Il World Economic Forum esorta le aziende a licenziare i dipendenti non vaccinati come parte del "reset dei lavori", cancella il tweet dopo le polemiche
"Get your COVID-19 jab - or you could face consequences from your employer #COVID19 #JobsReset21"
("Vaccinati contro il COVID-19 - o potresti affrontare le conseguenze dal tuo datore di lavoro #COVID19 #JobsReset21")
https://nationalfile.com/world-economic-forum-urges-companies-to-fire-unvaccinated-employees-as-part-of-jobs-reset-deletes-tweet-after-backlash/
"Get your COVID-19 jab - or you could face consequences from your employer #COVID19 #JobsReset21"
("Vaccinati contro il COVID-19 - o potresti affrontare le conseguenze dal tuo datore di lavoro #COVID19 #JobsReset21")
https://nationalfile.com/world-economic-forum-urges-companies-to-fire-unvaccinated-employees-as-part-of-jobs-reset-deletes-tweet-after-backlash/
National File
World Economic Forum Urges Companies To Fire Unvaccinated Employees As Part of ‘Jobs Reset,’ Deletes Tweet After Backlash
The World Economic Forum indicated Monday that it supports employees being forced to choose between taking one of the four
Forwarded from Giubbe Rosse
UN TEMPO SERVIVANO LA VOCAZIONE E LA FEDE. ORA SERVE IL VACCINO ll prete di domani non dovrà esser santo, ma vaccinato. Il glorioso seminario di Milano è la prima realtà educativa ad imporre l'obbligatorietà vaccinale applicando la perfida norma sull'esenzione dalle mascherine per chi ha completato il ciclo che scatenerà la gogna nelle classi. E scrive ai 120 seminaristi: "Dovete essere vaccinati tutti prima di rientrare dalle vacanze". Il vice-rettore conferma alla Nuova BQ: "Lo facciamo per tornare a una vita più serena". E i seminaristi contrari vengono chiamati ideologici: "Affronteremo caso per caso anche chi manifesta opposizioni ideologiche, ma sono sicuro che non ce ne sarà bisogno" (La nuova bussola quotidiana). https://lanuovabq.it/it/gogna-in-seminario-senza-vaccino-non-si-diventa-preti-1
lanuovabq.it
Gogna in seminario: senza vaccino non si diventa preti
Il prete di domani non dovrà esser santo, ma vaccinato. Il glorioso seminario di Milano è la prima realtà educativa ad imporre l'obbligatorietà vaccinale applicando la perfida norma sull'esenzione dalle mascherine per chi ha completato il ciclo che scatenerà…
Forwarded from Io leggo 𝔅loղdet & 𝔉riǝղdຮ
Articolo segnalato da Maurizio Blondet:
I vaccini spaventano anche i medici: sulle chat corrono dubbi e sospetti
Insicurezze, perplessità, un generale senso di abbandono. Non soltanto i pazienti che ricevono il vaccino ma anche medici e infermieri che si incaricano della somministrazione vivono da tempo, ormai, momenti di ansia e incertezza. E non lo nascondono, come testimoniato dagli scambi che avvengono all’interno della comunità “Medici italiani”, che conta poco meno di 100 mila iscritti. Professionisti molto attivi sui social e che nelle ultime settimane si interrogano soprattutto sulle conseguenze dei farmaci nei pazienti, alle volte anche gravi...
https://www.ilparagone.it/attualita/i-vaccini-spaventano-anche-i-medici-sulle-chat-corrono-dubbi-e-sospetti/?telegram
⚡️ Apertura rapida
➕ #EXTRA
@MaurizioBlondet
Blondet & Friends su Telegram
I vaccini spaventano anche i medici: sulle chat corrono dubbi e sospetti
Insicurezze, perplessità, un generale senso di abbandono. Non soltanto i pazienti che ricevono il vaccino ma anche medici e infermieri che si incaricano della somministrazione vivono da tempo, ormai, momenti di ansia e incertezza. E non lo nascondono, come testimoniato dagli scambi che avvengono all’interno della comunità “Medici italiani”, che conta poco meno di 100 mila iscritti. Professionisti molto attivi sui social e che nelle ultime settimane si interrogano soprattutto sulle conseguenze dei farmaci nei pazienti, alle volte anche gravi...
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Justin Trudeau: "A meno che le persone non abbiano un esonero medico, non potranno salire a bordo di un aereo o di un treno in Canada se non sono vaccinate. Siamo assolutamente inequivocabili su questo”.
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Forwarded from RadioGenova
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Intera famiglia senza green pass respinta all'ingresso del gazebo e padre portato via con la forza davanti alla figlia in lacrime. Colpevole di non essere vaccinato e successivamente di non avere dato documento ad agente violento. #RadioSavana
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La carica virale del vaccinato è superiore a quella di un non vaccinato su un campione di pazienti dell'IHU Marsiglia. (Estratto video dal bollettino settimanale del dottor Didier Raoult.)
“L’efficacia è in calo”: in America partono le terze dosi di Pfizer
19 agosto 2021
Il governo USA ha annunciato che a partire dal 20 settembre inizierà a somministrare la terza dose del vaccino anti Covid. Il “booster” verrà iniettato dopo 8 mesi dalla seconda dose, ha fatto sapere l’amministrazione Biden, spiegando che la terza iniezione si è resa necessaria a causa della particolare contagiosità della variante Delta e dei nuovi dati sull’efficacia dei vaccini. “Sulla base delle nostre ultime valutazioni, l’attuale protezione contro malattie gravi, ospedalizzazioni e morti potrebbe diminuire nei prossimi mesi, specialmente tra coloro che sono a rischio più elevato o sono stati vaccinati durante le prime fasi del lancio della vaccinazione”, si legge in un comunicato firmato dal dipartimento della Salute americano insieme a vari esperti che seguono l’emergenza Covid negli Usa. I nuovi dati sono quelli pubblicati ieri stesso dal CDC: indicano che l’efficacia dei vaccini sta “calando in modo significativo” tra i residenti delle Rsa, una delle prime categorie a essere vaccinata negli Usa. I prodotti che verranno utilizzati fin da subito saranno Pfizer-Biontech e Moderna, ha fatto sapere Washington, e i primi a essere vaccinati saranno i cittadini più anziani, i lavoratori del settore sanitario e quelli delle case di riposo.
