16 giugno 2021
Ore 22 italiane: chiude la borsa USA. A Borsa chiusa la società tedesca Curevac annuncia il fallimento del vaccino mRNA.
Nelle negoziazioni post chiusura (“After Hours Trading”), il titolo Curevac quotato a New York crolla e perde oltre il 48%.
Il 17 novembre 2020 l’Unione Europea aveva concluso un accordo per 405 milioni di dosi del vaccino Curevac per 4,05 miliardi di euro
The New York Times del 16 giugno 2021
New York Times
16 giugno 2021
Fallimento del vaccino Curevac. Efficacia al 47%.
Franz-Werner Haas, CEO di Curevac, ha attribuito i risultati deludenti all'elevato numero di varianti del virus nei paesi in cui è stato testato il vaccino. Su 124 casi di Covid-19 che gli scienziati dell'azienda hanno sequenziato geneticamente, solo uno è stato causato dalla versione originale del coronavirus.
Più della metà dei casi è stata causata da varianti che si sono dimostrate più trasmissibili o in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini. Anche i volontari di CureVac sono stati infettati da varianti che devono ancora essere studiate attentamente. La variante Lambda, che ha dominato il Perù nelle ultime settimane, ha rappresentato il 21% dei campioni.
Il Dr. Haas ha affermato che i risultati dovrebbero servire da campanello d'allarme per la minaccia che le nuove varianti possono rappresentare per l'efficacia dei vaccini. CureVac è alla ricerca di nuove molecole di RNA che possano funzionare contro molte varianti contemporaneamente, oltre a combinare molecole di RNA su misura per diverse varianti in una singola dose. “È una nuova realtà Covid, questo è certo”, ha detto.
Moderna e Pfizer-BioNTech sono stati testati l'anno scorso prima che fossero emerse varianti, il che potrebbe in parte spiegare i loro tassi di efficacia molto più elevati.
https://www.google.it/amp/s/www.nytimes.com/2021/06/16/health/covid-vaccine-curevac.amp.html
Ore 22 italiane: chiude la borsa USA. A Borsa chiusa la società tedesca Curevac annuncia il fallimento del vaccino mRNA.
Nelle negoziazioni post chiusura (“After Hours Trading”), il titolo Curevac quotato a New York crolla e perde oltre il 48%.
Il 17 novembre 2020 l’Unione Europea aveva concluso un accordo per 405 milioni di dosi del vaccino Curevac per 4,05 miliardi di euro
The New York Times del 16 giugno 2021
New York Times
16 giugno 2021
Fallimento del vaccino Curevac. Efficacia al 47%.
Franz-Werner Haas, CEO di Curevac, ha attribuito i risultati deludenti all'elevato numero di varianti del virus nei paesi in cui è stato testato il vaccino. Su 124 casi di Covid-19 che gli scienziati dell'azienda hanno sequenziato geneticamente, solo uno è stato causato dalla versione originale del coronavirus.
Più della metà dei casi è stata causata da varianti che si sono dimostrate più trasmissibili o in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini. Anche i volontari di CureVac sono stati infettati da varianti che devono ancora essere studiate attentamente. La variante Lambda, che ha dominato il Perù nelle ultime settimane, ha rappresentato il 21% dei campioni.
Il Dr. Haas ha affermato che i risultati dovrebbero servire da campanello d'allarme per la minaccia che le nuove varianti possono rappresentare per l'efficacia dei vaccini. CureVac è alla ricerca di nuove molecole di RNA che possano funzionare contro molte varianti contemporaneamente, oltre a combinare molecole di RNA su misura per diverse varianti in una singola dose. “È una nuova realtà Covid, questo è certo”, ha detto.
Moderna e Pfizer-BioNTech sono stati testati l'anno scorso prima che fossero emerse varianti, il che potrebbe in parte spiegare i loro tassi di efficacia molto più elevati.
https://www.google.it/amp/s/www.nytimes.com/2021/06/16/health/covid-vaccine-curevac.amp.html
NY Times
CureVac’s Covid-19 Vaccine Disappoints in Clinical Trial
A preliminary analysis showed that CureVac’s mRNA vaccine had an efficacy of just 47 percent. “This is pretty devastating for them,” one expert said.
Effetto AstraZeneca: abbandoni vaccinali fino al 30 per cento
17 giugno 2021
RECORD CAMPANIA, MA CASI ANCHE IN PIEMONTE, LIGURIA E LAZIO (CHE AUTORIZZA LA 2ª DOSE DI AZ PER UNDER 60 SE C’È IL CONSENSO INFORMATO)
La Regione Lazio apre una fessura nel muro eretto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dall’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco, per fermare la somministrazione di AstraZeneca agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese. Obiettivo: consentire a chi lo vuole di completare il ciclo con lo stesso farmaco. Sì, perché dopo tanti stop and go, il problema, qui, è rappresentato ora da una quota di cittadini, circa il 10% nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni, che rifiuta il mix vaccinale. Tanti ne ha stimati la Regione. Gente che non vuole saperne della vaccinazione eterologa: la rifiuta o non si presenta all’hub di riferimento. E questa quota, dice l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, “merita la stessa attenzione di tutti gli altri e non può rimanere nel limbo. Si tratta di decidere cosa fare con questi cittadini. Lasciarli con un’unica dose di vaccino e senza di conseguenza rilasciare il certificato vaccinale? Oppure rimettere la valutazione al medico in scienza e coscienza? Noi crediamo che la strada sia quest’ultima”.
