LA VERITÀ NON DETTA.
⛔ Un medico di base di Bologna che ha continuato imperterrita il suo mestiere ... tra cento difficoltà: “Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Si tratta di sintomi simil-influenzali - tosse, febbre, poi compare “senso di affanno” - che non si esauriscono nell’arco di qualche giorno.
⛔ La valutazione del paziente e l’evoluzione clinica depongono per forme batteriche; si dà loro un antibiotico macrolide (e nei casi più complicati del cortisone) e, nell’arco di qualche giorno, si riprendono egregiamente con completa risoluzione dei sintomi.
⛔ Quest’anno non è andata così.
Il 22 febbraio di quest’anno è stata comunicata la circolazione di un nuovo coronavirus.
⛔ Il Ministero della Salute ha mandato un’ordinanza a tutti noi medici del territorio, dicendoci sostanzialmente che eravamo di fronte a un nuovo virus, sconosciuto, per il quale non esisteva alcuna terapia.
⛔ La cosa paradossale è che fino a quel giorno avevamo gestito i medesimi pazienti con successo, senza affollare ospedali e terapie intensive; ma da quel momento si è deciso che tutto quello che avevamo fatto fino ad allora non poteva più funzionare. Non era più possibile un approccio clinico/terapeutico.
⛔ Noi, medici di Medicina generale, dovevamo da allora delegare al dipartimento di Sanità Pubblica, che non fa clinica, ma una sorveglianza di tipo epidemiologico; potevamo vedere i pazienti solamente se in possesso di mascherina FFP2, che io ho potuto ritirare all’ASL solo il 30 di marzo.
⛔ Ma c’è una cosa più grave.
⛔ Nella circolare ministeriale, il Ministro della Sanità ci dava le seguenti indicazioni su come approcciarci ai malati: isolamento e riduzione dei contatti, uso dei vari DPI, disincentivazione delle iniziative di ricorso autonomo ai servizi sanitari, al pronto soccorso, al medico di medicina generale. Dunque, le persone che stavano male erano isolate; e, cosa ancora più grave, il numero di pubblica utilità previsto non rispondeva.
⛔ Tutti i pazienti lamentavano che non rispondeva nessuno; io stessa ho provato a chiamare il 1500 senza successo. Un ministro della salute che si accinge ad affrontare una emergenza sanitaria prevede che i numeri di pubblica utilità non rispondano?
Un disastro.
⛔ In sintesi: le polmoniti atipiche non sono state più trattate con antibiotico, i pazienti lasciati soli, abbandonati a se stessi a domicilio. Ovviamente dopo 7-10 giorni, con la cascata di citochine e l’amplificazione del processo infiammatorio, arrivavano in ospedale in fin di vita.
⛔ Poi, la ventilazione meccanica ha fatto il resto.
⛔ IO HO CONTINUATO A FARE QUELLO CHE HO SEMPRE FATTO, RISCHIANDO ANCHE DENUNCE PER EPIDEMIA COLPOSA, E NON HO AVUTO NÉ UN DECESSO, NÉ UN RICOVERO IN TERAPIA INTENSIVA.
HO PARLATO CON UNA COLLEGA DI BERGAMO E UN ALTRO COLLEGA DI BOLOGNA, CHE HANNO CONTINUATO A LAVORARE NEL MEDESIMO MODO, E NESSUNO DI NOI HA AVUTO DECESSI E RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA.
Anche l’OMS ha dato indicazioni problematiche: nelle prime fasi della malattia ha previsto solo l’isolamento domiciliare, nella seconda e terza fase, quindi condizioni di gravità moderata e severa, l’unico approccio terapeutico previsto doveva essere l’ossigenoterapia e la ventilazione meccanica.
⛔ A mio modo di vedere c’è una responsabilità anche dell’OMS, perché non ha dato facoltà al medico di valutare clinicamente il paziente.”
(Dott.ssa Grazia Dondini - Medico di base in provincia di Bologna) .
⛔ Un medico di base di Bologna che ha continuato imperterrita il suo mestiere ... tra cento difficoltà: “Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Si tratta di sintomi simil-influenzali - tosse, febbre, poi compare “senso di affanno” - che non si esauriscono nell’arco di qualche giorno.
⛔ La valutazione del paziente e l’evoluzione clinica depongono per forme batteriche; si dà loro un antibiotico macrolide (e nei casi più complicati del cortisone) e, nell’arco di qualche giorno, si riprendono egregiamente con completa risoluzione dei sintomi.
⛔ Quest’anno non è andata così.
Il 22 febbraio di quest’anno è stata comunicata la circolazione di un nuovo coronavirus.
