Di Fresco (AADI): ma è vero che chi non si vaccina deve andare via dagli ospedali?
Opi Napoli chiede l'introduzione di infermieri libero-professionisti nella campagna vaccinale
Gentile Direttore di NurseTimes,
infermieristicamente, la rivista del sindacato Nursind, perora le esternazioni di Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici, secondo il quale i dipendenti degli ospedali sono obbligati a vaccinarsi a seguito di numerose norme richiamate tutte dalla rivista sindacale.
La legge 81 sulla sicurezza, afferma la rivista, obbligherebbe il personale sanitario a vaccinarsi.
Premesso che la n. 81 non è una legge ma un decreto legislativo e che tale differenza, come si vedrà appresso è fondamentale per l’applicazione corretta delle norme, l’articolo 15 prevede, seco do la rivista, che l’obbligo datoriale si dipana su: Eliminazione dei rischi, e ove non sia possibile, la loro riduzione al minio in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso, Riduzione dei rischi alla fonte, Controllo sanitario dei lavoratori e Allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione, ove possibile, ad altra mansione.
L’art 20 stabilisce che il lavoratore, continua la rivista: Deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella di altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle proprie azioni e omissioni e deve osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro al fine della protezione collettiva ed individuale.
Inoltre, l’articolo 37 stabilisce che il Datore di Lavoro deve fornire ai lavoratori una formazione completa ed esaustiva in tema di Sicurezza sul Lavoro, riguardanti i rischi riferiti alle mansioni, ai possibili danni e agli strumenti di prevenzione.
La circolare n. 14915 del 29 aprile del 2020 del Ministero della Salute, pone l’accento sull’articolo 28 del Testo Unico, che stabilisce che la valutazione da parte del medico competente, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.
Nell’ambito del proprio ruolo il medico competente, qualora li ritenga utili per il contenimento del virus, può adottare mezzi diagnostici per stabilire l’idoneità del dipendente, nonché adottare tutte le misure di prevenzione: da qui si ritiene non possa essere esclusa la vaccinazione (aggiunta deduttiva ma personale della rivista non contemplata dalla circolare).
La rivista aggiunge: “Rifiutare le misure di prevenzione disposte dal datore di lavoro, in questo caso la vaccinazione, legittima il datore ad irrogare i procedimenti disciplinari e le sanzioni, previsti dal C.C.N.L. … A questi potrebbe essere data l’inidoneità alla mansione, e quindi spostati in un luogo non a rischio per se stessi e per gli altri, sanzionati o licenziati qualora non vi siano le condizioni per una posizione diversa”.
Stanno veramente così le cose?
NO! E non accettiamo questo terrorismo psicologico intimidatorio”!
La verità è che sopra le leggi e i decreti legislativi esiste una carta che non è quella igienica, come vogliono farci credere, ma costituzionale che sovrasta tutte le norme dedotte dalla rivista.
L’art. 32 della Costituzione, al comma 2 recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Bisogna commentarla?
Nessuno può essere obbligato a vaccinarsi se non per disposizione della legge e non di un decreto legislativo o di una circolare.
Anzi, le circolari, non solo non sono una fonte del diritto, ma “non vincolano neppure chi le ha scritte” – Cass. SS.UU., 2 novembre 2007 n. 23031; Cass. Lav., 7 novembre 2016 n. 22550 e T.A.R. Calabria, 2 settembre 2015 n. 873; Trib. Firenze Lav., 7 marzo 2011 n. 653.
Opi Napoli chiede l'introduzione di infermieri libero-professionisti nella campagna vaccinale
Gentile Direttore di NurseTimes,
infermieristicamente, la rivista del sindacato Nursind, perora le esternazioni di Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici, secondo il quale i dipendenti degli ospedali sono obbligati a vaccinarsi a seguito di numerose norme richiamate tutte dalla rivista sindacale.
La legge 81 sulla sicurezza, afferma la rivista, obbligherebbe il personale sanitario a vaccinarsi.
