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“Il decreto sul Green pass va contro norme Ue e Carta”

di Silvia Truzzi

domenica 15 agosto 2021

Con il lodevole intento di fare ordine sulle innumerevoli questioni giuridiche che il decreto Green pass pone, l’Osservatorio sulla legalità costituzionale Stefano Rodotà (che riunisce giuristi di estrazione e formazione diverse) ha reso noto un articolato e utilissimo studio, dal titolo inequivocabile (pubblicato sul sito Questione giustizia, la rivista di Magistratura democratica): “Sul dovere costituzionale e comunitario di disapplicazione del decreto Green pass”. Vediamo perché.
Europa, Italia. Le disposizioni Ue in materia di certificazione verde tendono ad “agevolare” la libera circolazione dei cittadini in possesso del Green pass e non a limitarla: nelle intenzioni del legislatore europeo il Green pass descrive una situazione fattuale (vaccinato, guarito, detentore di tampone negativo) ritenuta sufficiente per non consentire ai Paesi membri di imporre ulteriori aggravi ai detentori del pass (quarantena o tampone). In Italia invece, scrivono i giuristi, il decreto che impone il certificato per accedere a una serie di luoghi “sembrerebbe conferire al pass natura di norma cogente ad effetti plurimi di discriminazione e trattamento differenziato”. Il pass che in ambito europeo ha “valenza informativa”, assume nel nostro ordinamento valenza obbligatoria e prescrittiva.
E la Carta? Altro problema è la presunta violazione costituzionale perché “pur in assenza di un obbligo vaccinale e di un serio dibattito parlamentare, s’introducono forme di discriminazione e di trattamento differenziato nei confronti dei soggetti non titolari del Green pass”. Che fine fa il principio di uguaglianza, che informa tutta la nostra Carta? In Francia il governo ha scelto la via del dibattito pubblico in cui tutti gli attori sono stati coinvolti (Parlamento, Consiglio di Stato, Consiglio costituzionale) e nonostante questo le proteste infiammano le piazze. Qui il governo ha optato per il decreto legge: se formalmente rispetta la riserva di legge con cui è possibile limitare il diritto di circolare, “bisogna chiedersi se il pass, per essere ragionevole e proporzionato in termini di costi/benefici, sia l’unico strumento in grado di garantire la sicurezza sanitaria dei cittadini e tale da imporre limiti alla libertà di circolazione”.
Obbligo surrettizio. È lecito che un decreto attribuisca al pass valore normativo e doverosità giuridica, comprimendo un complesso di libertà individuali, in assenza di obbligo vaccinale? “Se l’obiettivo è vaccinare tutta la popolazione, occorrerebbe esprimerlo con un chiaro atto di indirizzo politico, con una legge, che comunque non sembrerebbe resistere ai limiti costituzionali, in virtù della sperimentalità e delle limitate conoscenze scientifiche circa l’impatto sull’infezione”. Si limitano libertà fondamentali, senza certezze sull’efficacia. A latere: solo Francia e Italia hanno introdotto l’obbligo per il personale sanitario, anche se il Consiglio d’Europa ha finora escluso la legittimità dell’obbligo, affermando la necessità di assicurare che nessuno venga discriminato per non essere vaccinato.
La domanda di fondo, dunque, è perché non si decide di introdurre il vaccino obbligatorio per legge, in modo da evitare “irragionevoli e sproporzionati trattamenti differenziati, anche su base locale” . I giuristi dell’Osservatorio si danno questa risposta: se in passato è stato possibile per altri vaccini, non lo è, allo stato delle nostre conoscenze, per quelli anti Covid, che possono essere incentivati ma non imposti (neppure a categorie a rischio). Perché sono sperimentali, autorizzati in via emergenziale, e – come risulta da “bugiardini” e moduli di consenso informato – non proteggono contro l’infezione ma solo contro la malattia.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/15/il-decreto-sul-green-pass-va-contro-norme-ue-e-carta/6291868/
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😕
Uno studio scientifico ha scoperto che l'mRNA può alterare il tuo DNA


"Quante volte ci è stato detto che è impossibile che l'mRNA di un "vaccino" si integri nel nostro DNA, semplicemente perché "l'RNA non funziona in questo modo"? Ebbene, uno studio del MIT e di Harvard ha dimostrato che sì, "l'RNA funziona in questo modo".

Lo studio è stato condotto per indagare se l'RNA virale potesse essere cablato nel nostro DNA. Sebbene non abbia indagato in modo specifico se l'RNA presente nei vaccini Covid potesse alterare il nostro DNA, i dati possono essere utilizzati per fare una ipotesi.I vaccini Covid contengono RNA che codifica per la proteina spike SARS-CoV-2 ("Spike Protein") e, come l'RNA virale nello studio, può, e probabilmente lo fa, diventare cablato nel nostro DNA"[...]

Daily Expose
https://dailyexpose.co.uk/2021/08/15/scientific-study-finds-mrna-can-alter-your-dna/
Appena ricevuto.
Qui di seguito l’ultimo comunicato stampa della Rete Nazionale Scuola in Presenza a cui il nostro coordinamento aderisce.

