Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA COALIZIONE EPSTEIN E L’ESCALATION MONDIALE❗️
Tommaso Merlo
🔴 L'articolo, datato ottobre 2026, analizza la crisi energetica globale attribuendola al blocco iraniano nello Stretto di Hormuz e alle azioni degli Houthi, sostenute da un'interpretazione critica dell'influenza della "Coalizione Epstein" e dei sionisti sulla politica estera di Trump. L'autore, Tommaso Merlo, afferma che la strategia iraniana sta strangolando economicamente USA ed Europa, indebolendo la posizione di Trump alle elezioni di medio termine e di Bin Salman in Arabia Saudita. Viene prevista una probabile escalation militare occidentale, motivata da interessi sionisti e dalla necessità di salvare l'impero petrolifero, con rischi di attacchi a obiettivi civili iraniani. L'analisi conclude che, a meno di una resa occidentale al nuovo status quo dettato da Teheran, si correrà verso un conflitto a livello mondiale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Trump ha incolpato Zelensky perché scarseggia il diesel, ma dovrebbe guardarsi allo specchio se ancora vi riesce.
🔹️ Il lunapark occidentale è rimasto a secco perché i sionisti hanno spinto Trump ad aggradire illegalmente l’Iran. Ed invece di trionfare, se lo sono preso in quel posto.
🔹️ E non riescendo ad ammetterlo, siamo piombati in un baratro tale che Trump è passato dalle sanzioni alla Russia ad elemosinare qualche barile a Putin. Esempio cristallino della superiore civiltà occidentale, i propri sporchi interessi senza nessun ritegno.
🔹️ Ma del resto la strategia iraniana sta funzionando alla grande checché ne dica il circo mainstream, a venire strangolato economicamente questa volta è il panciuto sceriffo americano e i suoi sguatteri europei.
🔹️ Col risultato che Trump alle elezioni di medio termine rischia di fare la fine di un immigrato clandestino, deportato a malo modo in un campo di concentramento ecuadoregno e fatto marcire in una gabbia.
🔹️ Atro che scarica barile, i droni ucraini che colpiscono le raffinerie russe servono giusto a fare foto per la propaganda della Nato e sfogare la bile della banda Zelensky oramai alla canna del gas.
🔹️ Pare che a Kiev non si possa andare neanche più di corpo serenamente perché sono esplose anche le fogne e il sindaco della città ha suggerito ai suoi cittadini che non l’hanno ancora capito da soli che è ora di fare armi e bagagli dato che la vittoria è rinviata a data da destinarsi.
🔹️ La vera ragione della crisi energetica è lo Stretto di Hormuz da cui non esce una goccia di oro nero senza il permesso dei nuovi padroni dell’Asia Occidentale che risiedono a Teheran e che stanno anche riscuotendo lauti dazi con cui sbarcano il lunario in attesa di una escalation che danno per scontata.
🔹️ Il picco della crisi energetica era stato finora rinviato con le manipolazioni del mercato della banda Trump, attingendo alle riserve strategiche e grazie all’Arabia Saudita di Bin Salam con le sue condotte verso il Mar Rosso che aggirano lo Stretto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Tommaso Merlo
🔴 L'articolo, datato ottobre 2026, analizza la crisi energetica globale attribuendola al blocco iraniano nello Stretto di Hormuz e alle azioni degli Houthi, sostenute da un'interpretazione critica dell'influenza della "Coalizione Epstein" e dei sionisti sulla politica estera di Trump. L'autore, Tommaso Merlo, afferma che la strategia iraniana sta strangolando economicamente USA ed Europa, indebolendo la posizione di Trump alle elezioni di medio termine e di Bin Salman in Arabia Saudita. Viene prevista una probabile escalation militare occidentale, motivata da interessi sionisti e dalla necessità di salvare l'impero petrolifero, con rischi di attacchi a obiettivi civili iraniani. L'analisi conclude che, a meno di una resa occidentale al nuovo status quo dettato da Teheran, si correrà verso un conflitto a livello mondiale.
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⏹️ Trump ha incolpato Zelensky perché scarseggia il diesel, ma dovrebbe guardarsi allo specchio se ancora vi riesce.
🔹️ Il lunapark occidentale è rimasto a secco perché i sionisti hanno spinto Trump ad aggradire illegalmente l’Iran. Ed invece di trionfare, se lo sono preso in quel posto.
🔹️ E non riescendo ad ammetterlo, siamo piombati in un baratro tale che Trump è passato dalle sanzioni alla Russia ad elemosinare qualche barile a Putin. Esempio cristallino della superiore civiltà occidentale, i propri sporchi interessi senza nessun ritegno.
🔹️ Ma del resto la strategia iraniana sta funzionando alla grande checché ne dica il circo mainstream, a venire strangolato economicamente questa volta è il panciuto sceriffo americano e i suoi sguatteri europei.
🔹️ Col risultato che Trump alle elezioni di medio termine rischia di fare la fine di un immigrato clandestino, deportato a malo modo in un campo di concentramento ecuadoregno e fatto marcire in una gabbia.
🔹️ Atro che scarica barile, i droni ucraini che colpiscono le raffinerie russe servono giusto a fare foto per la propaganda della Nato e sfogare la bile della banda Zelensky oramai alla canna del gas.
🔹️ Pare che a Kiev non si possa andare neanche più di corpo serenamente perché sono esplose anche le fogne e il sindaco della città ha suggerito ai suoi cittadini che non l’hanno ancora capito da soli che è ora di fare armi e bagagli dato che la vittoria è rinviata a data da destinarsi.
🔹️ La vera ragione della crisi energetica è lo Stretto di Hormuz da cui non esce una goccia di oro nero senza il permesso dei nuovi padroni dell’Asia Occidentale che risiedono a Teheran e che stanno anche riscuotendo lauti dazi con cui sbarcano il lunario in attesa di una escalation che danno per scontata.
🔹️ Il picco della crisi energetica era stato finora rinviato con le manipolazioni del mercato della banda Trump, attingendo alle riserve strategiche e grazie all’Arabia Saudita di Bin Salam con le sue condotte verso il Mar Rosso che aggirano lo Stretto.
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Telegraph
LA COALIZIONE EPSTEIN E L’ESCALATION MONDIALE
⏹️ Trump ha incolpato Zelensky perché scarseggia il diesel, ma dovrebbe guardarsi allo specchio se ancora vi riesce. 🔹️ Il lunapark occidentale è rimasto a secco perché i sionisti hanno spinto Trump ad aggradire illegalmente l’Iran. Ed invece di trionfare…
🤔2
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⚠️ IL MERCATO DEI CAMALEONTI: QUANDO IL TRADIMENTO DIVENTA SISTEMA, LA COMUNITÀ SI FA DESERTO❗️
Rodolfo Frassanito
🔴 L'autore critica l'Italia contemporanea, dove il tradimento politico non è più un'eccezione vergognosa, ma un "metodo" di flessibilità pragmatica che ha eroso l'idea di comunità. Questa deriva ha trasformato i politici in "camaleonti" senza scheletro ideologico, interessati solo alla sopravvivenza personale e alla difesa del proprio ruolo, in contrasto con la "Nazione reale" sofferta dalla crisi economica e sociale. Si evidenzia una frattura tra l'oligarchia autoreferenziale della politica, descritta come un mercato di cambi di casacca motivati dall'opportunismo, e il popolo escluso. La ricostruzione di una vera comunità è possibile solo quando il tradimento tornerà ad essere considerato un'infamia morale e le battaglie politiche riprenderanno valore etico.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il tradimento poteva essere uno strumento utile nel grande scacchiere del potere, ma il traditore rimaneva un paria, un’anima svilita che offriva la propria abiura per trenta denari o per una promessa di salvezza.
🔹️ C’era, persino nella spietata Roma antica, una barriera invalicabile tra la necessità dell’atto e l’infamia di chi lo compiva. Oggi, nell’Italia contemporanea, quel confine è stato raso al suolo con una ruspa di cinismo e sfacciataggine.
🔹️ Il tradimento non è più un’eccezione drammatica o una macchia indelebile sulla coscienza pubblica, è diventato metodo, prassi, persino un vanto di “flessibilità pragmatica”.
🔹️ La figura del politico che cambia casacca con la stessa disinvoltura con cui si adegua la cravatta alla stagione o al sondaggio del mattino non suscita più lo sdegno profondo di una comunità ferita, ma un’alzata di spalle rassegnata.
🔹️ Assistiamo a una recita permanente in cui ci si definisce paladini di un’idea il lunedì per risvegliarsi alfieri del suo esatto opposto il martedì mattina. Tutto giustificato dall’opportunismo personale più becero, mascherato da un grottesco e vomitevole “senso di responsabilità”.
🔹️ Questa non è semplicemente una crisi di politica o di consensi, è l’eclissi definitiva dell’idea stessa di comunità, sostituita da un mercato frammentato, polverizzato dove i valori si vendono al dettaglio e l’identità collettiva si dissolve sotto i colpi di ambizioni microscopiche, parassitarie e senza respiro.
🔹️ Per comprendere l’abisso in cui siamo precipitati, occorre guardare la realtà con gli occhi di chi sta fuori dalle stanze dei bottoni. Da un lato c’è la Nazione reale, un popolo che subisce quotidianamente i colpi di una crisi economica, sociale e culturale senza precedenti.
🔹️ Famiglie che fanno i salti mortali per pagare le bollette, lavoratori precari senza tutele, giovani costretti a fuggire all’estero, anziani abbandonati a se stessi in città sempre più insicure e prive di servizi. Realtà urbane dove, paradossalmente dove tutti sono social e nessuno è sociale.
🔹️ E’ il popolo che sperimenta sulla propria pelle il fallimento della politica, quella che un tempo univa le persone attorno a grandi visioni del mondo, che creava comunità, che costruiva il futuro della nazione.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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🔴 L'autore critica l'Italia contemporanea, dove il tradimento politico non è più un'eccezione vergognosa, ma un "metodo" di flessibilità pragmatica che ha eroso l'idea di comunità. Questa deriva ha trasformato i politici in "camaleonti" senza scheletro ideologico, interessati solo alla sopravvivenza personale e alla difesa del proprio ruolo, in contrasto con la "Nazione reale" sofferta dalla crisi economica e sociale. Si evidenzia una frattura tra l'oligarchia autoreferenziale della politica, descritta come un mercato di cambi di casacca motivati dall'opportunismo, e il popolo escluso. La ricostruzione di una vera comunità è possibile solo quando il tradimento tornerà ad essere considerato un'infamia morale e le battaglie politiche riprenderanno valore etico.
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⏹️ Il tradimento poteva essere uno strumento utile nel grande scacchiere del potere, ma il traditore rimaneva un paria, un’anima svilita che offriva la propria abiura per trenta denari o per una promessa di salvezza.
🔹️ C’era, persino nella spietata Roma antica, una barriera invalicabile tra la necessità dell’atto e l’infamia di chi lo compiva. Oggi, nell’Italia contemporanea, quel confine è stato raso al suolo con una ruspa di cinismo e sfacciataggine.
🔹️ Il tradimento non è più un’eccezione drammatica o una macchia indelebile sulla coscienza pubblica, è diventato metodo, prassi, persino un vanto di “flessibilità pragmatica”.
🔹️ La figura del politico che cambia casacca con la stessa disinvoltura con cui si adegua la cravatta alla stagione o al sondaggio del mattino non suscita più lo sdegno profondo di una comunità ferita, ma un’alzata di spalle rassegnata.
🔹️ Assistiamo a una recita permanente in cui ci si definisce paladini di un’idea il lunedì per risvegliarsi alfieri del suo esatto opposto il martedì mattina. Tutto giustificato dall’opportunismo personale più becero, mascherato da un grottesco e vomitevole “senso di responsabilità”.
🔹️ Questa non è semplicemente una crisi di politica o di consensi, è l’eclissi definitiva dell’idea stessa di comunità, sostituita da un mercato frammentato, polverizzato dove i valori si vendono al dettaglio e l’identità collettiva si dissolve sotto i colpi di ambizioni microscopiche, parassitarie e senza respiro.
🔹️ Per comprendere l’abisso in cui siamo precipitati, occorre guardare la realtà con gli occhi di chi sta fuori dalle stanze dei bottoni. Da un lato c’è la Nazione reale, un popolo che subisce quotidianamente i colpi di una crisi economica, sociale e culturale senza precedenti.
🔹️ Famiglie che fanno i salti mortali per pagare le bollette, lavoratori precari senza tutele, giovani costretti a fuggire all’estero, anziani abbandonati a se stessi in città sempre più insicure e prive di servizi. Realtà urbane dove, paradossalmente dove tutti sono social e nessuno è sociale.
🔹️ E’ il popolo che sperimenta sulla propria pelle il fallimento della politica, quella che un tempo univa le persone attorno a grandi visioni del mondo, che creava comunità, che costruiva il futuro della nazione.
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IL MERCATO DEI CAMALEONTI: QUANDO IL TRADIMENTO DIVENTA SISTEMA, LA COMUNITÀ SI FA DESERTO
⏹️ Il tradimento poteva essere uno strumento utile nel grande scacchiere del potere, ma il traditore rimaneva un paria, un’anima svilita che offriva la propria abiura per trenta denari o per una promessa di salvezza. 🔹️ C’era, persino nella spietata Roma…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ MUSK D’ACCORDO CON TRUMP: “ZELENSKY È ANDATO TROPPO OLTRE. ALL’UCRAINA SERVE NUOVO LEADER”❗️
Redazione Secondo piano news
🔴 Elon Musk ha espresso piena concordia con le dichiarazioni di Donald Trump, sostenendo che l'Ucraina necessita di un nuovo leader in grado di negoziare la pace, poiché considera Volodymyr Zelensky irragionevole e ostile ai progressi diplomatici. Parallelamente, in seguito a un accordo tra Trump e Putin, è stata parzialmente revocata la restrizione russa alle esportazioni di gasolio, consentendo la fornitura di 500.000 tonnellate ai mercati globali con effetto dal 10 ottobre 2026.
