Proteste contro nuovi lockdown in UK
Mohammad Imtiaz, in buona salute, è morto di infarto subito dopo la vaccinazione Covid in Pakistan. Viene visto cadere in un video dopo la vaccinazione.
Jesi (Ancona)
15 giugno 2021
Giordano Fiori muore improvvisamente a 39 anni.
Lunedì scorso aveva ricevuto il vaccino Covid.
https://www.google.it/amp/s/www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/malore-a-39-anni-muore-sul-divano-1.6483563/amp
15 giugno 2021
Giordano Fiori muore improvvisamente a 39 anni.
Lunedì scorso aveva ricevuto il vaccino Covid.
https://www.google.it/amp/s/www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/malore-a-39-anni-muore-sul-divano-1.6483563/amp
il Resto del Carlino
Malore a 39 anni: muore sul divano
Giordano Fiori non aveva patologie e aveva fatto il vaccino lunedì scorso: il medico ha chiesto l’autopsia
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Peggio che andare al buio. Siamo probabilmente di fronte a un disastro di proporzioni enormi. https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/15/news/vaccino-covid-27597294/
www.iltempo.it
I dati choc: morti sospette con Pfizer quattro volte in più di Astrazeneca
Non è vero che il vaccino della Pfizer è più sicuro degli altri. Gli ultimi dati dell'Aifa, secondo quanto reso noto nella tr...
Bari, è morto il 54enne in coma per trombosi. Era stato vaccinato con J&J: il caso segnalato ad Aifa
L'uomo, originario di Roma e residente a Rutigliano, era stato ricoverato in Rianimazione al Policlinico domenica 13 giugno
15 giugno 2021
È morto oggi al Policlinico di Bari Alessandro Cocco, 54 anni, per una trombosi cerebrale. Il 26 maggio scorso, all'hub di Alberobello, aveva ricevuto il vaccino monodose Johnson&Johnson. La famiglia di cocco ha autorizzato l'espianto degli organi per la donazione.
L'uomo, originario di Roma ma residente a Rutigliano, era ricoverato in gravi condizioni nel reparto di anestesia e rianimazione del Policlinico, diretto dal professore Salvatore Grasso. Cocco era arrivato al pronto soccorso del Policlinico a seguito di un peggioramento per una trombosi venosa periferica e valori alterati delle piastrine nel sangue diagnosticata all'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove l'uomo era stato visitato il 9 giugno.
Al Miulli era stato trattato con eparina e, senza alcun ricovero, rimandato a casa. Nei giorni successivi Cocco ha avuto però un aggravamento dei sintomi, nonostante il trattamento disposto dai medici, così è andato al Policlinico, dove è stato ricoverato nella notte fra venerdì 11 e sabato 12 giugno.
I medici del Policlinico hanno inviato all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) una segnalazione per "sospetto evento avverso di tipo ischemico verificatosi nel periodo successivo alla vaccinazione".
https://www.google.it/amp/s/bari.repubblica.it/cronaca/2021/06/15/news/bari_e_morto_il_54enne_in_coma_per_trombosi_era_stato_vaccinato_con_j_j_il_caso_segnalato_ad_aifa-306203857/amp/
L'uomo, originario di Roma e residente a Rutigliano, era stato ricoverato in Rianimazione al Policlinico domenica 13 giugno
15 giugno 2021
È morto oggi al Policlinico di Bari Alessandro Cocco, 54 anni, per una trombosi cerebrale. Il 26 maggio scorso, all'hub di Alberobello, aveva ricevuto il vaccino monodose Johnson&Johnson. La famiglia di cocco ha autorizzato l'espianto degli organi per la donazione.
L'uomo, originario di Roma ma residente a Rutigliano, era ricoverato in gravi condizioni nel reparto di anestesia e rianimazione del Policlinico, diretto dal professore Salvatore Grasso. Cocco era arrivato al pronto soccorso del Policlinico a seguito di un peggioramento per una trombosi venosa periferica e valori alterati delle piastrine nel sangue diagnosticata all'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove l'uomo era stato visitato il 9 giugno.
Al Miulli era stato trattato con eparina e, senza alcun ricovero, rimandato a casa. Nei giorni successivi Cocco ha avuto però un aggravamento dei sintomi, nonostante il trattamento disposto dai medici, così è andato al Policlinico, dove è stato ricoverato nella notte fra venerdì 11 e sabato 12 giugno.
