L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
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🐘 L'Elefante nella Stanza è la verità palese che tutti vedono, ma nessuno ha il coraggio di analizzare. Niente sensazionalismo, zero allarmismi: solo analisi rigorosa e fatti verificati.

👇 Sei pronto? Facciamolo insieme.
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L'Italia fa bene a estendere il divieto di maternità surrogata

È un bene per le donne e per i bambini.

Nel dibattito pubblico, sia in Italia che altrove, non si è prestata sufficiente attenzione agli effetti a lungo termine della maternità surrogata sui bambini coinvolti. Avere dei figli non dovrebbe essere visto come un diritto fondamentale, che un adulto può rivendicare a spese del benessere fisico e psicologico del bambino. Invece, i bambini dovrebbero avere il diritto di essere cresciuti dai loro genitori biologici e soprattutto di essere accuditi, fin dalla nascita, dalla donna che li ha messi al mondo e che il neonato riconosce come figura sicura.

Come sottolinea Katy Faust, difensore dei diritti dei bambini, nel suo libro Them Before Us: Why We Need a Global Children's Rights Movement, sono gli adulti a dover fare sacrifici per il bene dei bambini, non il contrario. Ciò non deve tradursi in una mancanza di compassione per le coppie sterili. La loro è una croce pesante da portare. Ma possiamo riconoscere la loro condizione e allo stesso tempo riconoscere che abbiamo il dovere di mettere i nostri bisogni e desideri al secondo posto rispetto a quelli dei componenti più vulnerabili della nostra società, tra i quali i bambini piccoli sono probabilmente quelli più vulnerabili… articolo integrale su The Critic.

📖Leggi anche: In “La tirannia della riproduzione”, il professor René Frydman esamina i limiti delle tecniche riproduttive. Per lui la maternità surrogata (GPA) è “un'aberrazione biologica, sociale e psicologica”.

- L’Elefante nella Stanza -
La Commissione dice alle ONG che i soldi dell'UE non sono destinati alle attività di lobbying

L'UE sta per tagliare i fondi al “Blob Verde”?

Secondo un articolo di Politico, potrebbero essere in atto grandi cambiamenti nel rapporto tra la Commissione europea (CE) e le grandi ONG che da tempo il monolite UE finanzia. La Commissione europea “ha detto alle ONG ambientaliste che il denaro che ricevono dai fondi verdi dell'UE non può più essere utilizzato per attività di advocacy e lobbying”. Se ciò fosse vero, e se la reazione estremamente stizzita delle organizzazioni ambientaliste e dei loro amici media non dovesse far cambiare idea riguardo a questa decisione, si tratterebbe di una grande notizia. La CE è stata estremamente generosa con i fondi pubblici nel corso degli anni, e questo significherebbe una perdita di “5,4 miliardi di euro di finanziamenti tra il 2021 e il 2027” per organizzazioni come il WWF e Friends of the Earth, il cui uso del denaro, non solo per fare pressione sui politici europei e britannici, ha fatto sì che i loro programmi venissero portati avanti in tutta la sfera pubblica.


Questo presunto divorzio tra Big Green e l'UE, rileva Politico, riflette le “promesse anti-verdi della campagna elettorale del Partito Popolare Europeo (PPE) di centro-destra durante le elezioni dell'UE”. Questo sembrerebbe indicare il PPE come un gruppo scettico del clima, ma sarebbe molto lontano dalla verità. Il PPE è stato a lungo il gruppo dominante nella politica europea e i politici che ne fanno parte, come l'ex commissario europeo per l'Azione per il clima Connie Hedegaard e l'attuale presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, non sono altro che i cosiddetti “campioni del clima”. Tuttavia, il PPE non è mai stato in grado di ottenere la maggioranza dei seggi e ha quindi formato una grande coalizione con i Socialisti e Democratici (S&D). Ma anche questa coalizione ha iniziato a sfaldarsi nelle elezioni europee del 2019, in cui la somma dei seggi conquistati dai partner non è stata sufficiente a formare una maggioranza. I Verdi europei non hanno fatto parte di alcun accordo di coalizione e, nonostante le affermazioni e la percezione del contrario, raramente ottengono buoni risultati alle elezioni. La spiegazione migliore per il divorzio sembra quindi essere che l'ambientalismo radicale, così come proposto dalle ONG verdi, sia stato finalmente riconosciuto come un ostacolo.
[Ben Pile, The Daily Sceptic].


- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
🇺🇸🇷🇺 Pubblicata l'intervista tra il ministro degli Esteri russo Lavrov e il giornalista americano Tucker Carlson

Dichiarazioni chiave:

1. Sui possibili accordi di pace per l'Ucraina.

Condizioni chiave che la Russia potrebbe accettare:

- nessun ingresso dell'Ucraina nella NATO, nessuna base militare occidentale in Ucraina, nessuna esercitazione militare sul suolo ucraino con la partecipazione di truppe straniere,

- "è necessario tenere conto di tutte le realtà terrestri e del fatto che quattro nuove regioni stanno entrando a far parte della Federazione Russa".

- La revoca pubblica da parte di Zelensky del decreto che vieta i negoziati con Putin,

- Kyiv deve abbandonare le sue politiche russofobiche e anti-russe. Le leggi che vietano la lingua russa, la cultura russa, i media russi e la Chiesa ortodossa ucraina sono inaccettabili. Questo viola gli obblighi dell'Ucraina ai sensi della Carta delle Nazioni Unite".

- La Russia è pronta a far parte dei Paesi che forniranno garanzie di sicurezza all'Ucraina.

2. A proposito di "Oreshnik" e delle "linee rosse" della Russia:

- La Russia non vuole aggravare la situazione e spera che il segnale lanciato agli Stati Uniti con il test dell'Oreshnik sia stato preso sul serio. Con il test dell'Oreshnik, la Russia ha voluto comunicare all'Occidente che farà di tutto per proteggere i propri interessi,

- La Russia è pronta a inviare ulteriori "messaggi" all'Occidente se non trarrà le dovute conclusioni alla luce del lancio dell'"Oreshnik",

- le dichiarazioni dell'Occidente sulla mancanza di "linee rosse" da parte della Russia e sul loro spostamento sono "una cosa molto seria".

- Mosca sarà pronta a usare qualsiasi mezzo per impedire all'Occidente di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia.

3. Sulle relazioni con gli Stati Uniti e la guerra nucleare:

- La Russia vorrebbe relazioni normali con gli Stati Uniti e non vede alcun motivo per cui i Paesi non possano cooperare,

- "Non stiamo pensando a una guerra con gli Stati Uniti che potrebbe essere di natura nucleare. La nostra dottrina militare afferma che la cosa più importante è evitare una guerra nucleare".

- la formula "nessuna guerra nucleare" risponde agli interessi vitali di Russia e Stati Uniti, non ci possono essere vincitori,

- Russia e Stati Uniti non sono ufficialmente in guerra, quella che sta accadendo in Ucraina è una guerra ibrida,

- Trump è un uomo forte che non ama rimandare le cose, è amichevole nelle conversazioni, ma questo non significa che sia filo-russo.
NOTRE DAME RIAPRE DOMANI, 5 ANNI DOPO IL DEVASTANTE INCENDIO - Mercator

I parigini che negli ultimi giorni hanno percorso le strette vie del 4° arrondissement potrebbero aver sentito un suono familiare, ma quasi dimenticato. Le campane della Cattedrale di Notre Dame hanno ripreso a suonare dopo quasi cinque anni, in preparazione della tanto attesa riapertura dell'edificio. Notre Dame riapre ufficialmente il 7 dicembre, con una cerimonia liturgica. Il giorno successivo, la cattedrale ospiterà una Messa pubblica e le sue campane ricominceranno a scandire le ore della vita quotidiana della capitale francese.

Il 15 aprile 2019, alle 18:50 circa, Frédéric Lenica, capo del personale del sindaco di Parigi Anne Hidalgo, fu tra i primi a telefonare ai vigili del fuoco. Il fumo si stava alzando dal tetto della cattedrale di 850 anni e Lenica poteva vederlo dall'ufficio della Hidalgo. I parigini osservarono l'incendio dell'amato edificio dai tetti e sussultarono quando la guglia avvolta dalle fiamme sfondò il tetto alle 19:30.

Le fiamme non erano ancora spente quando il presidente francese Emmanuel Macron giurò di ricostruire la cattedrale, “più grande e più bella”, definendola “parte del destino della Francia”.

Finalmente, quel processo è stato completato.

L'incarnazione della storia stessa

La costruzione della cattedrale medievale iniziò nel 1163, sotto la direzione del vescovo cattolico Maurice de Sully. La prima fase di costruzione durò quasi 100 anni. Per tutto questo tempo, la cattedrale servì da laboratorio per le innovazioni dell'architettura gotica. La cattedrale fu dotata di giganteschi rosoni - vetrate circolari che ricordano i petali di un fiore - e di archi rampanti di dimensioni mai viste prima per sostenere la sua imponente altezza.

Il rapporto tra la conservazione del passato e la costruzione del futuro ha caratterizzato la cattedrale da molto prima dell'incendio dell'aprile 2019.

