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Aradeo (Lecce). Muore dopo la prima dose del vaccino: indagato il medico che ha somministrato il siero e altri tre dottori

21 maggio 2021

Donna muore poche ore dopo la prima dose di vaccino e la Procura apre un’inchiesta. Sono quattro gli indagati: il medico che ha somministrato la dose e altri tre camici bianchi in servizio presso l’ospedale di Gallipoli con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Nella mattinata di venerdì 21 maggio, la salma di Consiglia Valentini, una ultraottantenne di Aradeo, è stata riesumata dal cimitero e il medico legale Ermengildo Colosimo ha eseguito l’autopsia alla presenza degli avvocati delle parti e del consulente Vincenzo Garzia.

Il decesso risale a circa un mese e mezzo fa. L’anziana, con diverse patologie, si era sottoposta alla prima dose di vaccino della casa farmaceutica Pfizer raggiungendo un hub allestito in paese dove le è stato somministrato il siero. A distanza di poche ore l’ultraottantenne ha iniziato ad accusare i primi sintomi: debolezza, spossatezza, dolori articolari. In breve, le condizioni di salute si sono aggravate. E la donna è stata accompagnata in ospedale dove è stata presa in consegna dai medici del pronto soccorso. Purtroppo, però, l’anziana è deceduta poco dopo.

https://www.corrieresalentino.it/2021/05/muore-dopo-la-prima-dose-del-vaccino-indagato-il-medico-che-ha-somministrato-il-siero-e-altri-tre-dottori/
Vaccini: seconda dose sbagliata a donna, arrivano cc

Castellammare Stabia.Direttore sanitario,scatta farmacovigilanza

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 21 MAGGIO- Una donna avrebbe dovuto ricevere la seconda dose del vaccino AstraZeneca, ma i medici sbagliano e gliene somministrano un'altra. Nell'hub vaccinale di Moscarella, a Castellammare di Stabia (Napoli) sono dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma, dopo che la cittadina vaccinata ha saputo dell'errore dei medici.

Per cause ancora da accertare, infatti, la donna è stata vaccinata con Pfizer. Quando i medici si sono resi conto dell'errore, la dose di vaccino era stata già inoculata alla donna che ha avuto molto da ridire e nell'hub vaccinale stabiese è scoppiata la bufera, tanto che i medici hanno faticato a tenere la situazione sotto controllo. La donna ha allertato i carabinieri per denunciare l'accaduto. I militari hanno identificato i medici.
    La donna è attualmente sotto stretta sorveglianza della ''Farmacovigilanza''. Il direttore sanitario dell'Asl Napoli 3 Sud rsponsabile dell'hub vaccinale del rione Moscarella, il dottor Gaetano D'Onofrio, si è assicurato che al momento la donna sta bene. ''Le poche evidenze di questi casi, relativi ad altri scambi di vaccini avvenuti in altre parti del mondo - spiega - non hanno provocato effetti nocivi per la persona che ha ricevuto la seconda dose di vaccino diverso dalla prima somministrazione. Sotto il profilo sierologico, la prima somministrazione crea immunità e quindi la seconda funziona da richiamo". "E' da così poco tempo che si stanno somministrando questi vaccini che non si può ancora stabilire il tempo e la misura con cui funzionano la prima dose e poi il richiamo. Il direttore di distretto ha attivato la Farmacovigilanza e la signora viene monitorata telefonicamente''.
    Per ora, ribadisce il direttore sanitario dell'Asl Napoli 3 Sud, ''in termini letterari, nei 7 mesi in cui finora sono stati somministrati questi vaccini, in Inghilterra e in America, in casi di scambio di siero non si sono verificati effetti nocivi''.
   

https://www.ansa.it/campania/notizie/2021/05/21/vaccini-seconda-dose-sbagliata-a-donna-arrivano-cc_ca9344fc-9f79-4921-9a70-0ff0a857082d.html
Dj e dosi, in Alto Adige il 'rave' dei vaccini AstraZeneca fa colpo sui giovani

Dedicate anche ai 18enni, già sold out le serate a Bolzano, Bressanone, Lana e Silandro

BOLZANO. L'Alto Adige è terra di 'no vax' e 'vax scettici', non solo per quanto riguarda il coronavirus. Fa infatti discutere l'alto numero di sanitari, che non si sono ancora immunizzati. Sorprende perciò la corsa dei giovani alle "Open Vax Day & Night", in programma da oggi a sabato in varie località della provincia per tutta la cittadinanza 'over 18'.

