Forwarded from Colibrì Puglia
In data 9 agosto 2021 l'associazione Colibrì Puglia ha formalmente diffidato la Regione Puglia riguardo la grave decisione dell’Assessore Lopalco di voler vaccinare “in blocco” gli studenti pugliesi di età pari e superiore a 12 anni a partire dal 23 agosto, iniziativa confermata sul sito della Regione Puglia.
La modalità consiste nel convocare in blocco le classi scolastiche negli hub vaccinali senza una adeguata campagna di informazione per le famiglie, in merito alla sicurezza e all' efficacia del farmaco, di fatto sperimentale fino al 2023 e soprattutto in relazione agli eventi avversi quali miocardite e pericardite ( riportati da nota AIFA ed EMA) già verificatisi con incidenza consistente soprattutto sulla fascia di popolazione più giovane e NON RIPORTATI sul consenso informato scaricabile dal sito
https://lapugliativaccina.regione.puglia.it/
La Regione Puglia, dunque, attraverso le dichiarazioni dell’assessore Lopalco, ha espressamente dichiarato che intende sottoporre i ragazzi tra i 12 e i 18 anni ad una "sperimentazione di massa" (https://www.tecnicadellascuola.it/vaccino-classe-per-classe-in-puglia).
L’aver taciuto i suddetti dati costituisce un comportamento gravissimo a carico dell’assessore Lopalco, del
Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e di tutti coloro che daranno esecuzione a questo
progetto sperimentale. Si ricorda, visto tale macroscopica omissione di informazione, che i genitori hanno il diritto di
sapere se vi sono stati eventi avversi e se vi è il pericolo per i propri figli legato alla somministrazione di un
farmaco ancora in fase di sperimentazione, del quale cioè non si conosce realmente il profilo di efficacia e
sicurezza.
Oggi, domenica 22 agosto leggiamo queste dichiarazioni dell'assessore regionale Lopalco:
“Da lunedì coinvolgeremo le scuole nelle vaccinazioni in due modi – spiega l’assessore alla Sanità pugliese, Pier Luigi Lopalco – Da un lato saranno gli istituti a organizzare l’invio negli hub di intere classi di ragazzi che si vogliono vaccinare, dall’altro le Asl installeranno dentro le scuole dei punti di vaccinazione. Così in un mese (le scuole in Puglia riaprono il 20 settembre, ndr) contiamo di immunizzare quasi tutti gli studenti“.
Fonte https://www.orizzontescuola.it/riapertura-scuole-vaccinare-gli-studenti-dai-12-ai-19-anni-camper-o-centri-vaccinali-nelle-scuole-su-iniziativa-delle-regioni/
Apprendiamo dunque con sgomento che né la Regione Puglia, né l'assessore alla salute hanno preso minimamente in considerazione le nostre richieste, legittime e doverose nei confronti delle famiglie pugliesi.
Non solo, apprendiamo dall'articolo che si profila la possibilità di VACCINARE NELLE SCUOLE, luoghi assolutamente inadatti per mancanza di requisiti minimi di igiene e sicurezza, all'adempimento di un trattamento sanitario così delicato e potenzialmente pericoloso.
È evidente che, in considerazione delle politiche governative, che hanno determinato lo “scudo penale” per gli operatori sanitari e dimenticato di destinare un fondo speciale, come invece previsto negli USA, per indennizzare i danneggiati da vaccino Covid, i giovani danneggiati e le famiglie potranno senza dubbio rivalersi sia sul piano civile che penale nei confronti delle Istituzione Regionali che stanno caldamente promuovendo e inducendo i ragazzi alla vaccinazione.
La modalità consiste nel convocare in blocco le classi scolastiche negli hub vaccinali senza una adeguata campagna di informazione per le famiglie, in merito alla sicurezza e all' efficacia del farmaco, di fatto sperimentale fino al 2023 e soprattutto in relazione agli eventi avversi quali miocardite e pericardite ( riportati da nota AIFA ed EMA) già verificatisi con incidenza consistente soprattutto sulla fascia di popolazione più giovane e NON RIPORTATI sul consenso informato scaricabile dal sito
https://lapugliativaccina.regione.puglia.it/
La Regione Puglia, dunque, attraverso le dichiarazioni dell’assessore Lopalco, ha espressamente dichiarato che intende sottoporre i ragazzi tra i 12 e i 18 anni ad una "sperimentazione di massa" (https://www.tecnicadellascuola.it/vaccino-classe-per-classe-in-puglia).
L’aver taciuto i suddetti dati costituisce un comportamento gravissimo a carico dell’assessore Lopalco, del
Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e di tutti coloro che daranno esecuzione a questo
progetto sperimentale. Si ricorda, visto tale macroscopica omissione di informazione, che i genitori hanno il diritto di
sapere se vi sono stati eventi avversi e se vi è il pericolo per i propri figli legato alla somministrazione di un
farmaco ancora in fase di sperimentazione, del quale cioè non si conosce realmente il profilo di efficacia e
sicurezza.
Oggi, domenica 22 agosto leggiamo queste dichiarazioni dell'assessore regionale Lopalco:
“Da lunedì coinvolgeremo le scuole nelle vaccinazioni in due modi – spiega l’assessore alla Sanità pugliese, Pier Luigi Lopalco – Da un lato saranno gli istituti a organizzare l’invio negli hub di intere classi di ragazzi che si vogliono vaccinare, dall’altro le Asl installeranno dentro le scuole dei punti di vaccinazione. Così in un mese (le scuole in Puglia riaprono il 20 settembre, ndr) contiamo di immunizzare quasi tutti gli studenti“.
