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"Un nuovo tipo di vaccino contro il COVID-19 potrebbe essere disponibile già quest'estate.
È quello che è noto come vaccino a subunità proteica . Funziona in modo un po' diverso dall'attuale raccolta di vaccini autorizzati per l'uso negli Stati Uniti, ma si basa su una tecnologia ben nota e non richiede una refrigerazione speciale.
Il primo vaccino COVID-19 a subunità proteica che sarà disponibile probabilmente proverrà dalla società biotecnologica Novavax . A differenza dei tre vaccini già autorizzati negli Stati Uniti, contiene la stessa proteina spike - non è necessario prepararla, è già stata prodotta - insieme a un adiuvante che migliora la risposta del sistema immunitario, per rendere il vaccino ancora più protettivo.

I vaccini a subunità proteica realizzati in questo modo sono in circolazione da un po'. Esistono vaccini sul mercato per l'epatite B e la pertosse basati su questa tecnologia.

Per produrre la proteina del virus, Novavax utilizza vasche giganti di cellule coltivate in laboratorio. Ma c'è un altro modo per produrre la proteina: portare le piante in una serra per farlo.

Questo è l'approccio utilizzato dalla società canadese di biotecnologie Medicago .

Le piante utilizzate sono imparentate con la pianta del tabacco e sono state modificate per contenere le istruzioni genetiche per produrre la proteina virale.

Le piante fanno qualcosa di molto prezioso: creano un guscio lipidico che circonda un mucchio di proteine ​​virali, con le proteine ​​che sporgono.

"La pianta assemblerà la proteina in una forma e una forma che assomiglieranno al virus", afferma Nathalie Landry , vicepresidente esecutivo di Medicago per gli affari scientifici e medici. "Quindi, se guardi un'immagine di esso, sembra un virus, ma non può indurre alcuna malattia. Ma quando [viene] iniettato come vaccino, il tuo corpo aumenterà una buona risposta immunitaria".(...)

Un altro ritardatario in arrivo è il gigante farmaceutico Sanofi. Anche il suo vaccino a subunità proteica contro il coronavirus viene coltivato nelle cellule in laboratorio".(...)

https://choice.npr.org/index.html?origin=https://www.npr.org/sections/health-shots/2021/06/06/1003328413/new-type-of-covid-vaccine-could-debut-soon?t=1623109360413
Crotone, 46enne colpita da ictus dopo il vaccino: le cause sono da accertare

La donna è stata trasportata all’Annunziata di Cosenza, dove ha subito un intervento chirurgico. Per ora non è stata segnalata all’Aifa


07/06/2021

CROTONE Versa in gravissime condizioni una donna di 46 anni della provincia di Crotone, che qualche giorno addietro aveva ricevuto la prima dose del siero anti Covid. Lo scorso 4 giugno ha avuto un ictus e le sue condizioni, ai sanitari dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, dove la donna era stata portata, sono apparse serie. E’ stato così disposto il trasporto all’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Il giorno dopo, sabato 5 giugno, sono subentrate anche complicazioni venose. I sanitari stanno valutando quale possa essere la vera causa che ha provocato l’ictus e le successive complicazioni e se ci sono attinenze con la somministrazione del vaccino. Prima di esprimersi sulla questione vogliono capire se la donna aveva malattie pregresse che possano avere provocato l’ictus. Al momento, quindi, non è stata fatta nemmeno la segnalazione all’Aifa. Data la delicatezza della situazione le notizie vengono date con il contagocce e, al momento, non si conosce nemmeno il tipo di vaccino che è stato somministrato e il centro vaccinale della provincia pitagorica dove la donna si è sottoposta a vaccinazione.

https://www.corrieredellacalabria.it/2021/06/07/crotone-46enne-colpita-da-ictus-dopo-il-vaccino-le-cause-sono-da-accertare/
ASTRAZENECA - VACCINI E TROMBOSI CEREBRALI

Consigliato per over 60, dato ai giovani. Perché?