Tutto ruota intorno a una integrazione al consenso informato, documento che peraltro è sempre necessario al momento della vaccinazione. “Abbiamo chiesto al ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato poiché è importante, per raggiungere l’immunizzazione, che siano completati i percorsi vaccinali”. Un nuovo modulo, dunque. Che è una ipotesi, già sottoposta all’attenzione del ministero, per permettere a chi è, appunto, “consapevolmente informato” di completare il ciclo terapeutico con il vaccino Vaxzevria.
Posizione che non è in contrapposizione con quella del governo, sostiene D’Amato, visto che “nel Lazio abbiamo applicato per primi quanto stabilito dal ministero senza alcuna riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere che è stabilmente al di sopra del target assegnato, e senza alcun problema all’interno degli hub vaccinali”. In realtà, problemi ce ne sono già. Il documento trasmesso alle aziende sanitarie non convince affatto i medici e molti mettono le mani avanti: chiedono una autorizzazione ufficiale per dare la seconda dose a chi invece, secondo il ministero, dovrebbe ricevere Pfizer o Moderna. Il ragionamento di D’Amato ricorda quello del governatore della Puglia, Michele Romano: alcuni giorni fa ha detto che l’ultima parola, qualora qualcuno rifiutasse il mix, la dovrebbe avere sempre il medico. In linea del tutto teorica, però, perché in Puglia la questione non è sul tavolo. Semplicemente per ora non sono state segnalate defezioni tra chi, sotto i 60 anni, deve completare il ciclo con i sieri basati sull’Rna messaggero: quindi, conferma la Regione, si procede sulla base della linea del governo.
Ma il tema posto dal Lazio è reale, come conferma anche il caso della Campania, dove nelle ultime due settimane si sono rilevati picchi fino al 30%, soprattutto nell’area di Napoli, di abbandoni vaccinali tra chi doveva fare la seconda dose. Molte persone, spiegano dallo staff del governatore Vincenzo De Luca, non si stanno presentando all’appuntamento fissato dopo la prima somministrazione. Una ritirata, sull’onda della sfiducia e del disorientamento generato dal caos Astrazeneca, che riguarda però non solo il prodotto anglo-svedese. Ultimamente riguarda anche Pfizer. E tutte le classi di età.
La fuga, dunque, è in atto, anche se il fenomeno è a macchia di leopardo. Se non si registrano defezioni in Lombardia, in Emilia-Romagna o in Toscana, in Liguria anche tra gli over 60 è scattata la corsa alla scelta di Pfizer o Moderna, nonostante Vaxzevria sia autorizzato per questa fascia di età.
17 giugno 2021
RECORD CAMPANIA, MA CASI ANCHE IN PIEMONTE, LIGURIA E LAZIO (CHE AUTORIZZA LA 2ª DOSE DI AZ PER UNDER 60 SE C’È IL CONSENSO INFORMATO)
La Regione Lazio apre una fessura nel muro eretto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dall’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco, per fermare la somministrazione di AstraZeneca agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese. Obiettivo: consentire a chi lo vuole di completare il ciclo con lo stesso farmaco. Sì, perché dopo tanti stop and go, il problema, qui, è rappresentato ora da una quota di cittadini, circa il 10% nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni, che rifiuta il mix vaccinale. Tanti ne ha stimati la Regione. Gente che non vuole saperne della vaccinazione eterologa: la rifiuta o non si presenta all’hub di riferimento. E questa quota, dice l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, “merita la stessa attenzione di tutti gli altri e non può rimanere nel limbo. Si tratta di decidere cosa fare con questi cittadini. Lasciarli con un’unica dose di vaccino e senza di conseguenza rilasciare il certificato vaccinale? Oppure rimettere la valutazione al medico in scienza e coscienza? Noi crediamo che la strada sia quest’ultima”.
Tutto ruota intorno a una integrazione al consenso informato, documento che peraltro è sempre necessario al momento della vaccinazione. “Abbiamo chiesto al ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato poiché è importante, per raggiungere l’immunizzazione, che siano completati i percorsi vaccinali”. Un nuovo modulo, dunque. Che è una ipotesi, già sottoposta all’attenzione del ministero, per permettere a chi è, appunto, “consapevolmente informato” di completare il ciclo terapeutico con il vaccino Vaxzevria.
Posizione che non è in contrapposizione con quella del governo, sostiene D’Amato, visto che “nel Lazio abbiamo applicato per primi quanto stabilito dal ministero senza alcuna riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere che è stabilmente al di sopra del target assegnato, e senza alcun problema all’interno degli hub vaccinali”. In realtà, problemi ce ne sono già. Il documento trasmesso alle aziende sanitarie non convince affatto i medici e molti mettono le mani avanti: chiedono una autorizzazione ufficiale per dare la seconda dose a chi invece, secondo il ministero, dovrebbe ricevere Pfizer o Moderna. Il ragionamento di D’Amato ricorda quello del governatore della Puglia, Michele Romano: alcuni giorni fa ha detto che l’ultima parola, qualora qualcuno rifiutasse il mix, la dovrebbe avere sempre il medico. In linea del tutto teorica, però, perché in Puglia la questione non è sul tavolo. Semplicemente per ora non sono state segnalate defezioni tra chi, sotto i 60 anni, deve completare il ciclo con i sieri basati sull’Rna messaggero: quindi, conferma la Regione, si procede sulla base della linea del governo.