Sommario ⬆️
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⏹️ Anche l’imprenditore statunitense Elon Musk si è detto d’accordo con la dichiarazione di sabato del presidente Trump sulla necessità di elezioni in Ucraina.
🔸️ “Sono d’accordo, è ora che l’Ucraina abbia un nuovo leader”, ha scritto Elon Musk in un post su X citato dalla Tass. “Zelensky è andato troppo oltre”, dice a commento delle dichiarazioni di Trump.
🔸️ “Trump ha centrato il punto: Zelensky è irragionevole e continua a bloccare i progressi verso la pace. Zelensky ha fatto tutto questo per ottenere un secondo mandato. Le probabilità che quella guerra finisca aumentano se Zelensky esce di scena”.
🔸️ In precedenza, Trump aveva affermato che ha consigliato all’Ucraina di trovare “un nuovo leader in grado di negoziare”, dato che Vladimir Zelensky ne sarebbe capace ma, per qualche ragione, non lo è: “Crea solo problemi al mondo”.
🔸️ L’Ucraina dovrebbe tenere le elezioni, ha detto. “Penso che Zelensky dovrebbe indire delle elezioni”, per trovare “un nuovo leader in grado di negoziare”, ha detto ai giornalisti alla base aerea di Andrews, vicino a Washington, mentre tornava dal Tennessee alla Casa Bianca.
🔸️ “Penso che sarebbe stato più intelligente per lui concludere l’accordo due anni fa. Starebbe molto meglio. Avrebbe concluso un affare molto migliore due anni fa”.
🔸️ Interpellato sui piani di inviare i suoi rappresentanti, Steve Witkoff e Jared Kushner, a Mosca per negoziare sull’Ucraina, il presidente ha dichiarato: “Credo che la Russia voglia raggiungere un accordo”.
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🔴 Elon Musk ha espresso piena concordia con le dichiarazioni di Donald Trump, sostenendo che l'Ucraina necessita di un nuovo leader in grado di negoziare la pace, poiché considera Volodymyr Zelensky irragionevole e ostile ai progressi diplomatici. Parallelamente, in seguito a un accordo tra Trump e Putin, è stata parzialmente revocata la restrizione russa alle esportazioni di gasolio, consentendo la fornitura di 500.000 tonnellate ai mercati globali con effetto dal 10 ottobre 2026.
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⏹️ Anche l’imprenditore statunitense Elon Musk si è detto d’accordo con la dichiarazione di sabato del presidente Trump sulla necessità di elezioni in Ucraina.
🔸️ “Sono d’accordo, è ora che l’Ucraina abbia un nuovo leader”, ha scritto Elon Musk in un post su X citato dalla Tass. “Zelensky è andato troppo oltre”, dice a commento delle dichiarazioni di Trump.
🔸️ “Trump ha centrato il punto: Zelensky è irragionevole e continua a bloccare i progressi verso la pace. Zelensky ha fatto tutto questo per ottenere un secondo mandato. Le probabilità che quella guerra finisca aumentano se Zelensky esce di scena”.
🔸️ In precedenza, Trump aveva affermato che ha consigliato all’Ucraina di trovare “un nuovo leader in grado di negoziare”, dato che Vladimir Zelensky ne sarebbe capace ma, per qualche ragione, non lo è: “Crea solo problemi al mondo”.
🔸️ L’Ucraina dovrebbe tenere le elezioni, ha detto. “Penso che Zelensky dovrebbe indire delle elezioni”, per trovare “un nuovo leader in grado di negoziare”, ha detto ai giornalisti alla base aerea di Andrews, vicino a Washington, mentre tornava dal Tennessee alla Casa Bianca.
🔸️ “Penso che sarebbe stato più intelligente per lui concludere l’accordo due anni fa. Starebbe molto meglio. Avrebbe concluso un affare molto migliore due anni fa”.
🔸️ Interpellato sui piani di inviare i suoi rappresentanti, Steve Witkoff e Jared Kushner, a Mosca per negoziare sull’Ucraina, il presidente ha dichiarato: “Credo che la Russia voglia raggiungere un accordo”.
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MUSK D’ACCORDO CON TRUMP: “ZELENSKY È ANDATO TROPPO OLTRE. ALL’UCRAINA SERVE NUOVO LEADER”
⏹️ Anche l’imprenditore statunitense Elon Musk si è detto d’accordo con la dichiarazione di sabato del presidente Trump sulla necessità di elezioni in Ucraina. 🔸️ “Sono d’accordo, è ora che l’Ucraina abbia un nuovo leader”, ha scritto Elon Musk in un post…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ COME PALANTIR HA TRASFORMATO GLI UCRAINI IN TOPI DA LABORATORIO (E HA CONTRIBUITO A ROVINARE L'UCRAINA)❗️
Nathan Bear
🔴 Palantir ha integrato profondamente le sue tecnologie di sorveglianza e intelligenza artificiale (come Maven e Prisma) nei sistemi militari e civili ucraini, trasformando il paese in un laboratorio per testare strumenti di controllo e uccisione. L'azienda, fondata da Peter Thiel, gestisce il "Reserve+" per il tracciamento e l'arruolamento obbligatorio dei cittadini, integrando dati fiscali, sanitari e di residenza.
L'articolo accusa l'azienda di aver contribuito alla rovina dell'Ucraina attraverso "attacchi profondi" in Russia che hanno provocato devastanti contrattacchi, causando la distruzione di circa il 90% delle infrastrutture logistiche alimentari e l'80% della produzione energetica. Il testo sostiene che l'obiettivo primario non è la sicurezza ucraina, ma la raccolta di dati per commercializzare future armi autonome, paragonando le azioni di Palantir a quelle sostenute in Israele.
Sommario ⬆️
--------------------------------
⏹️ L'azienda tecnologica di guerra Palantir si è radicata profondamente nei sistemi militari ucraini e nella società civile, trasformando il paese in un laboratorio per le sue tecnologie distopiche di tracciamento, sorveglianza e uccisione.
🔹️ Palantir, fondata dal signore della guerra tecnofascista Peter Thiel e attualmente gestita dal suprematista ebreo Alex Karp, ha iniziato a fornire all'Ucraina sistemi di dati che controllano e accelerano la "catena di morte" militare poco dopo lo scoppio della guerra con la Russia nel 2022.
🔹️ La catena di uccisioni, che aggrega enormi quantità di dati per rintracciare un bersaglio fino al punto di un attacco, o morte, è controllata da un sistema di intelligenza artificiale creato da Palantir chiamato Maven.
🔹️ Un altro sistema Palantir, Prisma, dirige gli attacchi dei droni, mentre un terzo prodotto Palantir, la metacostellazione, assegna ai satelliti in orbita terrestre il compito di esaminare un'area designata in qualsiasi parte del pianeta prima di effettuare un attacco.
🔹️A seguito di questa iniziale partnership militare, Palantir ha rapidamente ampliato la sua influenza nel paese, diventando parte integrante del funzionamento dello stato ucraino stesso.
🔹️ Nel 2023 l'Ucraina ha annunciato che Palantir aveva stabilito un punto di ingresso attraverso il ministero della trasformazione digitale dell'Ucraina e aveva iniziato a lavorare con "molte istituzioni governative ucraine".
🔹️ Oggi, il software Palantir aiuta a potenziare i servizi di sicurezza interna dell'Ucraina, il suo sistema educativo, ed è in prima linea negli sforzi del paese per digitalizzare tutte le funzioni governative e creare quello che l'Ucraina definisce il primo "stato agente" al mondo basato sull'IA.
🔹️ L'espressione più distopica della trasformazione dell'Ucraina in uno "stato agente" è il monitoraggio e la tracciabilità di uomini in età militare per strapparli dalla strada da inviare al conflitto come carne da macello.
🔹️ Per raggiungere questo obiettivo, l'Ucraina ha digitalizzato il suo database militare nazionale, noto come Oberih, e ha consolidato i dati in un sistema noto come Reserve+.
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Riassunto punti salienti
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L'articolo accusa l'azienda di aver contribuito alla rovina dell'Ucraina attraverso "attacchi profondi" in Russia che hanno provocato devastanti contrattacchi, causando la distruzione di circa il 90% delle infrastrutture logistiche alimentari e l'80% della produzione energetica. Il testo sostiene che l'obiettivo primario non è la sicurezza ucraina, ma la raccolta di dati per commercializzare future armi autonome, paragonando le azioni di Palantir a quelle sostenute in Israele.
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⏹️ L'azienda tecnologica di guerra Palantir si è radicata profondamente nei sistemi militari ucraini e nella società civile, trasformando il paese in un laboratorio per le sue tecnologie distopiche di tracciamento, sorveglianza e uccisione.
🔹️ Palantir, fondata dal signore della guerra tecnofascista Peter Thiel e attualmente gestita dal suprematista ebreo Alex Karp, ha iniziato a fornire all'Ucraina sistemi di dati che controllano e accelerano la "catena di morte" militare poco dopo lo scoppio della guerra con la Russia nel 2022.
🔹️ La catena di uccisioni, che aggrega enormi quantità di dati per rintracciare un bersaglio fino al punto di un attacco, o morte, è controllata da un sistema di intelligenza artificiale creato da Palantir chiamato Maven.
🔹️ Un altro sistema Palantir, Prisma, dirige gli attacchi dei droni, mentre un terzo prodotto Palantir, la metacostellazione, assegna ai satelliti in orbita terrestre il compito di esaminare un'area designata in qualsiasi parte del pianeta prima di effettuare un attacco.
🔹️A seguito di questa iniziale partnership militare, Palantir ha rapidamente ampliato la sua influenza nel paese, diventando parte integrante del funzionamento dello stato ucraino stesso.
🔹️ Nel 2023 l'Ucraina ha annunciato che Palantir aveva stabilito un punto di ingresso attraverso il ministero della trasformazione digitale dell'Ucraina e aveva iniziato a lavorare con "molte istituzioni governative ucraine".
🔹️ Oggi, il software Palantir aiuta a potenziare i servizi di sicurezza interna dell'Ucraina, il suo sistema educativo, ed è in prima linea negli sforzi del paese per digitalizzare tutte le funzioni governative e creare quello che l'Ucraina definisce il primo "stato agente" al mondo basato sull'IA.
🔹️ L'espressione più distopica della trasformazione dell'Ucraina in uno "stato agente" è il monitoraggio e la tracciabilità di uomini in età militare per strapparli dalla strada da inviare al conflitto come carne da macello.
🔹️ Per raggiungere questo obiettivo, l'Ucraina ha digitalizzato il suo database militare nazionale, noto come Oberih, e ha consolidato i dati in un sistema noto come Reserve+.
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⏹️ L'azienda tecnologica di guerra Palantir si è radicata profondamente nei sistemi militari ucraini e nella società civile, trasformando il paese in un laboratorio per le sue tecnologie distopiche di tracciamento, sorveglianza e uccisione. 🔹️ Palantir, fondata…
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⚠️ SPAGNA E FRANCIA IN PIAZZA, L’ITALIA BIPOPULISTA: EUROPA A RISCHIO SFASCIO …
Enrico Cisnetto
🔴 La crisi economica europea, derivante dall'incapacità di sostenere la spesa pubblica con una crescita modesta, ha innescato proteste sociali in Francia e Spagna e instabilità politica. In Italia, la situazione è caratterizzata da un bipopulismo mediatico e un'astensione crescente, con il governo Meloni descritto come diviso tra destra e sinistra estremista. Il meccanismo del debito e le misure austeritarie alimentano il malcontento, premiando le forze populiste e minacciando la coesione dell'Unione.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Da un lato l’ansia e le paure, dall’altro le illusioni. In Francia e in Spagna questi sentimenti scendono in piazza, in attesa di infilarsi nelle urne come è successo in Germania (per fortuna solo in alcune elezioni regionali) e come per un soffio non è accaduto in Svezia.
🔘 In Italia, invece, nonostante qualche tentativo di rendersi movimento organizzato, restano confinati nei media (ad alto tasso ansiogeno) e in quella miseria di dibattito che offre la politica.
🔘 Le ragioni sono diverse, a Parigi le rivendicazioni studentesche, a Madrid quelle per gli affitti delle abitazioni, a Berlino l’incrocio tra crisi economica e immigrazione, a Roma qualunque cosa sia funzionale al nazional - populismo di destra e al massimalismo di sinistra.
🔘 Tutte le rivendicazioni sono riconducibili al nesso tra spesa pubblica (soprattutto il costo del welfare) e sviluppo economico, laddove quest’ultimo, molto modesto e qualitativamente poco strategico, non è in grado di sopportare il peso crescente della prima.
🔘 Un cortocircuito che non sanno disinnescare né le destre in crescita, perché dedite solo a fomentare le inquietudini e prive di una risposta che non sia semplicista, né le sinistre in decrescita, perché indotte a rispondere al loro declino risfoderando tutto il loro radicalismo ideologico.
🔘 Mentre i pragmatici e i riformisti, incapaci di esprimere leadership all’altezza delle sfide, sono intenti a cucirsi addosso la colpa storica di essersi ridotti a fare niente di più che le ruote di scorta delle due modalità di manifestarsi del populismo.