Durante le serate Astrazeneca negli hub di Bolzano e Vipiteno si esibiscono addirittura alcuni dj. Anche se il distanziamento e gli ingressi scaglionati non aiutano a creare l'atmosfera da rave, la musica ha comunque contribuito a un clima più disteso. Probabilmente sarà proprio la voglia di un ritorno a una vita normale e di un'estate spensierata, con feste e concerti, a convincere i giovani a farsi vaccinare. Sono 'sold out' le serate a Bolzano, Bressanone, Lana e Silandro. A livello provinciale sono assegnati il 94% dei 4.800 appuntamenti previsti.
Hanno dato il via questa sera (20 maggio) i centri di vaccinazione a Bressanone e Vipiteno, con un totale di 600 vaccinazioni fino alle ore 22. Domani seguiranno Bolzano, Lana e Silandro, mentre Brunico chiude domenica il primo ciclo di "Open Vax Day & Night".

Secondo l'assessore Thomas Widmann "grazie alle nuove disposizioni del decreto, la nostra iniziativa Open Vax Day & Night è diventata ancora più interessante. Il certificato di vaccinazione sarà riconosciuto per la certificazione verde Corona-Pass già dopo 15 giorni dalla prima vaccinazione e rimarrà valida per 9 mesi dopo la seconda dose. Il vaccino di AstraZeneca ha quindi la validità più lunga per il Corona Pass rispetto a tutti i vaccini attualmente somministrati in Alto Adige".

L'iniziativa, con ogni probabilità, sarà ripetuta anche grazie a un 'tesoretto' di quasi 30.000 dosi di Astrazeneca nei frigoriferi dell'Azienda sanitaria altoatesina.
Eventi di vaccinazioni si svolgono però anche altrove. Torna nel Lazio anche questo fine settimana, 22 e 23 maggio, l'Open Day Astrazeneca con ticket virtuale per over 40. Nelle Marche il Comune di Falconara lancia gli "Open Day AstraZeneca", tre giornate di vaccinazioni con il siero di AstraZeneca. Possono iscriversi gli uomini ricompresi nella fascia d'età dai 40 agli 80 anni e le donne dai 60 agli 80 senza particolari patologie, residenti a Falconara. Sono invece quasi 3.200 le dosi di vaccino somministrate ieri per il "Moderna Day" a Caserta, riservato agli over 65. 

https://www.giornaletrentino.it/cronaca/dj-e-dosi-in-alto-adige-il-rave-dei-vaccini-astrazeneca-fa-colpo-sui-giovani-1.2917174
Invitiamo i medici ed il personale sanitario ad aderire a questo appello.

Grazie

https://www.sostenibilitaesalute.org/rete-sostenibilita-e-salute-vaccino-covid-ai-bambini-moratoria-subito/
https://report24.news/pfizer-studie-79-geimpfter-kinder-ueber-12-jahre-entwickelten-nebenwirkungen/

Pfizer/Biontech ha pubblicato un foglio informativo di 37 pagine sulla sicurezza e l'uso del loro vaccino il 19 maggio. Si riferisce allo stato attuale degli studi di vaccinazione sotto l'Autorizzazione all'Uso di Emergenza (EUA). Tali contenuti sono taciuti dai media tradizionali, che preferiscono ripetere il dogma di coloro che sono al potere: I benefici sarebbero maggiori del danno, i bambini sarebbero a rischio. In verità, i bambini si ammalano molto raramente o in modo lieve - ma almeno l'80% deve fare i conti con effetti collaterali traumatizzanti.

