
🔸️ Quando i prezzi salgono più dei salari, il lavoratore può anche ricevere un aumento, ma in realtà diventa più povero. È quello che è accaduto in Italia come descritto nel nostro recente libro "Il prezzo nascosto", Egea.
🔸️ L’Italia è l’unico grande Paese europeo in cui, a distanza di oltre trent’anni, i salari reali sono rimasti sostanzialmente fermi. È il dato che più di ogni altro racconta la parabola della nostra economia e della nostra società.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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🔴 L'inflazione agisce come un trasferimento di ricchezza, erodendo il salario reale e le posizioni sociali. In Italia, a differenza di Francia e Germania, i salari reali sono rimasti fermi per oltre trent'anni, subendo recenti cali significativi (fino al 10% nei servizi) nonostante una crescita economica post-pandemica. Le cause risiedono in un sistema di relazioni industriali rigido e contratti in ritardo. È urgente una riforma della contrattazione e l'istituzione di un salario minimo per trasformare la crescita del PIL in reddito per i lavoratori, superando decenni di stagnazione.
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⏹️ Keynes diceva che l’inflazione è un modo per confiscare ricchezza “segretamente e inosservati”.
🔸️ Luigi Einaudi la considerava uno degli elementi che possono disgregare una società. Gramsci, con un’intuizione molto politica, osservava che quando cambia il valore della moneta cambia anche la posizione relativa delle classi sociali.
🔸️Sono tre modi diversi per dire la stessa cosa: l’inflazione non è mai soltanto un fenomeno tecnico. Non è solo un numero che sale nei comunicati dell’Istat o della Banca centrale.
🔸️ È una forza che entra nella vita quotidiana delle persone. Cambia il rapporto tra lavoratori, imprese, Stato, risparmiatori e proprietari. Sposta reddito, ricchezza e potere da alcuni gruppi sociali ad altri.
🔸️ Per questo parlare di salari reali significa parlare di una cosa molto concreta. Il salario nominale è la cifra scritta in busta paga. Il salario reale è ciò che quella cifra permette davvero di comprare: affitto, mutuo, spesa, bollette, trasporti, figli, tempo libero, futuro.
🔸️ Quando i prezzi salgono più dei salari, il lavoratore può anche ricevere un aumento, ma in realtà diventa più povero. È quello che è accaduto in Italia come descritto nel nostro recente libro "Il prezzo nascosto", Egea.
🔸️ L’Italia è l’unico grande Paese europeo in cui, a distanza di oltre trent’anni, i salari reali sono rimasti sostanzialmente fermi. È il dato che più di ogni altro racconta la parabola della nostra economia e della nostra società.
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ITALIA: PERCHÉ I SALARI SONO COSÌ BASSI?
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⚠️ PSICODRAMMA❗️
Il Maestro d'ascia
🔴 Secondo l'autore, ispirato a Giorgio Agamben, la società moderna ha ridotto la vita a mera biologia, privilegiando la sicurezza a scapito delle dimensioni sociali e politiche. Questa "organizzazione del pregiudizio", alimentata dalla propaganda e dai talk show, trasforma i cittadini in individui passivi focalizzati sull'evitare il peggio piuttosto che sul progresso.
L'articolo denuncia l'eccessiva medicalizzazione e l'ascesa dell'élite degli "esperti", le cui ambigue competenze hanno sfruttato le emergenze (come il Covid) per consolidare un potere autoritario, creando un vuoto istituzionale e una "epidemia di insicurezza" descritta da Alessandro Colombo.
Sommario ⬆️
----------------------------------------!
Suggerisce Giorgio Agamben che nell’attuale contesto planetario, a mano a mano che gli esseri umani si abituano (anche perché raggirati dalla propaganda mediatica, N.d.R.) al concetto di vita intesa come condizione esclusivamente biologica, priva cioè di qualunque dimensione sociale o politica, la sicurezza finisce col diventare un valore in sé; un obiettivo al quale sacrificare tutto il resto.
Si direbbe una sorta di ‘organizzazione del pregiudizio’, una deriva mentale e psicologica che spinge milioni di individui, plagiati ed ormai assuefatti al pensiero dominante, non a realizzare o ad ottenere qualcosa di positivo, ma solo ad evitare il peggio.
L’accentuarsi della sensibilità e della percezione collettiva ed individuale dei rischi di tipo economico, ambientale o sanitario accresce, di converso, il prestigio ed il potere dei cosiddetti “esperti” da talk show.
Figure ambigue, talvolta corrotte, di scarsa onestà intellettuale e nessuna serietà sul piano umano e professionale, che valutando o fingendo di valutare l’effettiva portata dei rischi tendono a porli al vertice della gerarchia dei problemi senza individuarne, spesso intenzionalmente, la fine.
Viene così a crearsi un pesante vuoto di competenze politiche ed istituzionali, se non persino di idee e di credibilità, come si è dovuto constatare ‘obtorto collo' al tempo della procurata “emergenza” covid, col suo infamante corredo segregazionistico.
Continua ⤵️
Articolo integrale
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
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Il Maestro d'ascia
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L'articolo denuncia l'eccessiva medicalizzazione e l'ascesa dell'élite degli "esperti", le cui ambigue competenze hanno sfruttato le emergenze (come il Covid) per consolidare un potere autoritario, creando un vuoto istituzionale e una "epidemia di insicurezza" descritta da Alessandro Colombo.
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Suggerisce Giorgio Agamben che nell’attuale contesto planetario, a mano a mano che gli esseri umani si abituano (anche perché raggirati dalla propaganda mediatica, N.d.R.) al concetto di vita intesa come condizione esclusivamente biologica, priva cioè di qualunque dimensione sociale o politica, la sicurezza finisce col diventare un valore in sé; un obiettivo al quale sacrificare tutto il resto.
Si direbbe una sorta di ‘organizzazione del pregiudizio’, una deriva mentale e psicologica che spinge milioni di individui, plagiati ed ormai assuefatti al pensiero dominante, non a realizzare o ad ottenere qualcosa di positivo, ma solo ad evitare il peggio.
L’accentuarsi della sensibilità e della percezione collettiva ed individuale dei rischi di tipo economico, ambientale o sanitario accresce, di converso, il prestigio ed il potere dei cosiddetti “esperti” da talk show.
Figure ambigue, talvolta corrotte, di scarsa onestà intellettuale e nessuna serietà sul piano umano e professionale, che valutando o fingendo di valutare l’effettiva portata dei rischi tendono a porli al vertice della gerarchia dei problemi senza individuarne, spesso intenzionalmente, la fine.
Viene così a crearsi un pesante vuoto di competenze politiche ed istituzionali, se non persino di idee e di credibilità, come si è dovuto constatare ‘obtorto collo' al tempo della procurata “emergenza” covid, col suo infamante corredo segregazionistico.