🔘 Lo stato sociale europeo, che per decenni ha reso il Vecchio Continente il posto al mondo dove vivere meglio, è nato dopo la Seconda guerra mondiale sulle ali del boom economico.
🔘 Rallentato prima ed esaurito poi il “miracolo” della crescita, si è cominciato a finanziare previdenza, sanità, scuola, trasporti e via dicendo, ricorrendo al debito. La prima a pagare le conseguenze di questo meccanismo è stata l’Italia.
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Enrico Cisnetto
🔴 La crisi economica europea, derivante dall'incapacità di sostenere la spesa pubblica con una crescita modesta, ha innescato proteste sociali in Francia e Spagna e instabilità politica. In Italia, la situazione è caratterizzata da un bipopulismo mediatico e un'astensione crescente, con il governo Meloni descritto come diviso tra destra e sinistra estremista. Il meccanismo del debito e le misure austeritarie alimentano il malcontento, premiando le forze populiste e minacciando la coesione dell'Unione.
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⏹️ Da un lato l’ansia e le paure, dall’altro le illusioni. In Francia e in Spagna questi sentimenti scendono in piazza, in attesa di infilarsi nelle urne come è successo in Germania (per fortuna solo in alcune elezioni regionali) e come per un soffio non è accaduto in Svezia.
🔘 In Italia, invece, nonostante qualche tentativo di rendersi movimento organizzato, restano confinati nei media (ad alto tasso ansiogeno) e in quella miseria di dibattito che offre la politica.
🔘 Le ragioni sono diverse, a Parigi le rivendicazioni studentesche, a Madrid quelle per gli affitti delle abitazioni, a Berlino l’incrocio tra crisi economica e immigrazione, a Roma qualunque cosa sia funzionale al nazional - populismo di destra e al massimalismo di sinistra.
🔘 Tutte le rivendicazioni sono riconducibili al nesso tra spesa pubblica (soprattutto il costo del welfare) e sviluppo economico, laddove quest’ultimo, molto modesto e qualitativamente poco strategico, non è in grado di sopportare il peso crescente della prima.
🔘 Un cortocircuito che non sanno disinnescare né le destre in crescita, perché dedite solo a fomentare le inquietudini e prive di una risposta che non sia semplicista, né le sinistre in decrescita, perché indotte a rispondere al loro declino risfoderando tutto il loro radicalismo ideologico.
🔘 Mentre i pragmatici e i riformisti, incapaci di esprimere leadership all’altezza delle sfide, sono intenti a cucirsi addosso la colpa storica di essersi ridotti a fare niente di più che le ruote di scorta delle due modalità di manifestarsi del populismo.
🔘 Lo stato sociale europeo, che per decenni ha reso il Vecchio Continente il posto al mondo dove vivere meglio, è nato dopo la Seconda guerra mondiale sulle ali del boom economico.
🔘 Rallentato prima ed esaurito poi il “miracolo” della crescita, si è cominciato a finanziare previdenza, sanità, scuola, trasporti e via dicendo, ricorrendo al debito. La prima a pagare le conseguenze di questo meccanismo è stata l’Italia.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Telegraph
SPAGNA E FRANCIA IN PIAZZA, L’ITALIA BIPOPULISTA: EUROPA A RISCHIO SFASCIO …
⏹️ Da un lato l’ansia e le paure, dall’altro le illusioni. In Francia e in Spagna questi sentimenti scendono in piazza, in attesa di infilarsi nelle urne come è successo in Germania (per fortuna solo in alcune elezioni regionali) e come per un soffio non…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ NON CREDO NELLE ISTITUZIONI❗️
Roberto Pecchioli
🔵 PREMESSA : Perchè la persona onesta, oggi più di ieri, è indifesa dinanzi a un potere nemico❓️
🔴 L'autore, Roberto Pecchioli, esprime una forte sfiducia nelle istituzioni italiane, citing come esempi l'archiviazione richiesta per l'attacco incendiario alla sede Pro Vita e le presunte irregolarità nell'indagine sul delitto di Garlasco. Secondo l'opinione, gli apparati di potere, inclusi magistrati e funzionari, operano a favore di chi governa, svuotando di significato concetti come democrazia e stato di diritto. Il testo critica inoltre il sistema elettorale con capilista bloccati, la burocrazia digitale e la sorveglianza tecnologica, descrivendo le istituzioni come ostili ai cittadini e incapaci di garantire diritti fondamentali.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Non credo nelle istituzioni perché le osservo all’opera. Due esempi recentissimi: la procura della repubblica di Roma, la pubblica accusa, ha chiesto l’archiviazione per i responsabili dell’attacco alla sede dell’associazione Pro Vita.
🔸️ Il gentile slogan dei buontemponi assalitori era: “i Provita si chiudono col fuoco, ma con i provita dentro, sennò è troppo poco”. Detto fatto, dopo aver spaccato una vetrina hanno lanciato all’interno una bottiglia incendiaria che non ha prodotto danni eccessivi per puro caso.
🔸️ Ragazzate, non meritano di essere processati, dice la magistratura addetta all’accusa. Inutile citare analoghe situazioni di segno opposto trattate diversamente. So per esperienza che la neutralità delle istituzioni è, nel migliore dei casi, un racconto per ingenui .
🔸️ Ora sappiamo che si può assaltare impunemente la sede del movimento Provita. Delizie della democrazia. Nel frattempo si accumulano notizie di condotte sconcertanti del prestigioso Ris, braccio scientifico dei Carabinieri, che avrebbe nascosto esiti d’analisi e indirizzato le indagini contro l’allora indiziato del delitto di Garlasco del 2007.
🔸️ Mi indigno senza stupirmi. Ho conosciuto per diretta esperienza l’apparato pubblico; so quanto conti fare carriera, essere dalla parte dei superiori senza porre domande, spesso ignorando gli interessi e i diritti di chi, malcapitato, si trovava nel mirino dei detentori di un potere delegato.
🔸️ Nulla di nuovo; la differenza rispetto al passato è che non si rispettano più nemmeno le forme. Conta, come in ogni ambito della società, il successo a ogni costo, l’avanzamento, la pubblica esibizione.
🔸️ Alcune categorie di funzionari pubblici, come i magistrati, hanno conquistato un potere immenso , frutto di effetti perversi del cosiddetto “stato di diritto “ e della debolezza della politica. Lo Stato liberale non è affatto tale rispetto al diritto di parola, riunione e associazione.
🔸️ In molte città le attività di movimenti o soggetti sgraditi alla galassia progressista vengono sistematicamente spostate o impedite dal semplice annuncio della mobilitazione di minoranze facinorose dotate evidentemente di coperture importanti.
🔸️ Tutto questo sotto un governo autodefinito di centrodestra. Poliziotti e cittadini che si difendono dalle aggressioni sono processati e spesso condannati. Le istituzioni di ordine pubblico sono svuotate di funzioni.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Roberto Pecchioli
🔵 PREMESSA : Perchè la persona onesta, oggi più di ieri, è indifesa dinanzi a un potere nemico❓️
🔴 L'autore, Roberto Pecchioli, esprime una forte sfiducia nelle istituzioni italiane, citing come esempi l'archiviazione richiesta per l'attacco incendiario alla sede Pro Vita e le presunte irregolarità nell'indagine sul delitto di Garlasco. Secondo l'opinione, gli apparati di potere, inclusi magistrati e funzionari, operano a favore di chi governa, svuotando di significato concetti come democrazia e stato di diritto. Il testo critica inoltre il sistema elettorale con capilista bloccati, la burocrazia digitale e la sorveglianza tecnologica, descrivendo le istituzioni come ostili ai cittadini e incapaci di garantire diritti fondamentali.
Sommario ⬆️
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⏹️ Non credo nelle istituzioni perché le osservo all’opera. Due esempi recentissimi: la procura della repubblica di Roma, la pubblica accusa, ha chiesto l’archiviazione per i responsabili dell’attacco alla sede dell’associazione Pro Vita.
🔸️ Il gentile slogan dei buontemponi assalitori era: “i Provita si chiudono col fuoco, ma con i provita dentro, sennò è troppo poco”. Detto fatto, dopo aver spaccato una vetrina hanno lanciato all’interno una bottiglia incendiaria che non ha prodotto danni eccessivi per puro caso.
🔸️ Ragazzate, non meritano di essere processati, dice la magistratura addetta all’accusa. Inutile citare analoghe situazioni di segno opposto trattate diversamente. So per esperienza che la neutralità delle istituzioni è, nel migliore dei casi, un racconto per ingenui .
🔸️ Ora sappiamo che si può assaltare impunemente la sede del movimento Provita. Delizie della democrazia. Nel frattempo si accumulano notizie di condotte sconcertanti del prestigioso Ris, braccio scientifico dei Carabinieri, che avrebbe nascosto esiti d’analisi e indirizzato le indagini contro l’allora indiziato del delitto di Garlasco del 2007.
🔸️ Mi indigno senza stupirmi. Ho conosciuto per diretta esperienza l’apparato pubblico; so quanto conti fare carriera, essere dalla parte dei superiori senza porre domande, spesso ignorando gli interessi e i diritti di chi, malcapitato, si trovava nel mirino dei detentori di un potere delegato.
🔸️ Nulla di nuovo; la differenza rispetto al passato è che non si rispettano più nemmeno le forme. Conta, come in ogni ambito della società, il successo a ogni costo, l’avanzamento, la pubblica esibizione.
🔸️ Alcune categorie di funzionari pubblici, come i magistrati, hanno conquistato un potere immenso , frutto di effetti perversi del cosiddetto “stato di diritto “ e della debolezza della politica. Lo Stato liberale non è affatto tale rispetto al diritto di parola, riunione e associazione.
🔸️ In molte città le attività di movimenti o soggetti sgraditi alla galassia progressista vengono sistematicamente spostate o impedite dal semplice annuncio della mobilitazione di minoranze facinorose dotate evidentemente di coperture importanti.
🔸️ Tutto questo sotto un governo autodefinito di centrodestra. Poliziotti e cittadini che si difendono dalle aggressioni sono processati e spesso condannati. Le istituzioni di ordine pubblico sono svuotate di funzioni.
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NON CREDO NELLE ISTITUZIONI
⏹️ Non credo nelle istituzioni perché le osservo all’opera. Due esempi recentissimi: la procura della repubblica di Roma, la pubblica accusa, ha chiesto l’archiviazione per i responsabili dell’attacco alla sede dell’associazione Pro Vita. 🔸️ Il gentile slogan…
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⚠️ LA SINISTRA E IL MOVIMENTO FRANCESE "ANTI-FRANCIA"❗️
Antonio Catalano
🔴 L'autore analizza il movimento francese "anti-Francia" come strumento per distinguere le posizioni della sinistra italiana. Critica la sinistra globalista, accusata di sposare l'ideologia europeista e di favorire l'immigrazione per ridurre i costi del lavoro e frammentare le identità nazionali, etichettando la sovranità come fascismo. Viene contestata anche la sinistra di "classe", che sostiene il movimento francese solo per il suo carattere anti-nazionalista, ignorando la distruzione delle identità culturali operata dal liberismo. Entrambe le fazioni, secondo l'analisi, sostituiscono il proletariato con un sottoproletariato immigrato sradicato, nascondendo i danni materiali e sociali causati alle popolazioni locali e agli stessi immigrati marginalizzati.
Sommario ⬆️
----------------------------------
⏹️ I fatti francesi diventano un’utile e importante cartina di tornasole per vagliare le posizioni politiche di quei movimenti che pensano di trarre profitto dalle immigrazioni.
🔸️ Abbiamo una sinistra che sposa in pieno l’ideologia globalista, quindi europeista, quella che in nome di un universalismo cosmopolitista combatte tutto ciò che sa di stato nazione, di confini e di identità di popoli. La posizione maggioritaria all’interno dei movimenti pro immigrazionismo.
🔸️ Quella che ritiene reazionaria la contrarietà dei popoli europei a un’immigrazione che vivono come peggioramento delle proprie condizioni materiali di vita oltre che come fattore distruzione dei propri tessuti sociali e culturali.
🔸️ Un’immigrazione voluta e favorita dalle élite globaliste che hanno ben messo nel conto l’opportunità di flussi migratori che riducessero il costo della forza lavoro ma non di meno costringessero i popoli europei a rinunciare di sentirsi “padroni a casa propria”.
🔸️ Cosicché l’idea di sovranismo, riconosciuta dalle stesse costituzioni, diventa un’idea malvagia, egoistica, incline a non accettare politiche chiaramente liberiste e votate ad una militarizzazione degli stati europei considerata necessaria per sostenere la “minaccia” russa.
🔸️ È questo un movimento globalista per il quale la resistenza dei popoli contro la sua disintegrazione diventa pericolosa riproposizione di fascismo, che nulla ha più a che vedere con quello storico ma diventato spauracchio contro il quale agitare la bandiera dell’antifascismo ad oltranza, declinato in tutte le salse.
🔸️ La stessa causa palestinese, per questo movimento che gode di ampie protezioni mediatiche e del sostegno della grande stampa globalista, non è più la causa di un popolo che giustamente rivendica la sua sovranità territoriale, il suo patriottismo, ma il pretesto ossessivo e a-storico per sbandierare in tutte le circostanze una solidarietà del tutto ideologica privata della sua verità.
🔸️ La sinistra di "classe" condivide l’humus cultural politico di quella cosmopolitista, ma si considera, appunto, di “classe”, se non rivoluzionaria.
