NEW YORK il Gov. Cuomo chiede alle aziende private di richiedere la prova di vaccinazione dei dipendenti per l'ammissione sul posto di lavoro. Intanto centinaia di cittadini protestano contro la nuova politica del sistema sanitario che richiederà che tutti i dipendenti vengano vaccinati.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Se qualcuno si domanda come mai i medici parlano del covid come di una nuova peste nera qui abbiamo una risposta plausibile. Anche i medici interni alle Asl impegnati nelle vaccinazioni prendono compensi molto alti. La grande pandemia per molti, per altri la grande cuccagna.
Forwarded from DataBase Italia
WIKIPEDIA SFREGIA DE DONNO PRIMA DEL FUNERALE. Ma la “Terapia col Plasma ha salvato 95mila americani”. Studio Università Johns Hopkins - Database Italia https://www.databaseitalia.it/wikipedia-sfregia-de-donno-prima-del-funerale-ma-la-terapia-col-plasma-ha-salvato-95mila-americani-studio-universita-johns-hopkins/#.YQgDHFqWrNQ.whatsapp
Chip elettronico, codice QR, la nuova carta di identità biometrica entrata in uso oggi in Francia. https://www.zdnet.fr/actualites/video-la-nouvelle-carte-d-identite-biometrique-entre-en-vigueur-ce-lundi-2-aout-quoi-de-neuf-39927007.htm
Forwarded from Dèmos
GREEN PASS, MISURA POLITICA O SANITARIA?
Continua a far discutere l'introduzione del green pass. In settimana il governo dovrebbe riunirsi per decidere sull'estensione del certificato vaccinale. L' ipotesi abbastanza probabile che si paventa è di poterlo rendere obbligatorio per l'accesso ad aerei, navi e treni, restano esclusi temporaneamente autobus, metro e tram.
Intanto dal 6 agosto per poter accedere a determinati luoghi al chiuso come ristoranti, cinema e teatri si dovrà esser in possesso del #GreenPass.
Lo spettro della scuola a distanza per i ragazzi non vaccinati non sembra incalzare ancora tra le prerogative di governo che comunque vagliano ogni ipotesi.
Della legittimità e degli scenari sociali che si potrebbero creare con l'utilizzo del green pass ne abbiamo parlato con Pino Cabras, Deputato de "L'Alternativa c'è".
https://www.youtube.com/watch?v=gnPrWUGvPoc
Unisciti al nostro Canale Telegram: https://t.me/DemosTv24
Continua a far discutere l'introduzione del green pass. In settimana il governo dovrebbe riunirsi per decidere sull'estensione del certificato vaccinale. L' ipotesi abbastanza probabile che si paventa è di poterlo rendere obbligatorio per l'accesso ad aerei, navi e treni, restano esclusi temporaneamente autobus, metro e tram.
Intanto dal 6 agosto per poter accedere a determinati luoghi al chiuso come ristoranti, cinema e teatri si dovrà esser in possesso del #GreenPass.
Lo spettro della scuola a distanza per i ragazzi non vaccinati non sembra incalzare ancora tra le prerogative di governo che comunque vagliano ogni ipotesi.
Della legittimità e degli scenari sociali che si potrebbero creare con l'utilizzo del green pass ne abbiamo parlato con Pino Cabras, Deputato de "L'Alternativa c'è".
https://www.youtube.com/watch?v=gnPrWUGvPoc
Unisciti al nostro Canale Telegram: https://t.me/DemosTv24
YouTube
Green Pass, misura politica o sanitaria?
Continua a far discutere l'introduzione del green pass. In settimana il governo dovrebbe riunirsi per decidere sull'estensione del certificato vaccinale. L' ipotesi abbastanza probabile che si paventa è di poterlo rendere obbligatorio per l'accesso ad aerei…
Green pass a lavoro e scuola. Governo diviso, altro rinvio
3 agosto 2021
La maggioranza litiga e le decisioni slittano. Ancora ieri sera la cabina di regia per decidere sul green pass, per i trasporti e l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, non era ancora stata convocata. E con ogni probabilità slitterà a domani con il decreto che dovrebbe essere approvato giovedì. Ma nel governo, in serata, c’è chi parla addirittura di un rinvio di un’altra settimana. “Non c’è accordo su niente”, dice un ministro fotografando lo stato dell’arte. Anche perché Matteo Salvini fa muro e da Milano Marittima chiede di rimandare tutto a fine agosto: “Parlare ora di green pass rovinerebbe il turismo e la stagione estiva”, attacca. Dall’altra parte, Draghi e Speranza vorrebbero intervenire entro la settimana. Anche perché, secondo il monitoraggio Agenas, i posti occupati in terapia intensiva peggiorano, arrivando al 3% dall’1% del 31 luglio, con alcune regioni che si avvicinano pericolosamente alla soglia del 10% che manda direttamente in zona gialla: la Sardegna è al 9%, Lazio e Sicilia al 5%.