Fonte https://www.orizzontescuola.it/riapertura-scuole-vaccinare-gli-studenti-dai-12-ai-19-anni-camper-o-centri-vaccinali-nelle-scuole-su-iniziativa-delle-regioni/
Apprendiamo dunque con sgomento che né la Regione Puglia, né l'assessore alla salute hanno preso minimamente in considerazione le nostre richieste, legittime e doverose nei confronti delle famiglie pugliesi.
Non solo, apprendiamo dall'articolo che si profila la possibilità di VACCINARE NELLE SCUOLE, luoghi assolutamente inadatti per mancanza di requisiti minimi di igiene e sicurezza, all'adempimento di un trattamento sanitario così delicato e potenzialmente pericoloso.
È evidente che, in considerazione delle politiche governative, che hanno determinato lo “scudo penale” per gli operatori sanitari e dimenticato di destinare un fondo speciale, come invece previsto negli USA, per indennizzare i danneggiati da vaccino Covid, i giovani danneggiati e le famiglie potranno senza dubbio rivalersi sia sul piano civile che penale nei confronti delle Istituzione Regionali che stanno caldamente promuovendo e inducendo i ragazzi alla vaccinazione.
La Puglia ti vaccina
Home - La Puglia ti vaccina
Forwarded from Colibrì Puglia
Versione non aggiornata dell'allegato al modulo di consenso vaccinazione covid 19, sul sito della regione Puglia
https://lapugliativaccina.regione.puglia.it/
Niente riferimento a miocardite e pericardite, ed età pari a superiore a 16 anni
( Versione 02. del 20/04/2021)
https://lapugliativaccina.regione.puglia.it/
Niente riferimento a miocardite e pericardite, ed età pari a superiore a 16 anni
( Versione 02. del 20/04/2021)
Forwarded from Colibrì Puglia
Versione aggiornata dell'allegato al modulo di consenso vaccinazione covid 19 ( versione 05. del 29/07/2021)
Riferimento a miocardite e pericardite, ed età pari a superiore a 12 anni
Riferimento a miocardite e pericardite, ed età pari a superiore a 12 anni
Crolla il numero delle somministrazioni dei vaccini Covid. Alle 17.07 del 22 agosto 2021 le somministrazioni giornaliere sono 57.984 di cui 22.673 prime dosi. Con le oltre 5,3 milioni di dosi in arrivo la prossima settimana, come annunciato dal commissario Figliuolo, e le scorte non utilizzate di 6,4 milioni, ci saranno 11,7 milioni di dosi da smaltire
Covid, 22enne di Reggio Calabria, da poco vaccinato con la prima dose, trasferito con urgenza a Catanzaro: è grave
domenica 22 agosto 2021
Il giovane non presentava altre patologie ma le sue condizioni sono peggiorate improvvisamente tanto da richiedere terapie più specifiche
L’emergenza covid torna a segnare numeri di contagi importanti a Reggio Calabria e a far riflettere è come il virus continui a colpire tutti, nessuno escluso. Ad essere ricoverato in terapia intensiva al Gom, è stato un ragazzo rumeno di 22 anni che, presentando un quadro clinico complicato e in veloce evoluzione, è stato trasferito ieri a Catanzaro per ricevere le cure Ecmo, ossigenazione extracorporea, è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue. È una terapia che viene effettuata quando la situazione appare particolarmente grave.
In particolare, il giovane che non presentava altre patologie e aveva da poco ricevuto la prima dose di vaccino (senza avere il tempo necessario per sviluppare gli anticorpi), ha contratto una forma virale grave con un alta carica tale da far peggiorare la sua condizione in modo repentino. Proprio per questo, ci ha spiegato il primario della terapia intensiva del Gom il dottor Sebastiano Macheda «abbiamo preferito trasferirlo subito a Catanzaro prima che le condizioni precipitassero ulteriormente considerando che il policlinico è l’unico centro in Calabria autorizzato all’Eco extracorporea veno-venosa): sostiene la funzione polmonare mediante ventilazione ed ossigenazione del sangue.
https://www.google.it/amp/s/www.lacnews24.it/amp/141568/cronaca/covid-22enne-di-reggio-calabria-trasferito-con-urgenza-a-catanzaro-e-grave-.html
domenica 22 agosto 2021
Il giovane non presentava altre patologie ma le sue condizioni sono peggiorate improvvisamente tanto da richiedere terapie più specifiche
L’emergenza covid torna a segnare numeri di contagi importanti a Reggio Calabria e a far riflettere è come il virus continui a colpire tutti, nessuno escluso. Ad essere ricoverato in terapia intensiva al Gom, è stato un ragazzo rumeno di 22 anni che, presentando un quadro clinico complicato e in veloce evoluzione, è stato trasferito ieri a Catanzaro per ricevere le cure Ecmo, ossigenazione extracorporea, è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue. È una terapia che viene effettuata quando la situazione appare particolarmente grave.