Ma il tema posto dal Lazio è reale, come conferma anche il caso della Campania, dove nelle ultime due settimane si sono rilevati picchi fino al 30%, soprattutto nell’area di Napoli, di abbandoni vaccinali tra chi doveva fare la seconda dose. Molte persone, spiegano dallo staff del governatore Vincenzo De Luca, non si stanno presentando all’appuntamento fissato dopo la prima somministrazione. Una ritirata, sull’onda della sfiducia e del disorientamento generato dal caos Astrazeneca, che riguarda però non solo il prodotto anglo-svedese. Ultimamente riguarda anche Pfizer. E tutte le classi di età.
La fuga, dunque, è in atto, anche se il fenomeno è a macchia di leopardo. Se non si registrano defezioni in Lombardia, in Emilia-Romagna o in Toscana, in Liguria anche tra gli over 60 è scattata la corsa alla scelta di Pfizer o Moderna, nonostante Vaxzevria sia autorizzato per questa fascia di età.
In pratica dal 9 giugno – cioè dal giorno successivo alle nuove diposizioni imposte dal ministero della Salute e dal Comitato tecnico-scientifico – i liguri che si sono spostati sui vaccini a mRna sono saliti al 93,7% già nella fascia 60-64 anni. Quanto al Piemonte non si registrano particolari picchi negli ultimi giorni. Ma è un fatto che da un po’ di tempo tra il 10 e il 15% delle persone prenotate per la seconda dose non si presentano.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/effetto-astrazeneca-abbandoni-vaccinali-fino-al-30-per-cento/6232762/amp/
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/effetto-astrazeneca-abbandoni-vaccinali-fino-al-30-per-cento/6232762/amp/
Il Fatto Quotidiano
Effetto AstraZeneca: abbandoni vaccinali fino al 30 per cento - Il Fatto Quotidiano
La Regione Lazio apre una fessura nel muro eretto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dall’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco, per fermare la somministrazione di AstraZeneca agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese.…
Forwarded from Gog&Magog
EuropaToday: Un 'Fauci europeo' contro le prossime pandemie: Bruxelles alla ricerca di un epidemiologo capo.
https://europa.today.it/attualita/fauci-europeo-bruxelles-epidemiologo-capo.html
https://europa.today.it/attualita/fauci-europeo-bruxelles-epidemiologo-capo.html
Today
Un 'Fauci europeo' contro le prossime pandemie: Bruxelles alla ricerca di un epidemiologo capo
Nel suo primo documento sulle lezioni del Covid, l'Ue fa autocritica su cosa non ha funzionato. Poi l’attacco alla Cina: "Informazioni mancanti o occultate"
Forwarded from Giubbe Rosse
ASTRAZENECA, TRATTAMENTO MONOCLONALE: NON E' EFFICACE Il laboratorio ha annunciato martedì che il trattamento contro il coronavirus che sta attualmente sviluppando non ha dimostrato la sua efficacia sulle persone esposte al virus. I test continueranno comunque. (Fonte: lci.fr). https://www.lci.fr/amp/sante/astrazeneca-annonce-que-son-traitement-anti-covid-est-inefficace-2188797.html?__twitter_impression=true
TF1 INFO
AstraZeneca annonce que son traitement anti-Covid est inefficace
RECHERCHE - Le laboratoire a annoncé ce mardi que le traitement contre le coronavirus qu'il développe actuellement n'a pas prouvé son efficacité sur les personnes exposées au virus. Les essais vont cependant se poursuivre.
Covid, positivi 350 medici vaccinati con il cinese Sinovac: «Non sappiamo quanto sia efficace contro la variante Delta»
17 giugno 2021
In Indonesia 350 tra medici e operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19 nonostante avessero ricevuto il vaccino cinese Sinovac: decine i ricoveri in ospedale con febbre alta e necessità dell'ausilio di un respiratore. A renderlo noto sono state le stesse autorità sanitarie di Giakarta. Badai Ismoyo, direttore sanitario di Kundu, sull'isola di Giava, ha detto che la maggior parte dei contagiati è rimasto comunque asintomatico. Nella città, dove operano i 350 positivi, sono in totale circa 5mila gli operatori sanitari che, considerati una categoria prioritaria, sono stati tra i primi a essere vaccinati in Indonesia a partire da gennaio. Qui la l'emergenza Covid non sembra ad oggi essersi arrestata e ben il 90% dei letti in ospedale rimane ancora occupato.
VACCINO SINOVAC - Il vaccino sviluppato dalla società biofarmaceutica cinese Sinovac, secondo l'OMS, previene la malattia sintomatica nel 51% dei destinatari e previene gravi COVID-19 e ricoveri ospedalieri. «La maggior parte degli operatori sanitari in Indonesia ha ricevuto Sinovac e ancora non sappiamo quanto sia efficace nel mondo reale contro la variante Delta», ha affermato Dicky Budiman, epidemiologo della Griffith University in Australia.
l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato il vaccino cinese per uso d'emergenza lo scorso 1 giugno, garantendo a Paesi, finanziatori, agenzie di approvvigionamento e comunità che il prodotto della farmaceutica cinese Sinovac «soddisfa gli standard internazionali di sicurezza, efficacia e produzione». «Il mondo ha un disperato bisogno di più vaccini contro Covid-19 per affrontare l'enorme disparità di accesso nel pianeta - aveva commentato Mariângela Simão, responsabile Oms per l'accesso ai prodotti sanitari - Esortiamo i produttori a partecipare al programma Covax, condividere il proprio know-how e i propri dati e contribuire a tenere sotto controllo la pandemia».
