Eventi Avversi News
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Canale pubblico di articoli di cronaca, politica, pubblicazioni scientifiche e approfondimenti giuridici

https://www.eventiavversinews.it/
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"Blair ha affermato che "non ha davvero senso trattare i due gruppi come se fossero la stessa cosa", poiché ha insistito sul fatto che un sistema di regole a due livelli NON sarebbe discriminatorio. 

Ha affermato che dovrebbero essere prese disposizioni per le persone che non sono in grado di ricevere un vaccino contro il coronavirus per motivi medici. 

Ma ha suggerito di LIMITARE LE LIBERTÀ delle persone che non si sono vaccinate per scelta, quindi la differenziazione non sarebbe ingiusta in quanto queste ultime hanno fatto la scelta consapevole di rifiutare il vaccino". 

https://www.dailymail.co.uk/news/article-9677239/Tony-Blair-urges-Boris-Johnson-consider-jab-related-restrictions.html
Lo stilista 32enne Nasos Katris è morto un giorno dopo la vaccinazione

Il giovane 32enne è stato trovato senza vita nel suo appartamento martedì mattina , da un suo amico. I suoi parenti lo stavano cercando al telefono nelle ultime ore ma lui non ha risposto.

Il giorno prima il 32enne era stato vaccinato con il preparato AstraZeneca .
https://www.newsbreak.gr/ellada/213909/nekros-o-32chronos-stylistas-nasos-katris-mia-mera-meta-ton-emvoliasmo-toy/?amp&__
Saronno (Varese), stamane una decina di malori all’hub vaccinale. Arrivano ventilatori

11 giugno 2021

Stamattina all’hub vaccinale ex Pizzigoni si sono registrati una decina di svenimenti. Diverse persone durante l’attesa che segue la somministrazione del vaccino hanno accusato un mancamento. Sono stati subito aiutati dal personale medico che si è preso cura di loro con tutto il necessario di cui ovviamente è dotata la struttura.

https://ilsaronno.it/2021/06/11/saronno-stamane-una-decina-di-malori-allhub-vaccinale-arrivano-ventilatori/
Venerdì 11 giugno. Ci saremmo aspettati una prima pagina dei maggiori quotidiani sul decesso di Camilla, morta per la scelta dissennata delle Istituzioni di somministrare AstraZeneca ai giovanissimi....prima pagina de “La Repubblica”, non preoccupatevi, pensate alla partita
Scuse e dimissioni