🔸️ Appoggia il movimento francese solo perché anti-francese, il che spiega il grande imbarazzo dimostrato all’epoca dei gilet gialli, espressione popolare della Francia “profonda”. Per la sinistra globalista i gilet gialli erano semplicemente fascisti.
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🔴 L'autore analizza il movimento francese "anti-Francia" come strumento per distinguere le posizioni della sinistra italiana. Critica la sinistra globalista, accusata di sposare l'ideologia europeista e di favorire l'immigrazione per ridurre i costi del lavoro e frammentare le identità nazionali, etichettando la sovranità come fascismo. Viene contestata anche la sinistra di "classe", che sostiene il movimento francese solo per il suo carattere anti-nazionalista, ignorando la distruzione delle identità culturali operata dal liberismo. Entrambe le fazioni, secondo l'analisi, sostituiscono il proletariato con un sottoproletariato immigrato sradicato, nascondendo i danni materiali e sociali causati alle popolazioni locali e agli stessi immigrati marginalizzati.
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⏹️ I fatti francesi diventano un’utile e importante cartina di tornasole per vagliare le posizioni politiche di quei movimenti che pensano di trarre profitto dalle immigrazioni.
🔸️ Abbiamo una sinistra che sposa in pieno l’ideologia globalista, quindi europeista, quella che in nome di un universalismo cosmopolitista combatte tutto ciò che sa di stato nazione, di confini e di identità di popoli. La posizione maggioritaria all’interno dei movimenti pro immigrazionismo.
🔸️ Quella che ritiene reazionaria la contrarietà dei popoli europei a un’immigrazione che vivono come peggioramento delle proprie condizioni materiali di vita oltre che come fattore distruzione dei propri tessuti sociali e culturali.
🔸️ Un’immigrazione voluta e favorita dalle élite globaliste che hanno ben messo nel conto l’opportunità di flussi migratori che riducessero il costo della forza lavoro ma non di meno costringessero i popoli europei a rinunciare di sentirsi “padroni a casa propria”.
🔸️ Cosicché l’idea di sovranismo, riconosciuta dalle stesse costituzioni, diventa un’idea malvagia, egoistica, incline a non accettare politiche chiaramente liberiste e votate ad una militarizzazione degli stati europei considerata necessaria per sostenere la “minaccia” russa.
🔸️ È questo un movimento globalista per il quale la resistenza dei popoli contro la sua disintegrazione diventa pericolosa riproposizione di fascismo, che nulla ha più a che vedere con quello storico ma diventato spauracchio contro il quale agitare la bandiera dell’antifascismo ad oltranza, declinato in tutte le salse.
🔸️ La stessa causa palestinese, per questo movimento che gode di ampie protezioni mediatiche e del sostegno della grande stampa globalista, non è più la causa di un popolo che giustamente rivendica la sua sovranità territoriale, il suo patriottismo, ma il pretesto ossessivo e a-storico per sbandierare in tutte le circostanze una solidarietà del tutto ideologica privata della sua verità.
🔸️ La sinistra di "classe" condivide l’humus cultural politico di quella cosmopolitista, ma si considera, appunto, di “classe”, se non rivoluzionaria.
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LA SINISTRA E IL MOVIMENTO FRANCESE "ANTI-FRANCIA"
⏹️ I fatti francesi diventano un’utile e importante cartina di tornasole per vagliare le posizioni politiche di quei movimenti che pensano di trarre profitto dalle immigrazioni. 🔸️ Abbiamo una sinistra che sposa in pieno l’ideologia globalista, quindi europeista…
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Se la scienza può spiegarci i segreti della vita, la poesia sa tradurne le virtù in emozioni che fanno dell'Uomo non solo un aedo della bellezza, ma il primo difensore di sé stesso e della natura.
Duir, il saggio
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Duir, il saggio
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⚠️ UCRAINA, TRUMP METTE SOTTO SCACCO UE E ZELENSKY
Fabrizio Casari
🔵 ❗️PREMESSA : Il disastro energetico e politico dell'UE guidato da una masnada di imbecilli e di esaltati russofobi mettono l’intera Europa in ginocchio pur di tentare di salvare i governi francesi e tedesco. Ma per Merz e Macron sarà il combinato di stupidità politica e di ribellione sociale a decretarne la fine prima ancora che lo facciano le urne❗️
-------------------------------------
🔴 Trump sta forzando la fine del conflitto in Ucraina per riaprire il commercio energetico con la Russia, acquisendo asset di Lukoil insieme a Russia ed Emirati Arabi Uniti e negoziando la rimozione delle sanzioni. L'operazione, accompagnata da una prevista riattivazione del gasdotto North Stream, mira a fornire idrocarburi agli Stati Uniti a prezzi competitivi, da rivendere poi all'Europa, che vede diminuire la sua influenza e le proprie scorte. La Russia utilizza la crisi militare per consolidare i guadagni territoriali (Donbass, Odessa), mentre l'Ucraina, priva di fondi europei e risorse belliche, si trova in posizione di debolezza negoziale. L'autore critica la posizione dell'UE, che continua a sanzionare Mosca ignorando l'impatto economico e la strategia statunitense.
Sommario ⬆️
-------------------------------
⏹️ La fine della guerra tra NATO e Russia in Ucraina potrebbe aver trovato un primo concreto percorso.
🔹️ Non per una accresciuta disponibilità russa o ucraina di mettere fine al conflitto ma per una oggettiva impossibilità da parte della UE di continuare a finanziarla e per l'ultima decisione statunitense di riportare al centro della scacchiera i suoi interessi globali nel settore energetico.
🔹️ Ovvero riaprire un canale di approvvigionamento per i mercati con la rimessa in circolazione di gas e petrolio russi. Vi sarà l’acquisizione da parte di operatori statunitensi del ramo estero della Lukoil, sul quale già in passato erano arrivate offerte da grandi gruppi petroliferi.
🔹️ I negoziati in corso prevederebbero una soluzione che coinvolge Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti e vedrebbero la fine immediata delle sanzioni sia ovviamente alla Lukoil che alle altre società petrolifere russe.
🔹️ L’amministrazione Trump vuole la fine della guerra per riaprire rapporti economici con la Russia, soprattutto nel settore energetico, e per far entrare capitali americani negli asset russi oggi sottoposti a sanzioni.
🔹️ La Casa Bianca ha infatti esplicitamente parlato di pagamento iniziale e partecipazione agli utili per gli Stati Uniti.
🔹️ I riverberi di questo accordo sono diversi: ricavi per gli USA e dipendenza da essi per l’Europa; fine o quantomeno serio allentamento delle sanzioni per Mosca; Ucraina all’angolo negoziale oltre che militare.
🔹️ Che Trump stesse preparando un accordo con la Russia si era intuito con l’inaspettato (e privo di senso in un mercato già in crisi) inasprimento delle sanzioni sugli idrocarburi russi votato un mese addietro da Congresso e Senato.
🔹️ Com’è ormai consuetudine, Trump alza preventivamente al massimo livello possibile l’aggressività verso coloro con i quali poi intende sedersi a negoziare.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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🔴 Trump sta forzando la fine del conflitto in Ucraina per riaprire il commercio energetico con la Russia, acquisendo asset di Lukoil insieme a Russia ed Emirati Arabi Uniti e negoziando la rimozione delle sanzioni. L'operazione, accompagnata da una prevista riattivazione del gasdotto North Stream, mira a fornire idrocarburi agli Stati Uniti a prezzi competitivi, da rivendere poi all'Europa, che vede diminuire la sua influenza e le proprie scorte. La Russia utilizza la crisi militare per consolidare i guadagni territoriali (Donbass, Odessa), mentre l'Ucraina, priva di fondi europei e risorse belliche, si trova in posizione di debolezza negoziale. L'autore critica la posizione dell'UE, che continua a sanzionare Mosca ignorando l'impatto economico e la strategia statunitense.
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⏹️ La fine della guerra tra NATO e Russia in Ucraina potrebbe aver trovato un primo concreto percorso.
🔹️ Non per una accresciuta disponibilità russa o ucraina di mettere fine al conflitto ma per una oggettiva impossibilità da parte della UE di continuare a finanziarla e per l'ultima decisione statunitense di riportare al centro della scacchiera i suoi interessi globali nel settore energetico.
🔹️ Ovvero riaprire un canale di approvvigionamento per i mercati con la rimessa in circolazione di gas e petrolio russi. Vi sarà l’acquisizione da parte di operatori statunitensi del ramo estero della Lukoil, sul quale già in passato erano arrivate offerte da grandi gruppi petroliferi.
🔹️ I negoziati in corso prevederebbero una soluzione che coinvolge Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti e vedrebbero la fine immediata delle sanzioni sia ovviamente alla Lukoil che alle altre società petrolifere russe.
🔹️ L’amministrazione Trump vuole la fine della guerra per riaprire rapporti economici con la Russia, soprattutto nel settore energetico, e per far entrare capitali americani negli asset russi oggi sottoposti a sanzioni.
🔹️ La Casa Bianca ha infatti esplicitamente parlato di pagamento iniziale e partecipazione agli utili per gli Stati Uniti.
🔹️ I riverberi di questo accordo sono diversi: ricavi per gli USA e dipendenza da essi per l’Europa; fine o quantomeno serio allentamento delle sanzioni per Mosca; Ucraina all’angolo negoziale oltre che militare.
🔹️ Che Trump stesse preparando un accordo con la Russia si era intuito con l’inaspettato (e privo di senso in un mercato già in crisi) inasprimento delle sanzioni sugli idrocarburi russi votato un mese addietro da Congresso e Senato.
🔹️ Com’è ormai consuetudine, Trump alza preventivamente al massimo livello possibile l’aggressività verso coloro con i quali poi intende sedersi a negoziare.
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Ucraina, Trump mette sotto scacco UE e Zelensky -
La fine della guerra tra NATO e Russia in Ucraina potrebbe aver trovato un primo concreto percorso. Non per una accresciuta disponibilità russa o ucraina di
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⚠️ GLI STUPIDI STUPITI❗️
Il Fatto Quotidiano
🔵 ❗️All'Unione Europea servirebbero governanti un po’ meno dementi di Trump: non dovrebbe essere difficile trovarli, invece è impossibile❗️
🔴 L'autore Marco Travaglio critica l'incredulità delle cancellerie europee e della rappresentante UE Kaja Kallas di fronte all'accordo tra Trump e Putin, giudicato da lui una mossa per gli interessi USA (acquisto di gas russo e riduzione dei prezzi). Travaglio sostiene che l'abbandono dell'Ucraina da parte degli USA sia coerente con la loro politica estera storica, definisce il coinvolgimento ucraino nella guerra come un errore strategico imposto da Washington e Londra, e accusa l'Ue di finanziare inutilmente i bombardamenti ucraini su obiettivi russi, che contribuiscono ad aumentare i costi energetici europei.
Sommario ⬆️
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⏹️ Lo stupore delle cancellerie europee perché Trump ri-scarica Zelensky e si accorda con Putin per fare, una volta tanto, gli interessi del suo Paese, cioè per comprare gasolio russo e provare ad abbassare i prezzi, dà l’idea della crassa ignoranza di chi ci sgoverna.
🔘 Del resto la rappresentante per la politica estera Ue è Kaja Kallas, la spensierata (in senso etimologico) ex premier estone che l’anno scorso sgranò gli occhi perché la Cina festeggiava gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale.
🔘 A lei non risultano i 30 e passa milioni di morti cinesi per sconfiggere una delle tre potenze dell’Asse: il Giappone, alleato con la Germania nazista e l’Italia fascista.
🔘 Ora questi somari sulla storia almeno quanto sulla logica sono increduli perché gli ucraini (e gli europei al seguito) sono stati sedotti e abbandonati dagli Usa. Increduli pensano che sia un’altra mattana di Trump, che peraltro l’aveva promesso agli elettori (l’unico impegno mantenuto).
🔘 In realtà quella di aizzare popoli in giro per il mondo a fare guerre che interessano solo a Washington promettendo eterna fedeltà e darsela a gambe quando le perdono (cioè sempre, dal 1946) è una costante della politica Usa, con qualunque presidente.
🔘 Per informazioni, chiedere a vietnamiti, coreani, balcanici, afghani, iracheni, siriani, curdi, palestinesi, libici, egiziani e altri popoli delle “primavere arabe”, giù giù fino agli iraniani anti-regime e agli ucraini.
🔘 Che dovevano entrare nella Nato e nell’Ue (prospettive entrambe tramontate, la seconda non per colpa degli Usa) ed essere sostenuti fino alla fine in una guerra studiata a tavolino a Washington e a Londra.
Continua ⤵️
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🔵 ❗️All'Unione Europea servirebbero governanti un po’ meno dementi di Trump: non dovrebbe essere difficile trovarli, invece è impossibile❗️
🔴 L'autore Marco Travaglio critica l'incredulità delle cancellerie europee e della rappresentante UE Kaja Kallas di fronte all'accordo tra Trump e Putin, giudicato da lui una mossa per gli interessi USA (acquisto di gas russo e riduzione dei prezzi). Travaglio sostiene che l'abbandono dell'Ucraina da parte degli USA sia coerente con la loro politica estera storica, definisce il coinvolgimento ucraino nella guerra come un errore strategico imposto da Washington e Londra, e accusa l'Ue di finanziare inutilmente i bombardamenti ucraini su obiettivi russi, che contribuiscono ad aumentare i costi energetici europei.
Sommario ⬆️
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⏹️ Lo stupore delle cancellerie europee perché Trump ri-scarica Zelensky e si accorda con Putin per fare, una volta tanto, gli interessi del suo Paese, cioè per comprare gasolio russo e provare ad abbassare i prezzi, dà l’idea della crassa ignoranza di chi ci sgoverna.