I DATI DEL CONTAGIO IN INDONESIA - Nonostante il numero di operatori sanitari indonesiani vittime di Covid sia diminuito drasticamente da 158 a gennaio a 13 a maggio, come riporta reuters, gli esperti di salute pubblica si dicono preoccupati per l'andamento dei ricoveri a Java. L'Indonesia ha registrato nelle scorse ore un'impennata dei casi, con il tasso di positività che ha superato il 23% mercoledì e i casi giornalieri vicini ai 10.000, il più alto dalla fine di febbraio. il Paese ha registrato da inizio pandemia oltre 1,9 milioni di infezioni e 53.000 morti, 964 i medici e gli infermieri morti.
A Jakarta, la capitale, il radiologo Dr Prijo Sidipratomo ha detto a Reuters di conoscere almeno una mezza dozzina di medici che erano stati ricoverati in ospedale con COVID-19 nell'ultimo mese, nonostante fossero vaccinati, e uno ora è in cura in terapia intensiva. «È allarmante per noi perché non possiamo fare affidamento solo sulle vaccinazioni», ha detto, esortando le persone a prendere precauzioni.
https://www.ilmessaggero.it/AMP/salute/medici_vaccinati_positivi_indonesia_sinovac_cinese_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028030.html
17 giugno 2021
In Indonesia 350 tra medici e operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19 nonostante avessero ricevuto il vaccino cinese Sinovac: decine i ricoveri in ospedale con febbre alta e necessità dell'ausilio di un respiratore. A renderlo noto sono state le stesse autorità sanitarie di Giakarta. Badai Ismoyo, direttore sanitario di Kundu, sull'isola di Giava, ha detto che la maggior parte dei contagiati è rimasto comunque asintomatico. Nella città, dove operano i 350 positivi, sono in totale circa 5mila gli operatori sanitari che, considerati una categoria prioritaria, sono stati tra i primi a essere vaccinati in Indonesia a partire da gennaio. Qui la l'emergenza Covid non sembra ad oggi essersi arrestata e ben il 90% dei letti in ospedale rimane ancora occupato.
VACCINO SINOVAC - Il vaccino sviluppato dalla società biofarmaceutica cinese Sinovac, secondo l'OMS, previene la malattia sintomatica nel 51% dei destinatari e previene gravi COVID-19 e ricoveri ospedalieri. «La maggior parte degli operatori sanitari in Indonesia ha ricevuto Sinovac e ancora non sappiamo quanto sia efficace nel mondo reale contro la variante Delta», ha affermato Dicky Budiman, epidemiologo della Griffith University in Australia.
l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato il vaccino cinese per uso d'emergenza lo scorso 1 giugno, garantendo a Paesi, finanziatori, agenzie di approvvigionamento e comunità che il prodotto della farmaceutica cinese Sinovac «soddisfa gli standard internazionali di sicurezza, efficacia e produzione». «Il mondo ha un disperato bisogno di più vaccini contro Covid-19 per affrontare l'enorme disparità di accesso nel pianeta - aveva commentato Mariângela Simão, responsabile Oms per l'accesso ai prodotti sanitari - Esortiamo i produttori a partecipare al programma Covax, condividere il proprio know-how e i propri dati e contribuire a tenere sotto controllo la pandemia».
I DATI DEL CONTAGIO IN INDONESIA - Nonostante il numero di operatori sanitari indonesiani vittime di Covid sia diminuito drasticamente da 158 a gennaio a 13 a maggio, come riporta reuters, gli esperti di salute pubblica si dicono preoccupati per l'andamento dei ricoveri a Java. L'Indonesia ha registrato nelle scorse ore un'impennata dei casi, con il tasso di positività che ha superato il 23% mercoledì e i casi giornalieri vicini ai 10.000, il più alto dalla fine di febbraio. il Paese ha registrato da inizio pandemia oltre 1,9 milioni di infezioni e 53.000 morti, 964 i medici e gli infermieri morti.
A Jakarta, la capitale, il radiologo Dr Prijo Sidipratomo ha detto a Reuters di conoscere almeno una mezza dozzina di medici che erano stati ricoverati in ospedale con COVID-19 nell'ultimo mese, nonostante fossero vaccinati, e uno ora è in cura in terapia intensiva. «È allarmante per noi perché non possiamo fare affidamento solo sulle vaccinazioni», ha detto, esortando le persone a prendere precauzioni.
https://www.ilmessaggero.it/AMP/salute/medici_vaccinati_positivi_indonesia_sinovac_cinese_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028030.html
www.ilmessaggero.it
Covid, positivi 350 medici vaccinati con il cinese Sinovac: «Non sappiamo quanto sia efficace contro la variante Delta»
In Indonesia 350 tra medici e operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19 nonostante avessero ricevuto il vaccino cinese Sinovac: decine i ricoveri in ospedale con febbre...