In particolare, il giovane che non presentava altre patologie e aveva da poco ricevuto la prima dose di vaccino (senza avere il tempo necessario per sviluppare gli anticorpi), ha contratto una forma virale grave con un alta carica tale da far peggiorare la sua condizione in modo repentino. Proprio per questo, ci ha spiegato il primario della terapia intensiva del Gom il dottor Sebastiano Macheda «abbiamo preferito trasferirlo subito a Catanzaro prima che le condizioni precipitassero ulteriormente considerando che il policlinico è l’unico centro in Calabria autorizzato all’Eco extracorporea veno-venosa): sostiene la funzione polmonare mediante ventilazione ed ossigenazione del sangue.
https://www.google.it/amp/s/www.lacnews24.it/amp/141568/cronaca/covid-22enne-di-reggio-calabria-trasferito-con-urgenza-a-catanzaro-e-grave-.html
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Catanzaro
Vaccinato ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico, 58enne in terapia intensiva
domenica 22 agosto 2021
Sale a quota quattro il numero di ricoveri nel reparto di terapia intensiva Covid del Policlinico Mater Domini di Catanzaro. Oltre al 22enne di nazionalità rumena trasferito nelle scorse ore dal reparto di terapia intensiva del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria al policlinico universitario sito nel quartiere Germaneto di Catanzaro, si aggiunge un uomo di 58 anni proveniente dalla provincia di Cosenza. L’uomo è stato colllegato d’urgenza all’Ecmo, una tecnica che in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue e incrementando la gittata cardiaca.
Il 58enne era vaccinato. Anche il 22enne aveva ricevuto da pochi giorni la somministrazione della prima dose del siero contro il Coronavirus. Il giovane – secondo fonti sanitarie, avrebbe contratto una forma di Covid con alta carica virale dato il peggiorare delle sue condizioni in pochissimo tempo. Entrambi i ricoverati della giornata odierna non presentano patologie pregresse.
https://calabria7.it/vaccinato-ricoverato-in-gravissime-condizioni-al-policlinico-di-catanzaro-58enne-in-terapia-intensiva/
Vaccinato ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico, 58enne in terapia intensiva
domenica 22 agosto 2021
Sale a quota quattro il numero di ricoveri nel reparto di terapia intensiva Covid del Policlinico Mater Domini di Catanzaro. Oltre al 22enne di nazionalità rumena trasferito nelle scorse ore dal reparto di terapia intensiva del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria al policlinico universitario sito nel quartiere Germaneto di Catanzaro, si aggiunge un uomo di 58 anni proveniente dalla provincia di Cosenza. L’uomo è stato colllegato d’urgenza all’Ecmo, una tecnica che in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue e incrementando la gittata cardiaca.
Il 58enne era vaccinato. Anche il 22enne aveva ricevuto da pochi giorni la somministrazione della prima dose del siero contro il Coronavirus. Il giovane – secondo fonti sanitarie, avrebbe contratto una forma di Covid con alta carica virale dato il peggiorare delle sue condizioni in pochissimo tempo. Entrambi i ricoverati della giornata odierna non presentano patologie pregresse.
https://calabria7.it/vaccinato-ricoverato-in-gravissime-condizioni-al-policlinico-di-catanzaro-58enne-in-terapia-intensiva/
Calabria7
Vaccinato ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico di Catanzaro
Sale a quota quattro il numero di ricoveri nel reparto di terapia intensiva Covid del Policlinico "Mater Domini" di Catanzaro
Negli USA, i vaccinati iniziano a preoccuparsi
Bloomberg
21 agosto 2021
I vaccinati sono preoccupati e gli scienziati non hanno risposte
Gli aneddoti ci dicono ciò che i dati non possono: le persone vaccinate sembrano contrarre il coronavirus a un ritmo sorprendentemente alto. Ma esattamente quanto spesso non è chiaro, né è certo quanto sia probabile che diffondano il virus ad altri.
Sebbene sia evidente che la vaccinazione fornisca ancora una potente protezione contro il virus, c'è una crescente preoccupazione che le persone vaccinate possano essere più vulnerabili a malattie gravi di quanto si pensasse in precedenza.
C'è una carenza di studi scientifici con risposte concrete, che lasciano i responsabili delle politiche pubbliche e i dirigenti aziendali a formulare piani basati su informazioni frammentate. Mentre alcuni stanno rinnovando i mandati di acquisto delle mascherine o ritardando le riaperture degli uffici, altri citano la mancanza di chiarezza per giustificare il mantenimento della loro posizione. Può sembrare tutto un disastro.
"Dobbiamo essere umili riguardo a ciò che sappiamo e a ciò che non sappiamo", ha affermato Tom Frieden, ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention e capo dell'organizzazione no profit Resolve to Save Lives. “Ci sono alcune cose che possiamo affermare in modo chiare. Una è che questa è una domanda difficile a cui rispondere".
In assenza di risposte chiare da parte delle Istituzioni, le persone vaccinate rimangono confuse su come comportarsi. Quanto siano vulnerabili è una variabile chiave non solo per i funzionari della sanità pubblica che cercano di capire, ad esempio, quando potrebbero essere necessari i richiami vaccinali, ma anche per decidere se annullare le riaperture in mezzo a una nuova ondata di virus. Su scala ridotta, le incognite hanno lasciato gli amanti della musica incerti sul se sia giusto vedere un concerto e hanno provocato un nuovo dilemma tra i genitori che meditano su come sarà la scuola.
Al posto delle risposte, è emersa una serie di casi di studio che fornisce immagini alquanto diverse di situazioni che mutano. Variabili relative al momento in cui sono state condotte le indagini, se la variante delta era presente, quanta parte della popolazione è stata vaccinata e persino com'era il tempo in quel momento, rendono difficile confrontare i risultati e scoprire i modelli. È difficile sapere quali dati potrebbero alla fine avere più peso.
Uno dei focolai più noti tra le persone vaccinate si è verificato nella piccola cittadina balneare di Provincetown, nel Massachusetts, quando migliaia di vaccinati e non vaccinati si sono riuniti sulle piste da ballo e nelle feste in casa durante il fine settimana del 4 luglio per celebrare la festa - e quello che sembrava come un punto di svolta nella pandemia. Circa tre quarti delle 469 infezioni erano tra le persone vaccinate.
