Circolare ministeriale di ieri sulla gestione domiciliare Covid http://www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=94965
quotidianosanità.it
Covid. Sì a paracetamolo, Fans e anticorpi monoclonali. No agli antibiotici e sconsigliata la telemedicina per cronici e fragili.…
di Luciano Fassari
"Jack Last, 27 anni, è morto martedì 20 aprile all'Addenbrooke's Hospital di Cambridge
L'ingegnere del servizio di campo era "in forma come sempre" prima della sua morte, ha detto la sua famiglia
Ha ricevuto la sua prima dose del vaccino contro il coronavirus AstraZeneca il 30 marzo
Pochi giorni dopo è andato al pronto soccorso lamentandosi di soffrire di mal di testa
La famiglia di Jack ha accusato il vaccino contro il coronavirus AstraZeneca per la sua morte "[...]
https://www.dailymail.co.uk/news/article-9516013/Fit-healthy-engineer-27-died-three-weeks-having-AstraZeneca-anti-Covid-jab.html
L'ingegnere del servizio di campo era "in forma come sempre" prima della sua morte, ha detto la sua famiglia
Ha ricevuto la sua prima dose del vaccino contro il coronavirus AstraZeneca il 30 marzo
Pochi giorni dopo è andato al pronto soccorso lamentandosi di soffrire di mal di testa
La famiglia di Jack ha accusato il vaccino contro il coronavirus AstraZeneca per la sua morte "[...]
https://www.dailymail.co.uk/news/article-9516013/Fit-healthy-engineer-27-died-three-weeks-having-AstraZeneca-anti-Covid-jab.html
Mail Online
Engineer, 27, died weeks after having first AstraZeneca covid jab
Jack Last, 27, died at Addenbrooke's Hospital in Cambridge on Tuesday, April 20, just 11 days after attending A&E because he was suffering from headaches.
"L'ESPERIMENTO PIÙ GRANDE MAI FATTO"
Il virologo pluripremiato, il dottor Sucharit Bhakdi, spiega perché le prove affrettate del vaccino # Covid19 rappresentano il più grande esperimento medico al mondo perpetrato nel globo nella storia umana. Il dottor Bhakdi spiega perché il pubblico non dovrebbe solo dubitare della sua efficacia, ma anche diffidare dei pericoli non studiati".
https://thehighwire.com/videos/the-biggest-experiment-ever-done/
Il virologo pluripremiato, il dottor Sucharit Bhakdi, spiega perché le prove affrettate del vaccino # Covid19 rappresentano il più grande esperimento medico al mondo perpetrato nel globo nella storia umana. Il dottor Bhakdi spiega perché il pubblico non dovrebbe solo dubitare della sua efficacia, ma anche diffidare dei pericoli non studiati".
https://thehighwire.com/videos/the-biggest-experiment-ever-done/
The HighWire
‘THE BIGGEST EXPERIMENT EVER DONE’ - The HighWire
Award-winning virologist, Dr. Sucharit Bhakdi elucidates why the rushed COVID-19 vaccine trials represent the world’s largest medical experiment perpetrated on the globe in human history. Dr. Bhakdi details why the public should not only doubt it’s efficacy…
Dopo il decesso in Ontario segnalato questa mattina, il Ministero della Salute canadese conferma un ulteriore decesso per trombosi dopo AstraZeneca. Sì tratta di una donna del Quebec vaccinata i primi di aprile.
https://www.cbc.ca/amp/1.6003957?
https://www.cbc.ca/amp/1.6003957?
CBC
Quebec confirms 1st death related to rare AstraZeneca-linked blood clots, emphasizes benefits outweigh risks | CBC News
The Quebec Health Ministry has confirmed the death of a woman in the province after the AstraZeneca-Oxford COVID-19 vaccine she received in early April led to a rare blood clot in her brain.
Forwarded from Paolo Bellavite
“Nessuna correlazione”??
