Bari, disabili e fragili umiliati: la vaccinazione al San Paolo é disastrosa.
Anziani, pazienti fragili, disabili e accompagnatori al freddo in attesa dell’arrivo delle dosi. Dopo il cambio di vertice per l’organizzazione della campagna vaccinale in Puglia, passata da Lopalco al capo della Protezione Civile pugliese Lerario, non si sono ancora visti gli effetti. È anche vero che la decisione è stata presa solo qualche giorno fa, ma ciò che è successo questa mattina al poliambulatorio Casa della Salute in Piazza Europa al San Paolo non si discosta molto da quanto accaduto nei vari hub vaccinali in città.
https://youtu.be/KlYlCJK2sZQ
Anziani, pazienti fragili, disabili e accompagnatori al freddo in attesa dell’arrivo delle dosi. Dopo il cambio di vertice per l’organizzazione della campagna vaccinale in Puglia, passata da Lopalco al capo della Protezione Civile pugliese Lerario, non si sono ancora visti gli effetti. È anche vero che la decisione è stata presa solo qualche giorno fa, ma ciò che è successo questa mattina al poliambulatorio Casa della Salute in Piazza Europa al San Paolo non si discosta molto da quanto accaduto nei vari hub vaccinali in città.
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Pazienti fragili umiliati, effetto Lerario a Bari non si vede: vaccinazione disastrosa al San Paolo
leggi l'articolo su: Il ritardo della consegna delle dosi ha costretto anziani, disabili e pazienti fragili a rimanere per ore in piedi e al freddo fuori dal...
Da Massimo Giletti a Non è l'arena, su La7, torna il dottor Francesco Zambon. Dopo aver dedicato la scorsa puntata al caso Ranieri Guerra, il conduttore dedica anche la trasmissione di oggi 18 aprile alla questione del piano pandemico. L'ex funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e autore del dossier pubblicato per 24 ore e poi fatto ritirare dall'Organizzazione mondiale della Sanità avverte: "L'Oms non dirà mai la verità sull'origine del virus, non ha potere investigativo, non ha potere sanzionatorio. E' impossibile che lo faccia".
https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26939599/non-e-l-arena-la-rivelazione-di-zambon-l-oms-non-dira-mai-la-verita-sull-origine-del-virus-.html
https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26939599/non-e-l-arena-la-rivelazione-di-zambon-l-oms-non-dira-mai-la-verita-sull-origine-del-virus-.html
LiberoQuotidiano.it
Non è l'arena, la rivelazione di Zambon: "L'Oms non dirà mai la verità sull'origine del virus"
Da Massimo Giletti a Non è l'arena, su La7, torna il dottor Francesco Zambon . Dopo aver dedicato la scorsa puntata al caso Ranie...
"1 milione di euro per la prova scientifica dell'esistenza di un coronavirus, compresi i tentativi di controllo documentati di tutti i passaggi compiuti nella prova", annuncia la pagina.
Va notato che non è l'esistenza del virus in dubbio, ma piuttosto che è la causa della morte di coloro che ne sono infettati.
https://m.thebl.com/us-news/millionaire-offers-1-2-m-reward-to-anyone-providing-an-isolated-sample-of-the-covid-19-virus.html
Va notato che non è l'esistenza del virus in dubbio, ma piuttosto che è la causa della morte di coloro che ne sono infettati.
https://m.thebl.com/us-news/millionaire-offers-1-2-m-reward-to-anyone-providing-an-isolated-sample-of-the-covid-19-virus.html
Nuovo grave caso di trombosi dopo vaccinazione Covid in Sicilia.
Domenica 18 aprile, una signora di 61 anni è ricoverata in rianimazione a Messina per una sospetta trombosi. Era stata già ricoverata nell’ospedale di Patti. In corso verifiche su eventuali collegamenti col vaccino Astrazeneca che le è stato somministrato lo scorso 3 aprile.
https://www.google.it/amp/s/livesicilia.it/2021/04/18/donna-in-rianimazione-trombosi-sospetta-dopo-il-vaccino/amp/
Domenica 18 aprile, una signora di 61 anni è ricoverata in rianimazione a Messina per una sospetta trombosi. Era stata già ricoverata nell’ospedale di Patti. In corso verifiche su eventuali collegamenti col vaccino Astrazeneca che le è stato somministrato lo scorso 3 aprile.
https://www.google.it/amp/s/livesicilia.it/2021/04/18/donna-in-rianimazione-trombosi-sospetta-dopo-il-vaccino/amp/
Live Sicilia
Donna in rianimazione, trombosi sospetta dopo il vaccino
Donna in rianimazione. In corso verifiche su eventuali collegamenti col vaccino Astrazeneca, che le è stato somministrato lo scorso 3 aprile.