La distribuzione per età delle malattie da covidi problematiche negli USA è simile a quella della Germania, dove ieri abbiamo pubblicato statistiche corrispondenti basate su dati dell'Istituto Paul Ehrlich (le statistiche suggeriscono: rischio di vaccinazione per i minori di 50 anni massicciamente superiore al rischio di covidi). Per esempio, a New York City (popolazione di 8,4 milioni), un totale di 24 morti di bambini e adolescenti sotto i 18 anni di età sono stati associati al Covid-19 fino ad oggi. 18 di questi avevano gravi condizioni preesistenti, e in 2 questo è sconosciuto. I bambini e gli adolescenti hanno casi molto lievi di Covid-19, se presenti, come confermato dal CDC: "La maggior parte dei bambini con COVID-19 hanno sintomi lievi o non ne hanno affatto.
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Wrexham (Galles): Kelly Dunley, 38 anni, scomparsa per malore improvviso dopo vaccinazione AstraZeneca.

22 maggio 2021

Kelly Dunley, trentottenne di Wrexham in Galles, è morta lunedì 17 maggio al Royal Stoke Hospital.

Dopo la vaccinazione AstraZeneca, aveva avuto una trombosi ad una gamba. I medici ritengono che l’attacco cardiaco sia legato ad un’ulteriore trombosi che ha colpito i polmoni.

https://www.leaderlive.co.uk/news/19320689.wrexham-tributes-kelly-dunley-tragic-sudden-death/
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Covid-19, invece di imparare la lezione e ridurre l’inquinamento pensiamo a vaccinare i bambini

Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde

Lo sconvolgimento che a livello globale il nuovo coronavirus ha comportato ci impone non solo di riflettere, ma di interrogarci sulle possibili soluzioni per uscire da questa crisi planetaria.
Fin dall’inizio si è scritto che più che “pandemia” si doveva parlare di “sindemia”, ovvero dell’interazione nefasta di molteplici fattori (sanitari, sociali, ambientali, economici), tutti comunque riconducibili al rapporto predatorio ed aggressivo dell’uomo col resto del Pianeta. Già in tempi non sospetti autorevoli voci si erano levate denunciando il pericolo sempre più incombente di nuove pandemie e la necessità che il genere umano si impegnasse molto di più “per conservare la natura, preservare i servizi ecosistemici e la biodiversità, comprendendo e mitigando le attività che portano all’emergenza delle malattie”. Di fatto numerosi sono ormai gli studi che attestano come la maggior incidenza e gravità della Covid 19 si registri nelle aree maggiormente inquinate, quasi che da esse si levasse un ulteriore grido d’allarme per farci cambiare rotta.

Un ampio studio condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che per ogni aumento di 1 mcg/m3 di PM2,5, si ha un incremento di mortalità da Covid-19 del +11%, dato che, rapportato all’Europa, si traduce in un incremento pari al 19%, e che è ancor più elevato per la Pianura Padana, area fra le più inquinate del continente europeo, ed in cui si sono registrate le più elevate mortalità da Covid-19. Ma non è solo la qualità dell’aria a condizionare la gravità della pandemia: da una ricerca dell’Università di Firenze che ha messo in relazione il numero di casi di Coronavirus con i modelli di agricoltura presenti nelle varie zone del Paese è emerso che nelle aree di agricoltura intensiva si registrano 134 casi ogni 100 km2, rispetto ai 49 casi delle aree non intensive, differenze che si confermano anche considerando i dati demografici.

Ma invece di imparare la lezione che questa crisi epocale ci sta dando ancora una volta sprechiamo l’occasione di ridurre drasticamente l’inquinamento e “fare pace col pianeta” e di fatto si propone come unica soluzione la vaccinazione di massa, addirittura estendendola a giovani e bambini, possibilità questa su cui autorevoli voci contrarie proprio in questi giorni si sono levate.

A questo proposito è stato lanciato un appello della Rete Sostenibilità e Salute con cui si richiede la moratoria della vaccinazione anti Covid-19 nei bambini e già sottoscritto da circa un migliaio fra medici e operatori sanitari. All’appello si può continuare ad aderire seguendo le istruzioni che in esso compaiono e l’elenco dei sottoscrittori sarà via via aggiornato.
I bambini sono fortunatamente risparmiati da questa pandemia, non hanno un ruolo rilevante nella trasmissione del SARS-CoV-2, ma rischiano di essere le sue più grandi vittime. I vaccini in uso, infatti, riducono ma non azzerano la trasmissione dell’infezione (con alcune varianti in Israele è stato documento persino l’opposto), hanno durata sconosciuta ed efficacia ridotta su alcune delle varianti sinora emerse, ad oggi non è stata stabilita la necessità e la frequenza di dosi di richiamo e soprattutto ancora troppo poco sappiamo degli esiti a lungo termine di questi trattamenti in organismi che hanno tutta la vita davanti. Perché una sollecitudine analoga a quella che si mostra nel voler vaccinare i bambini per una malattia che fortunatamente non sviluppano non la si dimostra anche nel difenderli dai rischi ambientali e dai comportamenti a rischio?

