Forwarded from Il Veritiero
🇮🇱⚔🇵🇸 NEWS - Un'inchiesta del New York Times ha scoperto che i soldati israeliani hanno usato civili palestinesi come scudi umani per le missioni di ricognizione. Questa pratica illegale, che coinvolge almeno 11 squadre in cinque città di Gaza, spesso include ufficiali dell'intelligence israeliana.
I civili sono stati costretti a perlustrare i luoghi delle imboscate, a entrare in edifici minati e a gestire potenziali trappole. Sette soldati israeliani hanno descritto questa pratica come "di routine", con un significativo sostegno da parte dei superiori. Il Magg. Gen. Tamir Hayman ha confermato che alcuni detenuti sono stati costretti a entrare nei tunnel.
I civili sono stati costretti a perlustrare i luoghi delle imboscate, a entrare in edifici minati e a gestire potenziali trappole. Sette soldati israeliani hanno descritto questa pratica come "di routine", con un significativo sostegno da parte dei superiori. Il Magg. Gen. Tamir Hayman ha confermato che alcuni detenuti sono stati costretti a entrare nei tunnel.
“È la stagione degli uragani”: DeSantis ribadisce che il cambiamento climatico non ha avuto alcun ruolo nei recenti uragani - Climate Change Dispatch
All'indomani dei due uragani che hanno colpito la Florida nel giro di poche settimane, il governatore GOP Ron DeSantis ha contestato la tesi secondo cui il cambiamento climatico starebbe causando tempeste più forti.
“Ci sono dei precedenti nella storia”, ha dichiarato DeSantis. “È la stagione degli uragani. Ci sarà tempo tropicale”.
In vista delle elezioni presidenziali del 2024, gli attivisti ambientali presentano Helene e Milton come prova che il cambiamento climatico è un problema serio. Anche gli scienziati del clima continuano a insistere sulla questione.
DeSantis ha respinto queste affermazioni in un incontro con la stampa dopo l'arrivo dell'uragano Milton all'inizio della scorsa settimana.
Alla domanda se i forti tornado che hanno colpito lo Stato prima dell'arrivo di Milton fossero insoliti, DeSantis ha risposto: “Si può andare a ritroso nel tempo e trovare tornado in tutta la storia dell'umanità” e ha menzionato i più violenti uragani della storia che si sono abbattuti sullo Stato.
Gli Stati Uniti sono stati colpiti da forti uragani nel corso della loro storia. Nel 1900, una tempesta di categoria 4 si è abbattuta su Galveston, in Texas, causando 8.000 vittime e distruggendo migliaia di edifici. Una tempesta simile colpì Miami, in Florida, nel 1926, con un numero di vittime comprese tra le 373 e le 800 persone.
📖Leggi anche: Una lezione fondamentale da imparare dall’uragano Helene (prima parte - seconda parte).
- L’Elefante nella Stanza -
All'indomani dei due uragani che hanno colpito la Florida nel giro di poche settimane, il governatore GOP Ron DeSantis ha contestato la tesi secondo cui il cambiamento climatico starebbe causando tempeste più forti.
“Ci sono dei precedenti nella storia”, ha dichiarato DeSantis. “È la stagione degli uragani. Ci sarà tempo tropicale”.
In vista delle elezioni presidenziali del 2024, gli attivisti ambientali presentano Helene e Milton come prova che il cambiamento climatico è un problema serio. Anche gli scienziati del clima continuano a insistere sulla questione.
DeSantis ha respinto queste affermazioni in un incontro con la stampa dopo l'arrivo dell'uragano Milton all'inizio della scorsa settimana.
Alla domanda se i forti tornado che hanno colpito lo Stato prima dell'arrivo di Milton fossero insoliti, DeSantis ha risposto: “Si può andare a ritroso nel tempo e trovare tornado in tutta la storia dell'umanità” e ha menzionato i più violenti uragani della storia che si sono abbattuti sullo Stato.
Gli Stati Uniti sono stati colpiti da forti uragani nel corso della loro storia. Nel 1900, una tempesta di categoria 4 si è abbattuta su Galveston, in Texas, causando 8.000 vittime e distruggendo migliaia di edifici. Una tempesta simile colpì Miami, in Florida, nel 1926, con un numero di vittime comprese tra le 373 e le 800 persone.
📖Leggi anche: Una lezione fondamentale da imparare dall’uragano Helene (prima parte - seconda parte).
- L’Elefante nella Stanza -
Climate Change Dispatch
'It's Hurricane Season': DeSantis Reiterates Climate Change Played No Role In Recent Hurricanes
GOP Gov. Ron DeSantis disputed activist claims linking climate change to stronger storms after hurricanes Helene and Milton hit Florida.
L’espropriazione delle proprietà palestinesi da parte di Israele
Nell’immagine: Sgombero e confisca di una casa nella Città Vecchia di Gerusalemme. Dall’archivio digitale del Museo Palestinese di Birzeit, Cisgiordania. Collezione Layla Tarazy.
- L’Elefante nella Stanza -
Ancor prima della nascita dello Stato ebraico, il 14 maggio 1948, e mentre imperversava il conflitto tra le forze sioniste e i palestinesi, la leadership sionista istituì comitati militari e civili per assumere il controllo di terre e altre proprietà svuotate dei loro abitanti palestinesi. Non appena fu proclamato lo Stato, il governo israeliano si impegnò a consolidare questi vari comitati e a creare gli strumenti legali e le strutture amministrative che avrebbero consentito la confisca “legale” delle terre palestinesi. Negli anni e nei decenni successivi, le leggi vennero emanate e modificate secondo le necessità per garantire l'espansione delle terre da confiscare… (continua qui).
Nell’immagine: Sgombero e confisca di una casa nella Città Vecchia di Gerusalemme. Dall’archivio digitale del Museo Palestinese di Birzeit, Cisgiordania. Collezione Layla Tarazy.
- L’Elefante nella Stanza -
Il “patto del silenzio” tra gli israeliani e i loro media
I media israeliani, da tempo asserviti, hanno trascorso l'ultimo anno a infondere nell'opinione pubblica un senso di giustizia per la guerra di Gaza. Secondo l'osservatore dei media Oren Persico, per invertire questo indottrinamento potrebbero essere necessari decenni.
I media israeliani - pubblici o privati, televisivi, radiofonici o web - sono stati indeboliti e influenzati dopo oltre un decennio di persistente lotta del primo ministro Benjamin Netanyahu per controllarli. Mentre alcuni media sono diventati semplici strumenti dell'apparato propagandistico di Netanyahu, altri hanno gradualmente ceduto alle sue pressioni, permettendo al primo ministro e ai suoi alleati di dominare il discorso pubblico attraverso le loro trasmissioni.