La terza dose è già una realtà da due settimane in Israele. Il governo Bennett ha iniziato a somministrare il “booster” alle persone con oltre 50 anni di età: finora è stata iniettato a oltre 1 milione di persone. In Europa i governi vanno invece in ordine sparso, anche se i Paesi più grandi sembrano seguire la stessa linea. Nelle scorse settimane il presidente francese, Emmanuel Macron, e il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, hanno detto chiaramente di voler procedere con la terza dose a partire da settembre, dando priorità alle fasce più a rischio della popolazione: anziani, malati e personale sanitario. Nessuna indicazione sulle tempistiche, per ora, da parte del governo italiano. “Siamo pronti, abbiamo dosi a sufficienza per fare la terza dose e aspettiamo le indicazioni delle autorità scientifica per dirci il tempo giusto per somministrare la terza dose, le prime indicazioni ci lasciano presupporre che si inizierà dai più fragili”, sono state le ultime parole pronunciate sul tema, lo scorso 5 agosto, dal ministro Speranza. Il dibattito nella comunità medica nostrana sulla necessità di procedere subito con la terza dose è in effetti aperto.
Da una parte c’è chi, come Massimo Galli, dice che “ci vuole qualcosa di un po’ più robusto per dire che la terza dose serve davvero, in che misura, quando e per chi”, dall’altra c’è chi concorda con Fabrizio Pregliasco, secondo cui la terza dose “è una protezione aggiuntiva e concreta alla luce di una situazione che ormai degenera (quella della variante Delta, ndr)”. Di certo c’è il parere dell’OMS, contrario alla terza dose per un altro motivo: “Capisco la preoccupazione di tutti i governi di proteggere la propria popolazione dalla variante Delta, ma non possiamo accettare che Paesi che hanno già utilizzato la maggior parte della fornitura globale di vaccini ne utilizzino ancora di più”, ha detto il direttore, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus. Dietro il dibattito sulla terza dose resta infatti un punto irrisolto. Con i brevetti nelle mani delle compagnie farmaceutiche, le forniture continuano a essere insufficienti per coprire l’intera popolazione mondiale. Il risultato, dicono i numeri dell’Onu aggiornati all’11 agosto, è che nei Paesi ricchi una persona su due è stata vaccinata con almeno una dose, mentre nei Paesi poveri la proporzione è di una persona ogni 61. La ragionevole certezza è che, andando avanti così, il virus continuerà a svilupparsi e a mutare dove i vaccini scarseggiano. Per poi tornare a colpire nel mondo ricco, rendendo così necessarie altre punture.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/19/lefficacia-e-in-calo-in-america-partono-le-terze-dosi-di-pfizer/6295596/amp/
19 agosto 2021
Il governo USA ha annunciato che a partire dal 20 settembre inizierà a somministrare la terza dose del vaccino anti Covid. Il “booster” verrà iniettato dopo 8 mesi dalla seconda dose, ha fatto sapere l’amministrazione Biden, spiegando che la terza iniezione si è resa necessaria a causa della particolare contagiosità della variante Delta e dei nuovi dati sull’efficacia dei vaccini. “Sulla base delle nostre ultime valutazioni, l’attuale protezione contro malattie gravi, ospedalizzazioni e morti potrebbe diminuire nei prossimi mesi, specialmente tra coloro che sono a rischio più elevato o sono stati vaccinati durante le prime fasi del lancio della vaccinazione”, si legge in un comunicato firmato dal dipartimento della Salute americano insieme a vari esperti che seguono l’emergenza Covid negli Usa. I nuovi dati sono quelli pubblicati ieri stesso dal CDC: indicano che l’efficacia dei vaccini sta “calando in modo significativo” tra i residenti delle Rsa, una delle prime categorie a essere vaccinata negli Usa. I prodotti che verranno utilizzati fin da subito saranno Pfizer-Biontech e Moderna, ha fatto sapere Washington, e i primi a essere vaccinati saranno i cittadini più anziani, i lavoratori del settore sanitario e quelli delle case di riposo.
La terza dose è già una realtà da due settimane in Israele. Il governo Bennett ha iniziato a somministrare il “booster” alle persone con oltre 50 anni di età: finora è stata iniettato a oltre 1 milione di persone. In Europa i governi vanno invece in ordine sparso, anche se i Paesi più grandi sembrano seguire la stessa linea. Nelle scorse settimane il presidente francese, Emmanuel Macron, e il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, hanno detto chiaramente di voler procedere con la terza dose a partire da settembre, dando priorità alle fasce più a rischio della popolazione: anziani, malati e personale sanitario. Nessuna indicazione sulle tempistiche, per ora, da parte del governo italiano. “Siamo pronti, abbiamo dosi a sufficienza per fare la terza dose e aspettiamo le indicazioni delle autorità scientifica per dirci il tempo giusto per somministrare la terza dose, le prime indicazioni ci lasciano presupporre che si inizierà dai più fragili”, sono state le ultime parole pronunciate sul tema, lo scorso 5 agosto, dal ministro Speranza. Il dibattito nella comunità medica nostrana sulla necessità di procedere subito con la terza dose è in effetti aperto.
Da una parte c’è chi, come Massimo Galli, dice che “ci vuole qualcosa di un po’ più robusto per dire che la terza dose serve davvero, in che misura, quando e per chi”, dall’altra c’è chi concorda con Fabrizio Pregliasco, secondo cui la terza dose “è una protezione aggiuntiva e concreta alla luce di una situazione che ormai degenera (quella della variante Delta, ndr)”. Di certo c’è il parere dell’OMS, contrario alla terza dose per un altro motivo: “Capisco la preoccupazione di tutti i governi di proteggere la propria popolazione dalla variante Delta, ma non possiamo accettare che Paesi che hanno già utilizzato la maggior parte della fornitura globale di vaccini ne utilizzino ancora di più”, ha detto il direttore, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus. Dietro il dibattito sulla terza dose resta infatti un punto irrisolto. Con i brevetti nelle mani delle compagnie farmaceutiche, le forniture continuano a essere insufficienti per coprire l’intera popolazione mondiale. Il risultato, dicono i numeri dell’Onu aggiornati all’11 agosto, è che nei Paesi ricchi una persona su due è stata vaccinata con almeno una dose, mentre nei Paesi poveri la proporzione è di una persona ogni 61. La ragionevole certezza è che, andando avanti così, il virus continuerà a svilupparsi e a mutare dove i vaccini scarseggiano. Per poi tornare a colpire nel mondo ricco, rendendo così necessarie altre punture.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/19/lefficacia-e-in-calo-in-america-partono-le-terze-dosi-di-pfizer/6295596/amp/
Il Fatto Quotidiano
“L’efficacia è in calo”: in America partono le terze dosi di Pfizer - Il Fatto Quotidiano
Il governo degli Stati Uniti ha annunciato che a partire dal 20 settembre inizierà a somministrare la terza dose del vaccino anti Covid. Il “booster” verrà iniettato dopo 8 mesi dalla seconda dose, ha fatto sapere l’amministrazione Biden, spiegando che la…
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Scuola, lettera di un'insegnante che dice no al vaccino: "Le idee vanno rispettate e non derise"
17 agosto 2021
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di un'insegnante
"Non ci sto. Ho l’urgenza di dire ciò che penso in merito a questa assurda situazione in cui, fra le tante altre cose, io docente dello Stato, che ho sempre servito con impegno, passione e onestà, mi devo sentire appellata come irresponsabile, assassina, generatrice di morte, non idonea al ruolo di educatore, da licenziamento immediato. Non ci sto. E anche se questo mio scritto non servirà a nulla sarò fiera ancora una volta di aver voluto condividere la mia idea, sapendola essere idea di tanti altri, per continuare ad andare a scuola senza dovermi vergognare per una scelta, il no a questo vaccino, che ha valore almeno pari a quella fatta da tanti miei colleghi.