Durante la Rivoluzione francese, alla fine del XVIII secolo, le folle rivoluzionarie rovesciarono le sculture in pietra della Galleria dei Re della facciata e ribattezzarono la cattedrale “Tempio della Ragione”.

Questo nome non rimase a lungo. Come vincitore de facto della Rivoluzione francese, Napoleone scelse Notre Dame di Parigi [nonostante le sue condizioni fatiscenti] come luogo per l'incoronazione a imperatore nel 1804. Sin dall'incoronazione di Ludovico il Pio nell'816, i re francesi venivano tradizionalmente incoronati nella Cattedrale di Reims, nella regione dello Champagne.

Napoleone invitò Papa Pio VII a partecipare alla cerimonia, poi gli strappò la corona dalle mani e si incoronò da solo, una sorprendente rottura con le norme del passato. Un tempo la Francia era orgogliosa di definirsi la “figlia primogenita” della Chiesa, ma con il Concordato napoleonico del 1801 il cattolicesimo divenne solo una delle tante forme di cristianesimo riconosciute.

Il romanzo di Victor Hugo del 1831 “Notre-Dame de Paris” mobilitò il pubblico e contribuì a salvare la cattedrale dalla distruzione. Il romanzo rappresenta Notre-Dame come l'incarnazione della storia stessa. La sua anima vivente è un personaggio al tempo stesso nobile e mostruoso, il gobbo Quasimodo, assordato dal suono delle campane che servono contemporaneamente da voce per lui e per la cattedrale.

Il romanzo di Hugo contribuì alla fondazione, nel 1837, della Commissione francese per i monumenti storici, che identificava e finanziava la conservazione dei siti storici.

Il prolifico architetto Eugène Viollet-le-Duc, essenzialmente autodidatta, guidò il restauro di Notre Dame per oltre due decenni, a partire dal 1844.

Viollet-le-Duc è in gran parte responsabile dell'attuale etica del restauro intesa come restituzione di un edificio storico al suo stato originale, ma spesso produceva “originali” che in realtà non erano mai esistiti. La guglia di Notre Dame bruciata nel 2019, ad esempio, è un'invenzione di Viollet-le-Duc… continua su qui.

- L’Elefante nella Stanza -
CON TE NON GIOCO PIÙ

Immaginate uno scenario in cui le vostre convinzioni e opinioni vengono rafforzate all'infinito, in cui la vostra prospettiva non viene mai messa in discussione e i punti di vista alternativi sono praticamente inesistenti. Il tutto condito con spruzzatina di divertimento.

Nel mondo dei mezzi di comunicazione di massa, questo fenomeno viene definito camera dell'eco. All'interno di una camera dell’eco - alimentata da algoritmi e, principalmente, da scelte personali - le nostre credenze vengono rafforzate attraverso la lente del bias di conferma.

In un’epoca in cui l’informazione è a portata di click, i contenuti offerti sui social media diventano ogni giorno più polarizzanti e standardizzati. E gli attori di questo processo sono i lettori: artefici e vittime delle loro scelte influenzate dai bias cognitivi.

Prendiamo ad esempio i canali Telegram: l’offerta di un’informazione che sfrutta il potere emotivo e persuasivo dell’intrattenimento è incredibilmente ampia. Una fusione tra informazione e intrattenimento - infotainment, come la chiamano gli inglesi - che riscuote consensi e interessi sempre maggiori nel pubblico. Tuttavia, l’infotainment rende sempre più difficile distinguere tra ciò che risponde al rigore deontologico e quel che è puro intrattenimento.

L’Elefante nella Stanza, come pochi altri canali Telegram (pochissimi a dire il vero), non fa intrattenimento, ma informazione. Propone contenuti stimolanti con l’obiettivo di spingere il lettore ad approfondire. Ma nel mare magnum dei canali votati al infotainment, chi offre un’informazione seria e fattuale è destinato a restare nell’ombra (una sorta di Shadow Ban), situazione alimentata anche, e soprattutto, da una continua e inesorabile disaffezione dei lettori.

Possiamo uscire dalla camera dell'eco o siamo destinati, per natura, a restarci? Nulla è impossibile, ma occorre fare uno sforzo. Sfidando i nostri bias cognitivi e cercando di non farsi travolgere da contenuti che tipicamente li rafforzano, anche se ciò significa accettare di non essere d'accordo, possiamo liberarci dalla camera dell'eco e promuovere la crescita intellettuale. Pensateci prima di uscire da un canale sull’onda del “con te non gioco più”.

- L’Elefante nella Stanza -
Storico israeliano crea un grande database sui crimini di guerra a Gaza - Middle East Eye

Sono uno storico e cittadino israeliano. Nell'ultimo anno ho scritto pubblicamente sui fatti accaduti a Gaza durante la guerra, raccogliendo e documentando migliaia di prove e decine di resoconti...