Nel luglio 2023, il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi aveva annunciato un progetto di legge per riformare il panorama dei media, basato sul desiderio di chiudere la Public Broadcasting Corporation israeliana (nota colloquialmente come KAN) e di “prendersi cura” del settore dei media privati. Il tutto all'insegna degli slogan “aprire il mercato” e “rimuovere le barriere” - slogan dietro ai quali si nascondeva in realtà l'intenzione di spianare la strada agli organi di informazione al servizio degli interessi di Netanyahu, limitando al contempo quelli che lo criticavano.
Dal 1999, Netanyahu - quando subì la sua prima sconfitta elettorale - ha etichettato i media come suoi rivali e ha progressivamente consolidato la sua base elettorale in una lotta populista contro di essi. Questo è stato particolarmente evidente dal 2017, quando emersero i suoi numerosi scandali giudiziari, tutti direttamente collegati ai suoi tentativi di controllare i media.
Negli ultimi dieci anni, Netanyahu ha cercato di far chiudere Canale 10; di distruggere l’influenza del quotidiano Yedioth Ahronoth; ha presumibilmente promesso a un magnate dei media cambiamenti normativi vantaggiosi in cambio di una copertura positiva su di lui e sulla sua famiglia; e ha meticolosamente piazzato i suoi sostenitori in ogni singolo spazio mediatico israeliano possibile, da Canale 12 e dalla Radio dell'Esercito israeliano a i24 e KAN.
Tuttavia, non possiamo attribuire tutta la responsabilità al primo ministro. Netanyahu opera in un Paese in cui la maggior parte dei media è di proprietà privata e in cui l'opinione pubblica si sta spostando a destra. Queste testate commerciali non vogliono perdere spettatori e lettori, poiché senza pubblico non potrebbero vendere spazi pubblicitari. Di conseguenza, sono orientati ad escludere i contenuti che potrebbero irritare il loro pubblico… continua su +972 Magazine.
- L’Elefante nella Stanza -
I media israeliani, da tempo asserviti, hanno trascorso l'ultimo anno a infondere nell'opinione pubblica un senso di giustizia per la guerra di Gaza. Secondo l'osservatore dei media Oren Persico, per invertire questo indottrinamento potrebbero essere necessari decenni.
I media israeliani - pubblici o privati, televisivi, radiofonici o web - sono stati indeboliti e influenzati dopo oltre un decennio di persistente lotta del primo ministro Benjamin Netanyahu per controllarli. Mentre alcuni media sono diventati semplici strumenti dell'apparato propagandistico di Netanyahu, altri hanno gradualmente ceduto alle sue pressioni, permettendo al primo ministro e ai suoi alleati di dominare il discorso pubblico attraverso le loro trasmissioni.
Nel luglio 2023, il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi aveva annunciato un progetto di legge per riformare il panorama dei media, basato sul desiderio di chiudere la Public Broadcasting Corporation israeliana (nota colloquialmente come KAN) e di “prendersi cura” del settore dei media privati. Il tutto all'insegna degli slogan “aprire il mercato” e “rimuovere le barriere” - slogan dietro ai quali si nascondeva in realtà l'intenzione di spianare la strada agli organi di informazione al servizio degli interessi di Netanyahu, limitando al contempo quelli che lo criticavano.
Dal 1999, Netanyahu - quando subì la sua prima sconfitta elettorale - ha etichettato i media come suoi rivali e ha progressivamente consolidato la sua base elettorale in una lotta populista contro di essi. Questo è stato particolarmente evidente dal 2017, quando emersero i suoi numerosi scandali giudiziari, tutti direttamente collegati ai suoi tentativi di controllare i media.
Negli ultimi dieci anni, Netanyahu ha cercato di far chiudere Canale 10; di distruggere l’influenza del quotidiano Yedioth Ahronoth; ha presumibilmente promesso a un magnate dei media cambiamenti normativi vantaggiosi in cambio di una copertura positiva su di lui e sulla sua famiglia; e ha meticolosamente piazzato i suoi sostenitori in ogni singolo spazio mediatico israeliano possibile, da Canale 12 e dalla Radio dell'Esercito israeliano a i24 e KAN.
Tuttavia, non possiamo attribuire tutta la responsabilità al primo ministro. Netanyahu opera in un Paese in cui la maggior parte dei media è di proprietà privata e in cui l'opinione pubblica si sta spostando a destra. Queste testate commerciali non vogliono perdere spettatori e lettori, poiché senza pubblico non potrebbero vendere spazi pubblicitari. Di conseguenza, sono orientati ad escludere i contenuti che potrebbero irritare il loro pubblico… continua su +972 Magazine.
- L’Elefante nella Stanza -
+972 Magazine
The ‘pact of silence’ between Israelis and their media
Israel’s long-subservient media has spent the past year imbuing the public with a sense of righteousness over the Gaza war. Reversing this indoctrination, says media observer Oren Persico, could take decades.
Forwarded from L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
ECUADOR: SEGUENDO UN’INSOLITA IPOTESI ARCHEOLOGICA
Oltre 60 anni fa, l'imprenditore e archeologo ecuadoriano Emilio Ycaza Estrada, durante i suoi studi sulla ceramica valdiviana (costa orientale dell'Ecuador), rilevò evidenti analogie con la cultura giapponese Jōmon. Ciò spinse Estrada a formulare un'ipotesi affascinante quanto controversa: gli antichi popoli dell'Ecuador non svilupparono una propria cultura, ma l’ereditarono da pescatori provenienti dal Giappone circa 5.000 anni fa.
La possibilità che varie culture europee, africane o asiatiche abbiano scoperto le Americhe secoli o addirittura millenni prima di Colombo è un'idea molto diffusa. Alcuni suggeriscono che le tribù perdute di Israele siano apparse in Nord America, o che i Fenici siano arrivati al lago Titicaca in Bolivia, ma nessuna storia ha lasciato il segno come l’ipotesi “Jōmon-Valdivia”. Nella comunità scientifica è stata un argomento di discussione attiva e molto accesa tra i suoi acerrimi oppositori e i suoi sostenitori per diversi decenni.
Purtroppo Estrada non conoscerà mai appieno la risposta della comunità scientifica alla sua ipotesi: il 19 novembre 1961 morì improvvisamente, all'età di 45 anni.
