Eventi Avversi News
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Forwarded from Paolo Bellavite
COX inibitori meglio di Tachipirina? Mah...

È stato pubblicato lo studio di Suter e altri, capitanato da Remuzzi del Mario Negri, sul trattamento domiciliare della COVID-19.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2589537021002212

In breve, hanno confrontato (in modo retrospettivo non randomizzato) l’approccio terapeutico basato principalmente sul paracetamolo (tachipirina) con uno alternativo basato principalmente sugli antiinfiammatori agenti sull’enzima ciclo-ossigenasi 2 ( COX-2 ) come nimesulide e celecoxib. Al bisogno venivano dati anche antibiotici, cortisonici e altri farmaci. La cosa fondamentale, secondo gli autori è cominciare il trattamento subito, a volte addirittura prima del risultato del tampone se questo tarda ad arrivare. Concetto espresso già da tempo da tutti i medici che si sono dedicati alle cure domiciliari, a costo di incomprensioni e ostracismi.

Il risultato principale è che la durata della malattia (dai primi sintomi alla guarigione) è stata in media 14 giorni con la tachipirina e 18 giorni con gli antiinfiammatori (semplificando). Parecchi pazienti hanno avuto malattie di più lunga durata con entrambi i trattamenti.

Sembrerebbe un insuccesso se non fosse che con la strategia basata su antiinfiammatori vi sono stati molti meno ricoveri ospedalieri (2% rispetto a 14% della tachipirina). Quindi sembra che gli antiinfiammatori abbiano prolungato la durata della malattia ma ridotto la gravità. Dico sembra perché lo studio ha dei limiti metodologici che impediscono conclusioni certe.

Nella discussione gli autori criticano il paracetamolo dicendo che è poco adatto in questa malattia perché deprime le riserve di glutatione. Un concetto che ho espresso pure io in mie pubblicazioni (es.: http://www.paolobellavite.it/files/343_2021_FItochimiciCoronavirus-EBook.pdf)

Secondo me per poter migliorare la cura nel senso di ridurre anche la durata della malattia si dovrebbe utilizzare sin dall’inizio delle sostanze dirette a impedire l’infezione delle cellule e la replicazione del virus. Per questo si potrebbe considerare l’assunzione dei flavonoidi come esperidina e quercetina, che gli studi di laboratorio hanno indicato essere molecole con proprietà anti-virali. Oltretutto sono sostanze naturali con buon profilo di sicurezza. Purtroppo non essendo farmaci brevettabili vi sono stati pochi studi clinici diretti a provarne l’efficacia in modo randomizzato.

Speriamo che in qualche prossimo protocollo di ricerca esse siano inserite al fianco di farmaci regolatori dell’infiammazione con effetti su COX-2 e altri potenzialmente utili come l’ivermectina, l’eparina, vitamine (A,C,D), e come detto antibiotici e cortisonici se necessario. Senza con questo voler esaurire le opzioni terapeutiche per questa complessa malattia, che vanno valutate caso per caso.

COVID-19 è curabile!
Forwarded from Paolo Bellavite
Il dato più interessante del vertice G7 in corso in Uk è senza dubbio l'interazione dei leaders. Nelle conferenze con i giornalisti fanno sfoggio di mascherine, distanziamento e gomitate. Mentre nelle altre circostanze, private, o semi private fanno a meno di tutto questo e si comportano come se l'epidemia non esistesse. Non credo sia necessario scomodare Aristotele e la sua logica per trarre le opportune conclusioni.
Forwarded from Giubbe Rosse
LA DELTA A BOLZANO, IN UNA DELLE PROVINCE DOVE LA VACCINAZIONE PROSEGUE SENZA SOSTA: RIAPRE LA TERAPIA INTENSIVA Coronavirus, a Bolzano riaperta la terapia intensiva: ricoverato un 48enne contagiato dalla variante indiana. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 31 nuovi contagi. Nei giorni scorsi sempre in Alto Adige era stata data notizia di un focolaio a Luson con 33 positivi. Prosegue senza sosta la campagna vaccinale aperta a partire dai 12 anni (Fonte: il Dolomiti, via canale Covid-19 arma biologica). https://www.ildolomiti.it/cronaca/2021/coronavirus-a-bolzano-riaperta-la-terapia-intensiva-ricoverato-un-48enne-contagiato-dalla-variante-indiana
Lombardia, In attesa di una nota ufficiale di Ministero della salute e di Aifa, la Direzione generale Welfare ha deciso di sospendere cautelativamente i richiami eterologhi (quindi con un vaccino diverso) per tutti i cittadini under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca

@covid19
Anzi no.
Lombardia,ok dosi eterologhe a under60

15.50
Dopo aver ricevuto la circolare del Ministero della Salute e del collegato parere di Aifa, la Lombardia ha deciso di procedere alla somministrazione della seconda dose di vaccino,ai cittadini under60 vaccinati con AstraZeneca in prima dose, con vaccinazione eterologa ossia con Pfizer o Moderna.
Lo si apprende da fonti interne alla Direzione Welfare della Regione Lombardia. La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vacino disponibile.

@Notizie
Violati i dati di 7,4 milioni di vaccinati italiani: buco nella sicurezza della campagna vaccinale

12 giugno 2021

Violati i dati di oltre 7 milioni di vaccinati italiani. "In vendita sul web i dati di oltre 7, 4 milioni di italiani”, scrive un anonimo in un forum annunciando appunto la vendita di un archivio contenente le informazioni vaccinali di ben 7.395.688 italiani. L’hacker ha spiegato di aver sfruttato “una falla nel sistema”.

Informazioni sulle prenotazioni del vaccino anti-Covid di circa 7,4 milioni di italiani trafugate e messe in vendita. È quanto emerge da un forum online, dove un anonimo ha appunto annunciato la vendita di un archivio contenente le informazioni vaccinali di ben 7.395.688 italiani. Alcuni file con i dati di alcune centinaia di persone sono stati già pubblicati. Secondo le prime ricostruzioni, questi dati apparterrebbero in gran parte a professionisti iscritti all’Ordine nazionale degli psicologi provenienti da tutta Italia. Ci sono nome e cognome, data di nascita, indirizzo mail, codice fiscale della vittime, residenza. I dati di tutte queste persone sono finiti in vendita in rete al miglior offerente. L’anonimo hacker che li ha messi in vendita spiega di averli raccolti nell'ultimo mese sfruttando alcune vulnerabilità che sarebbero ancora presenti. Molte di queste persone i cui dati sono stati violati sono della Campania e in generale sarebbero stati violati dati di persone quasi esclusivamente appartenenti ad Asl del Centro-Sud. L'elenco completo è inaccessibile se non a pagamento.

Le mani degli hacker sui dati dei vaccini messi in vendita

“Ho esfiltrato questi dati durante l’ultimo mese”, scrive l'anonimo aggiungendo che alcune delle vulnerabilità sono ancora aperte e non sono state divulgate, ma non sono in vendita. Secondo le informazioni condivise pubblicamente dallo stesso hacker, negli archivi ci sarebbero i dati di oltre 7 milioni di utenti, di cui 6.5 milioni di indirizzi email univoci e 5.3 milioni di password, “per lo più protette da cifratura”, aggiunge. Il venditore ha anche precisato che venderà l’intero archivio solo due volte: "Se non rispondo, ho già a che fare con qualcun altro".

https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/attualita/violati-i-dati-di-74-milioni-di-vaccinati-italiani-buco-nella-sicurezza-della-campagna-vaccinale/amp/
Strona (Biella), muore sei giorni dopo il vaccino. Il pm ordina l’autopsia