Gen. Figliuolo, no: non siam pronti alla morte
17 giugno 2021
Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra, un sarto o noi giornalisti. Per la logistica, si dirà: ma la logistica funzionava anche prima, il problema era che non c’erano vaccini. È che bisognava segnare “un cambio di passo”, dare “fuoco alle polveri”, “fiato alle trombe” e la famosa “spallata”, e l’immagine dell’alpino in mimetica e anfibi, sempre in movimento come una palla matta da un lato all’altro d’Italia a dare ordini alle truppe vaccinali, era funzionale alla retorica dei Salvatori della Patria che sostiene, e in definitiva giustifica, l’avvento di Draghi. Una cosa è certa: a noi non sarebbe mai venuto in mente di dire, davanti alla catastrofica gestione delle vaccinazioni e alle (pur timide) rimostranze di qualcuno, una cosa come: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di stringersi a coorte”, come ha detto Figliuolo martedì, una frase composta da due proposizioni entrambe sbagliate. “Basta polemiche”: davvero credeva, il Generale, che non avremmo fatto polemiche? Pensa di godere di qualche guarentigia? Vige forse il dogma dell’infallibilità commissariale? Che crede, che siamo in caserma, dove comandano i nonni e le reclute subiscono in silenzio? Come se il problema, poi, fossero le polemiche e non le morti per trombosi cerebrali. “Stringersi a coorte”: che c’entra l’amor di Patria dei singoli con la sicurezza sanitaria di una popolazione in una pandemia? Ciò che deve animare la volontà di vaccinarsi è la fiducia nella scienza e nei decisori politici motivata da evidenze razionali, non l’afflato patriottardo di stampo rinascimentale. Non siamo affatto pronti alla morte, per fargli raggiungere i suoi (disattesi) record vaccinali. A proposito: sempre martedì Figliuolo si vantava di aver superato le 500mila vaccinazioni al giorno, che però erano state promesse per metà aprile, dimenticando che ai primi di maggio, promettendone presso medici di base e farmacie, si impegnava per 1 milione di dosi al dì entro giugno. A ciò servivano gli Open Day: chiami in massa giovani, minorenni, maturandi a vaccinarsi per andare in vacanza, al grido di “i vaccini vanno impiegati tutti”, seguito da Curcio, capo della Protezione civile: “Tutto quello che abbiamo lo dobbiamo somministrare. A noi interessano le percentuali”; poi, se va male, com’era prevedibile visti gli accertati effetti avversi di AZ, redarguisci il popolo che non ama abbastanza la Patria.
Ogni volta che Figliuolo apre bocca fa danni. “Chiunque passa va vaccinato”, così, senza anamnesi, senza parere del medico di base, senza alcun filtro tra il cittadino e l’inoculatore, di modo che ogni eventuale malattia o difetto genetico viene fuori solo sul tavolo delle autopsie. “L’imperativo categorico è accelerare. Dobbiamo allungare il passo”. Sicuro? C’è una parte della popolazione che è sacrificabile? Visto che l’alternativa c’è (i vaccini a mRna), non è meglio togliere dalla circolazione AZ e J&J, farli sparire, preferibilmente non nei deltoidi dei cittadini?
Si sapeva dall’inizio che la tenuta bellica, l’eloquio marziale e i tonitruanti propositi, in caso di fallimento, si sarebbero rovesciati nel macchiettismo. È il destino del marziano a Roma.
Ma il disastro sanitario si porta dietro un disastro simbolico: il vaccino rappresenta la salvezza, la protezione; se la gente non si fida e non va a vaccinarsi, il danno è gravissimo. E se ci va senza tutele, è peggio. È forse vietato a un under-60 vaccinarsi con AZ? Se il Gen. avesse qualche elemento di medicina conoscerebbe il primo dei comandamenti per un clinico: non nuocere. Vuol dire che nessun fine sanitario giustifica il male procurato al singolo e che tra due rimedi bisogna usare quello che ha meno effetti collaterali. Immaginiamo cosa sarebbe successo se tutto questo l’avessero fatto Conte, i 5Stelle, Arcuri.
17 giugno 2021
Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra, un sarto o noi giornalisti. Per la logistica, si dirà: ma la logistica funzionava anche prima, il problema era che non c’erano vaccini. È che bisognava segnare “un cambio di passo”, dare “fuoco alle polveri”, “fiato alle trombe” e la famosa “spallata”, e l’immagine dell’alpino in mimetica e anfibi, sempre in movimento come una palla matta da un lato all’altro d’Italia a dare ordini alle truppe vaccinali, era funzionale alla retorica dei Salvatori della Patria che sostiene, e in definitiva giustifica, l’avvento di Draghi. Una cosa è certa: a noi non sarebbe mai venuto in mente di dire, davanti alla catastrofica gestione delle vaccinazioni e alle (pur timide) rimostranze di qualcuno, una cosa come: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di stringersi a coorte”, come ha detto Figliuolo martedì, una frase composta da due proposizioni entrambe sbagliate. “Basta polemiche”: davvero credeva, il Generale, che non avremmo fatto polemiche? Pensa di godere di qualche guarentigia? Vige forse il dogma dell’infallibilità commissariale? Che crede, che siamo in caserma, dove comandano i nonni e le reclute subiscono in silenzio? Come se il problema, poi, fossero le polemiche e non le morti per trombosi cerebrali. “Stringersi a coorte”: che c’entra l’amor di Patria dei singoli con la sicurezza sanitaria di una popolazione in una pandemia? Ciò che deve animare la volontà di vaccinarsi è la fiducia nella scienza e nei decisori politici motivata da evidenze razionali, non l’afflato patriottardo di stampo rinascimentale. Non siamo affatto pronti alla morte, per fargli raggiungere i suoi (disattesi) record vaccinali. A proposito: sempre martedì Figliuolo si vantava di aver superato le 500mila vaccinazioni al giorno, che però erano state promesse per metà aprile, dimenticando che ai primi di maggio, promettendone presso medici di base e farmacie, si impegnava per 1 milione di dosi al dì entro giugno. A ciò servivano gli Open Day: chiami in massa giovani, minorenni, maturandi a vaccinarsi per andare in vacanza, al grido di “i vaccini vanno impiegati tutti”, seguito da Curcio, capo della Protezione civile: “Tutto quello che abbiamo lo dobbiamo somministrare. A noi interessano le percentuali”; poi, se va male, com’era prevedibile visti gli accertati effetti avversi di AZ, redarguisci il popolo che non ama abbastanza la Patria.
