Diffida vaccinazioni regione.pdf
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L’associazione Colibrì Puglia nei giorni scorsi, tramite i legali avv. D’Oria e Apollonio, ha diffidato la Regione Puglia in relazione al programma, annunciato dall’assessore Lopalco, della vaccinazione “in blocco” delle classi over 12 dal prossimo 23 agosto, per una gravissima mancanza di informazione alle famiglie in ordine ai rischi di reazioni avverse quali pericardite e miocardite già rilevate dall'ema e portate all'attenzione del Senato con un atto di sindacato ispettivo"
Terza dose: “Ma non c’è ancora uno straccio di dato: verificare gli anticorpi”
di Massimo Galli
giovedì 12 agosto 2021
Allo stato attuale dei fatti, al di là di questi primi dati che arrivano da Israele, non c’è uno straccio di prova che lo stesso vaccino o un altro possa esser utile in soggetti fragili a cui non hanno funzionato le due dosi precedenti. Potrebbe essere forse utile per l’anziano – immunosenescenza – che ha una immunità meno valida di altri, ma chi ce lo dice se non facciamo altre sperimentazioni? Non mi piace sentir ipotesi di rivaccinare tutti a prescindere e poi casomai si capisce dopo se funziona la terza dose o meno.
Un’altra questione che mi disturba parecchio è quella relativa alla persistenza o meno degli anticorpi. Se Ambrogio, piuttosto che Filippo, ha una risposta diversa perché va trattato nello stesso modo di Franco? E, che piaccia o meno, un marcatore di risposta sono gli anticorpi. Sento molti spaventati dall’eventualità della verifica degli anticorpi perché capisco che preoccupi dal punto di vista organizzativo, ma io di mestiere faccio il medico e non l’agente di sanità pubblica. Bisogna considerare che il livello di anticorpi al SarsCov2 non rappresenterà magari una risposta esaustiva ma è la più semplice da trovare.
Poi voglio capire un’altra cosa: perché Angela Merkel e Mario Draghi, cancelliera tedesca e premier italiano, si sono sottoposti al test degli anticorpi e il signor Rossi non ne avrebbe diritto?
Io posso dire che mi controllo abbastanza spesso, anche per motivi di studi che stiamo svolgendo, e gli anticorpi li ho eccome. Bene, a brevissimo, tra settembre e ottobre il mio green pass, insieme a quelli di tutti i sanitari in Italia, scadrà. Sento parlare di proroga da nove a 12 mesi, ma poi il problema si ripone. Perché dovrei farmi somministrare una terza dose di vaccino se dopo tre mesi ho gli stessi anticorpi di prima? Capisco solo che Albert Bourla, ceo di Pfizer, tiri acqua al suo mulino parlando di terze dosi.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/12/ma-non-ce-ancora-uno-straccio-di-dato-verificare-gli-anticorpi/6289390/amp/
di Massimo Galli
giovedì 12 agosto 2021
Allo stato attuale dei fatti, al di là di questi primi dati che arrivano da Israele, non c’è uno straccio di prova che lo stesso vaccino o un altro possa esser utile in soggetti fragili a cui non hanno funzionato le due dosi precedenti. Potrebbe essere forse utile per l’anziano – immunosenescenza – che ha una immunità meno valida di altri, ma chi ce lo dice se non facciamo altre sperimentazioni? Non mi piace sentir ipotesi di rivaccinare tutti a prescindere e poi casomai si capisce dopo se funziona la terza dose o meno.
Un’altra questione che mi disturba parecchio è quella relativa alla persistenza o meno degli anticorpi. Se Ambrogio, piuttosto che Filippo, ha una risposta diversa perché va trattato nello stesso modo di Franco? E, che piaccia o meno, un marcatore di risposta sono gli anticorpi. Sento molti spaventati dall’eventualità della verifica degli anticorpi perché capisco che preoccupi dal punto di vista organizzativo, ma io di mestiere faccio il medico e non l’agente di sanità pubblica. Bisogna considerare che il livello di anticorpi al SarsCov2 non rappresenterà magari una risposta esaustiva ma è la più semplice da trovare.
Poi voglio capire un’altra cosa: perché Angela Merkel e Mario Draghi, cancelliera tedesca e premier italiano, si sono sottoposti al test degli anticorpi e il signor Rossi non ne avrebbe diritto?