Uno storico israeliano di fama internazionale ha concluso che il suo Paese sta commettendo un genocidio a Gaza dopo aver compilato un grande e metodico rapporto che documenta una lunga serie di crimini di guerra commessi dall'inizio dell'invasione israeliana l'anno scorso, in seguito agli attacchi del 7 ottobre condotti da Hamas.

Lee Mordechai, professore associato presso l'Università Ebraica di Gerusalemme, che ha anche tenuto una borsa di studio presso l'Università di Princeton negli Stati Uniti, ha pubblicato un rapporto intitolato “Bearing Witness to the Israel-Gaza War” che, nella sua traduzione inglese, è costituito da ben 124 pagine e contiene oltre 1.400 note a piè di pagina.

Utilizzando resoconti oculari, filmati, articoli, fotografie, testimonianze e altro materiale investigativo, in gran parte registrato da soldati israeliani, lo storico ha prodotto quella che Haaretz definisce “la più metodica e dettagliata documentazione in ebraico (tradotta anche in inglese) dei crimini di guerra che Israele sta perpetrando a Gaza”.

Alcuni degli episodi più drammatici documentati da Mordechai includono una donna palestinese con un bambino che viene colpita mentre sventola una bandiera bianca, ragazze affamate che vengono schiacciate a morte mentre fanno la fila per il pane, un uomo palestinese di 62 anni ammanettato che viene investito da un carro armato israeliano e un attacco aereo che prende di mira persone che cercano di aiutare un ragazzo ferito.

Il database comprende migliaia di video, foto, testimonianze, rapporti e indagini che documentano le atrocità commesse dalle forze israeliane a Gaza, dove oltre 44.500 palestinesi sono stati uccisi durante la guerra.

Mordechai dedica anche una sezione su “I media, la propaganda e la guerra”, osservando che l'attuale guerra è stata “consentita e facilitata dai notevoli sforzi dei media per plasmare il discorso in Israele e in Occidente - in Paesi come Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Germania”… continua qui.

🎥Vedi anche: “Gaza”, la nuova inchiesta di Al Jazeera.

- L’Elefante nella Stanza -
L'idea di “Grande Israele” ha da tempo attratto i “nazionalisti della destra religiosa e laica” in Israele. Rimane l'“obiettivo ideologico fondamentale” del partito Likud, che domina la politica israeliana dal 1977. La legge sullo “Stato nazionale del popolo ebraico”, approvata nel 2018, promuove l'insediamento ebraico come “valore nazionale” e afferma il “diritto esclusivo e inalienabile del popolo ebraico a tutte le parti della Terra di Israele”, compresa la Cisgiordania, definita “Giudea e Samaria”.

Il 22 settembre 2023, Netanyahu si presentò al Palazzo di Vetro con una mappa che mostrava il Nuovo Medio Oriente come lui lo sognava. Più recentemente, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich in un'intervista per il documentario Israel: Extremists in Power, ha descritto il suo desiderio di conquistare non solo tutto il territorio palestinese fino al fiume Giordano, ma anche la capitale siriana, Damasco, e i territori che si estendono fino all'Iraq e all'Arabia Saudita.

- L’Elefante nella Stanza -
Non è rimasto più nessuno: perché il mondo ha bisogno di più bambini

Spesso quando viene sollevato il tema del crollo demografico, l'inconsapevolezza diventa sorpresa, per poi trasformarsi in negazione.


Viviamo in un mondo intriso di “progressismo”, uno Zeitgeist essenzialmente nichilista, relativista e materialista che non ammette dissenso. Nel discorso pubblico ci si aspetta che tutti si inginocchino all'“antirazzismo”, al femminismo radicale, alla “diversità”, all'“equità” e a tutto ciò che è prezioso per il deus ex machina del politicamente corretto post 1960. Non farlo sarebbe tremendamente fuori moda, reazionario e controculturale. Questo è problematico per i pro-natalisti.

Perché? Niente è più tradizionale, convenzionale e “normale” del matrimonio, della famiglia e dei figli. Nulla è più antitetico a un'etica che equipara la maggior parte delle cose tradizionali, convenzionali e “normali” al patriarcato, al razzismo, alla repressione delle donne, all'inquinamento del pianeta, ecc.

Di conseguenza, i pro-natalisti vengono spesso definiti “di destra”, “razzisti”, pro-eugenetica e indifferenti ai problemi dell’ambiente.