di Marco Travaglio

12 giugno 2021

Nel disastro con scaricabarile degli Open Day – tutt’altro che imprevedibile, anzi ampiamente annunciato dal Fatto e dall’associazione Luca Coscioni – alcuni dati sono incontestabili.
1) Se il generalissimo Figliuolo, affetto da annuncite e ansia da prestazione, non avesse promesso ritmi di vaccinazioni che non poteva mantenere (e infatti non ha mai mantenuto), la follia di almeno mezzo milione di persone sotto i 60 anni vaccinate con Astrazeneca contro le indicazioni dell’Aifa non si sarebbe mai verificata.
2) Senza gli Open Day indiscriminati per svuotare i frigoriferi pieni di fiale AZ, i nostri ragazzi non avrebbero aggiunto al rischio zero di morire per Covid il rischio X (si vedrà quanto alto o basso) di morire per reazioni avverse.
3) Se avessimo seguito l’esempio della Germania, anziché crederci più furbi dei tedeschi per recuperare il terreno perduto nel passaggio da Arcuri (Italia davanti alla Germania) a Figliuolo (Italia doppiata dalla Germania), Camilla Canepa sarebbe ancora viva: è vero che aveva una patologia autoimmune e chi l’ha vaccinata e dimessa ai primi sintomi trombotici ha commesso un grave errore; ma senza gli Open Day, difficilmente sarebbe stata vaccinata.
4) Arcuri, al posto di Figliuolo, sarebbe già stato lapidato sulla pubblica piazza, mentre il centrodestra e tutti i giornaloni al seguito ne chiederebbero l’arresto per omicidio volontario.
5) Figliuolo (col Cts e il governo che hanno tardato troppo a fermare il suo delirio) è riuscito nell’ardua impresa di seminare altra sfiducia nei vaccini e di far passare pure le peggiori Regioni dalla parte della ragione.
Difficile obiettare alcunché al presidente ligure Toti che pubblica l’ultimo foglio d’ordini del generalissimo per la leggendaria “spallata di giugno” (1 milione di vaccini al giorno promessi e naturalmente mai visti). Il 3 maggio, Figliuolo sproloquiava: “Dobbiamo usare tutte le dosi, altrimenti il programma non raggiungerà gli effetti desiderati nei tempi voluti. È probabile che in quella che si chiama ‘rolling review’ , la revisione dovuta all’esperienza accumulata durante le vaccinazioni, si possa raccomandare anche per gli under 60… I vaccini vanno impiegati tutti. Astrazeneca è consigliato per determinate classi, ma l’Ema dice che va bene per tutti, come dimostra la Gran Bretagna (che con l’Ema non c’entra nulla, nda). È chiaro che ci sono effetti collaterali, ma sono infinitesimali”. E citava, a sostegno della sua tesi bislacca, anche l’Aifa. Che invece, ancora a fine maggio, ribadiva l’uso preferenziale dei vaccini a vettore virale per gli over 60. Ieri Figliuolo, come al solito, ha inoculato all’intera nazione un’alluvione di parole a vanvera. Ne mancavano sei: “Scusatemi, è colpa mia, mi dimetto”.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/12/scuse-e-dimissioni/6227816/amp/
COVID-19. A RETROMARCIA SU ASTRAZENECA

Stop AZ, la giravolta “perentoria”. Il governo arriva tardi e pure male

12 giugno 2021

Costretti a correre ai ripari dalla pressione del mondo scientifico e dalle trombosi tra i giovani e soprattutto le giovani vaccinate con AstraZeneca, sono arrivati tardi e anche male. Il ministro Roberto Speranza, dopo qualche giorno, ha scelto la “massima precauzione”, mentre altri, dal Comitato tecnico scientifico a diverse Regioni, sarebbero andati avanti con gli Open Day e i volontari dai 18 anni in su. I Cts li aveva autorizzati ancora il 12 maggio, nonostante l’agenzia europea Ema dal 23 aprile rilevasse che fino a 49 anni ci sono più rischi di trombosi che di morte o ricovero in rianimazione per Covid. Ora si cambia ancora, l’ennesima giravolta su AstraZeneca ribalta la campagna vaccinale all’inizio dell’estate.
La “raccomandazione” (che c’è da aprile) di riservare il vaccino AstraZeneca a chi ha da 60 anni in su, riconfermata ieri dopo tre giorni di discussioni dal Cts, sarà tradotta “in modo perentorio”. Sono le parole del ministro Speranza nella conferenza stampa tenuta ieri insieme al generale Francesco Paolo Figliuolo e ai professori Franco Locatelli e Silvio Brusaferro. Fino a 59 anni solo vaccini a Rna messaggero, Pfizer/Biontech o Moderna.
Né in conferenza stampa né dopo hanno chiarito ufficialmente, ma sembra che il provvedimento “perentorio” non valga per l’altro vaccino a vettore virale, Johnson & Johnson. Anche per J&J c’è “qualche segnalazione di fenomeni trombotici in sede inusuale, tuttavia c’è una frequenza minore e abbiamo un numero di soggetti che hanno ricevuto questo vaccino significativamente minore, attorno a 1 milione e 100 mila dosi”, ha detto Locatelli. Faranno con Pfizer o Moderna anche i richiami degli under 60 che hanno fatto la prima dose con AstraZeneca. “Vaccinazione eterologa”, così la chiama Locatelli. Figliuolo ha minimizzato ma non sarà facile, né per il commissario, né per le Regioni. Che stanno ancora trasmettendo a Roma i numeri di chi deve cambiare vaccino. Il Lazio per esempio dovrà chiudere alcuni hub in cui si può conservare solo Az.
È l’ultimo coup de théâtre su AstraZeneca, prima per i giovani, poi per i vecchi, poi per i “volontari”. Era il vaccino su cui l’Ue aveva puntato di più. In Italia ne arriveranno 15 milioni, ha detto Figliuolo, da qui a settembre: 7 sono per gli over 60 che attendono la prima dose, 3,5 milioni; 3,9 per quelli che devono fare la seconda. “Le altre – ha detto il generale – andranno ai Paesi Covax”, cioè i Paesi a basso reddito.
Grande assente alla conferenza stampa era Aifa. Il Quinto rapporto sui vaccini Covid, pubblicato giovedì, era meno chiaro del Quarto. Le trombosi in sedi inusuali sono costanti, da 0,85 a 26 aprile a 0,89 ogni 100 mila vaccinati al 26 maggio; quelle accompagnate da carenza di piastrine erano 0,45 ogni 100 mila, ma stavolta non c’è un focus specifico perché è in corso un’indagine europea. Certo non ci sono i dati per fascia d’età come in Gran Bretagna, dove tra 18 e 49 anni sono a 1,8 trombosi rare ogni 100 mila vaccinati con Az, e nei report di Ema. “Auspichiamo che finalmente vengano resi disponibili i dati sui vaccini a vettore adenovirale somministrati suddivisi per fasce di età e sesso, e sul numero ed esito dei casi di trombosi trombocitopenica indotta da vaccino registrati finora. Tuttora gli scienziati italiani sono costretti a basarsi sui dati che provengono dalla Gran Bretagna, non sarebbe ora di poter ottenere un quadro preciso della situazione nelle diverse Regioni italiane”, chiede la professoressa Valeria Poli, presidente Società italiana di biofisica e biologia molecolare e membro dell’associazione Luca Coscioni, che nei giorni scorsi ha pubblicato un appello contro gli Astra Day per i giovani.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/12/stop-az-la-giravolta-perentoria-il-governo-arriva-tardi-e-pure-male/6227819/amp/
Brescia, Gianluca Masserdotti 54enne vaccinato con AstraZeneca muore di trombosi. I familiari: «Vogliamo risposte»