🔘 Del resto la rappresentante per la politica estera Ue è Kaja Kallas, la spensierata (in senso etimologico) ex premier estone che l’anno scorso sgranò gli occhi perché la Cina festeggiava gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale.
🔘 A lei non risultano i 30 e passa milioni di morti cinesi per sconfiggere una delle tre potenze dell’Asse: il Giappone, alleato con la Germania nazista e l’Italia fascista.
🔘 Ora questi somari sulla storia almeno quanto sulla logica sono increduli perché gli ucraini (e gli europei al seguito) sono stati sedotti e abbandonati dagli Usa. Increduli pensano che sia un’altra mattana di Trump, che peraltro l’aveva promesso agli elettori (l’unico impegno mantenuto).
🔘 In realtà quella di aizzare popoli in giro per il mondo a fare guerre che interessano solo a Washington promettendo eterna fedeltà e darsela a gambe quando le perdono (cioè sempre, dal 1946) è una costante della politica Usa, con qualunque presidente.
🔘 Per informazioni, chiedere a vietnamiti, coreani, balcanici, afghani, iracheni, siriani, curdi, palestinesi, libici, egiziani e altri popoli delle “primavere arabe”, giù giù fino agli iraniani anti-regime e agli ucraini.
🔘 Che dovevano entrare nella Nato e nell’Ue (prospettive entrambe tramontate, la seconda non per colpa degli Usa) ed essere sostenuti fino alla fine in una guerra studiata a tavolino a Washington e a Londra.
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⏹️ Lo stupore delle cancellerie europee perché Trump ri-scarica Zelensky e si accorda con Putin per fare, una volta tanto, gli interessi del suo Paese, cioè per comprare gasolio russo e provare ad abbassare i prezzi, dà l’idea della crassa ignoranza di chi…
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⚠️ CREDIBILITÀ SULL’UCRAINA❓️
Giancarlo Infante
🔴 Giorgia Meloni ha costruito la credibilità dell'Italia sull'Ucraina mediante un forte sostegno retorico per legittimarsi in NATO, ma il contributo materiale è stato minimo (<1% secondo il Kiel Institute). Il cambio di strategia USA sotto Trump, che chiede concessioni alla Russia, ha messo in crisi la linea italiana, portando a una bozza di risoluzione parlamentare che abbandona l'appoggio militare esplicito a favore di una "via italiana" di mediazione.
L'autore critica l'abbandono di un'alternativa originale basata sul modello di autonomia dell'Alto Adige, che avrebbe potuto offrire all'Italia un ruolo di mediazione credibile e filo-ucraino. L'Italia ha optato per l'appiattimento sulla linea dura, risultando oggi senza peso reale: considerata ostile da Mosca e non determinante per Kiev, la nuova posizione appare frammentata e divisa all'interno del contesto politico nazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’Italia ha costruito la sua credibilità sull’Ucraina con le parole. Dal 2022, Giorgia Meloni ha scelto la linea del sostegno a Kiev fino a giungere alla “vittoria finale”.
🔹️ Il tutto per legittimarsi agli occhi di Biden e della NATO, cancellando ogni ambiguità passata di gran parte della destra su Putin. Così è entrata nell’ala più oltranzista dell’Alleanza.
🔹️ Il problema è che ai proclami non sono seguiti aiuti sostanziosi. Secondo il Kiel Institute, l’Italia pesa meno dell’1% del sostegno occidentale a Kiev.
🔹️ Molta retorica, pochi Samp-T, vecchia artiglieria, nessun contributo decisivo. Un alleato a parole, ma rimasto molto ai margini sul piano militare.
🔹️ In ogni caso, il ritorno di Donald Trump ha fatto saltare lo schema seguito dalla Meloni. La Casa Bianca di oggi non ha affatto la stessa idea di quella di quando l’inquilino era Joe Biden.
🔹️ Non è da oggi che Trump chiede a Zelensky concessioni territoriali a favore della Russia e riapre al gas russo. Ha finito per spiazzare Roma, che aveva scommesso tutto sull’atlantismo muscolare per accreditarsi.
🔹️ La nuova bozza di risoluzione che la maggioranza si accinge a sottoporre domani al voto del Parlamento sull’Ucraina ne potrebbe essere la prova.
🔹️ Sparirebbe la parola “militare” dal dispositivo, non citerebbe mai Trump per non criticarlo, ed inventerebbe “una via italiana” sostanziata dalla proposta di individuare “un inviato speciale” e di un gruppo di stati negoziatori.
🔹️ Non è mediazione, è galleggiamento: anche alla luce della piega che stanno continuando a confermare i duri scambi di colpi che continuano tra Mosca e Kiev.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Giancarlo Infante
🔴 Giorgia Meloni ha costruito la credibilità dell'Italia sull'Ucraina mediante un forte sostegno retorico per legittimarsi in NATO, ma il contributo materiale è stato minimo (<1% secondo il Kiel Institute). Il cambio di strategia USA sotto Trump, che chiede concessioni alla Russia, ha messo in crisi la linea italiana, portando a una bozza di risoluzione parlamentare che abbandona l'appoggio militare esplicito a favore di una "via italiana" di mediazione.
L'autore critica l'abbandono di un'alternativa originale basata sul modello di autonomia dell'Alto Adige, che avrebbe potuto offrire all'Italia un ruolo di mediazione credibile e filo-ucraino. L'Italia ha optato per l'appiattimento sulla linea dura, risultando oggi senza peso reale: considerata ostile da Mosca e non determinante per Kiev, la nuova posizione appare frammentata e divisa all'interno del contesto politico nazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’Italia ha costruito la sua credibilità sull’Ucraina con le parole. Dal 2022, Giorgia Meloni ha scelto la linea del sostegno a Kiev fino a giungere alla “vittoria finale”.
🔹️ Il tutto per legittimarsi agli occhi di Biden e della NATO, cancellando ogni ambiguità passata di gran parte della destra su Putin. Così è entrata nell’ala più oltranzista dell’Alleanza.
🔹️ Il problema è che ai proclami non sono seguiti aiuti sostanziosi. Secondo il Kiel Institute, l’Italia pesa meno dell’1% del sostegno occidentale a Kiev.
🔹️ Molta retorica, pochi Samp-T, vecchia artiglieria, nessun contributo decisivo. Un alleato a parole, ma rimasto molto ai margini sul piano militare.
🔹️ In ogni caso, il ritorno di Donald Trump ha fatto saltare lo schema seguito dalla Meloni. La Casa Bianca di oggi non ha affatto la stessa idea di quella di quando l’inquilino era Joe Biden.
🔹️ Non è da oggi che Trump chiede a Zelensky concessioni territoriali a favore della Russia e riapre al gas russo. Ha finito per spiazzare Roma, che aveva scommesso tutto sull’atlantismo muscolare per accreditarsi.
🔹️ La nuova bozza di risoluzione che la maggioranza si accinge a sottoporre domani al voto del Parlamento sull’Ucraina ne potrebbe essere la prova.
🔹️ Sparirebbe la parola “militare” dal dispositivo, non citerebbe mai Trump per non criticarlo, ed inventerebbe “una via italiana” sostanziata dalla proposta di individuare “un inviato speciale” e di un gruppo di stati negoziatori.
🔹️ Non è mediazione, è galleggiamento: anche alla luce della piega che stanno continuando a confermare i duri scambi di colpi che continuano tra Mosca e Kiev.
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ DAWN OF YEMEN❗️
Filippo Bovo
🔴 L'operazione militare "Dawn of Yemen", intrapresa dall'Arabia Saudita contro i ribelli Ansar Allah, si rivela insostenibile e dannosa per le economie regionali, spingendo verso una riapertura delle trattative. Teheran, inizialmente osservatrice, sta emergendo come mediatore chiave per facilitare il dialogo diplomatico tra le parti.
• I recenti contatti tra i ministri degli Esteri saudita (Faisal bin Farhan) e iraniano (Abbas Araqchi) confermano la disponibilità iraniana a mediare.
• L'Iran avverte che l'escalation militare complessifica la crisi, mentre Riad valuta l'impossibilità di ottenere condizioni favorevoli senza un negoziato.
• L'autore attribuisce la spinta al conflitto a lungo continuato più agli interessi USA che a quelli sauditi, ora orientati verso la stabilizzazione diplomatica.
Sommario ⬆️
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⏹️ La cecità di un conflitto che vede, ad un aggressore che ha tutto da perdere, contrapporsi un aggredito che al contrario da perdere non ha proprio nulla, al di fuori delle sue catene.
🔸️ Pertanto, anche la non sostenibilità dell'operazione militare che ne deriva, visto che "Dawn of Yemen" sembra combattuta più sul territorio dell'aggressore che dell'aggredito, quantomeno per entità degli effetti riportati, ed ancor più loro tollerabilità.
🔸️ Le ricadute a livello internazionale, dacché l'alea derivante dalle ostilità pesa incisivamente su mercati ed economie; tutto questo fa sì che, ad un certo punto, l'idea di rilanciare la linea negoziale non appaia più tanto peregrina.
🔸️ A dir la verità, peregrina non lo era parsa mai; ma è proprio adesso, con l'operazione "Dawn of Yemen" ancora nel vivo, per quanto in visibile affanno, che nuove condizioni per un suo rilancio sembrano riaprirsi.
🔸️ Non si tratta di un fatto insolito: in fondo, quando una situazione di conflittualità può prolungarsi e radicalizzarsi eccessivamente, con ulteriori rischi per il futuro, c'è sempre qualche "terza parte" che può farsi avanti.
🔸️ Se, per giunta, questa ha pure profonde diramazioni che la collegano, per vie dirette ed indirette, ad entrambe le parti, tanto meglio.
🔸️ Nel caso dell'Iran, poteva persino apparire scontato: da Teheran, dove già erano stati in altri momenti interpellati, sin qui hanno assistito alle dinamiche del conflitto osservandone sviluppi non difficili, del resto, da prevedere.
🔸️ Hanno aspettato che l'Arabia Saudita consumasse le carte teoricamente disponibili in alternativa ad un'immediata politica negoziale, che peraltro a Riayd era gradita e caldeggiata sin dai primi giorni dell'attuale crisi con Ansar Allah, apertasi a luglio e scoppiata "irrimediabilmente" a settembre.
🔸️ Se a Riyad l'idea di un negoziato con Ansar Allah piaceva, come peraltro era piaciuta anche nel 2022, il punto risiedeva nelle condizioni che si sarebbero potute strappare stavolta.
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• I recenti contatti tra i ministri degli Esteri saudita (Faisal bin Farhan) e iraniano (Abbas Araqchi) confermano la disponibilità iraniana a mediare.
• L'Iran avverte che l'escalation militare complessifica la crisi, mentre Riad valuta l'impossibilità di ottenere condizioni favorevoli senza un negoziato.
• L'autore attribuisce la spinta al conflitto a lungo continuato più agli interessi USA che a quelli sauditi, ora orientati verso la stabilizzazione diplomatica.
Sommario ⬆️
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⏹️ La cecità di un conflitto che vede, ad un aggressore che ha tutto da perdere, contrapporsi un aggredito che al contrario da perdere non ha proprio nulla, al di fuori delle sue catene.
🔸️ Pertanto, anche la non sostenibilità dell'operazione militare che ne deriva, visto che "Dawn of Yemen" sembra combattuta più sul territorio dell'aggressore che dell'aggredito, quantomeno per entità degli effetti riportati, ed ancor più loro tollerabilità.
🔸️ Le ricadute a livello internazionale, dacché l'alea derivante dalle ostilità pesa incisivamente su mercati ed economie; tutto questo fa sì che, ad un certo punto, l'idea di rilanciare la linea negoziale non appaia più tanto peregrina.
🔸️ A dir la verità, peregrina non lo era parsa mai; ma è proprio adesso, con l'operazione "Dawn of Yemen" ancora nel vivo, per quanto in visibile affanno, che nuove condizioni per un suo rilancio sembrano riaprirsi.
🔸️ Non si tratta di un fatto insolito: in fondo, quando una situazione di conflittualità può prolungarsi e radicalizzarsi eccessivamente, con ulteriori rischi per il futuro, c'è sempre qualche "terza parte" che può farsi avanti.
🔸️ Se, per giunta, questa ha pure profonde diramazioni che la collegano, per vie dirette ed indirette, ad entrambe le parti, tanto meglio.
🔸️ Nel caso dell'Iran, poteva persino apparire scontato: da Teheran, dove già erano stati in altri momenti interpellati, sin qui hanno assistito alle dinamiche del conflitto osservandone sviluppi non difficili, del resto, da prevedere.
🔸️ Hanno aspettato che l'Arabia Saudita consumasse le carte teoricamente disponibili in alternativa ad un'immediata politica negoziale, che peraltro a Riayd era gradita e caldeggiata sin dai primi giorni dell'attuale crisi con Ansar Allah, apertasi a luglio e scoppiata "irrimediabilmente" a settembre.
🔸️ Se a Riyad l'idea di un negoziato con Ansar Allah piaceva, come peraltro era piaciuta anche nel 2022, il punto risiedeva nelle condizioni che si sarebbero potute strappare stavolta.
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⚠️ IN QUALE SCENARIO POTREBBE VERIFICARSI UNA MOBILITAZIONE IN RUSSIA E COME POTREBBE REAGIRE L’UE?