“Sars Cov 2 è anche un virus batteriofago. Significa che entra nei batteri e replica il suo RNA anche da lì. Abbiamo finalmente l’evidenza scientifica, con tanto di foto del virus mentre colonizza il batterio. Ciò significa che stiamo seguendo procedure da integrare. Per debellarlo ci vuole altro rispetto ai virus classici. Non servono solo le chiusure, serve disinfettare e prevenire. Ed ora c’è il razionale scientifico per cui funzionano gli antibiotici. Avremo bisogno di un vaccino anche contro le tossine che abbiamo trovato e producono i nostri batteri, in maniera molto simile al meccanismo della difterite. I vaccini attuali non saranno sufficienti. Fra un po’ avremo molte più varianti: la variante lombarda, veneta, di Milano e di Roma”.
Cosa significa che Sars Cov 2 è anche batteriofago, ovvero replica il suo RNA attraverso i batteri?
Significa che lui inietta il proprio contenuto genetico nel batterio e da qui esso viene replicato. Di questo abbiamo evidenza assoluta e inoppugnabile con le molte prove sperimentali che abbiamo eseguito. Stiamo raccogliendo anche le foto ai microscopi elettronici. Mi spiego. Un virus normalmente attacca le nostre cellule, ossia l’epitelio e le mucose. Cerca di entrare e di replicarsi e ciò induce una risposta immunitaria nell’ospite. Scatena una serie di eventi biochimici a cui l’organismo risponde con le proteine dell’infiammazione. Ma sopra le nostre cellule c’è il microbioma, ovvero uno strato di batteri “buoni” che convivono con noi. Nel caso di un virus batteriofago, esso non passa senza interfacciarsi prima con il microbioma, ma entra anche nei batteri. Eravamo legati al concetto classico che i Il problema è che i fagi di solito hanno dimensioni dieci volte più piccole di un coronavirus! Anche la difterite, ad esempio, è una malattia causata da un batterio che produce tossine perché è stato colonizzato da un virus fago".[...]
https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccino-attuale-non-sufficiente-ci-vuole-altro-per-debellare-il-virus-720062.html
Cosa significa che Sars Cov 2 è anche batteriofago, ovvero replica il suo RNA attraverso i batteri?
Significa che lui inietta il proprio contenuto genetico nel batterio e da qui esso viene replicato. Di questo abbiamo evidenza assoluta e inoppugnabile con le molte prove sperimentali che abbiamo eseguito. Stiamo raccogliendo anche le foto ai microscopi elettronici. Mi spiego. Un virus normalmente attacca le nostre cellule, ossia l’epitelio e le mucose. Cerca di entrare e di replicarsi e ciò induce una risposta immunitaria nell’ospite. Scatena una serie di eventi biochimici a cui l’organismo risponde con le proteine dell’infiammazione. Ma sopra le nostre cellule c’è il microbioma, ovvero uno strato di batteri “buoni” che convivono con noi. Nel caso di un virus batteriofago, esso non passa senza interfacciarsi prima con il microbioma, ma entra anche nei batteri. Eravamo legati al concetto classico che i Il problema è che i fagi di solito hanno dimensioni dieci volte più piccole di un coronavirus! Anche la difterite, ad esempio, è una malattia causata da un batterio che produce tossine perché è stato colonizzato da un virus fago".[...]
https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccino-attuale-non-sufficiente-ci-vuole-altro-per-debellare-il-virus-720062.html
affaritaliani.it
“Vaccino attuale non sufficiente: ci vuole altro per debellare il virus”
“Sars Cov 2 è anche un virus batteriofago. Significa che entra nei batteri e replica il suo RNA anche da lì. Abbiamo finalmente l’evidenza scientifica, con tanto di foto del virus mentre colonizza il batterio. Ciò significa che stiamo seguendo procedure da…
Scontro nell’Esercito sui vaccini forzati: “No alle schedature”
I vaccini per i militari sono sospesi, almeno con AstraZeneca, in attesa di immunizzare la popolazione over 60. Per i medici e gli infermieri delle forze armate no, si usano Pfizer o Moderna.