Premesso che la n. 81 non è una legge ma un decreto legislativo e che tale differenza, come si vedrà appresso è fondamentale per l’applicazione corretta delle norme, l’articolo 15 prevede, seco do la rivista, che l’obbligo datoriale si dipana su: Eliminazione dei rischi, e ove non sia possibile, la loro riduzione al minio in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso, Riduzione dei rischi alla fonte, Controllo sanitario dei lavoratori e Allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione, ove possibile, ad altra mansione.
L’art 20 stabilisce che il lavoratore, continua la rivista: Deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella di altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle proprie azioni e omissioni e deve osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro al fine della protezione collettiva ed individuale.
Inoltre, l’articolo 37 stabilisce che il Datore di Lavoro deve fornire ai lavoratori una formazione completa ed esaustiva in tema di Sicurezza sul Lavoro, riguardanti i rischi riferiti alle mansioni, ai possibili danni e agli strumenti di prevenzione.
La circolare n. 14915 del 29 aprile del 2020 del Ministero della Salute, pone l’accento sull’articolo 28 del Testo Unico, che stabilisce che la valutazione da parte del medico competente, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.
Nell’ambito del proprio ruolo il medico competente, qualora li ritenga utili per il contenimento del virus, può adottare mezzi diagnostici per stabilire l’idoneità del dipendente, nonché adottare tutte le misure di prevenzione: da qui si ritiene non possa essere esclusa la vaccinazione (aggiunta deduttiva ma personale della rivista non contemplata dalla circolare).
La rivista aggiunge: “Rifiutare le misure di prevenzione disposte dal datore di lavoro, in questo caso la vaccinazione, legittima il datore ad irrogare i procedimenti disciplinari e le sanzioni, previsti dal C.C.N.L. … A questi potrebbe essere data l’inidoneità alla mansione, e quindi spostati in un luogo non a rischio per se stessi e per gli altri, sanzionati o licenziati qualora non vi siano le condizioni per una posizione diversa”.
Stanno veramente così le cose?
NO! E non accettiamo questo terrorismo psicologico intimidatorio”!
La verità è che sopra le leggi e i decreti legislativi esiste una carta che non è quella igienica, come vogliono farci credere, ma costituzionale che sovrasta tutte le norme dedotte dalla rivista.
L’art. 32 della Costituzione, al comma 2 recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Bisogna commentarla?
Nessuno può essere obbligato a vaccinarsi se non per disposizione della legge e non di un decreto legislativo o di una circolare.
Anzi, le circolari, non solo non sono una fonte del diritto, ma “non vincolano neppure chi le ha scritte” – Cass. SS.UU., 2 novembre 2007 n. 23031; Cass. Lav., 7 novembre 2016 n. 22550 e T.A.R. Calabria, 2 settembre 2015 n. 873; Trib. Firenze Lav., 7 marzo 2011 n. 653.
Per legge si intende un atto vincolante e coercitivo discusso dal Parlamento e formato dai parlamentari con invio, a navetta, dalla Camera dei Deputati al Senato e viceversa finché l’atto non sarà definito perfetto e sottoscritto dal Presidente della Repubblica.
La legge viene creata da un centro dove si incontrano diverse opinioni e ideologie e si scontrano punti di vista diversi, al fine di produrre una norma che rappresenti, il più possibile, l’idea di giustizia ampiamente condivisa e non un’imposizione governativa, come è, appunto, il decreto legislativo.
Non si deve dimenticare che l’art. 32 disciplina un diritto costituzionale che attiene ai beni della vita e che nessun decreto legislativo può gestire contrariamente alla legge parlamentare.
Nel dibattito parlamentare si dovrà dimostrare l’efficacia indiscussa del vaccino e contemperare le esigenze di sicurezza pubblica con il diritto del singolo di decidere con autodeterminazione di non accettare la vaccinazione, al pari dei diritti al trattamento sanitario che riguardano i pazienti.
Questo concetto è stato definito come la “ragionevolezza scientifica” di un trattamento sanitario – Corte costituzionale n. 5/2018.
Imporre un farmaco ad un paziente che non lo vuole non è una cosa facile; attualmente la giurisprudenza si muove addirittura nel senso di rispettare il rifiuto di sottoporsi ad un trattamento salvavita se chi lo rifiuta è consapevole dei rischi ed in grado di intende e volere: “La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute” (Corte Costituzionale, Sentenza n. 438/2008).