Andrew Korybko
🔴 L'articolo, basato sulle analisi di Andrew Korybko, ipotizza che la Russia potrebbe dichiarare una mobilitazione parziale per sfruttare una potenziale svolta strategica ottenuta tramite attacchi sistematici alle infrastrutture ucraine. L'autore suggerisce che l'UE e la NATO utilizzerebbero questo evento come pretesto per alimentare la paura verso Mosca, con l'obiettivo di ricompattare l'elettorato, centralizzare il potere politico-militare europeo e giustificare un'escalation, inclusa la possibilità di un'operazione "false flag". Il testo conclude avvertendo che un conflitto diretto tra Russia e NATO comporterebbe un breve scontro con la minaccia di ricorso all'arma nucleare russa per legittima difesa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il Telegraph ha recentemente sostenuto che Putin stia preparando una “mobilitazione occulta”, ovvero una serie di preparativi amministrativi da attuare qualora decidesse di proclamare la mobilitazione.
🔹️ La sostanza di queste voci non è nuova; Putin aveva già risposto a inizio settembre affermando: “Al momento non esiste alcuno scenario che richieda una mobilitazione.
🔹️ Si tratta di un attacco informativo da parte del nemico alla vigilia delle elezioni per la Duma di Stato, nel tentativo di influenzarne i risultati”.
🔹️ Entrambe le parti della sua dichiarazione corrispondono al vero, ma non si può escludere che le circostanze cambino; in tal caso, vale la pena analizzare lo scenario in cui potrebbe verificarsi una mobilitazione e come l’UE potrebbe reagire.
🔹️ La campagna di attacchi russi minaccia di paralizzare la logistica militare ucraina, qualora venisse condotta in modo sistematico da qui al prossimo inverno, accompagnata da attacchi altrettanto sistematici contro depositi di carburante, porti, centrali elettriche e altre infrastrutture.
🔹️ Se gli strateghi militari russi dovessero ritenere che ciò possa portare alla tanto attesa svolta sul fronte, potrebbero consigliare a Putin di replicare quanto fatto quattro anni fa, proclamando una mobilitazione parziale di riservisti esperti per sfruttare tale sfondamento.
🔹️ L’obiettivo sarebbe quello di impiegare una maggiore forza militare in questo momento strategicamente vantaggioso, per costringere l’Ucraina ad accettare tutte le richieste russe, o almeno il maggior numero possibile di esse, e porre fine al conflitto con una vittoria della Russia.
🔹️Si tratta di uno scenario plausibile in cui potrebbe essere dichiarata almeno una mobilitazione parziale; un’eventualità a cui la E-NATO si sta probabilmente già preparando, come dimostrerebbe il recente allarmismo isterico riguardo a un imminente attacco russo contro diversi membri dell’alleanza.
🔹️ Alla luce della rapida evoluzione delle dinamiche strategico-militari del conflitto, causata dalla già citata campagna di attacchi sistematici della Russia, tale narrazione può essere interpretata, come un’opera di condizionamento preventivo.
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Andrew Korybko
🔴 L'articolo, basato sulle analisi di Andrew Korybko, ipotizza che la Russia potrebbe dichiarare una mobilitazione parziale per sfruttare una potenziale svolta strategica ottenuta tramite attacchi sistematici alle infrastrutture ucraine. L'autore suggerisce che l'UE e la NATO utilizzerebbero questo evento come pretesto per alimentare la paura verso Mosca, con l'obiettivo di ricompattare l'elettorato, centralizzare il potere politico-militare europeo e giustificare un'escalation, inclusa la possibilità di un'operazione "false flag". Il testo conclude avvertendo che un conflitto diretto tra Russia e NATO comporterebbe un breve scontro con la minaccia di ricorso all'arma nucleare russa per legittima difesa.
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⏹️ Il Telegraph ha recentemente sostenuto che Putin stia preparando una “mobilitazione occulta”, ovvero una serie di preparativi amministrativi da attuare qualora decidesse di proclamare la mobilitazione.
🔹️ La sostanza di queste voci non è nuova; Putin aveva già risposto a inizio settembre affermando: “Al momento non esiste alcuno scenario che richieda una mobilitazione.
🔹️ Si tratta di un attacco informativo da parte del nemico alla vigilia delle elezioni per la Duma di Stato, nel tentativo di influenzarne i risultati”.
🔹️ Entrambe le parti della sua dichiarazione corrispondono al vero, ma non si può escludere che le circostanze cambino; in tal caso, vale la pena analizzare lo scenario in cui potrebbe verificarsi una mobilitazione e come l’UE potrebbe reagire.
🔹️ La campagna di attacchi russi minaccia di paralizzare la logistica militare ucraina, qualora venisse condotta in modo sistematico da qui al prossimo inverno, accompagnata da attacchi altrettanto sistematici contro depositi di carburante, porti, centrali elettriche e altre infrastrutture.
🔹️ Se gli strateghi militari russi dovessero ritenere che ciò possa portare alla tanto attesa svolta sul fronte, potrebbero consigliare a Putin di replicare quanto fatto quattro anni fa, proclamando una mobilitazione parziale di riservisti esperti per sfruttare tale sfondamento.
🔹️ L’obiettivo sarebbe quello di impiegare una maggiore forza militare in questo momento strategicamente vantaggioso, per costringere l’Ucraina ad accettare tutte le richieste russe, o almeno il maggior numero possibile di esse, e porre fine al conflitto con una vittoria della Russia.
🔹️Si tratta di uno scenario plausibile in cui potrebbe essere dichiarata almeno una mobilitazione parziale; un’eventualità a cui la E-NATO si sta probabilmente già preparando, come dimostrerebbe il recente allarmismo isterico riguardo a un imminente attacco russo contro diversi membri dell’alleanza.
🔹️ Alla luce della rapida evoluzione delle dinamiche strategico-militari del conflitto, causata dalla già citata campagna di attacchi sistematici della Russia, tale narrazione può essere interpretata, come un’opera di condizionamento preventivo.
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Telegraph
IN QUALE SCENARIO POTREBBE VERIFICARSI UNA MOBILITAZIONE IN RUSSIA E COME POTREBBE REAGIRE L’UE?
⏹️ Il Telegraph ha recentemente sostenuto che Putin stia preparando una “mobilitazione occulta”, ovvero una serie di preparativi amministrativi da attuare qualora decidesse di proclamare la mobilitazione. 🔹️ La sostanza di queste voci non è nuova; Putin aveva…
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⚠️ LA CIVILTÀ PIEGATA ALLA DIMENSIONE ECONOMICA❗️
Martino Mora
🔴 L'autore Martino Mora sostiene che l'economia come centro assoluto della civiltà moderna ha distrutto le dimensioni spirituale e comunitaria, riducendo gli individui a "atomi" intercambiabili e sostituendo la gerarchia qualitativa con quella quantitativa della ricchezza. Secondo l'analisi, la democrazia si è rivelata plutocrazia, tutto è diventato merce (inclusi gli esseri umani), e la libertà è ridotta a un'individuale liberazione dai vincoli tradizionali. Questa fase, descritta come una "nuova barbarie" nichilista e materialista, deifica l'uomo mentre lo abbrutisce, trasformando la ragione in mero calcolo e la tecnologia in strumento di dominio.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nel momento stesso in cui una civiltà fa della dimensione economica il proprio centro assoluto, essa non solo perde progressivamente la sua dimensione spirituale, ma si atomizza nell’incapacità di pensare se stessa come somma di individui, cioè di atomi intercambiabili.
🔹️ Qualsiasi ordine gerarchico qualitativo è perduto per sempre, l’eguaglianza diventa valore supremo, mentre l’unica reale gerarchia accettata è quella quantitativa della ricchezza, tra atomi umani dal diverso reddito e capacità di acquisto.
🔹️ Si nega ogni vera autorità. Resta solo il vero potere globale, il più subdolo e spietato: quello del denaro. La democrazia si rivela plutocrazia, mentre il pensiero unico restringe gli spazi di libertà.
🔹️ Tutto viene ridotto a merce: anche lo sperma, gli ovuli, i bambini da produrre in laboratorio e gli uteri da affittare per nove mesi.
🔹️ Nella modernità liberalcapitalista, qualsiasi visione olistica, cioè comunitaria, si perde, e la libertà e i "diritti" vengono concepiti quasi esclusivamente come liberazione individuale da tutti i vincoli.
🔹️ Da vincoli religiosi, etnici, comunitari, familiari, infine sessuali (i “generi” immaginati e immaginari diventano molteplici).
🔹️ Allo stesso tempo si diffonde l‘ideale animale, che riduce l’essere umano ad una bestia come le altre (una bestia per di più ormai sterile), al contempo si afferma l’assoluta sovranità del medesimo ’animale umano come dio di se stesso.
Continua ⤵️
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Martino Mora
🔴 L'autore Martino Mora sostiene che l'economia come centro assoluto della civiltà moderna ha distrutto le dimensioni spirituale e comunitaria, riducendo gli individui a "atomi" intercambiabili e sostituendo la gerarchia qualitativa con quella quantitativa della ricchezza. Secondo l'analisi, la democrazia si è rivelata plutocrazia, tutto è diventato merce (inclusi gli esseri umani), e la libertà è ridotta a un'individuale liberazione dai vincoli tradizionali. Questa fase, descritta come una "nuova barbarie" nichilista e materialista, deifica l'uomo mentre lo abbrutisce, trasformando la ragione in mero calcolo e la tecnologia in strumento di dominio.
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⏹️ Nel momento stesso in cui una civiltà fa della dimensione economica il proprio centro assoluto, essa non solo perde progressivamente la sua dimensione spirituale, ma si atomizza nell’incapacità di pensare se stessa come somma di individui, cioè di atomi intercambiabili.
🔹️ Qualsiasi ordine gerarchico qualitativo è perduto per sempre, l’eguaglianza diventa valore supremo, mentre l’unica reale gerarchia accettata è quella quantitativa della ricchezza, tra atomi umani dal diverso reddito e capacità di acquisto.
🔹️ Si nega ogni vera autorità. Resta solo il vero potere globale, il più subdolo e spietato: quello del denaro. La democrazia si rivela plutocrazia, mentre il pensiero unico restringe gli spazi di libertà.
🔹️ Tutto viene ridotto a merce: anche lo sperma, gli ovuli, i bambini da produrre in laboratorio e gli uteri da affittare per nove mesi.
🔹️ Nella modernità liberalcapitalista, qualsiasi visione olistica, cioè comunitaria, si perde, e la libertà e i "diritti" vengono concepiti quasi esclusivamente come liberazione individuale da tutti i vincoli.
🔹️ Da vincoli religiosi, etnici, comunitari, familiari, infine sessuali (i “generi” immaginati e immaginari diventano molteplici).
🔹️ Allo stesso tempo si diffonde l‘ideale animale, che riduce l’essere umano ad una bestia come le altre (una bestia per di più ormai sterile), al contempo si afferma l’assoluta sovranità del medesimo ’animale umano come dio di se stesso.
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LA CIVILTÀ PIEGATA ALLA DIMENSIONE ECONOMICA
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⚠️ TELENOVELA-HORROR IN DIRETTA WEB❗️
Massimo Fini
🔴 Massimo Fini condanna la decisione di Donald Trump di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di Nidal Hasan, paragonando l'evento a una "telenovela-horror" che esalta la spettacolarizzazione della morte e viola l'intimità del momento finale, a differenza della storica riservatezza mostrata alla morte di Enrico Berlinguer nel 1984.
Sommario ⬆️
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⏹️ Quando nel 1984 durante un comizio Enrico Berlinguer, segretario del Pc, si accasciò sul palco colpito da un ictus devastante, la Rai troncò le trasmissioni.
🎯 Il momento della morte è il più intimo della vita di un uomo, tanto che i malati terminali al momento del dunque si voltano verso il muro. Non vogliono essere visti.
🎯 Ma quando, solo vent’anni dopo, il calciatore ungherese Miklos Feher si afflosciò lentamente sul terreno di gioco, allargando le braccia in segno di resa, tutte le televisioni del mondo si accanirono su quell’immagine.
🎯 Adesso Trump più che J.D. Vance che è cattolico, ha espresso qualche perplessità, ha deciso non solo di rendere pubblica l’esecuzione della pena di morte a carico di Nidal Hasan, autore della strage di Fort Hood, in Texas dove uccise tredici persone e ne ferì trentuno, ma di trasmetterla in diretta streaming.
🎯 Quasi fosse una telenovela. E si può facilmente immaginare che con l’apporto dei social e dell’IA o ‘Super Intelligenza’, come la chiama Trump, la trasmissione di questo orrore diventerà virale, cioè mondiale.
🎯 Berlinguer era un politico sensibile che incarnava la speranza di milioni di uomini. Ma è bastato che qualche centimetro della sua carne più segreta cedesse e non era più nulla. Evidentemente non reggeva la responsabilità che pesava sulle sue spalle.
🎯 C’è una grande contraddizione in questo mondo pieno di contraddizioni: da una parte si eliminano tutti i segni del lutto, il fiocco nero al portone dell’inquilino deceduto, il libro di condoglianze in portineria che i coinquilini potevano firmare, magari aggiungendo qualche parola di conforto per i familiari. Dall’altra si riduce la morte a una telenovela.
🎯 C’è una consolazione seppur magra: l’esecuzione avverrà per fucilazione, come ai vecchi tempi e non con la sedia elettrica o per iniezione.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Massimo Fini
🔴 Massimo Fini condanna la decisione di Donald Trump di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di Nidal Hasan, paragonando l'evento a una "telenovela-horror" che esalta la spettacolarizzazione della morte e viola l'intimità del momento finale, a differenza della storica riservatezza mostrata alla morte di Enrico Berlinguer nel 1984.