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PSICODRAMMA
Suggerisce Giorgio Agamben che nell’attuale contesto planetario, a mano a mano che gli esseri umani si abituano (anche perché raggirati dalla propaganda mediatica, N.d.R.) al concetto di vita intesa come condizione esclusivamente biologica, priva cioè di…
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⚠️ RICOSTRUIRE LA COMUNITÀ, ARTICOLARE IL DISSENSO❗️
Guido Cappelli
🔴 L'articolo di Guido Cappelli denuncia la frammentazione e il rafforzamento del dissenso extraparlamentare in Italia, citando iniziative come "Agorà per l'Italia" e conferenze critiche verso l'UE, l'euro e le oligarchie tecnocratiche. L'autore sottolinea come la lotta contro il greenpass fosse l'unica a minacciare davvero l'architettura di potere in costruzione, a differenza di altri movimenti tollerati.
Si avverte la necessità di evitare una nuova divisione destra-sinistra e di costruire un soggetto unitario non per annessione, ma come squadra collaborativa. Viene descritta l'emergenza di una comunità de facto di cittadini del dissenso, dove nessun leader detiene il titolo esclusivo della rappresentanza.
Sommario ⬆️
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⏹️ «Vogliamo salvare l’Italia, farla risorgere. La destra e la sinistra, oggi, sono al soldo dell’Ue riarmata che vorrebbe gettarci in una folle guerra nucleare contro la Russia. Fuori di lì esistono le piazze reali. Una democrazia che voglia fare a meno della piazza è una democrazia fasulla.»
🔸️ Sono le nobili parole del prof. Angelo d’Orsi, nel discorso programmatico di fondazione di Agorà per l’Italia, un’iniziativa svoltasi a Torino solo pochi giorni fa, con Zhok, Canfora “e tanti altri”.
🔸️ Non è l’unica: la tendenza alla messa in discussione radicale del sistema da parte di istanze extraparlamentari si sta rapidamente rafforzando, in Italia e non solo.
🔸️ A inizio mese, solo per fare un esempio, si celebrava a Roma, intorno all’area del gruppo di opinione "L’Indispensabile" e all’ex 5Stelle Alessandro di Battista, un’interessante conferenza dal titolo Cosa possiamo fare?
🔸️ Espressione déjà-vu ma riempita di contenuti assolutamente condivisibili e lucidamente esposti: critica radicale all’UE e all’euro, denuncia della crisi democratica, delle oligarchie economiche, mediatiche e tecnocratiche, antibellicismo, alternativa geopolitica.
🔸️ Non mancano soggetti politici che si propongono come avanguardie di un’area del dissenso di cui, con gesto snob e sbarazzina nonchalance, qualcuno nega l’esistenza stessa forse pensando che il termine, e il concetto ad esso associato, sia di sua proprietà o se ne possano decidere le sorti semantiche.
Continua ⤵️
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🔴 L'articolo di Guido Cappelli denuncia la frammentazione e il rafforzamento del dissenso extraparlamentare in Italia, citando iniziative come "Agorà per l'Italia" e conferenze critiche verso l'UE, l'euro e le oligarchie tecnocratiche. L'autore sottolinea come la lotta contro il greenpass fosse l'unica a minacciare davvero l'architettura di potere in costruzione, a differenza di altri movimenti tollerati.
Si avverte la necessità di evitare una nuova divisione destra-sinistra e di costruire un soggetto unitario non per annessione, ma come squadra collaborativa. Viene descritta l'emergenza di una comunità de facto di cittadini del dissenso, dove nessun leader detiene il titolo esclusivo della rappresentanza.
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⏹️ «Vogliamo salvare l’Italia, farla risorgere. La destra e la sinistra, oggi, sono al soldo dell’Ue riarmata che vorrebbe gettarci in una folle guerra nucleare contro la Russia. Fuori di lì esistono le piazze reali. Una democrazia che voglia fare a meno della piazza è una democrazia fasulla.»
🔸️ Sono le nobili parole del prof. Angelo d’Orsi, nel discorso programmatico di fondazione di Agorà per l’Italia, un’iniziativa svoltasi a Torino solo pochi giorni fa, con Zhok, Canfora “e tanti altri”.
🔸️ Non è l’unica: la tendenza alla messa in discussione radicale del sistema da parte di istanze extraparlamentari si sta rapidamente rafforzando, in Italia e non solo.
🔸️ A inizio mese, solo per fare un esempio, si celebrava a Roma, intorno all’area del gruppo di opinione "L’Indispensabile" e all’ex 5Stelle Alessandro di Battista, un’interessante conferenza dal titolo Cosa possiamo fare?
🔸️ Espressione déjà-vu ma riempita di contenuti assolutamente condivisibili e lucidamente esposti: critica radicale all’UE e all’euro, denuncia della crisi democratica, delle oligarchie economiche, mediatiche e tecnocratiche, antibellicismo, alternativa geopolitica.
🔸️ Non mancano soggetti politici che si propongono come avanguardie di un’area del dissenso di cui, con gesto snob e sbarazzina nonchalance, qualcuno nega l’esistenza stessa forse pensando che il termine, e il concetto ad esso associato, sia di sua proprietà o se ne possano decidere le sorti semantiche.
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⚠️ IL PREZZO DELLA SALUTE: COME LA POVERTÀ ECONOMICA GENERA LA POVERTÀ SANITARIA❗️
Alessandra Paolucci
🔴 L'articolo "Il prezzo della salute" evidenzia come la povertà economica stia generando una vera e propria povertà sanitaria in Italia.
• Più 5,8 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, costretti a scegliere tra cibo e farmaci o a rinunciare a cure essenziali per costi e liste d'attesa.
• I dati Caritas 2025 rivelano un record di richieste d'aiuto (+48% in 10 anni), con un impennata del 69,4% per emergenze sanitarie e psicologiche.
• Millioni di cittadini rinunciano a visite e accertamenti diagnosticì, accentuando una frattura sociale dove le cure dipendono dal reddito anziché dal bisogno.
• Il sistema caritativo sta diventando una sostituzione dello Stato, minando l'universalismo dell'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio.
🔸️Oppure, di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce.
🔸️Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).
🔸️ «In questo scenario di “permacrisi”, caratterizzato dal susseguirsi e dall’intrecciarsi di tensioni economiche, sociali e geopolitiche, la povertà ha smesso di essere un fenomeno eccezionale e temporaneo, trasformandosi in una condizione di normalità per una quota crescente della popolazione», si legge.
🔸️ L’ultimo identikit sociologico tracciato da Caritas Italiana lancia un allarme chiaro sulla natura multidimensionale del disagio: quando si è poveri, non manca mai una cosa sola.