Anche la mia scelta si fonda su convinzioni maturate grazie al contributo di tanti medici, di tanti scienziati, di persone autorevoli. La mia scelta diventa ancora più forte nel momento in cui vedo la censura delle idee e delle voci degli altri dottori, degli altri autorevoli scienziati. Perché non dar voce? La mia scelta si radica profondamente nella convinzione che gli stessi governanti ci hanno trasmesso negli scorsi anni: la scuola è un ambiente sicuro, come ha dimostrato, dati alla mano. La mia scelta esplode di energia quando si dice che la Dad ha fallito facendo riferimento alle ‘prove invalsi’, aberrante forma di valutazione delle competenze di vita dei ragazzi (?). La mia scelta diventa contagiosa quando vedo che i ‘grandi’ dello spettacolo, i giornalisti, i sindacalisti, i grandi pedagogisti, alcuni oggi molto vicini al governo, i grandi pensatori, indietreggiano di fronte a non si sa bene cosa, non parlando o facendolo poco, per lucidare una sola faccia della medaglia.
Ma una cosa invece mi fa tremare ed è il motivo per cui, di ritorno oggi dalla coda per una delle tante petizioni da firmare, sono qui a scrivere: la divisione fra i colleghi della scuola! Ci siamo fatti dividere! Se oggi in coda ci fossero stati anche i colleghi vaccinati avremmo fatto tutti insieme un grande atto di onestà intellettuale e forse realizzato ciò che, come docenti, siamo chiamati a fare. Chiedo ai miei colleghi vaccinati: “Vi siete fatti una idea di ciò che sta accadendo? Come reagite davanti alla censura di ogni altra ‘verità’ medica e scientifica? Vi siete vaccinati per evitare di finire in ospedale o per non contagiare il prossimo (domandatevelo davanti allo specchio però)? Ora che è certo che anche chi è nutrito di vaccino può ammalarsi e contagiare come vedete la ‘nostra’ azione di reazione a dictat privi di certezza scientifica? Perché non siete con noi? Perché avete permesso che ci dividessero? Perché avete accettato di dover dire ai vostri bambini e ragazzi che questo vaccino è l’unica strada? Perché non siamo uniti nel difendere quello che il nostro ruolo dovrebbe fare in primis: permettere il pensare autonomo, adoperarsi per la libertà di espressione, sentirsi autorizzati affinchè la propria idea sia rispettata e non derisa. Dove siete colleghi?
Vi immagino sotto l’ombrellone a riposarvi, giustamente, dopo due anni di difficilissima situazione educativa, sapendo che alcuni vostri colleghi, di cui avete bene in mente volti e nomi, non si sono riposati un attimo in questa calda estate, e fino all’ultimo stanno resistendo per essere rispettati, deglutendo saliva per ogni minaccia e ricatto che vien loro buttato addosso. Cosa provate? Io oggi ho provato tanta amarezza nel non vedervi in fila. La corsa al vaccino che vi ho visto fare, cari miei colleghi, mi ha lasciato allora perplessa ma provo, ora, una strana ammirazione per voi, perchè vi siete fidati ciecamente del Cts, liberandovi di un grosso fardello, che ognuno di noi non vaccinato sta portando in questi mesi di ‘vacanza’: lottare non per un tampone gratis o a pagamento ma per la libertà e il diritto di veder rappresentati e accolti tutti i pareri, tutte le altre Verità, perché comunque di Verità si tratta.
17 agosto 2021
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di un'insegnante
"Non ci sto. Ho l’urgenza di dire ciò che penso in merito a questa assurda situazione in cui, fra le tante altre cose, io docente dello Stato, che ho sempre servito con impegno, passione e onestà, mi devo sentire appellata come irresponsabile, assassina, generatrice di morte, non idonea al ruolo di educatore, da licenziamento immediato. Non ci sto. E anche se questo mio scritto non servirà a nulla sarò fiera ancora una volta di aver voluto condividere la mia idea, sapendola essere idea di tanti altri, per continuare ad andare a scuola senza dovermi vergognare per una scelta, il no a questo vaccino, che ha valore almeno pari a quella fatta da tanti miei colleghi.
Anche la mia scelta si fonda su convinzioni maturate grazie al contributo di tanti medici, di tanti scienziati, di persone autorevoli. La mia scelta diventa ancora più forte nel momento in cui vedo la censura delle idee e delle voci degli altri dottori, degli altri autorevoli scienziati. Perché non dar voce? La mia scelta si radica profondamente nella convinzione che gli stessi governanti ci hanno trasmesso negli scorsi anni: la scuola è un ambiente sicuro, come ha dimostrato, dati alla mano. La mia scelta esplode di energia quando si dice che la Dad ha fallito facendo riferimento alle ‘prove invalsi’, aberrante forma di valutazione delle competenze di vita dei ragazzi (?). La mia scelta diventa contagiosa quando vedo che i ‘grandi’ dello spettacolo, i giornalisti, i sindacalisti, i grandi pedagogisti, alcuni oggi molto vicini al governo, i grandi pensatori, indietreggiano di fronte a non si sa bene cosa, non parlando o facendolo poco, per lucidare una sola faccia della medaglia.
