Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ IL RUBINETTO DI RABAT❗️
Pino Cabras
❗️#NDR 》Pino Cabras riporta le informazioni, numeri dettati dai media del governo Sánchez, che ha tutte le istituzioni sotto un controllo dittatoriale. Vogliamo credere ai numeri fasulli che lui dà ai media? Vogliamo credere ad un politico che dal fratello, alla moglie fino ai più stretti collaboratori sono in prigione ed altri che forse andranno? Un politico che secondo varie indagini è il "capobanda", di varie "losche trame" dove è coinvolto direttamente oppure il suo miglior amico - l'ex premier Zapatero - che a sua volta è coinvolto in varie indagini di traffici illeciti internazionali (petrolio, diamanti ecc.)??.
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🔴 L'articolo descrive la crisi migratoria a Ceuta del 1° agosto 2026, con 50.000 attraversamenti e 48.000 rientri in 24 ore, come una strategia deliberata del Marocco che usa la pressione migratoria come un "rubinetto" diplomatico. L'autore sostiene che Rabat stia sfruttando la situazione per contrattare sulla questione del Sahara Occidentale e delle enclave spagnole, paragonando la mossa alla tattica di Erdoğan in Turchia. Smentendo le narrazioni politiche interne spagnole, il testo evidenzia come il 90% degli irregolari provenga dal Sudamerica e come la crisi sia legata a complesse dinamiche internazionali, tra cui le tensioni con l'Algeria, i rapporti con Israele e le posizioni di Madrid su Palestina e Iran.
Sommario ⬆️
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⏹️ Cinquantamila persone attraversano il confine e quarantottomila rientrano in ventiquattr'ore: non è un'invasione, è una manopola che Rabat apre e chiude per contrattare Sahara ed enclavi.
🔘 Usare le bombe demografiche della pressione migratoria come un rubinetto che si apre e si chiude a volontà in base a cinici calcoli nelle relazioni internazionali non è una novità emersa a Ceuta in queste ore.
🔘 Pensate all’intramontabile Erdoğan: aveva ereditato dalle guerre mediorientali degli ultimi decenni (cui l’Occidente ha partecipato attivamente) enormi masse di profughi in territorio turco e siriano, milioni di persone trattenute in immensi campi che si riempivano come bacini retti da una diga.
🔘 Se decideva di aprire il rubinetto dello sbarramento, Erdoğan riversava verso l’Europa ondate di centinaia di migliaia di migranti che rendevano quasi ingestibili i confini e minacciavano impatti fuori controllo sulla vita civile di centinaia di città del Vecchio Continente.
🔘 Gli europei ripassarono il concetto di pizzo, tangente e racket coprendo Ankara di miliardi di euro per richiudere il rubinetto per tanti anni. E lo chiuse. Per il momento, finché paghiamo il pizzo.
🔘 Ma le rotte in mano alle mafie schiaviste e ai loro complici sono tante, da più quadranti, lungo varie direttrici del Nord Africa. Anche qui certi capi di Stato sanno quando aprire i rubinetti per ottenere dividendi dalla marea umana da loro manovrata.
🔘 Le prime ondate sono cominciate nelle ore precedenti il discorso del Trono di Mohammed VI, ventisettesimo anniversario della sua ascesa, discorso in cui il monarca indicava il Marocco come esempio di stabilità. Una coincidenza che nessuno a Rabat considera tale.
🔘 Jupol, il sindacato maggioritario della polizia nazionale spagnola, parla senza giri di parole di una pressione propria di una guerra ibrida, denunciando che il Marocco ha di fatto revocato il veto alle partenze verso Ceuta.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
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Pino Cabras
❗️#NDR 》Pino Cabras riporta le informazioni, numeri dettati dai media del governo Sánchez, che ha tutte le istituzioni sotto un controllo dittatoriale. Vogliamo credere ai numeri fasulli che lui dà ai media? Vogliamo credere ad un politico che dal fratello, alla moglie fino ai più stretti collaboratori sono in prigione ed altri che forse andranno? Un politico che secondo varie indagini è il "capobanda", di varie "losche trame" dove è coinvolto direttamente oppure il suo miglior amico - l'ex premier Zapatero - che a sua volta è coinvolto in varie indagini di traffici illeciti internazionali (petrolio, diamanti ecc.)??.
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🔴 L'articolo descrive la crisi migratoria a Ceuta del 1° agosto 2026, con 50.000 attraversamenti e 48.000 rientri in 24 ore, come una strategia deliberata del Marocco che usa la pressione migratoria come un "rubinetto" diplomatico. L'autore sostiene che Rabat stia sfruttando la situazione per contrattare sulla questione del Sahara Occidentale e delle enclave spagnole, paragonando la mossa alla tattica di Erdoğan in Turchia. Smentendo le narrazioni politiche interne spagnole, il testo evidenzia come il 90% degli irregolari provenga dal Sudamerica e come la crisi sia legata a complesse dinamiche internazionali, tra cui le tensioni con l'Algeria, i rapporti con Israele e le posizioni di Madrid su Palestina e Iran.
Sommario ⬆️
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⏹️ Cinquantamila persone attraversano il confine e quarantottomila rientrano in ventiquattr'ore: non è un'invasione, è una manopola che Rabat apre e chiude per contrattare Sahara ed enclavi.
🔘 Usare le bombe demografiche della pressione migratoria come un rubinetto che si apre e si chiude a volontà in base a cinici calcoli nelle relazioni internazionali non è una novità emersa a Ceuta in queste ore.
🔘 Pensate all’intramontabile Erdoğan: aveva ereditato dalle guerre mediorientali degli ultimi decenni (cui l’Occidente ha partecipato attivamente) enormi masse di profughi in territorio turco e siriano, milioni di persone trattenute in immensi campi che si riempivano come bacini retti da una diga.
🔘 Se decideva di aprire il rubinetto dello sbarramento, Erdoğan riversava verso l’Europa ondate di centinaia di migliaia di migranti che rendevano quasi ingestibili i confini e minacciavano impatti fuori controllo sulla vita civile di centinaia di città del Vecchio Continente.
🔘 Gli europei ripassarono il concetto di pizzo, tangente e racket coprendo Ankara di miliardi di euro per richiudere il rubinetto per tanti anni. E lo chiuse. Per il momento, finché paghiamo il pizzo.
🔘 Ma le rotte in mano alle mafie schiaviste e ai loro complici sono tante, da più quadranti, lungo varie direttrici del Nord Africa. Anche qui certi capi di Stato sanno quando aprire i rubinetti per ottenere dividendi dalla marea umana da loro manovrata.
🔘 Le prime ondate sono cominciate nelle ore precedenti il discorso del Trono di Mohammed VI, ventisettesimo anniversario della sua ascesa, discorso in cui il monarca indicava il Marocco come esempio di stabilità. Una coincidenza che nessuno a Rabat considera tale.
🔘 Jupol, il sindacato maggioritario della polizia nazionale spagnola, parla senza giri di parole di una pressione propria di una guerra ibrida, denunciando che il Marocco ha di fatto revocato il veto alle partenze verso Ceuta.
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IL RUBINETTO DI RABAT
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⚠️ L'INFERA EBBREZZA DELLA TANATHOS❗️
Attentato al gay pride di Berlino:
un morto e sedici feriti!
È Tanathos,
Tanathos di evidente matrice islamica!
Ma voci liberal dicono di sperare che l'attentatore sia Bianco e Cristiano!
Ed è ancora Tanathos: Tanathos gender!
È la medesima pulsione di morte,
che unisce, ideologicamente, i più infimi fra i goiym all'israele Profonda!
La stessa Tanathos,
radicata nell'ebbrezza del Golgota
e nell'odio per la Cristianità!
Il Barone Rosso
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un morto e sedici feriti!
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Tanathos di evidente matrice islamica!
Ma voci liberal dicono di sperare che l'attentatore sia Bianco e Cristiano!
Ed è ancora Tanathos: Tanathos gender!
È la medesima pulsione di morte,
che unisce, ideologicamente, i più infimi fra i goiym all'israele Profonda!
La stessa Tanathos,
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e nell'odio per la Cristianità!
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⚠️ POLITICHE ENERGETICHE, CATASTROFISMO CLIMATICO E MODELLO SOCIALE❗️
Leonardo Mazzei
🔴 Prezzi energetici e impotenza politica: L'articolo critica la timida risposta del governo alla crisi dei carburanti, attribuendo l'aumento dei prezzi a un mix di guerra, geopolitica e speculazione finanziaria, piuttosto che a reali carenze di approvvigionamento.
Soluzioni e denuncia del "catastrofismo": L'autore, Leonardo Mazzei, sostiene che le proposte di nucleare o esplorazione locale siano marginali o illusorie e accusa l'establishment e i media di utilizzare un "catastrofismo climatico" per giustificare una transizione inefficace e la financiarizzazione dell'energia. Invoca invece una nazionalizzazione del settore, la chiusura della borsa elettrica e un approccio pragmatico che riduca le sanzioni a Russia e Iran, evidenziando anche il rischio di un picco nei consumi elettrici dovuto all'espansione dell'IA e dei data center.
Sommario ⬆️
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⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli.
🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema per l’Italia non sarebbe stato quello degli approvvigionamenti, bensì piuttosto quello dei prezzi. Una previsione, basata anche sui precedenti storici degli ultimi cinquant’anni, che si va sostanzialmente materializzando.
🔸️ Quella che ci mostra il momento attuale è l’impotenza dei decisori politici, complici e schiavi della scelta guerrafondaia dell’Occidente da un lato, così come degli interessi speculativi della finanza e delle grandi compagnie energetiche dall’altro.
🔸️ Guerra e speculazione sono infatti due lati della stessa medaglia. Senza la guerra non avremmo le strozzature che “giustificano” la speculazione.
🔸️ Senza speculazione, cioè in un mondo depurato dalla finanza, la questione dei prezzi energetici sarebbe assai meno grave. Ma, sfortunatamente, abbiamo sia la guerra che la speculazione, ed il risultato è piuttosto evidente.
🔸️ Come reagisce il mondo della politica a questa situazione? Del governo abbiamo già detto, della finta opposizione, vista la sua inconsistenza, possiamo anche tacere.
🔸️ Parlano invece gli espertoni dei giornaloni, per dirci che siamo stati imprevidenti, che bisognava accelerare sulle rinnovabili, magari anche sul nucleare, mentre intanto si potrebbe estrarre qualche goccia di petrolio in più in Basilicata, o qualche spiffero di metano dall’Adriatico.
🔸️ Al di là della nostra opposizione alla corsa forsennata e senza vincoli alle rinnovabili, per non parlare di quella alla follia nuclearista, i discorsi che si sentono sono una roba da ubriachi fradici. da bugiardi matricolati. Tutti sanno, ma fingono di non sapere.
Continua ⤵️
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🔴 Prezzi energetici e impotenza politica: L'articolo critica la timida risposta del governo alla crisi dei carburanti, attribuendo l'aumento dei prezzi a un mix di guerra, geopolitica e speculazione finanziaria, piuttosto che a reali carenze di approvvigionamento.
Soluzioni e denuncia del "catastrofismo": L'autore, Leonardo Mazzei, sostiene che le proposte di nucleare o esplorazione locale siano marginali o illusorie e accusa l'establishment e i media di utilizzare un "catastrofismo climatico" per giustificare una transizione inefficace e la financiarizzazione dell'energia. Invoca invece una nazionalizzazione del settore, la chiusura della borsa elettrica e un approccio pragmatico che riduca le sanzioni a Russia e Iran, evidenziando anche il rischio di un picco nei consumi elettrici dovuto all'espansione dell'IA e dei data center.
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⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli.
🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema per l’Italia non sarebbe stato quello degli approvvigionamenti, bensì piuttosto quello dei prezzi. Una previsione, basata anche sui precedenti storici degli ultimi cinquant’anni, che si va sostanzialmente materializzando.
🔸️ Quella che ci mostra il momento attuale è l’impotenza dei decisori politici, complici e schiavi della scelta guerrafondaia dell’Occidente da un lato, così come degli interessi speculativi della finanza e delle grandi compagnie energetiche dall’altro.
🔸️ Guerra e speculazione sono infatti due lati della stessa medaglia. Senza la guerra non avremmo le strozzature che “giustificano” la speculazione.
🔸️ Senza speculazione, cioè in un mondo depurato dalla finanza, la questione dei prezzi energetici sarebbe assai meno grave. Ma, sfortunatamente, abbiamo sia la guerra che la speculazione, ed il risultato è piuttosto evidente.
