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Venezia
Il 51enne Alessandro Cavarretta morto tre giorni dopo il vaccino: accertamenti in corso

Il decesso sabato, la famiglia ha sporto denuncia ai carabinieri ed è stata disposta l'autopsia

25 agosto 2021

La procura di Venezia sta svolgendo gli accertamenti per verificare la denuncia della famiglia di Alessandro Cavarretta, 51enne di Mira morto sabato scorso, tre giorni dopo essersi vaccinato contro il Covid. L'uomo, secondo la ricostruzione dei quotidiani locali, era stato vaccinato con Pfizer il 18 agosto al drive through di Oriago e, nelle ore successive, avrebbe accusato febbre alta e gonfiore alle gambe. È stato visitato dal medico di base, il quale gli avrebbe prescritto un farmaco, ma il 21 agosto la situazione è precipitata. I familiari hanno spiegato che quel giorno Cavarretta non riusciva a svegliarsi. Hanno chiamato il 118 e tentato il massaggio cardiaco, tutto inutilmente.

Vani anche i tentativi del personale medico, arrivato pochi minuti più tardi nell'abitazione dove Cavarretta abitava con la madre. Per ora l’ipotesi più probabile è che il decesso sia sopraggiunto per una tromboembolia, ma saranno gli esami a confermarlo. Lunedì la famiglia ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri di Mira, nelle prossime ore sarà svolta l'autopsia e la magistratura dovrà accertare i fatti. È necessario chiarire una serie di aspetti: se la vaccinazione e l'anamnesi siano state fatte in modo corretto, se l'uomo soffrisse di patologie pregresse e se sia stato fatto tutto il possibile per salvarlo. L'Ulss 3 ha comunicato di essere disponibile ad ogni collaborazione perché sia fatta chiarezza sull'episodio e si stringe ai familiari: «Nell'interesse della campagna vaccinale in corso - comunica l'azienda sanitaria - andrà fatta ogni verifica su eventuali collegamenti - sui quali ogni valutazione è al momento prematura - tra la somministrazione del vaccino, la sintomatologia nei giorni successivi e infine l'esito infausto».

https://www.google.it/amp/s/amp.veneziatoday.it/cronaca/cavarretta-morto-mira-indagine.html
Lo psicoterapeuta del miglio verde?
Covid: vaccinare i minori non è poi così necessario

