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Pfizer, Marino: «Entro novembre pronto il vaccino per i neonati e fino agli 11 anni»

11 maggio 2021

«A marzo sono partite le sperimentazioni sulle età comprese tra i sei mesi e gli undici anni. Dovremmo arrivare all'autorizzazione tra settembre e novembre». Lo ha annunciato ai microfoni di Sky Tg24 Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia parlando del vaccino anti-Covid per i più piccoli. Al momento in Italia il farmaco Pfizer-BioNtech può essere inoculato dai 16 anni in su, ma «lo scorso 30 aprile - ha ricordato Marino - abbiamo inviato richiesta all'Ema per somministrare il nostro vaccino anche alla fascia d'età 12-15 anni. Stiamo aspettando i risultati, dovrebbero arrivare tra quattro settimane». 

La Pfizer sta lavorando anche a una pillola anti-Covid che dovrebbe riuscire a bloccare la produzione del virus e che potrebbe arrivare l'anno prossimo. «Siamo alla prima fase della sperimentazione - ha detto Valentina Marino - . I tempi nella ricerca non sono mai un dato certo, l'ipotesi è che entro fine anno avremo finito gli studi e che il farmaco sarà disponibile a partire dal 2022». 

https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/covid_pfizer_vaccino_under_11_neonato_pronto_novembre-5952909.html
Muore al Vax Point di Villorba, l'autopsia conferma l'attacco cardiaco

11 maggio 2021

Muore al Vax Point di Villorba, l'autopsia conferma l'attacco cardiaco

Irma Dall'Acqua aveva 91 anni e numerose patologie al cuore e ai reni. Il decesso è avvenuto poco dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino al centro di Villorba. L'autopsia conferma la prima diagnosi e cancella ogni dubbio su un possibile effetto del siero che le era stato inoculato.

Irma Dall’Acqua, la donna di 91 anni residente a Villorba morta sabato scorso 8 maggio dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer, è deceduta per un problema cardiaco. A confermarlo è stata l'autopsia, condotta oggi dal patologo Alberto Furlanetto su incarico della Usl 2. Nessuna correlazione quindi, come era stato ventilato alla luce di recenti (ma rarissimi) casi registrati nel nostro come in altri Paesi, con la dose vaccinale che le era stata somministrata al centro di Villorba.

L'anziana, residente in zona, era stata sottoposta in mattinata alla seconda dose del siero. Irma Dall'Acqua stava attendendo che anche la figlia venisse vaccinata quando si è sentita improvvisamente male.  Era stata sottoposta alle manovre di soccorso da parte del personale del Suem 118 ma il suo ritmo cardiaco non era defibrillabile. L'anziana, che soffriva di gravi patologie cardiovascolari e renali, è stata trasportata quindi al pronto soccorso di Treviso, dove però è morta poco dopo.
 
https://www.trevisotoday.it/cronaca/muore-al-vax-point-di-villorba-l-autopsia-conferma-l-attacco-cardiaco.html
Ma il vaccino lo fanno dopo 3 max 6 mesi dall'ultimo tampone POSITIVO.
REUTERS

11 maggio 2021

La Slovacchia sospende la somministrazione delle prime dosi di AstraZeneca dopo il decesso di una donna di 47 anni.

Il Ministero della Salute slovacco ha dichiarato martedì 11 maggio di sospendere l'uso del vaccino COVID-19 di AstraZeneca per le persone che ricevono le prime dosi, dopo che gli esperti hanno rilevato il decesso di un vaccinato .

L’agenzia slovacca del farmaco SUKL ha segnalato la scorsa settimana la morte di una donna di 47 anni che potrebbe essere collegata al vaccino a causa di una predisposizione che aveva.

"Il Ministero della Salute sta valutando diverse opzioni in questo momento su come procedere con questo problema", ha detto la portavoce Zuzana Eliasova. "Al momento, le persone in attesa della seconda dose riceveranno il vaccino AstraZeneca".

https://www.google.it/amp/s/mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN2CS1XX
Morte dell’ingegnere biellese Alberto Grazioli.

Il giorno dopo il decesso è già esclusa qualsiasi ipotesi di correlazione con il vaccino Pfizer somministrato poche ore prima della morte.

Morto a 71 anni dopo il vaccino Pfizer, l'autopsia esclude collegamenti.