Il primonodo da sciogliere, collegato a quello della scuola, è quello dei vaccini e del green pass per i lavoratori. Una questione emersa dopo la proposta di Confindustria di obbligare i dipendenti ad avere il certificato che aveva provocato le critiche dei sindacati. Così ieri sera il premier ha convocato i segretari dei sindacati generali di Cigl, Cisl e Uil – Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri – a Palazzo Chigi. All’incontro, durato oltre un’ora, le sigle hanno respinto il tentativo del premier di arrivare un accordo tra parti sociali per sancire – di fatto – l’obbligo vaccinale per i lavoratori. “Non abbiamo dubbi sul green pass – ha detto il leader Cgil Maurizio Landini –, ma non può diventare strumento per licenziare, demansionare e discriminare”. Ieri però è arrivata un’altra sentenza a Terni, del Tribunale del lavoro, in cui un giudice ha considerato “legittima” la sospensione perché un’operatrice socio-sanitaria si era rifiutata di vaccinarsi. La Confindustria vorrebbe un provvedimento che vada oltre gli operatori sanitari. I sindacati dicono che deve essere il governo a prendere questa responsabilità: “C’è l’accordo sulla sicurezza – ha ricordato il leader Uil Pierpaolo Bombardieri –, qualsiasi tentativo di modificarlo ha bisogno di una legge”.
L’altro fronte caldo su cui la maggioranza si scontrerà nelle prossime ore è quello della scuola, tema che si intreccia con quello del lavoro perché la misura interesserà soprattutto i docenti e il personale scolastico. L’obiettivo è noto: far ripartire le lezioni in presenza al 100% già da settembre. Per far questo, il ministro della Salute Speranza vorrebbe introdurre un obbligo vaccinale duro, mentre Lega e Movimento 5 Stelle fanno muro. Forza Italia, come il Pd, invece è favorevole. Per questo probabilmente ogni decisione dovrà essere rinviata a fine agosto, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico. Anche perché a oggi è immunizzato l’85% dei docenti e si spera nel frattempo di arrivare al 90%. Se così non sarà potrebbe scattare l’obbligo. Ipotesi che sembra esclusa invece per i ragazzi sopra i 12 anni, anche se si parla di didattica a distanza per gli studenti non immunizzati. Un’eventualità che trova sulle barricate il Carroccio, che ne ha fatto anche una battaglia di principio.
Nel nuovo decreto sarà inserito l’obbligo di green pass per i trasporti a lunga percorrenza – navi, aerei e treni – anche se si potrebbe decidere di rinviare tutto a inizio settembre. La coppia leghista Salvini-Garavaglia, infatti, teme che ogni norma del genere possa dare un colpo forte al settore del turismo. Speranza, invece, chiede di approvare l’obbligo già dai prossimi giorni. Contestualmente all’obbligo di certificato verde, sarà fatto anche un intervento sui prezzi dei tamponi, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 6-7 euro.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/03/green-pass-a-lavoro-e-scuola-governo-diviso-altro-rinvio/6281698/amp/
3 agosto 2021
La maggioranza litiga e le decisioni slittano. Ancora ieri sera la cabina di regia per decidere sul green pass, per i trasporti e l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, non era ancora stata convocata. E con ogni probabilità slitterà a domani con il decreto che dovrebbe essere approvato giovedì. Ma nel governo, in serata, c’è chi parla addirittura di un rinvio di un’altra settimana. “Non c’è accordo su niente”, dice un ministro fotografando lo stato dell’arte. Anche perché Matteo Salvini fa muro e da Milano Marittima chiede di rimandare tutto a fine agosto: “Parlare ora di green pass rovinerebbe il turismo e la stagione estiva”, attacca. Dall’altra parte, Draghi e Speranza vorrebbero intervenire entro la settimana. Anche perché, secondo il monitoraggio Agenas, i posti occupati in terapia intensiva peggiorano, arrivando al 3% dall’1% del 31 luglio, con alcune regioni che si avvicinano pericolosamente alla soglia del 10% che manda direttamente in zona gialla: la Sardegna è al 9%, Lazio e Sicilia al 5%.