Io posso dire che mi controllo abbastanza spesso, anche per motivi di studi che stiamo svolgendo, e gli anticorpi li ho eccome. Bene, a brevissimo, tra settembre e ottobre il mio green pass, insieme a quelli di tutti i sanitari in Italia, scadrà. Sento parlare di proroga da nove a 12 mesi, ma poi il problema si ripone. Perché dovrei farmi somministrare una terza dose di vaccino se dopo tre mesi ho gli stessi anticorpi di prima? Capisco solo che Albert Bourla, ceo di Pfizer, tiri acqua al suo mulino parlando di terze dosi.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/12/ma-non-ce-ancora-uno-straccio-di-dato-verificare-gli-anticorpi/6289390/amp/
Il Fatto Quotidiano
“Ma non c’è ancora uno straccio di dato: verificare gli anticorpi” - Il Fatto Quotidiano
Allo stato attuale dei fatti, al di là di questi primi dati che arrivano da Israele, non c’è uno straccio di prova che lo stesso vaccino o un altro possa esser utile in soggetti fragili a cui non hanno funzionato le due dosi precedenti. Potrebbe essere forse…
A Ostia la vaccinazione si fa in spiaggia: “Così attiriamo i giovani e chi è in vacanza”.
Giovani invogliati dal green pass: “Da studente fuori sede, ne approfitto"
https://www.facebook.com/132707500076838/posts/5457840717563463/?d=n
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Puglia, vaccini agli adolescenti senza prenotazione.
Nicola Laforgia, direttore dell’unità di Neonatologia del Policlinico di Bari, commenta con grande soddisfazione l’iniziativa: “Vaccinare gli adolescenti. I rischi del vaccino sono una bufala, la sicurezza è massima”
https://www.facebook.com/133472155192/posts/10165884587230193/?d=n
Nicola Laforgia, direttore dell’unità di Neonatologia del Policlinico di Bari, commenta con grande soddisfazione l’iniziativa: “Vaccinare gli adolescenti. I rischi del vaccino sono una bufala, la sicurezza è massima”
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Forwarded from Giubbe Rosse
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A Rimini stasera una grande marcia contro l'obbligo del passaporto sanitario.
Vaccino Covid ai bambini sotto i 12 anni, pediatri a favore: «È sicuro». Ma c’è chi invoca prudenza
Vaccino ai bambini, l’Accademia di pediatria Usa esorta gli enti regolatori «a fare presto». Anche in Italia c’è un ampio consenso attorno al vaccino pediatrico. Vaia (Spallanzani): «Aspetterei, la bilancia rischio-beneficio pende dalla parte del primo»
ROMA — Non è ancora stato approvato e non dovrebbe essere disponibile prima dell’autunno. Ma il tappeto rosso di pro e contro sulvaccino anti Covid per bambini tra 0 e 11 anni è già stato steso. Speriamo che il dibattito non ingeneri confusione nei genitori di quei bimbi che saranno l’ultima fascia di popolazione ad avere le dosi. Le agenzie del farmaco, l’americana Fda e l’europea Ema, devono esaminare i dossier per l’autorizzazione.
La variante Delta
L’Accademia statunitense di pediatria, la più prestigiosa al mondo, in una lettera pubblicata il 5 agosto ha esortato gli enti regolatori «a fare presto perché la variante Delta è in piena espansione» e colpisce giovani e adulti, indistintamente. Anche in Italia c’è un ampio consenso attorno al vaccino pediatrico che completa la rosa delle età dopo quello per 12-15 anni.
I casi di Covid nei bambini
Annamaria Staiano, presidente della società italiana di pediatria, professore ordinario all’Università Federico II di Napoli, fa da cassa di risonanza alla voce di tanti colleghi: «Siamo in linea con l’Accademia americana. I casi nella fascia 0-18 anni sono aumentati, negli Stati Uniti i morti tra i minorenni sono 350 dall’inizio della pandemia quindi non parliamo di numeri trascurabili». E in Italia? «Le piccole vittime sono state 12 tra 0 e 9 anni cui si aggiungono altre 16 tra 10 e 18 anni». In generale i sintomi del Covid sono lievi però «i bambini costituiscono i serbatoi delle nuove varianti, sostengono la circolazione del virus». Staiano pensa all’imminente riapertura della scuola che dovrà avvenire in sicurezza: gli scolari tra 12 e 15 anni possono già essere immunizzati, poi toccherebbe a quelli di nido, materne e asilo.