La parte finale del comma 2 surrichiamato, stabilisce: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Questa disposizione è stata valorizzata dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 21748/2007) nel noto caso di Eluana Englaro, al fine di consentirle, dopo molti anni, la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata. Ciò è avvenuto proprio sulla base della dimostrata concezione di “dignità della persona” che era stata propria di Eluana durante la sua vita attiva. Il Collegio giudicante, presieduto da Gabriella Luccioli, accolse una concezione in parte relativista di dignità della persona, ricordando Protagora (padre della sofistica): “l’uomo è la misura di tutte le cose”.
Non si procede più come nel periodo fascista a dichiararsi malato di mente chi si opponeva al regime così da essere internato fino alla morte.
Ora, il problema che si discuterà in sede legislativa, se il Governo deciderà di imporre la vaccinazione, naturalmente all’esito del confronto parlamentare, riguarderà la reale e non ipotetica efficacia della vaccinazione, efficacia tale che dovrà superare la presunzione di libertà di scelta dell’individuo; per comprendere meglio: l’efficacia del vaccino sulla popolazione in termini di protezione antivirale, dovrà essere elevata, tanto sicura e incontestabile da anteporre la sicurezza della salute pubblica alla libertà costituzionale ed inviolabile dell’uomo.
Sul licenziamento si potrebbe dire molto, ma anche in questo caso il datore di lavoro dovrà dimostrare in modo oggettivo e non meramente ipotetico, non deducendo cataclismi e stragi, se l’omessa vaccinazione sia (e non possa) idonea a ledere la sicurezza degli altri e quali strumenti di prevenzione ha adottato per evitarlo e quali non è in grado di attuare. L’obbligo di repechage ricade sul datore e non sul lavoratore – Cass. Lav., 16 luglio 2019 n. 19025.
Ma se in un eventuale giudizio, in opposizione alla futura legge coercitiva alla vaccinazione, si dimostrerà che l’eventuale ricorrente adotta tutti i presidi atti ad evitare il contagio e che la sua giovane età e salute garantirà, verosimilmente, la sua guarigione in caso di infezione, i giudicanti dovranno valutare se questa condizione è in grado di ridurre sensibilmente l’indispensabilità alla vaccinazione, comparando il sacrificio
La legge viene creata da un centro dove si incontrano diverse opinioni e ideologie e si scontrano punti di vista diversi, al fine di produrre una norma che rappresenti, il più possibile, l’idea di giustizia ampiamente condivisa e non un’imposizione governativa, come è, appunto, il decreto legislativo.
Non si deve dimenticare che l’art. 32 disciplina un diritto costituzionale che attiene ai beni della vita e che nessun decreto legislativo può gestire contrariamente alla legge parlamentare.
Nel dibattito parlamentare si dovrà dimostrare l’efficacia indiscussa del vaccino e contemperare le esigenze di sicurezza pubblica con il diritto del singolo di decidere con autodeterminazione di non accettare la vaccinazione, al pari dei diritti al trattamento sanitario che riguardano i pazienti.
Questo concetto è stato definito come la “ragionevolezza scientifica” di un trattamento sanitario – Corte costituzionale n. 5/2018.
Imporre un farmaco ad un paziente che non lo vuole non è una cosa facile; attualmente la giurisprudenza si muove addirittura nel senso di rispettare il rifiuto di sottoporsi ad un trattamento salvavita se chi lo rifiuta è consapevole dei rischi ed in grado di intende e volere: “La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute” (Corte Costituzionale, Sentenza n. 438/2008).
La parte finale del comma 2 surrichiamato, stabilisce: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Questa disposizione è stata valorizzata dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 21748/2007) nel noto caso di Eluana Englaro, al fine di consentirle, dopo molti anni, la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata. Ciò è avvenuto proprio sulla base della dimostrata concezione di “dignità della persona” che era stata propria di Eluana durante la sua vita attiva. Il Collegio giudicante, presieduto da Gabriella Luccioli, accolse una concezione in parte relativista di dignità della persona, ricordando Protagora (padre della sofistica): “l’uomo è la misura di tutte le cose”.