8 giugno 2021

Non sono bastati due interventi chirurgici, uno per rimuovere il trombo cerebrale e l’altro per ridurre la pressione cranica provocata dall’emorragia. La diciottenne ricoverata al San Martino di Genova, colpita da trombosi del seno cavernoso dopo la prima dose di AstraZeneca, ieri mattina era in condizioni “stabili nella loro gravità”. È in rianimazione, prognosi riservata.
Aveva assunto un farmaco ormonale che non si esclude possa aver contribuito alla reazione avversa, la quale, però, somiglia a quelle verificatesi in centinaia di persone in Europa, 34 in Italia al 26 aprile scorso secondo il Quarto rapporto sui vaccini anti-Covid 19. Oggi o domani uscirà il Quinto con i dati al 26 maggio. Un’altra donna, lucchese, 42 anni, è in rianimazione all’ospedale Cisanello di Pisa dopo un ictus: vaccinata con AstraZeneca il 26 maggio. Anche lei operata due volte. Come la diciottenne, era “volontaria” all’Open Day.

La protesta: mancano indicazioni sui rischi
Come è noto, dopo le prime trombosi, a marzo, l’Agenzia del farmaco Aifa e il ministero della Salute hanno raccomandato AstraZeneca agli over 60, benché sia autorizzato dall’Agenzia europea Ema dai 18 anni in su. Hanno fatto scelte simili Francia e Germania mentre Austria, Danimarca e altri Paesi hanno eliminato il vaccino anglo-svedese e gli Usa non l’hanno mai autorizzato. Le fiale di AstraZeneca rimanevano inutilizzate e così, dal Lazio all’Alto Adige e alla Liguria, si sono organizzati Open Day per smaltirle, anche su giovanissimi, purché “su base volontaria”. Chi preferisce aspetta Pfizer/Biontech o Moderna.
“Siamo contrari agli Open Days AstraZeneca perché la somministrazione di questo vaccino ai soggetti minori di 40 anni, in particolare di sesso femminile, potrebbe comportare più rischi che benefici”, scrivono in una lettera durissima 24 medici vaccinatori volontari di Genova. Tra loro Anna Rubartelli che insegna Ematologia al San Raffaele di Milano, l’endocrinologo Marcello Bagnasco dell’Università di Genova, Paola Minale ex direttrice di Allergologia del San Martino, Enrico Haupt già direttore della medicina generale all’ospedale di Lavagna (Genova). Si muove anche Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici di Genova: “Senza una voce scientifica unica, la vaccinazione con AstraZeneca è diventata una scelta politica che rischia di creare panico”.
Il vaccino anglo-svedese a vettore virale, spiegano i 24 medici genovesi, “ha un punto debole, assente nei vaccini a Rna: può causare una trombosi venosa associata a diminuzione delle piastrine, che si presenta a distanza di 5-15 giorni e può avere esito fatale. Questa complicanza è stata descritta in soggetti dai 20 ai 55 anni, ma le persone di gran lunga più colpite sono le giovani donne”. Per questo, “disapproviamo con forza il tipo di campagna intrapresa dagli organi governativi delle Regioni, perché non mette correttamente in guardia i giovani dai rischi, per bassi che siano, e approfitta del loro lecito desiderio di riprendere una vita ‘normale’, e avere un pass che permetta loro di muoversi per lavoro o per studio, o di andare in vacanza (…) forse per utilizzare le dosi di AZ conservate nei frigoriferi perché rifiutate dagli ultrasessantenni, che correrebbero rischi trascurabili. Siamo sconcertati perché i medici vaccinatori non hanno ricevuto indicazioni di spiegare correttamente ai giovani vaccinandi il possibile rischio”. I 24 medici chiedono di “aspettare ancora poco tempo e i giovani potrebbero avere accesso ad altri vaccini. Il governo centrale dovrebbe però bloccare i prossimi Open day che rischiano di attirare altri giovani”. Un tavolo tecnico regionale doveva elaborare linee guida sul rischio trombi, ma il documento non è mai stato definito.
La lettera è stata inviata ai gruppi di opposizione liguri, si preparano interrogazioni al presidente Giovanni Toti. Iniziative simili, anche per i ragazzi che attendono la maturità, sono state avviate in altre Regioni.
All’ufficio del commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, spiegano che le decisioni spettano all’Aifa e al ministero della Salute, dove per il momento non cambia nulla sugli Open Day.
A Genova il procuratore aggiunto Francesco Pinto e il pm Stefano Puppo hanno aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, sul caso della diciottenne. Aveva fatto la prima dose il 25 maggio. Il 3 giugno è andata al Pronto soccorso del San Martino: ha detto di avere mal di testa, la Tac era negativa e l’hanno rimandata a casa. Il 5 giugno è tornata con un’emiparesi. I magistrati valuteranno anche questo. A Lucca c’è un esposto dei familiari della 42enne.

