Eventi Avversi News
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Vaccini che regolano la fertilità: relazione di un incontro tra sostenitori della salute delle donne e scienziati per rivedere lo stato attuale dello sviluppo di vaccini che regolano la fertilità, Ginevra, 17-18 agosto 1992




https://apps.who.int/iris/handle/10665/61301
I media mainstream hanno riportato che oltre 4.000 donne nel Regno Unito hanno segnalato problemi col ciclo mestruale dopo aver ricevuto il vaccino COVID. 2.734 di questi erano collegati al vaccino AstraZeneca, 1.158 al vaccino Pfizer e 66 a Moderna. Questi i dati fino al 27 maggio.
Mercato San Severino (Salerno)
In ospedale dopo la seconda dose di vaccino: i medici escludono la correlazione

21 giugno 2021

Una 58enne, residente nel comune di Mercato San Severino, è stata colta da un malore dopo la seconda dose di vaccino. Ma i medici escludono una correlazione.
L’episodio - riporta il Quotidiano del Sud - risale al pomeriggio di sabato quando la donna si è recata presso il locale centro vaccinale dove ha ricevuto la seconda iniezione di Pfizer. Una mezz’oretta dopo, però, si è sentita male, sembra per un improvviso calo di pressione e giramenti di testa. E così i sanitari presenti sul posto l’hanno prontamente soccorsa e trasportata prima all’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino e poi all’azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno, dov’è stata ricoverata nel reparto di Neurologia per accertamenti. Escluso, al momento, un collegamento tra il vaccino e il malore. Pare che in passato abbia già accusato problemi di pressione. Le sue condizioni di salute, quindi, non desterebbero alcuna preoccupazione.

https://www.google.it/amp/s/amp.salernotoday.it/cronaca/mercato-san-severino-donna-malore-seconda-dose-21-giugno-2021.html
Chi possiede Big Pharma + Big Media? Non indovinerai mai.

BlackRock e il Vanguard Group, le due più grandi società di gestione patrimoniale al mondo, hanno unito il New York Times e altri media legacy, insieme a Big Pharma.

https://childrenshealthdefense.org/defender/blackrock-vanguard-own-big-pharma-media/
Fnomceo COM. N 135 – SOSPENSIONE OBBLIGATORIA EX DL N.44/2021 Prot. N. 9125/2021 del 21-06-2021
Genova: resta in terapia intensiva al San Martino il 34enne di Sanremo ricoverato dopo il vaccino

21 giugno 2021

Si trova ancora in Terapia Intensiva il 34enne sanremese vaccinato con Johnson & Johnson. Ne ha dato notizia nel pomeriggio il Policlinico San Martino di Genova dove si trova ricoverato il matuziano. Così come sempre presso la struttura genovese, resta ricoverata in Ematologia la ragazza di 34 anni savonese; si tratta della paziente vaccinata con AstraZeneca il 27 maggio scorso. Le sue condizioni sono in miglioramento.

https://www.sanremonews.it/2021/06/21/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/covid-resta-in-terapia-intensiva-al-san-martino-il-34enne-di-sanremo-ricoverato-dopo-il-vaccino.html
Ci piace il " SE".


La Gran Bretagna ha deciso di provare a togliere l'obbligo di isolamento per le persone vaccinate con due dosi in caso di contatto con malati di Covid-19. Il ministro della Sanità Matt Hancock: "Vogliamo provare un altro approccio: se si sono fatte due dosi di vaccino non sarà necessario isolarsi ma si procederà a una serie di test. Per ora è un test, se qualcosa andrà storto vuol dire che non potremo attuare questa strategia"
https://trib.al/giDTZ8L
Forwarded from Giubbe Rosse
FIRENZE - COLPITI DA TROMBOSI POST-VACCINAZIONE, SALVATI DALL'OSPEDALE Firenze, 21 giugno 2021 – Una donna di 59 anni. Un uomo di 60. Sono stati entrambi dimessi da Careggi. Arrivati a pochi giorni di distanza al pronto soccorso con sintomatologia dolorosa degli arti inferiori. Grazie alla diagnosi precoce e al protocollo di cura messo a punto dalla Società italiana di emostasi e trombosi, sono stati salvati dalla sindrome Vitt, l’acronimo inglese che indica la trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino a vettore virale. Entrambi i pazienti avevano sviluppato la Vitt, una patologia subdola, una trombosi multisede che come esordio può manifestarsi con quella dei seni venosi cerebrali ma anche agli arti inferiori. “Si sta cercando di diffondere il più possibile il protocollo tra gli operatori sanitari dei pronto soccorso – spiega la prof Marcucci – E’ fondamentale che la malattia venga riconosciuta immediatamente per l’importanza dell’intervento tempestivo salvavita che consente di bloccare la reazione autoimmune dell’organismo prima che che le complicanze trombotiche siano troppo avanzate”. (Fonte: Viaggrego)
Medici di base su richiami AZ: “Non firmeremo i consensi”