L’ipertensione acuta come conseguenza della vaccinazione anti-covid
https://www.ahajournals.org/doi/pdf/10.1161/HYPERTENSIONAHA.121.17316?download=true&
Modestamente, l’avevo previsto.
Ovviamente, anche uno studente del secondo anno di medicina sa che questa sindrome può causare emorragia cerebrale in persone predisposte.
L’ipertensione acuta come conseguenza della vaccinazione anti-covid
https://www.ahajournals.org/doi/pdf/10.1161/HYPERTENSIONAHA.121.17316?download=true&
Modestamente, l’avevo previsto.
Ovviamente, anche uno studente del secondo anno di medicina sa che questa sindrome può causare emorragia cerebrale in persone predisposte.
Piano Pfizer: boom prezzi del 900%
BIG PHARMA - ENTRO FINE ANNO BIONTECH, MODERNA E ASTRAZENECA FATTURERANNO OLTRE 35 MILIARDI DI DOLLARI
mercoledì 28/04/2021
I numeri da tenere a mente, quelli utili per capire quanto potrebbero costare in futuro i vaccini anti-Covid, li ha svelati lo scorso 2 febbraio Frank D’Amelio.
Durante una riunione con gli analisti delle più importanti banche d’affari al mondo, il responsabile finanziario di Pfizer si è lasciato andare. “Voglio solo avere una migliore percezione per il medio e lungo termine, quando il Covid passerà da essere considerata una pandemia a un’epidemia”, ha chiesto Jason Eron Zemansky, uno dei vicepresidenti di Bank of America Merrill Lynch. “Jason, ti rispondo così – ha esordito D’Amelio – inizio spiegandoti come funzionano i margini attuali, e poi passo a come possono funzionare in futuro. Per i margini attuali, diciamo, siamo in un momento di prezzo pandemico. L’unico prezzo che abbiamo pubblicato è quello applicato agli Stati Uniti, cioè 19,50 dollari per dose. Ovviamente, questo non è il prezzo a cui normalmente vendiamo un vaccino, che invece è 150-175 dollari per dose”.
Durante le riunioni con gli analisti, le parole pronunciate dai manager di una società valgono miliardi. Possono fare impennare o crollare il titolo in Borsa. E quelle di D’Amelio avevano tutta l’aria di voler ingolosire la platea degli investitori. L’uomo dei conti di Pfizer non ha detto esplicitamente a quanto verrà venduto il vaccino una volta che quella da coronavirus verrà declassata da pandemia a epidemia, ma ci ha tenuto a dare dei prezzi di riferimento. Se il vaccino anti Covid venisse messo sul mercato a una cifra compresa tra i 150 e i 175 dollari per dose, come ha lasciato intendere il manager, l’aumento rispetto a oggi sarebbe di circa il 900%.
Nel frattempo, le case farmaceutiche possono già fregarsi le mani. Dei cinque gruppi occidentali che stanno commercializzando i vaccini, solo tre hanno pubblicato dati sulle prospettive di mercato per il 2021: si tratta di Astrazeneca, Moderna e Pfizer/Biontech. Nel complesso contano di fatturare almeno 35 miliardi di dollari entro fine anno con le vendite dei rispettivi vaccini anti-Covid.
Non male, soprattutto considerando che le stesse imprese hanno beneficiato di 10,9 miliardi di dollari di sussidi pubblici per la ricerca dell’antidoto. A fatturare di più saranno Moderna e Pfizer/Biontech (33,2 miliardi in totale), che vendono a prezzi molto più alti rispetto ad Astrazeneca. Lo dicono i contratti firmati dalle tre aziende con la Commissione europea tra agosto e novembre dello scorso anno, quelli validi per le prime forniture: Astrazeneca ha venduto il suo vaccino a 2,9 euro per dose, Pfizer/Biontech a 15,5 euro, Moderna a 18,8 euro. Secondo uno studio pubblicato nel dicembre scorso da alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra, i costi di produzione dei vaccini a base Rna messaggero (come quelli di Pfizer-Biontech e Moderna) variano dai 60 centesimi ai 2 dollari a dose.