Nel DNA le tracce di un antico incontro
Nel 2013, il più grande studio genetico mai condotto sui nativi sudamericani identificò una sottopopolazione in Ecuador con un legame inaspettato con l'Asia orientale. Lo studio, pubblicato su PLOS Genetics, concluse che i geni asiatici furono introdotti in Sud America circa 6.000 anni fa, nello stesso periodo in cui in Giappone fioriva la cultura Jōmon.
La scoperta di un possibile legame genetico tra gli asiatici orientali e i nativi dell'Ecuador fornisce un intrigante supporto indipendente alle deduzioni di Estrada - non largamente accettata dalla comunità scientifica - secondo cui i pescatori giapponesi avrebbero trovato le Americhe ben prima di Cristoforo Colombo.
- L’Elefante nella Stanza -
Oltre 60 anni fa, l'imprenditore e archeologo ecuadoriano Emilio Ycaza Estrada, durante i suoi studi sulla ceramica valdiviana (costa orientale dell'Ecuador), rilevò evidenti analogie con la cultura giapponese Jōmon. Ciò spinse Estrada a formulare un'ipotesi affascinante quanto controversa: gli antichi popoli dell'Ecuador non svilupparono una propria cultura, ma l’ereditarono da pescatori provenienti dal Giappone circa 5.000 anni fa.
La possibilità che varie culture europee, africane o asiatiche abbiano scoperto le Americhe secoli o addirittura millenni prima di Colombo è un'idea molto diffusa. Alcuni suggeriscono che le tribù perdute di Israele siano apparse in Nord America, o che i Fenici siano arrivati al lago Titicaca in Bolivia, ma nessuna storia ha lasciato il segno come l’ipotesi “Jōmon-Valdivia”. Nella comunità scientifica è stata un argomento di discussione attiva e molto accesa tra i suoi acerrimi oppositori e i suoi sostenitori per diversi decenni.
Purtroppo Estrada non conoscerà mai appieno la risposta della comunità scientifica alla sua ipotesi: il 19 novembre 1961 morì improvvisamente, all'età di 45 anni.
Nel DNA le tracce di un antico incontro
Nel 2013, il più grande studio genetico mai condotto sui nativi sudamericani identificò una sottopopolazione in Ecuador con un legame inaspettato con l'Asia orientale. Lo studio, pubblicato su PLOS Genetics, concluse che i geni asiatici furono introdotti in Sud America circa 6.000 anni fa, nello stesso periodo in cui in Giappone fioriva la cultura Jōmon.
La scoperta di un possibile legame genetico tra gli asiatici orientali e i nativi dell'Ecuador fornisce un intrigante supporto indipendente alle deduzioni di Estrada - non largamente accettata dalla comunità scientifica - secondo cui i pescatori giapponesi avrebbero trovato le Americhe ben prima di Cristoforo Colombo.
- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
🇪🇬 Il tanto atteso Grande Museo Egizio apre 12 gallerie al pubblico
Il tanto atteso Grande Museo Egizio, che ospita la più grande collezione al mondo di manufatti dell'antico Egitto, ha finalmente aperto parzialmente ai visitatori.
Una serie di gallerie è stata aperta al pubblico più di dieci anni dopo l'inizio dei lavori di costruzione del mega-museo.
Situato vicino alle famose piramidi di Giza, l'apertura era inizialmente prevista per il 2012, ma il lancio è stato ripetutamente rimandato per varie ragioni, tra cui i costi.
L'apertura delle gallerie principali è una prova, dopo che l'anno scorso sono state inaugurate la sala principale e la scalinata delle statue faraoniche.
"Queste gallerie principali sono di oltre 18.800 metri quadrati suddivisi in 12 sale che trattano temi legati alla società, alla religione e alle credenze degli antichi egizi, oltre che al realismo", ha dichiarato Al-Tayeb Abbas, assistente del Ministro delle Antichità.
Il tanto atteso Grande Museo Egizio, che ospita la più grande collezione al mondo di manufatti dell'antico Egitto, ha finalmente aperto parzialmente ai visitatori.
Una serie di gallerie è stata aperta al pubblico più di dieci anni dopo l'inizio dei lavori di costruzione del mega-museo.
Situato vicino alle famose piramidi di Giza, l'apertura era inizialmente prevista per il 2012, ma il lancio è stato ripetutamente rimandato per varie ragioni, tra cui i costi.
L'apertura delle gallerie principali è una prova, dopo che l'anno scorso sono state inaugurate la sala principale e la scalinata delle statue faraoniche.
"Queste gallerie principali sono di oltre 18.800 metri quadrati suddivisi in 12 sale che trattano temi legati alla società, alla religione e alle credenze degli antichi egizi, oltre che al realismo", ha dichiarato Al-Tayeb Abbas, assistente del Ministro delle Antichità.
Le linee guida mediche della WPATH sono viziate da conflitti di interesse - UnHerd
La World Professional Association for Transgender Health (WPATH) promuove gli standard di cura, ampiamente riconosciuti, per i trattamenti di affermazione di genere. Tuttavia, molti dei professionisti del settore medico che creano queste linee guida hanno conflitti di interesse di natura finanziaria o personale, secondo i documenti giudiziari recentemente resi pubblici.
Il SOC-8 della WPATH è uno dei documenti più letti e clinicamente riconosciuti a favore dei trattamenti di affermazione di genere per i bambini. Raccomanda l'uso di bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici. Le linee guida danno l’impressione che ci sia un ampio consenso medico e sono state una componente fondamentale di una memoria presentata a sostegno di tali trattamenti in un caso pendente alla Corte Suprema sullo stesso argomento.
L'ottava versione delle linee guida della WPATH, pubblicata un decennio dopo SOC-7, ha eliminato l'età minima raccomandata per i trattamenti di affermazione di genere. Le comunicazioni interne mostrano che i membri della WPATH hanno preso in considerazione l'impatto che le loro raccomandazioni potrebbero avere sulla legittimità delle transizioni per i minori e sulle decisioni delle compagnie assicurative in merito alle procedure da coprire, un aspetto finanziario importante per i medici.
La medicina di genere pediatrica è un'industria redditizia che vede i principali operatori fatturare milioni di dollari all'anno. Gli esperti del settore - molti dei quali hanno partecipato alla stesura degli standard di cura della WPATH - hanno un interesse finanziario a legittimare la pratica agli occhi dell’opinione pubblica. Ma anche gli interessi personali all'interno della WPATH, incluse le convinzioni ideologiche, sono oggetto di controversia.