22 giugno 2021

VACCINAZIONI - UNDER 60 E 2ª DOSE “ETEROLOGA”, LA DENUNCIA: “CHI SI PRENDE LA RESPONSABILITÀ DEL CERTIFICATO DI CUI HA PARLATO IL PREMIER?”

Dopo la decisione del governo di consentire agli under 60 che hanno ricevuto come prima dose di AstraZeneca la libertà di scegliere quale vaccino utilizzare per il richiamo, i medici vaccinatori hanno a disposizione il modulo con il quale il ministero della Salute ha integrato il consenso informato che tutti devono firmare al momento della somministrazione. Modulo con il quale si dichiara il rifiuto della vaccinazione eterologa, che resta fortemente raccomandata, per decidere di completare il ciclo con il vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese. Scelta previo parere del medico, però, che con l’anamnesi deve valutare se ci sono, oppure no, condizioni di rischio che lo sconsigliano. Sulla carta, sembrerebbe tutto molto semplice.

Invece no. Mentre a Napoli si registra il flop dell’Open Day AstraZeneca (basti ricordare che alla Stazione marittima del capoluogo campano il 94% dei convocati non si è presentato) nel Lazio non pochi chiedono di fare il richiamo sempre con AZ. Solo che sono tanti i camici secondo cui in queste condizioni nessun medico darà mai il proprio consenso alla seconda dose AstraZeneca. Non, almeno, in un hub vaccinale. “Perché un conto è il medico di famiglia che, che conosce la storia clinica del paziente e un conto è il medico che non ha mai visto né tantomeno visitato chi gli sta davanti e in pochi minuti deve fare l’anamnesi e decidere”, dice Ester Pasetti, segretaria in Emilia-Romagna del sindacato dei medici ospedalieri Anaao. “Una giovane donna – prosegue Pasetti –, potrebbe non sapere che deve dichiarare l’eventuale assunzione della pillola anticoncezionale, qualcuno potrebbe omettere di inserire nel questionario informazioni importanti sulle sue condizioni di salute, perché le considera, da profano, irrilevanti: i fattori in gioco sono tanti”.

Variabili che si accompagnano a mille incognite, come rileva lo stesso presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. “La pandemia e la campagna di vaccinazione – osserva –, hanno alterato tutte le regole che reggono il rapporto tra medico e cittadino, rapporto che non si può instaurare in pochi minuti. Avevamo già in parte considerato che si potevano verificare situazioni particolari e proprio per questo abbiamo chiesto e ottenuto lo scudo penale, ovviamente non per casi di colpa grave”.
Ma va ricordato che lo scudo non protegge dalla responsabilità civile. E che potrebbe anche verificarsi l’effetto paradosso, come rileva Filippo La Russa, ai vertici dell’Anaao in Calabria. “Prendiamo il caso del collega che non vuole assumersi la responsabilità di fare il richiamo con AZ e spinge, invece, Pfizer – spiega –. Se poi insorge una paralisi facciale, effetto in alcuni casi osservato con il vaccino Usa, siamo al punto di partenza.
Il tema di fondo è che le persone vogliono efficacia e sicurezza al 100% ma nessuna di queste due condizioni si è verificata”. Adesso il vero problema è, secondo Anelli, “che non abbiamo ancora evidenze scientifiche tali da consentirci di individuare in modo certo la popolazione a rischio. Anche per questo stiamo programmando piani di formazione specifici. Ma probabilmente fin dall’inizio la campagna vaccinale avrebbe dovuto essere affidata ai medici di famiglia. Si poteva fare negli ambulatori e in dieci, undici mesi forse si sarebbe conclusa. Fermo restando che il vaccinatore deve essere puntiglioso nel chiedere informazioni al cittadino sul suo stato di salute, il punto ora è come ripristinare al più presto tutte le regole che sono saltate”.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/22/medici-di-base-su-richiami-az-non-firmeremo-i-consensi/6237503/amp/
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Covid, litigano per il vaccino al figlio: all’Asl Bari i minori devono avere il consenso di entrambi i genitori

21 giugno 2021

Con l’apertura della vaccinazione per i minorenni sono emersi degli ostacoli che non possono essere tralasciati, soprattutto se figli di genitori separati. Il caso è nato proprio in seguito alla protesta di un genitore ignaro del fatto che suo figlio fosse stato portato dalla madre all’hub per sottoporsi alla vaccinazione.