Ogni volta che Figliuolo apre bocca fa danni. “Chiunque passa va vaccinato”, così, senza anamnesi, senza parere del medico di base, senza alcun filtro tra il cittadino e l’inoculatore, di modo che ogni eventuale malattia o difetto genetico viene fuori solo sul tavolo delle autopsie. “L’imperativo categorico è accelerare. Dobbiamo allungare il passo”. Sicuro? C’è una parte della popolazione che è sacrificabile? Visto che l’alternativa c’è (i vaccini a mRna), non è meglio togliere dalla circolazione AZ e J&J, farli sparire, preferibilmente non nei deltoidi dei cittadini?
Si sapeva dall’inizio che la tenuta bellica, l’eloquio marziale e i tonitruanti propositi, in caso di fallimento, si sarebbero rovesciati nel macchiettismo. È il destino del marziano a Roma.
Ma il disastro sanitario si porta dietro un disastro simbolico: il vaccino rappresenta la salvezza, la protezione; se la gente non si fida e non va a vaccinarsi, il danno è gravissimo. E se ci va senza tutele, è peggio. È forse vietato a un under-60 vaccinarsi con AZ? Se il Gen. avesse qualche elemento di medicina conoscerebbe il primo dei comandamenti per un clinico: non nuocere. Vuol dire che nessun fine sanitario giustifica il male procurato al singolo e che tra due rimedi bisogna usare quello che ha meno effetti collaterali. Immaginiamo cosa sarebbe successo se tutto questo l’avessero fatto Conte, i 5Stelle, Arcuri.
Ma questo è il Governo dei Migliori voluto da Renzi e Mattarella, non può sbagliare per definizione. Infatti Draghi tace, forse spera che nessuno si accorga che il capo è lui. È il Governo di Tutti, quindi non è colpa di nessuno (poi si lamentano se la Meloni cresce). Se va bene, il merito è di Figliuolo, se va male è colpa di Speranza; il quale naturalmente non ha alcun merito per le 500mila somministrazioni. Quindi la colpa sarà dei ragazzi che sono andati a farsi vaccinare agli Open Day.
Infine, l’ultima trovata di un apparato commissariale confondente e confuso: il mix, anche detto cocktail. Il Cts sostiene che fare il richiamo con un vaccino a mRna dopo la prima dose con AZ sia efficace e sicuro, anzi: che dia ancora più protezione. E come mai allora a chi ha fatto la prima dose con Pfizer non viene consigliato il richiamo con AstraZeneca? Misteri. O no?
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/gen-figliuolo-no-non-siam-pronti-alla-morte/6232794/amp/
Infine, l’ultima trovata di un apparato commissariale confondente e confuso: il mix, anche detto cocktail. Il Cts sostiene che fare il richiamo con un vaccino a mRna dopo la prima dose con AZ sia efficace e sicuro, anzi: che dia ancora più protezione. E come mai allora a chi ha fatto la prima dose con Pfizer non viene consigliato il richiamo con AstraZeneca? Misteri. O no?
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/gen-figliuolo-no-non-siam-pronti-alla-morte/6232794/amp/
Il Fatto Quotidiano
Gen. Figliuolo, no: non siam pronti alla morte - Il Fatto Quotidiano
Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra…
«Mio 17enne e mio marito ricoverati con coaguli dopo il vaccino con Pfizer e Moderna»
17 giugno 2021
Una donna dello Utah, Stati Uniti , accusa i vaccini anti Covid-19 Pfizer e Moderna, di essere la causa dei rari coaguli di sangue sviluppati da suo figlio 17enne e da suo marito, entrambi ricoverati in ospedale subito dopo aver ricevuto l'iniezione. «Non c'è altra spiegazione per quello che è successo a mio figlio e mio marito, siamo abbastanza certi che sia stato un risultato diretto del vaccino», ha detto la donna, Cherie Romney, in un'intervista a Fox News mercoledì.