Di conseguenza, visti i prezzi di vendita, i profitti per le compagnie saranno alti. “Dato il notevole afflusso di denaro pubblico per la ricerca e sviluppo di questo vaccino e i costi probabilmente molto bassi per la commercializzazione – ha scritto Oxfam International in un rapporto pubblicato il 22 aprile – una stima ragionevolmente prudente è che Moderna e Pfizer beneficeranno di un margine di profitto netto del 25-30% da questo vaccino”. Tradotto: Moderna potrebbe registrare quest’anno un utile netto di circa 5 miliardi di dollari, mentre Pfizer e Biontech dovranno accontentarsi (si fa per dire) di spartirsi equamente 4 miliardi di dollari di profitti. Queste cifre, ha scritto l’ong nel suo report, stridono con i numeri delle persone vaccinate nel mondo.
Mentre nelle nazioni ricche attualmente una persona su quattro ha già ricevuto la puntura, in quelle più povere il rapporto è infatti di un vaccinato ogni 500 persone, ha calcolato l’Onu.
BIG PHARMA - ENTRO FINE ANNO BIONTECH, MODERNA E ASTRAZENECA FATTURERANNO OLTRE 35 MILIARDI DI DOLLARI
mercoledì 28/04/2021
I numeri da tenere a mente, quelli utili per capire quanto potrebbero costare in futuro i vaccini anti-Covid, li ha svelati lo scorso 2 febbraio Frank D’Amelio.
Durante una riunione con gli analisti delle più importanti banche d’affari al mondo, il responsabile finanziario di Pfizer si è lasciato andare. “Voglio solo avere una migliore percezione per il medio e lungo termine, quando il Covid passerà da essere considerata una pandemia a un’epidemia”, ha chiesto Jason Eron Zemansky, uno dei vicepresidenti di Bank of America Merrill Lynch. “Jason, ti rispondo così – ha esordito D’Amelio – inizio spiegandoti come funzionano i margini attuali, e poi passo a come possono funzionare in futuro. Per i margini attuali, diciamo, siamo in un momento di prezzo pandemico. L’unico prezzo che abbiamo pubblicato è quello applicato agli Stati Uniti, cioè 19,50 dollari per dose. Ovviamente, questo non è il prezzo a cui normalmente vendiamo un vaccino, che invece è 150-175 dollari per dose”.
Durante le riunioni con gli analisti, le parole pronunciate dai manager di una società valgono miliardi. Possono fare impennare o crollare il titolo in Borsa. E quelle di D’Amelio avevano tutta l’aria di voler ingolosire la platea degli investitori. L’uomo dei conti di Pfizer non ha detto esplicitamente a quanto verrà venduto il vaccino una volta che quella da coronavirus verrà declassata da pandemia a epidemia, ma ci ha tenuto a dare dei prezzi di riferimento. Se il vaccino anti Covid venisse messo sul mercato a una cifra compresa tra i 150 e i 175 dollari per dose, come ha lasciato intendere il manager, l’aumento rispetto a oggi sarebbe di circa il 900%.
Nel frattempo, le case farmaceutiche possono già fregarsi le mani. Dei cinque gruppi occidentali che stanno commercializzando i vaccini, solo tre hanno pubblicato dati sulle prospettive di mercato per il 2021: si tratta di Astrazeneca, Moderna e Pfizer/Biontech. Nel complesso contano di fatturare almeno 35 miliardi di dollari entro fine anno con le vendite dei rispettivi vaccini anti-Covid.