25 agosto 2021

Chi è vaccinato che motivo ha di temere i giovani non vaccinati? Tutti gli studi scientifici hanno mostrato che i vaccini sono altamente efficaci per ridurre i rischi di malattia da Covid-19. Perché quindi accanirsi ancora sui giovani e le scuole, minacciare didattica a distanza e insistere con la vaccinazione di massa dei minori?
Chi sostiene la vaccinazione per i giovani sbandiera la variante Delta. Tuttavia già a gennaio lo studio pubblicato da Gandini e altri autori su The Lancet RH – che ha contribuito alla riapertura delle scuole e che è stato citato dalla stessa Oms come studio di riferimento – è stato successivamente considerato poco attendibile perché nel frattempo è arrivata la variante inglese. Fortunatamente, la riapertura delle scuole ad aprile 2021 ha confermato quanto sostenuto nello studio nonostante la prevalenza ampia della variante inglese. Ora che la maggior parte della popolazione risulta immune anche grazie all’utilizzo di vaccini efficaci, perché la nuova variante dovrebbe stravolgere la situazione? Una pubblicazione sul New England Journal of medicine, una delle più importanti riviste mediche, mostra che anche con la variante Delta i vaccini sono stati efficaci rispetto alla malattia, meno rispetto al rischio di contagi ma – ricordiamo – essere positivi non vuol dire essere malati.
Sappiamo peraltro che i giovani si ammalano molto raramente di Covid-19. Un recente articolo su Nature non lascia dubbi: la mortalità e la probabilità di finire in terapia intensiva per Covid-19 nei minori è estremamente rara. Inoltre, anche se il numero assoluto di minori malati potrebbe crescere data la maggiore contagiosità della Delta, ora conosciamo meglio il Covid-19 e sappiamo chi sono i bambini che corrono più rischi di ammalarsi gravemente e ai ragazzi con specifiche fragilità il vaccino è ampiamente consigliato.
Ora che ci sono più dati sulla sicurezza, anche lo Stiko (il Comitato permanente per la vaccinazione presso il Robert Koch Institute, organismo responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania) ha modificato, lo scorso 16 agosto, la propria posizione dichiarando che il bilancio rischi/benefici è a favore dei vaccini anche nei minori. Secondo il Comitato tedesco nella maggior parte dei casi i pazienti ricoverati per le miocarditi hanno avuto un decorso non complicato. Questa è una buona notizia visto che attualmente abbiamo una percentuale altissima di giovani vaccinati: quasi il 50% tra prima e seconda dose tra i 12 e i 18 anni. Tuttavia bisogna ricordare che nel Regno Unito il Comitato congiunto per le vaccinazioni e le immunizzazioni (Jcvi) afferma che, sulla base delle prove attuali, non si può ancora raccomandare la vaccinazione di routine dei bambini al di fuori dei gruppi fragili e a rischio: “Finché non saranno disponibili e valutati più dati sulla sicurezza, è preferibile un approccio di massima precauzione”.
Lo snodo cruciale quindi non è se sia “possibile” vaccinare i minori ma se sia “necessario” farlo e se sia scientificamente utile ed eticamente giusto. Visto che i vaccini funzionano e le scuole sono uno dei luoghi più sicuri, imporre regole differenti nelle scuole sulla base della vaccinazione potrebbe portare a ingiuste discriminazioni. Non si può “rendere le vaccinazioni un prerequisito per la partecipazione sociale dei bambini e degli adolescenti”, come lo stesso Stiko chiosa.
Capitolo Green Pass, infine. Che sconta, almeno in Italia, un peccato originale: invece di convincere si preferisce la coercizione (o, per dirla, alla Cacciari: “Perché dobbiamo essere trattati da bambini cretini?”). Allora, il Green Pass è obbligatorio per i soli studenti universitari ma, di fatto, condizionerà il vissuto scolastico dei ragazzi dai 12 anni in su.
Partiamo dal “suggerimento” del ministero della Pubblica istruzione sulla mascherina: niente più obbligo se tutti i componenti di una classe sono vaccinati.
E ipotizziamo che su una scolaresca di 25 adolescenti ci sia un solo bimbo non vaccinato perché i genitori preferiscono attendere ulteriori rassicurazioni scientifiche. Quel bimbo verrà colpevolizzato: se i suoi compagni di scuola saranno “costretti” a portare la mascherina la colpa non sarà del Green Pass, ma sua. Verrà additato, guardato di traverso. Crescendo, che ricordi avrà? Che fiducia avrà nel prossimo e soprattutto nelle cosiddette istituzioni?
Peraltro le insensatezze anche rispetto all’applicazione del Green Pass sono tante. Sempre quel bimbo di 12 anni potrà incontrare i suoi amici in un centro commerciale oppure durante una funzione religiosa, ma senza Green Pass o senza tampone non potrà fare sport.
Si parla – giustamente – di rapporto rischi/benefici sui vaccini. Il Green Pass devia il percorso in rischi/convenienza: lo faccio perché altrimenti la mia vita non è la vita che vorrei, pensano molti giovani che corrono a vaccinarsi, certo, ma non lo fanno – o meglio: non tutti lo fanno – perché credono nella bontà del vaccino. E infine. Alcune famiglie contrarie alla vaccinazione dei propri figli parlano di home schooling. Provate a suggerirlo a famiglie monoreddito, a una ragazza madre. Inutile commentare. Ma di sicuro il clima che si sta respirando non è un bel clima.
Ricorrere ai tamponi salivari è chiedere troppo? Chiedere alla sinistra che si occupi anche delle nuove generazioni che sono quelle che più hanno subito e pagheranno le misure di prevenzione è troppo?


https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/25/covid-vaccinare-i-minori-non-e-poi-cosi-necessario/6300416/
L'Ema, l'Agenzia europea per il farmaco, conferma che "in questa fase non è ancora stato deciso quando potrebbe essere necessaria una terza dose" di vaccino contro il Covid-19 né "quali popolazioni dovrebbero essere interessate" qualora questa necessità dovesse essere confermata.

@covid19
Tra i commenti al post. Diversi problemi dopo il vaccino, “i medici non credono alla correlazione”

https://www.facebook.com/211622545530190/posts/7234956603196714/?d=n
Regno Unito: 4.700 contagi al concerto riservato ai possessori del Green Pass