https://www.ilmessaggero.it/salute/storie/vaccino_coaguli_pfizer_moderna_ragazzo_padre_figlio_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028122.html
17 giugno 2021
Una donna dello Utah, Stati Uniti , accusa i vaccini anti Covid-19 Pfizer e Moderna, di essere la causa dei rari coaguli di sangue sviluppati da suo figlio 17enne e da suo marito, entrambi ricoverati in ospedale subito dopo aver ricevuto l'iniezione. «Non c'è altra spiegazione per quello che è successo a mio figlio e mio marito, siamo abbastanza certi che sia stato un risultato diretto del vaccino», ha detto la donna, Cherie Romney, in un'intervista a Fox News mercoledì.
https://www.ilmessaggero.it/salute/storie/vaccino_coaguli_pfizer_moderna_ragazzo_padre_figlio_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028122.html
Il Messaggero
«Mio figlio 17enne e mio marito ricoverati con coaguli dopo il vaccino con Pfizer e Moderna»
Una donna dello Utah, Stati Uniti, accusa i vaccini anti Covid-19 Pfizer e Modena, di essere la causa dei rari coaguli di sangue sviluppati da suo figlio 17enne e...
Annullata ordinanza presidente Campania che imponeva l’obbligo di tamponi al personale scolastico
PRATOLA (L’AQUILA): SINCOPE VAGALE, MALORE PER UN SEDICENNE AL CENTRO VACCINALE
17 giugno 2021
Una sincope vagale, causata da un abbassamento repentino della pressione sanguigna, potrebbe aver provocato il malore di un sedicenne nel centro vaccinale di Pratola Peligna. Dopo l’improvvisa caduta il giovane è stato trasferito in ospedale, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico. Nel primo pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale dell’Annunziata. Il sedicenne si era accasciato appena dopo l’iniezione della prima dose di Pfizer. I medici hanno subito precisato che a causare il malore non è stato il vaccino ma per l’appunto la sincope vagale. Anche oggi nessun positivo covid in Centro Abruzzo. Attualmente nel territorio i positivi sono 44, due ricoverati, due residenti in Alto Sangro. Ventuno positivi conta Pratola Peligna e cinque Prezza. Sulmona ne conta invece dodici. Cifre rassicuranti che però non devono produrre entusiasmi affrettati. Prudenza e precauzioni restano obbligate.
https://www.reteabruzzo.com/2021/06/17/sincope-vagale-malore-per-un-sedicenne-al-centro-vaccinale-di-pratola/
17 giugno 2021
Una sincope vagale, causata da un abbassamento repentino della pressione sanguigna, potrebbe aver provocato il malore di un sedicenne nel centro vaccinale di Pratola Peligna. Dopo l’improvvisa caduta il giovane è stato trasferito in ospedale, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico. Nel primo pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale dell’Annunziata. Il sedicenne si era accasciato appena dopo l’iniezione della prima dose di Pfizer. I medici hanno subito precisato che a causare il malore non è stato il vaccino ma per l’appunto la sincope vagale. Anche oggi nessun positivo covid in Centro Abruzzo. Attualmente nel territorio i positivi sono 44, due ricoverati, due residenti in Alto Sangro. Ventuno positivi conta Pratola Peligna e cinque Prezza. Sulmona ne conta invece dodici. Cifre rassicuranti che però non devono produrre entusiasmi affrettati. Prudenza e precauzioni restano obbligate.
https://www.reteabruzzo.com/2021/06/17/sincope-vagale-malore-per-un-sedicenne-al-centro-vaccinale-di-pratola/
ReteAbruzzo.com
SINCOPE VAGALE, MALORE PER UN SEDICENNE AL CENTRO VACCINALE DI PRATOLA
Una sincope vagale, causata da un abbassamento repentino della pressione sanguigna, potrebbe aver provocato il malore di un sedicenne nel centro vaccinale di Pratola Peligna. Dopo l’improvvis…
A partire dall'autunno 2021, il Rhodes College addebiterà agli studenti non vaccinati $ 1.500 a semestre per "coprire i costi dei test obbligatori".
La scuola, situata a Memphis, nel Tennessee, ha annunciato la politica in una lettera dell'8 giugno .
Il Rhodes College richiederà il vaccino COVID-19 per tutti gli studenti, il personale e i docenti del campus dopo che la Food and Drug Administration (FDA) avrà approvato formalmente i vaccini. Al momento della stesura di questo documento, la scuola incoraggia fortemente la vaccinazione.
https://campusreform.org/article?id=17643
La scuola, situata a Memphis, nel Tennessee, ha annunciato la politica in una lettera dell'8 giugno .
Il Rhodes College richiederà il vaccino COVID-19 per tutti gli studenti, il personale e i docenti del campus dopo che la Food and Drug Administration (FDA) avrà approvato formalmente i vaccini. Al momento della stesura di questo documento, la scuola incoraggia fortemente la vaccinazione.
https://campusreform.org/article?id=17643
Campus Reform
College to charge unvaccinated students $1,500 'Health & Safety' fee
Rhodes College will charge unvaccinated students the $1,500 each semester and require weekly testing.
Città di Sant’Angelo (Pescara)
Addio a Francesco Nardelli deceduto a 40 anni per un malore
15 giugno 2021
È stato un malore improvviso a stroncare la vita di Francesco Nardelli, 40 anni compiuti lo scorso 2 giugno, morto domenica mattina nella sua casa di Città Sant'Angelo mentre stava svolgendo dei piccoli lavori domestici.
In base alla prima ricostruzione sembra che l'uomo, calabrese di origine, ma angolano di adozione (viveva in contrada San Pietro da diversi anni), abbia accusato un malore mentre stava tagliando l'erba nel giardino davanti alla sua abitazione.