🔸️ Nel 2025 la rete Caritas ha accompagnato 282.539 persone (il valore più alto mai registrato), in crescita del 48% nel decennio 2015–2025. Più della metà di chi si rivolge ai centri d’ascolto (55,6%) chiede aiuto per almeno due ambiti di supporto contemporaneamente.
🔸️ Ai bisogni primari legati a lavoro, casa e bollette si affianca un’emergenza sanitaria e psicologica, le cui richieste d’aiuto hanno registrato un’impennata del 69,4% nell’ultimo decennio. Solo nel 2025, Caritas ha erogato oltre 76.000 prestazioni in ambito sanitario, tra visite mediche, esami clinici e distribuzione di farmaci.
🔸️ I dati dimostrano che la fragilità medica viaggia quasi sempre insieme all’isolamento sociale e all’indigenza: il 59,7% delle persone con problemi di salute sperimenta tre o più ambiti di bisogno, una percentuale che sfiora l’80% nel caso di patologie psichiatriche.....
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Alessandra Paolucci
🔴 L'articolo "Il prezzo della salute" evidenzia come la povertà economica stia generando una vera e propria povertà sanitaria in Italia.
• Più 5,8 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, costretti a scegliere tra cibo e farmaci o a rinunciare a cure essenziali per costi e liste d'attesa.
• I dati Caritas 2025 rivelano un record di richieste d'aiuto (+48% in 10 anni), con un impennata del 69,4% per emergenze sanitarie e psicologiche.
• Millioni di cittadini rinunciano a visite e accertamenti diagnosticì, accentuando una frattura sociale dove le cure dipendono dal reddito anziché dal bisogno.
• Il sistema caritativo sta diventando una sostituzione dello Stato, minando l'universalismo dell'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio.
🔸️Oppure, di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce.
🔸️Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).
🔸️ «In questo scenario di “permacrisi”, caratterizzato dal susseguirsi e dall’intrecciarsi di tensioni economiche, sociali e geopolitiche, la povertà ha smesso di essere un fenomeno eccezionale e temporaneo, trasformandosi in una condizione di normalità per una quota crescente della popolazione», si legge.
🔸️ L’ultimo identikit sociologico tracciato da Caritas Italiana lancia un allarme chiaro sulla natura multidimensionale del disagio: quando si è poveri, non manca mai una cosa sola.
🔸️ Nel 2025 la rete Caritas ha accompagnato 282.539 persone (il valore più alto mai registrato), in crescita del 48% nel decennio 2015–2025. Più della metà di chi si rivolge ai centri d’ascolto (55,6%) chiede aiuto per almeno due ambiti di supporto contemporaneamente.
🔸️ Ai bisogni primari legati a lavoro, casa e bollette si affianca un’emergenza sanitaria e psicologica, le cui richieste d’aiuto hanno registrato un’impennata del 69,4% nell’ultimo decennio. Solo nel 2025, Caritas ha erogato oltre 76.000 prestazioni in ambito sanitario, tra visite mediche, esami clinici e distribuzione di farmaci.
🔸️ I dati dimostrano che la fragilità medica viaggia quasi sempre insieme all’isolamento sociale e all’indigenza: il 59,7% delle persone con problemi di salute sperimenta tre o più ambiti di bisogno, una percentuale che sfiora l’80% nel caso di patologie psichiatriche.....
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IL PREZZO DELLA SALUTE: COME LA POVERTÀ ECONOMICA GENERA LA POVERTÀ SANITARIA
⏹️ Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. 🔸️Oppure, di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ GUERRAFONDAI ILLUSIONISTI❗️
Gaetano Colonna
🔴 L'articolo sostiene che gli obiettivi internazionali vago, come quelli promossi dall'ONU e dall'Agenda 2030, siano illusioni create per favorire forze di potere, citando il fallimento storico nella risoluzione dei conflitti, in particolare in Medio Oriente.
L'autore critica il trasferimento del mandato di mantenimento della pace dall'ONU alla NATO a partire dal 1994, denunciando i fallimenti militari dell'alleanza atlantica (Afghanistan, Iraq, Vietnam) e avvisando contro la retorica sul riarmo europeo e la guerra contro la Russia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Proporre all’umanità obiettivi fumosi è sempre stata una maniera per creare illusioni a beneficio solo delle forze che hanno invece chiarissimi obiettivi di potere e ben definite strategie da perseguire.
🔹️ Basti pensare a quello che avvenne in Europa dopo la Prima Guerra mondiale, “la guerra che doveva porre fine alle guerre”, con i Quattordici Punti del presidente Usa, Woodrow Wilson.
🔹️ La nostra epoca, invece di illusioni, richiede un livello sempre più elevato di coscienza. Dobbiamo quindi attivare la massima possibile consapevolezza in tutto quello che ascoltiamo, vediamo, leggiamo, dato che tutto questo influisce sui nostri pensieri, sui nostri proponimenti e sulle nostre azioni.
🔹️ Una delle grandi menzognere illusioni propinate ai popoli, sta proprio nei programmi delle Nazioni Unite. Esse sono nate alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945), nell’intento proclamato di creare una struttura sovra-nazionale capace di risolvere i contenziosi nelle relazioni tra gli Stati con metodi il più possibile lontani dalla guerra.
🔹️ Il bilancio oggi dell’azione dell’ONU da questo punto di vista, cioè proprio dal punto di vista della pace nel mondo, è ampiamente fallimentare. Noi abbiamo infatti assistito da decenni a quelle che qualche studioso ha definito «guerre in serie»:
🔹️ Il caso del Medio Oriente, è un caso tipico. A partire dalla guerra arabo-israeliana del 1948, siamo arrivati alla quinta o la sesta guerra in serie: senza che mai l'ONU abbia raggiunto in quell’area l’obiettivo che oggi viene proposto dall’Agenda 2030: vale a dire pace, giustizia, stabilità delle istituzioni.
🔹️ Ma c’è un fallimento nel fallimento, perché dal 28 febbraio 1994, l’ONU di fatto ha ceduto alla Nato, cioè a dire all’organizzazione militare internazionale del Trattato dell’Atlantico del Nord, il ruolo di “risolvere” i conflitti: in questo caso, con un intervento militare nel nostro continente.
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🔴 L'articolo sostiene che gli obiettivi internazionali vago, come quelli promossi dall'ONU e dall'Agenda 2030, siano illusioni create per favorire forze di potere, citando il fallimento storico nella risoluzione dei conflitti, in particolare in Medio Oriente.
L'autore critica il trasferimento del mandato di mantenimento della pace dall'ONU alla NATO a partire dal 1994, denunciando i fallimenti militari dell'alleanza atlantica (Afghanistan, Iraq, Vietnam) e avvisando contro la retorica sul riarmo europeo e la guerra contro la Russia.