I pm aprono un fascicolo in Uk i casi aumentano
La trombosi cerebrale, associata o meno al calo delle piastrine che si osserva in 18 dei 34 casi italiani al 26 aprile, va presa in tempo. Una nota condivisa da Aifa con le agenzie europee invita a “consultare immediatamente un medico” all’insorgere di una serie di sintomi, tra cui “cefalea severa e persistente”. Alla ragazza ligure non è bastato, vedremo perché.
I casi di “trombosi venose in sedi atipiche” con “trombocitopenia” sono rarissimi. “Però in una vaccinazione di massa – scrivono i 24 medici genovesi – può causare un numero significativo di morti, anche in soggetti che, per sesso ed età, hanno un rischio praticamente nullo di morire per Covid”. Peraltro, “se nei primi studi la frequenza era stimata 1:100.000, l’analisi dei dati forntiti dall’Agenzia del Farmaco e dal Servizio sanitario inglesi suggerisce una maggiore incidenza”. L’ultimo report britannico dice 309 su 23,9 milioni di prime dosi, quasi 1,3 su 100 mila. Da noi i 34 al 26 aprile equivalevano a 0,45, “dato che potrebbe risentire della minor rappresentatività del campione italiano”, come osservava il Gruppo di lavoro Emostasi e Trombosi coordinato da Valerio De Stefano, professore di Ematologia al Gemelli di Roma.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/08/consigliato-per-over-60-dato-ai-giovani-perche/6223124/amp/
Corea del Sud

Stanno morendo più persone in Corea a causa dei vaccini COVID-19 rispetto al COVID-19 stesso?

"In questa analisi, discutiamo i tassi di mortalità dopo l'assunzione dei vaccini COVID-19 rispetto ai tassi di mortalità relativi al COVID-19 stesso in Corea del Sud.

I vaccini COVID-19 avrebbero dovuto essere la panacea per la pandemia di COVID-19. Sono passati quasi 7 mesi da quando vari vaccini COVID-19 sono diventati disponibili in diverse parti del mondo. Una volta che la stragrande maggioranza delle persone nel mondo ha assunto i vaccini COVID-19, siamo stati portati a credere che ciò avrebbe portato all'immunità di gregge e saremmo stati liberi dall'incubo COVID-19. Milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto questi vaccini COVID-19 perché pensavano che ciò avrebbe portato a probabilità molto più basse di ammalarsi di questo virus. 

Tuttavia, è diventato evidente che questi nuovi vaccini COVID-19 hanno effetti collaterali più negativi. Le vaccinazioni COVID-19 sono iniziate in Corea il 26 febbraio.
 Al 5 giugno, c'erano 206 persone in Corea che sono morte dopo aver ricevuto le vaccinazioni COVID-19 (134 persone sono state vaccinate con Pfizer e 72 con AstraZeneca).

Se si includono tutti i decessi dovuti al peggioramento delle condizioni dopo la segnalazione di altri sintomi, il numero totale di decessi dopo l'assunzione dei vaccini COVID-19 salirebbe a 278 persone".[...]


https://www.smartkarma.com/insights/are-more-people-in-korea-dying-from-covid-19-vaccines-than-covid-19-itself
Un altra mail di Fauci importante tra tutte le oltre 3000 rilasciate. Questa del gennaio 2020 dimostra che i ricercatori del team di Fauci lo hanno avvertito che alcune caratteristiche del virus SARS-CoV2 sembrano ingegnerizzate e che il genoma virale "non è coerente con le aspettative della teoria evolutiva". In altre parole, secondo i collaboratori di Fauci il Sars-Cov2 è un virus fatto in laboratorio.
Forwarded from Paolo Bellavite
“Se tanto mi dà tanto..”