Lui dev'essersi reso conto di quanto stava accadendo, tanto che ha fatto in tempo a rientrare in casa e a dire alla moglie Monia di non sentirsi bene. La prontezza di riflessi però è servita a poco: nonostante l'immediata richiesta di soccorso e l'arrivo dell'ambulanza del 118, i sanitari giunti nella casa della vittima non hanno potuto far altro che costatarne il decesso.
Da quello che si sa il 40enne da tempo soffriva di problemi di salute, anche cardiaci. Per accertare le cause che hanno portato alla morte è stata disposta l'autopsia, che dovrebbe essere eseguita questa mattina.
https://www.ilcentro.it/pescara/addio-a-nardelli-deceduto-a-40-anni-per-un-malore-1.2644883
Addio a Francesco Nardelli deceduto a 40 anni per un malore
15 giugno 2021
È stato un malore improvviso a stroncare la vita di Francesco Nardelli, 40 anni compiuti lo scorso 2 giugno, morto domenica mattina nella sua casa di Città Sant'Angelo mentre stava svolgendo dei piccoli lavori domestici.
In base alla prima ricostruzione sembra che l'uomo, calabrese di origine, ma angolano di adozione (viveva in contrada San Pietro da diversi anni), abbia accusato un malore mentre stava tagliando l'erba nel giardino davanti alla sua abitazione.
Lui dev'essersi reso conto di quanto stava accadendo, tanto che ha fatto in tempo a rientrare in casa e a dire alla moglie Monia di non sentirsi bene. La prontezza di riflessi però è servita a poco: nonostante l'immediata richiesta di soccorso e l'arrivo dell'ambulanza del 118, i sanitari giunti nella casa della vittima non hanno potuto far altro che costatarne il decesso.
Da quello che si sa il 40enne da tempo soffriva di problemi di salute, anche cardiaci. Per accertare le cause che hanno portato alla morte è stata disposta l'autopsia, che dovrebbe essere eseguita questa mattina.
https://www.ilcentro.it/pescara/addio-a-nardelli-deceduto-a-40-anni-per-un-malore-1.2644883
Il Centro
Addio a Nardelli deceduto a 40 anni per un malore
CITTÀ SANT’ANGELO. È stato un malore improvviso a stroncare la vita di Francesco Nardelli, 40 anni compiuti lo scorso 2 giugno, morto domenica mattina nella sua casa di Città Sant'Angelo mentre stava...
Genova
75enne ricoverata in rianimazione per carenza di piastrine dopo vaccino Moderna
17 giugno 2021
Una donna di 75 anni è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Galliera di Genova dopo il riscontro da parte dei medici di una grave piastrinopenia.
La donna, durante le scorse settimane, aveva ricevuto la seconda dose del vaccino anti Covid Moderna.
La 75enne era stata trasferita al Galliera ieri sera; gli accertamenti condotti dai medici del nosocomio hanno evidenziato la forte carenza di piastrine e hanno ritenuto opportuno ricoverare la donna in Terapia Intensiva.
Visto il suo stato di salute, sarà disposto per la giornata di oggi il trasferimento nel reparto di Medicina.
Al momento non è stato verificato un collegamento diretto tra la sintomatologia e il vaccino, ma l’ipotesi è ritenuta valida dai medici.
Fino alle verifiche che saranno condotte dagli esperti, non è possibile attribuire il nesso di causalità al vaccino che, come ribadito in diverse circostanze dagli esperti, è sicuro e l’unica via d’uscita alla difficile situazione pandemica portata dalla diffusione del Covid-19.
https://liguriaoggi.it/2021/06/17/vaccino-anti-covid-75enne-ricoverata-per-carenza-di-piastrine-dopo-vaccino-moderna/
75enne ricoverata in rianimazione per carenza di piastrine dopo vaccino Moderna
17 giugno 2021
Una donna di 75 anni è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Galliera di Genova dopo il riscontro da parte dei medici di una grave piastrinopenia.
La donna, durante le scorse settimane, aveva ricevuto la seconda dose del vaccino anti Covid Moderna.
La 75enne era stata trasferita al Galliera ieri sera; gli accertamenti condotti dai medici del nosocomio hanno evidenziato la forte carenza di piastrine e hanno ritenuto opportuno ricoverare la donna in Terapia Intensiva.
Visto il suo stato di salute, sarà disposto per la giornata di oggi il trasferimento nel reparto di Medicina.
Al momento non è stato verificato un collegamento diretto tra la sintomatologia e il vaccino, ma l’ipotesi è ritenuta valida dai medici.
Fino alle verifiche che saranno condotte dagli esperti, non è possibile attribuire il nesso di causalità al vaccino che, come ribadito in diverse circostanze dagli esperti, è sicuro e l’unica via d’uscita alla difficile situazione pandemica portata dalla diffusione del Covid-19.
https://liguriaoggi.it/2021/06/17/vaccino-anti-covid-75enne-ricoverata-per-carenza-di-piastrine-dopo-vaccino-moderna/
Liguria Oggi
Vaccino anti covid – 75enne ricoverata per carenza di piastrine dopo vaccino Moderna
Genova – Una donna di 75 anni è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Galliera di Genova dopo il riscontro da parte dei medici di una grave piastrinopenia. La donn…