Non si procede più come nel periodo fascista a dichiararsi malato di mente chi si opponeva al regime così da essere internato fino alla morte.
Ora, il problema che si discuterà in sede legislativa, se il Governo deciderà di imporre la vaccinazione, naturalmente all’esito del confronto parlamentare, riguarderà la reale e non ipotetica efficacia della vaccinazione, efficacia tale che dovrà superare la presunzione di libertà di scelta dell’individuo; per comprendere meglio: l’efficacia del vaccino sulla popolazione in termini di protezione antivirale, dovrà essere elevata, tanto sicura e incontestabile da anteporre la sicurezza della salute pubblica alla libertà costituzionale ed inviolabile dell’uomo.
Sul licenziamento si potrebbe dire molto, ma anche in questo caso il datore di lavoro dovrà dimostrare in modo oggettivo e non meramente ipotetico, non deducendo cataclismi e stragi, se l’omessa vaccinazione sia (e non possa) idonea a ledere la sicurezza degli altri e quali strumenti di prevenzione ha adottato per evitarlo e quali non è in grado di attuare. L’obbligo di repechage ricade sul datore e non sul lavoratore – Cass. Lav., 16 luglio 2019 n. 19025.
Ma se in un eventuale giudizio, in opposizione alla futura legge coercitiva alla vaccinazione, si dimostrerà che l’eventuale ricorrente adotta tutti i presidi atti ad evitare il contagio e che la sua giovane età e salute garantirà, verosimilmente, la sua guarigione in caso di infezione, i giudicanti dovranno valutare se questa condizione è in grado di ridurre sensibilmente l’indispensabilità alla vaccinazione, comparando il sacrificio
alla libertà individuale garantita dall’art. 32 Cost..
Questo è il modo corretto di affrontare la questione perché non vogliamo rivivere l’epoca dei dogmi feudali spinti dall’euforia fanatica di quello che reputiamo giusto per imporlo agli altri.
Di Fresco Mauro
Il Prof. Mauro Di Fresco insegna all'università Sapienza di Roma I e II facoltà di medicina diritto del lavoro, diritto amministrativo e diritto sanitario. E' laureato in Scienze Giuridiche, Giurisprudenza ed ha seguito un percorso formativo di dirito pubblico e master biennale di 2 livello corte suprema di cassazione in diritto sanitario. E' membro e già presidente del comitato mobbing università e consulente legale nazionale UGL medici e nursind infermieri.
https://www.nursetimes.org/di-fresco-aadi-ma-e-vero-che-chi-non-si-vaccina-deve-andare-via-dagli-ospedali/114176/amp?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
Questo è il modo corretto di affrontare la questione perché non vogliamo rivivere l’epoca dei dogmi feudali spinti dall’euforia fanatica di quello che reputiamo giusto per imporlo agli altri.
Di Fresco Mauro
Il Prof. Mauro Di Fresco insegna all'università Sapienza di Roma I e II facoltà di medicina diritto del lavoro, diritto amministrativo e diritto sanitario. E' laureato in Scienze Giuridiche, Giurisprudenza ed ha seguito un percorso formativo di dirito pubblico e master biennale di 2 livello corte suprema di cassazione in diritto sanitario. E' membro e già presidente del comitato mobbing università e consulente legale nazionale UGL medici e nursind infermieri.
https://www.nursetimes.org/di-fresco-aadi-ma-e-vero-che-chi-non-si-vaccina-deve-andare-via-dagli-ospedali/114176/amp?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
Nurse Times
Di Fresco (AADI): ma è vero che chi non si vaccina deve andare via dagli ospedali?
Gentile Direttore di NurseTimes, infermieristicamente, la rivista del sindacato Nursind, perora le esternazioni di Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici, secon
Dovremo ancora aspettare. Il vaccino Covid-19 basato su RNA messaggero sviluppato dalla società farmaceutica Sanofi non sarà pronto nel 2021, ha annunciato il CEO Paul Hudson.
In un'intervista al Journal du Dimanche , pubblicata il 14 febbraio, l'amministratore delegato di Sanofi ha annunciato che il laboratorio "lancerà nei prossimi giorni la nuova fase 2 della sperimentazione clinica del vaccino".