Così il comandante dei Supporti logistici dell’Esercito, generale Roberto Nardone, responsabile di gran parte dei militari che si occupano di vaccini, tamponi e ospedali da campo – circa 2.800 – ha scritto di vaccinarli tutti in base al decreto legge 44 del 1° aprile, che non riguarda solo le professioni sanitarie – medici e infermieri militari – ma anche “gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali” (art. 4).
E quindi, scrive Nardone il 14 aprile, anche coloro che “operano all’interno delle strutture in attività di supporto”. Le strutture sono i Reggimenti Sanità impegnati nelle missioni Minerva (vaccinazione dei militari), Eos (trasporto vaccini) e Igea (tamponi) e negli ospedali da campo di Aosta, Cosenza e Perugia. Sarebbe obbligato anche chi fa la guardia agli ospedali da campo o agli hub vaccinali. Esattamente come l’addetto alla reception, alle pulizie o alle manutenzioni di uno studio medico.
“In caso di mancato assenso” alla vaccinazione, il personale dovrà essere “segnalato” e “impiegato, ove possibile, in altre attività o mansioni. In caso di impossibilità a ricoprire incarichi differenti, sarà cura del comando di appartenenza provvedere alla segnalazione per l’attuazione di quanto previsto dal comma 8 del decreto (Sospensione senza retribuzione).
Uno dei sindacati dell’Esercito contesta l’ordine. Per il Siamo Esercito è “una fuga in avanti” perché “il Dicastero della Difesa pare non abbia emanato nessuna Circolare al riguardo”. Il sindacato, guidato dal caporalmaggiore scelto Davide Del Curatolo, ha scritto al ministro della Difesa Guerini e ai capi di Stato maggiore della Difesa e dell’Esercito. “Un militare dell’Esercito è tenuto a vaccinarsi e uno della Marina che fa lo stesso lavoro no?”, si chiede un responsabile del Siamo, una delle 35 “associazioni a carattere sindacale” ammesse dalla Difesa ma prive di prerogative come la firma dei contratti, a tre anni dalla sentenza che ha riconosciuto i diritti sindacali dei militari. “Non siamo contro le vaccinazioni, chiediamo solo chiarezza”, dicono dal Siamo, che dichiara un migliaio di iscritti. Tanto più che il giorno dopo l’ordine di Nardone le vaccinazioni sono state sospese dal governo, con provvedimento del commissario straordinario Figliuolo, che è anche il comandante logistico dell’Esercito anche se Nardone non dipende da lui.
Il Siamo solleva anche il tema della gestione dei dati sanitari. Il Sindacato dei militari di Luca Marco Comellini da mesi parla di “schedatura” e ha anche ottenuto un parere del Garante della Privacy datato 29 marzo, prima del decreto sull’obbligo: “Il datore di lavoro non può acquisire l’informazione relativa all’informazione relativa all’intenzione dei propri dipendenti di aderire o meno alla campagna vaccinale”, firmato dal dirigente Francesco Modafferi dell’ufficio del Garante. Comellini denuncia da tempo anche la mancanza dell’assicurazione obbligatoria per i sanitari delle forze armate: “Chi si fa male in un hub vaccinale non è coperto”. Lo Stato maggiore della Difesa dice che stanno risolvendo il problema. Quanto all’obbligo vaccinale, fonti della Difesa assicurano che Nardone si è mosso in accordo con i vertici.
Al momento ai militari fanno solo le seconde dosi. Sono 169mila, oltre la metà, quelli che hanno già avuto la prima, di cui 161mila con AstraZeneca: 54mila nell’Esercito, 15mila nella Marina, 22mila nell’Aeronautica, 76mila nei Carabinieri, evidentemente più esposti di altri tanto da aver registrato 4 decessi negli ultimi giorni.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/04/19/scontro-nellesercito-sui-vaccini-forzati-no-alle-schedature/6170054/amp/
I vaccini per i militari sono sospesi, almeno con AstraZeneca, in attesa di immunizzare la popolazione over 60. Per i medici e gli infermieri delle forze armate no, si usano Pfizer o Moderna.