🔸️ Come reagisce il mondo della politica a questa situazione? Del governo abbiamo già detto, della finta opposizione, vista la sua inconsistenza, possiamo anche tacere.
🔸️ Parlano invece gli espertoni dei giornaloni, per dirci che siamo stati imprevidenti, che bisognava accelerare sulle rinnovabili, magari anche sul nucleare, mentre intanto si potrebbe estrarre qualche goccia di petrolio in più in Basilicata, o qualche spiffero di metano dall’Adriatico.
🔸️ Al di là della nostra opposizione alla corsa forsennata e senza vincoli alle rinnovabili, per non parlare di quella alla follia nuclearista, i discorsi che si sentono sono una roba da ubriachi fradici. da bugiardi matricolati. Tutti sanno, ma fingono di non sapere.
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POLITICHE ENERGETICHE, CATASTROFISMO CLIMATICO E MODELLO SOCIALE
⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli. 🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema…
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⚠️ E SE PARLASSIMO DELLA TAV, ANZICHÉ DELLE MANIFESTAZIONI❓️
Andrea Legni
🔴 L'articolo critica la gestione mediatica e politica delle proteste contro la TAV Torino-Lione, accusando l'establishment di focalizzarsi sulla violenza dei manifestanti invece di dibattere sulla reale necessità dell'opera. Viene evidenziato come i traffici merci previsti negli studi dal 1991 al 2012 siano costantemente diminuiti invece di esplodere, smentendo l'urgenza dichiarata per un'opera da 11 miliardi di euro che non è mai stata avviata nonostante decenni di ritardi. L'autore sostiene che il "partito unico del cemento" imponga la realizzazione della TAV a tutti i costi, spingendo per un dibattito basato sui dati reali del traffico piuttosto che sulla retorica dei "violenti".
Sommario ⬆️
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⏹️ Da oltre trent’anni i cittadini della Val di Susa manifestano contro la TAV. Da oltre trent’anni i media si accorgono di loro solo se fanno casino.
🔹️ Se manifestano pacificamente sono fantasmi: possono essere in centomila ma nessuno ne parla. Se provano a sabotare i cantieri ecco che la politica e i media mainstream si scatenano tuonando in coro che sono un branco di violenti, black bloc e terroristi.
🔹️ Un circo sempre uguale a sé stesso, messo in scena da tre decenni con un unico obiettivo: non parlare mai del merito della questione, ma dividere il pubblico in tifoserie. Tra chi sta “con lo Stato” e chi “con i violenti”.
🔹️ Il tutto rigorosamente
senza porsi l’unica domanda che conta: è realmente necessario devastare una valle, passare sopra al volere dei suoi abitanti e spendere 11 miliardi di euro pubblici (che in Italia diventano sempre il doppio) per costruire un nuovo tunnel ferroviario?
🔹️ Quella della TAV Torino - Lione è una storia paradossale anche per un Paese assurdo come l’Italia. L’unico caso di infrastruttura definita urgente e indifferibile da più di trent’anni, talmente urgente che ancora non ne hanno scavato un metro.
🔹️ Era il 15 ottobre del 1991 quando il quotidiano della borghesia torinese, La Stampa, pubblicava un articolo nel quale certificava che entro il 1997 l’attuale linea ferroviaria sarebbe diventata insufficiente.
🔹️ Piccolo inciso: forse non tutti sanno che una linea ferroviaria tra Torino e Lione già esiste, è perfettamente funzionante, ed è stata anche ammodernata nel 2011.
Continua ⤵️
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⏹️ Da oltre trent’anni i cittadini della Val di Susa manifestano contro la TAV. Da oltre trent’anni i media si accorgono di loro solo se fanno casino.
🔹️ Se manifestano pacificamente sono fantasmi: possono essere in centomila ma nessuno ne parla. Se provano a sabotare i cantieri ecco che la politica e i media mainstream si scatenano tuonando in coro che sono un branco di violenti, black bloc e terroristi.
🔹️ Un circo sempre uguale a sé stesso, messo in scena da tre decenni con un unico obiettivo: non parlare mai del merito della questione, ma dividere il pubblico in tifoserie. Tra chi sta “con lo Stato” e chi “con i violenti”.
🔹️ Il tutto rigorosamente
senza porsi l’unica domanda che conta: è realmente necessario devastare una valle, passare sopra al volere dei suoi abitanti e spendere 11 miliardi di euro pubblici (che in Italia diventano sempre il doppio) per costruire un nuovo tunnel ferroviario?
🔹️ Quella della TAV Torino - Lione è una storia paradossale anche per un Paese assurdo come l’Italia. L’unico caso di infrastruttura definita urgente e indifferibile da più di trent’anni, talmente urgente che ancora non ne hanno scavato un metro.
🔹️ Era il 15 ottobre del 1991 quando il quotidiano della borghesia torinese, La Stampa, pubblicava un articolo nel quale certificava che entro il 1997 l’attuale linea ferroviaria sarebbe diventata insufficiente.
🔹️ Piccolo inciso: forse non tutti sanno che una linea ferroviaria tra Torino e Lione già esiste, è perfettamente funzionante, ed è stata anche ammodernata nel 2011.
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E SE PARLASSIMO DELLA TAV, ANZICHÉ DELLE MANIFESTAZIONI?
⏹️ Da oltre trent’anni i cittadini della Val di Susa manifestano contro la TAV. Da oltre trent’anni i media si accorgono di loro solo se fanno casino. 🔹️ Se manifestano pacificamente sono fantasmi: possono essere in centomila ma nessuno ne parla. Se provano…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ CORTOCIRCUITO ARCOBALENO❗️
Per anni ci è stato detto: siete dei complottisti, i fenomeni migratori sono processi storici totalmente naturali; non esiste nessun piano non esiste nessuna strategia per destabilizzare l'Europa, fascisti che non siete altro!
Adesso quella stessa gente, gli intellettuali de sinistra, ci vengono a spiegare che Israele ed USA in combutta col Marocco hanno deciso di fare un dispetto all'anti sionista ed anti trumpista Sanchez....
Noi siamo perfettamente d'accordo, ed anzi, sposiamo questa tesi, però una cosa a 'sti cari amici dobbiamo proprio chiedergliela:
Ma quindi ce state a dì che esistono le guerre ibride? Cioè praticamente qualcheduno che c'ha un bel pò de potere potrebbe scatena un'invasione de migranti per i suoi interessi?
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Per anni ci è stato detto: siete dei complottisti, i fenomeni migratori sono processi storici totalmente naturali; non esiste nessun piano non esiste nessuna strategia per destabilizzare l'Europa, fascisti che non siete altro!
Adesso quella stessa gente, gli intellettuali de sinistra, ci vengono a spiegare che Israele ed USA in combutta col Marocco hanno deciso di fare un dispetto all'anti sionista ed anti trumpista Sanchez....
Noi siamo perfettamente d'accordo, ed anzi, sposiamo questa tesi, però una cosa a 'sti cari amici dobbiamo proprio chiedergliela:
Ma quindi ce state a dì che esistono le guerre ibride? Cioè praticamente qualcheduno che c'ha un bel pò de potere potrebbe scatena un'invasione de migranti per i suoi interessi?
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⚠️ IL MONDIALE IN VENDITA: L'ASSE INFANTINO-KUSHNER E LA TRASFORMAZIONE DELLA FIFA IN MERCHANT BANK❗️
Giovanni Cardarello
❗️#NDR 》Nel frattempo tutto il mondo calcistico mondiale (asiatico & Sudamericano) si sono totalmente opposti all'obiettivo di Infantino & Kushner. Anche in questo caso notiamo che dove ci sono gli americani (finanza & Co.) c'è solo del marcio❗️
🔴 La FIFA, guidata da Gianni Infantino, pianifica in segreto di trasformarsi in una merchant bank creando la "FIFA Forward Enterprise" per vendere quote di minoranza del Mondiale a investitori privati, con l'obiettivo di raccogliere tra 4,2 e 10 miliardi di dollari. Per neutralizzare le opposizioni delle federazioni, è previsto un piano di redistribuzione finanziaria che assegnerà fino a 24 milioni di dollari annuali a ciascuna.
Il progetto, facilitato dall'influenza politica e finanziaria della famiglia Kushner (con Jared e Joshua in ruoli chiave), mira a massimizzare i profitti attraverso l'allargamento del torneo, la riproposizione biennale e l'adattamento a modelli di intrattenimento statunitensi. Tale svolta neoliberista ha già scatenato la ferma opposizione dell'UEFA, che denuncia la commercializzazione dell'anima del calcio.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il fischio finale del Mondiale extralarge nordamericano è risuonato da appena un paio di settimane, ma la partita più importante per il futuro del calcio si sta giocando ora, lontana dai campi verdi e all'interno dei grattacieli della finanza globale.
🔘 Le recenti indiscrezioni lanciate da The Times e Financial Times squarciano il velo sulle ambizioni di Gianni Infantino: vendere quote del Mondiale di calcio a investitori privati.
🔘 Dietro la retorica del "calcio per i popoli" e le lamentele contro gli hater, si delinea un progetto neoliberista senza precedenti. La FIFA non è più solo l'organo di governo del calcio globale, ma sta mutando geneticamente in una vera e propria merchant bank.
🔘 Il piano, emerso in totale segretezza e all'insaputa delle 211 federazioni azioniste, prevede lo spacchettamento del prodotto "Mondiale". L'obiettivo è creare una nuova società controllata, la FIFA Forward Enterprise (FFE), in cui far confluire tutte le attività commerciali e di gestione degli eventi.
🔘 Se da un lato la FIFA garantisce che manterrà il controllo sulla governance e sul calendario sportivo, dall'altro apre le porte a banche d'affari come JP Morgan e fondi d'investimento privati per l'acquisizione di quote di minoranza.
🔘 Una manovra finanziaria da cui Zurigo punta a raccogliere tra i 4,2 e i 10 miliardi di dollari. Per oliare i meccanismi ed evitare barricate interne, Infantino ha ideato una vera e propria pioggia di milioni da redistribuire a pioggia.
🔘 Ogni federazione nazionale riceverebbe un fondo eccezionale di 20 milioni di dollari già nel quadriennio 2027-2030, una cifra che salirebbe gradualmente a 22 milioni per il periodo 2031-2034, fino a raggiungere i 24 milioni di dollari nel quadriennio 2035-2038.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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❗️#NDR 》Nel frattempo tutto il mondo calcistico mondiale (asiatico & Sudamericano) si sono totalmente opposti all'obiettivo di Infantino & Kushner. Anche in questo caso notiamo che dove ci sono gli americani (finanza & Co.) c'è solo del marcio❗️
🔴 La FIFA, guidata da Gianni Infantino, pianifica in segreto di trasformarsi in una merchant bank creando la "FIFA Forward Enterprise" per vendere quote di minoranza del Mondiale a investitori privati, con l'obiettivo di raccogliere tra 4,2 e 10 miliardi di dollari. Per neutralizzare le opposizioni delle federazioni, è previsto un piano di redistribuzione finanziaria che assegnerà fino a 24 milioni di dollari annuali a ciascuna.
Il progetto, facilitato dall'influenza politica e finanziaria della famiglia Kushner (con Jared e Joshua in ruoli chiave), mira a massimizzare i profitti attraverso l'allargamento del torneo, la riproposizione biennale e l'adattamento a modelli di intrattenimento statunitensi. Tale svolta neoliberista ha già scatenato la ferma opposizione dell'UEFA, che denuncia la commercializzazione dell'anima del calcio.
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⏹️ Il fischio finale del Mondiale extralarge nordamericano è risuonato da appena un paio di settimane, ma la partita più importante per il futuro del calcio si sta giocando ora, lontana dai campi verdi e all'interno dei grattacieli della finanza globale.
🔘 Le recenti indiscrezioni lanciate da The Times e Financial Times squarciano il velo sulle ambizioni di Gianni Infantino: vendere quote del Mondiale di calcio a investitori privati.
🔘 Dietro la retorica del "calcio per i popoli" e le lamentele contro gli hater, si delinea un progetto neoliberista senza precedenti. La FIFA non è più solo l'organo di governo del calcio globale, ma sta mutando geneticamente in una vera e propria merchant bank.
🔘 Il piano, emerso in totale segretezza e all'insaputa delle 211 federazioni azioniste, prevede lo spacchettamento del prodotto "Mondiale". L'obiettivo è creare una nuova società controllata, la FIFA Forward Enterprise (FFE), in cui far confluire tutte le attività commerciali e di gestione degli eventi.