Ma una cosa invece mi fa tremare ed è il motivo per cui, di ritorno oggi dalla coda per una delle tante petizioni da firmare, sono qui a scrivere: la divisione fra i colleghi della scuola! Ci siamo fatti dividere! Se oggi in coda ci fossero stati anche i colleghi vaccinati avremmo fatto tutti insieme un grande atto di onestà intellettuale e forse realizzato ciò che, come docenti, siamo chiamati a fare. Chiedo ai miei colleghi vaccinati: “Vi siete fatti una idea di ciò che sta accadendo? Come reagite davanti alla censura di ogni altra ‘verità’ medica e scientifica? Vi siete vaccinati per evitare di finire in ospedale o per non contagiare il prossimo (domandatevelo davanti allo specchio però)? Ora che è certo che anche chi è nutrito di vaccino può ammalarsi e contagiare come vedete la ‘nostra’ azione di reazione a dictat privi di certezza scientifica? Perché non siete con noi? Perché avete permesso che ci dividessero? Perché avete accettato di dover dire ai vostri bambini e ragazzi che questo vaccino è l’unica strada? Perché non siamo uniti nel difendere quello che il nostro ruolo dovrebbe fare in primis: permettere il pensare autonomo, adoperarsi per la libertà di espressione, sentirsi autorizzati affinchè la propria idea sia rispettata e non derisa. Dove siete colleghi?
Vi immagino sotto l’ombrellone a riposarvi, giustamente, dopo due anni di difficilissima situazione educativa, sapendo che alcuni vostri colleghi, di cui avete bene in mente volti e nomi, non si sono riposati un attimo in questa calda estate, e fino all’ultimo stanno resistendo per essere rispettati, deglutendo saliva per ogni minaccia e ricatto che vien loro buttato addosso. Cosa provate? Io oggi ho provato tanta amarezza nel non vedervi in fila. La corsa al vaccino che vi ho visto fare, cari miei colleghi, mi ha lasciato allora perplessa ma provo, ora, una strana ammirazione per voi, perchè vi siete fidati ciecamente del Cts, liberandovi di un grosso fardello, che ognuno di noi non vaccinato sta portando in questi mesi di ‘vacanza’: lottare non per un tampone gratis o a pagamento ma per la libertà e il diritto di veder rappresentati e accolti tutti i pareri, tutte le altre Verità, perché comunque di Verità si tratta.
Noi andremo a scuola fin quando i nostri nasi e le nostre gole non sanguineranno; poi saremo sospesi e poi licenziati. Noi avremo garantito al pari di voi la sicurezza nel nostro luogo di lavoro ( la scuola: “una casa dove è bello abitare”). Questa frattura fra di noi, alimentata dalla massiccia e violenta informazione dei canali “ufficiali”, segna il vero fallimento della scuola (altro che prove invalsi), di un corpo docente che non sa riconoscersi come portatore di diritti e doveri da perseguire uniti e coesi perché sia salvaguardata la libertà e la bellezza della diversità di idee, finalizzate tutte al bene e alla salute di tutti, in un confronto onesto e sincero.
Dove siete colleghi vaccinati? Perché non ci siete? In ultimo, un grazie a quei ds e a quei medici che non hanno avuto paura di accogliere le istanze di una ‘minoranza’ di docenti/cittadini onesti e ancora fiduciosi di sentirsi ancora parte e coautori di un paese democratico. Grazie ai sacerdoti che vedono e denunciano enormi contraddizioni nelle regole dentro e fuori le chiese (sapendo che Gesù non lo si inganna). Grazie a tutti i genitori che non chiederanno se la maestra o il professore è vaccinato certi che comunque quella maestra e quel professore contribuirà al bene e alla salute di tutta la comunità scolastica in Altro modo, valido e onesto. Grazie a chi non si schiera mai perché dà la misura del danno di questa pandemia che ha distrutto la capacità di sentirsi comunità e di sentirsi tutti insieme coinvolti verso un unico e medesimo fine. Non ci sto….ma ci sono!"
Ester Seneca maestra dello Stato Italiano da tanti anni ad oggi ….
Meldola, 17 agosto 2021
https://www.forlitoday.it/social/segnalazioni/scuola-lettera-di-un-insegnante-che-dice-no-al-vaccino-le-idee-vanno-rispettate-e-non-derise.html
Dove siete colleghi vaccinati? Perché non ci siete? In ultimo, un grazie a quei ds e a quei medici che non hanno avuto paura di accogliere le istanze di una ‘minoranza’ di docenti/cittadini onesti e ancora fiduciosi di sentirsi ancora parte e coautori di un paese democratico. Grazie ai sacerdoti che vedono e denunciano enormi contraddizioni nelle regole dentro e fuori le chiese (sapendo che Gesù non lo si inganna). Grazie a tutti i genitori che non chiederanno se la maestra o il professore è vaccinato certi che comunque quella maestra e quel professore contribuirà al bene e alla salute di tutta la comunità scolastica in Altro modo, valido e onesto. Grazie a chi non si schiera mai perché dà la misura del danno di questa pandemia che ha distrutto la capacità di sentirsi comunità e di sentirsi tutti insieme coinvolti verso un unico e medesimo fine. Non ci sto….ma ci sono!"
Ester Seneca maestra dello Stato Italiano da tanti anni ad oggi ….
Meldola, 17 agosto 2021
https://www.forlitoday.it/social/segnalazioni/scuola-lettera-di-un-insegnante-che-dice-no-al-vaccino-le-idee-vanno-rispettate-e-non-derise.html
ForlìToday
Scuola, lettera di un'insegnante che dice no al vaccino: "Le idee vanno rispettate e non derise"
:: Segnalazione a Forlì
Agente di Polizia Mario De Marco: «Meglio dietro alla scrivania che vaccinato»
giovedì 19 agosto 2021
La sua foto in mezzo a un parcheggio, seduto su una sedia di legno e con davanti una monoporzione per il pranzo su un tavolino, ha fatto il giro dei social. Il protagonista è Mario De Marco, 58 anni, agente della polizia ferroviaria di Gorizia e coordinatore provinciale del sindacato "Lo scudo". Che non ha intenzione di vaccinarsi e di conseguenza ottenere il green pass che gli darebbe accesso alla mensa della caserma Massarelli: «Non sono convinto del vaccino, non voglio farlo. Le imposizioni mi vanno strette. Certo non vorrei ammalarmi: mi spaventa il Covid come mi spaventa uscire di casa ed essere colpito da una tegola in testa, ma non reputo la malattia così pericolosa».