Sono tutte sciocchezze, sostiene il dottor Paul Morland, autore prolifico e probabilmente il più importante demografo del mondo. Non sono le sue testuali parole, poiché Morland è uno studioso serio, lontano dalle diatribe. Tuttavia, nel suo ultimo libro No One Left: Why the World Needs More Children sfata con abilità tali credenze. Nel farlo, il dottor Morland sottolinea accuratamente che il pro-natalismo esiste da millenni e non ha nulla a che fare con la razza, l'oppressione e la distruzione del pianeta. Ha tutto a che fare con la sopravvivenza della specie… continua su Mercator.

🎥Vedi anche: Gli Arconti e il Malthusianesimo.

- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
Il sapone millenario della Cisgiordania dichiarato patrimonio dell'umanità

L'Unesco ha inserito i segreti del sapone di Nablus, un'abilità millenaria tramandata di generazione in generazione, patrimonio dell'umanità. Oltre al valore del prodotto, simbolo di molte regioni palestinesi compresa la Striscia di Gaza, quella dell'agenzia internazionale è un'azione in difesa di un popolo la cui conoscenza secolare rischia di sparire dopo lo scoppio del conflitto con Israele.

https://www.agi.it/estero/news/2024-12-10/sapone-millenario-cisgiordania-patrimonio-unesco-29095002/
Perché il conflitto israelo-palestinese sfida il tempo
Paul R. Pillar

In una recente intervista al New York Times, il coordinatore uscente delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, ha criticato la comunità internazionale per essersi affidata a soluzioni a breve termine, come il miglioramento della qualità della vita nei territori occupati, o a diversivi, come la ricerca di accordi di pace tra Israele e altri Stati arabi. Il crescendo di spargimento di sangue dell'ultimo anno evidenzia l'inefficacia di tali approcci.

Necessario, ma non adottato, sarebbe stato uno sforzo diplomatico concertato e continuo per porre fine all'occupazione e creare uno Stato palestinese. “Quello che abbiamo visto”, ha detto Wennesland, “è il fallimento nell'affrontare il vero conflitto, il fallimento della politica e della diplomazia”.

La strategia dominante di Israele e, in larga misura, degli Stati Uniti è stata l'esatto opposto di un necessario sforzo diplomatico: l'applicazione di una forza militare sempre maggiore. Ciò è avvenuto con la guerra del 1973 tra Egitto e Israele, la prima guerra arabo-israeliana su larga scala dopo che Israele aveva conquistato nel 1967 quelli che oggi sono i territori occupati della Cisgiordania, di Gerusalemme Est, della Striscia di Gaza e delle Alture del Golan.

L'elemento centrale della politica di Richard Nixon e Henry Kissinger fu un enorme ponte aereo di forniture militari a Israele. Nixon e Kissinger, considerando il conflitto in termini di Guerra Fredda, giudicarono la loro politica un successo, in quanto permise a Israele di ribaltare le sorti della battaglia, estromettendo l'Unione Sovietica da un ruolo regionale significativo.

Oggi, viene ancora data priorità all'escalation militare. Israele, nel suo vano sforzo di “distruggere Hamas” e di colpire gli avversari al confine settentrionale, è più che mai impegnato ad aumentare morte e distruzione come approccio predefinito a qualsiasi problema di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno favorito questo approccio elargendo a Israele 18 miliardi di dollari in munizioni dall'ottobre 2023.

Negli anni successivi alla guerra del 1973, un paio di presidenti statunitensi hanno compiuto sforzi autentici per promuovere una pace israelo-palestinese. Ma ciò che era necessario fare - in gran parte responsabilità delle amministrazioni successive - non è stato fatto.

Dopo la mediazione di Jimmy Carter negli accordi di Camp David del 1978, il governo del Primo Ministro israeliano Menachem Begin intascò il conseguente trattato di pace con l'Egitto, ignorando la parte degli accordi che riguardava i palestinesi. Dopo che Bill Clinton nel 2000 mise sul tavolo i suoi “parametri” per un accordo, le due parti si avvicinarono più che mai a un accordo di pace, ma le elezioni [del 2001] posero fine ai negoziati e il nuovo governo israeliano non tornò al tavolo.

L'imminente cambio di amministrazione negli Stati Uniti offre poche o nessuna speranza di una svolta positiva su questo aspetto. Dopo i post sui social media del Presidente eletto Donald Trump, che non ha parlato di diplomazia, ma ha invece parlato di “un inferno da pagare” se gli ostaggi israeliani non fossero stati rilasciati entro il suo insediamento il 20 gennaio, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato Trump per il suo “forte sostegno”.

È importante capire cosa si intende per diplomazia in questo contesto e cosa no. Non significa dare sistematicamente un riconoscimento a parole alla “soluzione dei due Stati”, ma fare poco o nulla per realizzarla.