AIFA mostra la drammatica diminuzione di segnalazioni col crescere delle vaccinazioni, a partire da febbraio.

Nel suo report di maggio AIFA propone la teoria di un presunto “effetto Weber” secondo cui sarebbe un fenomeno normale e atteso. Ma ci sono forti dubbi: https://sfero.me/article/effetto-weber-anti-covid-19-probabilmente Anche questo caso solleva dubbi sui sistemi di farmacovigilanza:

“Mia moglie ha raccolto la testimonianza di un cittadino che aveva fatto la prima dose di AstraZeneca. Era preoccupato perché il giorno stesso dopo l'inoculo aveva lamentato cefalea intensa, dolore retrosternale e ematoma ascellare (!?) dal lato della somministrazione. Aveva telefonato al centro vaccinale e lo avevano banalmente rassicurato che erano sintomi previsti e che non si doveva preoccupare. In realtà la persona era molto preoccupata per la seconda dose. Ora se tanto mi dà tanto non solo non si fa farmacovigilanza attiva ma neppure quella passiva. Siamo alla Caporetto della medicina”
Nuovo flash mob in Russia.
Quando viene chiesto di indossare una mascherina, la gente abbandona i carrelli della spesa ed esce senza acquistare nulla.
Liguria, oltre 600 disdette dei giovani per il vaccino Astrazeneca dopo il caso della 18enne in gravi condizioni

Stabili nella loro gravità le condizioni della ragazza che il 25 maggio aveva partecipato all'open day per la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca

8 giugno 2021

Boom di cancellazioni dei vaccini AstraZeneca in Liguria. Sono state 600 nelle ultime ore le disdette del vaccino anglosvedese da parte di over 18 in Liguria dopo il caso della diciottenne con diagnosi di trombosi al seno cavernoso ricoverata in neurochirurgia all'ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Lo ha riferito il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel punto stampa sulla pandemia: «In questo momento in Liguria ci sono le liste aperte volontarie per gli over 18 che vogliono fare i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson - spiega - non sono ancora esaurite le disponibilità della settimana scorsa. AstraZeneca ha avuto circa 600 cancellazioni legate ai drammatici eventi che riguardano una nostra concittadina di 18 anni, altri continuano a prenotarsi e ci sono state alcune centinaia di prenotazioni con AstraZeneca». 
Intanto sono stabili nella loro gravità le condizioni della diciottenne che il 25 maggio aveva partecipato all'open day per la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca. Domenica la ragazza era stata sottoposta a un intervento di neuroradiologia interventistica per rimuovere meccanicamente il trombo e successivamente era intervenuta l'equipe neurochirurgica per un intervento volto a detendere la pressione intracranica derivante dall'emorragia. L'ospedale aveva anche comunicato di aver attivato la procedura di segnalazione all'Aifa ai fini della farmacovigilanza, nella quale sono stati indicati anche i farmaci assunti dopo la vaccinazione.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/cronaca/2021/06/08/news/liguria-oltre-600-disdette-dei-giovani-per-il-vaccino-astrazeneca-dopo-il-caso-della-18enne-in-gravi-condizioni-1.40365993/amp/
Deceduta Martina Catorrio, 24 anni, volontaria della Croce Rossa di Trecate (Novara).
Quindici giorni prima del ricovero aveva ricevuto il vaccino Covid
Cina: torna il lockdown stretto, nonostante 800 milioni di vaccinazioni https://scenarieconomici.it/?p=145631
Argentina

Infermiera muore di Covid19, aveva avuto la doppia dose di Sputnik V

7 giugno 2021

Un’infermiera dell’ospedale Santojanni di Buenos Aires, in Argentina, è morta di coronavirus , nonostante avesse avuto due dosi del vaccino Sputnik V contro il COVID-19.