Mentre le raccomandazioni della WPATH sono state utilizzate in tribunale per difendere la medicina di genere pediatrica, la pubblicazione delle sue comunicazioni interne mette in dubbio l'obiettività di tali linee guida. Ciò potrebbe minare la difesa legale dei trattamenti di affermazione di genere per i bambini. Queste comunicazioni sono state presentate alla Corte Suprema all'inizio di questa settimana, in quello che probabilmente sarà un caso storico sul quale si deciderà nella prossima primavera… articolo integrale su UnHerd.
🎥Vedi anche: Gender Wars in Canada.
- L’Elefante nella Stanza -
La World Professional Association for Transgender Health (WPATH) promuove gli standard di cura, ampiamente riconosciuti, per i trattamenti di affermazione di genere. Tuttavia, molti dei professionisti del settore medico che creano queste linee guida hanno conflitti di interesse di natura finanziaria o personale, secondo i documenti giudiziari recentemente resi pubblici.
Il SOC-8 della WPATH è uno dei documenti più letti e clinicamente riconosciuti a favore dei trattamenti di affermazione di genere per i bambini. Raccomanda l'uso di bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici. Le linee guida danno l’impressione che ci sia un ampio consenso medico e sono state una componente fondamentale di una memoria presentata a sostegno di tali trattamenti in un caso pendente alla Corte Suprema sullo stesso argomento.
L'ottava versione delle linee guida della WPATH, pubblicata un decennio dopo SOC-7, ha eliminato l'età minima raccomandata per i trattamenti di affermazione di genere. Le comunicazioni interne mostrano che i membri della WPATH hanno preso in considerazione l'impatto che le loro raccomandazioni potrebbero avere sulla legittimità delle transizioni per i minori e sulle decisioni delle compagnie assicurative in merito alle procedure da coprire, un aspetto finanziario importante per i medici.
La medicina di genere pediatrica è un'industria redditizia che vede i principali operatori fatturare milioni di dollari all'anno. Gli esperti del settore - molti dei quali hanno partecipato alla stesura degli standard di cura della WPATH - hanno un interesse finanziario a legittimare la pratica agli occhi dell’opinione pubblica. Ma anche gli interessi personali all'interno della WPATH, incluse le convinzioni ideologiche, sono oggetto di controversia.
Mentre le raccomandazioni della WPATH sono state utilizzate in tribunale per difendere la medicina di genere pediatrica, la pubblicazione delle sue comunicazioni interne mette in dubbio l'obiettività di tali linee guida. Ciò potrebbe minare la difesa legale dei trattamenti di affermazione di genere per i bambini. Queste comunicazioni sono state presentate alla Corte Suprema all'inizio di questa settimana, in quello che probabilmente sarà un caso storico sul quale si deciderà nella prossima primavera… articolo integrale su UnHerd.
🎥Vedi anche: Gender Wars in Canada.
- L’Elefante nella Stanza -
UnHerd
WPATH medical guidelines plagued by conflicts of interest
The World Professional Association for Transgender Health (WPATH) creates widely-cited standards of care for cross-sex medical treatments. Yet many of the medical professionals who create those guidelines have financial or personal conflicts of interest,…
La Vrouw Maria era una nave mercantile olandese a due alberi che trasportava un prezioso carico di oggetti d'arte, capitanata da Raymund Lourens, che affondò il 9 ottobre 1771 a circa 11 km a sud-est dell'isola di Jurmo, Finlandia.
Nell’immagine: Un disegno della Vrouw Maria basato sulle descrizioni dei sommozzatori che hanno trovato la nave.
Nell’immagine: Un disegno della Vrouw Maria basato sulle descrizioni dei sommozzatori che hanno trovato la nave.
L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
La Vrouw Maria era una nave mercantile olandese a due alberi che trasportava un prezioso carico di oggetti d'arte, capitanata da Raymund Lourens, che affondò il 9 ottobre 1771 a circa 11 km a sud-est dell'isola di Jurmo, Finlandia. Nell’immagine: Un disegno…
Il naufragio della Vrouw Maria - History Today
Il 9 ottobre 1771 i capolavori dell'arte olandese destinati a Caterina la Grande affondarono con la Vrouw Maria al largo delle coste della Finlandia.
Quando l'intenditore di arte Gerrit Braamcamp morì nel 1771, l'asta della sua collezione fu uno degli eventi dell'anno ad Amsterdam. Circa 20.000 persone la videro; furono vendute 2.000 copie del catalogo.
I due dipinti più preziosi - un trittico di Gerard Dou noto come “Il vivaio” e il dipinto “Grande Mandria di Buoi” di Paulus Potter - furono acquistati da rappresentanti di Caterina la Grande, insieme ad altri dieci capolavori.
Il trittico di Dou, in particolare, era considerato una delle più grandi opere del Secolo d'oro olandese, al pari del dipinto “Ronda di notte” di Rembrandt.
Caterina, tuttavia, non avrebbe mai visto le sue acquisizioni. Le opere furono imbarcate sulla Vrouw Maria, che salpò per San Pietroburgo il 5 settembre. La maggior parte del carico era costituita da zucchero, ma c'era molto altro: robbia e legno di Brasile, aringhe e formaggio, pipe di argilla e argento.
Ma il 3 ottobre la nave naufragò in una tempesta nell'arcipelago finlandese. L'equipaggio sopravvisse e passò sei giorni a recuperare freneticamente ciò che poteva, ma la Vrouw Maria affondò con il suo carico prezioso ancora imballato nella stiva superiore. Erano ancora lì quando il relitto fu localizzato nel giugno 1999 sotto 40 metri d'acqua. La nave è quasi perfettamente conservata. E le sue opere d'arte? Forse è meglio non saperlo.
- L’Elefante nella Stanza -
Il 9 ottobre 1771 i capolavori dell'arte olandese destinati a Caterina la Grande affondarono con la Vrouw Maria al largo delle coste della Finlandia.
Quando l'intenditore di arte Gerrit Braamcamp morì nel 1771, l'asta della sua collezione fu uno degli eventi dell'anno ad Amsterdam. Circa 20.000 persone la videro; furono vendute 2.000 copie del catalogo.
I due dipinti più preziosi - un trittico di Gerard Dou noto come “Il vivaio” e il dipinto “Grande Mandria di Buoi” di Paulus Potter - furono acquistati da rappresentanti di Caterina la Grande, insieme ad altri dieci capolavori.
Il trittico di Dou, in particolare, era considerato una delle più grandi opere del Secolo d'oro olandese, al pari del dipinto “Ronda di notte” di Rembrandt.
Caterina, tuttavia, non avrebbe mai visto le sue acquisizioni. Le opere furono imbarcate sulla Vrouw Maria, che salpò per San Pietroburgo il 5 settembre. La maggior parte del carico era costituita da zucchero, ma c'era molto altro: robbia e legno di Brasile, aringhe e formaggio, pipe di argilla e argento.