Non significa nemmeno fare accordi per il gusto di farli, motivati in gran parte dal desiderio di sbandierare presunti risultati davanti a un elettorato nazionale. È quanto accaduto con i cosiddetti “Accordi di Abramo”, che non erano affatto accordi di pace, ma erano in gran parte finalizzati a evitare che Israele dovesse fare la pace per intrattenere relazioni formali con altri Stati della regione, con i quali non era comunque in guerra… articolo integrale su Responsible Statecraft.

- L’Elefante nella Stanza -
Newsweek sostiene che le città costiere statunitensi potrebbero essere sommerse entro il 2050, dimenticando che le stesse previsioni erano state fatte per il 2000 e il 2020

Un recente articolo di Newsweek, dal titolo “Map Shows US Cities That Could Be Underwater in 2050”, sostiene che alcune grandi città saranno sommerse a causa dell'innalzamento dei mari entro il 2050 se l'uomo non fermerà il cambiamento climatico. È un'affermazione falsa.

Newsweek sembra dimenticare che queste stesse aree sarebbero dovute finire sott'acqua prima nel 2000 e poi nel 2020.

Per decenni i media mainstream hanno pubblicato previsioni allarmanti simili, spesso con tempistiche che si sono avvicendate senza che le catastrofi annunciate si materializzassero.

Ad esempio, un articolo dell'Associated Press del 1989 riportava il monito di un funzionario delle Nazioni Unite, secondo cui intere nazioni avrebbero potuto essere cancellate dalla faccia della Terra entro il 2000 a causa dell'innalzamento del livello dei mari, se non si fosse intervenuti sul riscaldamento globale.

Allo stesso modo, nel 2012 la PBS pubblicò una mappa interattiva che prevedeva che alcune città e contee statunitensi avrebbero potuto subire inondazioni entro il 2020 o il 2050 a causa delle mareggiate dovute al riscaldamento globale. Come nella favola di Chicken Little, gli avvertimenti passati dei media si sono ripetutamente dimostrati falsi.

Le proiezioni passate si basavano su modelli e ipotesi climatiche che, col senno di poi, sovrastimavano ampiamente il tasso di innalzamento del livello del mare e sottovalutavano la resilienza e l'adattabilità delle società umane. Le proiezioni attuali si basano sugli stessi modelli climatici imperfetti.

La propensione dei media al sensazionalismo porta spesso ad amplificare gli scenari peggiori… articolo integrale su Climate Realism.

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Il 1° agosto 1831, alla presenza di Guglielmo IV e della regina Adelaide, fu inaugurato il nuovo London Bridge. Nelle vicinanze, pronto per essere demolito, si trovava il vecchio ponte con le sue venti arcate strette. Lo scopo principale del nuovo ponte, a cinque ampie arcate, era quello di consentire un passaggio più agevole alle imbarcazioni, ma ebbe anche l'effetto di alterare il flusso del Tamigi, ciò incise su un piccolo ma importante aspetto della quotidianità di Londra.

Il Tamigi, poiché ora scorreva più velocemente sotto i nuovi archi, non ghiacciava più come in passato e, senza una distesa di ghiaccio abbastanza solida da sopportare il peso di migliaia di persone, chioschi e bancarelle, carrozze e slitte, le tradizionali Thames Frost Fairs, protagoniste della vita londinese da quasi quattrocento anni, non potevano più essere organizzate.

Nell’immagine: Frost Fair on the Thames, with Old London Bridge in the distance, 1684 c., artista sconosciuto. Mellon Collection.

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L'intera gravidanza di Amal Almasri è stata scandita dall'aggressione di Israele a Gaza. Anche dopo che la sua casa a Beit Hanoun è stata bombardata nella prima settimana di guerra, e mentre i parenti iniziavano a spostarsi verso sud, la sua famiglia ha sfidato gli ordini di evacuazione di Israele, spostandosi invece tra rifugi temporanei.

Quando a marzo ha scoperto di essere incinta di tre mesi, avevano già trascorso diversi mesi rifugiandosi in varie scuole del nord, mentre la vita in una casa tutta loro era un lontano ricordo.

La guerra che infuriava intorno a loro rendeva quasi impossibile per Almasri cercare un'assistenza prenatale regolare, per non parlare del nutrimento di cui aveva bisogno per prendersi cura di se stessa e del bambino che stava crescendo dentro di lei. “La fame era tanta, l'igiene inesistente e le strade erano piene di liquami… A volte mangiavamo solo a giorni alterni”, ha raccontato la 30enne madre di cinque figli a The Intercept.