I medici del Policlinico hanno inviato all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) una segnalazione per "sospetto evento avverso di tipo ischemico verificatosi nel periodo successivo alla vaccinazione".
https://www.google.it/amp/s/bari.repubblica.it/cronaca/2021/06/15/news/bari_e_morto_il_54enne_in_coma_per_trombosi_era_stato_vaccinato_con_j_j_il_caso_segnalato_ad_aifa-306203857/amp/
la Repubblica
Bari, è morto il 54enne in coma per trombosi. Era stato vaccinato con J&J: il caso segnalato ad Aifa
L'uomo, originario di Roma e residente a Rutigliano, era stato ricoverato in Rianimazione al Policlinico domenica 13 giugno. La famiglia ha autorizzato la …
Lesa (Novara): muore dopo il vaccino Pfizer il cinquantenne Massimiliano Marcacci
15 giugno 2021
È morto due settimane dopo aver effettuato il vaccino anti Covid 19 con Pfizer. Il cinquantenne Massimiliano Marcacci, di Lesa,
s’è spento nella mattinata di lunedì 14 giugno, all’alba, attorno alle sei. Naturalmente al momento niente dimostra l’eventuale correlazione tra l’iniezione e il decesso.
L’uomo aveva ricevuto il vaccino domenica 30 maggio al PalaGreen di via Monte Zeda ad Arona. Lo stesso giorno, a metà pomeriggio, un malore aveva ucciso Andrea Pirali di 52 anni, residente in frazione Mercurago, che era stato appena vaccinato sempre al PalaGreen. Tornato a casa, s’era sentito male all’improvviso mentre si trovava in bagno e, nonostante i soccorsi che gli erano stati prestati dalla madre Maria Vittoria e dall’équipe del 118, il suo cuore aveva cessato di battere. La sorella Barbara aveva dichiarato alla Prealpina: «Le vaccinazioni devono andare avanti, noi crediamo in questo strumento che è l’unico modo per uscire al più presto dalla pandemia».
A Lesa sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione che, da prassi, hanno provveduto a sequestrare tutti i documenti che potrebbero essere utili a chiarire le cause di quanto successo. «Come Asl - fanno sapere da Novara - ci siamo messi immediatamente a disposizione per ottemperare a qualsiasi richiesta ricevuta dall’autorità giudiziaria». Quasi sicuramente verrà anche disposta, dalla Procura di Verbania, l’autopsia.
Marcacci, originario del Milanese, ha lasciato la moglie Alessandra Negretti, che a lungo è stata protagonista sui campi di pallavolo con le maglie del Pavic Romagnano e dell’Arona, e tre figlie di cinque, sette e nove anni. «Era un papà affettuosissimo», così viene ricordato da chi l’ha conosciuto. La coppia tra poco più di un mese, il 23 luglio, avrebbe festeggiato il decimo anniversario di matrimonio.
Lo scomparso, dopo aver conseguito la maturità scientifica, s’era laureato in Economia e Commercio all’università dell’Insubria per poi iniziare la professione di agente di commercio.
Sempre il 30 maggio, ma nell’altro centro vaccinale di Arona in via Giovanni Fogliotti, un altro uomo sulla cinquantina, anch’egli vaccinato con Pfizer, si era sentito male per poi riprendersi successivamente.
https://www.prealpina.it/pages/lesa-muore-dopo-il-vaccino-250820.html
15 giugno 2021
È morto due settimane dopo aver effettuato il vaccino anti Covid 19 con Pfizer. Il cinquantenne Massimiliano Marcacci, di Lesa,
s’è spento nella mattinata di lunedì 14 giugno, all’alba, attorno alle sei. Naturalmente al momento niente dimostra l’eventuale correlazione tra l’iniezione e il decesso.
L’uomo aveva ricevuto il vaccino domenica 30 maggio al PalaGreen di via Monte Zeda ad Arona. Lo stesso giorno, a metà pomeriggio, un malore aveva ucciso Andrea Pirali di 52 anni, residente in frazione Mercurago, che era stato appena vaccinato sempre al PalaGreen. Tornato a casa, s’era sentito male all’improvviso mentre si trovava in bagno e, nonostante i soccorsi che gli erano stati prestati dalla madre Maria Vittoria e dall’équipe del 118, il suo cuore aveva cessato di battere. La sorella Barbara aveva dichiarato alla Prealpina: «Le vaccinazioni devono andare avanti, noi crediamo in questo strumento che è l’unico modo per uscire al più presto dalla pandemia».