Così il comandante dei Supporti logistici dell’Esercito, generale Roberto Nardone, responsabile di gran parte dei militari che si occupano di vaccini, tamponi e ospedali da campo – circa 2.800 – ha scritto di vaccinarli tutti in base al decreto legge 44 del 1° aprile, che non riguarda solo le professioni sanitarie – medici e infermieri militari – ma anche “gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali” (art. 4).
E quindi, scrive Nardone il 14 aprile, anche coloro che “operano all’interno delle strutture in attività di supporto”. Le strutture sono i Reggimenti Sanità impegnati nelle missioni Minerva (vaccinazione dei militari), Eos (trasporto vaccini) e Igea (tamponi) e negli ospedali da campo di Aosta, Cosenza e Perugia. Sarebbe obbligato anche chi fa la guardia agli ospedali da campo o agli hub vaccinali. Esattamente come l’addetto alla reception, alle pulizie o alle manutenzioni di uno studio medico.
“In caso di mancato assenso” alla vaccinazione, il personale dovrà essere “segnalato” e “impiegato, ove possibile, in altre attività o mansioni. In caso di impossibilità a ricoprire incarichi differenti, sarà cura del comando di appartenenza provvedere alla segnalazione per l’attuazione di quanto previsto dal comma 8 del decreto (Sospensione senza retribuzione).
Uno dei sindacati dell’Esercito contesta l’ordine. Per il Siamo Esercito è “una fuga in avanti” perché “il Dicastero della Difesa pare non abbia emanato nessuna Circolare al riguardo”. Il sindacato, guidato dal caporalmaggiore scelto Davide Del Curatolo, ha scritto al ministro della Difesa Guerini e ai capi di Stato maggiore della Difesa e dell’Esercito. “Un militare dell’Esercito è tenuto a vaccinarsi e uno della Marina che fa lo stesso lavoro no?”, si chiede un responsabile del Siamo, una delle 35 “associazioni a carattere sindacale” ammesse dalla Difesa ma prive di prerogative come la firma dei contratti, a tre anni dalla sentenza che ha riconosciuto i diritti sindacali dei militari. “Non siamo contro le vaccinazioni, chiediamo solo chiarezza”, dicono dal Siamo, che dichiara un migliaio di iscritti. Tanto più che il giorno dopo l’ordine di Nardone le vaccinazioni sono state sospese dal governo, con provvedimento del commissario straordinario Figliuolo, che è anche il comandante logistico dell’Esercito anche se Nardone non dipende da lui.
Il Siamo solleva anche il tema della gestione dei dati sanitari. Il Sindacato dei militari di Luca Marco Comellini da mesi parla di “schedatura” e ha anche ottenuto un parere del Garante della Privacy datato 29 marzo, prima del decreto sull’obbligo: “Il datore di lavoro non può acquisire l’informazione relativa all’informazione relativa all’intenzione dei propri dipendenti di aderire o meno alla campagna vaccinale”, firmato dal dirigente Francesco Modafferi dell’ufficio del Garante. Comellini denuncia da tempo anche la mancanza dell’assicurazione obbligatoria per i sanitari delle forze armate: “Chi si fa male in un hub vaccinale non è coperto”. Lo Stato maggiore della Difesa dice che stanno risolvendo il problema. Quanto all’obbligo vaccinale, fonti della Difesa assicurano che Nardone si è mosso in accordo con i vertici.
Al momento ai militari fanno solo le seconde dosi. Sono 169mila, oltre la metà, quelli che hanno già avuto la prima, di cui 161mila con AstraZeneca: 54mila nell’Esercito, 15mila nella Marina, 22mila nell’Aeronautica, 76mila nei Carabinieri, evidentemente più esposti di altri tanto da aver registrato 4 decessi negli ultimi giorni.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/04/19/scontro-nellesercito-sui-vaccini-forzati-no-alle-schedature/6170054/amp/
Forwarded from Paolo Bellavite
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_3.pdf
100 morti. Finora.
Lasciamo perdere che i numeri delle segnalazioni spontanee sono sottostimati e consideriamo la “causa”.
AIFA sostiene che il cosiddetto vaccino non avrebbe responsabilità nella maggior parte dei casi. Il motivo sarebbe che si tratta di soggetti con patologie intercorrenti o pregresse.