Poi continua: «Non sono vaccinato, non ho il Green Pass e per questo non mi hanno fatto entrare a mensa nella caserma Massarelli, ma noi lavoriamo nelle caserme, stiamo negli alloggi, saliamo in auto, lavoriamo fianco a fianco con i colleghi e solo a mensa c'è l'obbligo del Pass e ci dividono».
«Mi chiedo se potrò salire sul treno per i controlli, se potrò continuare a lavorare», dice in vista di settembre quando il green pass sarà in vigore anche sui treni. «Mi dispiacerebbe finire in un ufficio, ma accetterei di essere demansionato piuttosto che costretto al vaccino. Se mi licenziassero ci penserei, ma andrò presto in pensione, dovrei salvarmi».
https://www.ilmessaggero.it/italia/mario_de_marco_poliziotto_no_vax_green_pass_mensa_vaccinato-6145984.html
giovedì 19 agosto 2021
La sua foto in mezzo a un parcheggio, seduto su una sedia di legno e con davanti una monoporzione per il pranzo su un tavolino, ha fatto il giro dei social. Il protagonista è Mario De Marco, 58 anni, agente della polizia ferroviaria di Gorizia e coordinatore provinciale del sindacato "Lo scudo". Che non ha intenzione di vaccinarsi e di conseguenza ottenere il green pass che gli darebbe accesso alla mensa della caserma Massarelli: «Non sono convinto del vaccino, non voglio farlo. Le imposizioni mi vanno strette. Certo non vorrei ammalarmi: mi spaventa il Covid come mi spaventa uscire di casa ed essere colpito da una tegola in testa, ma non reputo la malattia così pericolosa».
Poi continua: «Non sono vaccinato, non ho il Green Pass e per questo non mi hanno fatto entrare a mensa nella caserma Massarelli, ma noi lavoriamo nelle caserme, stiamo negli alloggi, saliamo in auto, lavoriamo fianco a fianco con i colleghi e solo a mensa c'è l'obbligo del Pass e ci dividono».
«Mi chiedo se potrò salire sul treno per i controlli, se potrò continuare a lavorare», dice in vista di settembre quando il green pass sarà in vigore anche sui treni. «Mi dispiacerebbe finire in un ufficio, ma accetterei di essere demansionato piuttosto che costretto al vaccino. Se mi licenziassero ci penserei, ma andrò presto in pensione, dovrei salvarmi».
https://www.ilmessaggero.it/italia/mario_de_marco_poliziotto_no_vax_green_pass_mensa_vaccinato-6145984.html
Il Messaggero
Mario De Marco, il poliziotto no-vax: «Meglio dietro alla scrivania che vaccinato»
La sua foto in mezzo a un parcheggio, seduto su una sedia di legno e con davanti una monoporzione per il pranzo su un tavolino, ha fatto il giro dei social. Il protagonista è Mario De...
Terza dose del vaccino in Italia, la necessità di essere pragmatici
di Giovanni Rezza, epidemiologo, DG Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute
giovedì 19 agosto 2021
La campagna vaccinale nel nostro Paese procede a passo spedito, e ormai sono state somministrate circa 74 milioni di dosi di vaccino. Quasi 35 milioni di italiani, ovvero oltre il 57% della popolazione, hanno completato il ciclo vaccinale. Siamo quindi sostanzialmente in linea con gli altri grandi paesi europei.
Le tre domande
Per sciogliere questo nodo è ora essenziale rispondere ad alcuni quesiti di tipo scientifico:
1) quanto dura l’immunità conferita dai vaccini;
2) quale ruolo giocano le varianti nel ridurre l’efficacia e la durata della protezione;
3) se sarà possibile raggiungere la cosiddetta immunità di gregge o di comunità.
Quanto dura la protezione data dal vaccino?
Al primo quesito non sappiamo ancora del tutto rispondere, visto che il follow-up delle persone vaccinate è ancora troppo breve. Sembra però che, anche se gli anticorpi neutralizzanti tendono a scendere nel corso del tempo, le risposte cellulari e la memoria dell’incontro con l’antigene virale persistano più a lungo di quanto si pensasse. Naturalmente, esiste una variabilità individuale e, soprattutto, persone immunodepresse potrebbero trovarsi per prime in difficoltà di fronte a un attacco virale.
Le varianti ci rendono più vulnerabili?
Il quesito relativo alle varianti è ancor più complesso. La variante beta (sudafricana) sembra essere la più resistente ai vaccini, ma per fortuna la sua circolazione da noi è estremamente limitata. Per quanto attiene alla variante delta (indiana), i vaccini conservano un’elevata efficacia nel proteggerci dalle forme gravi di malattia, ma non sempre sono in grado di evitare l’infezione. Ciò vuol dire che, in un certo numero di casi, il virus può continuare a circolare tra le persone vaccinate, pur non causando i danni gravi a cui ci aveva abituato in precedenza. Naturalmente, quanto esposto relativamente ai primi due quesiti ha delle ripercussioni sul terzo.
Serve una terza dose?
Considerato che è probabile che il virus continuerà a circolare, dobbiamo vaccinare il più possibile senza pensare al raggiungimento di un obiettivo ambizioso come quello dell’immunità di gregge, ma piuttosto per favorire un ritorno alla normalità, proteggendo la popolazione dalle conseguenze peggiori della malattia ed evitando la congestione delle strutture sanitarie. Quando poi avremo vaccinato gran parte della popolazione, continuando per un po’ a mantenere dei comportamenti prudenti, dovremmo vedere anche degli effetti sulla riduzione della circolazione del virus. Sulla terza dose, per ora, conviene astenersi dal solito dibattito fra pro e contro, iniziando a programmare gli eventuali richiami, da effettuare in maniera graduale, sulla base delle necessità e delle evidenze scientifiche.
https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_agosto_19/terza-dose-vaccino-italia-covid-rezza-817204d0-003f-11ec-8344-5725a069e6ae.shtml
di Giovanni Rezza, epidemiologo, DG Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute
giovedì 19 agosto 2021
La campagna vaccinale nel nostro Paese procede a passo spedito, e ormai sono state somministrate circa 74 milioni di dosi di vaccino. Quasi 35 milioni di italiani, ovvero oltre il 57% della popolazione, hanno completato il ciclo vaccinale. Siamo quindi sostanzialmente in linea con gli altri grandi paesi europei.