Il calendario vaccinale
Il calendario vaccinale ordinario non è già fin troppo zeppo di scadenze (trivalente, esavalente e le altre profilassi obbligatorie o raccomandate) per incastrare fra i richiami l’ennesimo appuntamento? «Noi suggeriamo un intervallo tra questi vaccini e l’anti-Covid di circa 2 settimane», riferisce le indicazioni della società Sip la professoressa Staiano. È meno assertivo Francesco Vaia, direttore sanitario dell’istituto Lazzaro Spallanzani. Talmente pro vax da essere stato preso di mira anche con messaggi minatori dai no vax. Eppure non è pienamente convinto sull’opportunità di estendere la profilassi ai più piccoli, quando sarà disponibile. Le argomentazioni: «Trovo che la bilancia rischio-beneficio penda dalla parte del primo. I casi di malattia e di eventi gravi tra i bambini sono statisticamente irrilevanti mentre di questo inoculo sappiamo poco. La popolazione pediatrica italiana è in buona salute. Inoltre c’è una valutazione sociale. I bimbi non fanno la vita dei ragazzi. Si muovono poco e stanno con i genitori».
https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_13/vaccino-covid-bambini-12-anni-2f23c1ba-fbf7-11eb-8688-4f0a0f230e1f.shtml
Vaccino ai bambini, l’Accademia di pediatria Usa esorta gli enti regolatori «a fare presto». Anche in Italia c’è un ampio consenso attorno al vaccino pediatrico. Vaia (Spallanzani): «Aspetterei, la bilancia rischio-beneficio pende dalla parte del primo»
ROMA — Non è ancora stato approvato e non dovrebbe essere disponibile prima dell’autunno. Ma il tappeto rosso di pro e contro sulvaccino anti Covid per bambini tra 0 e 11 anni è già stato steso. Speriamo che il dibattito non ingeneri confusione nei genitori di quei bimbi che saranno l’ultima fascia di popolazione ad avere le dosi. Le agenzie del farmaco, l’americana Fda e l’europea Ema, devono esaminare i dossier per l’autorizzazione.
La variante Delta
L’Accademia statunitense di pediatria, la più prestigiosa al mondo, in una lettera pubblicata il 5 agosto ha esortato gli enti regolatori «a fare presto perché la variante Delta è in piena espansione» e colpisce giovani e adulti, indistintamente. Anche in Italia c’è un ampio consenso attorno al vaccino pediatrico che completa la rosa delle età dopo quello per 12-15 anni.
I casi di Covid nei bambini
Annamaria Staiano, presidente della società italiana di pediatria, professore ordinario all’Università Federico II di Napoli, fa da cassa di risonanza alla voce di tanti colleghi: «Siamo in linea con l’Accademia americana. I casi nella fascia 0-18 anni sono aumentati, negli Stati Uniti i morti tra i minorenni sono 350 dall’inizio della pandemia quindi non parliamo di numeri trascurabili». E in Italia? «Le piccole vittime sono state 12 tra 0 e 9 anni cui si aggiungono altre 16 tra 10 e 18 anni». In generale i sintomi del Covid sono lievi però «i bambini costituiscono i serbatoi delle nuove varianti, sostengono la circolazione del virus». Staiano pensa all’imminente riapertura della scuola che dovrà avvenire in sicurezza: gli scolari tra 12 e 15 anni possono già essere immunizzati, poi toccherebbe a quelli di nido, materne e asilo.
Il calendario vaccinale
Il calendario vaccinale ordinario non è già fin troppo zeppo di scadenze (trivalente, esavalente e le altre profilassi obbligatorie o raccomandate) per incastrare fra i richiami l’ennesimo appuntamento? «Noi suggeriamo un intervallo tra questi vaccini e l’anti-Covid di circa 2 settimane», riferisce le indicazioni della società Sip la professoressa Staiano. È meno assertivo Francesco Vaia, direttore sanitario dell’istituto Lazzaro Spallanzani. Talmente pro vax da essere stato preso di mira anche con messaggi minatori dai no vax. Eppure non è pienamente convinto sull’opportunità di estendere la profilassi ai più piccoli, quando sarà disponibile. Le argomentazioni: «Trovo che la bilancia rischio-beneficio penda dalla parte del primo. I casi di malattia e di eventi gravi tra i bambini sono statisticamente irrilevanti mentre di questo inoculo sappiamo poco. La popolazione pediatrica italiana è in buona salute. Inoltre c’è una valutazione sociale. I bimbi non fanno la vita dei ragazzi. Si muovono poco e stanno con i genitori».
https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_13/vaccino-covid-bambini-12-anni-2f23c1ba-fbf7-11eb-8688-4f0a0f230e1f.shtml
Corriere della Sera
L'opinione dei pediatri sul vaccino anti Covid ai bambini sotto i 12 anni
Vaccino ai bambini, l’Accademia di pediatria Usa esorta «a fare presto. Anche in Italia c’è un ampio consenso attorno al vaccino pediatrico. Ma c'è anche chi invoca prudenza
Tampone effettuato presso la Croce Rossa non valido ai fini del green pass. Non è valido perché è gratuito?