A Lesa sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione che, da prassi, hanno provveduto a sequestrare tutti i documenti che potrebbero essere utili a chiarire le cause di quanto successo. «Come Asl - fanno sapere da Novara - ci siamo messi immediatamente a disposizione per ottemperare a qualsiasi richiesta ricevuta dall’autorità giudiziaria». Quasi sicuramente verrà anche disposta, dalla Procura di Verbania, l’autopsia.
Marcacci, originario del Milanese, ha lasciato la moglie Alessandra Negretti, che a lungo è stata protagonista sui campi di pallavolo con le maglie del Pavic Romagnano e dell’Arona, e tre figlie di cinque, sette e nove anni. «Era un papà affettuosissimo», così viene ricordato da chi l’ha conosciuto. La coppia tra poco più di un mese, il 23 luglio, avrebbe festeggiato il decimo anniversario di matrimonio.
Lo scomparso, dopo aver conseguito la maturità scientifica, s’era laureato in Economia e Commercio all’università dell’Insubria per poi iniziare la professione di agente di commercio.
Sempre il 30 maggio, ma nell’altro centro vaccinale di Arona in via Giovanni Fogliotti, un altro uomo sulla cinquantina, anch’egli vaccinato con Pfizer, si era sentito male per poi riprendersi successivamente.
https://www.prealpina.it/pages/lesa-muore-dopo-il-vaccino-250820.html
Vernole (Lecce)
Stroncato da trombosi dopo vaccinazione Pfizer, per i familiari: “Sintomi sottovalutati”. Indagato un giovane medico
15 giugno 2021
S’indaga sulla morte di Oliviero De Matteis, 69 anni di Vernole, avvenuta il 18 maggio nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In mattinata è stata riesumata la salma ed eseguita l’autopsia
Sarebbe morto a causa di una trombosi, ma forse il suo decesso avrebbe potuto essere evitato se i medici non avessero sottovalutato i sintomi manifestati il giorno prima. E’ quanto sospettano i familiari di Oliviero De Matteis, il 69enne di Vernole deceduto lo scorso 18 maggio nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
In seguito alla loro denuncia (sporta attraverso l’avvocato Luigi Carrozzini), il pubblico ministero Roberta Licci ha aperto un fascicolo d’inchiesta per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, iscrivendo (come atto dovuto ai fini degli accertamenti irripetibili) il nome di uno dei medici, un 28enne leccese, che ebbe in cura l’anziano.
Proprio oggi, il magistrato ha disposto che venisse riesumata la salma, incaricando il medico legale Alberto Tortorella e il professore Nicola Palasciano di svolgere gli esami (a partire dall’autopsia già eseguita in mattinata) utili a chiarire se ci sia stato effettivamente un nesso tra il decesso ed eventuali negligenze da parte dei sanitari.
I consulenti saranno affiancati dal dottore Roberto Vaglio, nominato dall’indagato attraverso l’avvocato difensore Giuseppe Corleto.
In particolare, stando alla denuncia, De Matteis era in buono stato di salute, così come nei giorni seguenti alla prima dose di Pfizer somministrata il 30 aprile presso il centro vaccinale di Martano.
Il malessere generale si sarebbe manifestato una quindicina giorni dopo, tant’è che lo stesso contattò il 118; gli operatori lo raggiunsero con un’automedica ed eseguirono un elettrocardiogramma dal quale non sarebbero emerse alterazioni gravi da richiedere un intervento di urgenza.
Nella notte, però, le cose non sarebbero migliorate e il mattino successivo, l’uomo fu accompagnato nel pronto soccorso del Fazzi, dove fu visitato dal giovane medico (finito sul registro del pm) che all’esito dei controlli ritenne si trattasse di una grastroenterite. Sottoposto ad ulteriori esami, il paziente fu poi dimesso con diagnosi “altro” e gli fu affidata una terapia domiciliare a base di normix, pantoprazolo, enterogermina, spasmex.
Nonostante l’assunzione dei farmaci, il 69enne avrebbe continuato a provare fastidi intestinali, e in tarda serata ritornò nello stesso pronto soccorso, su consiglio del cognato medico che, presa visione degli esami ematochimici e del referto radiologico, considerò necessario un ricovero urgente.