Non male, soprattutto considerando che le stesse imprese hanno beneficiato di 10,9 miliardi di dollari di sussidi pubblici per la ricerca dell’antidoto. A fatturare di più saranno Moderna e Pfizer/Biontech (33,2 miliardi in totale), che vendono a prezzi molto più alti rispetto ad Astrazeneca. Lo dicono i contratti firmati dalle tre aziende con la Commissione europea tra agosto e novembre dello scorso anno, quelli validi per le prime forniture: Astrazeneca ha venduto il suo vaccino a 2,9 euro per dose, Pfizer/Biontech a 15,5 euro, Moderna a 18,8 euro. Secondo uno studio pubblicato nel dicembre scorso da alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra, i costi di produzione dei vaccini a base Rna messaggero (come quelli di Pfizer-Biontech e Moderna) variano dai 60 centesimi ai 2 dollari a dose.
Di conseguenza, visti i prezzi di vendita, i profitti per le compagnie saranno alti. “Dato il notevole afflusso di denaro pubblico per la ricerca e sviluppo di questo vaccino e i costi probabilmente molto bassi per la commercializzazione – ha scritto Oxfam International in un rapporto pubblicato il 22 aprile – una stima ragionevolmente prudente è che Moderna e Pfizer beneficeranno di un margine di profitto netto del 25-30% da questo vaccino”. Tradotto: Moderna potrebbe registrare quest’anno un utile netto di circa 5 miliardi di dollari, mentre Pfizer e Biontech dovranno accontentarsi (si fa per dire) di spartirsi equamente 4 miliardi di dollari di profitti. Queste cifre, ha scritto l’ong nel suo report, stridono con i numeri delle persone vaccinate nel mondo.
Mentre nelle nazioni ricche attualmente una persona su quattro ha già ricevuto la puntura, in quelle più povere il rapporto è infatti di un vaccinato ogni 500 persone, ha calcolato l’Onu.
Ribattezzata apartheid dei vaccini, secondo molti esperti questa situazione potrebbe essere alleviata se i brevetti venissero liberalizzati, almeno fino al termine della pandemia.
L’idea è stata proposta all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) dai governi di India e Sudafrica e ha ottenuto l’appoggio di 175 tra ex capi di Stato (tra i tanti Gordon Brown, Francois Hollande, Mikhail Gorbaciov, Romano Prodi, Mario Monti) e Premi Nobel (come gli economisti Joseph Stigltiz e Muhammad Yunus e l’immunologa Francoise Barre-Sinoussi). Avanzata sei mesi fa, all’ultima riunione del Wto è stata bocciata da alcuni membri importanti, tra cui Ue e Usa. Ora però la proposta ha ricevuto l’appoggio dalla Casa Bianca.
Proprio ieri si è saputo che la rappresentante Usa per il Commercio, Katherine Tai, lunedì ha parlato del tema con i vertici di Pfizer e Astrazeneca. Un incontro che anticipa la riunione del Wto programmata per il 30 aprile, dove gli equilibri potrebbero per la prima volta cambiare rispetto agli ultimi mesi.
Restando sui numeri, le prospettive di guadagno di Big Pharma si basano sulle stime di fatturato pubblicate dalle varie aziende a febbraio. Nel frattempo, i prezzi di vendita dei vaccini sono già aumentati. Pfizer, ad esempio, nel contratto firmato con la Commissione europea nel novembre dell’anno scorso aveva previsto che, “per ogni ordine aggiuntivo effettuato e concordato” dopo il via libera dell’agenzia europea Ema ma entro i due anni dalla firma, il prezzo sarebbe stato di 17,50 euro.
Un aumento di soli due euro rispetto alla prima fornitura (venduta a 15,50 euro), che moltiplicato per le dosi nel frattempo acquistate da Bruxelles promette però di fare la differenza sui bilanci della joint venture tra l’americana Pfizere e la tedesca Biontech. Basti dire che, come ha ribadito pochi giorni fa Ursula von der Leyen, la Commissione europea sta negoziando con Pfizer-Biontech un contratto di fornitura da 1,8 miliardi di dosi.