Le tre domande
Per sciogliere questo nodo è ora essenziale rispondere ad alcuni quesiti di tipo scientifico:
1) quanto dura l’immunità conferita dai vaccini;
2) quale ruolo giocano le varianti nel ridurre l’efficacia e la durata della protezione;
3) se sarà possibile raggiungere la cosiddetta immunità di gregge o di comunità.
Quanto dura la protezione data dal vaccino?
Al primo quesito non sappiamo ancora del tutto rispondere, visto che il follow-up delle persone vaccinate è ancora troppo breve. Sembra però che, anche se gli anticorpi neutralizzanti tendono a scendere nel corso del tempo, le risposte cellulari e la memoria dell’incontro con l’antigene virale persistano più a lungo di quanto si pensasse. Naturalmente, esiste una variabilità individuale e, soprattutto, persone immunodepresse potrebbero trovarsi per prime in difficoltà di fronte a un attacco virale.
Le varianti ci rendono più vulnerabili?
Il quesito relativo alle varianti è ancor più complesso. La variante beta (sudafricana) sembra essere la più resistente ai vaccini, ma per fortuna la sua circolazione da noi è estremamente limitata. Per quanto attiene alla variante delta (indiana), i vaccini conservano un’elevata efficacia nel proteggerci dalle forme gravi di malattia, ma non sempre sono in grado di evitare l’infezione. Ciò vuol dire che, in un certo numero di casi, il virus può continuare a circolare tra le persone vaccinate, pur non causando i danni gravi a cui ci aveva abituato in precedenza. Naturalmente, quanto esposto relativamente ai primi due quesiti ha delle ripercussioni sul terzo.
Serve una terza dose?
Considerato che è probabile che il virus continuerà a circolare, dobbiamo vaccinare il più possibile senza pensare al raggiungimento di un obiettivo ambizioso come quello dell’immunità di gregge, ma piuttosto per favorire un ritorno alla normalità, proteggendo la popolazione dalle conseguenze peggiori della malattia ed evitando la congestione delle strutture sanitarie. Quando poi avremo vaccinato gran parte della popolazione, continuando per un po’ a mantenere dei comportamenti prudenti, dovremmo vedere anche degli effetti sulla riduzione della circolazione del virus. Sulla terza dose, per ora, conviene astenersi dal solito dibattito fra pro e contro, iniziando a programmare gli eventuali richiami, da effettuare in maniera graduale, sulla base delle necessità e delle evidenze scientifiche.
https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_agosto_19/terza-dose-vaccino-italia-covid-rezza-817204d0-003f-11ec-8344-5725a069e6ae.shtml
Corriere della Sera
Faremo la terza dose del vaccino anche in Italia? Domande e risposte
Bene programmare gli eventuali richiami, da effettuare in maniera graduale, sulla base delle necessità e delle evidenze scientifiche. Intanto immunizzare più persone possibile per fare ritorno alla normalità e non intasare le strutture sanitarie
Firenze
17enne ricoverato al Meyer per una trombosi al cervello, aveva fatto il Pfizer
giovedì 19 agosto 2021
Un ragazzo di 17 anni, della provincia di Firenze è ricoverato al Meyer per una trombosi dei seni cerebrali. Si tratta di uno dei problemi che potrebbero essere legati, in rari casi, alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca.
Lo scrive l'edizione odierna de La Repubblica Firenze, sottolineando che quattro giorni prima di sentirsi male e di essere portato dai genitori in un ospedale del Fiorentino, il giovane aveva ricevuto la seconda somministrazione del vaccino.
Si è trattato però dello Pfizer, visto che i medicinali a vettore virale (AstraZeneca e JohnsoneJohnson) possono essere somministrati solo sopra i 60 anni.
Al Meyer fanno accertamenti sulle cause dell'emorragia che però è stata correlata al vaccino di Pfizer con una frequenza molto inferiore a quella già bassissima di AstraZeneca.
Il giovane, per ora, è in condizioni stabili e al momento non ci sarebbero segni clinici neurologici preoccupanti, riporta sempre La Repubblica Firenze.
"Sono in corso accertamenti - rispondono dall'ospedale - Per ora non sono emersi elementi patogenetici o clinici che facciano pensare a una correlazione con la vaccinazione, comunque si continua ad approfondire il caso".
https://www.google.it/amp/s/amp.firenzetoday.it/cronaca/vaccini-ragazzo-ricoverato-trombosi-cervello-pfizer.html
17enne ricoverato al Meyer per una trombosi al cervello, aveva fatto il Pfizer
giovedì 19 agosto 2021
Un ragazzo di 17 anni, della provincia di Firenze è ricoverato al Meyer per una trombosi dei seni cerebrali. Si tratta di uno dei problemi che potrebbero essere legati, in rari casi, alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca.
Lo scrive l'edizione odierna de La Repubblica Firenze, sottolineando che quattro giorni prima di sentirsi male e di essere portato dai genitori in un ospedale del Fiorentino, il giovane aveva ricevuto la seconda somministrazione del vaccino.
Si è trattato però dello Pfizer, visto che i medicinali a vettore virale (AstraZeneca e JohnsoneJohnson) possono essere somministrati solo sopra i 60 anni.
Al Meyer fanno accertamenti sulle cause dell'emorragia che però è stata correlata al vaccino di Pfizer con una frequenza molto inferiore a quella già bassissima di AstraZeneca.
Il giovane, per ora, è in condizioni stabili e al momento non ci sarebbero segni clinici neurologici preoccupanti, riporta sempre La Repubblica Firenze.
"Sono in corso accertamenti - rispondono dall'ospedale - Per ora non sono emersi elementi patogenetici o clinici che facciano pensare a una correlazione con la vaccinazione, comunque si continua ad approfondire il caso".
https://www.google.it/amp/s/amp.firenzetoday.it/cronaca/vaccini-ragazzo-ricoverato-trombosi-cervello-pfizer.html
FirenzeToday
Vaccini: ragazzo ricoverato al Meyer per una trombosi al cervello, aveva fatto il Pfizer
L'ospedale: "Per ora non è emersa correlazione"
Forwarded from 🥇OFFERTE VIRALI 🔝- Le più popolari del momento
"Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose". Lo ha detto in una conferenza stampa Soumya Swaminathan, chief scientist dell'Oms, secondo cui la priorità al momento deve essere quella di aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini.
@covid19
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Secondo l'esperta iniziare con i 'booster' con buona parte del mondo ancora non immunizzata potrebbe essere addirittura controproducente: "Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perchè non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l'emergere di nuove varianti".