Gli autori di uno studio sul caso, membri del CDC, hanno affermato che ciò potrebbe significare che avevano la stessa probabilità di trasmettere Covid-19 dei non vaccinati. Anche così, hanno avvertito, poiché più persone vengono vaccinate, è naturale che possano rappresentare anche una quota maggiore di infezioni da Covid-19 e questo studio non è stato sufficiente per trarre conclusioni. L'episodio ha spinto il CDC a modificare una raccomandazione che aveva emesso solo poche settimane prima e ad esortare ancora una volta i vaccinati a indossare le mascherine in determinati contesti.
Tuttavia, secondo Monica Gandhi del CDC , alcune caratteristiche potrebbero aver reso quell'epidemia particolarmente grave.
"Il tasso di epidemie sintomatiche lievi in questa popolazione era più alto a causa di molte attività indoor (inclusa l'intimità), pioggia quel fine settimana, non molto tempo fuori e misto di persone con diverso stato di vaccinazione", ha detto in una e-mail.
Bloomberg
21 agosto 2021
I vaccinati sono preoccupati e gli scienziati non hanno risposte
Gli aneddoti ci dicono ciò che i dati non possono: le persone vaccinate sembrano contrarre il coronavirus a un ritmo sorprendentemente alto. Ma esattamente quanto spesso non è chiaro, né è certo quanto sia probabile che diffondano il virus ad altri.
Sebbene sia evidente che la vaccinazione fornisca ancora una potente protezione contro il virus, c'è una crescente preoccupazione che le persone vaccinate possano essere più vulnerabili a malattie gravi di quanto si pensasse in precedenza.
C'è una carenza di studi scientifici con risposte concrete, che lasciano i responsabili delle politiche pubbliche e i dirigenti aziendali a formulare piani basati su informazioni frammentate. Mentre alcuni stanno rinnovando i mandati di acquisto delle mascherine o ritardando le riaperture degli uffici, altri citano la mancanza di chiarezza per giustificare il mantenimento della loro posizione. Può sembrare tutto un disastro.
"Dobbiamo essere umili riguardo a ciò che sappiamo e a ciò che non sappiamo", ha affermato Tom Frieden, ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention e capo dell'organizzazione no profit Resolve to Save Lives. “Ci sono alcune cose che possiamo affermare in modo chiare. Una è che questa è una domanda difficile a cui rispondere".
In assenza di risposte chiare da parte delle Istituzioni, le persone vaccinate rimangono confuse su come comportarsi. Quanto siano vulnerabili è una variabile chiave non solo per i funzionari della sanità pubblica che cercano di capire, ad esempio, quando potrebbero essere necessari i richiami vaccinali, ma anche per decidere se annullare le riaperture in mezzo a una nuova ondata di virus. Su scala ridotta, le incognite hanno lasciato gli amanti della musica incerti sul se sia giusto vedere un concerto e hanno provocato un nuovo dilemma tra i genitori che meditano su come sarà la scuola.
Al posto delle risposte, è emersa una serie di casi di studio che fornisce immagini alquanto diverse di situazioni che mutano. Variabili relative al momento in cui sono state condotte le indagini, se la variante delta era presente, quanta parte della popolazione è stata vaccinata e persino com'era il tempo in quel momento, rendono difficile confrontare i risultati e scoprire i modelli. È difficile sapere quali dati potrebbero alla fine avere più peso.
Uno dei focolai più noti tra le persone vaccinate si è verificato nella piccola cittadina balneare di Provincetown, nel Massachusetts, quando migliaia di vaccinati e non vaccinati si sono riuniti sulle piste da ballo e nelle feste in casa durante il fine settimana del 4 luglio per celebrare la festa - e quello che sembrava come un punto di svolta nella pandemia. Circa tre quarti delle 469 infezioni erano tra le persone vaccinate.
Gli autori di uno studio sul caso, membri del CDC, hanno affermato che ciò potrebbe significare che avevano la stessa probabilità di trasmettere Covid-19 dei non vaccinati. Anche così, hanno avvertito, poiché più persone vengono vaccinate, è naturale che possano rappresentare anche una quota maggiore di infezioni da Covid-19 e questo studio non è stato sufficiente per trarre conclusioni. L'episodio ha spinto il CDC a modificare una raccomandazione che aveva emesso solo poche settimane prima e ad esortare ancora una volta i vaccinati a indossare le mascherine in determinati contesti.
Tuttavia, secondo Monica Gandhi del CDC , alcune caratteristiche potrebbero aver reso quell'epidemia particolarmente grave.
"Il tasso di epidemie sintomatiche lievi in questa popolazione era più alto a causa di molte attività indoor (inclusa l'intimità), pioggia quel fine settimana, non molto tempo fuori e misto di persone con diverso stato di vaccinazione", ha detto in una e-mail.
Nel frattempo, uno studio del CDC sulle infezioni nello stato di New York, molto più ampio, recentemente pubblicato, ha rilevato che il numero di infezioni delle varianti è aumentato costantemente da maggio, rappresentando quasi il 4% dei casi entro la metà di luglio. Quei ricercatori hanno avvertito che fattori come l'allentamento delle restrizioni sulla salute pubblica e l'aumento della variante delta altamente contagiosa potrebbero influire sui risultati.
Ancora un altro caso di studio del CDC, in Colorado, ha scoperto che il tasso di infezione delle varianti in una contea, Mesa, era significativamente più alto rispetto al resto dello stato, al 7% contro circa il 5%. Il rapporto suggeriva che forse la variante delta circolava più ampiamente lì, ma notava anche l'età dei pazienti a Mesa e il tasso di vaccinazione più basso potrebbe aver avuto un ruolo.