Ma il 3 ottobre la nave naufragò in una tempesta nell'arcipelago finlandese. L'equipaggio sopravvisse e passò sei giorni a recuperare freneticamente ciò che poteva, ma la Vrouw Maria affondò con il suo carico prezioso ancora imballato nella stiva superiore. Erano ancora lì quando il relitto fu localizzato nel giugno 1999 sotto 40 metri d'acqua. La nave è quasi perfettamente conservata. E le sue opere d'arte? Forse è meglio non saperlo.
- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
🇮🇱🇸🇴 Israele sta considerando di stabilire una base nel Somaliland non riconosciuto
Secondo un articolo di Middle East Monitor, il governo israeliano sta progettando di stabilire una base nel territorio non riconosciuto del Somaliland per contrastare le minacce degli Houthi dello Yemen e rafforzare la sicurezza.
Per ottenere il permesso di farlo, Israele potrebbe stabilire relazioni diplomatiche con il Somaliland, che controlla la Somalia settentrionale e ha un importante accesso al Golfo di Aden.
È un'ex colonia britannica che confina con Etiopia, Somalia e Gibuti. La posizione geografica strategica del Somaliland rende possibile un simile scenario, visti gli attacchi di droni dallo Yemen a Israele.
Inoltre, gli israeliani otterranno il controllo della situazione nelle acque del Golfo, dove, come è noto, operano attivamente navi da guerra e cargo iraniani, che consegnano armi, petrolio e rifornimenti allo Yemen e alla Siria.
Secondo un articolo di Middle East Monitor, il governo israeliano sta progettando di stabilire una base nel territorio non riconosciuto del Somaliland per contrastare le minacce degli Houthi dello Yemen e rafforzare la sicurezza.
Per ottenere il permesso di farlo, Israele potrebbe stabilire relazioni diplomatiche con il Somaliland, che controlla la Somalia settentrionale e ha un importante accesso al Golfo di Aden.
È un'ex colonia britannica che confina con Etiopia, Somalia e Gibuti. La posizione geografica strategica del Somaliland rende possibile un simile scenario, visti gli attacchi di droni dallo Yemen a Israele.
Inoltre, gli israeliani otterranno il controllo della situazione nelle acque del Golfo, dove, come è noto, operano attivamente navi da guerra e cargo iraniani, che consegnano armi, petrolio e rifornimenti allo Yemen e alla Siria.
Forwarded from L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
ANTICHE FORESTE ANTARTICHE
Oltre cento anni fa, la spedizione di Robert Falcon Scott in Antartide scoprì foglie fossili sul ghiacciaio Beardmore, a meno di 500 km dal Polo Sud. Edward Wilson, che era lo scienziato capo della spedizione, annotò i risultati sul suo diario, affermando che la maggior parte delle foglie più grandi era simile, per forma e venatura, a quelle del faggio.
All'epoca, questi risultati vennero liquidati dagli scienziati come errori di interpretazione e la loro importanza venne trascurata per più di cento anni. Ma oggi, quando si mette piede nella Penisola Antartica o nella regione della Barriera di Ross, numerosi progressi scientifici hanno dimostrato che si cammina sui resti di foreste un tempo rigogliose.
Queste antiche foreste si estendevano dall'Australia all'Antartide, fino al Sud America. Le piante di questi luoghi lontani, parte dell'antico supercontinente Gondwana, hanno fornito la prova di un mondo molto diverso da quello conosciuto oggi.
- L’Elefante nella Stanza -
Oltre cento anni fa, la spedizione di Robert Falcon Scott in Antartide scoprì foglie fossili sul ghiacciaio Beardmore, a meno di 500 km dal Polo Sud. Edward Wilson, che era lo scienziato capo della spedizione, annotò i risultati sul suo diario, affermando che la maggior parte delle foglie più grandi era simile, per forma e venatura, a quelle del faggio.
All'epoca, questi risultati vennero liquidati dagli scienziati come errori di interpretazione e la loro importanza venne trascurata per più di cento anni. Ma oggi, quando si mette piede nella Penisola Antartica o nella regione della Barriera di Ross, numerosi progressi scientifici hanno dimostrato che si cammina sui resti di foreste un tempo rigogliose.
Queste antiche foreste si estendevano dall'Australia all'Antartide, fino al Sud America. Le piante di questi luoghi lontani, parte dell'antico supercontinente Gondwana, hanno fornito la prova di un mondo molto diverso da quello conosciuto oggi.
- L’Elefante nella Stanza -
Nei decenni successivi alla Nakba (letteralmente “catastrofe”) del 1947-49, quando oltre 500 città e villaggi palestinesi furono spopolati e più di 750.000 persone sfollate, la Palestina si è trasformata in modo drammatico.
Uno dei centri abitati cancellati durante la Nakba fu al-Sindiyana, un vivace villaggio che sorgeva su due piccole colline a sud-est delle pendici del Monte Carmelo, ai margini dell'area nota come bilad al-rawha (“il paese delle viti profumate”). Chiamato così per le querce che lo circondavano, al-Sindiyana fu oggetto di pulizia etnica nel 1948 da parte delle milizie Irgun (Etzel) e Lehi (Stern Gang). I suoi abitanti furono espulsi, alcuni furono uccisi e le decine di case abbandonate furono fatte saltare in aria. Oggi sul posto giacciono solo le pietre che un tempo facevano parte di quelle case.
- L’Elefante nella Stanza -
La vera riconciliazione può avvenire solo quando riconosciamo le ingiustizie del passato. E c'è molto da riconoscere.
Uno dei centri abitati cancellati durante la Nakba fu al-Sindiyana, un vivace villaggio che sorgeva su due piccole colline a sud-est delle pendici del Monte Carmelo, ai margini dell'area nota come bilad al-rawha (“il paese delle viti profumate”). Chiamato così per le querce che lo circondavano, al-Sindiyana fu oggetto di pulizia etnica nel 1948 da parte delle milizie Irgun (Etzel) e Lehi (Stern Gang). I suoi abitanti furono espulsi, alcuni furono uccisi e le decine di case abbandonate furono fatte saltare in aria. Oggi sul posto giacciono solo le pietre che un tempo facevano parte di quelle case.
- L’Elefante nella Stanza -
“Gaza”, la nuova inchiesta di Al Jazeera
Quando sono entrate a Gaza il 27 ottobre 2023, dopo tre settimane di bombardamenti aerei in seguito all'attacco di Hamas contro Israele, le truppe israeliane hanno portato con sé i loro smartphone.