12 giugno 2021

«Un atto dovuto». Così dalla Procura di Biella confermano le indagini sulla morte di Isabella Stabile, 53 anni, di Strona. Anche se nel suo caso dalla vaccinazione è passata quasi una settimana, il fatto che non soffrisse di patologie particolari e che il decesso sia stato improvviso e senza una specifica motivazione, ha fatto scattare l'allarme. Il meccanismo è lo stesso degli altri tre casi registrati in provincia. Il medico di base chiamato per accertare il decesso segnala la connessione con l'inoculazione, in questo caso del vaccino Pfizer; dall'Asl l'informazione passa all'Unità di Crisi a Torino e da lì in Procura. Nei prossimi giorni verrà fissata la data dell'autopsia, probabilmente affidata come nelle altre occasioni al patologo torinese Roberto Testi, che fa anche parte dell'Unità di Crisi. L'impressione è che verranno effettuate correttamente tutte le verifiche necessarie ma non ci si aspetti grandi rivelazioni. Lo confermeranno in tempi brevi i risultati dell'autopsia spesso lasciati filtrare ben prima del deposito delle relazioni ufficiali.
Resta l'inquietante statistica che vede il Biellese come una delle province in cui si sono trattati più casi: siamo infatti arrivati a quattro, anche se uno, quello del settantunenne Alberto Grazioli è di competenza della Procura di Novara dato che in quella città si era vaccinato pur se abitava a Mottalciata. Gli altri sono l'insegnante cossatese Sandro Tognatti (rispetto al quale si attende ancora un responso ufficiale definitivo che potrebbe legare la morte a una patologia mai prima rilevata) e di Alberto Bozzalla Cassolo, 61 anni, di Valle Mosso, anche lui deceduto dopo qualche giorno dalla somministrazione. In due casi i vaccini erano Pfizer, nel primo, quello di Tognatti, AstraZeneca, nell'altro Johnson&Johnson.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/biella/2021/06/12/news/strona-muore-sei-giorni-dopo-il-vaccino-il-pm-ordina-l-autopsia-1.40379310/amp/
Forwarded from Giubbe Rosse
AMBULATORIO TEDESCO CHE BLOCCA LE VACCINAZIONI
Prime resistenze dal basso: sul sito web dell’ambulatorio medico del dott. Schröder a Bad Münstereifel tra Colonia e Coblenza si legge un avviso per i pazienti che certamente non è usuale: “Cari pazienti, nelle ultime settimane, abbiamo cercato di offrire a tutti i nostri pazienti – per i quali il rischio di un grave decorso della malattia Covid può superare i rischi di una vaccinazione Covid – un’offerta vaccinale corrispondente dopo aver impostato attentamente le indicazioni e valutato rischi individuali. Abbiamo dovuto convincere alcuni pazienti che molto probabilmente la vaccinazione sarebbe stata di beneficio per loro; per altri, la vaccinazione doveva essere scoraggiata dopo aver valutato rischi e benefici. Dopo aver esaminato i dati attualmente disponibili sulle vaccinazioni COVID e i valori empirici che abbiamo acquisito, abbiamo deciso di interrompere temporaneamente la campagna di vaccinazione nel nostro studio. La situazione dei dati su tutti i vaccini COVID non ci sembra molto convincente – le analisi che abbiamo effettuato sulle reazioni immunologiche alle vaccinazioni rivelano riscontri estremamente eterogenei o non sistematici che a volte ci turbano e addirittura ci spaventano. Dopo più di 600 vaccinazioni effettuate nel nostro studio speriamo ora nella vostra comprensione per questa decisione. (Fonte: Il Simplicissimus)
Regione Piemonte, per gli under 60 sospeso anche il vaccino Johnson&Johnson

12 giugno 2021

TORINO. Alla luce delle nuove raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali sull’utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale, la Regione Piemonte ha deciso in via precauzionale di sospendere la somministrazione alla popolazione under60 anche del vaccino Johnson&Johnson.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/torino/2021/06/12/news/regione-piemonte-per-gli-under-60-sospeso-anche-il-vaccino-johnson-johnson-1.40382203/amp/
Casale Litta (Varese).
Vaccino, malore. E fuori strada

12 giugno 2021

Fa il vaccino e si sente male mentre è alla guida della sua auto. È successo ieri, venerdì 11 giugno, nel tardo pomeriggio, quando un uomo di 41 anni ha perso il controllo della sua utilitaria, una Fiat Cinquecento ed è finito in mezzo ai campi per una cinquantina di metri.
L’uomo ha chiamato immediatamente i soccorsi chiedendo aiuto e fornendo la geolocalizzazione, non semplice da trovare. Ha però avuto la lucidità di riuscire a dare le proprie coordinate.
In mezzo a prati e colline della zona è stato complicato ritrovate il 41enne a bordo della sua Cinquecento bianca, fortunatamente ben visibile anche se ai margini di un bosco, dove è finito a casa della perdita del controllo del mezzo.