🔘 Se da un lato la FIFA garantisce che manterrà il controllo sulla governance e sul calendario sportivo, dall'altro apre le porte a banche d'affari come JP Morgan e fondi d'investimento privati per l'acquisizione di quote di minoranza.
🔘 Una manovra finanziaria da cui Zurigo punta a raccogliere tra i 4,2 e i 10 miliardi di dollari. Per oliare i meccanismi ed evitare barricate interne, Infantino ha ideato una vera e propria pioggia di milioni da redistribuire a pioggia.
🔘 Ogni federazione nazionale riceverebbe un fondo eccezionale di 20 milioni di dollari già nel quadriennio 2027-2030, una cifra che salirebbe gradualmente a 22 milioni per il periodo 2031-2034, fino a raggiungere i 24 milioni di dollari nel quadriennio 2035-2038.
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⏹️ Il fischio finale del Mondiale extralarge nordamericano è risuonato da appena un paio di settimane, ma la partita più importante per il futuro del calcio si sta giocando ora, lontana dai campi verdi e all'interno dei grattacieli della finanza globale.…
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⚠️ DICIAMO NO ALLA GUERRA, MA ABBIAMO IMPARATO A PENSARLA COME INEVITABILE
Ferdinando Pastore
🔴 Sebbene gli italiani siano prevalentemente contro la guerra, la accettano come un destino inesorabile, paragonabile alle crisi economiche e alla precarietà. Questo fatalismo deriva dall'ideologia neoliberale, che ha insegnato a percepire la distruzione come un dato naturale e a interiorizzare la logica competitiva aziendale, eliminando le soluzioni politiche. La guerra diventa così l'inevitabile conseguenza della razionalità manageriale, dove l'efficienza sostituisce la diplomazia e la concorrenza trasforma la società in un campo di vincitori e vinti.
Sommario ⬆️
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⏹️ È vero, gli italiani sono in grandissima parte contro la guerra. Esprimono questa volontà con assoluta convinzione, forse ancora troppo poco rappresentata a livello politico.
🔸️ L’orrore per la distruzione portata dai conflitti è di certo argomentazione razionale portata da una lucida consapevolezza emotiva di fronte alle immagini delle macerie, della disperazione dei profughi, dell’apparizione mastodontica della morte.
🔸️ Però, nonostante questa conoscenza minuziosa della distruzione, la guerra appare oggi come scelta non indicibile. Una prospettiva accettata in termini di destino inesorabile, al pari delle crisi economiche, dell’austerità, della precarietà esistenziale.
🔸️ L’accettazione inerme di un futuro così oscuro, così distruttivo non ha a che fare solo con una visione fatalista dell’evoluzione umana.
🔸️ Difatti, l’ideologia neoliberale, per essere accettata come buon senso comune, ha dovuto immaginare una letteratura in cui le crisi economiche fossero ridotte a elementi naturali della vita associata, spogliandole di soluzioni politiche.
🔸️ Nell’accettazione passiva della futura guerra vi è un passaggio in più, che ha a che fare con la missione pedagogica del neoliberalismo nei confronti dell’individuo. Nessuno pone mai l’accento su uno dei pilastri ideologici del neoliberalismo: la fabbricazione del soggetto imprenditoriale.
🔸️ L’idea che il soggetto, per calarsi nella dinamica produttiva, dovesse aspirare continuamente al benessere personale e al massimo godimento, ha rappresentato il chiavistello perché la contrazione dei diritti sociali in ragione della massimizzazione dei profitti, fosse accettata anche dalle classi subalterne.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Ferdinando Pastore
🔴 Sebbene gli italiani siano prevalentemente contro la guerra, la accettano come un destino inesorabile, paragonabile alle crisi economiche e alla precarietà. Questo fatalismo deriva dall'ideologia neoliberale, che ha insegnato a percepire la distruzione come un dato naturale e a interiorizzare la logica competitiva aziendale, eliminando le soluzioni politiche. La guerra diventa così l'inevitabile conseguenza della razionalità manageriale, dove l'efficienza sostituisce la diplomazia e la concorrenza trasforma la società in un campo di vincitori e vinti.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ È vero, gli italiani sono in grandissima parte contro la guerra. Esprimono questa volontà con assoluta convinzione, forse ancora troppo poco rappresentata a livello politico.
🔸️ L’orrore per la distruzione portata dai conflitti è di certo argomentazione razionale portata da una lucida consapevolezza emotiva di fronte alle immagini delle macerie, della disperazione dei profughi, dell’apparizione mastodontica della morte.
🔸️ Però, nonostante questa conoscenza minuziosa della distruzione, la guerra appare oggi come scelta non indicibile. Una prospettiva accettata in termini di destino inesorabile, al pari delle crisi economiche, dell’austerità, della precarietà esistenziale.
🔸️ L’accettazione inerme di un futuro così oscuro, così distruttivo non ha a che fare solo con una visione fatalista dell’evoluzione umana.
🔸️ Difatti, l’ideologia neoliberale, per essere accettata come buon senso comune, ha dovuto immaginare una letteratura in cui le crisi economiche fossero ridotte a elementi naturali della vita associata, spogliandole di soluzioni politiche.
🔸️ Nell’accettazione passiva della futura guerra vi è un passaggio in più, che ha a che fare con la missione pedagogica del neoliberalismo nei confronti dell’individuo. Nessuno pone mai l’accento su uno dei pilastri ideologici del neoliberalismo: la fabbricazione del soggetto imprenditoriale.
🔸️ L’idea che il soggetto, per calarsi nella dinamica produttiva, dovesse aspirare continuamente al benessere personale e al massimo godimento, ha rappresentato il chiavistello perché la contrazione dei diritti sociali in ragione della massimizzazione dei profitti, fosse accettata anche dalle classi subalterne.
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Telegraph
DICIAMO NO ALLA GUERRA, MA ABBIAMO IMPARATO A PENSARLA COME INEVITABILE
⏹️ È vero, gli italiani sono in grandissima parte contro la guerra. Esprimono questa volontà con assoluta convinzione, forse ancora troppo poco rappresentata a livello politico. 🔸️ L’orrore per la distruzione portata dai conflitti è di certo argomentazione…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ QUINTO MESE❗️
V mese di gravidanza!
Nasciture e nascituri, a cinque mesi dalla fecondazione, sono lunghi circa 27 cm
e pesano 500 gr.
Il loro cuore batte dalla fine della terza settimana (secondo studi più recenti, dall'inizio della terza settimana)!
Sono umani
e ammirabili,
ammirabili agli occhi dei genitori
e del medico
e della medica, termine risalente alla Medicina medievale!
Poi arrivano i fondi del NIAID, gestito da Antony Fauci (l'onnipotente "ipse dixit" (1) dell'emergenza COVID-19)
e qualcuno abiura dall'essere genitore,
e donna,
e uomo,
e getta la figlia (il figlio) nelle mani di squallidi carnefici
che lo fanno "nascere" (al termine del V mese di gestazione) per scotennarlo
e trapiantare la sua cute
sul dorso di un topo,
con il fine di studiare la risposta immunitaria dell'ospite sul trapianto!
Ma questa è Tanathos,
non Medicina!
È crimine da baracca-laboratorio di Auschwitz!
Nota
1) Contrariamente a quanto viene propagandato da una meschina vulgata,
l'Ipse dixit fu considerato dai grandi filosofi medievali, fra i quali ricordo
Severino Boezio (Beato) e Tommaso d'Aquino (Santo),
la più infima fra le argomentazioni!
Il Barone Rosso
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V mese di gravidanza!
Nasciture e nascituri, a cinque mesi dalla fecondazione, sono lunghi circa 27 cm
e pesano 500 gr.
Il loro cuore batte dalla fine della terza settimana (secondo studi più recenti, dall'inizio della terza settimana)!
Sono umani
e ammirabili,
ammirabili agli occhi dei genitori
e del medico
e della medica, termine risalente alla Medicina medievale!
Poi arrivano i fondi del NIAID, gestito da Antony Fauci (l'onnipotente "ipse dixit" (1) dell'emergenza COVID-19)
e qualcuno abiura dall'essere genitore,
e donna,
e uomo,
e getta la figlia (il figlio) nelle mani di squallidi carnefici
che lo fanno "nascere" (al termine del V mese di gestazione) per scotennarlo
e trapiantare la sua cute
sul dorso di un topo,
con il fine di studiare la risposta immunitaria dell'ospite sul trapianto!
Ma questa è Tanathos,
non Medicina!
È crimine da baracca-laboratorio di Auschwitz!
Nota
1) Contrariamente a quanto viene propagandato da una meschina vulgata,
l'Ipse dixit fu considerato dai grandi filosofi medievali, fra i quali ricordo
Severino Boezio (Beato) e Tommaso d'Aquino (Santo),
la più infima fra le argomentazioni!
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ SE LE CRISI AMBIENTALI FANNO BUSINESS PERCHÉ LIMITARLE❓️
Paolo Scagliarini
🔴 L'articolo analizza la gestione delle crisi ambientali in Italia, citando Marco Bussone (Presidente PEFC Italia) per denunciare come le Regioni ignorino la pianificazione forestale sostenibile nonostante l'ampia disponibilità di risorse boschive. Le amministrazioni locali preferiscono acquistare mezzi e droni per gestire le emergenze piuttosto che investire in prevenzione e gestione attiva, lasciando milioni di ettari di bosco in abbandono. Il testo pone quindi la domanda provocatoria su quanto l'inerenza nel contrastare la crisi climatica e gli incendi possa essere funzionale a determinati interessi economici che si avvantaggiano dello status quo.
Sommario ⬆️
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⏹️ In altra parte di questo giornale ci siamo interessati dell’incendio scoppiato di recente nel Parco dell’Alta Murgia invitando le autorità competenti ad intervenire per accertare eventuali responsabilità omissive.
🔸️ Sullo stesso argomento, nel pieno di questa estate, è intervenuto anche Marco Bussone, Presidente PEFC Italia, AIEL e Uncem.
🔸️Bussone: “Leggo di Regioni in un comunicato stampa, che vogliono incentivare nuovi droni per mappare rischi di incendi boschivi, chi vuole assumere nuovo personale per lo spegnimento, chi vuole comprare mezzi, chi si arrabbia con il sistema di gestione delle emergenze.
🔸️ È però strano che il Paese Italia, con tanti livelli istituzionali ed esponenti politici, si accorga di essere un Paese forestale con 12 milioni di ettari di bosco, solo quando scoppiano gli incendi, ci sono evacuati, si cercano i piromani con i gatti incendiari.
🔸️ Tutto fa molto colpo, notizia. È grave, certo. Eppure la gestione forestale sostenibile, la pianificazione forestale, la certificazione non sappiamo cosa siano.
🔸️ Abbiamo solo 2 milioni di ettari pianificati, manco tutti gestiti. Non abbiamo traccia, sono spariti dai radar 10 milioni di ettari di Italia, dei quali ci accorgiamo se e quando bruciano o o franano, o implodono, o crollano sotto tornado 150km di velocità.
🔸️ Pazzesco. Abbiamo la migliore legge forestale nazionale, la migliore strategia forestale d’Europa, ma poi le Regioni, non adeguando la legislazione regionale vecchissima, spendono poco o niente in pianificazione forestale.
🔸️ Sul bosco tutti sappiamo pochissimo. E così anche per questo brucia. Bruciano le idee della contemplazione e dello sguardo dall’alto che vorrebbe, erroneamente, toccare niente.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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⏹️ In altra parte di questo giornale ci siamo interessati dell’incendio scoppiato di recente nel Parco dell’Alta Murgia invitando le autorità competenti ad intervenire per accertare eventuali responsabilità omissive.
🔸️ Sullo stesso argomento, nel pieno di questa estate, è intervenuto anche Marco Bussone, Presidente PEFC Italia, AIEL e Uncem.
🔸️Bussone: “Leggo di Regioni in un comunicato stampa, che vogliono incentivare nuovi droni per mappare rischi di incendi boschivi, chi vuole assumere nuovo personale per lo spegnimento, chi vuole comprare mezzi, chi si arrabbia con il sistema di gestione delle emergenze.
🔸️ È però strano che il Paese Italia, con tanti livelli istituzionali ed esponenti politici, si accorga di essere un Paese forestale con 12 milioni di ettari di bosco, solo quando scoppiano gli incendi, ci sono evacuati, si cercano i piromani con i gatti incendiari.
🔸️ Tutto fa molto colpo, notizia. È grave, certo. Eppure la gestione forestale sostenibile, la pianificazione forestale, la certificazione non sappiamo cosa siano.