Sommario ⬆️
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⏹️ Quando nel 1984 durante un comizio Enrico Berlinguer, segretario del Pc, si accasciò sul palco colpito da un ictus devastante, la Rai troncò le trasmissioni.
🎯 Il momento della morte è il più intimo della vita di un uomo, tanto che i malati terminali al momento del dunque si voltano verso il muro. Non vogliono essere visti.
🎯 Ma quando, solo vent’anni dopo, il calciatore ungherese Miklos Feher si afflosciò lentamente sul terreno di gioco, allargando le braccia in segno di resa, tutte le televisioni del mondo si accanirono su quell’immagine.
🎯 Adesso Trump più che J.D. Vance che è cattolico, ha espresso qualche perplessità, ha deciso non solo di rendere pubblica l’esecuzione della pena di morte a carico di Nidal Hasan, autore della strage di Fort Hood, in Texas dove uccise tredici persone e ne ferì trentuno, ma di trasmetterla in diretta streaming.
🎯 Quasi fosse una telenovela. E si può facilmente immaginare che con l’apporto dei social e dell’IA o ‘Super Intelligenza’, come la chiama Trump, la trasmissione di questo orrore diventerà virale, cioè mondiale.
🎯 Berlinguer era un politico sensibile che incarnava la speranza di milioni di uomini. Ma è bastato che qualche centimetro della sua carne più segreta cedesse e non era più nulla. Evidentemente non reggeva la responsabilità che pesava sulle sue spalle.
🎯 C’è una grande contraddizione in questo mondo pieno di contraddizioni: da una parte si eliminano tutti i segni del lutto, il fiocco nero al portone dell’inquilino deceduto, il libro di condoglianze in portineria che i coinquilini potevano firmare, magari aggiungendo qualche parola di conforto per i familiari. Dall’altra si riduce la morte a una telenovela.
🎯 C’è una consolazione seppur magra: l’esecuzione avverrà per fucilazione, come ai vecchi tempi e non con la sedia elettrica o per iniezione.
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TELENOVELA-HORROR IN DIRETTA WEB
⏹️ Quando nel 1984 durante un comizio Enrico Berlinguer, segretario del Pc, si accasciò sul palco colpito da un ictus devastante, la Rai troncò le trasmissioni. 🎯 Il momento della morte è il più intimo della vita di un uomo, tanto che i malati terminali al…
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⚠️ XI “CI ASCOLTA” TRAMITE I MODERNI VEICOLI? NON ESATTAMENTE …❗️
Patrizio Ricci
🔴 Un'inchiesta di La Verità evidenzia i rischi di sicurezza nazionali legati ai veicoli intelligenti cinesi, come le auto Changan usate da militari norvegesi e gli autobus Yutong che tentano di collegarsi a server in Cina, rivelando la capacità di tracciare dati sensibili e di disattivare i mezzi da remoto. L'autore, Patrizio Ricci, però, ridimensiona il fenomeno, sottolineando che la maggior parte dei veicoli moderni occidentali adotta una simile architettura di raccolta dati tramite sensori, telecamere e connessioni cloud, esponendo gli utenti a sorveglianza di massa e vendita di dati personali. Di conseguenza, la questione non è solo geopolitica, ma sistemica: è necessaria una severa regolamentazione legislativa globale per limitare l'estrazione di dati da parte dell'intera industria automobilistica, a prescindere dal paese di origine dei produttori.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo.
🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari norvegesi hanno ripiegato sull’utilizzo a noleggio di modelli d'auto intelligenti di fabbricazione del gruppo statale cinese Changan, durante una delicata esercitazione militare.
🔹️ Solo in un secondo momento il personale della difesa si è reso conto che le telecamere di bordo e i sofisticati sensori di queste vetture stavano in realtà registrando ogni movimento dei soldati.
🔹️ La gravità della situazione è emersa quando si è scoperto che i veicoli erano persino riusciti a filmare e archiviare le password e i codici digitali che i militari digitavano sui tastierini per superare i checkpoint di massima sicurezza.
🔹️ Il problema, tuttavia, non si limita al singolo caso delle automobili impiegate in via eccezionale durante le manovre militari.
🔹️ Il quotidiano descrive anche l’esito inquietante di alcuni test specifici condotti da una società di trasporti pubblici in Norvegia, la quale ha deciso di esaminare alcuni autobus elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong confinandoli all’interno di una grotta sotterranea.
🔹️ I risultati hanno rivelato che i mezzi cercavano ripetutamente di collegarsi in automatico alle reti mobili per comunicare con i server situati in Cina.
🔹️ Il costruttore detiene infatti un accesso digitale diretto a ogni singolo veicolo, ufficialmente giustificato dalla necessità di eseguire aggiornamenti software e operazioni di diagnostica di routine.
🔹️ Questa architettura telematica, sebbene indubbiamente utile dal punto di vista ingegneristico e della manutenzione predittiva, implica che gli autobus potrebbero teoricamente essere bloccati o resi completamente inutilizzabili da remoto in qualsiasi momento.
Continua ⤵️
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Patrizio Ricci
🔴 Un'inchiesta di La Verità evidenzia i rischi di sicurezza nazionali legati ai veicoli intelligenti cinesi, come le auto Changan usate da militari norvegesi e gli autobus Yutong che tentano di collegarsi a server in Cina, rivelando la capacità di tracciare dati sensibili e di disattivare i mezzi da remoto. L'autore, Patrizio Ricci, però, ridimensiona il fenomeno, sottolineando che la maggior parte dei veicoli moderni occidentali adotta una simile architettura di raccolta dati tramite sensori, telecamere e connessioni cloud, esponendo gli utenti a sorveglianza di massa e vendita di dati personali. Di conseguenza, la questione non è solo geopolitica, ma sistemica: è necessaria una severa regolamentazione legislativa globale per limitare l'estrazione di dati da parte dell'intera industria automobilistica, a prescindere dal paese di origine dei produttori.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo.
🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari norvegesi hanno ripiegato sull’utilizzo a noleggio di modelli d'auto intelligenti di fabbricazione del gruppo statale cinese Changan, durante una delicata esercitazione militare.
🔹️ Solo in un secondo momento il personale della difesa si è reso conto che le telecamere di bordo e i sofisticati sensori di queste vetture stavano in realtà registrando ogni movimento dei soldati.
🔹️ La gravità della situazione è emersa quando si è scoperto che i veicoli erano persino riusciti a filmare e archiviare le password e i codici digitali che i militari digitavano sui tastierini per superare i checkpoint di massima sicurezza.
🔹️ Il problema, tuttavia, non si limita al singolo caso delle automobili impiegate in via eccezionale durante le manovre militari.
🔹️ Il quotidiano descrive anche l’esito inquietante di alcuni test specifici condotti da una società di trasporti pubblici in Norvegia, la quale ha deciso di esaminare alcuni autobus elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong confinandoli all’interno di una grotta sotterranea.
🔹️ I risultati hanno rivelato che i mezzi cercavano ripetutamente di collegarsi in automatico alle reti mobili per comunicare con i server situati in Cina.
🔹️ Il costruttore detiene infatti un accesso digitale diretto a ogni singolo veicolo, ufficialmente giustificato dalla necessità di eseguire aggiornamenti software e operazioni di diagnostica di routine.
🔹️ Questa architettura telematica, sebbene indubbiamente utile dal punto di vista ingegneristico e della manutenzione predittiva, implica che gli autobus potrebbero teoricamente essere bloccati o resi completamente inutilizzabili da remoto in qualsiasi momento.
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Telegraph
XI “CI ASCOLTA” TRAMITE I MODERNI VEICOLI? NON ESATTAMENTE …
⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo. 🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ XI “CI ASCOLTA” TRAMITE I MODERNI VEICOLI? NON ESATTAMENTE …❗️
Patrizio Ricci
🔴 Un'inchiesta di La Verità evidenzia i rischi di sicurezza nazionali legati ai veicoli intelligenti cinesi, come le auto Changan usate da militari norvegesi e gli autobus Yutong che tentano di collegarsi a server in Cina, rivelando la capacità di tracciare dati sensibili e di disattivare i mezzi da remoto. L'autore, Patrizio Ricci, però, ridimensiona il fenomeno, sottolineando che la maggior parte dei veicoli moderni occidentali adotta una simile architettura di raccolta dati tramite sensori, telecamere e connessioni cloud, esponendo gli utenti a sorveglianza di massa e vendita di dati personali. Di conseguenza, la questione non è solo geopolitica, ma sistemica: è necessaria una severa regolamentazione legislativa globale per limitare l'estrazione di dati da parte dell'intera industria automobilistica, a prescindere dal paese di origine dei produttori.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo.
🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari norvegesi hanno ripiegato sull’utilizzo a noleggio di modelli d'auto intelligenti di fabbricazione del gruppo statale cinese Changan, durante una delicata esercitazione militare.
🔹️ Solo in un secondo momento il personale della difesa si è reso conto che le telecamere di bordo e i sofisticati sensori di queste vetture stavano in realtà registrando ogni movimento dei soldati.
🔹️ La gravità della situazione è emersa quando si è scoperto che i veicoli erano persino riusciti a filmare e archiviare le password e i codici digitali che i militari digitavano sui tastierini per superare i checkpoint di massima sicurezza.
🔹️ Il problema, tuttavia, non si limita al singolo caso delle automobili impiegate in via eccezionale durante le manovre militari.
🔹️ Il quotidiano descrive anche l’esito inquietante di alcuni test specifici condotti da una società di trasporti pubblici in Norvegia, la quale ha deciso di esaminare alcuni autobus elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong confinandoli all’interno di una grotta sotterranea.
🔹️ I risultati hanno rivelato che i mezzi cercavano ripetutamente di collegarsi in automatico alle reti mobili per comunicare con i server situati in Cina.
🔹️ Il costruttore detiene infatti un accesso digitale diretto a ogni singolo veicolo, ufficialmente giustificato dalla necessità di eseguire aggiornamenti software e operazioni di diagnostica di routine.
🔹️ Questa architettura telematica, sebbene indubbiamente utile dal punto di vista ingegneristico e della manutenzione predittiva, implica che gli autobus potrebbero teoricamente essere bloccati o resi completamente inutilizzabili da remoto in qualsiasi momento.
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Sommario ⬆️
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⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo.
🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari norvegesi hanno ripiegato sull’utilizzo a noleggio di modelli d'auto intelligenti di fabbricazione del gruppo statale cinese Changan, durante una delicata esercitazione militare.
🔹️ Solo in un secondo momento il personale della difesa si è reso conto che le telecamere di bordo e i sofisticati sensori di queste vetture stavano in realtà registrando ogni movimento dei soldati.
🔹️ La gravità della situazione è emersa quando si è scoperto che i veicoli erano persino riusciti a filmare e archiviare le password e i codici digitali che i militari digitavano sui tastierini per superare i checkpoint di massima sicurezza.
🔹️ Il problema, tuttavia, non si limita al singolo caso delle automobili impiegate in via eccezionale durante le manovre militari.
🔹️ Il quotidiano descrive anche l’esito inquietante di alcuni test specifici condotti da una società di trasporti pubblici in Norvegia, la quale ha deciso di esaminare alcuni autobus elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong confinandoli all’interno di una grotta sotterranea.
🔹️ I risultati hanno rivelato che i mezzi cercavano ripetutamente di collegarsi in automatico alle reti mobili per comunicare con i server situati in Cina.
🔹️ Il costruttore detiene infatti un accesso digitale diretto a ogni singolo veicolo, ufficialmente giustificato dalla necessità di eseguire aggiornamenti software e operazioni di diagnostica di routine.
🔹️ Questa architettura telematica, sebbene indubbiamente utile dal punto di vista ingegneristico e della manutenzione predittiva, implica che gli autobus potrebbero teoricamente essere bloccati o resi completamente inutilizzabili da remoto in qualsiasi momento.
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XI “CI ASCOLTA” TRAMITE I MODERNI VEICOLI? NON ESATTAMENTE …
⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo. 🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari…
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⚠️ L'AFFANNOSA RICERCA DI NETANYAHU DI UNA NUOVA GUERRA❗️
Davide Malacaria
🔵 PREMESSA : Haaretz: "Il tempo stringe: a Benjamin Netanyahu restano meno di due settimane per lanciare una nuova guerra che potrebbe garantirgli la rielezione"❗️
------------------------------------
🔴 Secondo un articolo di Zvi Bar'el su *Haaretz*, Netanyahu si trova in una disperata ricerca di un nuovo conflitto per garantire la rielezione, ma tutti i potenziali fronti (Iran, Libano, Gaza, Yemen e Cisgiordania) risultano inattivi o inutilizzabili. Il rifiuto di MBS di allearsi con Israele senza uno Stato palestinese è attribuito non alla causa palestinese, ma alla paura di un colpo di stato interno. L'autore critica inoltre l'ideologia spartana di Netanyahu, notando l'inquietante somiglianza tra le sue esaltazioni e le teorie razziali presenti nel "Secondo libro" di Hitler.
Sommario ⬆️
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⏹️ Su Haaretz, l’ironico e intelligente articolo di Zvi Bar’el sull’affanno di Netanyahu, alla disperata ricerca di una nuova guerra che gli consenta di vincere o annullare le elezioni israeliane:
🔹️ “Il tempo stringe: a Benjamin Netanyahu restano meno di due settimane per lanciare una nuova guerra che potrebbe garantirgli la rielezione”. “ Trump lo tiene in una morsa da Est, rimandando la ripresa della guerra con l’Iran.
🔹️ "Anche il Libano non è più un fronte interessante, dopo che il nostro amico americano vi ha riversato la sua forza distruttiva, limitando le nostre operazioni [che però proseguono, pur se meno massive ndr.]".