Se il prezzo pattuito fosse di 17,5 euro, le due compagnie incasserebbero la bellezza di 31,5 miliardi. Con un margine di profitto netto di circa il 30%, significherebbe un utile netto di quasi 9 miliardi e mezzo di euro. Da aggiungere a tutto quanto già incassato finora.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/04/28/piano-pfizer-boom-prezzi-del-900/6180287/
L’idea è stata proposta all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) dai governi di India e Sudafrica e ha ottenuto l’appoggio di 175 tra ex capi di Stato (tra i tanti Gordon Brown, Francois Hollande, Mikhail Gorbaciov, Romano Prodi, Mario Monti) e Premi Nobel (come gli economisti Joseph Stigltiz e Muhammad Yunus e l’immunologa Francoise Barre-Sinoussi). Avanzata sei mesi fa, all’ultima riunione del Wto è stata bocciata da alcuni membri importanti, tra cui Ue e Usa. Ora però la proposta ha ricevuto l’appoggio dalla Casa Bianca.
Proprio ieri si è saputo che la rappresentante Usa per il Commercio, Katherine Tai, lunedì ha parlato del tema con i vertici di Pfizer e Astrazeneca. Un incontro che anticipa la riunione del Wto programmata per il 30 aprile, dove gli equilibri potrebbero per la prima volta cambiare rispetto agli ultimi mesi.
Restando sui numeri, le prospettive di guadagno di Big Pharma si basano sulle stime di fatturato pubblicate dalle varie aziende a febbraio. Nel frattempo, i prezzi di vendita dei vaccini sono già aumentati. Pfizer, ad esempio, nel contratto firmato con la Commissione europea nel novembre dell’anno scorso aveva previsto che, “per ogni ordine aggiuntivo effettuato e concordato” dopo il via libera dell’agenzia europea Ema ma entro i due anni dalla firma, il prezzo sarebbe stato di 17,50 euro.
Un aumento di soli due euro rispetto alla prima fornitura (venduta a 15,50 euro), che moltiplicato per le dosi nel frattempo acquistate da Bruxelles promette però di fare la differenza sui bilanci della joint venture tra l’americana Pfizere e la tedesca Biontech. Basti dire che, come ha ribadito pochi giorni fa Ursula von der Leyen, la Commissione europea sta negoziando con Pfizer-Biontech un contratto di fornitura da 1,8 miliardi di dosi.
Se il prezzo pattuito fosse di 17,5 euro, le due compagnie incasserebbero la bellezza di 31,5 miliardi. Con un margine di profitto netto di circa il 30%, significherebbe un utile netto di quasi 9 miliardi e mezzo di euro. Da aggiungere a tutto quanto già incassato finora.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/04/28/piano-pfizer-boom-prezzi-del-900/6180287/
Il Fatto Quotidiano
Il piano di Pfizer post-pandemia: rincari del 900% sui vaccini. Una dose costerà fino a 175 dollari - Il Fatto Quotidiano
Inumeri da tenere a mente, quelli utili per capire quanto potrebbero costare in futuro i vaccini anti-Covid, li ha svelati lo scorso 2 febbraio Frank D’Amelio. Durante una riunione con gli analisti delle più importanti banche d’affari al mondo, il responsabile…
Rarissima malattia neurologica rilevata in pazienti Covid e in 3 vaccinati con AstraZeneca.