Pfizer non c'entra. Dall’autopsia non sarebbero emersi elementi evidenti tali da collegare il decesso di Alberto Grazioli alla somministrazione del vaccino Covid. L’uomo, un ingegnere di 71 anni, sarebbe morto di infarto per cause indipendenti dalla somministrazione. Sono le prime indiscrezioni che emergono dall’esame autoptico eseguito questa mattina dal medico legale Roberto Testi. Dopo il decesso di Grazioli, la procura di Novara aveva aperto un fascicolo modello 45, senza indagati né ipotesi di reato, proprio per fare chiarezza sulla morte del professionista. L’uomo era stato colpito da attacco cardiaco il giorno dopo essere stato vaccinato per il Covid. L’apertura di un’inchiesta era un atto dovuto, per consentire di eseguire l'autopsia, come chiesto dalla famiglia per verificare le cause del decesso.

Residente a Mottalciata, nel Biellese, ma di origini novaresi, Grazioli si era vaccinato giovedì 6 maggio con Pfizer e nelle ore seguenti si è sentito male. Il decesso è avvenuto venerdì 7 maggio. Era stata la moglie a dare l’allarme. “Alle 4 di notte - aveva raccontato la moglie ai medici del 118 - si era alzato per andare in bagno. Aveva dei dolori al petto e diceva di aver caldo”. Poco dopo l’uomo è caduto a terra svenuto. I medici hanno provato a rianimarlo ma è stato tutto inutile. I funerali sono stati rinviati per effettuare l'autopsia. Anche la sorella dell’uomo era morta anni prima per una morte cardiaca improvvisa.

https://www.google.it/amp/s/torino.repubblica.it/cronaca/2021/05/11/news/morto_dopo_vaccino_pfizer_autopsia_biella_procura_di_novara-300510279/amp/
Castelfidardo (Ancona). Muore pochi giorni dopo il vaccino l’ex preside dell’Istituto Soprani Annunziata Brandoni.

Muore dopo il vaccino, la famiglia: "Autopsia"

11 maggio 2021

Annunziata Brandoni, deceduta sabato scorso, si era sottoposta una decina di giorni prima al Moderna. Funerali non ancora fissati.

I funerali di Annunziata Brandoni, la prof di Castelfidardo preside all’istituto "Soprani" dove è rimasta fino alla pensione, nel 2010, non sono stati ancora fissati.

Con ogni probabilità si terranno giovedì. La famiglia ha richiesto l’autopsia sulla sua salma per verificare le cause effettive della morte e fugare ogni dubbio.
Anni fa la Brandoni aveva dovuto combattere un problema oncologico che era riuscita a risolvere. Le sue condizioni fisiche sarebbero peggiorate in quest’ultimo periodo.

Una decina di giorni prima del decesso, avvenuto sabato scorso, la prof si era sottoposta al richiamo del vaccino Moderna. Gli accertamenti sono stati chiesti dalla famiglia. La dirigente scolastica aveva 78 anni. La stimavano tutti, gli amici più cari la chiamavano Nunziatina. In queste ore è arrivata una pioggia di attestati di stima ai familiari, di condoglianze, di ricordi. "Ho un ricordo speciale di Nunziatina, di chi voleva aiutare prima di tutto i ragazzi. Nel farlo era mamma che comprendeva a pieno il valore e la centralità della scuola e allo stesso tempo era insegnante che riponeva la giusta attenzione alla famiglia – afferma il sindaco Roberto Ascani -. Era prima di tutto educatrice ma con una straordinaria sensibilità verso i più fragili. Ai politici lanciava sempre un monito a considerare la didattica come un fondamentale strumento di emancipazione sociale e di giustizia. Ho il grande rammarico che Castelfidardo non sia riuscito ad assegnarle la meritata benemerenza anche se Nunziatina non dava particolare importanza ai riconoscimenti, piuttosto credeva nel costante dialogo. Un profondo cordoglio ai suoi cari e la speranza che noi tutti faremo tesoro dei suoi grandi insegnamenti". Sono stati i familiari a dare l’annuncio della morte, parlando in prima persona, come se fosse stata lei a dirlo: "Nel giorno della festa della mamma ho deciso di lasciare questo mondo in silenzio, non proprio nel mio stile fatto di tante parole confortanti per tutti, prodiga di consigli, di battaglie a favore di chi ha sempre dovuto battersi per le ingiustizie". Legatissima al marito Fulvio e ai figli Nadia e Alessandro che l’hanno sempre sostenuta nel suo lavoro, la prof Brandoni era una persona di grande cultura. Fra gli innumerevoli contributi nel mondo scolastico da ricordare la grande intuizione dell’indirizzo montessoriano. All’istituto "Soprani" poi ha aperto una casa del bambino e ha portato avanti il progetto di scuola media ad indirizzo montessoriano.

https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/muore-dopo-il-vaccino-la-famiglia-autopsia-1.6347071
La Provincia canadese dell'Ontario interrompe l'uso del vaccino Covid-19 di AstraZeneca dopo aver rilevato un rischio di coaguli di sangue superiore al previsto.