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⏹️ Proporre all’umanità obiettivi fumosi è sempre stata una maniera per creare illusioni a beneficio solo delle forze che hanno invece chiarissimi obiettivi di potere e ben definite strategie da perseguire.
🔹️ Basti pensare a quello che avvenne in Europa dopo la Prima Guerra mondiale, “la guerra che doveva porre fine alle guerre”, con i Quattordici Punti del presidente Usa, Woodrow Wilson.
🔹️ La nostra epoca, invece di illusioni, richiede un livello sempre più elevato di coscienza. Dobbiamo quindi attivare la massima possibile consapevolezza in tutto quello che ascoltiamo, vediamo, leggiamo, dato che tutto questo influisce sui nostri pensieri, sui nostri proponimenti e sulle nostre azioni.
🔹️ Una delle grandi menzognere illusioni propinate ai popoli, sta proprio nei programmi delle Nazioni Unite. Esse sono nate alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945), nell’intento proclamato di creare una struttura sovra-nazionale capace di risolvere i contenziosi nelle relazioni tra gli Stati con metodi il più possibile lontani dalla guerra.
🔹️ Il bilancio oggi dell’azione dell’ONU da questo punto di vista, cioè proprio dal punto di vista della pace nel mondo, è ampiamente fallimentare. Noi abbiamo infatti assistito da decenni a quelle che qualche studioso ha definito «guerre in serie»:
🔹️ Il caso del Medio Oriente, è un caso tipico. A partire dalla guerra arabo-israeliana del 1948, siamo arrivati alla quinta o la sesta guerra in serie: senza che mai l'ONU abbia raggiunto in quell’area l’obiettivo che oggi viene proposto dall’Agenda 2030: vale a dire pace, giustizia, stabilità delle istituzioni.
🔹️ Ma c’è un fallimento nel fallimento, perché dal 28 febbraio 1994, l’ONU di fatto ha ceduto alla Nato, cioè a dire all’organizzazione militare internazionale del Trattato dell’Atlantico del Nord, il ruolo di “risolvere” i conflitti: in questo caso, con un intervento militare nel nostro continente.
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GUERRAFONDAI ILLUSIONISTI
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⚠️ LA FINLANDIA E LE CONSEGUENZE DELLA “CATTURA DELL’ÉLITE”❗️
Olli Tammilehto
🔴 L'Articolo del 15 luglio 2026 che critica la decisione della Finlandia di firmare un accordo di difesa con gli USA, aprendo 15 basi militari (inclusa una in Lapponia vicino a basi russe) a scapito della propria sicurezza nazionale e in favore degli interessi statunitensi di contenere la Russia.
• L'Europa ha abbandonato il gas russo a favore di quello USA, più costoso, generando profitti statunitensi e difficoltà economiche locali.
• Le nazioni NATO aumentano la spesa militare al 5% del PIL, diventando un "filone d'oro" per il complesso militare-industriale USA dato il deficit produttivo europeo.
• Questa dinamica aumenta il rischio di scontri militari e nucleari in Europa, utilizzati come campo di battaglia tra USA e Russia.
• L'autore sostiene che un'“élite” europea, formata da organizzazioni filo-americane (come Atlantik-Brücke, Bilderberg, Fulbright), sia stata “catturata” per identificarsi con gli interessi statunitensi anziché nazionali, perpetuando un'egemonia transatlantica.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Si ritiene generalmente che gli Stati perseguano i propri interessi economici e di sicurezza.
🔸️ Tuttavia, negli ultimi anni, diversi paesi europei hanno preso decisioni che sono chiaramente contrarie ai propri interessi ma che favoriscono quelli degli Stati Uniti.
🔸️ Ad esempio, la Finlandia ha concluso con gli Stati Uniti il cosiddetto Accordo di cooperazione in materia di difesa (DCA). Secondo l’accordo, gli Stati Uniti ottengono l’accesso a 15 basi militari finlandesi esistenti e possono costruire le proprie basi al loro interno.
🔸️ Una di queste sarà in Lapponia, vicino alla principale base russa di sottomarini nucleari. Rendendo la Finlandia il primo bersaglio dei missili russi e aumentando le tensioni tra le due potenze nucleari, il DCA mette a repentaglio la sicurezza della Finlandia.
🔸️ L’accordo promuove invece le aspirazioni a lungo termine dell’amministrazione statunitense, ovvero dello «Deep State», che è indipendente dai cambiamenti presidenziali. Tra queste vi sono l’impedire l’ascesa di grandi potenze rivali e i relativi tentativi di circondare, destabilizzare e indebolire la Russia.
🔸️ La Germania e molti altri paesi europei sono passati dal gas naturale russo a quello statunitense, molto più costoso, il che ha causato difficoltà economiche in Europa ma ha generato ingenti profitti negli Stati Uniti.
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Olli Tammilehto
🔴 L'Articolo del 15 luglio 2026 che critica la decisione della Finlandia di firmare un accordo di difesa con gli USA, aprendo 15 basi militari (inclusa una in Lapponia vicino a basi russe) a scapito della propria sicurezza nazionale e in favore degli interessi statunitensi di contenere la Russia.
• L'Europa ha abbandonato il gas russo a favore di quello USA, più costoso, generando profitti statunitensi e difficoltà economiche locali.
• Le nazioni NATO aumentano la spesa militare al 5% del PIL, diventando un "filone d'oro" per il complesso militare-industriale USA dato il deficit produttivo europeo.
• Questa dinamica aumenta il rischio di scontri militari e nucleari in Europa, utilizzati come campo di battaglia tra USA e Russia.
• L'autore sostiene che un'“élite” europea, formata da organizzazioni filo-americane (come Atlantik-Brücke, Bilderberg, Fulbright), sia stata “catturata” per identificarsi con gli interessi statunitensi anziché nazionali, perpetuando un'egemonia transatlantica.
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⏹️ Si ritiene generalmente che gli Stati perseguano i propri interessi economici e di sicurezza.
🔸️ Tuttavia, negli ultimi anni, diversi paesi europei hanno preso decisioni che sono chiaramente contrarie ai propri interessi ma che favoriscono quelli degli Stati Uniti.
🔸️ Ad esempio, la Finlandia ha concluso con gli Stati Uniti il cosiddetto Accordo di cooperazione in materia di difesa (DCA). Secondo l’accordo, gli Stati Uniti ottengono l’accesso a 15 basi militari finlandesi esistenti e possono costruire le proprie basi al loro interno.
🔸️ Una di queste sarà in Lapponia, vicino alla principale base russa di sottomarini nucleari. Rendendo la Finlandia il primo bersaglio dei missili russi e aumentando le tensioni tra le due potenze nucleari, il DCA mette a repentaglio la sicurezza della Finlandia.