25 agosto 2021

Sono quasi 5.000 i casi di Coronavirus registrati dopo l’evento che si è tenuto in Cornovaglia, nel Regno Unito. L’evento in questione, a cui è legato il nuovo focolaio sviluppatosi nel Regno Unito, è il Boardmasters Festival; il festival viene organizzato ogni anno ad agosto e alterna musica dal vivo e gare di surf. La settimana dopo il Boardmasters Festival – che si è tenuto dall’11 al 15 agosto – in Cornovaglia e nelle isole di Scilly, è stato registrato il secondo tasso di contagio più alto in Inghilterra. Sono in tutto 4.700 coloro che hanno dichiarato di essere stati presenti al Boardmasters Festival – o di avere avuto collegamenti con esso – poi risultati positivi al Coronavirus, come hanno fatto sapere i funzionari della sanità. Dei 4.700 individui positivi, circa tre quarti hanno un’età compresa tra i 16 e i 21 anni; sono poi 800 i contagiati che risiedono in Cornovaglia, anche se i nuovi casi sono ormai diffusi in tutto il paese. Nonostante il Consiglio della Cornovaglia avesse valutato di cancellare – per l’anno corrente – l’appuntamento con il Boardmasters, il festival alla fine ha avuto luogo, ma con svariate misure adottate per il contenimento del contagio.
L’evento ha contato circa 50.000 partecipanti e a tutti i presenti (dagli undici anni in su) è stato chiesto di utilizzare l’applicazione dell’NHS (National Health System) così da dimostrare il loro stato di salute. Attraverso l’applicazione NHS – o con un documento stampato – chi ha frequentato il festival ha dovuto mostrare di essere in possesso dell’NHS Covid Pass: il nuovo sistema di certificazione che attesta l’avvenuta somministrazione della doppia dose di vaccino. Un sistema che rimane all’interno del Regno Unito ma che è l’equivalente del Green Pass. Per potere accedere al Boardmasters Festival i presenti hanno dunque dovuto dare prova di essere stati vaccinati due volte, e non solo: per i partecipanti, prima di entrare, è stato necessario dimostrare che la seconda dose fosse stata loro somministrata almeno due settimane prima dell’11 agosto, data in cui l’evento ha avuto inizio. Oltre all’NHS Covid Pass, sono state adottate ulteriori misure, quali il tampone negativo effettuato entro 24 ore dall’arrivo al festival o, altrimenti, la possibilità di dimostrare l’immunità naturale con il test molecolare (PCR), di almeno 10 giorni prima dell’evento.
Anche durante i giorni in cui si è svolto il festival, è stato previsto un secondo test –  precisamente due giorni dopo l’inizio dell’evento, il 13 agosto – effettuato da chi soggiornava nel campeggio del Boardmasters Festival. Infine, maschere facciali non obbligatorie ma «Incoraggiati e accolti coloro che preferiscono indossarle», come si evince dal sito ufficiale del Boardmasters festival. Nonostante il personale dell’evento abbia lavorato in stretto contatto con il team di salute pubblica del Consiglio della Cornovaglia, così da implementare le misure di gestione del rischio «Sopra e oltre le linee guida nazionali», le conseguenze sono state ben diverse da quelle sperate. I dubbi sorti fin da subito sull’effettiva immunità sterilizzante (che equivale al requisito minimo per eliminare il virus dove il tasso di immunizzati è molto alto) hanno ora una nuova prova nell’effettiva realtà. Dopo i dati dei contagiati al festival in Cornovaglia, l’efficacia scientifica del Green Pass (NHS Covid Pass nel Regno Unito) rischia di divenire sempre più dubbia.

https://www.lindipendente.online/2021/08/25/regno-unito-4-700-contagi-al-concerto-riservato-ai-possessori-del-green-pass/
Morto il rapper neozelandese Louie Knuxx, infarto 28 giorni dopo la seconda dose di Pfizer.
Covid, immunologo Forni: "Obbligo vaccino è soluzione disperata"

24 agosto 2021

"Al momento sarebbe controproducente e sproporzionata"

"L'obbligo vaccinale è una soluzione disperata, che al momento sarebbe controproducente e sproporzionata rispetto sia all'andamento della campagna vaccinale sia alla situazione sanitaria". Lo sottolinea Guido Forni, già professore ordinario di Immunologia all'Università di Torino e accademico dei Lincei, in un'intervista a La Stampa. "Non bisogna rinunciare a spiegare i vantaggi individuali e sociali dei vaccini, evitando di cadere nella tentazione del pensiero unico. Già il Green Pass - aggiunge - è una misura delicata, che crea qualche problema di libertà, anche se alla fine risulta utile a spronare i cittadini e a premiarli quando si proteggono".

Nonostante la fatica della campagna vaccinale non è giusto imporre l'obbligo a tutti? "No, lo troverei sensato solo davanti a una grave recrudescenza della pandemia o al rifiuto generalizzato del vaccino - risponde - La vaccinazione può permettersi il lusso che una parte della popolazione la rifiuti. E' il concetto dell’immunità di gregge”.