La ricerca israeliana sembra sostenere l'idea che la protezione dalle malattie gravi diminuisca nei mesi successivi all'inoculazione e, più recentemente, che i casi di variante possano eventualmente portare a un aumento dei ricoveri ospedalieri. Le informazioni sono preliminari e i casi gravi sono ancora rari, ma rafforza l’ipotesi che alcune persone avranno bisogno del richiamo nei prossimi mesi.
Casi di studio e dati di alcuni Stati degli Stati Uniti hanno analogamente mostrato un aumento di infezioni nel tempo. Ma con la variante delta in aumento è difficile dire se la colpa sia della diminuzione dell'immunità a qualsiasi tipo di infezione da coronavirus o se le vaccinazioni siano particolarmente inefficaci contro la variante delta. Potrebbero essere entrambe le cose, ovviamente. Anche il cambiamento del comportamento tra le persone vaccinate potrebbe essere un fattore, poiché tornano alle riunioni sociali e viaggiano e cenano al chiuso.
Per il momento, ci sono semplicemente più domande che risposte. I contagi stanno aumentando a causa della variante delta, dell'immunità calante o del ritorno alla vita normale? Le persone vaccinate sono più vulnerabili alle malattie gravi di quanto si pensasse in precedenza? Quanto sono comuni le infezioni provocate dalle varianti? Nessuno può rispondere con certezza.
"In genere dobbiamo prendere decisioni sulla salute pubblica basate su dati imperfetti", ha affermato Frieden. "Ma ci sono per ora molte cose che non sappiamo."
https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-21/science-can-t-keep-up-with-virus-creating-worry-for-vaccinated
Ancora un altro caso di studio del CDC, in Colorado, ha scoperto che il tasso di infezione delle varianti in una contea, Mesa, era significativamente più alto rispetto al resto dello stato, al 7% contro circa il 5%. Il rapporto suggeriva che forse la variante delta circolava più ampiamente lì, ma notava anche l'età dei pazienti a Mesa e il tasso di vaccinazione più basso potrebbe aver avuto un ruolo.
La ricerca israeliana sembra sostenere l'idea che la protezione dalle malattie gravi diminuisca nei mesi successivi all'inoculazione e, più recentemente, che i casi di variante possano eventualmente portare a un aumento dei ricoveri ospedalieri. Le informazioni sono preliminari e i casi gravi sono ancora rari, ma rafforza l’ipotesi che alcune persone avranno bisogno del richiamo nei prossimi mesi.
Casi di studio e dati di alcuni Stati degli Stati Uniti hanno analogamente mostrato un aumento di infezioni nel tempo. Ma con la variante delta in aumento è difficile dire se la colpa sia della diminuzione dell'immunità a qualsiasi tipo di infezione da coronavirus o se le vaccinazioni siano particolarmente inefficaci contro la variante delta. Potrebbero essere entrambe le cose, ovviamente. Anche il cambiamento del comportamento tra le persone vaccinate potrebbe essere un fattore, poiché tornano alle riunioni sociali e viaggiano e cenano al chiuso.
Per il momento, ci sono semplicemente più domande che risposte. I contagi stanno aumentando a causa della variante delta, dell'immunità calante o del ritorno alla vita normale? Le persone vaccinate sono più vulnerabili alle malattie gravi di quanto si pensasse in precedenza? Quanto sono comuni le infezioni provocate dalle varianti? Nessuno può rispondere con certezza.
"In genere dobbiamo prendere decisioni sulla salute pubblica basate su dati imperfetti", ha affermato Frieden. "Ma ci sono per ora molte cose che non sappiamo."
https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-21/science-can-t-keep-up-with-virus-creating-worry-for-vaccinated
Bloomberg.com
The Vaccinated Are Worried and Scientists Don’t Have Answers
Forwarded from Paolo Bellavite
Israele Paese laboratorio.
È così, inutile cercare di girare i numeri. Vediamo quanto tempo passerà prima che il Corriere lo dica e i nostri comitati tecnici e scientifici se ne rendano conto.
https://youtu.be/rdZSRYVsycw
È così, inutile cercare di girare i numeri. Vediamo quanto tempo passerà prima che il Corriere lo dica e i nostri comitati tecnici e scientifici se ne rendano conto.
https://youtu.be/rdZSRYVsycw
Gabriella e le altre: "Per noi dal vaccino solo sofferenza"
lunedì 23 agosto 2021
C'è Laura che da sei mesi è senza saliva e con la lingua "ustionata"; c'è Gabriella, che due giorni dopo il vaccino Pfizer ha avuto un black out della vista: "Da allora un calvario, valori sballati, sempre stanca e senza forze, col cuore in sofferenza e bruciori inspiegabili". Sono le storie drammatiche delle vittime da vaccino, che hanno segnalato ad Aifa reazioni avverse, ma non hanno mai ricevuto attenzioni mediche, se non una dose di tranquillanti e il terrore di restare invalide per sempre. E ora vincono paura e vergogna e escono allo scoperto: "Siamo trattate come malati di Serie B, ci siamo vaccinate convintamente, ma per noi i benefici non hanno superato i rischi".
Convivere con la lingua perennemente secca e “ustionata”, senza lacrimazione né saliva, con gli occhi che si asciugano come un ramo secco e la bocca come avvolta da un pile. Nelle casistiche delle reazioni avverse da vaccino questa potrebbe essere una conseguenza minore, eppure se persiste da sei mesi, ormai, anche questa conseguenza cosiddetta minore può portare a una situazione invalidante con la quale dover convivere sempre più a fatica e nel timore che sia permanente.