🔸️ L’accordo promuove invece le aspirazioni a lungo termine dell’amministrazione statunitense, ovvero dello «Deep State», che è indipendente dai cambiamenti presidenziali. Tra queste vi sono l’impedire l’ascesa di grandi potenze rivali e i relativi tentativi di circondare, destabilizzare e indebolire la Russia.
🔸️ La Germania e molti altri paesi europei sono passati dal gas naturale russo a quello statunitense, molto più costoso, il che ha causato difficoltà economiche in Europa ma ha generato ingenti profitti negli Stati Uniti.
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LA FINLANDIA E LE CONSEGUENZE DELLA “CATTURA DELL’ÉLITE”
⏹️ Si ritiene generalmente che gli Stati perseguano i propri interessi economici e di sicurezza. 🔸️ Tuttavia, negli ultimi anni, diversi paesi europei hanno preso decisioni che sono chiaramente contrarie ai propri interessi ma che favoriscono quelli degli…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ CARICATURE. SE LA SATIRA È SPIEGARCI LA REALTÀ, TRUMP CI SPIEGA L’AMERICA❗️
Alessandro Robecchi
🔴 L'autore Alessandro Robecchi sostiene che Donald Trump, con le sue azioni paradossali e offensive (come il meme su Giorgia Meloni), ha reso obsoleta la satira tradizionale, poiché la realtà è ormai più folle di qualsiasi invenzione. Trump agisce come un autore satirico che rivela la vera natura degli Stati Uniti: un dominio imperiale, egemonico e violento che, pur essendo sempre esistito, veniva prima nascosto dietro un camouflage di cortesia. La critica finale è rivolta a quei leader e commentatori che, in una logica coloniale di sottomissione, continuano a minimizzare l'aggressività americana per non mettere in discussione l'amore acritico per l'egemonia degli USA.
Sommario ⬆️
------------------------------
⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei.
🔘 Lo Squilibrato in capo, Donald Trump ci mette, noi satirici, in una situazione un po’ scomoda: che possiamo fare, dire, pensare, inventare, più di quello che fa lui? Come fare la caricatura di uno che è già una caricatura, come rendere paradossale uno che è un paradosso che cammina?
🔘 Ancora non so, cosa succederà alla riunione Nato di Ankara: dal Guttalax nella minestra al dentifricio nelle scarpe, scherzi da caserma, ma non è la Nato la riunione di varie caserme?, può succedere di tutto. Donald è più abile di noi e soprattutto ogni sua scemenza viene rilanciata a livello planetario, non c’è partita.
🔘 Siccome la satira poggia sempre su una sostanza reale va detto che quel suo meme su Giorgia Meloni, che meriterebbe un ordine restrittivo, è oggettivamente offensivo, ma che la fotografia è vera, e Giorgia lo guardava veramente con quegli occhi, con espressione adorante, con sudditanza grottesca.
🔘 Quindi Donald ha preso una cosa vera (Giorgia che lo adora, letteralmente se lo mangia con gli occhi) e l’ha amplificata con una battuta feroce. Diciamo che, con un meccanismo tecnicamente satirico, ha rivelato una verità.
🔘 A rivelare altre verità ci hanno pensato altri “leader” del nulla cosmico, quelli che hanno minimizzato, che hanno abbozzato, che ci hanno detto in tutte le salse che Donald è un mattacchione, sì, ma che l’amore per gli Usa non si discute.
🔘 Ci prendesse a schiaffi, ci svaligiasse la casa, ci umiliasse davanti al mondo, pazienza che sarà mai. E’ la nuova religione del Tajanesimo (c’è anche la versione Crosettista, senza contare tutti i commentatori che si sbracciano per dire “Trump cattivo, America buona”), che consiste nel porre l’altra guancia, poi l’altra, poi l’altra, poi l’altra, e poi un’altra guancia ancora.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Alessandro Robecchi
🔴 L'autore Alessandro Robecchi sostiene che Donald Trump, con le sue azioni paradossali e offensive (come il meme su Giorgia Meloni), ha reso obsoleta la satira tradizionale, poiché la realtà è ormai più folle di qualsiasi invenzione. Trump agisce come un autore satirico che rivela la vera natura degli Stati Uniti: un dominio imperiale, egemonico e violento che, pur essendo sempre esistito, veniva prima nascosto dietro un camouflage di cortesia. La critica finale è rivolta a quei leader e commentatori che, in una logica coloniale di sottomissione, continuano a minimizzare l'aggressività americana per non mettere in discussione l'amore acritico per l'egemonia degli USA.
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⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei.
🔘 Lo Squilibrato in capo, Donald Trump ci mette, noi satirici, in una situazione un po’ scomoda: che possiamo fare, dire, pensare, inventare, più di quello che fa lui? Come fare la caricatura di uno che è già una caricatura, come rendere paradossale uno che è un paradosso che cammina?
🔘 Ancora non so, cosa succederà alla riunione Nato di Ankara: dal Guttalax nella minestra al dentifricio nelle scarpe, scherzi da caserma, ma non è la Nato la riunione di varie caserme?, può succedere di tutto. Donald è più abile di noi e soprattutto ogni sua scemenza viene rilanciata a livello planetario, non c’è partita.
🔘 Siccome la satira poggia sempre su una sostanza reale va detto che quel suo meme su Giorgia Meloni, che meriterebbe un ordine restrittivo, è oggettivamente offensivo, ma che la fotografia è vera, e Giorgia lo guardava veramente con quegli occhi, con espressione adorante, con sudditanza grottesca.
🔘 Quindi Donald ha preso una cosa vera (Giorgia che lo adora, letteralmente se lo mangia con gli occhi) e l’ha amplificata con una battuta feroce. Diciamo che, con un meccanismo tecnicamente satirico, ha rivelato una verità.
🔘 A rivelare altre verità ci hanno pensato altri “leader” del nulla cosmico, quelli che hanno minimizzato, che hanno abbozzato, che ci hanno detto in tutte le salse che Donald è un mattacchione, sì, ma che l’amore per gli Usa non si discute.
🔘 Ci prendesse a schiaffi, ci svaligiasse la casa, ci umiliasse davanti al mondo, pazienza che sarà mai. E’ la nuova religione del Tajanesimo (c’è anche la versione Crosettista, senza contare tutti i commentatori che si sbracciano per dire “Trump cattivo, America buona”), che consiste nel porre l’altra guancia, poi l’altra, poi l’altra, poi l’altra, e poi un’altra guancia ancora.