Sottoposto a una tac all’addome, fu così accompagnato in sala operatoria, ma il medico incaricato dell’intervento, dopo aver constatato la presenza di trombosi massiva della vena mesenterica, con necrosi per tutto il tratto intestinale,ritenne fosse “chirurgicamente intrattabile”.
De Matteis fu così trasferito in terapia intensiva dove spirò nel pomeriggio.
https://www.google.it/amp/s/amp.lecceprima.it/cronaca/Stroncato-da-trombosi-per-familiari-sintomi-sottovalutati-indagato-giovane-medico.html
Stroncato da trombosi dopo vaccinazione Pfizer, per i familiari: “Sintomi sottovalutati”. Indagato un giovane medico
15 giugno 2021
S’indaga sulla morte di Oliviero De Matteis, 69 anni di Vernole, avvenuta il 18 maggio nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In mattinata è stata riesumata la salma ed eseguita l’autopsia
Sarebbe morto a causa di una trombosi, ma forse il suo decesso avrebbe potuto essere evitato se i medici non avessero sottovalutato i sintomi manifestati il giorno prima. E’ quanto sospettano i familiari di Oliviero De Matteis, il 69enne di Vernole deceduto lo scorso 18 maggio nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
In seguito alla loro denuncia (sporta attraverso l’avvocato Luigi Carrozzini), il pubblico ministero Roberta Licci ha aperto un fascicolo d’inchiesta per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, iscrivendo (come atto dovuto ai fini degli accertamenti irripetibili) il nome di uno dei medici, un 28enne leccese, che ebbe in cura l’anziano.
Proprio oggi, il magistrato ha disposto che venisse riesumata la salma, incaricando il medico legale Alberto Tortorella e il professore Nicola Palasciano di svolgere gli esami (a partire dall’autopsia già eseguita in mattinata) utili a chiarire se ci sia stato effettivamente un nesso tra il decesso ed eventuali negligenze da parte dei sanitari.
I consulenti saranno affiancati dal dottore Roberto Vaglio, nominato dall’indagato attraverso l’avvocato difensore Giuseppe Corleto.
In particolare, stando alla denuncia, De Matteis era in buono stato di salute, così come nei giorni seguenti alla prima dose di Pfizer somministrata il 30 aprile presso il centro vaccinale di Martano.
Il malessere generale si sarebbe manifestato una quindicina giorni dopo, tant’è che lo stesso contattò il 118; gli operatori lo raggiunsero con un’automedica ed eseguirono un elettrocardiogramma dal quale non sarebbero emerse alterazioni gravi da richiedere un intervento di urgenza.
Nella notte, però, le cose non sarebbero migliorate e il mattino successivo, l’uomo fu accompagnato nel pronto soccorso del Fazzi, dove fu visitato dal giovane medico (finito sul registro del pm) che all’esito dei controlli ritenne si trattasse di una grastroenterite. Sottoposto ad ulteriori esami, il paziente fu poi dimesso con diagnosi “altro” e gli fu affidata una terapia domiciliare a base di normix, pantoprazolo, enterogermina, spasmex.
Nonostante l’assunzione dei farmaci, il 69enne avrebbe continuato a provare fastidi intestinali, e in tarda serata ritornò nello stesso pronto soccorso, su consiglio del cognato medico che, presa visione degli esami ematochimici e del referto radiologico, considerò necessario un ricovero urgente.
Sottoposto a una tac all’addome, fu così accompagnato in sala operatoria, ma il medico incaricato dell’intervento, dopo aver constatato la presenza di trombosi massiva della vena mesenterica, con necrosi per tutto il tratto intestinale,ritenne fosse “chirurgicamente intrattabile”.
De Matteis fu così trasferito in terapia intensiva dove spirò nel pomeriggio.
https://www.google.it/amp/s/amp.lecceprima.it/cronaca/Stroncato-da-trombosi-per-familiari-sintomi-sottovalutati-indagato-giovane-medico.html
LeccePrima
Stroncato da trombosi, per i familiari: “Sintomi sottovalutati”. Indagato un giovane medico
S’indaga sulla morte di Oliviero De Matteis, 69 anni di Vernole, avvenuta il 18 maggio nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In mattinata è stata riesumata la salma ed eseguita l’autopsia