12 giugno 2021

«Mio padre era sano. Perché sia finita così non riusciamo a spiegarcelo». Gianluca Masserdotti, 54 anni, carrozziere di Flero è morto giovedì pomeriggio in seguito a una serie di episodi trombotici. La Procura di Brescia, che ha aperto un fascicolo, vuole capire se la morte dell’uomo possa essere stata conseguenza della somministrazione della prima dose del vaccino anticovid, ricevuta lo scorso 29 maggio. Nella testa di Giulia, la figlia, così come in quella dei familiari, rimbalzano mille domande sull’eventuale correlazione tra quella dose di AstraZeneca e il malore mortale che si è portato via il carrozziere, che non mancava mai un pranzo con mamma Marianna, col sorriso sempre in viso e il Brescia Calcio nel cuore, così come tutti lo ricordano a Flero. Domande ancor più insistenti dopo quanto accaduto anche a Camilla Canepa, la 18enne ligure morta di trombosi dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca.

«Tra una ventina di giorni – racconta la sorella Sonia – potrebbero arrivare risposte dai risultati delle analisi specifiche, eseguite appena Gianluca è arrivato in ospedale, disposte quando i medici hanno saputo che era stato vaccinato da poco, diagnosticando un’ischemia e un’emiparesi sinistra. Non è escluso che avesse già un trombo mai diagnosticato e che il vaccino abbia innescato questo processo che non gli ha dato scampo. Quando è arrivato al pronto soccorso aveva le piastrine praticamente azzerate, e, forse, con il vaccino in corpo, il suo fisico non è riuscito a reagire, nonostante i medici abbiano fatto di tutto per salvarlo».