🔸️ Abbiamo solo 2 milioni di ettari pianificati, manco tutti gestiti. Non abbiamo traccia, sono spariti dai radar 10 milioni di ettari di Italia, dei quali ci accorgiamo se e quando bruciano o o franano, o implodono, o crollano sotto tornado 150km di velocità.
🔸️ Pazzesco. Abbiamo la migliore legge forestale nazionale, la migliore strategia forestale d’Europa, ma poi le Regioni, non adeguando la legislazione regionale vecchissima, spendono poco o niente in pianificazione forestale.
🔸️ Sul bosco tutti sappiamo pochissimo. E così anche per questo brucia. Bruciano le idee della contemplazione e dello sguardo dall’alto che vorrebbe, erroneamente, toccare niente.
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Telegraph
SE LE CRISI AMBIENTALI FANNO BUSINESS PERCHÉ LIMITARLE?
⏹️ In altra parte di questo giornale ci siamo interessati dell’incendio scoppiato di recente nel Parco dell’Alta Murgia invitando le autorità competenti ad intervenire per accertare eventuali responsabilità omissive. 🔸️ Sullo stesso argomento, nel pieno di…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ITALIA È ANDATA IN MENOPAUSA❗️
Marcello Veneziani
🔴 L'autore, Marcello Veneziani, descrive l'Italia attuale come un paese in menopausa, stato metaforico che indica un declino demografico, culturale ed economico (meno figli, imprese, sovranità) e una condizione di stasi (pausa). Questa fase è caratterizzata da una perdita di fertilità simbolica e desiderio (libido politica e sessuale in calo), sbalzi d'umore collettivi, irritabilità e una rinuncia all'iniziativa. La condizione, trasversale alle ideologie politiche, viene presentata come uno stato fisiologico di declino demografico e psicofisico che investe l'Occidente, ma di cui l'Italia è l'avanguardia.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Come vedi l’Italia? Mi ha chiesto a bruciapelo un passante che mi segue. La prima risposta che mi è venuta in testa è stata: “in menopausa”.
🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir la verità, quando l’ho detta, ho solo messo insieme due parole che mi venivano sulla lingua per indicare lo stato presente del nostro Paese.
🎯 Quel meno che allude a meno figli, meno giovani, meno cultura, meno imprese, meno made in Italy, meno sovranità, meno tante cose; è un paese che da anni, forse da decenni, vive col segno meno ed è meno, fa meno, vive meno rispetto a ieri. Un’Italia meno meno.
🎯 Ma anche la parola pausa mi pareva assai indicativa e veritiera: indica un paese in pausa, come sospeso, inerte, un po’ spento, senza grandi passioni e senza slanci, piuttosto silente e dormiente, per giunta assediato dal caldo. Ecco da dove proveniva nella mia testa l’espressione composta, meno-pausa.
🎯 La condizione presente dell’Italia è proprio di un paese in menopausa quindi un paese che non è più fertile, che lascia alle sue spalle nascite, aborti e gravidanze, che è alle prese col suo corpo e le sue trasmutazioni, avendo perso ogni velleità di mettere al mondo novità.
🎯 E come accade in menopausa è un paese che ha spesso vampate di calore e di sudore; si accalora improvvisamente e non solo per ragioni di temperatura esterna, ma perché s’infiamma su alcuni temi che poi presto dimentica.
🎯 Alla menopausa sono caratteristici pure gli sbalzi d’umore, è l’Italia alle volte sembra un paese bipolare ma in senso neurologico più che politico. Tipico della menopausa è la facile irritabilità, gli scatti di nervosismo e gli abissi improvvisi di tristezza che si aprono a ogni pausa o giro di boa.
🎯 In fondo è il tratto caratteriale del popolo italiano in questa fase, la facilità con cui cambia umore, la diffusa tendenza a deprimersi, l’incapacità di sopportare e di contenere il proprio disappunto, anzi il proprio sconforto.
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🔴 L'autore, Marcello Veneziani, descrive l'Italia attuale come un paese in menopausa, stato metaforico che indica un declino demografico, culturale ed economico (meno figli, imprese, sovranità) e una condizione di stasi (pausa). Questa fase è caratterizzata da una perdita di fertilità simbolica e desiderio (libido politica e sessuale in calo), sbalzi d'umore collettivi, irritabilità e una rinuncia all'iniziativa. La condizione, trasversale alle ideologie politiche, viene presentata come uno stato fisiologico di declino demografico e psicofisico che investe l'Occidente, ma di cui l'Italia è l'avanguardia.
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🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir la verità, quando l’ho detta, ho solo messo insieme due parole che mi venivano sulla lingua per indicare lo stato presente del nostro Paese.
🎯 Quel meno che allude a meno figli, meno giovani, meno cultura, meno imprese, meno made in Italy, meno sovranità, meno tante cose; è un paese che da anni, forse da decenni, vive col segno meno ed è meno, fa meno, vive meno rispetto a ieri. Un’Italia meno meno.
🎯 Ma anche la parola pausa mi pareva assai indicativa e veritiera: indica un paese in pausa, come sospeso, inerte, un po’ spento, senza grandi passioni e senza slanci, piuttosto silente e dormiente, per giunta assediato dal caldo. Ecco da dove proveniva nella mia testa l’espressione composta, meno-pausa.
🎯 La condizione presente dell’Italia è proprio di un paese in menopausa quindi un paese che non è più fertile, che lascia alle sue spalle nascite, aborti e gravidanze, che è alle prese col suo corpo e le sue trasmutazioni, avendo perso ogni velleità di mettere al mondo novità.
🎯 E come accade in menopausa è un paese che ha spesso vampate di calore e di sudore; si accalora improvvisamente e non solo per ragioni di temperatura esterna, ma perché s’infiamma su alcuni temi che poi presto dimentica.
🎯 Alla menopausa sono caratteristici pure gli sbalzi d’umore, è l’Italia alle volte sembra un paese bipolare ma in senso neurologico più che politico. Tipico della menopausa è la facile irritabilità, gli scatti di nervosismo e gli abissi improvvisi di tristezza che si aprono a ogni pausa o giro di boa.
🎯 In fondo è il tratto caratteriale del popolo italiano in questa fase, la facilità con cui cambia umore, la diffusa tendenza a deprimersi, l’incapacità di sopportare e di contenere il proprio disappunto, anzi il proprio sconforto.
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L’ITALIA È ANDATA IN MENOPAUSA
⏹️ Come vedi l’Italia? Mi ha chiesto a bruciapelo un passante che mi segue. La prima risposta che mi è venuta in testa è stata: “in menopausa”. 🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ AZZARDO DI STATO A 180 MILIARDI, CRONACA DI UN’EMERGENZA NEGATA❗️
Redazione Città Nuova
🔴 Azzardo in Italia: emergenza negata a 180 miliardi. L'articolo denuncia come il gioco d'azzardo in Italia, con una raccolta prevista di 180 miliardi di euro nel 2026, diventi il primo comparto economico, nonostante i suoi danni siano marginalizzati nel dibattito pubblico. Studi internazionali, come quelli della rivista The Lancet, confermano che i danni alla salute e al benessere sono enormi, estendendosi oltre i giocatori a famiglie e comunità, provocando perdite finanziarie, crisi relazionali, criminalità e aumento del rischio suicidario.
• L'industria minimizza la responsabilità, attribuendo i danni agli individui e citando i benefici sociali derivanti dai profitti, una strategia simile a quella di altri settori con prodotti dannosi.
• Le istituzioni italiane sono criticate per il divario tra la retorica preventiva e la realtà: le risorse per cura e prevenzione sono irrisorie rispetto alle entrate statali, trasformando l'azzardo in un problema che mina la qualità della democrazia.
Sommario ⬆️
--------------------------------
⏹️ C'è una domanda iniziale che dovremmo porci: perché temi come i bassi stipendi, l’immigrazione, la sicurezza e la sanità sono al centro del dibattito pubblico quotidiano, mentre il tema del gioco d’azzardo, resta quasi ai margini dell’informazione e della discussione politica?
🔸️ Parlare di gioco d’azzardo in Italia ed essere credibili, non attaccati dai poteri forti che governano il settore, non è facile. Forse perché nel 2026 raggiungerà la cifra straordinaria di 180 miliardi di euro di raccolta annui, diventando il primo comparto in Italia per giro d’affari e utili?
🔸️ Per fortuna, ci viene in soccorso la serietà di studi ed istituti di ricerca esteri. Infatti,
la Commissione di Salute Pubblica di "The Lancet", ad esempio, negli ultimi anni ha espresso una serie di considerazioni scientificamente fondate sul gioco d’azzardo.
🔸️ Rilevano come il gioco d’azzardo commerciale sia un settore in rapida crescita a livello globale, che sta diventando sempre più digitale.
🔸️ Sottolineano che i danni alla salute e al benessere derivanti dal gioco d’azzardo sono più consistenti di quanto si pensasse in precedenza e vanno oltre il disturbo da gioco d’azzardo, includendo un’ampia gamma di danni che colpiscono molte persone oltre ai giocatori d’azzardo.
🔸️ Evidenziano, inoltre, che l’evoluzione del settore del gioco d’azzardo si trova a un punto cruciale, dove un’azione decisa ora può prevenire o mitigare danni diffusi alla salute e al benessere della popolazione in futuro.
🔸️ Purtroppo finora, a livello globale, i governi hanno prestato scarsa attenzione ai danni del gioco e non hanno fatto abbastanza per prevenirli o mitigarli.
Continua ⤵️
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🔴 Azzardo in Italia: emergenza negata a 180 miliardi. L'articolo denuncia come il gioco d'azzardo in Italia, con una raccolta prevista di 180 miliardi di euro nel 2026, diventi il primo comparto economico, nonostante i suoi danni siano marginalizzati nel dibattito pubblico. Studi internazionali, come quelli della rivista The Lancet, confermano che i danni alla salute e al benessere sono enormi, estendendosi oltre i giocatori a famiglie e comunità, provocando perdite finanziarie, crisi relazionali, criminalità e aumento del rischio suicidario.
• L'industria minimizza la responsabilità, attribuendo i danni agli individui e citando i benefici sociali derivanti dai profitti, una strategia simile a quella di altri settori con prodotti dannosi.
• Le istituzioni italiane sono criticate per il divario tra la retorica preventiva e la realtà: le risorse per cura e prevenzione sono irrisorie rispetto alle entrate statali, trasformando l'azzardo in un problema che mina la qualità della democrazia.
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⏹️ C'è una domanda iniziale che dovremmo porci: perché temi come i bassi stipendi, l’immigrazione, la sicurezza e la sanità sono al centro del dibattito pubblico quotidiano, mentre il tema del gioco d’azzardo, resta quasi ai margini dell’informazione e della discussione politica?
🔸️ Parlare di gioco d’azzardo in Italia ed essere credibili, non attaccati dai poteri forti che governano il settore, non è facile. Forse perché nel 2026 raggiungerà la cifra straordinaria di 180 miliardi di euro di raccolta annui, diventando il primo comparto in Italia per giro d’affari e utili?
🔸️ Per fortuna, ci viene in soccorso la serietà di studi ed istituti di ricerca esteri. Infatti,
la Commissione di Salute Pubblica di "The Lancet", ad esempio, negli ultimi anni ha espresso una serie di considerazioni scientificamente fondate sul gioco d’azzardo.
🔸️ Rilevano come il gioco d’azzardo commerciale sia un settore in rapida crescita a livello globale, che sta diventando sempre più digitale.
🔸️ Sottolineano che i danni alla salute e al benessere derivanti dal gioco d’azzardo sono più consistenti di quanto si pensasse in precedenza e vanno oltre il disturbo da gioco d’azzardo, includendo un’ampia gamma di danni che colpiscono molte persone oltre ai giocatori d’azzardo.
🔸️ Evidenziano, inoltre, che l’evoluzione del settore del gioco d’azzardo si trova a un punto cruciale, dove un’azione decisa ora può prevenire o mitigare danni diffusi alla salute e al benessere della popolazione in futuro.
🔸️ Purtroppo finora, a livello globale, i governi hanno prestato scarsa attenzione ai danni del gioco e non hanno fatto abbastanza per prevenirli o mitigarli.