Sul posto sono accorsi i carabinieri, i vigili del fuoco e anche un’ambulanza. L’uomo è stato soccorso dagli operatori sanitari per verificare che non avesse riportato conseguenze gravi. Il 41enne è stato quindi caricato sull’ambulanza e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese e affidato alle cure dei medici. I vigili del fuoco intervenuti con un mezzo di soccorso stradale per occuparsi dell’auto mentre i militari hanno dato il loro supporto.

https://www.prealpina.it/pages/casale-litta-fuori-strada-dopo-il-vaccino-250591.html
Coscienza non pervenuta.
Ci sono più morti negli Stati Uniti legate ai vaccini nel 2021 in meno di 5 mesi rispetto all'intero decennio passato. Il numero di decessi legati ai vaccini quest'anno è salito alle stelle. Secondo i dati del CDC , nel 2021 nei primi 3 mesi, il sito Web VAERS ha registrato oltre 1.750 decessi dovuti ai vaccini negli Stati Uniti.
MORTI 5.888
ricoveri 19.597
Urgent Care 43.891
Ufficio visite 58,800
Anafilassi 1.459
Paralisi di Bell 1.737
Minaccia di vita 5.885
Attacchi cardiaci 2.190
Miocardite/Pericardite 1.087
Trombocitopenia/piastrine basse 1.564 Aborti
spontanei 652
Reazione allergica grave 15.052
Disabile 4.583

https://www.thegatewaypundit.com/2021/06/shocking-jump-vaccine-deaths-reported-week-cdc-linked-vaers-tracking-website/
Donna di 66 anni muore mentre aspetta visita medica. Si era vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca

12 giugno 2021

È morta improvvisamente, mentre aspettava di essere sottoposta a una visita medica al Gemelli Molise di contrada Tappino a Campobasso. 66 anni, la donna era stata vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca ma potrebbe trattarsi di una mera coincidenza visto che è intercorso un tempo decisamente troppo lungo per ipotizzare un nesso di causa-effetto e visto che la signora non aveva accusato nei giorni scorsi malori nè particolari problemi. Non si possono escludere al momento altre possibili cause.
Tuttavia la famiglia, comprensibilmente, ha chiesto di fare luce su un caso accaduto durante il momento clou di una polemica relativa ai rischi della vaccinazione con il farmaco anglosvedese che ha il volto di una diciottenne deceduta a Genova e che pertanto, in questo momento, diventa una vicenda oltremodo delicata e da chiarire in tutti gli aspetti possibili.

I magistrati pertanto stanno per acquisire la cartella clinica e avviare una serie di accertamenti finalizzati a capire cosa sia potuto accadere, anche perché i medici rianimatori che hanno soccorso la donna, nella struttura ospedaliera del capoluogo, hanno inizialmente escluso che sia stata stroncata da un infarto. Tra le ipotesi l’embolia polmonare ma non si può escludere al momento null’altro.
Dalla struttura confermano il decesso, avvenuto nella giornata di ieri (11 giugno), e ora la salma è stata affidata all’ospedale Cardarelli di Campobasso dove avrà luogo l’esame autoptico disposto dai magistrati. Secondo quanto si apprende la signora non soffriva di particolari patologie tanto che si era sottoposta alla vaccinazione anti-covid tre settimane fa nella categoria anagrafica e non come soggetto vulnerabile.

https://www.google.it/amp/s/www.primonumero.it/2021/06/donna-di-66-anni-muore-mentre-aspetta-visita-medica-si-era-vaccinata-20-giorni-fa-con-astrazeneca/1530672725/amp/
Morto un 54enne. E al centralino “eventi avversi” non sanno che dire