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/17/covid-19-invece-di-imparare-la-lezione-e-ridurre-linquinamento-pensiamo-a-vaccinare-i-bambini/6199938/
Lutto nella cittadina di Naso (Messina), deceduta per aneurisma l’avvocata Gisella Pizzo, vaccinata pochi giorni fa con Pfizer

21 maggio 2021

Sgomento e dolore nella comunità di Naso per la notizia del decesso di Gisella Pizzo.
L’avvocata cassazionista, con un’esperienza di oltre 25 anni, ex candidata alle ultime elezioni amministrative , è morta a seguito di un diagnosticato aneurisma cerebrale. Aveva compiuto 51 anni lo scorso marzo.

Dalle informazioni in nostro possesso, pare che la donna, che godeva di ottima salute, fosse stata vaccinata con il siero Pfizer qualche giorno fa. Mercoledì l’avvocato accusava dei malori ed è stata accompagnata all’ospedale di Patti per accertamenti. I sanitari subito accortisi di un problema celebrale hanno disposto il trasferimento con l’elisoccorso al Policlinico di Palermo, dove la donna è deceduta questa mattina, intorno alle 11.

https://www.google.it/amp/s/www.nebrodinews.it/lutto-a-naso-deceduta-lavvocato-gisella-pizzo/amp/
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"Le autorità scozzesi hanno ufficialmente elencato il vaccino Covid-19 come causa di morte multipla secondo i registri ufficiali.

National Records of Scotland (NRS), l'equivalente dell'Office for National Statistics (ONS) in Inghilterra, ha elencato tre decessi avvenuti prima del 30 aprile 2021 "con la causa di morte alla base degli effetti negativi dei vaccini COVID-19". La statistica ufficiale può essere visualizzata sulla tabella 12 del documento Excel scaricabile tramite il sito Web di NRS" .
https://dailyexpose.co.uk/2021/05/22/covid-19-vaccine-officially-listed-as-the-underlying-cause-of-death-multiple-times-by-scotland-authorities/
Ospedale Severo Ochoa di Madrid

"Prima denuncia da parte degli operatori ospedalieri contro la direzione per "omicidio" durante la gestione covid.
Il Tribunale di primo grado e istruzione numero 4 di Leganés ha ammesso di aver trattato una denuncia per "omicidio e sue forme" a seguito della gestione effettuata presso l'Ospedale universitario Severo Ochoa di Leganés durante la prima ondata di pandemia, e ha ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di quattro dirigenti del complesso ospedaliero".
https://www.elperiodico.com/es/sociedad/20210520/primera-denuncia-trabajadores-direccion-hospital-gestion-covid-11744767
Forwarded from Paolo Bellavite
Forwarded from Paolo Bellavite
Trovate le proteine spike del “vaccino” nel sangue circolante

Il 20 maggio è stato pubblicato un interessante lavoro “Circulating SARS-CoV-2 Vaccine Antigen Detected in the Plasma of mRNA-1273 Vaccine Recipients” di AF Ogata et al. Clinical Infectious Diseases, ciab465, https://doi.org/10.1093/cid/ciab465

Per la prima volta sono state misurate le proteine spike e le loro subunità (S1, quella che si lega al recettore ACE2) dopo la vaccinazione mRNA-1273 (Moderna). Da ricordare che i livelli di S1 sono correlati alla gravità della malattia anche nella COVID-19.

Le proteine SARS-CoV-2 indotte dal mRNA iniettato con la vaccinazione sono state misurate in campioni di plasma raccolti da 13 volontari che hanno ricevuto due dosi di vaccino mRNA-1273. 11 partecipanti su 13 hanno mostrato livelli rilevabili di proteina SARS-CoV-2 già dal primo giorno dopo la prima iniezione di vaccino. Poi, man mano che crescevano gli anticorpi IgG, le proteine prodotte dal mRNA venivano eliminate dal plasma, come c’era da aspettarsi. La rilevazione sistemica di spike e proteine S1 indotte dal vaccino mRNA-1273 non era stata ancora descritta in nessuno studio sul vaccino, probabilmente a causa di limitazioni nella sensibilità del saggio.