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“Il più presto e rapidamente possibile”: coloni israeliani puntano alle terre in Siria e Libano

A poche ore dalla caduta di Assad, le forze israeliane si stavano già spingendo in territorio siriano, conquistando il versante del Monte Hermon/Jabal A-Shaykh e la zona cuscinetto, che esiste da più di mezzo secolo, tra la Siria e le Alture del Golan occupate da Israele. Ma l'esercito non è stato l'unico a reagire prontamente; lo stesso vale per il movimento dei coloni israeliani.

“Dobbiamo conquistare e distruggere. Il più presto e rapidamente possibile”, ha scritto un membro di Uri Tsafon - un gruppo fondato all'inizio di quest'anno per promuovere l'insediamento israeliano nel sud del Libano - nel gruppo WhatsApp dell'organizzazione. “Dobbiamo verificare, in base alle nuove leggi siriane, se gli israeliani possono investire nel settore immobiliare e iniziare ad acquistare terreni”, ha scritto un altro membro. In un altro gruppo WhatsApp di coloni, i membri hanno condiviso mappe della Siria e hanno cercato di identificare potenziali aree di insediamento.

Il movimento Nachala - guidato da Daniella Weiss, che negli ultimi mesi ha guidato gli sforzi per reinsediare Gaza - ha espresso un sentimento simile in un post su Facebook: “Chiunque pensi ancora che sia possibile lasciare il nostro destino nelle mani di un attore straniero - rinuncia alla sicurezza di Israele!”, si legge. “L'insediamento ebraico è l'unica cosa che porterà alla stabilità regionale e alla sicurezza dello Stato di Israele, insieme a un'economia stabile, alla resilienza nazionale e alla deterrenza”.

“A Gaza, in Libano, in tutte le Alture del Golan, compreso l'’Altopiano siriano’, e in tutto il Monte Hermon”, ha aggiunto, allegando una mappa biblica intitolata ‘I Confini di Abramo’, in cui il territorio israeliano comprende la totalità del Libano e la maggior parte della Siria e dell'Iraq.

Non si tratta di semplici chiacchiere: questi gruppi fanno sul serio. Nachala ha già tracciato i luoghi in cui intende costruire nuovi insediamenti ebraici nella Striscia di Gaza e sostiene che più di 700 famiglie si sono impegnate a trasferirsi quando se ne presenterà l'occasione (la stessa Daniella Weiss si è già recata a Gaza con una scorta militare per esplorare i possibili luoghi). La settimana scorsa, Uri Tsafon, che nell'ultimo anno è rimasto a guardare, ha fatto il suo primo tentativo di accaparramento di terre nel sud del Libano, dove i soldati israeliani sono ancora presenti dopo l'accordo di cessate il fuoco.

Il 5 dicembre, il fondatore del gruppo, Amos Azaria, professore di informatica all'Università di Ariel nella Cisgiordania occupata, ha attraversato il confine con il Libano insieme a sei famiglie nel tentativo di creare un avamposto. Hanno raggiunto la zona di Maroun A-Ras, a circa due chilometri dal confine, e hanno piantato alberi di cedro in memoria di un soldato israeliano caduto in battaglia in Libano due mesi fa. Sono passate diverse ore prima che l'esercito israeliano li sgomberasse e li costringesse a rientrare in Israele.

Già a giugno, alla “Prima Conferenza sul Libano” di Uri Tsafon, tenutasi su Zoom, i membri parlavano di insediamento in Siria. Il dottor Hagi Ben Artzi, cognato di Benjamin Netanyahu e membro del gruppo, ha detto ai partecipanti che i confini di Israele dovrebbero essere quelli promessi al popolo ebraico nei tempi biblici: “Non vogliamo nemmeno un metro oltre il fiume Eufrate. Siamo umili. [Ma] ciò che ci è stato promesso, dobbiamo conquistarlo”.

L'11 dicembre, un piccolo gruppo di coloni israeliani ha dichiarato di aver attraversato un'area del territorio siriano ora sotto controllo militare israeliano, dove si sono filmati mentre pregavano. Interpellato sull'accaduto, l'esercito israeliano ha dichiarato che “non è noto l'attraversamento del confine da parte delle persone in questione” e che il video è “al vaglio delle autorità competenti”… continua su +972 Magazine.

🎥Vedi anche: Holy Redemption. Stealing Palestinian Land.