Dopo la vaccinazione, Gianluca Masserdotti aveva avuto indolenzimento e un po’ di febbre per un paio di giorni. «Nei giorni successivi, però, si sentiva molto stanco», racconta Cinzia Del Regno, sua compagna da qualche tempo. Nel fine settimana la situazione si era aggravata. «Aveva un fortissimo mal di testa, si sentiva le gambe pesanti, ma domenica mattina aveva trovato la forza di giocare con mia figlia, prima di colazione. Quando si è alzato dal divano è caduto a terra, rigido. L’ambulanza è arrivata alle 9. Alle 10 in ospedale gli stavano già facendo un’angiografia per rimuovere il trombo», racconta ancora Cinzia. La corsa alla Poliambulanza, l’apprensione. «Nella notte tra lunedì e martedì è stato operato di nuovo per alleggerire la pressione sul cervello causata da un altro trombo», spiega Sonia. Ma mercoledì viene dichiarata la morte cerebrale e viene disposto il trasferimento al Civile per il prelievo degli organi.

«Era donatore, ma si erano formati altri trombi ed è stato possibile espiantare solo fegato e reni». Gianluca si è spento così, «e noi abbiamo perso davvero tanto, un uomo per bene, semplice, con la testa sulle spalle e tanta gioia di vivere», dice Giulia con orgoglio di figlia. «Non vivevamo insieme e ogni sera arrivava la sua video chiamata per la buonanotte. Ora il telefono non squilla più», dice disperata Cinzia. C’è il dolore, ma anche qualche perplessità: «È sempre stato detto che era meglio evitare di somministrare AstraZeneca sotto i 60 anni. E poi – sottolinea Sonia – mio fratello e la ragazza di Genova diventano “quell’unico caso su 100 mila”. Perché? Forse era meglio consigliare di fare delle analisi prima del vaccino. Se mio fratello aveva effettivamente un problema latente, sarebbe stato diagnosticato e, forse, non saremmo arrivati a questo punto. Ci vuole più tutela per chi si vaccina». Stamattina all’obitorio del Civile sarà aperta la camera ardente. Lunedì alle 10.30 l’ultimo saluto a Gianluca Masserdotti nella parrocchiale di Flero.

https://www.google.it/amp/s/brescia.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_12/brescia-54enne-vaccinato-astrazeneca-muore-trombosi-familiari-vogliamo-risposte-c67cd2bc-caed-11eb-8ed4-12d8a45dc37a_amp.html
Forwarded from Paolo Bellavite
COX inibitori meglio di Tachipirina? Mah...

È stato pubblicato lo studio di Suter e altri, capitanato da Remuzzi del Mario Negri, sul trattamento domiciliare della COVID-19.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2589537021002212

In breve, hanno confrontato (in modo retrospettivo non randomizzato) l’approccio terapeutico basato principalmente sul paracetamolo (tachipirina) con uno alternativo basato principalmente sugli antiinfiammatori agenti sull’enzima ciclo-ossigenasi 2 ( COX-2 ) come nimesulide e celecoxib. Al bisogno venivano dati anche antibiotici, cortisonici e altri farmaci. La cosa fondamentale, secondo gli autori è cominciare il trattamento subito, a volte addirittura prima del risultato del tampone se questo tarda ad arrivare. Concetto espresso già da tempo da tutti i medici che si sono dedicati alle cure domiciliari, a costo di incomprensioni e ostracismi.

Il risultato principale è che la durata della malattia (dai primi sintomi alla guarigione) è stata in media 14 giorni con la tachipirina e 18 giorni con gli antiinfiammatori (semplificando). Parecchi pazienti hanno avuto malattie di più lunga durata con entrambi i trattamenti.

Sembrerebbe un insuccesso se non fosse che con la strategia basata su antiinfiammatori vi sono stati molti meno ricoveri ospedalieri (2% rispetto a 14% della tachipirina). Quindi sembra che gli antiinfiammatori abbiano prolungato la durata della malattia ma ridotto la gravità. Dico sembra perché lo studio ha dei limiti metodologici che impediscono conclusioni certe.