La donna si chiamava María Castellón, aveva 34 anni ed era la seconda volta che veniva contagiata dalla malattia. La prima somministrazione era avvenuta all’ospedale e la seconda dose era stata applicata il 6 aprile scorso.

L’infermiera era stata assunta l’anno scorso come rinforzo nel reparto Covid per i giorni festivi e nei fine settimana. Il direttore del centro sanitario, Federico Charabora, ha spiegato a TN che la donna era in aspettativa da due mesi perché aveva avuto una frattura all’avambraccio. Castellón è morta venerdì notte all’ospedale di Méndez dove era ricoverata in terapia intensiva.

Martedì scorso, invece, è morto di COVID-19 anche Rubén Bentos, un infermiere dell’ospedale Roque Sáenz Peña di Rosario. Anche lui aveva ricevuto la doppia dose di Sputnik V. Era insulino-dipendente ed era un soggetto considerato fragile. Gabriela Cáceres era la compagna di Bentos.

Delle 7.851.672 persone che hanno ricevuto l’immunizzazione contro il COVID-19 in Argentina, 3.141 sono morte, secondo i dati del Ministero della Salute nazionale aggiornati all’8 maggio. Le morti sono avvenute in media 21 giorni dopo l’immunizzazione.

https://www.google.it/amp/s/www.blogsicilia.it/oltrelostretto/argentina-infermiera-morta-covid19-sputnik-v/606984/amp/
il Gazzettino di oggi
Quarantenne colpita da ictus dopo vaccino: esposto e ipotesi, la situazione

Lucca, la donna aveva rinunciato a Pfizer per organizzare meglio le vacanze

8 giugno 2021

Sono ancora gravi le condizioni di Irene Cervelli, l’impiegata 41enne di Segromigno in Piano colpita venerdì scorso da un ictus che si sospetta collegato alla vaccinazione con AstraZeneca effettuata il 26 maggio.
E’ stata sottoposta a due interventi chiurgici ed è ricoverata in prognosi riservata, in coma farmacologico, nella rianimazione neurochirugica dell’ospedale di Cisanello.
I genitori e il fratello Francesco chiedono chiarezza sulla vicenda e si sono rivolti all’avvocato Giovanni Mandoli per presentare un dettagliato esposto. Il legale sta attendendo copia della cartella clinica e degli esami effettuati all’ospedale di Cisanello, in collaborazione con la clinica universitaria di Firenze.

«Al momento – spiega l’avvocato Giovanni Mandoli – non sappiamo con certezza se il malore che ha avuto Irene sia dipeso dalla somministrazione del vaccino. Lei comunque era una ragazza sanissima e non ci sono casi clinici in famiglia riconducibili a problematiche del genere. Inoltre l’Aifa aveva consigliato l’utilizzo di AstraZeneca per una fascia di età assai superiore alla sua. Tutti elementi da valutare. Seguiamo con attenzione la situazione e presenteremo presto un esposto, non appena avremo elementi più chiari. Irene al momento è mantenuta in coma farmacologico all’ospedale di Cisanello e sarà poi progressivamente risvegliata. I familiari sono molto provati e chiederei a tutti di rispettare una certa distanza, per non sovraccaricarli emotivamente".

Irene lo scorso 26 maggio si era presentata volontariamente al Campo di Marte per approfittare dell’open day dell’Asl con il vaccino AstraZeneca. Lei in realtà aveva già prenotato per qualche settimana dopo il vaccino Pfizer, ma aveva cambiato idea per anticipare il tutto e agevolare così la programmazione delle vacanze estive, dato che in questo modo la seconda dose avrebbe dovuto farla dopo circa tre mesi.
Dopo l’iniezione di AstraZeneca aveva accusato solo un po’ di stanchezza, fatica e dolore alle ossa. Non aveva avuto febbre. Poi venerdì mattina, nove giorni dopo la somministrazione, dopo aver montato le scale di casa, era crollata improvvisamente a terra.

https://www.google.it/amp/s/www.lanazione.it/lucca/cronaca/ictus-vaccino-1.6455293/amp
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