(...)"Mi riferisco al piccolo dettaglio, che a quanto pare risulta sconosciuto al nostro fenomenale Garante per la privacy, secondo cui non esiste una legge che imponga ai cittadini italiani di uscire di casa con un qualunque documento d’identità, salvo per ciò che riguarda la patente di guida quando ci si trova al volante di un mezzo di trasporto. Nel caso di un eventuale controllo da parte delle forze dell’ordine, e non certamente di un esercente privato o di un suo dipendente, gli stessi cittadini debbono solo declinare le proprie generalità. Questo almeno fino a quando il nostro ordinamento non è stato letteralmente soppiantato da un informe pastrocchio illiberale in cui tutto si giustifica in nome del bene comune".
https://www.nicolaporro.it/manca-una-legge-guai-per-il-green-pass/
https://www.nicolaporro.it/manca-una-legge-guai-per-il-green-pass/
Nicola Porro
Manca una legge: guai per il green pass - Claudio Romiti
Il pasticciaccio brutto del cosiddetto green pass ci fa scendere parecchi gradini verso l’inferno di una sostanziale abolizione dello Stato di diritto, a
👍1
Forwarded from CORVELVA
E SE VI DICESSIMO CHE I GREEN PASS NON POSSONO ESSERE REVOCATI?
A noi piace moltissimo mettere il naso nell'operato del Governo perché ci regala momenti di ilarità preziosissimi in questo periodo storico. Prima la diatriba nel trittico Lamorgese-Garante-Governo sul controllo del documento di identità assieme al Green Pass, ma ora si supera il limite della commedia all'italiana.
Con il DPCM del 17 giugno 2021, nell'allegato B, sono statE normate le "modalità di revoca delle certificazioni verdi COVID-19" e in caso di positività accertata al SARS-Cov-2 dopo avvenuta vaccinazione, avviene appunto questa presunta revoca... ma tecnicamente, la revoca è IMPOSSIBILE!
Sappiamo che il tema è molto tecnico, per cui semplificheremo moltissimo e nei commenti metteremo più fonti, ma il problema nasce dal fatto che il legislatore italiano, che non brilla certamente, ha "deciso" di adottare uno strumento europeo, le cui specifiche tecniche erano ben precise, per poi stravolgere sia la natura della certificazione che la verifica stessa. Inizialmente L’Europa proponeva una certificazione valida per la movimentazione delle persone all'interno del territorio comunitario con doppia scadenza, una naturale dettata dalla scadenza del pass e una legata ad una chiave che durasse poche settimane. L’utente, in questo caso, ogni settimana circa avrebbe riaggiornato il suo green pass rigenerandolo in modo da fare un controllo delle eventuali revoche. L’Italia invece ha deciso di lasciare solo il dato della scadenza naturale, 48 ore per il tampone, 6 mesi per la guarigione e 9 mesi per la vaccinazione e nel caso di revoca, anche solo perché il pass sia stato falsificato, non può tecnicamente avvenire perché il lettore ed i protocolli dettati dallo stesso Ministero della Salute non prevedono questo tipo di verifica.
In sostanza, chiunque sia positivo dopo vaccinazione, chiunque abbia falsificato il green pass o qualunque genio che lo abbia messo online rendendolo utilizzabile da chiunque (ogni riferimento ai giornalisti italiani è del tutto voluto), quel pass ad oggi non può tecnicamente essere revocato!