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AZZARDO DI STATO A 180 MILIARDI, CRONACA DI UN’EMERGENZA NEGATA
⏹️ C'è una domanda iniziale che dovremmo porci: perché temi come i bassi stipendi, l’immigrazione, la sicurezza e la sanità sono al centro del dibattito pubblico quotidiano, mentre il tema del gioco d’azzardo, resta quasi ai margini dell’informazione e della…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ CALO DEMOGRAFICO: RECORD STORICO NEL 2025. I NATI SONO SCESI A 355 MILA, MAI COSÌ POCHI DAL DOPOGUERRA AD OGGI. SEMPRE PIÙ A RISCHIO I SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI❗️
Reginaldo Palermo
🔴 Calo Demografico Record Storico: 2025. Nel 2025 il numero delle nascite in Italia ha raggiunto un minimo storico di 355.000, con il tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, minacciando la sostenibilità del welfare, del mercato del lavoro e del sistema scolastico (con numerose chiusure).
Fattori come la precarietà del lavoro e i redditi insufficienti frenano la natalità; le istituzioni stanno cercando una strategia organica di sostegno, tra cui l’Assegno Unico, congedi parentali e bonus per i nuovi nati, per ridurre la povertà e favorire la conciliazione famiglia-lavoro.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’Italia, come gran parte dei Paesi economicamente avanzati, sta affrontando una profonda crisi demografica caratterizzata dal continuo calo delle nascite. Le cause sono molteplici e si intrecciano fra loro.
🔸️ I dati più recenti, riepilogati in un bel report pubblicato nel sito “La discussione”, mostrano una situazione preoccupante: nel 2025 sono nati circa 355.000 bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14.
🔸️ Questa tendenza, iniziata da molti anni e aggravata dalla riduzione della popolazione femminile in età fertile, mette a rischio la sostenibilità del sistema di welfare, del mercato del lavoro e dell’equilibrio tra le generazioni.
🔸️ E’ ovvio che la prima conseguenza immediata riguarda la scuola ed ormai la chiusura di scuole e classi è un fenomeno diffuso in tutto il Paese.
🔸️ Di fronte a questa sfida non esistono soluzioni immediate. Nessun provvedimento può invertire in poco tempo una tendenza costruita nell’arco di decenni.
🔸️Tuttavia, negli ultimi anni sembra che si stia avviando una strategia più organica di sostegno alle famiglie, che supera la logica degli interventi frammentari e considera la genitorialità come una priorità nazionale.
🔸️ L’obiettivo non è soltanto fornire aiuti economici, ma costruire un sistema stabile di tutele, servizi e opportunità capace di rafforzare la fiducia delle famiglie nel futuro.
🔸️ Un punto centrale del dibattito riguarda il rapporto tra natalità e povertà. Sebbene le famiglie con figli siano più esposte a difficoltà economiche, soprattutto quelle numerose o monogenitoriali, non si può affermare che siano i figli a generare povertà.
🔸️ Al contrario, sono la precarietà del lavoro, i redditi insufficienti, la difficoltà di accesso alla casa, la carenza di servizi e la penalizzazione professionale delle madri a rendere più difficile la scelta di avere figli.
Continua ⤵️
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Reginaldo Palermo
🔴 Calo Demografico Record Storico: 2025. Nel 2025 il numero delle nascite in Italia ha raggiunto un minimo storico di 355.000, con il tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, minacciando la sostenibilità del welfare, del mercato del lavoro e del sistema scolastico (con numerose chiusure).
Fattori come la precarietà del lavoro e i redditi insufficienti frenano la natalità; le istituzioni stanno cercando una strategia organica di sostegno, tra cui l’Assegno Unico, congedi parentali e bonus per i nuovi nati, per ridurre la povertà e favorire la conciliazione famiglia-lavoro.
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⏹️ L’Italia, come gran parte dei Paesi economicamente avanzati, sta affrontando una profonda crisi demografica caratterizzata dal continuo calo delle nascite. Le cause sono molteplici e si intrecciano fra loro.
🔸️ I dati più recenti, riepilogati in un bel report pubblicato nel sito “La discussione”, mostrano una situazione preoccupante: nel 2025 sono nati circa 355.000 bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14.
🔸️ Questa tendenza, iniziata da molti anni e aggravata dalla riduzione della popolazione femminile in età fertile, mette a rischio la sostenibilità del sistema di welfare, del mercato del lavoro e dell’equilibrio tra le generazioni.
🔸️ E’ ovvio che la prima conseguenza immediata riguarda la scuola ed ormai la chiusura di scuole e classi è un fenomeno diffuso in tutto il Paese.
🔸️ Di fronte a questa sfida non esistono soluzioni immediate. Nessun provvedimento può invertire in poco tempo una tendenza costruita nell’arco di decenni.
🔸️Tuttavia, negli ultimi anni sembra che si stia avviando una strategia più organica di sostegno alle famiglie, che supera la logica degli interventi frammentari e considera la genitorialità come una priorità nazionale.
🔸️ L’obiettivo non è soltanto fornire aiuti economici, ma costruire un sistema stabile di tutele, servizi e opportunità capace di rafforzare la fiducia delle famiglie nel futuro.
🔸️ Un punto centrale del dibattito riguarda il rapporto tra natalità e povertà. Sebbene le famiglie con figli siano più esposte a difficoltà economiche, soprattutto quelle numerose o monogenitoriali, non si può affermare che siano i figli a generare povertà.
🔸️ Al contrario, sono la precarietà del lavoro, i redditi insufficienti, la difficoltà di accesso alla casa, la carenza di servizi e la penalizzazione professionale delle madri a rendere più difficile la scelta di avere figli.
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Telegraph
CALO DEMOGRAFICO: RECORD STORICO NEL 2025. I NATI SONO SCESI A 355 MILA, MAI COSÌ POCHI DAL DOPOGUERRA AD OGGI. SEMPRE PIÙ A RISCHIO…
⏹️ L’Italia, come gran parte dei Paesi economicamente avanzati, sta affrontando una profonda crisi demografica caratterizzata dal continuo calo delle nascite. Le cause sono molteplici e si intrecciano fra loro. 🔸️ I dati più recenti, riepilogati in un bel…
😁2🤡1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA DISAVVENTURA DI UN POVERO CRISTIANO❗️
Roberto Pecchioli
🔴 Nell'articolo Roberto Pecchioli critica la dichiarazione del vescovo Gianpiero Palmieri secondo cui l'antifascismo sarebbe incompatibile con il Vangelo e che la nazione italiana nascesse da esso.
Punti chiave:
• Lo scrittore definisce blasfemo l'affermare che Dio e la patria siano incompatibili con il messaggio cristiano, definendo tali posizioni "teologia negativa".
• Si contrappone alla narrazione progressista citando Augusto Del Noce: i cattolici progressisti sono più vicini ai progressisti laici che ai cattolici tradizionalisti.
• L'autore sostiene che il compito primario della Chiesa non è l'adesione a ideologie temporali (come l'antifascismo o l'anticostituzionalismo) ma la trasmissione della fede e la conversione.
• Viene condannata la "pastasciutta" di Palmieri e la presenza di loghi LGBTQ+ in eventi diocesani, sottolineando il rischio di confondere rispetto delle persone con condivisione di scelte contrarie alla legge naturale.
Sommario ⬆️
----------------------------------
⏹️ Spesso gli alcolisti attribuiscono la sbronza all’ultimo bicchiere, l’ultima goccia fa traboccare il vaso.
🔹️ Dopo avere visto in processione l’idolo amazzonico Pachamama, affidata la dottrina cattolica al cardinale Fernàndez teologo dell’orgasmo, gli ultimi ci hanno davvero indignato.
🔹️ Per Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, il modello è Imagine, la canzone di John Lennon atea e nichilista (Immagina che non ci sia il paradiso: è facile se ci provi; e nessun inferno sotto di noi). Secondo il vescovo palermitano Corrado Lorefice l’opposizione all’immigrazione è una “peste”; chi la sostiene “non è cristiano”.
🔹️ Adesso impazza il vescovo di Ascoli Gianpiero Palmieri, anfitrione della “pastasciutta antifascista” ospitata dalla diocesi dopo l’iniziale diniego di buon senso di un parroco di origine africana, accusato dal suo superiore di non conoscere la storia d’Italia.
🔹️ Il commento di Palmieri è che l’antifascismo è il DNA della nazione italiana, mentre “Dio, patria e famiglia sono incompatibili con il Vangelo”. Teologia negativa: dichiarare Dio incompatibile con il Vangelo è troppo grossa.
🔹️ Sarà un lapsus nella foga della passione politica, ma è una voce sfuggita a chi ha smarrito il senso comune. Inoltre Gesù mai si è scagliato contro le patrie terrene e il culto per la sacra famiglia attraversa i millenni.
🔹️ Aveva ragione Augusto Del Noce: i cattolici progressisti sono più vicini ai progressisti non cattolici che ai cattolici non progressisti.
🔹️ Il terribile sfondone su Dio incompatibile con il Vangelo (Gesù non è più Dio, seconda persona della Trinità?) si affianca a una falsificazione storica: l’Italia non nasce dall’ antifascismo, né dal fascismo o dal risorgimento.
🔹️ E’ una nazione antica dotata di una cultura, di una lingua e di una religione comune, quella che Palmieri dovrebbe difendere e diffondere. Il culto idolatrico della costituzione, e di qualunque legge umana, non è cristiano.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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🔴 Nell'articolo Roberto Pecchioli critica la dichiarazione del vescovo Gianpiero Palmieri secondo cui l'antifascismo sarebbe incompatibile con il Vangelo e che la nazione italiana nascesse da esso.
Punti chiave:
• Lo scrittore definisce blasfemo l'affermare che Dio e la patria siano incompatibili con il messaggio cristiano, definendo tali posizioni "teologia negativa".
• Si contrappone alla narrazione progressista citando Augusto Del Noce: i cattolici progressisti sono più vicini ai progressisti laici che ai cattolici tradizionalisti.
• L'autore sostiene che il compito primario della Chiesa non è l'adesione a ideologie temporali (come l'antifascismo o l'anticostituzionalismo) ma la trasmissione della fede e la conversione.
• Viene condannata la "pastasciutta" di Palmieri e la presenza di loghi LGBTQ+ in eventi diocesani, sottolineando il rischio di confondere rispetto delle persone con condivisione di scelte contrarie alla legge naturale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Spesso gli alcolisti attribuiscono la sbronza all’ultimo bicchiere, l’ultima goccia fa traboccare il vaso.
🔹️ Dopo avere visto in processione l’idolo amazzonico Pachamama, affidata la dottrina cattolica al cardinale Fernàndez teologo dell’orgasmo, gli ultimi ci hanno davvero indignato.
🔹️ Per Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, il modello è Imagine, la canzone di John Lennon atea e nichilista (Immagina che non ci sia il paradiso: è facile se ci provi; e nessun inferno sotto di noi). Secondo il vescovo palermitano Corrado Lorefice l’opposizione all’immigrazione è una “peste”; chi la sostiene “non è cristiano”.
🔹️ Adesso impazza il vescovo di Ascoli Gianpiero Palmieri, anfitrione della “pastasciutta antifascista” ospitata dalla diocesi dopo l’iniziale diniego di buon senso di un parroco di origine africana, accusato dal suo superiore di non conoscere la storia d’Italia.
🔹️ Il commento di Palmieri è che l’antifascismo è il DNA della nazione italiana, mentre “Dio, patria e famiglia sono incompatibili con il Vangelo”. Teologia negativa: dichiarare Dio incompatibile con il Vangelo è troppo grossa.
🔹️ Sarà un lapsus nella foga della passione politica, ma è una voce sfuggita a chi ha smarrito il senso comune. Inoltre Gesù mai si è scagliato contro le patrie terrene e il culto per la sacra famiglia attraversa i millenni.
🔹️ Aveva ragione Augusto Del Noce: i cattolici progressisti sono più vicini ai progressisti non cattolici che ai cattolici non progressisti.
🔹️ Il terribile sfondone su Dio incompatibile con il Vangelo (Gesù non è più Dio, seconda persona della Trinità?) si affianca a una falsificazione storica: l’Italia non nasce dall’ antifascismo, né dal fascismo o dal risorgimento.
🔹️ E’ una nazione antica dotata di una cultura, di una lingua e di una religione comune, quella che Palmieri dovrebbe difendere e diffondere. Il culto idolatrico della costituzione, e di qualunque legge umana, non è cristiano.
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LA DISAVVENTURA DI UN POVERO CRISTIANO
⏹️ Spesso gli alcolisti attribuiscono la sbronza all’ultimo bicchiere, l’ultima goccia fa traboccare il vaso. 🔹️ Dopo avere visto in processione l’idolo amazzonico Pachamama, affidata la dottrina cattolica al cardinale Fernàndez teologo dell’orgasmo, gli…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ SIONISTI IN FESTA PER L'INVASIONE DI CEUTA.