Questo argomento è sbagliatissimo, per non dire assurdo. Trattandosi in gran parte di eventi cardiovascolari NON SI PUÒ E NON SI DEVE escludere un ruolo patogeno di questi cosiddetti vaccini.
L’AIFA si appella al metodo di valutazione usato che è quello dell’OMS. Io e altri abbiamo già dimostrato che quel metodo inventato da OMS è sbagliato perché permette di assolvere i vaccini tutte le volte che si trovano “altre cause”.
MA SE LA PRESUNTA ALTRA CAUSA È UNA MALATTIA CARDIOVASCOLARE, non è scientificamente corretto escludere un ruolo con-causale di questi “vaccini”.
https://f1000research.com/articles/9-170/v2
100 morti. Finora.
Lasciamo perdere che i numeri delle segnalazioni spontanee sono sottostimati e consideriamo la “causa”.
AIFA sostiene che il cosiddetto vaccino non avrebbe responsabilità nella maggior parte dei casi. Il motivo sarebbe che si tratta di soggetti con patologie intercorrenti o pregresse.
Questo argomento è sbagliatissimo, per non dire assurdo. Trattandosi in gran parte di eventi cardiovascolari NON SI PUÒ E NON SI DEVE escludere un ruolo patogeno di questi cosiddetti vaccini.
L’AIFA si appella al metodo di valutazione usato che è quello dell’OMS. Io e altri abbiamo già dimostrato che quel metodo inventato da OMS è sbagliato perché permette di assolvere i vaccini tutte le volte che si trovano “altre cause”.
MA SE LA PRESUNTA ALTRA CAUSA È UNA MALATTIA CARDIOVASCOLARE, non è scientificamente corretto escludere un ruolo con-causale di questi “vaccini”.
https://f1000research.com/articles/9-170/v2
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
CONTROLLO DI MASSA? NO GRAZIE
Controllo facciale attraverso una serie di telecamere piazzate in una certa zona geografica proposto dal Ministero dell’interno?
Il Garante della Privacy ha detto NO!
Green Pass per “chi ha sviluppato malattia naturale ed ha quindi gli anticorpi”?
Ursula Von Der Leyden ha detto SI!
Guarda il video e leggi il nostro nuovo articolo per una riflessione sulle #fearnews sui nostri canali:
- Telegram: https://telegra.ph/CONTROLLO-DI-MASSA-NO-GRAZIE-04-18
- Facebook: https://www.facebook.com/1325093637548307/posts/4026246547432989/?d=n
- Sito internet: http://www.clivatoscana.com/2021/04/19/controllo-di-massa-no-grazie/
Staff C.Li.Va. Toscana
Controllo facciale attraverso una serie di telecamere piazzate in una certa zona geografica proposto dal Ministero dell’interno?
Il Garante della Privacy ha detto NO!
Green Pass per “chi ha sviluppato malattia naturale ed ha quindi gli anticorpi”?
Ursula Von Der Leyden ha detto SI!
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- Sito internet: http://www.clivatoscana.com/2021/04/19/controllo-di-massa-no-grazie/
Staff C.Li.Va. Toscana
Telegraph
CONTROLLO DI MASSA? NO, GRAZIE!
Controllo facciale attraverso una serie di telecamere piazzate in una certa zona geografica proposto dal Ministero dell’interno? Il Garante della Privacy ha detto NO! «Il sistema, oltre ad essere privo di una base giuridica che legittimi il trattamento automatizzato…
Forwarded from Primum Non Nocere IN PIAZZA⚡️
Ecco a voi la LOCANDINA con gli OSPITI che interverranno sabato 22 maggio IN PIAZZA del Nettuno a Bologna.
Porteranno testimonianza di come i DIRITTI Garantiti dalla Costituzione vengano sempre più spesso violati.
Le loro parole saranno
LA VOSTRA VOCE
per chiedere
DIRITTI E LIBERTÀ!
#22maggioBO
EVENTO FB: https://fb.me/e/46QqbdGsh
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YouTube: //www.youtube.com/channel/UCgqt1bg_6emhDmY8JhvHQIg
Web: www.gruppiuniti.it/pnn
Mail: scrivici.pnn@gmail.com
Porteranno testimonianza di come i DIRITTI Garantiti dalla Costituzione vengano sempre più spesso violati.