Analizzando gli esiti clinici della COVID-19, l’infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, un team di ricerca internazionale ha rilevato che una rara condizione neurologica chiamata mielite trasversa acuta (ATM) ha un’incidenza particolarmente elevata tra i pazienti Covid. Tre casi sono stati riscontrati anche tra circa 12mila volontari vaccinati con l’AstraZeneca durante i trial clinici.
https://scienze.fanpage.it/rarissima-malattia-neurologica-rilevata-in-pazienti-covid-e-in-3-in-vaccinati-con-astrazeneca/
https://scienze.fanpage.it/
Analizzando gli esiti clinici della COVID-19, l’infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, un team di ricerca internazionale ha rilevato che una rara condizione neurologica chiamata mielite trasversa acuta (ATM) ha un’incidenza particolarmente elevata tra i pazienti Covid. Tre casi sono stati riscontrati anche tra circa 12mila volontari vaccinati con l’AstraZeneca durante i trial clinici.
https://scienze.fanpage.it/rarissima-malattia-neurologica-rilevata-in-pazienti-covid-e-in-3-in-vaccinati-con-astrazeneca/
https://scienze.fanpage.it/
fanpage.it
Rarissima malattia neurologica rilevata in pazienti Covid e in 3 vaccinati con AstraZeneca
Analizzando gli esiti clinici della COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, un team di ricerca internazionale ha rilevato che una rara condizione neurologica chiamata mielite trasversa acuta (ATM) ha un'incidenza particolarmente elevata…
Vaccino Sputnik «contiene adenovirus capace di replicarsi»: ecco perché il Brasile dice no. Burioni: problema grave.
Brutte notizie in tema di vaccini anti Covid. Il Brasile ha detto no al vaccino russo Sputnik «per diversi motivi», fra cui uno: «Contiene adenovirus replicante». A segnalarlo è stata l'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria brasiliana Anvisa. «L'ente ha affermato che ogni singolo lotto vaccinale dell'Istituto Gamaleya basato sul vettore virale Ad5 su cui hanno dati sembra contenere ancora adenovirus competente per la replicazione». La notizia viene riportata sul blog scientifico 'In the pipelinè, ospitato sul sito di 'Science' e curato da Derek Lowe, chimico farmaceutico ed editorialista. L'esperto riporta quanto emerso da un'audizione avuta ieri dalle autorità brasiliane per valutare se il vaccino sarebbe stato approvato per l'uso nel Paese. Il dato emerso riguardo all'adenovirus in grado di replicarsi, osserva Lowe nella sua analisi, «probabilmente non causerà grossi problemi alla popolazione vaccinata, ma è un rischio completamente inutile. E se un tale vaccino sta andando a decine di milioni di persone (o più), sembra certo che ce ne saranno alcune danneggiate da questo problema evitabile».
I vaccini basati sul vettore adenovirale sono realizzati rimuovendo la maggior parte delle istruzioni del Dna dell'adenovirus e inserendo invece il Dna per creare antigeni del coronavirus. il vaccino Oxford/AstraZeneca ha un adenovirus dello scimpanzé, J&J ha usato il ceppo Ad26, CanSino ha l'adenovirus Ad5 e il vaccino Gamaleya è composto da una prima dose basata su Ad26, seguita da un richiamo con Ad5. «A tutti - aggiunge l'autore del blog - sono state rimosse parti chiave del loro genoma originale per renderli incapaci di replicarsi nell'organismo». Quello che è emerso dall'analisi dell'ente brasiliano «mette in discussione l'intero processo di produzione e controllo di qualità», conclude l'esperto. «Se hai intenzione di realizzare un vaccino competente per la replicazione, gli studi clinici vanno eseguiti con questo». «Posso capire perché i regolatori brasiliani sono preoccupati».