Il vaccino "non sarà pronto quest'anno", ha annunciato Paul Hudson, assicurando che "potrebbe rivelarsi utile in seguito, soprattutto se la lotta contro le varianti dovesse continuare". "Ci sarebbe piaciuto essere pronti prima", ha aggiunto.
https://www.cnews.fr/france/2021-02-14/coronavirus-le-vaccin-arn-de-sanofi-ne-sera-pas-pret-avant-2022-1046966
In un'intervista al Journal du Dimanche , pubblicata il 14 febbraio, l'amministratore delegato di Sanofi ha annunciato che il laboratorio "lancerà nei prossimi giorni la nuova fase 2 della sperimentazione clinica del vaccino".
Il vaccino "non sarà pronto quest'anno", ha annunciato Paul Hudson, assicurando che "potrebbe rivelarsi utile in seguito, soprattutto se la lotta contro le varianti dovesse continuare". "Ci sarebbe piaciuto essere pronti prima", ha aggiunto.
https://www.cnews.fr/france/2021-02-14/coronavirus-le-vaccin-arn-de-sanofi-ne-sera-pas-pret-avant-2022-1046966
CNEWS
Coronavirus : le vaccin à ARN de Sanofi ne sera pas prêt avant 2022
Il faudra encore patienter. Le vaccin contre le Covid-19 à base d'ARN messager développé par le laboratoire pharmaceutique Sanofi ne sera pas prêt en 2021, a annoncé le PDG Paul Hudson. Dans un entretien au Journal du Dimanche, paru ce 14 février, le directeur…
"Secondo Public Health England, i giovani con difficoltà di apprendimento di età compresa tra 18 e 34 anni hanno una probabilità 30 volte maggiore di morire di Covid rispetto ad altri della stessa età .
Edel Harris, amministratore delegato di Mencap, ha dichiarato: "Durante la pandemia molte persone con disabilità di apprendimento hanno affrontato discriminazioni scioccanti e ostacoli all'accesso all'assistenza sanitaria, con avvisi inappropriati di non tentare la rianimazione cardiopolmonare (DNACPR) sui loro protocolli di cura.
“È inaccettabile che all'interno di un gruppo di persone colpite così duramente dalla pandemia, e che anche prima che Covid morisse in media più di 20 anni più giovane della popolazione generale, molti si sentano spaventati e si chiedano perché sono stati esclusi".
Ricorda dolorosamente qualcosa.
https://www.theguardian.com/world/2021/feb/13/new-do-not-resuscitate-orders-imposed-on-covid-19-patients-with-learning-difficulties
Edel Harris, amministratore delegato di Mencap, ha dichiarato: "Durante la pandemia molte persone con disabilità di apprendimento hanno affrontato discriminazioni scioccanti e ostacoli all'accesso all'assistenza sanitaria, con avvisi inappropriati di non tentare la rianimazione cardiopolmonare (DNACPR) sui loro protocolli di cura.
“È inaccettabile che all'interno di un gruppo di persone colpite così duramente dalla pandemia, e che anche prima che Covid morisse in media più di 20 anni più giovane della popolazione generale, molti si sentano spaventati e si chiedano perché sono stati esclusi".
Ricorda dolorosamente qualcosa.
https://www.theguardian.com/world/2021/feb/13/new-do-not-resuscitate-orders-imposed-on-covid-19-patients-with-learning-difficulties
the Guardian
Fury at ‘do not resuscitate’ notices given to Covid patients with learning disabilities
Vulnerable people have encountered ‘shocking discrimination’ during pandemic, says Mencap charity
Pfizer e Moderna stanno testando i loro vaccini contro il coronavirus su bambini dai 12 anni in su. Sperano di avere risultati entro la fine dell'estate. https://t.co/QzwmcR2mFC
https://www.nytimes.com/2021/02/12/health/covid-vaccines-children.html#click=https://t.co/QzwmcR2mFC
https://www.nytimes.com/2021/02/12/health/covid-vaccines-children.html#click=https://t.co/QzwmcR2mFC
NY Times
Covid Vaccines for Kids Are Coming, but Not for Many Months
Pfizer and Moderna are testing their vaccines on children 12 and older and hope to have results by the summer.