🔹️ "La Siria parla di accordi di sicurezza [con Israele] e intona canti di pace. Gaza continua a mietere vittime ogni giorno, ma la salvezza elettorale non arriverà dalla Striscia. Né ci si può fidare degli Houthi dello Yemen".
🔹️ "Quei bastardi stanno mantenendo la promessa fatta a Trump di non attaccare obiettivi israeliani”. “Persino i palestinesi della Cisgiordania si sono addormentati sul più bello".
🔹️ "Invece di lanciare un’intifada, una rivolta armata contro i pogrom perpetrati ai loro danni da bande criminali di coloni appoggiate dalla maggioranza ‘normale e pacifica’ [del Paese], si lamentano sui media.
🔹️ "Per un momento, si era quasi sperato che gli agenti della polizia palestinese potessero puntare le armi contro soldati e civili israeliani, dando al primo ministro e al ministro della Difesa la guerra che tanto desideravano.
🔹️ "Ma anche in questo caso, ‘l’Autorità Palestinese terroristica’ si è dimostrata incapace di mantenere le promesse”.
🔹️ “In sintesi, gli arabi stanno ancora una volta perdendo l’opportunità di costruire un rapporto di fiducia con il governo, dimostrando che nei momenti difficili non ci si può fidare di loro".
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Davide Malacaria
🔵 PREMESSA : Haaretz: "Il tempo stringe: a Benjamin Netanyahu restano meno di due settimane per lanciare una nuova guerra che potrebbe garantirgli la rielezione"❗️
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🔴 Secondo un articolo di Zvi Bar'el su *Haaretz*, Netanyahu si trova in una disperata ricerca di un nuovo conflitto per garantire la rielezione, ma tutti i potenziali fronti (Iran, Libano, Gaza, Yemen e Cisgiordania) risultano inattivi o inutilizzabili. Il rifiuto di MBS di allearsi con Israele senza uno Stato palestinese è attribuito non alla causa palestinese, ma alla paura di un colpo di stato interno. L'autore critica inoltre l'ideologia spartana di Netanyahu, notando l'inquietante somiglianza tra le sue esaltazioni e le teorie razziali presenti nel "Secondo libro" di Hitler.
Sommario ⬆️
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⏹️ Su Haaretz, l’ironico e intelligente articolo di Zvi Bar’el sull’affanno di Netanyahu, alla disperata ricerca di una nuova guerra che gli consenta di vincere o annullare le elezioni israeliane:
🔹️ “Il tempo stringe: a Benjamin Netanyahu restano meno di due settimane per lanciare una nuova guerra che potrebbe garantirgli la rielezione”. “ Trump lo tiene in una morsa da Est, rimandando la ripresa della guerra con l’Iran.
🔹️ "Anche il Libano non è più un fronte interessante, dopo che il nostro amico americano vi ha riversato la sua forza distruttiva, limitando le nostre operazioni [che però proseguono, pur se meno massive ndr.]".
🔹️ "La Siria parla di accordi di sicurezza [con Israele] e intona canti di pace. Gaza continua a mietere vittime ogni giorno, ma la salvezza elettorale non arriverà dalla Striscia. Né ci si può fidare degli Houthi dello Yemen".
🔹️ "Quei bastardi stanno mantenendo la promessa fatta a Trump di non attaccare obiettivi israeliani”. “Persino i palestinesi della Cisgiordania si sono addormentati sul più bello".
🔹️ "Invece di lanciare un’intifada, una rivolta armata contro i pogrom perpetrati ai loro danni da bande criminali di coloni appoggiate dalla maggioranza ‘normale e pacifica’ [del Paese], si lamentano sui media.
🔹️ "Per un momento, si era quasi sperato che gli agenti della polizia palestinese potessero puntare le armi contro soldati e civili israeliani, dando al primo ministro e al ministro della Difesa la guerra che tanto desideravano.
🔹️ "Ma anche in questo caso, ‘l’Autorità Palestinese terroristica’ si è dimostrata incapace di mantenere le promesse”.
🔹️ “In sintesi, gli arabi stanno ancora una volta perdendo l’opportunità di costruire un rapporto di fiducia con il governo, dimostrando che nei momenti difficili non ci si può fidare di loro".
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’EUROPA DEI QUAQUARAQUÀ❗️
Alberto Capece
🔴 L'autore, Alberto Capece, critica la percezione di una minaccia russa "ibrida" in Europa, definendola un costrutto infondato e screditato persino dal suo creatore, Mark Galeotti. L'articolo sostiene che allarmi come incidenti con droni o blackout non siano supportati da prove concrete, ma siano strumentalizzati per giustificare politiche belliche e prestiti a Zelensky, mentre intelligence NATO e leader come Stubb negano un attacco imminente.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Leonardo Sciascia diceva : l'umanità la divido in cinque categorie: gli uomini (pochissimi), i mezzi uomini (pochi), gli ominicchi (che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi....
🔹️ Poi i pigliainculo che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, perché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre....
🔹️ Mai a qualcuno potrebbe venire in mente che questo piccolo brano avrebbe descritto in maniera efficace la realtà dell’Europa di oggi, salvo il fatto che uomini e mezzi uomini non se ne vede traccia.
🔹️ Bisogna cominciare dai rari ominicchi che popolano la scena politica, privi di qualsiasi idea e con in testa un telecomando, per arrivare subito ai quaquaraquà. Anzi sempre più spesso le due categorie vanno assimilandosi.
🔹️ Ultimamente non passa giorno senza che qualche allarme droni, incendio o blackout venga attribuito alla Russia. Ci viene detto che questi incidenti fanno tutti parte di una spietata “guerra ibrida” che la Russia sta conducendo contro l’Europa.
🔹️ Se per caso avviene un qualunque incidenti la litania dice che ha stato Putin. Il fatto è che la medesima espressione “guerra ibrida” è stata sconfessata da chi se l’è inventata, ovvero il giornalista e scrittore britannico Mark Galeotti nel 2014.
🔹️ Con questa espressione aveva sostenuto l’esistenza di una “dottrina Gerasimov”, dal nome del più alto generale russo, la quale avrebbe portato la Russia a intraprendere guerre “non lineari” o “ibride”.
🔹️ Oggi Galeotti si pente: “Con mio immenso dispiacere, ho creato questo termine, che da allora ha acquisito una vita distruttiva propria, avanzando goffamente nel mondo per diffondere paura e disgusto al suo passaggio…
🔹️ Gerasimov in realtà parlava di come il Cremlino interpreta ciò che è accaduto nelle rivolte della “Primavera araba”, nelle “rivoluzioni colorate” contro i regimi filo-russi nei paesi confinanti con la Russia e, a tempo debito, nella rivolta di “Maidan” in Ucraina”.
Continua ⤵️
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🔴 L'autore, Alberto Capece, critica la percezione di una minaccia russa "ibrida" in Europa, definendola un costrutto infondato e screditato persino dal suo creatore, Mark Galeotti. L'articolo sostiene che allarmi come incidenti con droni o blackout non siano supportati da prove concrete, ma siano strumentalizzati per giustificare politiche belliche e prestiti a Zelensky, mentre intelligence NATO e leader come Stubb negano un attacco imminente.
Sommario ⬆️
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⏹️ Leonardo Sciascia diceva : l'umanità la divido in cinque categorie: gli uomini (pochissimi), i mezzi uomini (pochi), gli ominicchi (che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi....
🔹️ Poi i pigliainculo che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, perché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre....
🔹️ Mai a qualcuno potrebbe venire in mente che questo piccolo brano avrebbe descritto in maniera efficace la realtà dell’Europa di oggi, salvo il fatto che uomini e mezzi uomini non se ne vede traccia.
🔹️ Bisogna cominciare dai rari ominicchi che popolano la scena politica, privi di qualsiasi idea e con in testa un telecomando, per arrivare subito ai quaquaraquà. Anzi sempre più spesso le due categorie vanno assimilandosi.
🔹️ Ultimamente non passa giorno senza che qualche allarme droni, incendio o blackout venga attribuito alla Russia. Ci viene detto che questi incidenti fanno tutti parte di una spietata “guerra ibrida” che la Russia sta conducendo contro l’Europa.
🔹️ Se per caso avviene un qualunque incidenti la litania dice che ha stato Putin. Il fatto è che la medesima espressione “guerra ibrida” è stata sconfessata da chi se l’è inventata, ovvero il giornalista e scrittore britannico Mark Galeotti nel 2014.
🔹️ Con questa espressione aveva sostenuto l’esistenza di una “dottrina Gerasimov”, dal nome del più alto generale russo, la quale avrebbe portato la Russia a intraprendere guerre “non lineari” o “ibride”.
🔹️ Oggi Galeotti si pente: “Con mio immenso dispiacere, ho creato questo termine, che da allora ha acquisito una vita distruttiva propria, avanzando goffamente nel mondo per diffondere paura e disgusto al suo passaggio…
🔹️ Gerasimov in realtà parlava di come il Cremlino interpreta ciò che è accaduto nelle rivolte della “Primavera araba”, nelle “rivoluzioni colorate” contro i regimi filo-russi nei paesi confinanti con la Russia e, a tempo debito, nella rivolta di “Maidan” in Ucraina”.
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L’EUROPA DEI QUAQUARAQUÀ
⏹️ Leonardo Sciascia diceva : l'umanità la divido in cinque categorie: gli uomini (pochissimi), i mezzi uomini (pochi), gli ominicchi (che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.... 🔹️ Poi i pigliainculo che…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ “LA LIBERTÀ NON È, MA ACCADE”❗️
In sintonia con il pensiero di Tomás Ibanez, estensore del concetto espresso nel titolo, posso ben dire che detesto d'essere costretto a seguire modelli di comportamento,
o ad adottare principi estranei alla mia natura ed alla mia interiorità: e penso che ogni persona, indipendente od oppressa che sia, possa condividere questo mio assunto.
Di conseguenza, ritengo che il modo migliore per convivere pacificamente in una comunità evoluta sia quello di non imporre, né di lasciarsi imporre condizioni di vita in contrasto con le spontanee inclinazioni di ciascuno.
Non solo. È importante imparare a sfidare le convenzioni come ci insegna René Magritte, il cui provocatorio e spiazzante surrealismo è un invito a riflettere su ciò che si vede, o che non si vede e sul suo significato profondo.
Desidero e reputo giusto vivere l’esistenza come si sceglie di viverla, esprimendo e condividendo opinioni in piena libertà senza mai deflettere, bensì mantenendosi moralmente integri e coerenti con il proprio sentire.
Non è utopia: umanamente, non si può tollerare di essere costretti ad agire o pensare secondo schemi mentali rigidi o precostituiti.
E non è giusto che si sacrifichino l’essere umano e la sua dignità sull’altare di entità supreme e di improbabili elisi, o di interessi
nascosti e faziosi: credo, inoltre, che sia d'obbligo una punta di scetticismo in tempi nei quali è sempre più complicato distinguere il falso dal vero.
Come riporta Carlo Milani nel suo libro ‘Tecnologie conviviali’ rifacendosi a Benedetto Croce, la libertà non è una sostanza singolare assoluta, ma vive nella molteplicità delle sue manifestazioni spontanee; vive dei processi plurali, relativi, volti all’emancipazione.
E se per Boris Pasternak "l'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere", il mio spirito libero si trova inevitabilmente in sintonia anche con il biologo e pensatore Jean Rostand quando scrive: "Non vorrei alcun paradiso in cui non si abbia il diritto di preferire l'inferno".
Il Conte di Montecristo 🎩
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
In sintonia con il pensiero di Tomás Ibanez, estensore del concetto espresso nel titolo, posso ben dire che detesto d'essere costretto a seguire modelli di comportamento,
o ad adottare principi estranei alla mia natura ed alla mia interiorità: e penso che ogni persona, indipendente od oppressa che sia, possa condividere questo mio assunto.
Di conseguenza, ritengo che il modo migliore per convivere pacificamente in una comunità evoluta sia quello di non imporre, né di lasciarsi imporre condizioni di vita in contrasto con le spontanee inclinazioni di ciascuno.
Non solo. È importante imparare a sfidare le convenzioni come ci insegna René Magritte, il cui provocatorio e spiazzante surrealismo è un invito a riflettere su ciò che si vede, o che non si vede e sul suo significato profondo.
Desidero e reputo giusto vivere l’esistenza come si sceglie di viverla, esprimendo e condividendo opinioni in piena libertà senza mai deflettere, bensì mantenendosi moralmente integri e coerenti con il proprio sentire.
Non è utopia: umanamente, non si può tollerare di essere costretti ad agire o pensare secondo schemi mentali rigidi o precostituiti.
E non è giusto che si sacrifichino l’essere umano e la sua dignità sull’altare di entità supreme e di improbabili elisi, o di interessi
nascosti e faziosi: credo, inoltre, che sia d'obbligo una punta di scetticismo in tempi nei quali è sempre più complicato distinguere il falso dal vero.
Come riporta Carlo Milani nel suo libro ‘Tecnologie conviviali’ rifacendosi a Benedetto Croce, la libertà non è una sostanza singolare assoluta, ma vive nella molteplicità delle sue manifestazioni spontanee; vive dei processi plurali, relativi, volti all’emancipazione.
E se per Boris Pasternak "l'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere", il mio spirito libero si trova inevitabilmente in sintonia anche con il biologo e pensatore Jean Rostand quando scrive: "Non vorrei alcun paradiso in cui non si abbia il diritto di preferire l'inferno".
Il Conte di Montecristo 🎩
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