⛔ Il Ministero della Salute ha mandato un’ordinanza a tutti noi medici del territorio, dicendoci sostanzialmente che eravamo di fronte a un nuovo virus, sconosciuto, per il quale non esisteva alcuna terapia.
⛔ La cosa paradossale è che fino a quel giorno avevamo gestito i medesimi pazienti con successo, senza affollare ospedali e terapie intensive; ma da quel momento si è deciso che tutto quello che avevamo fatto fino ad allora non poteva più funzionare. Non era più possibile un approccio clinico/terapeutico.
⛔ Noi, medici di Medicina generale, dovevamo da allora delegare al dipartimento di Sanità Pubblica, che non fa clinica, ma una sorveglianza di tipo epidemiologico; potevamo vedere i pazienti solamente se in possesso di mascherina FFP2, che io ho potuto ritirare all’ASL solo il 30 di marzo.
⛔ Ma c’è una cosa più grave.
⛔ Nella circolare ministeriale, il Ministro della Sanità ci dava le seguenti indicazioni su come approcciarci ai malati: isolamento e riduzione dei contatti, uso dei vari DPI, disincentivazione delle iniziative di ricorso autonomo ai servizi sanitari, al pronto soccorso, al medico di medicina generale. Dunque, le persone che stavano male erano isolate; e, cosa ancora più grave, il numero di pubblica utilità previsto non rispondeva.
⛔ Tutti i pazienti lamentavano che non rispondeva nessuno; io stessa ho provato a chiamare il 1500 senza successo. Un ministro della salute che si accinge ad affrontare una emergenza sanitaria prevede che i numeri di pubblica utilità non rispondano?
Un disastro.
⛔ In sintesi: le polmoniti atipiche non sono state più trattate con antibiotico, i pazienti lasciati soli, abbandonati a se stessi a domicilio. Ovviamente dopo 7-10 giorni, con la cascata di citochine e l’amplificazione del processo infiammatorio, arrivavano in ospedale in fin di vita.
⛔ Poi, la ventilazione meccanica ha fatto il resto.
⛔ IO HO CONTINUATO A FARE QUELLO CHE HO SEMPRE FATTO, RISCHIANDO ANCHE DENUNCE PER EPIDEMIA COLPOSA, E NON HO AVUTO NÉ UN DECESSO, NÉ UN RICOVERO IN TERAPIA INTENSIVA.
HO PARLATO CON UNA COLLEGA DI BERGAMO E UN ALTRO COLLEGA DI BOLOGNA, CHE HANNO CONTINUATO A LAVORARE NEL MEDESIMO MODO, E NESSUNO DI NOI HA AVUTO DECESSI E RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA.
Anche l’OMS ha dato indicazioni problematiche: nelle prime fasi della malattia ha previsto solo l’isolamento domiciliare, nella seconda e terza fase, quindi condizioni di gravità moderata e severa, l’unico approccio terapeutico previsto doveva essere l’ossigenoterapia e la ventilazione meccanica.
⛔ A mio modo di vedere c’è una responsabilità anche dell’OMS, perché non ha dato facoltà al medico di valutare clinicamente il paziente.”
(Dott.ssa Grazia Dondini - Medico di base in provincia di Bologna) .
Non si da pace il fratello di Augusta Turiaco, l'insegnante messinese morta di trombosi pochi giorni dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca.
🖊 Ieri nuovo esposto in Procura per la sospensione immediata dei vaccini Astrazeneca a soggetti con età inferiore a 60 anni.
🔎 L'autopsia inoltre avrebbe accertato l'assenza di preesistenti patologie nell'insegnante della scuola media Gallo. La famiglia è tutta vaccinata con Pfizer.
🗣 Lo abbiamo sentito.
Intervista Nunzio Turiaco
https://fb.watch/4Le4P_1Bae/
🖊 Ieri nuovo esposto in Procura per la sospensione immediata dei vaccini Astrazeneca a soggetti con età inferiore a 60 anni.
🔎 L'autopsia inoltre avrebbe accertato l'assenza di preesistenti patologie nell'insegnante della scuola media Gallo. La famiglia è tutta vaccinata con Pfizer.
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Virus, Fredy Suter: "Non aspetto il tampone positivo, ai primi sintomi prescrivo i farmaci antinfiammatori"
Lo studio ha dimostrato che con le cure da casa i ricoveri calano dell'80%
#Fuoridalcoro
https://fb.watch/4LerER44G-/
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La legge sulle vaccinazioni obbligatorie in Danimarca è stata abbandonata dopo le proteste pubbliche
https://summit.news/2020/11/16/forced-vaccination-law-in-denmark-abandoned-after-public-protests/
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