COMUNICATO STAMPA: “Didattica in presenza e green pass:
segnalazione alla Commissione europea per procedura d'infrazione contro l'Italia”

Il D.L. 6 agosto 2021 n. 111 disciplina diversi temi riguardanti il contenimento della pandemia da Sars Cov-2. Purtroppo, ancora una volta a fare le spese dei provvedimenti di governo sono le famiglie italiane che rappresentiamo, e che ci hanno manifestato la loro viva preoccupazione. La norma che concede ai sindaci la possibilità di chiudere le scuole in zona arancione o rossa rappresenta un’autorizzazione implicita al facile ricorso alla DAD perché concede, così come è già avvenuto per tutto l'anno scolastico 2020/21, facoltà di chiusura sulla base di criteri arbitrari ed illegittimi perché fondati non già su dati epidemiologici allarmanti bensì su base preventiva e discrezionale. Il D.L. 111 stabilisce ulteriormente il permanere in via generale dell’obbligo di mascherina per tutti gli alunni: unica deroga ammessa a tale obbligo è per la fascia dai 12 anni in su, a condizione che tutti gli alunni di una classe siano vaccinati o guariti dal Covid. Oltre a porre evidenti problemi di riservatezza, il provvedimento innesca gravissimi rischi di discriminazione e di stigmatizzazione sociale per gli studenti che non sono vaccinati. Auspichiamo che la sentenza del TAR Lazio (9/08/2021), che ha dichiarato illegittimo l'obbligo di mascherina fino ai 12 anni, costituisca precedente. Il DL introduce inoltre gli screening per la popolazione scolastica: per mesi la nostra Rete ha incontrato esponenti parlamentari e governativi di tutti gli schieramenti, spiegando dati alla mano che lo strumento più adeguato ed efficace è quello del tracciamento e non degli screening a tappeto. Abbiamo inoltre consegnato al Gabinetto del Ministro della Salute una proposta di tracciamento adeguata alla situazione attuale. I documenti ufficiali, tuttavia, sono ancora fermi al protocollo scolastico dello scorso 30 gennaio 2021. Per quanto riguarda la vaccinazione richiesta ai minori, è noto che ogni trattamento medico, prima di poter essere richiesto o addirittura implicitamente imposto, debba rispondere ai seguenti criteri: 1) il trattamento deve essere efficace; 2) il trattamento non deve nuocere al soggetto; 3) il soggetto deve averne bisogno. Il criterio 1) è venuto meno laddove le evidenze certificano che anche un soggetto vaccinato può contrarre infezione; il criterio 2) è ancora in itinere di verifica; il criterio 3) è stato completamente disatteso (la mortalità nella fascia 0-19 anni è dello 0,0003%, e gli ospedalizzati di questa fascia di età, nel 2020, sono stati poco più di un centinaio). Ciononostante, la misura del “passaporto verde” per i minori è già entrata in vigore. Imporre il green pass per frequentare l’università, andare in biblioteca o fare attività sportiva al chiuso, alla fascia d’età che nulla ha da temere dal Covid è una scelta di “tutela dei cittadini” o una misura politica coercitiva che nulla ha a che fare con il contenimento della pandemia?
La Rete Nazionale Scuola in Presenza si fa carico, da quasi due anni, della gestione dei disagi delle famiglie e ha svolto, di fatto, un ruolo importante di ammortizzatore sociale, specialmente in alcune Regioni dove le spinte alla protesta si fanno sempre più impetuose e le intenzioni di ricorrere in giustizia sempre più frequenti. Per tale motivo, esortiamo le Istituzioni a convocare Tavoli territoriali permanenti per condividere ogni decisione prima dell’inizio ufficiale dell’anno scolastico.
Nel comunicare che la Rete ha appena inviato segnalazione per Procedura d’Infrazione contro l’Italia alla Commissione Europea contro il provvedimento del Green Pass, ricordiamo che la democrazia ha bisogno di un confronto sereno tra i cittadini, senza stigmatizzazioni o prese di posizioni a priori e prive di dati evidence-based.
Questo va a vantaggio di tutti, soprattutto dei nostri bambini e delle nostre bambine, dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.
Rete nazionale scuola in presenza.

Con preghiera di diffusione.
Rete Nazionale Scuola in presenza
La Scuola che vogliamo - Scuole diffuse in puglia

https://www.facebook.com/103493248060129/posts/369320864810698/?d=n
Forwarded from Byoblu
IL DL CHE PROROGA LO STATO DI EMERGENZA E ISTITUISCE IL GREEN PASS VERSO LA CONVERSIONE IN LEGGE

Nonostante gli appelli di avvocati e giuristi e nonostante le piazze che ogni sabato riempiono tutta Italia, e a cui anche noi di Byoblu diamo voce, il decreto legge con cui è entrato il vigore il Green pass e che ha di fatto esteso il termine dello stato di emergenza prosegue il suo iter. La discussione per la conversione in legge è stata calendarizzata presso la XII commissione affari sociali.

https://go.byoblu.com/ConversioneInLeggeDL105