I giornali continuano a ripetere il refrain che i rischi superano i benefici, ma se oggi chiedessero a Laura Scala, 45 anni, insegnante di Siracusa se per lei, almeno e solo per lei, i benefici del vaccino abbiano comunque superato i rischi, la risposta sarebbe no, perché a fronte di un contagio covid che avrebbe potuto gestire senza problemi, ora si ritrova invece con una invalidità inspiegabile e che nessun medico è interessato ad affrontare.
Sono le storie come queste, le storie di Laura Scala e di Alessia D’Arrigo, le storie di Federica Angelini che creano imbarazzo mediatico sanitario, come il corto circuito denunciato dalla pallavolista Francesca Marcon, alla quale il membro del Cts Abrignani ha rimproverato, umiliando il suo dramma, che con la sua denuncia dà argomenti ai no vax. Eppure, con la carriera compromessa e una malattia potenzialmente mortale e molto più grave di un contagio covid, la storia della Marcon è soltanto una delle tante storie di vittime che si sono vaccinate convintamente e ora si ritrovano a dover fare i conti con un dolore e una sofferenza non ascoltati né compresi.
La Bussola ha deciso di entrare dentro questo mondo sommerso, che non ha ascolto, non per tirare la volata ai no vax (che poi, chi mai sarebbero questi strani marziani? Noi conosciamo soltanto persone contro l’obbligatorietà vaccinale), ma per dare dignità anche a queste vittime di serie B, farle uscire allo scoperto e e denunciare la grande menzogna che si cela dietro il facile slogan che i benefici superano i rischi.
“Sono stata contenta di vaccinarmi il primo marzo scorso – racconta alla Bussola Laura dopo aver girato un video testimonianza su Facebook -, perché come insegnante pensavo di dover dare il mio contributo. Ma dopo il vaccino ho provato un dolore pazzesco. Ho perso la lacrimazione, mi sono riempita di afte in bocca e oggi mi ritrovo con la gola costantemente secca, con le ghiandole salivari fuori uso che non producono saliva. Giro sempre con un bottiglione di due litri di acqua per bagnarmi le labbra, la lingua è come ustionata, con le papille gustative sopraelevate”.
E i medici? “Il fatto è che non so nemmeno che cosa spiegare, ne sto sentendo tanti, nei prossimi giorni andrò a Messina, ma nessuno sa darmi delle spiegazioni, ho segnalato ad Aifa tutti i miei disturbi, ma nessuno si è fatto vivo”.
Disagio, solitudine, paura di essere presi per matti, poca voglia di esporsi, una quotidianità che viene stravolta; la gran parte di questi casi, che stanno iniziando a riunirsi in chat su WhatsApp per condividere almeno la loro sofferenza, riceve dai medici una ricetta di xanax e tanti saluti.
Come il caso di Gabriella Carone, 50 anni, originaria di Taranto, ma residente ad Imperia.
lunedì 23 agosto 2021
C'è Laura che da sei mesi è senza saliva e con la lingua "ustionata"; c'è Gabriella, che due giorni dopo il vaccino Pfizer ha avuto un black out della vista: "Da allora un calvario, valori sballati, sempre stanca e senza forze, col cuore in sofferenza e bruciori inspiegabili". Sono le storie drammatiche delle vittime da vaccino, che hanno segnalato ad Aifa reazioni avverse, ma non hanno mai ricevuto attenzioni mediche, se non una dose di tranquillanti e il terrore di restare invalide per sempre. E ora vincono paura e vergogna e escono allo scoperto: "Siamo trattate come malati di Serie B, ci siamo vaccinate convintamente, ma per noi i benefici non hanno superato i rischi".
Convivere con la lingua perennemente secca e “ustionata”, senza lacrimazione né saliva, con gli occhi che si asciugano come un ramo secco e la bocca come avvolta da un pile. Nelle casistiche delle reazioni avverse da vaccino questa potrebbe essere una conseguenza minore, eppure se persiste da sei mesi, ormai, anche questa conseguenza cosiddetta minore può portare a una situazione invalidante con la quale dover convivere sempre più a fatica e nel timore che sia permanente.
I giornali continuano a ripetere il refrain che i rischi superano i benefici, ma se oggi chiedessero a Laura Scala, 45 anni, insegnante di Siracusa se per lei, almeno e solo per lei, i benefici del vaccino abbiano comunque superato i rischi, la risposta sarebbe no, perché a fronte di un contagio covid che avrebbe potuto gestire senza problemi, ora si ritrova invece con una invalidità inspiegabile e che nessun medico è interessato ad affrontare.
Sono le storie come queste, le storie di Laura Scala e di Alessia D’Arrigo, le storie di Federica Angelini che creano imbarazzo mediatico sanitario, come il corto circuito denunciato dalla pallavolista Francesca Marcon, alla quale il membro del Cts Abrignani ha rimproverato, umiliando il suo dramma, che con la sua denuncia dà argomenti ai no vax. Eppure, con la carriera compromessa e una malattia potenzialmente mortale e molto più grave di un contagio covid, la storia della Marcon è soltanto una delle tante storie di vittime che si sono vaccinate convintamente e ora si ritrovano a dover fare i conti con un dolore e una sofferenza non ascoltati né compresi.