Nella discussione gli autori criticano il paracetamolo dicendo che è poco adatto in questa malattia perché deprime le riserve di glutatione. Un concetto che ho espresso pure io in mie pubblicazioni (es.: http://www.paolobellavite.it/files/343_2021_FItochimiciCoronavirus-EBook.pdf)

Secondo me per poter migliorare la cura nel senso di ridurre anche la durata della malattia si dovrebbe utilizzare sin dall’inizio delle sostanze dirette a impedire l’infezione delle cellule e la replicazione del virus. Per questo si potrebbe considerare l’assunzione dei flavonoidi come esperidina e quercetina, che gli studi di laboratorio hanno indicato essere molecole con proprietà anti-virali. Oltretutto sono sostanze naturali con buon profilo di sicurezza. Purtroppo non essendo farmaci brevettabili vi sono stati pochi studi clinici diretti a provarne l’efficacia in modo randomizzato.

Speriamo che in qualche prossimo protocollo di ricerca esse siano inserite al fianco di farmaci regolatori dell’infiammazione con effetti su COX-2 e altri potenzialmente utili come l’ivermectina, l’eparina, vitamine (A,C,D), e come detto antibiotici e cortisonici se necessario. Senza con questo voler esaurire le opzioni terapeutiche per questa complessa malattia, che vanno valutate caso per caso.

COVID-19 è curabile!
Forwarded from Paolo Bellavite
Il dato più interessante del vertice G7 in corso in Uk è senza dubbio l'interazione dei leaders. Nelle conferenze con i giornalisti fanno sfoggio di mascherine, distanziamento e gomitate. Mentre nelle altre circostanze, private, o semi private fanno a meno di tutto questo e si comportano come se l'epidemia non esistesse. Non credo sia necessario scomodare Aristotele e la sua logica per trarre le opportune conclusioni.
Forwarded from Giubbe Rosse
LA DELTA A BOLZANO, IN UNA DELLE PROVINCE DOVE LA VACCINAZIONE PROSEGUE SENZA SOSTA: RIAPRE LA TERAPIA INTENSIVA Coronavirus, a Bolzano riaperta la terapia intensiva: ricoverato un 48enne contagiato dalla variante indiana. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 31 nuovi contagi. Nei giorni scorsi sempre in Alto Adige era stata data notizia di un focolaio a Luson con 33 positivi. Prosegue senza sosta la campagna vaccinale aperta a partire dai 12 anni (Fonte: il Dolomiti, via canale Covid-19 arma biologica). https://www.ildolomiti.it/cronaca/2021/coronavirus-a-bolzano-riaperta-la-terapia-intensiva-ricoverato-un-48enne-contagiato-dalla-variante-indiana
Lombardia, In attesa di una nota ufficiale di Ministero della salute e di Aifa, la Direzione generale Welfare ha deciso di sospendere cautelativamente i richiami eterologhi (quindi con un vaccino diverso) per tutti i cittadini under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca

@covid19
Anzi no.
Lombardia,ok dosi eterologhe a under60

15.50
Dopo aver ricevuto la circolare del Ministero della Salute e del collegato parere di Aifa, la Lombardia ha deciso di procedere alla somministrazione della seconda dose di vaccino,ai cittadini under60 vaccinati con AstraZeneca in prima dose, con vaccinazione eterologa ossia con Pfizer o Moderna.
Lo si apprende da fonti interne alla Direzione Welfare della Regione Lombardia. La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vacino disponibile.

@Notizie
Violati i dati di 7,4 milioni di vaccinati italiani: buco nella sicurezza della campagna vaccinale

12 giugno 2021

Violati i dati di oltre 7 milioni di vaccinati italiani. "In vendita sul web i dati di oltre 7, 4 milioni di italiani”, scrive un anonimo in un forum annunciando appunto la vendita di un archivio contenente le informazioni vaccinali di ben 7.395.688 italiani. L’hacker ha spiegato di aver sfruttato “una falla nel sistema”.