L'antigene S1 è stato rilevato già dal primo giorno dopo la vaccinazione e i livelli di picco sono stati rilevati in media cinque giorni dopo la prima iniezione (Figura di sinistra). I volontari hanno ricevuto l'iniezione di mRNA-1273 nei giorni 1 e 28, dove i punti di dati del cerchio e del triangolo rappresentano i livelli di antigene dopo la prima e la seconda iniezione, rispettivamente. Nella figura sopra riportata, a sinistra le barre rappresentano la concentrazione media delle proteine prodotte dal mRNA in quel giorno e a destra rappresentano il livello di anticorpi. Si nota che la proteina si rileva soprattutto dopo la prima dose mentre dopo la seconda non si rileva, probabilmente perché è presto catturata dagli anticorpi già presenti.

I livelli massimi di S1 erano 68 pg/mL ±21 pg / mL, corrispondenti a 500.000.000.000.000 (cinquecentomila miliardi) di molecole di proteine specifiche in un centimetro cubo di plasma. Dopo qualche giorno dalla iniezione del mRNA, la proteina S1 in tutti i partecipanti è diminuita ed è diventata immisurable entro il giorno 14 (notare però che questo non significa che sia assente, significa solo che è sotto il limite di misura). Gli autori ipotizzano che le risposte immunitarie cellulari innescate dall'attivazione delle cellule T, che si verificano giorni dopo la vaccinazione, portino all'uccisione diretta delle cellule che presentano proteine spike e un ulteriore rilascio di spike nel flusso sanguigno.

Gli autori affermano che “la rilevanza clinica di questa scoperta non è nota e dovrebbe essere ulteriormente esplorata”. Essa rappresenta comunque la prova del fatto che le proteine spike non si fermano solo nel luogo di iniezione o nel sistema immunitario, ma viaggiano in tutto il corpo.

Gli effetti avversi dei vaccini possono dipendere quindi da diverse possibilità: a) un effetto patogeno diretto della proteina spike (o sue componenti) sulle cellule che hanno i recettori specifici ACE2, effetto probabilmente prevalente dopo la prima dose, b) un effetto dovuto alla distruzione delle cellule che producono le spike da parte dei linfociti T reattivi contro la stessa proteina che sia espressa sulla membrana cellulare, c) una reazione infiammatoria dovuta a immunocomplessi, effetto probabilmente prevalente dopo la seconda dose, d) una reazione autoimmunitaria degli anticorpi diretti verso la spike che però intercettano anche antigeni «simili» presenti sulle cellule umane normali (mimetismo molecolare).
Covid, vaccini ai bambini. In Uk la lettera di 40 scienziati: “Non ripetere gli errori della storia. Nessuno sotto i 15 anni sano è morto”

Un portavoce dell'Mhra, l'agenzia del farmaco britannica, ha risposto attraverso le pagine del The Telegraph: “Forniremo una risposta alle questioni sollevate nella lettera riguardante i vaccini Covid-19 nei bambini dopo una piena considerazione. Esaminiamo rigorosamente i dati clinici a supporto delle domande di qualsiasi vaccino"

23 maggio 2021

L’Agenzia europea per i farmaci (Ema) autorizzerà probabilmente il 28 maggio la somministrazione dei vaccini per i ragazzi dai 12-15 anni. I dati raccolti da Pfizer e Moderna sono rassicuranti. Il ministro della Salute Speranza ha auspicato un piano di immunizzazione per i maturandi, “è altamente strategico per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico”. Ma il dibattito sulle vaccinazioni pediatriche è molto acceso, soprattutto in Gran Bretagna, dove sono più avanti con la campagna vaccinale. In parallelo alla prossima autorizzazione Ema, Moderna sta sperimentando il suo vaccino sulla fascia dai 6 mesi ai 12 anni di età e Pfizer ha annunciato il possibile via libera al vaccino per i piccoli dai 6 mesi in su a inizio 2022. In questo contesto, il Telegraph ha riportato con molto risalto la “lettera aperta” che oltre 40 ricercatori, docenti universitari e medici hanno inviato all’Agenzia regolatoria nazionale sui medicinali (MHRA). I firmatari tengono in considerazione anche lo scenario di vaccinazioni sotto i 12 anni (che potrebbero partire nei prossimi mesi). Il titolo della lettera è esplicativo, “Sicurezza e preoccupazioni riguardo le vaccinazioni Covid nei bambini”.