Covid, i dati smentiscono la strategia del lockdown e del vaccino
La mortalità totale in gennaio in Italia è sotto la media: o i decessi per altre patologie calano o i morti Covid sono dovuti ad altre patologie
https://www.affaritaliani.it/coronavirus/covid-i-dati-smentiscono-la-strategia-del-lockdown-del-vaccino-722371.html
La mortalità totale in gennaio in Italia è sotto la media: o i decessi per altre patologie calano o i morti Covid sono dovuti ad altre patologie
https://www.affaritaliani.it/coronavirus/covid-i-dati-smentiscono-la-strategia-del-lockdown-del-vaccino-722371.html
Affari Italiani
Covid, i dati smentiscono la strategia del lockdown e del vaccino
La mortalità totale in gennaio in Italia è sotto la media: o i decessi per altre patologie calano o i morti Covid sono dovuti ad altre patologie
La Costituzione deve sopravvivere
Avv. Francesco Scifo dopo le motivazioni del TAR del Lazio.
Il mio personale ringraziamento a questi professionisti che stanno combattendo a tutela dei nostri diritti.
https://youtu.be/U_wofvrkj9I
Avv. Francesco Scifo dopo le motivazioni del TAR del Lazio.
Il mio personale ringraziamento a questi professionisti che stanno combattendo a tutela dei nostri diritti.
https://youtu.be/U_wofvrkj9I
YouTube
La costituzione deve sopravvivere Avv. Francesco Scifo
Intervista, dalla tedesca Corona Ausschuss, a un membro del personale di una casa di cura per anziani a Berlino-Spandau. Questo documenta gli eventi che circondano il periodo di vaccinazione del 31 in casa e la tragedia che ne è seguita.
TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA In un documento del CTS del 20 novembre scorso, ribadito con un documento del 30 novembre del Ministero della Salute, per chi si ammala di Covid è consigliato: una “vigile attesa di 72 ore” e tachipirina. Le indicazioni sono considerate del tutto fuorvianti dai medici che hanno curato a domicilio i pazienti. Ora da più parti si leva un coro di proteste, affinchè il nuovo Governo cambi linea e sostituisca gli esperti di riferimento (Fonte: L'Atlanticoquotidiano)
https://www.affaritaliani.it/blog/rocca-sbrocca/covid-terapie-domiciliari-draghi-spazzi-via-mediocrita-ritardi-sanitari-722175.html?refresh_ce
https://www.affaritaliani.it/blog/rocca-sbrocca/covid-terapie-domiciliari-draghi-spazzi-via-mediocrita-ritardi-sanitari-722175.html?refresh_ce
Affari Italiani
Tachipirina e attesa? Il Covid dilaga. Ora Draghi li mandi tutti a casa
Linee guida per le cure domiciliari del Covid-19: le colpe dei vertici sanitari e del ministero della Salute nella gestione dell'epidemia
Effetti collaterali sotto stretta sorveglianza
"Anche il vaccino del gruppo AstraZeneca è stato accusato dei suoi numerosi effetti collaterali . In meno di una settimana, più di 150 operatori sanitari hanno riportato sintomi simil-influenzali a seguito dell'iniezione della prima dose. Febbre alta, mal di testa, forte affaticamento, dolori muscolari ... Solo all'Ospedale Universitario di Brest, dal 20 al 25% del personale vaccinato ha preso una pausa dal lavoro dopo il vaccino, ricordano i nostri colleghi di La Dépêche .