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CARICATURE. SE LA SATIRA È SPIEGARCI LA REALTÀ, TRUMP CI SPIEGA L’AMERICA
⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei. 🔘 Lo Squilibrato…
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Alessandro Robecchi
🔴 L'autore Alessandro Robecchi sostiene che Donald Trump, con le sue azioni paradossali e offensive (come il meme su Giorgia Meloni), ha reso obsoleta la satira tradizionale, poiché la realtà è ormai più folle di qualsiasi invenzione. Trump agisce come un autore satirico che rivela la vera natura degli Stati Uniti: un dominio imperiale, egemonico e violento che, pur essendo sempre esistito, veniva prima nascosto dietro un camouflage di cortesia. La critica finale è rivolta a quei leader e commentatori che, in una logica coloniale di sottomissione, continuano a minimizzare l'aggressività americana per non mettere in discussione l'amore acritico per l'egemonia degli USA.
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⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei.
🔘 Lo Squilibrato in capo, Donald Trump ci mette, noi satirici, in una situazione un po’ scomoda: che possiamo fare, dire, pensare, inventare, più di quello che fa lui? Come fare la caricatura di uno che è già una caricatura, come rendere paradossale uno che è un paradosso che cammina?
🔘 Ancora non so, cosa succederà alla riunione Nato di Ankara: dal Guttalax nella minestra al dentifricio nelle scarpe, scherzi da caserma, ma non è la Nato la riunione di varie caserme?, può succedere di tutto. Donald è più abile di noi e soprattutto ogni sua scemenza viene rilanciata a livello planetario, non c’è partita.
🔘 Siccome la satira poggia sempre su una sostanza reale va detto che quel suo meme su Giorgia Meloni, che meriterebbe un ordine restrittivo, è oggettivamente offensivo, ma che la fotografia è vera, e Giorgia lo guardava veramente con quegli occhi, con espressione adorante, con sudditanza grottesca.
🔘 Quindi Donald ha preso una cosa vera (Giorgia che lo adora, letteralmente se lo mangia con gli occhi) e l’ha amplificata con una battuta feroce. Diciamo che, con un meccanismo tecnicamente satirico, ha rivelato una verità.
🔘 A rivelare altre verità ci hanno pensato altri “leader” del nulla cosmico, quelli che hanno minimizzato, che hanno abbozzato, che ci hanno detto in tutte le salse che Donald è un mattacchione, sì, ma che l’amore per gli Usa non si discute.
🔘 Ci prendesse a schiaffi, ci svaligiasse la casa, ci umiliasse davanti al mondo, pazienza che sarà mai. E’ la nuova religione del Tajanesimo (c’è anche la versione Crosettista, senza contare tutti i commentatori che si sbracciano per dire “Trump cattivo, America buona”), che consiste nel porre l’altra guancia, poi l’altra, poi l’altra, poi l’altra, e poi un’altra guancia ancora.
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🔴 L'autore Alessandro Robecchi sostiene che Donald Trump, con le sue azioni paradossali e offensive (come il meme su Giorgia Meloni), ha reso obsoleta la satira tradizionale, poiché la realtà è ormai più folle di qualsiasi invenzione. Trump agisce come un autore satirico che rivela la vera natura degli Stati Uniti: un dominio imperiale, egemonico e violento che, pur essendo sempre esistito, veniva prima nascosto dietro un camouflage di cortesia. La critica finale è rivolta a quei leader e commentatori che, in una logica coloniale di sottomissione, continuano a minimizzare l'aggressività americana per non mettere in discussione l'amore acritico per l'egemonia degli USA.
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⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei.
🔘 Lo Squilibrato in capo, Donald Trump ci mette, noi satirici, in una situazione un po’ scomoda: che possiamo fare, dire, pensare, inventare, più di quello che fa lui? Come fare la caricatura di uno che è già una caricatura, come rendere paradossale uno che è un paradosso che cammina?
🔘 Ancora non so, cosa succederà alla riunione Nato di Ankara: dal Guttalax nella minestra al dentifricio nelle scarpe, scherzi da caserma, ma non è la Nato la riunione di varie caserme?, può succedere di tutto. Donald è più abile di noi e soprattutto ogni sua scemenza viene rilanciata a livello planetario, non c’è partita.
🔘 Siccome la satira poggia sempre su una sostanza reale va detto che quel suo meme su Giorgia Meloni, che meriterebbe un ordine restrittivo, è oggettivamente offensivo, ma che la fotografia è vera, e Giorgia lo guardava veramente con quegli occhi, con espressione adorante, con sudditanza grottesca.
🔘 Quindi Donald ha preso una cosa vera (Giorgia che lo adora, letteralmente se lo mangia con gli occhi) e l’ha amplificata con una battuta feroce. Diciamo che, con un meccanismo tecnicamente satirico, ha rivelato una verità.
🔘 A rivelare altre verità ci hanno pensato altri “leader” del nulla cosmico, quelli che hanno minimizzato, che hanno abbozzato, che ci hanno detto in tutte le salse che Donald è un mattacchione, sì, ma che l’amore per gli Usa non si discute.
🔘 Ci prendesse a schiaffi, ci svaligiasse la casa, ci umiliasse davanti al mondo, pazienza che sarà mai. E’ la nuova religione del Tajanesimo (c’è anche la versione Crosettista, senza contare tutti i commentatori che si sbracciano per dire “Trump cattivo, America buona”), che consiste nel porre l’altra guancia, poi l’altra, poi l’altra, poi l’altra, e poi un’altra guancia ancora.
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CARICATURE. SE LA SATIRA È SPIEGARCI LA REALTÀ, TRUMP CI SPIEGA L’AMERICA
⏹️ Da operatore del settore, diciamo persona informata dei fatti, eccomi in una fase delicata: quella in cui la satira rischia di uscire con le mani alzate, di arrendersi davanti alla realtà, che è più ridicola, più folle e più paradossale di lei. 🔘 Lo Squilibrato…
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⚠️ ORIENTE E OCCIDENTE : LA NUOVA COMPETIZIONE GLOBALE TRA GUERRA, ECONOMIA E MATERIE PRIME
Redazione Geopolitika
🔴 L'equilibrio globale post-Guerra Fredda è mutato in una competizione permanente tra Occidente (guidato dagli USA e le democrazie) e un asse eurasiatico (Cina e Russia) che promuove un ordine multipolare.
I conflitti e le tensioni in Ucraina, Taiwan, Mar Cinese Meridionale e Medio Oriente mostrano il ritorno della geopolitica come criterio strategico prioritario, spingendo i governi a incrementare le spese militari, perseguire l'autonomia tecnologica e controllare le materie prime critiche, pur senza rendere inevitabile una guerra globale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi anni il panorama geopolitico internazionale ha subito una trasformazione che pochi osservatori avrebbero immaginato con tale rapidità.
🔹️ Se dopo la fine della Guerra Fredda sembrava essersi affermato un sistema internazionale dominato da un’unica superpotenza, oggi il quadro appare radicalmente diverso.