@covid19
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Covid, non bastano i vaccini: sempre più contagi e ospedalizzazioni. Allarme Pfizer: "Sperimentiamo altri due anti-virali"
19 agosto 2021
Nell'ultimo rapporto epidemiologico dell'Istituto superiore di sanità è scritto: “negli ultimi 30 giorni si rileva come il 26,3% delle diagnosi di Sars-Cov-2 , il 40,7% delle ospedalizzazioni, il 61,3% dei ricoveri in terapia intensiva e il 62,1% dei decessi negli over 80 siano avvenuti fra coloro che non hanno alcuna dose di vaccino”. Scrivo questa identica notizia al contrario: negli ultimi 30 giorni il 73,7% delle diagnosi di coronavirus, il 59,3% delle ospedalizzazioni, il 38,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 37,9% dei decessi degli ultraottantenni sono avvenuti fra persone vaccinate con doppia dose (la maggiore parte) o che comunque avevano ricevuto una prima dose. Come si potrà vedere nella tabella Iss che in foto abbiamo pubblicato nelle pagine interne, nella fascia degli ultraottantenni finiti in ospedale per Covid nell'ultimo mese la maggioranza assoluta (54,4%) era di vaccinati con doppia dose (in genere di Pfizer o Moderna) da più di 14 giorni.
Sono dati grezzi dell'ultimo mese, e sono peggiori di quelli dei rapporti precedenti: sempre più contagi, ospedalizzazioni, e purtroppo anche ricoveri in terapia intensiva e decessi- pur nei numeri piccoli di questi tempi- riguardano italiani che avevano ricevuto il ciclo intero di vaccinazione. Le nostre autorità sanitarie continuano a minimizzare la cosa, e nei rapporti Iss sui decessi si segnala solo che sono morti di Covid 19 423 italiani che avevano ricevuto la doppia vaccinazione da almeno due settimane, ma che rappresentano l'1,2% dei 35.776 decessi avvenuti fra il primo febbraio e il 21 luglio scorso. L'osservazione in sé dice poco, perché a febbraio, marzo e aprile il numero dei vaccinati era prima una assoluta e poi una relativa minoranza degli italiani, e il raffronto quindi vale poco. Oggi invece la maggioranza assoluta degli italiani è vaccinata, quindi ha una spiegazione matematica il fatto che il virus colpisca di più i vaccinati dei non vaccinati.
La matematica spiegherà pure, ma fa a pugni rumorosamente con ogni slogan che ha accompagnato la campagna vaccinale. Questi numeri dicono che i vaccini (ma non sappiamo davvero per quanto tempo) proteggono la vita di chi li fa in modo significativo, ma non proteggono nessun altro che sta loro intorno. Chi è vaccinato si contagia come chi non è vaccinato, e numericamente più dei non vaccinati (spiegazione matematica: sono più i vaccinati dei non vaccinati) e quindi contagia gli altri. I numeri dicono anche che man mano che trascorre il tempo dall'ultima vaccinazione anche la protezione su se stessi si affievolisce e non abbiamo alcuna evidenza certa di quando scomparirà del tutto.
Questo cominciano a dire i numeri italiani, e hanno detto le statistiche di paesi come Israele che per questo è partita a fare la terza dose di vaccino e come gli Stati Uniti che si apprestano a farla. E ovviamente i numeri dicono anche un'altra cosa antipatica: il green pass vaccinale della durata di nove mesi non è affatto una garanzia di tranquillità o di non contagio e anzi potrebbe diventare controproducente perché diffonde nella gente una sicurezza falsa (e infatti tendono tutti i vaccinati ad abbandonare le precauzioni a cui erano abituati come l'uso della mascherina e il distanziamento). E' assai più protettivo per la salute pubblica e per contenere il contagio il green pass conseguito per poche ore con un tampone.
Molti slogan propagati come certezze scientifiche non lo erano affatto e spesso avevano a fondamento le politiche sanitarie che si ritenevano necessarie. E allora quanto dura la protezione dei vaccini? La domanda al momento non ha una risposta ufficiale, nemmeno da parte di chi le informazioni dovrebbe avere grazie al controllo dei primi gruppi di vaccinati ormai da un anno. E allora sentiamoli, visto che sia Pfizer che Moderna hanno appena depositato alla Sec (la Consob americana) le loro relazioni semestrali. Risposta di Pfizer: “non siamo in grado di dirlo”.
19 agosto 2021
Nell'ultimo rapporto epidemiologico dell'Istituto superiore di sanità è scritto: “negli ultimi 30 giorni si rileva come il 26,3% delle diagnosi di Sars-Cov-2 , il 40,7% delle ospedalizzazioni, il 61,3% dei ricoveri in terapia intensiva e il 62,1% dei decessi negli over 80 siano avvenuti fra coloro che non hanno alcuna dose di vaccino”. Scrivo questa identica notizia al contrario: negli ultimi 30 giorni il 73,7% delle diagnosi di coronavirus, il 59,3% delle ospedalizzazioni, il 38,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 37,9% dei decessi degli ultraottantenni sono avvenuti fra persone vaccinate con doppia dose (la maggiore parte) o che comunque avevano ricevuto una prima dose. Come si potrà vedere nella tabella Iss che in foto abbiamo pubblicato nelle pagine interne, nella fascia degli ultraottantenni finiti in ospedale per Covid nell'ultimo mese la maggioranza assoluta (54,4%) era di vaccinati con doppia dose (in genere di Pfizer o Moderna) da più di 14 giorni.
Sono dati grezzi dell'ultimo mese, e sono peggiori di quelli dei rapporti precedenti: sempre più contagi, ospedalizzazioni, e purtroppo anche ricoveri in terapia intensiva e decessi- pur nei numeri piccoli di questi tempi- riguardano italiani che avevano ricevuto il ciclo intero di vaccinazione. Le nostre autorità sanitarie continuano a minimizzare la cosa, e nei rapporti Iss sui decessi si segnala solo che sono morti di Covid 19 423 italiani che avevano ricevuto la doppia vaccinazione da almeno due settimane, ma che rappresentano l'1,2% dei 35.776 decessi avvenuti fra il primo febbraio e il 21 luglio scorso. L'osservazione in sé dice poco, perché a febbraio, marzo e aprile il numero dei vaccinati era prima una assoluta e poi una relativa minoranza degli italiani, e il raffronto quindi vale poco. Oggi invece la maggioranza assoluta degli italiani è vaccinata, quindi ha una spiegazione matematica il fatto che il virus colpisca di più i vaccinati dei non vaccinati.