Voi immaginatevi un vaccinato con doppia dose che viene scoperto essere positivo al SarsCov-2 e che potrà tranquillamente entrare in qualsiasi ristorante, sedersi all’interno, ordinare e consumare le sue pietanze… hanno creato una norma inapplicabile tecnicamente e ciò rende ancora più palese che il green pass serve al solo scopo di ricattare i cittadini italiani, scaricando le colpe del Governo su di loro.
https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Green_Pass_all_B.pdf
A noi piace moltissimo mettere il naso nell'operato del Governo perché ci regala momenti di ilarità preziosissimi in questo periodo storico. Prima la diatriba nel trittico Lamorgese-Garante-Governo sul controllo del documento di identità assieme al Green Pass, ma ora si supera il limite della commedia all'italiana.
Con il DPCM del 17 giugno 2021, nell'allegato B, sono statE normate le "modalità di revoca delle certificazioni verdi COVID-19" e in caso di positività accertata al SARS-Cov-2 dopo avvenuta vaccinazione, avviene appunto questa presunta revoca... ma tecnicamente, la revoca è IMPOSSIBILE!
Sappiamo che il tema è molto tecnico, per cui semplificheremo moltissimo e nei commenti metteremo più fonti, ma il problema nasce dal fatto che il legislatore italiano, che non brilla certamente, ha "deciso" di adottare uno strumento europeo, le cui specifiche tecniche erano ben precise, per poi stravolgere sia la natura della certificazione che la verifica stessa. Inizialmente L’Europa proponeva una certificazione valida per la movimentazione delle persone all'interno del territorio comunitario con doppia scadenza, una naturale dettata dalla scadenza del pass e una legata ad una chiave che durasse poche settimane. L’utente, in questo caso, ogni settimana circa avrebbe riaggiornato il suo green pass rigenerandolo in modo da fare un controllo delle eventuali revoche. L’Italia invece ha deciso di lasciare solo il dato della scadenza naturale, 48 ore per il tampone, 6 mesi per la guarigione e 9 mesi per la vaccinazione e nel caso di revoca, anche solo perché il pass sia stato falsificato, non può tecnicamente avvenire perché il lettore ed i protocolli dettati dallo stesso Ministero della Salute non prevedono questo tipo di verifica.
In sostanza, chiunque sia positivo dopo vaccinazione, chiunque abbia falsificato il green pass o qualunque genio che lo abbia messo online rendendolo utilizzabile da chiunque (ogni riferimento ai giornalisti italiani è del tutto voluto), quel pass ad oggi non può tecnicamente essere revocato!
Voi immaginatevi un vaccinato con doppia dose che viene scoperto essere positivo al SarsCov-2 e che potrà tranquillamente entrare in qualsiasi ristorante, sedersi all’interno, ordinare e consumare le sue pietanze… hanno creato una norma inapplicabile tecnicamente e ciò rende ancora più palese che il green pass serve al solo scopo di ricattare i cittadini italiani, scaricando le colpe del Governo su di loro.
https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Green_Pass_all_B.pdf
Forwarded from ImolaOggi Channel
Green pass, il pizzino della sanitocrazia contro i ricorsi: non li fate, tanto è inutile...
Montesquieu sui pesi e contrappesi, 1748: "Quando i poteri legislativo ed esecutivo sono uniti nella stessa persona, non può esserci libertà".
Montesquieu sui pesi e contrappesi, 1748: "Quando i poteri legislativo ed esecutivo sono uniti nella stessa persona, non può esserci libertà".
Non abbiamo mai visto danni da vaccino su questa scala: perché le agenzie di regolamentazione nascondono i dati di sicurezza dei vaccini COVID?
In meno di un anno, più di 500.000 danni da vaccino post-COVID sono stati segnalati al VAERS - quasi un terzo di tutte le segnalazioni accumulate nell'intero arco di vita del sistema di tre decenni - ma le agenzie di regolamentazione rimangono in silenzio.
https://childrenshealthdefense.org/defender/vaccine-injuries-regulatory-agencies-hiding-covid-safety-data/
In meno di un anno, più di 500.000 danni da vaccino post-COVID sono stati segnalati al VAERS - quasi un terzo di tutte le segnalazioni accumulate nell'intero arco di vita del sistema di tre decenni - ma le agenzie di regolamentazione rimangono in silenzio.
https://childrenshealthdefense.org/defender/vaccine-injuries-regulatory-agencies-hiding-covid-safety-data/
Children's Health Defense
We’ve Never Seen Vaccine Injuries on This Scale — Why Are Regulatory Agencies Hiding COVID Vaccine Safety Signals?
In under a year, more than 500,000 post-COVID vaccine injuries have been reported to VAERS — nearly a third of all reports accumulated over the system’s entire three-decade lifespan — yet regulatory agencies remain silent.