Informazioni sulle prenotazioni del vaccino anti-Covid di circa 7,4 milioni di italiani trafugate e messe in vendita. È quanto emerge da un forum online, dove un anonimo ha appunto annunciato la vendita di un archivio contenente le informazioni vaccinali di ben 7.395.688 italiani. Alcuni file con i dati di alcune centinaia di persone sono stati già pubblicati. Secondo le prime ricostruzioni, questi dati apparterrebbero in gran parte a professionisti iscritti all’Ordine nazionale degli psicologi provenienti da tutta Italia. Ci sono nome e cognome, data di nascita, indirizzo mail, codice fiscale della vittime, residenza. I dati di tutte queste persone sono finiti in vendita in rete al miglior offerente. L’anonimo hacker che li ha messi in vendita spiega di averli raccolti nell'ultimo mese sfruttando alcune vulnerabilità che sarebbero ancora presenti. Molte di queste persone i cui dati sono stati violati sono della Campania e in generale sarebbero stati violati dati di persone quasi esclusivamente appartenenti ad Asl del Centro-Sud. L'elenco completo è inaccessibile se non a pagamento.

Le mani degli hacker sui dati dei vaccini messi in vendita

“Ho esfiltrato questi dati durante l’ultimo mese”, scrive l'anonimo aggiungendo che alcune delle vulnerabilità sono ancora aperte e non sono state divulgate, ma non sono in vendita. Secondo le informazioni condivise pubblicamente dallo stesso hacker, negli archivi ci sarebbero i dati di oltre 7 milioni di utenti, di cui 6.5 milioni di indirizzi email univoci e 5.3 milioni di password, “per lo più protette da cifratura”, aggiunge. Il venditore ha anche precisato che venderà l’intero archivio solo due volte: "Se non rispondo, ho già a che fare con qualcun altro".

https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/attualita/violati-i-dati-di-74-milioni-di-vaccinati-italiani-buco-nella-sicurezza-della-campagna-vaccinale/amp/
Strona (Biella), muore sei giorni dopo il vaccino. Il pm ordina l’autopsia

12 giugno 2021

«Un atto dovuto». Così dalla Procura di Biella confermano le indagini sulla morte di Isabella Stabile, 53 anni, di Strona. Anche se nel suo caso dalla vaccinazione è passata quasi una settimana, il fatto che non soffrisse di patologie particolari e che il decesso sia stato improvviso e senza una specifica motivazione, ha fatto scattare l'allarme. Il meccanismo è lo stesso degli altri tre casi registrati in provincia. Il medico di base chiamato per accertare il decesso segnala la connessione con l'inoculazione, in questo caso del vaccino Pfizer; dall'Asl l'informazione passa all'Unità di Crisi a Torino e da lì in Procura. Nei prossimi giorni verrà fissata la data dell'autopsia, probabilmente affidata come nelle altre occasioni al patologo torinese Roberto Testi, che fa anche parte dell'Unità di Crisi. L'impressione è che verranno effettuate correttamente tutte le verifiche necessarie ma non ci si aspetti grandi rivelazioni. Lo confermeranno in tempi brevi i risultati dell'autopsia spesso lasciati filtrare ben prima del deposito delle relazioni ufficiali.
Resta l'inquietante statistica che vede il Biellese come una delle province in cui si sono trattati più casi: siamo infatti arrivati a quattro, anche se uno, quello del settantunenne Alberto Grazioli è di competenza della Procura di Novara dato che in quella città si era vaccinato pur se abitava a Mottalciata. Gli altri sono l'insegnante cossatese Sandro Tognatti (rispetto al quale si attende ancora un responso ufficiale definitivo che potrebbe legare la morte a una patologia mai prima rilevata) e di Alberto Bozzalla Cassolo, 61 anni, di Valle Mosso, anche lui deceduto dopo qualche giorno dalla somministrazione. In due casi i vaccini erano Pfizer, nel primo, quello di Tognatti, AstraZeneca, nell'altro Johnson&Johnson.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/biella/2021/06/12/news/strona-muore-sei-giorni-dopo-il-vaccino-il-pm-ordina-l-autopsia-1.40379310/amp/