🔹️ La crescita economica della Cina, il ritorno della Russia come attore militare di primo piano, l’emergere dei BRICS e il progressivo rafforzamento di numerose potenze regionali stanno modificando gli equilibri globali.
🔹️ Il percorso intrapreso dalla politica internazionale sembra ormai delineare un mondo caratterizzato da una competizione permanente tra due grandi aree geopolitiche che, pur senza costituire blocchi perfettamente omogenei, rappresentano due differenti visioni dell’ordine mondiale.
🔹️ Da una parte troviamo l’Occidente guidato dagli Stati Uniti e sostenuto dalle principali democrazie industrializzate; dall’altra un insieme di potenze asiatiche ed eurasiatiche, con Cina e Russia in posizione centrale, che promuovono un sistema internazionale maggiormente multipolare.
🔹️ Gli eventi degli ultimi anni hanno invece dimostrato che la geopolitica non è mai scomparsa. Al contrario, è tornata a rappresentare il principale criterio con cui gli Stati definiscono le proprie strategie.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Redazione Geopolitika
🔴 L'equilibrio globale post-Guerra Fredda è mutato in una competizione permanente tra Occidente (guidato dagli USA e le democrazie) e un asse eurasiatico (Cina e Russia) che promuove un ordine multipolare.
I conflitti e le tensioni in Ucraina, Taiwan, Mar Cinese Meridionale e Medio Oriente mostrano il ritorno della geopolitica come criterio strategico prioritario, spingendo i governi a incrementare le spese militari, perseguire l'autonomia tecnologica e controllare le materie prime critiche, pur senza rendere inevitabile una guerra globale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi anni il panorama geopolitico internazionale ha subito una trasformazione che pochi osservatori avrebbero immaginato con tale rapidità.
🔹️ Se dopo la fine della Guerra Fredda sembrava essersi affermato un sistema internazionale dominato da un’unica superpotenza, oggi il quadro appare radicalmente diverso.
🔹️ La crescita economica della Cina, il ritorno della Russia come attore militare di primo piano, l’emergere dei BRICS e il progressivo rafforzamento di numerose potenze regionali stanno modificando gli equilibri globali.
🔹️ Il percorso intrapreso dalla politica internazionale sembra ormai delineare un mondo caratterizzato da una competizione permanente tra due grandi aree geopolitiche che, pur senza costituire blocchi perfettamente omogenei, rappresentano due differenti visioni dell’ordine mondiale.
🔹️ Da una parte troviamo l’Occidente guidato dagli Stati Uniti e sostenuto dalle principali democrazie industrializzate; dall’altra un insieme di potenze asiatiche ed eurasiatiche, con Cina e Russia in posizione centrale, che promuovono un sistema internazionale maggiormente multipolare.
🔹️ Gli eventi degli ultimi anni hanno invece dimostrato che la geopolitica non è mai scomparsa. Al contrario, è tornata a rappresentare il principale criterio con cui gli Stati definiscono le proprie strategie.
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Telegraph
ORIENTE E OCCIDENTE : LA NUOVA COMPETIZIONE GLOBALE TRA GUERRA, ECONOMIA E MATERIE PRIME
⏹️ Negli ultimi anni il panorama geopolitico internazionale ha subito una trasformazione che pochi osservatori avrebbero immaginato con tale rapidità. 🔹️ Se dopo la fine della Guerra Fredda sembrava essersi affermato un sistema internazionale dominato da…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ NATO, L'ORRORE SI COMPATTA❗️
Fabrizio Casari
🔴 Il vertice NATO di Istanbul ha mascherato le divergenze tra i 32 membri dietro una facciata di unità sotto il comando USA, identificando la Russia come "nemico strategico" e l'Ucraina come teatro del confronto globale. Washington ha autorizzato l'uso di missili statunitensi contro il territorio russo, accettando un'escalation letale.
• L'obiettivo rimane la sconfitta militare russa, sebbene un'uscita completa dei territori conquistati da Mosca appaia irrealizzabile; più plausibile sembra una tregua temporanea.
• La guerra funzionale a incrementare la spesa militare globale è vista da Washington come motore economico, a scapito del welfare dei singoli stati.
• Il messaggio finale al mondo multipolare è inequivocabile: per la NATO, trattare è impossibile e il mantenimento del dominio occidentale e statunitense passa esclusivamente per la forza.
Sommario ⬆️
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⏹️ La riaffermata unità di facciata esibita al vertice NATO di Istanbul ha nascosto le differenze di interessi dei suoi membri, ma non poteva che essere così.
🔸️ Per quanto diverse siano priorità e interessi di ognuno dei 32, la centralizzazione del comando a guida statunitense non è emendabile e obbliga alla compattezza tutto l’Occidente.
🔸️ Sul piano squisitamente militare (che è però ormai difficile distinguere da quello politico ed economico nel nuovo modello di guerre ibride di 4a e 5a generazione) non sono emerse innovazioni di prodotto.
🔸️ La Russia viene definita “nemico strategico” e la sua sconfitta militare continua ad essere l’obiettivo su cui centrare le politiche complessive dei paesi dell’Alleanza senza eccezione alcuna. L’Ucraina è il luogo prescelto per un primo confronto militare con rischi di effetto globale.
🔸️ Washington ha ufficializzato il cambio di rotta nelle regole d’ingaggio del conflitto, archiviando, apparentemente, la stagione del sostegno a fondo perduto con lo stop alle forniture dirette e spazio solo a triangolazioni commerciali e intelligence strategica.
🔸️ Ma concede a Zelensky l’autorizzazione all’utilizzo dei missili USA per colpire il territorio russo con quello che comporta, ovvero una nuova escalation nello scontro, da tradurre in migliaia di morti.
🔸️ La guerra della NATO alla Russia è ormai conclamata e dato che la sconfitta russa sul campo è impensabile, gli scenari prevedono solo due ipotesi, una irrealizzabile e una truffaldina.
Continua ⤵️
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🔴 Il vertice NATO di Istanbul ha mascherato le divergenze tra i 32 membri dietro una facciata di unità sotto il comando USA, identificando la Russia come "nemico strategico" e l'Ucraina come teatro del confronto globale. Washington ha autorizzato l'uso di missili statunitensi contro il territorio russo, accettando un'escalation letale.
• L'obiettivo rimane la sconfitta militare russa, sebbene un'uscita completa dei territori conquistati da Mosca appaia irrealizzabile; più plausibile sembra una tregua temporanea.
• La guerra funzionale a incrementare la spesa militare globale è vista da Washington come motore economico, a scapito del welfare dei singoli stati.
• Il messaggio finale al mondo multipolare è inequivocabile: per la NATO, trattare è impossibile e il mantenimento del dominio occidentale e statunitense passa esclusivamente per la forza.