PERCHÉ❓️
Redazione Renovatio21
🔴 L'articolo denuncia che politici israeliani e sionisti hanno festeggiato l'invasione di Ceuta da parte di migranti nordafricani come una punizione contro il governo spagnolo di Pedro Sanchez per la sua ostilità verso Israele. Figure come l'ambasciatore Danny Danon, il ministro Itamar Ben-Gvir e il think tank filo-israeliano hanno sfruttato la crisi migratoria per contestare la sovranità spagnola sulle exclave, suggerire il loro passaggio al Marocco e minacciare ritorsioni simili in Spagna.
Sommario ⬆️
---------------------------------------
⏹️ Mentre forse 70.000 nordafricani si riversavano nell’exclave spagnola di Ceuta si sono registrate le reazioni scherno e giubilo di politici israeliani ed altri sionisti, che hanno festeggiato l’invasione come uno schiaffo in faccia a Pedro Sanchez, il cui governo è ostile allo Stato di Israele.
🔸️ Sebbene politici e opinionisti israeliani abbiano trascorso decenni a lamentarsi della presunta «islamizzazione» dell’Europa, venerdì hanno festeggiato l’afflusso di decine di migliaia di musulmani nel territorio dell’UE.
🔸️ Dopo che Sanchez ha definito la guerra di Israele a Gaza un «genocidio», ha vietato il transito di materiale militare verso Israele attraverso Spagna e ha negato agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari per colpire l’Iran, i commentatori sionisti hanno visto l’invasione di Ceuta come una giusta punizione per la Spagna.
🔸️ L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha sfruttato la crisi per chiedere alla Spagna di cedere le sue due exclave nordafricane: Ceuta e Melilla.
🔸️ «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi sulla sua politica migratoria», ha scritto su X, riferendosi alla dichiarazione di emergenza locale a Ceuta.
🔸️ «Forse, prima di continuare a farci la morale, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».
🔸️ Nel frattempo, l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, delle alture del Golan e di alcune zone del Libano meridionale è considerata illegale ai sensi del diritto internazionale e dell'ONU.
🔸️ Sebbene Israele non appoggi ufficialmente le rivendicazioni del Marocco su Ceuta e Melilla, lo Stato ebraico ha rafforzato le relazioni con il Marocco dopo la firma degli Accordi di Abramo nel 2020.
🔸️ È riemerso pure un post del 2019 figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Yair, che aveva lasciato intendere nel 2019 che suo padre avrebbe potuto «finanziare ONG che lo esortassero a cedere Ceuta e Melilla».
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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PERCHÉ❓️
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🔴 L'articolo denuncia che politici israeliani e sionisti hanno festeggiato l'invasione di Ceuta da parte di migranti nordafricani come una punizione contro il governo spagnolo di Pedro Sanchez per la sua ostilità verso Israele. Figure come l'ambasciatore Danny Danon, il ministro Itamar Ben-Gvir e il think tank filo-israeliano hanno sfruttato la crisi migratoria per contestare la sovranità spagnola sulle exclave, suggerire il loro passaggio al Marocco e minacciare ritorsioni simili in Spagna.
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⏹️ Mentre forse 70.000 nordafricani si riversavano nell’exclave spagnola di Ceuta si sono registrate le reazioni scherno e giubilo di politici israeliani ed altri sionisti, che hanno festeggiato l’invasione come uno schiaffo in faccia a Pedro Sanchez, il cui governo è ostile allo Stato di Israele.
🔸️ Sebbene politici e opinionisti israeliani abbiano trascorso decenni a lamentarsi della presunta «islamizzazione» dell’Europa, venerdì hanno festeggiato l’afflusso di decine di migliaia di musulmani nel territorio dell’UE.
🔸️ Dopo che Sanchez ha definito la guerra di Israele a Gaza un «genocidio», ha vietato il transito di materiale militare verso Israele attraverso Spagna e ha negato agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari per colpire l’Iran, i commentatori sionisti hanno visto l’invasione di Ceuta come una giusta punizione per la Spagna.
🔸️ L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha sfruttato la crisi per chiedere alla Spagna di cedere le sue due exclave nordafricane: Ceuta e Melilla.
🔸️ «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi sulla sua politica migratoria», ha scritto su X, riferendosi alla dichiarazione di emergenza locale a Ceuta.
🔸️ «Forse, prima di continuare a farci la morale, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».
🔸️ Nel frattempo, l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, delle alture del Golan e di alcune zone del Libano meridionale è considerata illegale ai sensi del diritto internazionale e dell'ONU.
🔸️ Sebbene Israele non appoggi ufficialmente le rivendicazioni del Marocco su Ceuta e Melilla, lo Stato ebraico ha rafforzato le relazioni con il Marocco dopo la firma degli Accordi di Abramo nel 2020.
🔸️ È riemerso pure un post del 2019 figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Yair, che aveva lasciato intendere nel 2019 che suo padre avrebbe potuto «finanziare ONG che lo esortassero a cedere Ceuta e Melilla».
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SIONISTI IN FESTA PER L'INVASIONE DI CEUTA. PERCHÉ?
⏹️ Mentre forse 70.000 nordafricani si riversavano nell’exclave spagnola di Ceuta si sono registrate le reazioni scherno e giubilo di politici israeliani ed altri sionisti, che hanno festeggiato l’invasione come uno schiaffo in faccia a Pedro Sanchez, il…
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⚠️ ALAIN DE BENOIST: REMIGRAZIONE, UN MITO CHE NON DIVENTERÀ PROGETTO
Alain Benoist
🔴 Alain De Benoist ritiene che la remigrazione sia un "mito" e una forma di ottimismo illusorio. L’autore sostiene che l’immigrazione di massa è un processo irreversibile, paragonabile a una sfera che rotola in discesa, e che la catastrofe demografica è già avvenuta.
• La remigrazione è giudicata astrattamente possibile ma praticabile solo in misura ridotta (es. criminali), dato che l’espulsione generalizzata incontra ostacoli legali e sociali insormontabili.
• Si critica la falsa definizione del concetto, che spesso ignora la complessità delle famiglie miste e la riluttanza dei paesi di origine a riaccogliere i propri cittadini.
• De Benoist avverte che la rottura della continuità storica dei popoli europei è irreparabile, rendendo inefficaci i tentativi di inversione del flusso.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ La remigrazione è auspicabile e possibile? Se non è possibile (se non che in astratto), non parliamone più. È auspicabile? Tutto dipende da che cosa si intende con questa parola.
🔸️ È evidente che l’immigrazione extraeuropea in Europa, che è diventata un’immigrazione di popolamento e che comporta patologie sociali ormai ben note, deve essere frenata con tutti i mezzi possibili.
🔸️ Tutti i sondaggi lo confermano: i popoli autoctoni non ne vogliono più e non ne possono più. È la ragione per la quale un certo numero di gruppi e di partiti politici (alcuni al governo) sono oggi sostenitori della “remigrazione”.
🔸️ Il problema, quando lo si affronta più in profondità, è che non sempre ne danno la medesima definizione. La maggior parte di essi mette in primo piano il carattere volontario della scelta del rientro (che certamente può essere incoraggiata), mentre non è necessariamente così nel caso degli altri.
🔸️ La remigrazione è stata presentata come un “mito mobilitante“. Si pone allora il problema di capire come il mito viene trasposto in un progetto che non abbia a che fare, come tanti altri, con la pura e semplice impolitica.
🔸️ Combattere l’immigrazione non significa combattere gli immigrati perché sono degli immigrati, ma combattere coloro che, per amore del profitto e ignoranza volontaria della fisiologia delle culture, hanno reso possibile l’immigrazione di massa, l’hanno incoraggiata e continuano ad incoraggiarla.
🔸️ Combattere chi per soddisfare le esigenze del sistema capitalista, o per spirito umanitario o universalismo morale, oppure nell’intenzione di modificare in profondità la costituzione dei popoli europei, negano loro ogni diritto alla continuità storica.
🔸️ Il blocco dei flussi d’ingresso è sicuramente possibile, perlomeno in una certa misura (e senza tenere conto del potere di interdizione dei giudici acquisiti all’ideologia dominante).
🔸️Il «ritorno al Paese d’origine» non ha senso, viceversa, quando per una stessa famiglia ne esistono più di uno, quando i Paesi d’origine rifiutano di riprendersi i connazionali che li hanno abbandonati, e nel caso delle coppie e delle famiglie miste, che molto probabilmente sono destinate ad aumentare.
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🔴 Alain De Benoist ritiene che la remigrazione sia un "mito" e una forma di ottimismo illusorio. L’autore sostiene che l’immigrazione di massa è un processo irreversibile, paragonabile a una sfera che rotola in discesa, e che la catastrofe demografica è già avvenuta.
• La remigrazione è giudicata astrattamente possibile ma praticabile solo in misura ridotta (es. criminali), dato che l’espulsione generalizzata incontra ostacoli legali e sociali insormontabili.
• Si critica la falsa definizione del concetto, che spesso ignora la complessità delle famiglie miste e la riluttanza dei paesi di origine a riaccogliere i propri cittadini.
• De Benoist avverte che la rottura della continuità storica dei popoli europei è irreparabile, rendendo inefficaci i tentativi di inversione del flusso.
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⏹️ La remigrazione è auspicabile e possibile? Se non è possibile (se non che in astratto), non parliamone più. È auspicabile? Tutto dipende da che cosa si intende con questa parola.
🔸️ È evidente che l’immigrazione extraeuropea in Europa, che è diventata un’immigrazione di popolamento e che comporta patologie sociali ormai ben note, deve essere frenata con tutti i mezzi possibili.
🔸️ Tutti i sondaggi lo confermano: i popoli autoctoni non ne vogliono più e non ne possono più. È la ragione per la quale un certo numero di gruppi e di partiti politici (alcuni al governo) sono oggi sostenitori della “remigrazione”.
🔸️ Il problema, quando lo si affronta più in profondità, è che non sempre ne danno la medesima definizione. La maggior parte di essi mette in primo piano il carattere volontario della scelta del rientro (che certamente può essere incoraggiata), mentre non è necessariamente così nel caso degli altri.
🔸️ La remigrazione è stata presentata come un “mito mobilitante“. Si pone allora il problema di capire come il mito viene trasposto in un progetto che non abbia a che fare, come tanti altri, con la pura e semplice impolitica.
🔸️ Combattere l’immigrazione non significa combattere gli immigrati perché sono degli immigrati, ma combattere coloro che, per amore del profitto e ignoranza volontaria della fisiologia delle culture, hanno reso possibile l’immigrazione di massa, l’hanno incoraggiata e continuano ad incoraggiarla.
🔸️ Combattere chi per soddisfare le esigenze del sistema capitalista, o per spirito umanitario o universalismo morale, oppure nell’intenzione di modificare in profondità la costituzione dei popoli europei, negano loro ogni diritto alla continuità storica.
🔸️ Il blocco dei flussi d’ingresso è sicuramente possibile, perlomeno in una certa misura (e senza tenere conto del potere di interdizione dei giudici acquisiti all’ideologia dominante).
🔸️Il «ritorno al Paese d’origine» non ha senso, viceversa, quando per una stessa famiglia ne esistono più di uno, quando i Paesi d’origine rifiutano di riprendersi i connazionali che li hanno abbandonati, e nel caso delle coppie e delle famiglie miste, che molto probabilmente sono destinate ad aumentare.
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⏹️ La remigrazione è auspicabile e possibile? Se non è possibile (se non che in astratto), non parliamone più. È auspicabile? Tutto dipende da che cosa si intende con questa parola. 🔸️ È evidente che l’immigrazione extraeuropea in Europa, che è diventata…
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⚠️ RIFLESSIONI ESTIVE, VALE A DIRE ETERNE, SUL MONDO DI OGGI E QUELLO A VENIRE
Alberto Bradanini
🔴 L’articolo critica aspramente il dominio globale dell’impero USA e dell’oligarchia finanziaria (il 0,1% che controlla i sistemi), accusandoli di manipolare l'opinione pubblica, fomentare conflitti (Ucraina, Medio Oriente) per gli interessi militari-industriali e trascurare la povertà e la salute pubblica.
• Rischi immediati: La concentrazione di ricchezza in poche mani minaccia la sopravvivenza del genere umano, con l'escalation di tensioni nucleari e conflitti imperialisti gestiti da leader sordi alle sofferenze dei popoli.