Da allora, i soldati israeliani hanno pubblicato migliaia di video e foto su Instagram, Facebook, TikTok e YouTube.
Questo “prezioso materiale”, come lo definisce l’esperto di diritto internazionale Rodney Dixon, è alla base del nuovo documentario dell'unità investigativa (I-Unit) di Al Jazeera, che indaga sui crimini di guerra israeliani principalmente attraverso le prove fornite dagli stessi soldati.
Il documentario, disponibile su YouTube con i sottotitoli in italiano, racconta la guerra anche attraverso gli occhi di giornalisti palestinesi, operatori dei diritti umani e civili residenti nella Striscia di Gaza. E denuncia la complicità dei governi occidentali, in particolare l'uso della RAF Akrotiri a Cipro come base per i voli di sorveglianza britannici su Gaza. Le informazioni raccolte dagli equipaggi della RAF vengono “passate alle autorità israeliane”, presumibilmente per facilitare il salvataggio degli ostaggi. Inoltre, la I-Unit rivela anche nuovi terribili dettagli sul trattamento dei prigionieri nel centro di detenzione di Sde Teiman.
🎥Vedi anche: Holy Redemption. Stealing Palestinian Land.
- L’Elefante nella Stanza -
L'Occidente non può nascondersi, non può fingere di ignorare. Nessuno può dire che non lo sapeva… questo è stato descritto come il primo genocidio in livestream della storia. Se la gente lo ignora, lo fa intenzionalmente.
Quando sono entrate a Gaza il 27 ottobre 2023, dopo tre settimane di bombardamenti aerei in seguito all'attacco di Hamas contro Israele, le truppe israeliane hanno portato con sé i loro smartphone.
Da allora, i soldati israeliani hanno pubblicato migliaia di video e foto su Instagram, Facebook, TikTok e YouTube.
Questo “prezioso materiale”, come lo definisce l’esperto di diritto internazionale Rodney Dixon, è alla base del nuovo documentario dell'unità investigativa (I-Unit) di Al Jazeera, che indaga sui crimini di guerra israeliani principalmente attraverso le prove fornite dagli stessi soldati.
Il documentario, disponibile su YouTube con i sottotitoli in italiano, racconta la guerra anche attraverso gli occhi di giornalisti palestinesi, operatori dei diritti umani e civili residenti nella Striscia di Gaza. E denuncia la complicità dei governi occidentali, in particolare l'uso della RAF Akrotiri a Cipro come base per i voli di sorveglianza britannici su Gaza. Le informazioni raccolte dagli equipaggi della RAF vengono “passate alle autorità israeliane”, presumibilmente per facilitare il salvataggio degli ostaggi. Inoltre, la I-Unit rivela anche nuovi terribili dettagli sul trattamento dei prigionieri nel centro di detenzione di Sde Teiman.
🎥Vedi anche: Holy Redemption. Stealing Palestinian Land.
- L’Elefante nella Stanza -
YouTube
Investigating war crimes in Gaza I Al Jazeera Investigations
This feature length investigation by Al Jazeera’s Investigative Unit exposes Israeli war crimes in the Gaza Strip through the medium of photos and videos posted online by Israeli soldiers themselves during the year long conflict.
The I-Unit has built up…
The I-Unit has built up…
Forwarded from L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
La storia dimenticata della colonia russa in California
I russi furono i primi a fiutare il potenziale della California e se non avessero venduto il loro insediamento nel 1841, sette anni prima della corsa all'oro, un secolo più tardi il mondo avrebbe potuto essere un posto diverso.
La bandiera bianca, blu e rossa con l’aquila bicipite nera della Compagnia russo-americana sventolò per la prima volta su Fort Ross, 70 miglia a nord di San Francisco, nel 1812, e continuò a sventolarvi per i 29 anni successivi.
Questo avamposto rappresentò il punto più meridionale raggiunto dai colonizzatori russi, scesi dall’Alaska. Erano cacciatori di pellicce di foca e Fort Ross era un ottimo punto di appoggio navale nonché un ricco insediamento agricolo.
Alla fine, il luogo si rivelò difficile da gestire e non redditizio a lungo termine. A questo si aggiunsero i crescenti conflitti con il Messico e i coloni americani; la compagnia chiuse il forte e si ritirò in Alaska, fino al 1867.
- L’Elefante nella Stanza -
I russi furono i primi a fiutare il potenziale della California e se non avessero venduto il loro insediamento nel 1841, sette anni prima della corsa all'oro, un secolo più tardi il mondo avrebbe potuto essere un posto diverso.
La bandiera bianca, blu e rossa con l’aquila bicipite nera della Compagnia russo-americana sventolò per la prima volta su Fort Ross, 70 miglia a nord di San Francisco, nel 1812, e continuò a sventolarvi per i 29 anni successivi.
Questo avamposto rappresentò il punto più meridionale raggiunto dai colonizzatori russi, scesi dall’Alaska. Erano cacciatori di pellicce di foca e Fort Ross era un ottimo punto di appoggio navale nonché un ricco insediamento agricolo.
Alla fine, il luogo si rivelò difficile da gestire e non redditizio a lungo termine. A questo si aggiunsero i crescenti conflitti con il Messico e i coloni americani; la compagnia chiuse il forte e si ritirò in Alaska, fino al 1867.
- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
Alaska: a 157 anni dall’acquisto la contesa si riaccende fra USA e Russia
Sono passati 157 anni dalla vendita dell’Alaska agli USA, pagata con un assegno bancario, ma la questione non è completamente risolta, anche se lo stesso Putin minimizza
https://scenarieconomici.it/alaska-a-157-anni-dallacquisto-la-contesa-si-riaccende-fra-usa-e-russia/
Sono passati 157 anni dalla vendita dell’Alaska agli USA, pagata con un assegno bancario, ma la questione non è completamente risolta, anche se lo stesso Putin minimizza
https://scenarieconomici.it/alaska-a-157-anni-dallacquisto-la-contesa-si-riaccende-fra-usa-e-russia/
Scenari Economici
Alaska: a 157 anni dall'acquisto la contesa si riaccende fra USA e Russia
Sono passati 157 anni dalla vendita dell'Alaska agli USA, pagata con un assegno bancario, ma la questione non è completamente risolta, anche se lo stesso Putin minimizza
Trickster - traducibile con “imbroglione” o “mistificatore” - è un termine usato per descrivere una figura di natura in parte divina, in parte animale e umana, che compare nel folklore di svariate culture in tutto il mondo. L'aspetto più evidente del trickster, come suggerisce il nome, è proprio il suo essere un orditore d’inganni che, solitamente, sembrano avere come unico scopo il divertimento che ne ricava. È un burlone che spesso sfida e oltrepassa i confini, ignorando l'armonia e l'ordine sociale. Il trickster è colui che innesca cambiamenti imprevedibili nelle storie…
Nell’immagine: raffigurazione di Loki con una rete da pesca. Da un manoscritto islandese del XVIII secolo. Nella mitologia norrena, il dio Loki è un astuto ingannatore.