Proprio per evitare che possano accadere problemi simili, l’Asl Bari, seguendo l’esempio di altre aziende, ha deciso di chiedere la presenza di entrambi i genitori nell’hub vaccinale o in alternativa il minore deve presentarsi con la delega e la copia del documento di riconoscimento del genitore delegante che non può accompagnarlo.


Questa soluzione potrebbe però portare a un rallentamento del processo di vaccinazione rischiando così di non riuscire ad aumentare la copertura vaccinale, soprattutto in questo periodo dove la variante Delta fa paura.
In merito a questo si è espresso il coordinatore della cabina di regia regionale, Michele Conversano. “Ne parleremo nelle prossime ore. Ogni giorno vengono genitori che accompagnano i bambini a fare il vaccino e questo non è un vaccino diverso dagli altri. Non abbiamo un’anagrafe delle famiglie e quindi non possiamo sapere se i genitori sono separati. Il generale Francesco Paolo Figliuolo sull’argomento non ha fornito direttive. Non è certo un esposto o una denuncia da parte di un genitore che ci preoccupa”.

https://bari.ilquotidianoitaliano.com/attualita/2021/06/news/covid-litigano-per-il-vaccino-al-figlio-allasl-bari-i-minori-devono-avere-il-consenso-di-entrambi-i-genitori-324184.html/
Da un medico “La pessima gestione dei vaccini va contro la deontologia”

22 giugno 2021

Gentile redazione, sono un medico e sono profondamente turbato per l’intollerabile conduzione di un atto medico come la vaccinazione, affidato da una parte alla logistica militare di un Generale pluridecorato e dall’altra al “buon senso” di un presidente del Consiglio dei ministri, che si arroga il diritto, intollerabile deontologicamente, di consigliare le modalità di tale atto medico.
Il nostro codice deontologico condanna l’esercizio abusivo della professione medica. È come se il sottoscritto, da medico, consigliasse vivamente un certo prodotto ingegneristico per migliorare la struttura del ponte Morandi crollato a Genova. Il problema non è nella confusione della comunicazione, ma nell’autorevolezza e competenza di chi si arroga il diritto di diffonderla. Il problema non sono gli innumerevoli virologi, “scienziati” e via dicendo entrati in campo per dare ognuno un parere differente su pandemia e vaccinazioni, ma chi ha loro permesso di assurgersi a “divinità” che propinano il loro sapere, inevitabilmente incerto, a una popolazione necessariamente ignorante. In questo i media, mi concederete, hanno una loro grave responsabilità.

Giorgio Di Mola, Cernusco sul naviglio (Mi)

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/22/da-un-medico-la-pessima-gestione-dei-vaccini-va-contro-la-deontologia/6237520/amp/
Forwarded from Paolo Bellavite
Fattore di rischio vaccinale

La mancanza di una proteina del sangue chiamata “ADAMS13” rappresenta un rischio per i vaccini anti-covid-19.

Tale proteina ha la funzione di tenere sotto controllo il fattore di Von Willebrandt, coinvolto nelle trombosi. Pertanto chi ha una deficienza di ADAMS13 può sviluppare più facilmente trombi, piastrinopenia e infine emorragie. Lo stesso succede per la malattia causata dal virus.

Si tratta di condizioni rare cosicché è ancora dubbio se sia da considerare uno screening prevaccinale per tutti. Va anche detto che questa non è l’unica condizione che predispone alla trombosi.
Tortoreto (Teramo)
Muore Emiliano Carboni, 48 anni, pochi giorni dopo il vaccino Covid Johnson&Johnson, aperta l'inchiesta


22 giugno 2021

E' morto a soli 48 anni, stroncato da un malore improvviso. Pochi giorni prima gli era stata somministrata una dose di vaccino anti-Covid della Johnson & Johnson. Se ci possa essere o meno una correlazione nella tragedia che è costata la vita a Emiliano Carboni,  rappresentante di commercio originario di Force nell'Ascolano e da anni residente a Tortoreto, proverà a dirlo l'autopsia che è stata disposta dalla procura di Teramo anche alla luce dell'esposto-denuncia depositato dalla moglie del 48enne. La donna,stimata veterinaria lungo la costa vibratiana, vuole vederci chiaro, presenta denuncia e di conseguenza il pm di turno Francesca Zani, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo contro ignoti e ha disposto l'autopsia: si tratterebbe del primo caso in assoluto in provincia di Teramo di accertamenti su una persona deceduta che ha partecipato alla campagna di vaccinazione. 