Segnalati nelle ultime settimane in Ontario casi di trombocitopenia indotta dal vaccino molto più frequenti rispetto a quanto affermato da AstraZeneca.

Anche la Provincia dell’Alberta sospende la somministrazioni di AstraZeneca per incertezza sulle forniture.

Sospensione in Slovacchia per le prime dosi di AstraZeneca dopo un decesso di una giovane donna

Sospensione di AstraZeneca in Brasile per le donne in attesa dopo un decesso

12 maggio 2021

I funzionari sanitari della Provincia canadese dell'Ontario hanno sospeso l'uso del vaccino AstraZeneca / Vaxzevria Covid-19, affermando che le crescenti preoccupazioni sui rischi di coaguli di sangue meritano una revisione anche in considerazione delle crescenti forniture di vaccini concorrenti.
La sospensione a tempo indeterminato ha effetto immediato, ha detto martedì 11 maggio ai giornalisti il ​​dottor David Williams, a capo del dipartimento sanitario della Provincia. I funzionari della sanità pubblica stanno valutando se consentire ai residenti in attesa della seconda dose di AstraZeneca di completare la vaccinazione come previsto.

Williams ha osservato che i dati del Regno Unito indicavano un rischio molto più basso di coaguli di sangue per una persona che riceveva una seconda iniezione di AstraZeneca dopo aver tollerato la prima dose in sicurezza. L'8 maggio in Ontario erano state somministrate più di 650.000 dosi del vaccino.

Le preoccupazioni sul vaccino derivano dalla crescente incidenza di trombocitopenia trombotica indotta dal vaccino (VITT). La provincia ha visto 0,9 casi di questo tipo per 100.000 dosi di AstraZeneca in tutto, ma il tasso è stato di circa 1,7 nelle ultime settimane.

La dott.ssa Jessica Hopkins, responsabile della protezione sanitaria e della preparazione alle emergenze dell'Ontario, ha affermato che il rischio di VITT dovrebbe essere compreso tra 1 su 125.000 e 1 su 1 milione, ma un recente monitoraggio mostra che il tasso con il vaccino di AstraZeneca è intorno a 1 su 60.000. "Abbiamo visto un segnale di rischio e lo abbiamo segnalato", ha detto.

Un altro aspetto della decisione di sospensione è stato il cambiamento del panorama Covid-19 in Ontario. A metà aprile, il tasso di nuovi casi era così alto e le forniture di vaccini erano così basse che il Premier Dog Ford ha vietato i viaggi non essenziali.
È arrivato al punto di istituire posti di blocco ai confini con le Province vicine per respingere i viaggiatori e aveva detto che l'Ontario "sta perdendo la battaglia" tra le nuove varianti di Covid-19 e le sue scorte di vaccini.

Ora Williams ha affermato che le nuove infezioni sono diminuite drasticamente da allora e le forniture dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna sono diventate più abbondanti e più affidabili.

Martedì 11 maggio i funzionari sanitari hanno preso una decisione simile nella Provincia di Alberta, interrompendo la somministrazione di AstraZeneca, sebbene abbiano affermato che la decisione sia stata motivata dall'incertezza sulla fornitura dell'immunizzazione, piuttosto che dalla preoccupazione per gli effetti collaterali.

"Sulla base delle sfide dell'offerta globale non sappiamo quando otterremo una fornitura aggiuntiva", ha detto Deena Hinshaw a capo del dipartimento sanitario dell'Alberta, in un lungo thread su Twitter che spiega la decisione, aggiungendo: "Ecco perché stiamo facendo una mossa prudente”.

Più di una dozzina di nazioni dell'Unione Europea hanno interrotto l'uso del vaccino AstraZeneca nei mesi scorsi per motivi di preoccupazione legati a casi di trombocitopenia indotta dal vaccino.
Successivamente, l’Agenzia europea del farmaco ha stabilito a marzo che il vaccino anglo-svedese era sicuro ed efficace e che i suoi benefici superavano i rischi degli effetti collaterali.
Nei giorni scorsi il Ministero della Salute slovacco ha interrotto la somministrazione del vaccino AstraZeneca per le prime dosi dopo che una donna che ha ricevuto l'iniezione ha sviluppato coaguli di sangue ed è morta. Viene ancora offerto per le seconde dosi.

Gli Stati brasiliani di Rio de Janeiro e San Paolo lunedì 10 maggio hanno interrotto l'uso di AstraZeneca nelle donne in gravidanza mentre le autorità stanno indagando sulla morte di una donna incinta.

https://www.rt.com/news/523544-ontario-halts-astrazeneca-vaccine/amp/
"I vaccini COVID-19 progettati per suscitare anticorpi neutralizzanti possono sensibilizzare i destinatari del vaccino a malattie più gravi che se non fossero stati vaccinati."