• Situazione italiana: Le élite (Sinistra e Destra) rubano risorse pubbliche per finanziare l'industria bellica (obiettivo 2,8% del PIL in armi entro il 2028), lasciando indietro ospedali e cittadini impoveriti (22,6% a rischio povertà nel 2025).
• Geopolitica: Accusa il "Re Solo" (leader USA) e l'Occidente di perseguire un'agenda bellicosa che espone il pianeta all'olocausto nucleare per difendere i propri privilegi, ignorando minacce reali alla convivenza umana.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all’idea di dovervi rinunciare per eccesso di cupidigia.
🔹️ Individui orrendi, che trasudano miliardi trafugati all’umanità sofferente con i trucchi che chiamano banche private (o pubbliche, ormai non v’è differenza), libera esportazione di capitali, finanza creativa e da qualche tempo l'IA.
🔹️.... Si tratta di individui che, nella modulazione di forme e temperamenti, conoscono solo la menzogna metodica, talora inconsciamente incorporata, che rimbalza su di noi con dosi massicce di propaganda.
🔹️ L’obiettivo è distrarre l’attenzione etica e sociale, tenerla lontana dal nocciolo della questione e frantumare la coscienza di un popolo con TV e cellulari h24.
🔹️ È così che quella minoranza di cittadini ancora sana di mente rischia la caduta in depressione ogni volta che s’imbatte nel volto o nel lessico di uno qualsiasi dei governanti nazionali, euroi-nominati o sovrani atlantici.
🔹️ I responsabili degli orrori che ci circondano è l’impero statunitense e le sue agenzie di intelligence, che disponendo di risorse immense, attraverso promesse, corruzione, minacce, violenze e conflitti palesi e occulti, senza differenza tra amici e nemici, stanno distruggendo il tessuto che tiene in piedi l’impalcatura giuridica, morale, geopolitica ed economica internazionale.
🔹️ Intendiamo quello 0,1% che controlla i gangli finanziari, militari e mediatici del sistema. Questi sono il nemico numero uno di noi tutti abitanti del pianeta Terra.
🔹️ Nelle contingenze attuali, l’Occidente a guida Usa (non ne esiste un altro) ha bisogno come il pane di nemici, per catalizzare al suo servizio l’ontologia di un orizzonte assiologico fabbricato per popoli deculturati.
🔹️ In Europa sono i cosacchi russi intenzionati ad abbeverare i cavalli sotto l’Arco di Trionfo; in Asia Occidentale essa prende corpo nel miraggio della Bomba iraniana che gli Ayatollah, una volta acquisita, scaglierebbero contro Israele, dimenticando che verrebbero a loro volta polverizzati in sequenza immediata.
Continua ⤵️
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🔴 L’articolo critica aspramente il dominio globale dell’impero USA e dell’oligarchia finanziaria (il 0,1% che controlla i sistemi), accusandoli di manipolare l'opinione pubblica, fomentare conflitti (Ucraina, Medio Oriente) per gli interessi militari-industriali e trascurare la povertà e la salute pubblica.
• Rischi immediati: La concentrazione di ricchezza in poche mani minaccia la sopravvivenza del genere umano, con l'escalation di tensioni nucleari e conflitti imperialisti gestiti da leader sordi alle sofferenze dei popoli.
• Situazione italiana: Le élite (Sinistra e Destra) rubano risorse pubbliche per finanziare l'industria bellica (obiettivo 2,8% del PIL in armi entro il 2028), lasciando indietro ospedali e cittadini impoveriti (22,6% a rischio povertà nel 2025).
• Geopolitica: Accusa il "Re Solo" (leader USA) e l'Occidente di perseguire un'agenda bellicosa che espone il pianeta all'olocausto nucleare per difendere i propri privilegi, ignorando minacce reali alla convivenza umana.
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⏹️ Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all’idea di dovervi rinunciare per eccesso di cupidigia.
🔹️ Individui orrendi, che trasudano miliardi trafugati all’umanità sofferente con i trucchi che chiamano banche private (o pubbliche, ormai non v’è differenza), libera esportazione di capitali, finanza creativa e da qualche tempo l'IA.
🔹️.... Si tratta di individui che, nella modulazione di forme e temperamenti, conoscono solo la menzogna metodica, talora inconsciamente incorporata, che rimbalza su di noi con dosi massicce di propaganda.
🔹️ L’obiettivo è distrarre l’attenzione etica e sociale, tenerla lontana dal nocciolo della questione e frantumare la coscienza di un popolo con TV e cellulari h24.
🔹️ È così che quella minoranza di cittadini ancora sana di mente rischia la caduta in depressione ogni volta che s’imbatte nel volto o nel lessico di uno qualsiasi dei governanti nazionali, euroi-nominati o sovrani atlantici.
🔹️ I responsabili degli orrori che ci circondano è l’impero statunitense e le sue agenzie di intelligence, che disponendo di risorse immense, attraverso promesse, corruzione, minacce, violenze e conflitti palesi e occulti, senza differenza tra amici e nemici, stanno distruggendo il tessuto che tiene in piedi l’impalcatura giuridica, morale, geopolitica ed economica internazionale.
🔹️ Intendiamo quello 0,1% che controlla i gangli finanziari, militari e mediatici del sistema. Questi sono il nemico numero uno di noi tutti abitanti del pianeta Terra.
🔹️ Nelle contingenze attuali, l’Occidente a guida Usa (non ne esiste un altro) ha bisogno come il pane di nemici, per catalizzare al suo servizio l’ontologia di un orizzonte assiologico fabbricato per popoli deculturati.
🔹️ In Europa sono i cosacchi russi intenzionati ad abbeverare i cavalli sotto l’Arco di Trionfo; in Asia Occidentale essa prende corpo nel miraggio della Bomba iraniana che gli Ayatollah, una volta acquisita, scaglierebbero contro Israele, dimenticando che verrebbero a loro volta polverizzati in sequenza immediata.
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⚠️ PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI❗️
Carlo Formenti
🔴 Carlo Formenti conferma che le recenti posizioni del governo venezuelano non sono tattiche difensive, bensì una capitolazione politica e ideologica verso gli USA, evidenziata dall'immunità concessa a Delcy Rodriguez e dal distacco da Cuba.
L'autore definisce decisivi gli incontri del PSUV con autorità statunitensi e israeliane, visti come il passaggio definitivo al "campo nemico" e la fine di ogni solidarietà internazionale socialista.
Sommario ⬆️
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⏹️ Qualche mese fa, ragionando a botta calda sulla criminale aggressione colonialista USA al Venezuela, avevo inserito nel testo del mio ultimo libro "Oltre l'Occidente", scritto assieme ad Alessandro Visalli in cui avevo espresso seri dubbi sull'esistenza di complicità all'interno del regime di Caracas.
🔸️ Scrivevo in particolare: "La posizione del governo di Rodriguez non sembra esente da ambiguità: non è chiaro se certe posizioni concilianti nei confronti degli USA siano frutto di una tattica dilatoria o della disponibilità al compromesso (...)
🔸️Occorrerà dunque del tempo per capire l'evoluzione della situazione: crisi irreversibile del regime, lungo periodo di transizione o acutizzazione dei conflitti politici e sociali fino alla guerra civile?".
🔸️ In realtà non è stato necessario aspettare troppo. A smentire i tentativi di chi si arrampicava sugli specchi per difendere la tesi di una "ritirata strategica" dell'ala moderata del regime incarnata dalla Rodriguez, la cruda verità è emersa in modo inequivocabile.
🔸️ "Quelli che venivano presentati come cedimenti “tattici” per evitare un conflitto con la potenza militare statunitense, si sono invece rivelati una consapevole capitolazione politica e ideologica su ogni terreno: da quello economico alla politica internazionale.
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Carlo Formenti
🔴 Carlo Formenti conferma che le recenti posizioni del governo venezuelano non sono tattiche difensive, bensì una capitolazione politica e ideologica verso gli USA, evidenziata dall'immunità concessa a Delcy Rodriguez e dal distacco da Cuba.
L'autore definisce decisivi gli incontri del PSUV con autorità statunitensi e israeliane, visti come il passaggio definitivo al "campo nemico" e la fine di ogni solidarietà internazionale socialista.
Sommario ⬆️
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⏹️ Qualche mese fa, ragionando a botta calda sulla criminale aggressione colonialista USA al Venezuela, avevo inserito nel testo del mio ultimo libro "Oltre l'Occidente", scritto assieme ad Alessandro Visalli in cui avevo espresso seri dubbi sull'esistenza di complicità all'interno del regime di Caracas.
🔸️ Scrivevo in particolare: "La posizione del governo di Rodriguez non sembra esente da ambiguità: non è chiaro se certe posizioni concilianti nei confronti degli USA siano frutto di una tattica dilatoria o della disponibilità al compromesso (...)
🔸️Occorrerà dunque del tempo per capire l'evoluzione della situazione: crisi irreversibile del regime, lungo periodo di transizione o acutizzazione dei conflitti politici e sociali fino alla guerra civile?".
🔸️ In realtà non è stato necessario aspettare troppo. A smentire i tentativi di chi si arrampicava sugli specchi per difendere la tesi di una "ritirata strategica" dell'ala moderata del regime incarnata dalla Rodriguez, la cruda verità è emersa in modo inequivocabile.
🔸️ "Quelli che venivano presentati come cedimenti “tattici” per evitare un conflitto con la potenza militare statunitense, si sono invece rivelati una consapevole capitolazione politica e ideologica su ogni terreno: da quello economico alla politica internazionale.
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Riassunto punti salienti
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⚠️ I VERI COSTI DELLE RINNOVABILI SONO SOSTENIBILI SOLO GRAZIE AD ENORMI RISORSE PUBBLICHE DI CUI SI APPROPRIANO GLI SPECULATORI CHE STANNO DISTRUGGENDO IL NOSTRO TERRITORIO❗️
Francesco Cappello
🔴 L'articolo contesta la narrazione del basso costo delle energie rinnovabili, affermando che la metrica LCOE ignora i costi di stabilità di rete. L'autore sostiene che, integrando le spese di garanzia e accumulo, il costo reale sale drasticamente (fino a 440 €/MWh), coperto da ingenti sussidi pubblici tramite contratti per differenza. Il testo denuncia quindi un sistema in cui speculatori privati incassano rendimenti garantiti dallo Stato, mentre i costi reali di integrazione e l'instabilità energetica sono scaricati sui contribuenti e sul territorio.
Sommario ⬆️
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⏹️ È dominante una narrazione seducente ed interessata secondo cui l’energia solare ed eolica sarebbe ormai diventata la forma di elettricità più economica della storia humana.
🔸️ Tuttavia, se si guarda ai bilanci delle reti e alle leggi della fisica, la realtà che emerge è radicalmente diversa.
🔸️ È importante chiedersi come si calcola davvero il costo dell’energia e perché l’approccio attuale sta portando a un gigantesco abbaglio economico di cui usufruiscono solamente le società energetiche private.
🔸️ Queste società speculano utilizzando fondi pubblici sfruttando una messe di leggi, finanziamenti ed incentivi senza cui sarebbe stato loro impossibile piazzare i loro ecomostri al posto di campi con vocazione agricola, infestando i crinali delle colline italiane.
🔸️ Il punto di partenza di questo malinteso risiede in una cifra ampiamente pubblicizzata: circa 35 euro per megawattora, ovvero 3,5 centesimi per kilowattora, presentata come il costo dell’energia eolica e solare. Questo valore si basa su una metrica chiamata costo livellato dell’energia, nota in gergo come LCOE.
🔸️ Il problema del LCOE è che misura soltanto il costo di fabbrica per produrre un singolo kilowattora sulla pala o sul pannello, esattamente nel momento in cui soffia il vento o brilla il sole.
🔸️ È l’equivalente di calcolare il prezzo di un’automobile considerando unicamente il suo prezzo di listino dimenticando l’assicurazione, le tasse, la manutenzione, il carburante, eccetera…
🔸️ Come sottolinea Sir Dieter Helm, docente di politica energetica all’Università di Oxford e autore di celebri revisioni contabili per il governo britannico, valutare la convenienza delle rinnovabili intermittenti con il LCOE è un errore metodologico primario.
🔸️ Il sole e il vento producono energia intermittente, variabile e non programmabile, scaricando sull’intero sistema elettrico tutti i costi necessari per colmare i loro vuoti di produzione. Per correggere questa distorsione, Helm ha introdotto il concetto di Potenza Stabile Equivalente.
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⏹️ È dominante una narrazione seducente ed interessata secondo cui l’energia solare ed eolica sarebbe ormai diventata la forma di elettricità più economica della storia humana.