Il primonodo da sciogliere, collegato a quello della scuola, è quello dei vaccini e del green pass per i lavoratori. Una questione emersa dopo la proposta di Confindustria di obbligare i dipendenti ad avere il certificato che aveva provocato le critiche dei sindacati. Così ieri sera il premier ha convocato i segretari dei sindacati generali di Cigl, Cisl e Uil – Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri – a Palazzo Chigi. All’incontro, durato oltre un’ora, le sigle hanno respinto il tentativo del premier di arrivare un accordo tra parti sociali per sancire – di fatto – l’obbligo vaccinale per i lavoratori. “Non abbiamo dubbi sul green pass – ha detto il leader Cgil Maurizio Landini –, ma non può diventare strumento per licenziare, demansionare e discriminare”. Ieri però è arrivata un’altra sentenza a Terni, del Tribunale del lavoro, in cui un giudice ha considerato “legittima” la sospensione perché un’operatrice socio-sanitaria si era rifiutata di vaccinarsi. La Confindustria vorrebbe un provvedimento che vada oltre gli operatori sanitari. I sindacati dicono che deve essere il governo a prendere questa responsabilità: “C’è l’accordo sulla sicurezza – ha ricordato il leader Uil Pierpaolo Bombardieri –, qualsiasi tentativo di modificarlo ha bisogno di una legge”.
L’altro fronte caldo su cui la maggioranza si scontrerà nelle prossime ore è quello della scuola, tema che si intreccia con quello del lavoro perché la misura interesserà soprattutto i docenti e il personale scolastico. L’obiettivo è noto: far ripartire le lezioni in presenza al 100% già da settembre. Per far questo, il ministro della Salute Speranza vorrebbe introdurre un obbligo vaccinale duro, mentre Lega e Movimento 5 Stelle fanno muro. Forza Italia, come il Pd, invece è favorevole. Per questo probabilmente ogni decisione dovrà essere rinviata a fine agosto, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico. Anche perché a oggi è immunizzato l’85% dei docenti e si spera nel frattempo di arrivare al 90%. Se così non sarà potrebbe scattare l’obbligo. Ipotesi che sembra esclusa invece per i ragazzi sopra i 12 anni, anche se si parla di didattica a distanza per gli studenti non immunizzati. Un’eventualità che trova sulle barricate il Carroccio, che ne ha fatto anche una battaglia di principio.
Nel nuovo decreto sarà inserito l’obbligo di green pass per i trasporti a lunga percorrenza – navi, aerei e treni – anche se si potrebbe decidere di rinviare tutto a inizio settembre. La coppia leghista Salvini-Garavaglia, infatti, teme che ogni norma del genere possa dare un colpo forte al settore del turismo. Speranza, invece, chiede di approvare l’obbligo già dai prossimi giorni. Contestualmente all’obbligo di certificato verde, sarà fatto anche un intervento sui prezzi dei tamponi, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 6-7 euro.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/03/green-pass-a-lavoro-e-scuola-governo-diviso-altro-rinvio/6281698/amp/
Il Fatto Quotidiano
Green pass a lavoro e scuola. Governo diviso, altro rinvio - Il Fatto Quotidiano
La maggioranza litiga e le decisioni slittano. Ancora ieri sera la cabina di regia per decidere sul green pass, per i trasporti e l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, non era ancora stata convocata. E con ogni probabilità slitterà da oggi a domani…
ATTACCO HACKER - SITO VACCINI IN TILT. ZINGARETTI: “TERRORISTI”
L’assalto pianificato 2 mesi fa. “Sicurezza nazionale a rischio”
martedì 3 agosto 2021
“Siamo vittime di un attacco terroristico”. La dichiarazione del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, è molto forte, sebbene mutuata da una frase recente del presidente Usa, Joe Biden. “C’è in ballo la sicurezza nazionale”, azzarda il presidente del Copasir, Adolfo Urso, che oltre all’audizione odierna della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha ottenuto per domani la presenza del capo dei servizi segreti, Elisabetta Belloni. D’altronde l’incursione hacker ai danni del sistema informatico della Regione Lazio è violentissima. E, assicurano gli investigatori, “potrebbe essere la prova generale di un attacco più vasto alle istituzioni nazionali, anche se al momento non ci sono evidenze”. L’attacco, confermano “è ancora in corso”. I “pirati”, attraverso un indirizzo Ip russo, hanno criptato milioni di file presenti nel database dell’istituzione, rendendo inaccessibile in primis il sistema sanitario, il che significa aver bloccato il portale di prenotazione dei vaccini, lasciando a secco il 10% della campagna vaccinale italiana.