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TERRA E MARE. LE RIVOLUZIONI SPAZIALI
Daniele Perra

In questa puntata ci concentriamo su alcune delle più interessanti intuizioni del giurista, politologo e filosofo tedesco Carl Schmitt: in particolare il concetto di rivoluzione spaziale, con particolare riguardo a quella dell'era della vela, dei secoli XVI-XVIII, delle esplorazioni oceaniche, delle scoperte geografiche e della colonizzazione del Nuovo Mondo; e poi lo scontro di Weltanschauung fra gli imperi terrestri e marittimi, come l'impero britannico, sullo sfondo dello scontro archetipico fra i due mostri biblici, il Behemoth e il Leviatano.

https://m.youtube.com/watch?v=IvGmk0vN6wg

Nelle puntate precedenti:

▪️Cos'è la geopolitica

▪️La geopolitica continentalista
MOSCA, 17 dicembre. TASS - Il capo delle truppe russe per la protezione dalle radiazioni, dagli agenti chimici e biologici, il tenente generale Igor Kirillov, e il suo assistente sono rimasti uccisi in un'esplosione avvenuta martedì mattina nel sud-est di Mosca.

L'esplosione è stata causata da un ordigno esplosivo piazzato in uno scooter elettrico, ha dichiarato la portavoce del Comitato investigativo russo Svetlana Petrenko.

“La mattina del 17 dicembre, un ordigno esplosivo piazzato in uno scooter è esploso vicino all'ingresso di un edificio residenziale sul viale Ryazansky a Mosca, hanno rivelato le indagini. Il capo delle truppe russe per la protezione dalle radiazioni, dagli agenti chimici e biologici, il tenente generale Igor Kirillov, e il suo assistente sono rimasti uccisi nell'esplosione”.

Secondo Petrenko, il dipartimento di Mosca del Comitato ha avviato un'indagine penale sull'attacco. Le circostanze del crimine sono attualmente oggetto di indagine.
Quando il 14 aprile 1561 il sole sorse sopra la città di Norimberga, i residenti videro svolgersi in cielo quella che descrissero come una sorta di battaglia tra oggetti volanti di varie forme e colori.

Più tardi, il tipografo Hans Glaser realizzò una xilografia (riprodotta nell’immagine in alto), accompagnata da una descrizione dettagliata del misterioso evento.

La battaglia nei cieli durò circa un’ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio e una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera.


Nel 1958 lo psicanalista Carl G. Jung citò il caso di Norimberga nel saggio Ein moderner Mythus: Von Dingen, die am Himmel gesehen werden (“Un mito moderno. Le cose che si vedono nel cielo”).

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La “grande opportunità” di Israele di annettere la Cisgiordania

Quello che sta accadendo in Siria è un esempio di cosa aspettarsi nei prossimi mesi in Cisgiordania.


Israele si prepara ad annettere i territori della Cisgiordania occupata. Ciò rappresenterà un grande passo indietro sulla strada della libertà dei palestinesi e probabilmente servirà da catalizzatore per una nuova rivolta.

Sebbene l'annessione sia nell'agenda israeliana da anni, questa volta si è presentata una “grande opportunità”, per usare le parole del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, che, dal punto di vista israeliano, non può andare persa.

“Spero che con la nuova amministrazione statunitense avremo una grande opportunità per realizzare una piena normalizzazione (dell'occupazione israeliana)”, ha dichiarato il ministro secondo quanto riportato dai media israeliani.

Due motivi rendono l'estrema destra israeliana ottimista sull'arrivo di Trump: uno, l'esperienza israeliana durante il primo mandato di Trump, in cui il presidente statunitense ha permesso a Israele di rivendicare la sovranità sugli insediamenti illegali, sulle Alture siriane del Golan e su Gerusalemme Est; due, la più recente dichiarazione di Trump in vista delle elezioni.

Israele è “così piccolo” sulla mappa, ha detto Trump rivolgendosi al gruppo filo-israeliano “Stop Antisemitism” durante un evento lo scorso agosto, chiedendosi: “C’è un modo per ottenere di più?”. L'affermazione, assurda per definizione, ha suscitato la gioia dei politici israeliani, che l'hanno intesa come un via libera a ulteriori annessioni.

Anche le mire espansionistiche di Israele hanno ricevuto una spinta negli ultimi giorni. Dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad in Siria, Israele ha immediatamente iniziato a invadere ampie zone del Paese, arrivando fino al governatorato di Quneitra, a meno di 20 chilometri dalla capitale Damasco… continua su The Jordan Times.

📖Leggi anche: “Il più presto e rapidamente possibile”: coloni israeliani puntano alle terre in Siria e Libano.

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FLAP UFO NEL NEW JERSEY
Umberto Visani

In questa puntata di UV Anomalist ci occupiamo di un serie di eventi di stratta attualità: gli strani avvistamenti di oggetti volanti (presumibilmente droni) negli Stati Uniti e in particolar modo nel New Jersey, negli ultimi giorni.
Valutiamo le possibili ipotesi sul campo (in attesa di maggiori possibilità di analisi in futuro) e al contempo le analogie con ondate precedenti e “storiche” di avvistamenti misteriosi.


https://www.youtube.com/watch?v=A-LxWC-7GGM