🔸️ Tuttavia, se si guarda ai bilanci delle reti e alle leggi della fisica, la realtà che emerge è radicalmente diversa.
🔸️ È importante chiedersi come si calcola davvero il costo dell’energia e perché l’approccio attuale sta portando a un gigantesco abbaglio economico di cui usufruiscono solamente le società energetiche private.
🔸️ Queste società speculano utilizzando fondi pubblici sfruttando una messe di leggi, finanziamenti ed incentivi senza cui sarebbe stato loro impossibile piazzare i loro ecomostri al posto di campi con vocazione agricola, infestando i crinali delle colline italiane.
🔸️ Il punto di partenza di questo malinteso risiede in una cifra ampiamente pubblicizzata: circa 35 euro per megawattora, ovvero 3,5 centesimi per kilowattora, presentata come il costo dell’energia eolica e solare. Questo valore si basa su una metrica chiamata costo livellato dell’energia, nota in gergo come LCOE.
🔸️ Il problema del LCOE è che misura soltanto il costo di fabbrica per produrre un singolo kilowattora sulla pala o sul pannello, esattamente nel momento in cui soffia il vento o brilla il sole.
🔸️ È l’equivalente di calcolare il prezzo di un’automobile considerando unicamente il suo prezzo di listino dimenticando l’assicurazione, le tasse, la manutenzione, il carburante, eccetera…
🔸️ Come sottolinea Sir Dieter Helm, docente di politica energetica all’Università di Oxford e autore di celebri revisioni contabili per il governo britannico, valutare la convenienza delle rinnovabili intermittenti con il LCOE è un errore metodologico primario.
🔸️ Il sole e il vento producono energia intermittente, variabile e non programmabile, scaricando sull’intero sistema elettrico tutti i costi necessari per colmare i loro vuoti di produzione. Per correggere questa distorsione, Helm ha introdotto il concetto di Potenza Stabile Equivalente.
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⚠️ DAL “POLITICAMENTE CORRETTO” ALL’INSOFFERENZA. LA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI CHE DIVENTA FORZATA❗️
Giulia Gramoli
🔴 L'articolo traccia l'evoluzione del politicamente corretto, nato per combattere discriminazioni e stereotipi (come quelli pervasivi negli anni '80 e '90), ma oggi percepito da molti come uno strumento strumentale per il consenso o il marketing, specialmente nell'industria di Hollywood. Questa eccessiva rigidità e la ricerca di visibilità hanno alimentato una crescente insofferenza, dando vita al movimento "anti-woke". Le recenti controversie su adattamenti cinematografici, come quelli di Harry Potter, Biancaneve o Troy, evidenziano lo scontro tra inclusività e rispetto delle identità originali dei personaggi, trasformando il dibattito culturale in una polarizzazione sempre più accesa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi anni il politicamente corretto ha preso una direzione ben diversa dagli obiettivi per cui era nato.
🔸️ Da strumento di maggiore attenzione verso il linguaggio e le dinamiche sociali si è trasformato in uno dei temi caldi dello scontro culturale contemporaneo.
🔸️ Un cambiamento alimentato non solo dai suoi sostenitori più convinti, ma anche dalle critiche verso quello che molti percepiscono come un uso eccessivo, strumentale o decisamente furbo della sensibilità sociale.
🔸️ Certamente da un lato questa attenzione ha aiutato a combattere stereotipi e comportamenti realmente discriminatori.
🔸️ Dall’altro, però, ha fatto crescere un’insofferenza sempre più diffusa verso alcune sue applicazioni, viste da tanti come eccessivamente rigide o, peggio, trasformate in scorciatoie per ottenere consenso e visibilità.
🔸️ Il punto critico non è la tutela dei diritti in sé, ma il momento esatto in cui certe battaglie sociali si trasformano in strategie di comunicazione, con messaggi inclusivi usati non per convinzione, ma per costruirsi un’immagine pubblica impeccabile.
🔸️ È proprio in questa zona grigia che è nato il movimento anti-woke, cioè la reazione di chi ha iniziato a vedere, in alcune espressioni della cultura woke, non più una semplice richiesta di rispetto verso le minoranze, ma un sistema di regole sociali sempre più intricato, dove basta una parola fuori posto o una battuta infelice per finire sul banco degli imputati del tribunale del web.
🔸️ Perché il woke è nato. Le contraddizioni che lo hanno reso necessario. Per capire da dove arriva tutta quest’attenzione alla sensibilità bisogna fare un passo indietro. Per decenni, comportamenti oggi considerati inaccettabili erano semplicemente la normalità.
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⏹️ Negli ultimi anni il politicamente corretto ha preso una direzione ben diversa dagli obiettivi per cui era nato.
🔸️ Da strumento di maggiore attenzione verso il linguaggio e le dinamiche sociali si è trasformato in uno dei temi caldi dello scontro culturale contemporaneo.
🔸️ Un cambiamento alimentato non solo dai suoi sostenitori più convinti, ma anche dalle critiche verso quello che molti percepiscono come un uso eccessivo, strumentale o decisamente furbo della sensibilità sociale.
🔸️ Certamente da un lato questa attenzione ha aiutato a combattere stereotipi e comportamenti realmente discriminatori.
🔸️ Dall’altro, però, ha fatto crescere un’insofferenza sempre più diffusa verso alcune sue applicazioni, viste da tanti come eccessivamente rigide o, peggio, trasformate in scorciatoie per ottenere consenso e visibilità.
🔸️ Il punto critico non è la tutela dei diritti in sé, ma il momento esatto in cui certe battaglie sociali si trasformano in strategie di comunicazione, con messaggi inclusivi usati non per convinzione, ma per costruirsi un’immagine pubblica impeccabile.
🔸️ È proprio in questa zona grigia che è nato il movimento anti-woke, cioè la reazione di chi ha iniziato a vedere, in alcune espressioni della cultura woke, non più una semplice richiesta di rispetto verso le minoranze, ma un sistema di regole sociali sempre più intricato, dove basta una parola fuori posto o una battuta infelice per finire sul banco degli imputati del tribunale del web.
🔸️ Perché il woke è nato. Le contraddizioni che lo hanno reso necessario. Per capire da dove arriva tutta quest’attenzione alla sensibilità bisogna fare un passo indietro. Per decenni, comportamenti oggi considerati inaccettabili erano semplicemente la normalità.
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DAL “POLITICAMENTE CORRETTO” ALL’INSOFFERENZA. LA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI CHE DIVENTA FORZATA
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⚠️ UCRAINA. RUBIO RINNEGA GLI ACCORDI DI ANCHORAGE E PROPONE UN CESSATE IL FUOCO PER SALVARE IL REGIME DI KIEV❗️
Lee Morgan
🔴 Rubio e il nuovo fronte ucraino: la fine degli accordi di Anchorage
• Marco Rubio, intervistato da Fox News, ha cambiato la narrazione occidentale sulla guerra in Ucraina, ammettendo che i raid ucraini sul territorio russo hanno riaperto lo spazio negoziale e segnato un cambio strategico.
• La proposta del "cessate il fuoco" è definita dalla Cremlino come una trappola per congelare il fronte, inviare truppe NATO nell'Ucraina occidentale e riorganizzare le forze ucraine, negando ogni riconoscimento delle vittorie russe.
• Il documento segna una rottura con lo spirito degli "accordi di Anchorage": Washington e l'UE convergono su una linea che sostiene l'offensiva militare e rende impraticabile una soluzione politica basata sui fatti di guerra attuali.
• Rubio si allinea alla posizione UE e affronta un contesto internazionale complesso, dove gli attacchi asimmetrici ucraini sono visti da Mosca come atti terroristici che rafforzano la determinazione russa, spingendo verso una risposta più dura e verso obiettivi territoriali massimi (Donbass, accesso al mare per l'Ucraina bloccato).
Sommario ⬆️
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⏹️ Le nuove dichiarazioni di Marco Rubio segnano un nuovo passaggio nella torsione strategica occidentale sulla guerra in Ucraina.
🔸️ Rubio intervistato da Fox News, ha descritto i raid ucraini a lungo raggio sul territorio russo come un elemento capace di “riaprire” lo spazio negoziale, ammettendo che negli ultimi mesi il quadro del conflitto è cambiato in modo significativo a favore degli ucraini.
🔸️ In sostanza, Washington torna a parlare di trattativa, ma lo fa a partire da una premessa che molti osservatori leggono come una sconfessione dello spirito di Anchorage e di qualsiasi ipotesi di soluzione politica fondata sul riconoscimento delle vittorie russe riportate sul fronte.
🔸️ La svolta non è solo lessicale. Quando Rubio parla di “nuove opportunità” create dalla capacità ucraina di colpire in profondità il territorio russo, sposta il baricentro della narrazione.
🔸️ Non più una guerra destinata a chiudersi con un compromesso realistico che tuteli la sicurezza di Mosca e Kiev, ma un conflitto da congelare nel momento in cui l’Ucraina conserva ancora strumenti militari e una residua capacità offensiva militare.
🔸️ È una formula che, dietro il richiamo al negoziato, contiene in realtà l’idea di un cessate il fuoco utile a stabilizzare il fronte, inviare truppe NATO nell’Ucraina occidentale, riorganizzare l’apparato militare ucraino e guadagnare tempo in vista di una futura ripresa della guerra.
🔸️ Gli attacchi condotti da Kiev contro obiettivi in territorio russo per l’Occidente sono segnali di vitalità strategica, mentre per Mosca si tratta di azioni terroristiche e di guerra psicologica destinate a dimostrare una capacità di penetrazione oltre la linea del fronte.
🔸️ Il recente attacco al ristorante italiano a Mosca, durante una celebrazione privata che coinvolgeva il Generale Alexander Chaiko, è un gesto emblematico di questa tattica: colpire luoghi civili per produrre effetto mediatico e intimidatorio.
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• Marco Rubio, intervistato da Fox News, ha cambiato la narrazione occidentale sulla guerra in Ucraina, ammettendo che i raid ucraini sul territorio russo hanno riaperto lo spazio negoziale e segnato un cambio strategico.
• La proposta del "cessate il fuoco" è definita dalla Cremlino come una trappola per congelare il fronte, inviare truppe NATO nell'Ucraina occidentale e riorganizzare le forze ucraine, negando ogni riconoscimento delle vittorie russe.
• Il documento segna una rottura con lo spirito degli "accordi di Anchorage": Washington e l'UE convergono su una linea che sostiene l'offensiva militare e rende impraticabile una soluzione politica basata sui fatti di guerra attuali.
• Rubio si allinea alla posizione UE e affronta un contesto internazionale complesso, dove gli attacchi asimmetrici ucraini sono visti da Mosca come atti terroristici che rafforzano la determinazione russa, spingendo verso una risposta più dura e verso obiettivi territoriali massimi (Donbass, accesso al mare per l'Ucraina bloccato).
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⏹️ Le nuove dichiarazioni di Marco Rubio segnano un nuovo passaggio nella torsione strategica occidentale sulla guerra in Ucraina.
🔸️ Rubio intervistato da Fox News, ha descritto i raid ucraini a lungo raggio sul territorio russo come un elemento capace di “riaprire” lo spazio negoziale, ammettendo che negli ultimi mesi il quadro del conflitto è cambiato in modo significativo a favore degli ucraini.
🔸️ In sostanza, Washington torna a parlare di trattativa, ma lo fa a partire da una premessa che molti osservatori leggono come una sconfessione dello spirito di Anchorage e di qualsiasi ipotesi di soluzione politica fondata sul riconoscimento delle vittorie russe riportate sul fronte.
🔸️ La svolta non è solo lessicale. Quando Rubio parla di “nuove opportunità” create dalla capacità ucraina di colpire in profondità il territorio russo, sposta il baricentro della narrazione.
🔸️ Non più una guerra destinata a chiudersi con un compromesso realistico che tuteli la sicurezza di Mosca e Kiev, ma un conflitto da congelare nel momento in cui l’Ucraina conserva ancora strumenti militari e una residua capacità offensiva militare.
🔸️ È una formula che, dietro il richiamo al negoziato, contiene in realtà l’idea di un cessate il fuoco utile a stabilizzare il fronte, inviare truppe NATO nell’Ucraina occidentale, riorganizzare l’apparato militare ucraino e guadagnare tempo in vista di una futura ripresa della guerra.
🔸️ Gli attacchi condotti da Kiev contro obiettivi in territorio russo per l’Occidente sono segnali di vitalità strategica, mentre per Mosca si tratta di azioni terroristiche e di guerra psicologica destinate a dimostrare una capacità di penetrazione oltre la linea del fronte.
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