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⏹️ La riaffermata unità di facciata esibita al vertice NATO di Istanbul ha nascosto le differenze di interessi dei suoi membri, ma non poteva che essere così.
🔸️ Per quanto diverse siano priorità e interessi di ognuno dei 32, la centralizzazione del comando a guida statunitense non è emendabile e obbliga alla compattezza tutto l’Occidente.
🔸️ Sul piano squisitamente militare (che è però ormai difficile distinguere da quello politico ed economico nel nuovo modello di guerre ibride di 4a e 5a generazione) non sono emerse innovazioni di prodotto.
🔸️ La Russia viene definita “nemico strategico” e la sua sconfitta militare continua ad essere l’obiettivo su cui centrare le politiche complessive dei paesi dell’Alleanza senza eccezione alcuna. L’Ucraina è il luogo prescelto per un primo confronto militare con rischi di effetto globale.
🔸️ Washington ha ufficializzato il cambio di rotta nelle regole d’ingaggio del conflitto, archiviando, apparentemente, la stagione del sostegno a fondo perduto con lo stop alle forniture dirette e spazio solo a triangolazioni commerciali e intelligence strategica.
🔸️ Ma concede a Zelensky l’autorizzazione all’utilizzo dei missili USA per colpire il territorio russo con quello che comporta, ovvero una nuova escalation nello scontro, da tradurre in migliaia di morti.
🔸️ La guerra della NATO alla Russia è ormai conclamata e dato che la sconfitta russa sul campo è impensabile, gli scenari prevedono solo due ipotesi, una irrealizzabile e una truffaldina.
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NATO, L'ORRORE SI COMPATTA
⏹️ La riaffermata unità di facciata esibita al vertice NATO di Istanbul ha nascosto le differenze di interessi dei suoi membri, ma non poteva che essere così. 🔸️ Per quanto diverse siano priorità e interessi di ognuno dei 32, la centralizzazione del comando…
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⚠️ LA RISOLUZIONE ONU PER SALVARE CUBA. L'UMANITÀ A UN BIVIO: IL FALLIMENTO DELL'IMPERIALISMO E LA LEZIONE DI UN POPOLO EROICO
🔴 L'articolo analizza la recente risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU che condanna il blocco petrolifero imposto a Cuba, presentandola come una significativa vittoria del diritto internazionale contro le sanzioni coercitive. Questa decisione simboleggia il fallimento della strategia imperiale di piegare i popoli tramite isolamento economico e punizione collettiva, affermando il diritto all'autodeterminazione e alla sovranità nazionale. In un contesto di crescente instabilità geopolitica, l'autonomia di Cuba rappresenta un'alternativa alla guerra basata su cooperazione, giustizia sociale e pace. La risoluzione stabilisce un precedente cruciale, riconoscendo che privare una nazione di beni essenziali come carburante e medicine costituisce una violazione dei diritti umani e della Carta delle Nazioni Unite.
Sommario ⬆️
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⏹️ Mentre il mondo assiste con crescente preoccupazione all’ennesima escalation militare in Medio Oriente, con nuovi attacchi che alimentano il confronto con l’Iran e avvicinano il pianeta a un punto di non ritorno, dall'ONU arriva un segnale che va in direzione opposta.
🔹️ È un segnale politico, morale e culturale che riguarda Cuba, ma che parla all’intera comunità internazionale. L’approvazione di una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU che condanna il blocco petrolifero imposto contro l’isola rappresenta molto più di un atto diplomatico.
🔹️ È la certificazione del fallimento di una strategia imperiale fondata sulla coercizione economica, sull’embargo permanente e sulla convinzione che sia possibile piegare un popolo attraverso la fame, la scarsità di energia e l’isolamento internazionale.
🔹️ Da decenni Washington tenta di strangolare Cuba. Cambiano le amministrazioni, ma non cambia la logica dell’imperialismo statunitense: guerre, sanzioni, blocchi economici, ricatti finanziari e misure extraterritoriali che violano il diritto internazionale e pretendono di imporre al mondo intero la legge del più forte.
🔹️ Oggi questa stessa logica si riproduce contro numerosi Paesi, dall’Iran al Venezuela, dalla Siria ad altre nazioni che rivendicano il diritto di scegliere autonomamente il proprio modello di sviluppo.
🔹️ L’attacco permanente contro Cuba si inserisce proprio in questa visione del mondo. Un ordine internazionale nel quale pochi pretendono di decidere il destino di tutti, utilizzando il dollaro come arma, le sanzioni come strumento di guerra e la propaganda come mezzo di legittimazione.
Continua ⤵️
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⏹️ Mentre il mondo assiste con crescente preoccupazione all’ennesima escalation militare in Medio Oriente, con nuovi attacchi che alimentano il confronto con l’Iran e avvicinano il pianeta a un punto di non ritorno, dall'ONU arriva un segnale che va in direzione opposta.
🔹️ È un segnale politico, morale e culturale che riguarda Cuba, ma che parla all’intera comunità internazionale. L’approvazione di una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU che condanna il blocco petrolifero imposto contro l’isola rappresenta molto più di un atto diplomatico.
🔹️ È la certificazione del fallimento di una strategia imperiale fondata sulla coercizione economica, sull’embargo permanente e sulla convinzione che sia possibile piegare un popolo attraverso la fame, la scarsità di energia e l’isolamento internazionale.
🔹️ Da decenni Washington tenta di strangolare Cuba. Cambiano le amministrazioni, ma non cambia la logica dell’imperialismo statunitense: guerre, sanzioni, blocchi economici, ricatti finanziari e misure extraterritoriali che violano il diritto internazionale e pretendono di imporre al mondo intero la legge del più forte.
🔹️ Oggi questa stessa logica si riproduce contro numerosi Paesi, dall’Iran al Venezuela, dalla Siria ad altre nazioni che rivendicano il diritto di scegliere autonomamente il proprio modello di sviluppo.
🔹️ L’attacco permanente contro Cuba si inserisce proprio in questa visione del mondo. Un ordine internazionale nel quale pochi pretendono di decidere il destino di tutti, utilizzando il dollaro come arma, le sanzioni come strumento di guerra e la propaganda come mezzo di legittimazione.
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LA RISOLUZIONE ONU PER SALVARE CUBA. L'UMANITÀ A UN BIVIO: IL FALLIMENTO DELL'IMPERIALISMO E LA LEZIONE DI UN POPOLO EROICO
⏹️ Mentre il mondo assiste con crescente preoccupazione all’ennesima escalation militare in Medio Oriente, con nuovi attacchi che alimentano il confronto con l’Iran e avvicinano il pianeta a un punto di non ritorno, dall'ONU arriva un segnale che va in direzione…
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