“L’attacco era pianificato da circa due mesi”, spiegano al Fatto fonti della Polizia postale al lavoro su delega della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo. I reati ipotizzati, al momento, vanno dall’accesso abusivo a sistema informatico all’interruzione di pubblico servizio e, nel caso dovesse palesarsi una richiesta economica per decriptare i file, si aggiungerebbe anche l’estorsione. Questo è il primo punto che va chiarito. Ieri Zingaretti in conferenza stampa ha detto che “non è stato chiesto alcun riscatto”. Questo perché il virus ransomware (dall’inglese ransom, riscatto, appunto) ha prodotto una schermata con un link su cui nessuno ha cliccato. Insomma, il “riscatto” non è stato chiesto perché nessuno è andato a trattare con i “sequestratori”. Dalle prime verifiche degli inquirenti, invece, pare che i file non siano stati copiati altrove. Dunque, i dati personali delle più alte cariche dello Stato, il presidente Sergio Mattarella su tutti, non dovrebbero essere in mano ai “pirati”. Per scelta di questi ultimi, però. Altre volte non è andata così. In Rete, ad esempio, sono facilmente reperibili quelli dei vertici dell’Università Tor Vergata (ex rettore in testa), vittima a settembre 2020 di un assalto simile. In altri casi – come nell’incursione allo Spallanzani di Roma – i dati sensibili sono stati venduti sul deep web. I precedenti sembrano confermare la tesi inquirente: si parla di “pirati” perché non c’è alcun movente politico o ideologico. Nessuna pista No Vax, nessuna cyberwar in corso. Anche il fatto che l’Ip sia russo non è indicativo della nazionalità degli hacker o della loro sede fisica. A guidarli è solo il denaro. La loro forza, confermano gli investigatori, è che a oggi non esiste alcun modo per decriptare i codici. La Postale è al lavoro per capire, inoltre, quale sia stata la “porta di ingresso”. La tesi principale, al momento, porta a Frosinone, in un ufficio distaccato della società regionale LazioCrea, che gestisce la rete informatica. Ma c’è anche un’altra pista, quella di una “società esterna”, fra le molte di cui si serve proprio LazioCrea: se i “pirati” fossero entrati davvero da lì, altre istituzioni sarebbero a rischio.
Intanto nel Lazio i tecnici stanno lavorando per recuperare i dati. Perfino il computer dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è fermo. “Ci vorranno settimane”, sostengono. Pare che esistano dei backup, ma i tempi di ripristino sono lunghissimi. Nel frattempo si continuerà a usare carta e penna, si proverà ad appoggiarsi a un portale “muletto” per riprendere le prenotazioni e le certificazioni come green pass e risultati dei tamponi arriveranno con 24-48 ore di ritardo. “Fino al 13 agosto – ha detto D’Amato – oltre 500mila cittadini hanno già prenotato e possono recarsi nei centri di somministrazione nella data già indicata”.
Il tema è nazionale.
L’assalto pianificato 2 mesi fa. “Sicurezza nazionale a rischio”
martedì 3 agosto 2021
“Siamo vittime di un attacco terroristico”. La dichiarazione del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, è molto forte, sebbene mutuata da una frase recente del presidente Usa, Joe Biden. “C’è in ballo la sicurezza nazionale”, azzarda il presidente del Copasir, Adolfo Urso, che oltre all’audizione odierna della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha ottenuto per domani la presenza del capo dei servizi segreti, Elisabetta Belloni. D’altronde l’incursione hacker ai danni del sistema informatico della Regione Lazio è violentissima. E, assicurano gli investigatori, “potrebbe essere la prova generale di un attacco più vasto alle istituzioni nazionali, anche se al momento non ci sono evidenze”. L’attacco, confermano “è ancora in corso”. I “pirati”, attraverso un indirizzo Ip russo, hanno criptato milioni di file presenti nel database dell’istituzione, rendendo inaccessibile in primis il sistema sanitario, il che significa aver bloccato il portale di prenotazione dei vaccini, lasciando a secco il 10% della campagna vaccinale italiana.