La Bussola ha deciso di entrare dentro questo mondo sommerso, che non ha ascolto, non per tirare la volata ai no vax (che poi, chi mai sarebbero questi strani marziani? Noi conosciamo soltanto persone contro l’obbligatorietà vaccinale), ma per dare dignità anche a queste vittime di serie B, farle uscire allo scoperto e e denunciare la grande menzogna che si cela dietro il facile slogan che i benefici superano i rischi.
“Sono stata contenta di vaccinarmi il primo marzo scorso – racconta alla Bussola Laura dopo aver girato un video testimonianza su Facebook -, perché come insegnante pensavo di dover dare il mio contributo. Ma dopo il vaccino ho provato un dolore pazzesco. Ho perso la lacrimazione, mi sono riempita di afte in bocca e oggi mi ritrovo con la gola costantemente secca, con le ghiandole salivari fuori uso che non producono saliva. Giro sempre con un bottiglione di due litri di acqua per bagnarmi le labbra, la lingua è come ustionata, con le papille gustative sopraelevate”.
E i medici? “Il fatto è che non so nemmeno che cosa spiegare, ne sto sentendo tanti, nei prossimi giorni andrò a Messina, ma nessuno sa darmi delle spiegazioni, ho segnalato ad Aifa tutti i miei disturbi, ma nessuno si è fatto vivo”.
Disagio, solitudine, paura di essere presi per matti, poca voglia di esporsi, una quotidianità che viene stravolta; la gran parte di questi casi, che stanno iniziando a riunirsi in chat su WhatsApp per condividere almeno la loro sofferenza, riceve dai medici una ricetta di xanax e tanti saluti.
Come il caso di Gabriella Carone, 50 anni, originaria di Taranto, ma residente ad Imperia.
“Sono sempre stata bene di salute – racconta – ma oggi sono perennemente stanca, non riesco a scrivere, a camminare, il cuore non funziona come dovrebbe e i miei valori sono tutti sballati”.
Il calvario di Gabriella – anche lei vaccinata Pfizer convinta – inizia subito dopo il vaccino fatto il 12 giugno: “Dopo tre giorni ho iniziato a non vedere più nulla. Ero in casa col mio compagno - che ringrazio perché mi sta sostenendo in questa prova difficilissima -. Non vedevo nulla, è durato pochi istanti ma c’è stato un completo blackout della vista. La pressione era alta e dopo poco si sono gonfiati i linfonodi del collo, sembravo un criceto!”.
Inizia per lei un periodo oscuro: la dottoressa le prescrive farmaci per la pressione e l’immancabile xanax, ma il problema si aggrava: “Per andare dalla camera dal bagno mi viene l’affanno, sento anche io i bruciori interni di cui parlano le altre, mio figlio non mi riconosce più. Le caviglie sono gonfie e per “sfiammarle” cerco i rimedi più comuni come metterle sotto la doccia fredda. Il cuore? Il cardiologo ha visto che è stressato mentre i valori sono sballati: globuli bianchi e rossi altissimi, vitamina D inesistente, monociti bassissimi e colesterolo altissimo. Ogni riga del foglio dell’esame del sangue mostra asterischi e mi sento costantemente stanca, come se dovessi girare con un bambino in braccio tutto il giorno”.
La vita di Gabriella ora è sconvolta, è una giovane nonna, ma non riesce ad essere un aiuto al figlio in questo momento che non sa quanto durerà e se un giorno finirà. “Un medico che mi ha visitata mi ha detto che devo mettere in conto il rischio che non potrò mai più tornare quella di prima”. Ma in questo calvario c’è anche molta dignità: “Nel gruppo con le altre ho trovato un modo per condividere questo calvario, non chiediamo risarcimenti, chiediamo soltanto che qualcuno ci ascolti, che qualche medico si prenda a cuore queste reazioni che sono tra le più disparate e ci dica che cosa fare. Una cosa è certa: la correlazione col vaccino è nei fatti, perché nessuna di noi prima dell’inoculo ha mai accusato nulla di simile”.
Anche Gabriella ha contattato la referente della sua regione per la farmacovigilanza: “Sono stata ricontattata dalla mia dottoressa che in modo un po’ scocciato mi ha chiesto di documentare tutti i miei mali: era stata contattata a sua volta da Aifa. Le ho chiesto che cosa mi sta succedendo. Non mi ha mai risposto”.
Il mare quest’anno è stato un miraggio: “Non sopporto il sole e per me, nata a Taranto e residente in Liguria è un dolore immenso, ma una cosa l’ho fatta: ho sospeso lo xanax, voglio affrontare questa sofferenza senza sentirmi un caso psicosomatico. Non sono un semplice numero alla voce reazioni avverse gravi da trattare con sufficienza perché i benefici superano i rischi: sono una donna con un nome e un cognome e sono vittima di questo vaccino, che a me non ha dato nessun beneficio”.
https://lanuovabq.it/it/gabriella-e-le-altre-per-noi-dal-vaccino-solo-sofferenza
Il calvario di Gabriella – anche lei vaccinata Pfizer convinta – inizia subito dopo il vaccino fatto il 12 giugno: “Dopo tre giorni ho iniziato a non vedere più nulla. Ero in casa col mio compagno - che ringrazio perché mi sta sostenendo in questa prova difficilissima -. Non vedevo nulla, è durato pochi istanti ma c’è stato un completo blackout della vista. La pressione era alta e dopo poco si sono gonfiati i linfonodi del collo, sembravo un criceto!”.