Ma non dovremmo non raggiungerla? "Sarà difficile arrivarci del tutto, ma comunque dovrebbe esserci una percentuale di non vaccinati gestibile senza traumi", osserva l'immunologo. Qual è la percentuale tollerabile di non vaccinati? "Dal 5 al 15% massimo", avverte. E' contrario all'obbligo perché creerebbe una reazione contraria? "Sì, l'accettabilità sociale di una misura simile sarebbe complessa. Il vaccino, dati alla mano, è un vantaggio individuale e collettivo indiscutibile, ma se ad alcuni ancora non è chiaro non li si convincerà con l'obbligo", avverte.

https://www.google.it/amp/s/www.adnkronos.com/covid-immunologo-forni-obbligo-vaccino-e-soluzione-disperata_4pCh41gWDtMeC4jyPe6S4x/amp.html
Per i vaccinati con Johnson&Johnson si prospetta a breve una seconda dose…

Vaccino Johnson & Johnson, efficacia e protezione su con seconda dose

25 agosto 2021

L'efficacia del vaccino Johnson & Johnson aumenta di una percentuale considerevole con la seconda dose. Il richiamo del vaccino J&J "ha generato un aumento degli anticorpi di 9 volte rispetto ai 28 giorni dopo la prima dose", sottolinea sottolinea Johnson & Johnson in una nota. I dati provengono da due studi di fase 2 condotti negli Stati Uniti e in Europa su 2000 partecipanti in previsione della potenziale necessità di un richiamo. I dati sono stati presentati in pre-pubblicazione su 'medRxiv'. A luglio l'azienda aveva rilasciato i dati provvisori, pubblicati su 'New England Journal of Medicine', che dimostravano una risposta immunitaria stabile per otto mesi dopo l'immunizzazione.

https://www.google.it/amp/s/www.adnkronos.com/vaccino-johnson-e-johnson-efficacia-e-protezione-su-con-seconda-dose_5jbaboUfECj0AgJsOAB74e/amp.html
INDIA- C'è chi affama.

Non è possibile adottare misure intimidatorie: l'Alta corte di Manipur ordina allo Stato di non negare i cereali ai beneficiari non vaccinati ai sensi del PMGKAY

"Il Tribunale Manipur lunedì ha ottenuto dalle autorità statali di non negare la fornitura di cereali alimentari ai beneficiari sotto il sistema PMGKay, che devono ancora essere vaccinati contro il Covid-19"

https://www.livelaw.in/news-updates/manipur-high-court-directs-state-to-not-deny-food-grains-to-non-vaccinated-beneficiaries-under-pmgkay-180186
Terza dose di vaccino, Pfizer chiede autorizzazione all'Ema

25 agosto 2021

Terza dose di vaccino, Pfizer e BioNTech hanno iniziato a consegnare alle autorità americane la documentazione per far autorizzare la terza somministrazione del loro vaccino per il Covid. Il processo si concluderà nel fine settimana. Le due società intendono presentare nell'arco di poche settimane i loro dati anche all'Ema e ad altre autorità di regolamentazione.

Lo riportano i media americani. Pfizer e BioNTech hanno ricevuto il via libera completo e definitivo dalla Food and Drugs Administration al loro vaccino negli ultimi giorni.

https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/vaccino_terza_dose_autorizzazione_ema_agenzia_europea_a_che_punto_e-6156911.html
Covid, positiva la moglie di Zingaretti, vaccinata. Governatore del Lazio (di nuovo) in isolamento: è la sua terza quarantena

La donna era vaccinata con due dosi. Il presidente della Regione Lazio, ora negativo al tampone, aveva contratto il virus a marzo 2020

25 agosto 2021

Nicola Zingaretti è di nuovo in isolamento. La moglie del presidente della Regione Lazio, Cristina Berliri, dirigente del ministero del Lavoro, è risultata positiva al Covid in queste ore, nonostante abbia ricevuto le due dosi di vaccino (Pfizer) negli scorsi mesi.
La donna sta bene, si trova in casa nel quartiere Prati, a Roma, insieme al marito costretto alla quarantena fiduciaria dopo essere risultato negativo al tampone di controllo.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/25/news/covid_positiva_la_moglie_di_zingaretti_governatore_di_nuovo_in_isolamento-315294404/amp/
Andrès Manuel López Obrador (Presidente del Messico): “non dobbiamo sottometterci alle compagnie farmaceutiche che proclamano “manca la terza dose, manca la quarta dose, adesso vacciniamo i bambini””.

Hugo López-Gatell Ramírez (Sottosegretario alla Salute in Messico): “c’è carenza di informazione scientifica rispetto alle affermazione degli amministratori delegati delle compagnie farmaceutiche, secondo i quali il vaccino è garantito”
La Verità del 25 agosto 2021
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AUSTRALIA- Centro commerciale Lismore Quart. Un "Cliente" è trasportato fuori dal centro vaccinale in barella da paramedici e nessuno batte ciglio.