“L’attacco era pianificato da circa due mesi”, spiegano al Fatto fonti della Polizia postale al lavoro su delega della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo. I reati ipotizzati, al momento, vanno dall’accesso abusivo a sistema informatico all’interruzione di pubblico servizio e, nel caso dovesse palesarsi una richiesta economica per decriptare i file, si aggiungerebbe anche l’estorsione. Questo è il primo punto che va chiarito. Ieri Zingaretti in conferenza stampa ha detto che “non è stato chiesto alcun riscatto”. Questo perché il virus ransomware (dall’inglese ransom, riscatto, appunto) ha prodotto una schermata con un link su cui nessuno ha cliccato. Insomma, il “riscatto” non è stato chiesto perché nessuno è andato a trattare con i “sequestratori”. Dalle prime verifiche degli inquirenti, invece, pare che i file non siano stati copiati altrove. Dunque, i dati personali delle più alte cariche dello Stato, il presidente Sergio Mattarella su tutti, non dovrebbero essere in mano ai “pirati”. Per scelta di questi ultimi, però. Altre volte non è andata così. In Rete, ad esempio, sono facilmente reperibili quelli dei vertici dell’Università Tor Vergata (ex rettore in testa), vittima a settembre 2020 di un assalto simile. In altri casi – come nell’incursione allo Spallanzani di Roma – i dati sensibili sono stati venduti sul deep web. I precedenti sembrano confermare la tesi inquirente: si parla di “pirati” perché non c’è alcun movente politico o ideologico. Nessuna pista No Vax, nessuna cyberwar in corso. Anche il fatto che l’Ip sia russo non è indicativo della nazionalità degli hacker o della loro sede fisica. A guidarli è solo il denaro. La loro forza, confermano gli investigatori, è che a oggi non esiste alcun modo per decriptare i codici. La Postale è al lavoro per capire, inoltre, quale sia stata la “porta di ingresso”. La tesi principale, al momento, porta a Frosinone, in un ufficio distaccato della società regionale LazioCrea, che gestisce la rete informatica. Ma c’è anche un’altra pista, quella di una “società esterna”, fra le molte di cui si serve proprio LazioCrea: se i “pirati” fossero entrati davvero da lì, altre istituzioni sarebbero a rischio.
Intanto nel Lazio i tecnici stanno lavorando per recuperare i dati. Perfino il computer dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è fermo. “Ci vorranno settimane”, sostengono. Pare che esistano dei backup, ma i tempi di ripristino sono lunghissimi. Nel frattempo si continuerà a usare carta e penna, si proverà ad appoggiarsi a un portale “muletto” per riprendere le prenotazioni e le certificazioni come green pass e risultati dei tamponi arriveranno con 24-48 ore di ritardo. “Fino al 13 agosto – ha detto D’Amato – oltre 500mila cittadini hanno già prenotato e possono recarsi nei centri di somministrazione nella data già indicata”.
Il tema è nazionale.
Il 7 giugno scorso, il ministro della Transizione digitale, Vittorio Colao, affermava che “il 95% dei server della Pa non è sicuro”. “La situazione si è aggravata con lo smart working”, conferma, contattato, il senatore Urso. Proprio domani dovrebbe arrivare al Senato, per il via libera definitivo, il decreto sulla cybersecurity, che introduce un’Agenzia dedicata contro il cybercrime, proprio con lo scopo di affiancare le attività di già in essere di cyberintelligence e difesa. Agenzia che recupera la proposta formulata lo scorso anno dall’ex premier Giuseppe Conte sulla creazione di un Istituto di sicurezza cibernetica.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/03/lassalto-pianificato-2-mesi-fa-sicurezza-nazionale-a-rischio/6281700/
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/03/lassalto-pianificato-2-mesi-fa-sicurezza-nazionale-a-rischio/6281700/
Il Fatto Quotidiano
L’assalto pianificato 2 mesi fa. “Sicurezza nazionale a rischio” - Il Fatto Quotidiano
“Siamo vittime di un attacco terroristico”. La dichiarazione del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, è molto forte, sebbene mutuata da una frase recente del presidente Usa, Joe Biden. “C’è in ballo la sicurezza nazionale”, azzarda il presidente del Copasir…