Le loro parole saranno
LA VOSTRA VOCE
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DIRITTI E LIBERTÀ!
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LETTERA DI UNA MADRE DI UN GIOVANE VOLONTARIO 23ENNE VACCINATO.
«Sono la madre di un giovane di 23 anni volontario della Protezione Civile di Firenze – scrive - che è stato chiamato per la somministrazione di AstraZeneca martedì 6 aprile al Mandela Forum di Firenze. Dopo poche ore dalla somministrazione ha cominciato a manifestare alcuni degli effetti collaterali elencati nel modulo che siamo obbligati a sottoscrivere prima della somministrazione per essere consapevoli di eventuali rischi a cui si può andare incontro, ma non altrettanto consapevoli di ciò, che da un giorno all’altro si decide circa il vaccino stesso. Il ragazzo, sano e forte è stato messo completamente ko da un’iniezione che, a quanto si dice, dovrebbe essere sicura e salvarci dall’infezione.
Terribile vedere il proprio figlio di 23 anni che, per un grande senso di responsabilità si sottopone ad una vaccinazione, costretto a letto scosso da brividi di freddo, dolori e febbre molto alta. Strano anche osservare la grande quantità di persone che dopo la vaccinazione di AstraZeneca sta malissimo, mia sorella compresa, che è finita in Pronto soccorso. La cosa scandalosa però – prosegue - è venire a sapere dai media il giorno successivo alla vaccinazione di mio figlio, che AstraZeneca non deve più essere somministrato agli under 30 (ma il limite è stato successivamente alzato fino agli under 60, ndr). Come ci dobbiamo sentire? Presi in giro? Violentati nella parte più importante di noi, la salute? Dov’è finito il senso di responsabilità personale? Non stiamo andando a cogliere cavoli in giardino ma parliamo della salute delle persone! Gravissimo soprattutto di fronte a un ragazzo così giovane. Siamo stanchi di essere presi in giro, ma soprattutto siamo arrabbiati quando si tratta dei nostri figli. Dunque chiediamo voce, perché siamo convinti che molti la pensino come noi. Non si può ricevere un farmaco, perché di questo si tratta, e il giorno dopo sentire che non sarà più somministrato a quella parte della popolazione della quale facciamo parte... vergogna!».
https://www.facebook.com/100000091726456/posts/4254682564544759/?app=fbl
«Sono la madre di un giovane di 23 anni volontario della Protezione Civile di Firenze – scrive - che è stato chiamato per la somministrazione di AstraZeneca martedì 6 aprile al Mandela Forum di Firenze. Dopo poche ore dalla somministrazione ha cominciato a manifestare alcuni degli effetti collaterali elencati nel modulo che siamo obbligati a sottoscrivere prima della somministrazione per essere consapevoli di eventuali rischi a cui si può andare incontro, ma non altrettanto consapevoli di ciò, che da un giorno all’altro si decide circa il vaccino stesso. Il ragazzo, sano e forte è stato messo completamente ko da un’iniezione che, a quanto si dice, dovrebbe essere sicura e salvarci dall’infezione.
Terribile vedere il proprio figlio di 23 anni che, per un grande senso di responsabilità si sottopone ad una vaccinazione, costretto a letto scosso da brividi di freddo, dolori e febbre molto alta. Strano anche osservare la grande quantità di persone che dopo la vaccinazione di AstraZeneca sta malissimo, mia sorella compresa, che è finita in Pronto soccorso. La cosa scandalosa però – prosegue - è venire a sapere dai media il giorno successivo alla vaccinazione di mio figlio, che AstraZeneca non deve più essere somministrato agli under 30 (ma il limite è stato successivamente alzato fino agli under 60, ndr). Come ci dobbiamo sentire? Presi in giro? Violentati nella parte più importante di noi, la salute? Dov’è finito il senso di responsabilità personale? Non stiamo andando a cogliere cavoli in giardino ma parliamo della salute delle persone! Gravissimo soprattutto di fronte a un ragazzo così giovane. Siamo stanchi di essere presi in giro, ma soprattutto siamo arrabbiati quando si tratta dei nostri figli. Dunque chiediamo voce, perché siamo convinti che molti la pensino come noi. Non si può ricevere un farmaco, perché di questo si tratta, e il giorno dopo sentire che non sarà più somministrato a quella parte della popolazione della quale facciamo parte... vergogna!».
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