Il principio di precauzione viene spesso sottolineato nella “open letter”, con un invito a non “ripetere gli errori della storia“. Per comprendere a quali errori si riferiscano gli autori, è necessario scorrere la lettera fino in fondo, “[…] per i vaccini COVID-19, i potenziali benefici sono chiari per gli anziani e vulnerabili, tuttavia, per i bambini, l’equilibrio tra benefici e rischi sarebbe molto diverso” – e proseguono – “noi stiamo sollevando queste preoccupazioni come parte di un dibattito informato, che è una parte vitale del corretto processo scientifico. Dobbiamo assicurarci che non si ripetano le tragedie del passato che si sono verificate soprattutto quando i vaccini sono stati immessi sul mercato in fretta. Per esempio, il vaccino per l’influenza suina Pandemrix, lanciato dopo la pandemia del 2010, ha provocato oltre mille casi di narcolessia, in bambini e adolescenti, prima di essere ritirato Anche Dengvaxia, un vaccino contro la dengue, è stato distribuito ai bambini prima dei risultati completi della sperimentazione, e 19 bambini sono morti per un possibile potenziamento anticorpo-dipendente (ADE) prima che il vaccino fosse ritirato. Non dobbiamo rischiare il ripetersi di questi eventi con i vaccini Covid-19, che potrebbero avere un impatto enormemente dannoso sulla vaccinazione in generale”. Alcuni effetti dei vaccini, anche per gli adulti, sono stati rilevabili solo dopo la fase di inoculazione di massa, come i rari casi di trombocitopenia trombotica indotta da vaccino (VITT), alcuni eventi sono evidenziabili solo sui grandi numeri. La lettera prosegue citando statistiche di letalità del Covid, “nessun bambino sano sotto i 15 anni è morto durante la pandemia nel Regno Unito e i ricoveri in ospedale o in terapia intensiva sono estremamente rari. La maggior parte dei bambini non hanno sintomi o ne hanno di molto lievi. Sebbene la sindrome Long-Covid sia stata citata come motivo per vaccinare i bambini, ci sono pochi dati concreti. Sembra meno comune e molto più breve rispetto agli adulti e nessuno degli studi sul vaccino ha valutato questo aspetto”.

Un portavoce dell’MHRA ha risposto alla “lettera aperta” dei 40, attraverso le pagine del The Telegraph: “Forniremo una risposta alle questioni sollevate nella lettera riguardante i vaccini Covid-19 nei bambini dopo una piena considerazione.
Esaminiamo rigorosamente i dati clinici a supporto delle domande di qualsiasi vaccino. Un vaccino Covid-19 sarebbe autorizzato solo per i gruppi di età più giovane una volta che gli standard previsti di sicurezza, qualità ed efficacia siano stati soddisfatti “. Oltre l’agenzia dei farmaci, anche Matt Hancock, Segretario di Stato alla Salute, ha annunciato che il governo è “molto, molto attento e sensibile” sull’opportunità d’un programma di vaccinazione per i bambini, e ha sottolineato che “la ricerca ha dimostrato che i vaccini sono sicuri”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/23/covid-vaccini-ai-bambini-in-uk-la-lettera-di-40-scienziati-non-ripetere-gli-errori-della-storia-nessuno-sotto-i-15-anni-sano-e-morto/6205661/

La lettera su Telegraph

https://www.telegraph.co.uk/news/2021/05/02/schools-back-mass-vaccinations-children-headteachers-say-peer/

L’articolo su Science sul vaccino anti dengue

https://www.sciencemag.org/news/2019/04/dengue-vaccine-fiasco-leads-criminal-charges-researcher-philippines

Lo studio pre-print sui sintomi nei ragazzi

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.05.05.21256649v1.full.pdf

Lo studio sulla trasmissione

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.21.20196428v1