Nell’immagine: raffigurazione di Loki con una rete da pesca. Da un manoscritto islandese del XVIII secolo. Nella mitologia norrena, il dio Loki è un astuto ingannatore.
L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
Trickster - traducibile con “imbroglione” o “mistificatore” - è un termine usato per descrivere una figura di natura in parte divina, in parte animale e umana, che compare nel folklore di svariate culture in tutto il mondo. L'aspetto più evidente del trickster…
Il ruolo del trickster nella guerra psicologica americana
Il Col. Edward Geary Lansdale era esperto di guerra psicologica, un campo che trovava particolarmente affascinante per le sue potenziali applicazioni. Lansdale adottò il ruolo del trickster che emerse come principio fondamentale della guerra psicologica nelle sue lezioni alle accademie militari americane. Chiaramente amava l'uso di tattiche “sporche”, specialmente quelle che contenevano una componente umoristica:
La strategia del trickster di Lansdale nella guerra psicologica ha avuto un'influenza duratura sulle forze armate americane, anche grazie all'inclusione dei suoi esuberanti resoconti nei materiali di addestramento militare molto tempo dopo il suo pensionamento. Il tomo in due volumi sulla guerra psicologica del Dipartimento dell'Esercito degli Stati Uniti, pubblicato nell'aprile 1976 (Army Pamphlet 525-7-1), riprendeva diversi testi di Lansdale sul tema. “Scherzi”, un estratto dall'autobiografia di Lansdale, In the Midst of Wars: An American's Mission to Southeast Asia, riguarda un “approccio completamente nuovo” alla guerra psicologica, che include esempi come la distribuzione gratuita di cioccolata calda e caffè ai dimostranti “corretto abbondantemente con un potente lassativo”… per approfondire qui.
- L’Elefante nella Stanza -
La guerra psicologica è probabilmente l'arma più antica dell'uomo, a parte le mani nude. Quando la si usa nelle guerre sporche e nelle operazioni segrete di oggi, o in futuro, la cosa importante da ricordare è che si tratta di un'arma e che un'arma ha un proprio uso e un proprio effetto.
Il Col. Edward Geary Lansdale era esperto di guerra psicologica, un campo che trovava particolarmente affascinante per le sue potenziali applicazioni. Lansdale adottò il ruolo del trickster che emerse come principio fondamentale della guerra psicologica nelle sue lezioni alle accademie militari americane. Chiaramente amava l'uso di tattiche “sporche”, specialmente quelle che contenevano una componente umoristica:
Come nota a margine... ricordate l'umorismo, anche se si tratta di uno scherzo sgradevole a cui solo voi potete permettervi di sorridere. L'umorismo è spesso alla base di una buona operazione psicologica, poiché si fonda sulle debolezze dell'uomo - e giocare abilmente su queste debolezze aumenta l'efficacia dell'arma psicologica. Chi conosce le operazioni dell'ammiraglio
[Milton Edward] Miles
in Cina ricorderà i rischi che i suoi agenti cinesi correvano per tappezzare i muri con slogan che irridevano i giapponesi. In alcuni casi, la motivazione principale dei volontari che rischiavano la vita nel farlo era il piacere di fare uno scherzo.
La strategia del trickster di Lansdale nella guerra psicologica ha avuto un'influenza duratura sulle forze armate americane, anche grazie all'inclusione dei suoi esuberanti resoconti nei materiali di addestramento militare molto tempo dopo il suo pensionamento. Il tomo in due volumi sulla guerra psicologica del Dipartimento dell'Esercito degli Stati Uniti, pubblicato nell'aprile 1976 (Army Pamphlet 525-7-1), riprendeva diversi testi di Lansdale sul tema. “Scherzi”, un estratto dall'autobiografia di Lansdale, In the Midst of Wars: An American's Mission to Southeast Asia, riguarda un “approccio completamente nuovo” alla guerra psicologica, che include esempi come la distribuzione gratuita di cioccolata calda e caffè ai dimostranti “corretto abbondantemente con un potente lassativo”… per approfondire qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Lyd senza la Nakba
Un nuovo film racconta la pulizia etnica della città palestinese di Lyd nel 1948 e immagina come sarebbe oggi se la guerra non fosse mai avvenuta. Per questo il governo israeliano ne ha vietato la proiezione.
Narrato in arabo con sottotitoli in inglese, “Lyd” è stato presentato in anteprima all'Amman International Film Festival nell'agosto 2023, dove ha vinto il Jury Award for Arab Feature Documentary Film e l'International Film Critics' Award. Alla prima erano presenti centinaia di rifugiati della città di Lyd (o Lydda), oggi ufficialmente conosciuta come Lod.
Situata al centro dell'odierno Israele, la città venne occupata dalle forze israeliane all'inizio del luglio 1948, circa tre mesi dopo la dichiarazione di indipendenza di Israele. I soldati uccisero oltre 400 residenti palestinesi sparando indiscriminatamente in pieno centro, prima di radunare decine di uomini e giustiziarli nella moschea principale della città. Circa 70.000 palestinesi, tra residenti e rifugiati, furono costretti a lasciare i confini del nuovo Stato israeliano.
Decine di persone morirono durante il viaggio, mentre la maggior parte finì in Cisgiordania o ad Amman, dove oggi vivono loro o i loro discendenti, ai quali è ancora proibito tornare. David Ben-Gurion, primo ministro di Israele, si sarebbe vantato con il suo gabinetto che a Lyd e nella vicina Ramle “non è rimasto un solo arabo”. In realtà, alcune centinaia di abitanti del luogo riuscirono a rimanere e a tornare nelle loro case.
“Lyd” conduce lo spettatore attraverso questi eventi storici, attingendo a filmati d'archivio e a interviste inedite. Ma il film non è solo un documentario: è anche un esercizio di fantapolitica. Filmati d'archivio e interviste sono intervallati da scene animate che descrivono una realtà alternativa in cui le potenze imperiali europee non si sono mai intromesse in Medio Oriente, la Nakba non è mai avvenuta, Lyd non è mai diventata Lod e la Palestina non è mai diventata Israele. Al contrario, palestinesi ed ebrei vivono insieme in una società multiculturale ed egualitaria.