13 giugno 2021

Il malore in casa, l’ischemia, la corsa in ospedale, l’operazione per asportare un trombo, la terapia intensiva e la morte, 12 giorni dopo la prima dose di AstraZeneca. Cronologia di un calvario su cui indaga la Procura di Brescia che vuole capire se la trombosi fatale che ha colpito il 54enne Gianluca Masserdotti sia direttamente collegata al vaccino: “Non c’è altra spiegazione. I medici che hanno visto le tac non hanno dubbi sulla correlazione tra AstraZeneca e la morte” racconta la compagna dell’uomo, padre di due figli di 20 e 26 anni. “Papà stava bene. Non riesco a crederci” è il pensiero del figlio minore. “Vogliamo sapere cosa è successo, perché ha ricevuto AstraZeneca nonostante l’età inferiore ai 60 anni e se poteva essere evitata questa fine. Credo che sia giusto chiedere spiegazioni” aggiunge la sorella. “Era uno sportivo, sano, non soffriva di alcuna patologia”, racconta la fidanzata. Dal giorno del vaccino alla mattina del malore sono trascorsi otto giorni, ma già dopo sei erano comparsi i primi sintomi. “All’inizio solo il classico dolore al braccio. Poi la febbre a 38 da venerdì”. E poi la stanchezza fino a domenica mattina quando la situazione è precipitata. “Si è svegliato a fatica, si è subito sdraiato di peso sul divano. Poi è caduto e non riuscivo nemmeno a spostarlo. Lui che pesava 60 chili sembrava un tronco” è il ricordo della compagna che di fatto non ha più avuto modo di parlargli. Al Masserdotti di Brescia è stato sottoposto a intervento chirurgico, ma il quadro è rimasto gravissimo e giovedì è deceduto, ma già da 24 ore era stata dichiarata la morte cerebrale. “Abbiamo potuto donare solamente fegato e rene, gli altri organi erano compromessi” raccontano i familiari. La Procura di Brescia acquisirà la cartella clinica e entro un mese attende le prime risposte dagli esami effettuati dopo la morte.
Gli eventi avversi, fortunatamente, non sempre causano la morte, c’è tuttavia chi supera l’evento ma si trova di fronte al dilemma se fare o meno la seconda dose. Il parere dei medici è discordante e non esistono protocolli ufficiali da seguire. Un “sopravvissuto” è Emanuele, insegnante di 40 anni, nessuna predisposizione genetica problematica. Eppure, due mesi dopo la prima dose di AstraZeneca, ha iniziato ad avvertire dolori e gonfiori alla gamba. Grazie all’aiuto di un parente medico, la diagnosi è stata tempestiva: trombosi superficiale. “Il chirurgo vascolare – racconta Emanuele – mi ha spiegato che questo è un evento raro. Solitamente ci dev’essere una certa familiarità e si manifesta intorno ai 25-30 anni”. Dopo un mese di cure, la vita di Emanuele sta lentamente tornando alla normalità. Per il richiamo, però, si è trovato di fronte a un limbo. Nel giorno fissato per la seconda dose all’Asl di Avellino si è presentato il padre con le analisi: “Per certificare il fatto che il mio sistema immunitario aveva reagito bene alla prima dose e la seconda, forse, non sarebbe stata necessaria”, spiega. Emanuele è stato comunque segnato come assente al richiamo: “Altri medici – racconta – mi hanno sconsigliato di sottopormi alla seconda dose. A me però serve un parere scientifico, non posso decidere da solo”. E, in effetti, se si chiama il numero istituito dal ministero della Salute per l’emergenza Covid, i dubbi vengono confermati. In caso di eventi avversi dovuti a una prima dose di AstraZeneca non ci sono protocolli per stabilire se fare o meno il richiamo. In generale, in caso di effetti gravi, gli esperti sconsigliano di fare la seconda dose, ma sta poi al medico valutare in che modo procedere dopo un evento avverso.


https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/13/morto-un-54enne-e-al-centralino-eventi-avversi-non-sanno-che-dire/6228572/amp/
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