https://www.rpiunews.it/cronaca/44771-muore-a-48-anni-pochi-giorni-dopo-il-vaccino-aperta-l-inchiesta.html
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
I BAMBINI NON DOVREBBERO ESSERE VACCINATI

Chi lo dice? L’OMS nel documento che trovate a questo link:

https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/covid-19-vaccines/advice

“I bambini non dovrebbero essere vaccinati per il momento.

Non ci sono abbastanza evidenze nell’uso di vaccini contro il Covid-19 per raccomandare che i bambini vengano vaccinati. Bambini ed adolescenti hanno generalmente sintomi inferiori rispetto agli adulti. “

Troviamo inspiegabile invece che la società italiana pediatria abbia diffuso un comunicato per pubblicizzare la vaccinazione in bambini e ragazzi utilizzando dati in modo fazioso e non trasparente.


Testo originale: Children should not be vaccinated for the moment.
There is not yet enough evidence on the use of vaccines against COVID-19 in children to make recommendations for children to be vaccinated against COVID-19. Children and adolescents tend to have milder disease compared to adults.

Staff C.Li.Va. Toscana
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
522 casi VAERS di ABORTI SPONTANEI poco dopo che le madri in gravidanza hanno ricevuto il vaccino covid.
Cifra sottostimata in quanto legata a segnalazioni spontanee.

*Promemoria :
la scorsa settimana il CDC è stato colto in fallo nel rimuovere 150.000 morti per vaccino COVID dal proprio database.
“Trombosi dopo il vaccino AstraZeneca”, la denuncia della madre di un 33enne di Nettuno (Roma)

19 giugno 2021

Ha fatto il vaccino AstraZeneca ad Anzio, presso il centro vaccinale di Villa Albani ad Anzio, insieme alla moglie lo scorso 5 giugno ed oggi è ricoverato in Rianimazione all’ospedale San Camillo di Roma con una diagnosi di trombosi ed emorragia celebrare. Si tratta di un 33enne di Nettuno, senza alcuna pregressa malattia, che ancora sta lottando tra la vita e la morte.
Qualche giorno di febbre dopo il vaccino, doloretti e qualche Tachipirina per stare meglio, poi un forte mal di testa per più di qualche giorno. Infine, il 13 giugno, sempre con un forte mal di testa, una chiamata al medico di famiglia per chiedere consiglio e che subito insiste: “vai in ospedale immediatamente”. E meno male.
“All’ospedale di Anzio sono stati bravissimi – racconta la madre del giovane – lo hanno rivoltato come un calzino e, dopo la tac, ci hanno etto che aveva un’emorragia celebrare in corso e una trombosi, quindi lo hanno trasferito d’urgenza al San Camillo di Roma, in codice rosso. Dopo cinque giorni – sottolinea la donna – l’emorragia celebrale si è fermata. Mio figlio è considerato in una situazione grave ma stabile ed è ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione. I un medici sembrano pensare che ci sia una connessione diretta con il vaccino, tant’è che ogni giorno chiamano anche la moglie di mio figlio, che ha fatto Astrazeneca con lui ma che, dopo i primi malesseri, non è più stata male. Mio figlio ha solo 33 anni ed è sempre stato bene, questa cosa ci ha sconvolto. Anche l’altro mio figlio con il covid è stato male, perché ha contratto il virus ed è stato in ospedale in condizioni serie. Qui non sappiamo più cosa pensare, come si fa si sbaglia. Mio figlio ha fatto il vaccino perché era sicuro che glielo avrebbero chiesto per il lavoro, ma questi vaccini non sono sicuri, si può dover scegliere tra la vita e il lavoro? Ora ci stiamo confrontando con i medici e con un legale, come familiari vogliamo fare chiarezza su cosa è accaduto e sulle responsabilità di questa situazione, siamo pronti a fare denuncia”.

https://www.google.it/amp/s/ilclandestinogiornale.italiasera.it/cronaca/121167/trombosi-dopo-il-vaccino-astrazeneca-la-denuncia-della-madre-di-un-33enne-di-nettuno/amp/