La censura sfacciata di “Lyd” da parte del governo israeliano dimostra ancora una volta la volontà di cancellare la realtà della Nakba e le sue conseguenze… articolo integrale su +972 Magazine.
- L’Elefante nella Stanza -
Un nuovo film racconta la pulizia etnica della città palestinese di Lyd nel 1948 e immagina come sarebbe oggi se la guerra non fosse mai avvenuta. Per questo il governo israeliano ne ha vietato la proiezione.
Narrato in arabo con sottotitoli in inglese, “Lyd” è stato presentato in anteprima all'Amman International Film Festival nell'agosto 2023, dove ha vinto il Jury Award for Arab Feature Documentary Film e l'International Film Critics' Award. Alla prima erano presenti centinaia di rifugiati della città di Lyd (o Lydda), oggi ufficialmente conosciuta come Lod.
Situata al centro dell'odierno Israele, la città venne occupata dalle forze israeliane all'inizio del luglio 1948, circa tre mesi dopo la dichiarazione di indipendenza di Israele. I soldati uccisero oltre 400 residenti palestinesi sparando indiscriminatamente in pieno centro, prima di radunare decine di uomini e giustiziarli nella moschea principale della città. Circa 70.000 palestinesi, tra residenti e rifugiati, furono costretti a lasciare i confini del nuovo Stato israeliano.
Decine di persone morirono durante il viaggio, mentre la maggior parte finì in Cisgiordania o ad Amman, dove oggi vivono loro o i loro discendenti, ai quali è ancora proibito tornare. David Ben-Gurion, primo ministro di Israele, si sarebbe vantato con il suo gabinetto che a Lyd e nella vicina Ramle “non è rimasto un solo arabo”. In realtà, alcune centinaia di abitanti del luogo riuscirono a rimanere e a tornare nelle loro case.
“Lyd” conduce lo spettatore attraverso questi eventi storici, attingendo a filmati d'archivio e a interviste inedite. Ma il film non è solo un documentario: è anche un esercizio di fantapolitica. Filmati d'archivio e interviste sono intervallati da scene animate che descrivono una realtà alternativa in cui le potenze imperiali europee non si sono mai intromesse in Medio Oriente, la Nakba non è mai avvenuta, Lyd non è mai diventata Lod e la Palestina non è mai diventata Israele. Al contrario, palestinesi ed ebrei vivono insieme in una società multiculturale ed egualitaria.
La censura sfacciata di “Lyd” da parte del governo israeliano dimostra ancora una volta la volontà di cancellare la realtà della Nakba e le sue conseguenze… articolo integrale su +972 Magazine.
- L’Elefante nella Stanza -
YouTube
LYD Trailer
A film by Rami Younis and Sarah Ema Friedland / An Icarus Films Release
https://icarusfilms.com/if-lyd
This feature-length, sci-fi documentary shares multiple pasts, presents, and futures of the city of Lyd in Palestine/Israel. From the perspective of the…
https://icarusfilms.com/if-lyd
This feature-length, sci-fi documentary shares multiple pasts, presents, and futures of the city of Lyd in Palestine/Israel. From the perspective of the…
COS’È LA GEOPOLITICA
Daniele Perra
Cosa si intende per geopolitica - La geopolitica come scienza - Rapporto fra geografia e scienze umane - Limiti del determinismo geografico - Kjellen, Ratzel e Mahan - geopolitica continentale e marittima - Impero vs imperialismo - il disincentivo allo studio della geopolitica.
https://m.youtube.com/watch?v=hj3AvC-g8ts
Daniele Perra
Cosa si intende per geopolitica - La geopolitica come scienza - Rapporto fra geografia e scienze umane - Limiti del determinismo geografico - Kjellen, Ratzel e Mahan - geopolitica continentale e marittima - Impero vs imperialismo - il disincentivo allo studio della geopolitica.
https://m.youtube.com/watch?v=hj3AvC-g8ts
YouTube
Teoria geopolitica Nr. 1 - Cos'è la Geopolitica
Comincia il nostro percorso attraverso i principali temi e autori classici del pensiero geopolitico, con Daniele Perra:
Cosa si intende per geopolitica - La geopolitica come scienza - Rapporto fra geografia e scienze umane - Limiti del determinismo geografico…
Cosa si intende per geopolitica - La geopolitica come scienza - Rapporto fra geografia e scienze umane - Limiti del determinismo geografico…
L’ARCHIVIO DEI RE
Intorno al 2300 a.C., l’antica città di Ebla - sito oggi noto come Tell Mardikh - fu devastata da un enorme incendio che distrusse il palazzo reale e il Grande Archivio.
Situata a circa 60 km a sud-ovest di Aleppo, città simbolo del conflitto siriano, Ebla dominò il Levante dalla sua fondazione - il più antico insediamento risale al 3500 a.C. - fino alla sua prima distruzione.
Ebla sarebbe stata ricostruita - e distrutta - altre due volte nel corso dei successivi mille anni, lasciando una traccia tangibile della sua lunga storia nell'altopiano siriano.
Le tavolette di argilla incise con caratteri cuneiformi sopravvissute all'incendio, rinvenute nel 1975 da un’équipe di archeologi italiani, offrono una straordinaria visione della vita di oltre 4.000 anni fa.
Recentemente si è conclusa la campagna di lavori della missione siro-italiana per il recupero e il restauro delle aree che tra il 2014 e il 2019 sono state oggetto di scavi clandestini e distruzioni.
- L’Elefante nella Stanza -
Intorno al 2300 a.C., l’antica città di Ebla - sito oggi noto come Tell Mardikh - fu devastata da un enorme incendio che distrusse il palazzo reale e il Grande Archivio.
Situata a circa 60 km a sud-ovest di Aleppo, città simbolo del conflitto siriano, Ebla dominò il Levante dalla sua fondazione - il più antico insediamento risale al 3500 a.C. - fino alla sua prima distruzione.
Ebla sarebbe stata ricostruita - e distrutta - altre due volte nel corso dei successivi mille anni, lasciando una traccia tangibile della sua lunga storia nell'altopiano siriano.
Le tavolette di argilla incise con caratteri cuneiformi sopravvissute all'incendio, rinvenute nel 1975 da un’équipe di archeologi italiani, offrono una straordinaria visione della vita di oltre 4.000 anni fa.
Recentemente si è conclusa la campagna di lavori della missione siro-italiana per il recupero e il restauro delle aree che tra il 2014 e il 2019 sono state oggetto di scavi clandestini e distruzioni.
- L’Elefante nella Stanza -