È un segnale e qualsiasi segnale dovrebbe essere preso sul serio, analizzato
Alla domanda su questi effetti collaterali, il presidente del comitato direttivo della strategia sui vaccini ha ricordato che la loro comparsa entro 48 ore dall'iniezione era normale. Ma il loro numero e la loro violenza hanno sorpreso. "A quanto pare, devi analizzare le cose, sembra esserci un po 'più del previsto. (...) È qualcosa di transitorio e non significativo o è un segnale un po' più forte? È un segnale e qualsiasi segnale deve essere preso seriamente, analizzato ", ha ammesso venerdì 12 febbraio Alain Fisher al micron di France Info".
https://www.midilibre.fr/2021/02/15/le-vaccin-astrazeneca-inquiete-les-soignants-les-reponses-du-mr-vaccin-ne-vont-pas-les-rassurer-9374181.php
"Anche il vaccino del gruppo AstraZeneca è stato accusato dei suoi numerosi effetti collaterali . In meno di una settimana, più di 150 operatori sanitari hanno riportato sintomi simil-influenzali a seguito dell'iniezione della prima dose. Febbre alta, mal di testa, forte affaticamento, dolori muscolari ... Solo all'Ospedale Universitario di Brest, dal 20 al 25% del personale vaccinato ha preso una pausa dal lavoro dopo il vaccino, ricordano i nostri colleghi di La Dépêche .
È un segnale e qualsiasi segnale dovrebbe essere preso sul serio, analizzato
Alla domanda su questi effetti collaterali, il presidente del comitato direttivo della strategia sui vaccini ha ricordato che la loro comparsa entro 48 ore dall'iniezione era normale. Ma il loro numero e la loro violenza hanno sorpreso. "A quanto pare, devi analizzare le cose, sembra esserci un po 'più del previsto. (...) È qualcosa di transitorio e non significativo o è un segnale un po' più forte? È un segnale e qualsiasi segnale deve essere preso seriamente, analizzato ", ha ammesso venerdì 12 febbraio Alain Fisher al micron di France Info".
https://www.midilibre.fr/2021/02/15/le-vaccin-astrazeneca-inquiete-les-soignants-les-reponses-du-mr-vaccin-ne-vont-pas-les-rassurer-9374181.php
midilibre.fr
Le vaccin AstraZeneca inquiète les soignants : les réponses du "Mr vaccin" ne vont pas les rassurer
Le président du conseil d'orientation de la stratégie vaccinale est revenu sur les effets secondaires du vaccin contre le coronavirus AstraZeneca. "C'est un signal et tout signal doit être pris au sérieux, analysé", a...
Uno studio che sembra attendibile sulla percentuale di popolazione europea" vaccinata "(usiamo le virgolette perché non è un vaccino nel senso comune del termine) mostra che la Francia - contrariamente alle prime impressioni - arriva in cima a questa classifica :
È quindi in Francia che questa operazione, incontra le più riluttanti nonostante la forte pressione politico-mediatica. Ciò dimostra una maggiore capacità di resistenza tra i francesi che tra i loro vicini europei.
https://olivierdemeulenaere.wordpress.com/2021/02/12/france-en-tete-refus-vaccination/
È quindi in Francia che questa operazione, incontra le più riluttanti nonostante la forte pressione politico-mediatica. Ciò dimostra una maggiore capacità di resistenza tra i francesi che tra i loro vicini europei.
https://olivierdemeulenaere.wordpress.com/2021/02/12/france-en-tete-refus-vaccination/
Olivier Demeulenaere - Regards sur l'économie
La France en tête du refus de la “vaccination”
« Une étude qui semble fiable sur le pourcentage de la population européenne « vaccinée » (nous utilisons les guillemets car il ne s’agit pas d’un vaccin au sens accepté du terme) montre…
Febbre dopo il vaccino Astrazeneca, nelle scuole record di assenze dei docenti [notiziediprato.it]
http://www.notiziediprato.it/news/febbre-dopo-il-vaccino-astrazeneca-nelle-scuole-record-di-assenze-dei-docenti
http://www.notiziediprato.it/news/febbre-dopo-il-vaccino-astrazeneca-nelle-scuole-record-di-assenze-dei-docenti
www.notiziediprato.it
Febbre dopo il vaccino Astrazeneca, nelle scuole record di assenze dei docenti [notiziediprato.it]
Solo al Datini stamani mancavano una ventina di insegnanti. Difficoltà anche a Brunelleschi, Livi, Gramsci-Keynes. I presidi si stanno organizzando in vista dei prossimi turni di vaccinazione. Febbre anche tra le forze dell'ordine che si sono vaccinate. La…