Inizia per lei un periodo oscuro: la dottoressa le prescrive farmaci per la pressione e l’immancabile xanax, ma il problema si aggrava: “Per andare dalla camera dal bagno mi viene l’affanno, sento anche io i bruciori interni di cui parlano le altre, mio figlio non mi riconosce più. Le caviglie sono gonfie e per “sfiammarle” cerco i rimedi più comuni come metterle sotto la doccia fredda. Il cuore? Il cardiologo ha visto che è stressato mentre i valori sono sballati: globuli bianchi e rossi altissimi, vitamina D inesistente, monociti bassissimi e colesterolo altissimo. Ogni riga del foglio dell’esame del sangue mostra asterischi e mi sento costantemente stanca, come se dovessi girare con un bambino in braccio tutto il giorno”.
La vita di Gabriella ora è sconvolta, è una giovane nonna, ma non riesce ad essere un aiuto al figlio in questo momento che non sa quanto durerà e se un giorno finirà. “Un medico che mi ha visitata mi ha detto che devo mettere in conto il rischio che non potrò mai più tornare quella di prima”. Ma in questo calvario c’è anche molta dignità: “Nel gruppo con le altre ho trovato un modo per condividere questo calvario, non chiediamo risarcimenti, chiediamo soltanto che qualcuno ci ascolti, che qualche medico si prenda a cuore queste reazioni che sono tra le più disparate e ci dica che cosa fare. Una cosa è certa: la correlazione col vaccino è nei fatti, perché nessuna di noi prima dell’inoculo ha mai accusato nulla di simile”.
Anche Gabriella ha contattato la referente della sua regione per la farmacovigilanza: “Sono stata ricontattata dalla mia dottoressa che in modo un po’ scocciato mi ha chiesto di documentare tutti i miei mali: era stata contattata a sua volta da Aifa. Le ho chiesto che cosa mi sta succedendo. Non mi ha mai risposto”.
Il mare quest’anno è stato un miraggio: “Non sopporto il sole e per me, nata a Taranto e residente in Liguria è un dolore immenso, ma una cosa l’ho fatta: ho sospeso lo xanax, voglio affrontare questa sofferenza senza sentirmi un caso psicosomatico. Non sono un semplice numero alla voce reazioni avverse gravi da trattare con sufficienza perché i benefici superano i rischi: sono una donna con un nome e un cognome e sono vittima di questo vaccino, che a me non ha dato nessun beneficio”.
https://lanuovabq.it/it/gabriella-e-le-altre-per-noi-dal-vaccino-solo-sofferenza
lanuovabq.it
Gabriella e le altre: "Per noi dal vaccino solo sofferenza"
C'è Laura che da sei mesi è senza saliva e con la lingua "ustionata"; c'è Gabriella, che due giorni dopo il vaccino Pfizer ha avuto un black out della vista: "Da allora un calvario, valori sballati, sempre stanca e senza forze, col cuore in sofferenza e bruciori…
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Forwarded from C.Li.Va. Toscana
Obiettivo del governo: 500.000 al giorno. Per questo motivo stanno arrivando minacce di obbligo per tutti. RESISTIAMO, I NOSTRI DIRITTI NON SONO IN VENDITA!
Le prime dosi al giorno stanno calando sotto le 50 mila.
La frenata d’agosto dei vaccini: “Negli hub sempre meno over 50”
https://www.repubblica.it/cronaca/2021/08/22/news/la_frenata_d_agosto_dei_vaccini_negli_hub_sempre_meno_over_50_-314978295/
Le prime dosi al giorno stanno calando sotto le 50 mila.
La frenata d’agosto dei vaccini: “Negli hub sempre meno over 50”
https://www.repubblica.it/cronaca/2021/08/22/news/la_frenata_d_agosto_dei_vaccini_negli_hub_sempre_meno_over_50_-314978295/
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
AIFA smentisce con forza la notizia totalmente falsa secondo la quale, a seguito dell’autorizzazione da parte dell’Agenzia all’utilizzo di alcuni anticorpi monoclonali antiCOVID- 19, sarebbe venuta meno l’autorizzazione all’immissione in commercio dei vaccini COVID rilasciata dall’EMA.
Tale notizia, che sta circolando su alcuni siti internet e sui social network, è del tutto priva di fondamento: l’autorizzazione di alcune indicazioni terapeutiche di anticorpi monoclonali da parte dell’AIFA, infatti, non ha alcuna correlazione con le autorizzazioni dei vaccini anti COVID- 19, che restano perfettamente valide.
L’Agenzia ha sporto denuncia alle autorità competenti. La diffusione di questa fake news, volta a depotenziare la campagna vaccinale in atto, deve essere fermata immediatamente.
AIFA ribadisce che l’utilizzo dei vaccini anti COVID-19 è sicuro ed efficace e invita i cittadini a vaccinarsi e a informarsi solo attraverso fonti istituzionali e scientifiche.
Tale notizia, che sta circolando su alcuni siti internet e sui social network, è del tutto priva di fondamento: l’autorizzazione di alcune indicazioni terapeutiche di anticorpi monoclonali da parte dell’AIFA, infatti, non ha alcuna correlazione con le autorizzazioni dei vaccini anti COVID- 19, che restano perfettamente valide.
L’Agenzia ha sporto denuncia alle autorità competenti. La diffusione di questa fake news, volta a depotenziare la campagna vaccinale in atto, deve essere fermata immediatamente.
AIFA ribadisce che l’utilizzo dei vaccini anti COVID-19 è sicuro ed efficace e invita i cittadini a vaccinarsi e a informarsi solo attraverso fonti istituzionali e scientifiche.
Forwarded from Breaking News - Ultimora.net
La Food and Drugs Administration americana (Fda) ha dato il via libera definitivo al vaccino anti-Covid della Pfizer.
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