«Il problema di Sputnik sembra essere grave. Il vaccino dovrebbe essere costituito da virus incapace di replicarsi, mentre tutti i campioni analizzati in Brasile contenevano virus in grado di replicarsi. Non stupisce la bocciatura all'unanimità». È il commento del virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su Twitter a proposito del no dell'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa) brasiliana allo 'scudo' russo anti-Covid.
https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/sputnik_vaccino_brasile_virus_replica_ultime_notizie_oggi_28_aprile_2021-5928046.html
Brutte notizie in tema di vaccini anti Covid. Il Brasile ha detto no al vaccino russo Sputnik «per diversi motivi», fra cui uno: «Contiene adenovirus replicante». A segnalarlo è stata l'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria brasiliana Anvisa. «L'ente ha affermato che ogni singolo lotto vaccinale dell'Istituto Gamaleya basato sul vettore virale Ad5 su cui hanno dati sembra contenere ancora adenovirus competente per la replicazione». La notizia viene riportata sul blog scientifico 'In the pipelinè, ospitato sul sito di 'Science' e curato da Derek Lowe, chimico farmaceutico ed editorialista. L'esperto riporta quanto emerso da un'audizione avuta ieri dalle autorità brasiliane per valutare se il vaccino sarebbe stato approvato per l'uso nel Paese. Il dato emerso riguardo all'adenovirus in grado di replicarsi, osserva Lowe nella sua analisi, «probabilmente non causerà grossi problemi alla popolazione vaccinata, ma è un rischio completamente inutile. E se un tale vaccino sta andando a decine di milioni di persone (o più), sembra certo che ce ne saranno alcune danneggiate da questo problema evitabile».
I vaccini basati sul vettore adenovirale sono realizzati rimuovendo la maggior parte delle istruzioni del Dna dell'adenovirus e inserendo invece il Dna per creare antigeni del coronavirus. il vaccino Oxford/AstraZeneca ha un adenovirus dello scimpanzé, J&J ha usato il ceppo Ad26, CanSino ha l'adenovirus Ad5 e il vaccino Gamaleya è composto da una prima dose basata su Ad26, seguita da un richiamo con Ad5. «A tutti - aggiunge l'autore del blog - sono state rimosse parti chiave del loro genoma originale per renderli incapaci di replicarsi nell'organismo». Quello che è emerso dall'analisi dell'ente brasiliano «mette in discussione l'intero processo di produzione e controllo di qualità», conclude l'esperto. «Se hai intenzione di realizzare un vaccino competente per la replicazione, gli studi clinici vanno eseguiti con questo». «Posso capire perché i regolatori brasiliani sono preoccupati».
«Il problema di Sputnik sembra essere grave. Il vaccino dovrebbe essere costituito da virus incapace di replicarsi, mentre tutti i campioni analizzati in Brasile contenevano virus in grado di replicarsi. Non stupisce la bocciatura all'unanimità». È il commento del virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su Twitter a proposito del no dell'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa) brasiliana allo 'scudo' russo anti-Covid.
https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/sputnik_vaccino_brasile_virus_replica_ultime_notizie_oggi_28_aprile_2021-5928046.html
Il Messaggero
Vaccino Sputnik «contiene adenovirus capace di replicarsi»: ecco perché il Brasile dice no. Burioni: problema grave
Brutte notizie in tema di vaccini anti Covid. Il Brasile ha detto no al vaccino russo Sputnik «per diversi motivi», fra cui uno: «Contiene adenovirus replicante». A...
Quasi 240 milioni di dosi di vaccino Covid somministrate negli USA. I nuovi casi giornalieri di contagio, però, non diminuiscono da tre mesi
[...]"Il certificato non servirà in nessun caso come documento di viaggio e non sarà un prerequisito per l'esercizio della libertà di movimento, affermano i deputati. La proposta legislativa riguardante i cittadini dell'Ue è stata adottata con 540 voti favorevoli, 119 contro 31 astensioni"[...]
https://www.agi.it/estero/news/2021-04-29/covid-europarlamento-adotta-certificato-vaccinale-verde-digitale-12361707/
https://www.agi.it/estero/news/2021-04-29/covid-europarlamento-adotta-certificato-vaccinale-verde-digitale-12361707/
Agi
L'Europarlamento adotta il certificato verde vaccinale
Favorirà gli spostamenti all'interno dell'Ue. Hanno votato a favore 540 deputati; 119 contro e 31 astenuti