Questa citazione appare in uno studio dell'ottobre 2020, pubblicato sull'International Journal of Clinical Practice. Il titolo dello studio: "Divulgazione del consenso informato ai soggetti di sperimentazione sui vaccini a rischio di vaccini COVID-19 che peggiorano la malattia clinica". [1]

I due autori sono Timothy Cardozo e Ronald Veazy. L'affiliazione di Cardozo è elencata come "Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare, NYU Langone Health, New York, NY, USA". L'affiliazione di Veazy è "Division of Comparative Pathology, Department of Pathology and Laboratory Medicine, Tulane University School of Medicine, Tulane National Primate Research Center, Covington, LA, USA".

Lo studio dichiara che i volontari negli studi clinici sul vaccino COVID e le persone che ricevono il vaccino dopo gli studi clinici, cioè adesso, dovrebbero essere informati che esiste un rischio di "malattia più grave che se non fossero stati vaccinati".

Traduzione:

"Astratto

Obiettivi dello studio: la comprensione del paziente è una parte fondamentale del rispetto degli standard di etica medica del consenso informato nei progetti di studio. Lo scopo dello studio era determinare se esiste una letteratura sufficiente per richiedere ai medici di rivelare il rischio specifico che i vaccini COVID-19 possano peggiorare la malattia in seguito all'esposizione al virus provocato o circolante.

Metodi utilizzati per condurre lo studio: la letteratura pubblicata è stata rivista per identificare le prove precliniche e cliniche che i vaccini COVID-19 potrebbero peggiorare la malattia in caso di esposizione a virus provocati o circolanti. I protocolli degli studi clinici per i vaccini COVID-19 sono stati riesaminati per determinare se i rischi fossero adeguatamente divulgati.

Risultati dello studio: I vaccini COVID-19 progettati per suscitare anticorpi neutralizzanti possono sensibilizzare i destinatari del vaccino a malattie più gravi che se non fossero stati vaccinati. I vaccini per SARS, MERS e RSV non sono mai stati approvati ei dati generati nello sviluppo e nella sperimentazione di questi vaccini suggeriscono una seria preoccupazione meccanicistica: che i vaccini progettati empiricamente utilizzando l'approccio tradizionale (costituito dal picco virale del coronavirus non modificato o minimamente modificato per suscitare anticorpi neutralizzanti), siano essi composti da proteine, vettore virale, DNA o RNA e indipendentemente dal metodo di somministrazione, possono peggiorare la malattia COVID-19 tramite il potenziamento anticorpo-dipendente (ADE). Questo rischio è sufficientemente oscurato nei protocolli di sperimentazione clinica e nei moduli di consenso per le sperimentazioni in corso sul vaccino COVID-19 che è improbabile che si verifichi un'adeguata comprensione da parte del paziente di questo rischio,

Conclusioni tratte dallo studio e implicazioni cliniche: il rischio specifico e significativo COVID-19 di ADE avrebbe dovuto essere e dovrebbe essere divulgato in modo prominente e indipendente ai soggetti di ricerca attualmente in sperimentazione sui vaccini, nonché a quelli reclutati per gli studi e ai futuri pazienti dopo approvazione del vaccino, al fine di soddisfare lo standard di etica medica di comprensione del paziente per il consenso informato".

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33113270/
Primum Non Nocere IN PIAZZA
22 MAGGIO BOLOGNA

COMUNICATO STAMPA

Chiunque può aiutare contribuendo alla divulgazione di questo comunicato agli organi di stampa e tv locali, scaricandolo in versione pdf dal PRESS KIT qui:
gruppiuniti.it/pnn
e inviandolo come allegato alle redazioni locali della propria zona di interesse.

Come ricordiamo sempre l'evento del 22 Maggio è di tutti, tutti uno a fianco all'altro per
DIRITTI E LIBERTÀ!

#22maggioBO
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Forwarded from Paolo Bellavite
https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/proteina_spike_danneggia_le_cellule_dei_vasi_sanguigni_ecco_perche_il_covid_non_e_solo_una_malattia_respiratoria-5953091.html

Commento n. 1: Modestamente, lo avevo già detto io e pubblicato ai primi di febbraio e ne ho dato notizie qui e in Sfero.
Commento n. 2: Se la proteina spike “danneggia le cellule dei vasi sanguigni”, e se è vero che i cosiddetti vaccini fanno produrre le proteine spike alle cellule del nostro corpo, forse i vaccinologi dovrebbero farsi qualche domanda...