La matematica spiegherà pure, ma fa a pugni rumorosamente con ogni slogan che ha accompagnato la campagna vaccinale. Questi numeri dicono che i vaccini (ma non sappiamo davvero per quanto tempo) proteggono la vita di chi li fa in modo significativo, ma non proteggono nessun altro che sta loro intorno. Chi è vaccinato si contagia come chi non è vaccinato, e numericamente più dei non vaccinati (spiegazione matematica: sono più i vaccinati dei non vaccinati) e quindi contagia gli altri. I numeri dicono anche che man mano che trascorre il tempo dall'ultima vaccinazione anche la protezione su se stessi si affievolisce e non abbiamo alcuna evidenza certa di quando scomparirà del tutto.
Questo cominciano a dire i numeri italiani, e hanno detto le statistiche di paesi come Israele che per questo è partita a fare la terza dose di vaccino e come gli Stati Uniti che si apprestano a farla. E ovviamente i numeri dicono anche un'altra cosa antipatica: il green pass vaccinale della durata di nove mesi non è affatto una garanzia di tranquillità o di non contagio e anzi potrebbe diventare controproducente perché diffonde nella gente una sicurezza falsa (e infatti tendono tutti i vaccinati ad abbandonare le precauzioni a cui erano abituati come l'uso della mascherina e il distanziamento). E' assai più protettivo per la salute pubblica e per contenere il contagio il green pass conseguito per poche ore con un tampone.
Molti slogan propagati come certezze scientifiche non lo erano affatto e spesso avevano a fondamento le politiche sanitarie che si ritenevano necessarie. E allora quanto dura la protezione dei vaccini? La domanda al momento non ha una risposta ufficiale, nemmeno da parte di chi le informazioni dovrebbe avere grazie al controllo dei primi gruppi di vaccinati ormai da un anno. E allora sentiamoli, visto che sia Pfizer che Moderna hanno appena depositato alla Sec (la Consob americana) le loro relazioni semestrali. Risposta di Pfizer: “non siamo in grado di dirlo”.
Risposta di Moderna in quel documento: “la protezione è ancora alta dopo sei mesi”. Non è molto. Entrambi i colossi sono convinti che si farà entro la fine del 2022 una terza e una quarta vaccinazione, se non addirittura una quinta. Moderna spiega di prevedere nel 2021 una produzione che oscilla fra 800 milioni e un miliardo di dosi e nel 2022 addirittura di 3 miliardi di dosi se basterà un singolo richiamo da 50 mg o di due miliardi di dosi se invece sarà necessaria ancora una doppia vaccinazione da 100 mg.
Sul 2021 Pfizer da per scontata la terza dose in molti paesi: ha in tasca accordi già firmati con Usa, Ue e altri paesi per 2,1 miliardi di dosi, ma ne produrrà 3 miliardi entro dicembre convinta che arriveranno richieste per la terza dose. E in effetti i soli Stati Uniti ne hanno già ordinate 200 milioni aggiuntive entro fine anno. Sul 2022 invece Pfizer ha meno certezze., Anzi, teme addirittura di non potere soddisfare la domanda mondiale di vaccini, e avverte gli investitori: “Stiamo assistendo a un aumento della domanda complessiva nel settore per alcuni componenti e materie prime che potrebbero limitare l'offerta disponibile, il che potrebbe avere un impatto futuro sulle nostra attività”. Per questo motivo Pfizer si è portata avanti studiando alternative al vaccino, ed ha in fase due e in fase tre la sperimentazione su un farmaco anti-Covid da prendere per via orale e un analogo farmaco da somministrare endovena.
Non sono buone notizie e siccome il Cts nei suoi verbali già discetta di misure per zone rosse, arancioni e gialle identiche a quelle dell'anno scorso, bisognerà rassegnarsi e capire che anche quella sul green pass era pura propaganda: non consentirà la conquista di alcuna libertà nel prossimo autunno, e si replicheranno le stesse norme di contenimento della pandemia dell'anno scorso. C'è sempre più l'impressione che tutti i grandi paesi del mondo si stiano misurando con il virus come hanno fatto con i talebani in Afghanistan. Speriamo davvero che la guerra non finisca come è accaduto lì.
https://www.google.it/amp/s/www.iltempo.it/attualita/2021/08/19/news/covid-ricoveri-vaccianti-due-dosi-vaccino-non-bastano-contagi-risalgono-allarme-pfizer-produzione-a-rischio-28354143/amp/
Sul 2021 Pfizer da per scontata la terza dose in molti paesi: ha in tasca accordi già firmati con Usa, Ue e altri paesi per 2,1 miliardi di dosi, ma ne produrrà 3 miliardi entro dicembre convinta che arriveranno richieste per la terza dose. E in effetti i soli Stati Uniti ne hanno già ordinate 200 milioni aggiuntive entro fine anno. Sul 2022 invece Pfizer ha meno certezze., Anzi, teme addirittura di non potere soddisfare la domanda mondiale di vaccini, e avverte gli investitori: “Stiamo assistendo a un aumento della domanda complessiva nel settore per alcuni componenti e materie prime che potrebbero limitare l'offerta disponibile, il che potrebbe avere un impatto futuro sulle nostra attività”. Per questo motivo Pfizer si è portata avanti studiando alternative al vaccino, ed ha in fase due e in fase tre la sperimentazione su un farmaco anti-Covid da prendere per via orale e un analogo farmaco da somministrare endovena.
Non sono buone notizie e siccome il Cts nei suoi verbali già discetta di misure per zone rosse, arancioni e gialle identiche a quelle dell'anno scorso, bisognerà rassegnarsi e capire che anche quella sul green pass era pura propaganda: non consentirà la conquista di alcuna libertà nel prossimo autunno, e si replicheranno le stesse norme di contenimento della pandemia dell'anno scorso. C'è sempre più l'impressione che tutti i grandi paesi del mondo si stiano misurando con il virus come hanno fatto con i talebani in Afghanistan. Speriamo davvero che la guerra non finisca come è accaduto lì.
https://www.google.it/amp/s/www.iltempo.it/attualita/2021/08/19/news/covid-ricoveri-vaccianti-due-dosi-vaccino-non-bastano-contagi-risalgono-allarme-pfizer-produzione-a-rischio-28354143/amp/