"Tragedia assoluta: 930 persone sono morte in case di cura in Spagna dopo essere state vaccinate e 2.747 infettate
Straordinario e allo stesso tempo tragico e terrificante il rapporto preparato dal sito dell'Associazione delle vittime politiche in cui viene dettagliata l'incidenza delle vaccinazioni nelle case di cura fino allo scorso 20 febbraio, cioè ora possono essere di più.
Secondo le informazioni a cui è possibile accedere direttamente tramite questo link , sono già 930 le persone decedute in case di cura dopo aver ricevuto la prima o la seconda dose di vaccinazione e 2.747 le persone contagiate.
I numeri sono assolutamente terribili, ma la cosa più terribile è che, nonostante quei numeri, i giudici continuano a obbligare gli anziani a vaccinarsi, nonostante l'opposizione delle loro famiglie. Ci sta lasciando un'intera generazione, la generazione che ha cresciuto questo paese dal nulla, la generazione della guerra e del dopoguerra, quella che è nata in tempi di fame e miseria, quella che ha dato tutto per la Spagna e per i suoi figli"
https://www.eldiestro.es/2021/02/tragedia-absoluta-son-ya-930-las-personas-fallecidas-en-residencias-de-ancianos-de-espana-tras-vacunarse-y-2-747-las-contagiadas/
Straordinario e allo stesso tempo tragico e terrificante il rapporto preparato dal sito dell'Associazione delle vittime politiche in cui viene dettagliata l'incidenza delle vaccinazioni nelle case di cura fino allo scorso 20 febbraio, cioè ora possono essere di più.
Secondo le informazioni a cui è possibile accedere direttamente tramite questo link , sono già 930 le persone decedute in case di cura dopo aver ricevuto la prima o la seconda dose di vaccinazione e 2.747 le persone contagiate.
I numeri sono assolutamente terribili, ma la cosa più terribile è che, nonostante quei numeri, i giudici continuano a obbligare gli anziani a vaccinarsi, nonostante l'opposizione delle loro famiglie. Ci sta lasciando un'intera generazione, la generazione che ha cresciuto questo paese dal nulla, la generazione della guerra e del dopoguerra, quella che è nata in tempi di fame e miseria, quella che ha dato tutto per la Spagna e per i suoi figli"
https://www.eldiestro.es/2021/02/tragedia-absoluta-son-ya-930-las-personas-fallecidas-en-residencias-de-ancianos-de-espana-tras-vacunarse-y-2-747-las-contagiadas/
"Sintesi
Il ruolo delle maschere facciali nel controllo e nella prevenzione di COVID-19 rimane oggetto di dibattito. Prima del COVID-19, la maggior parte degli studi che valutavano l'efficacia delle maschere facciali come misura protettiva nella comunità provenivano da studi sull'influenza, che fornivano poche prove a sostegno del loro uso.
Valutazione delle prove
Le prove riguardanti l'efficacia delle maschere mediche per la prevenzione del COVID-19 nella comunità sono compatibili con un effetto protettivo da piccolo a moderato, ma ci sono ancora incertezze significative sulla dimensione di questo effetto. Le prove dell'efficacia di maschere facciali, schermi / visiere e respiratori non medici nella comunità sono scarse e di scarsa certezza.
Sono necessari ulteriori studi di alta qualità per valutare la rilevanza dell'uso di maschere facciali mediche nella pandemia COVID-19.
Raccomandazioni
Sebbene le prove per l'uso di maschere facciali mediche nella comunità per prevenire COVID-19 siano limitate, le maschere facciali dovrebbero essere considerate un intervento non farmaceutico in combinazione con altre misure come parte degli sforzi per controllare la pandemia COVID-19.
Tenendo conto delle prove disponibili, delle caratteristiche di trasmissione di SARS-CoV-2, della fattibilità e dei potenziali danni associati all'uso di vari tipi di maschere facciali, vengono proposte le seguenti opzioni:
Nelle aree con trasmissione comunitaria di COVID-19, si consiglia di indossare una maschera facciale medica o non medica in spazi pubblici ristretti e può essere considerata in ambienti all'aperto affollati.
Per le persone vulnerabili al COVID-19 grave, come gli anziani o le persone con condizioni mediche sottostanti, si raccomanda l'uso di maschere facciali mediche come mezzo di protezione personale nelle impostazioni sopra menzionate.
Nelle famiglie, l'uso di maschere facciali mediche è raccomandato per le persone con sintomi di COVID-19 o COVID-19 confermato e per le persone che condividono la loro famiglia.
Sulla base della valutazione delle prove scientifiche disponibili, non è possibile formulare raccomandazioni sull'uso preferenziale di maschere facciali mediche o non mediche nella comunità.
Quando si utilizzano maschere per il viso non mediche, è consigliabile che siano preferite maschere conformi alle linee guida disponibili per l'efficacia della filtrazione e la traspirabilità.
Le prove scientifiche molto limitate riguardanti l'uso dei respiratori nella comunità non supportano il loro uso obbligatorio al posto di altri tipi di maschere facciali nella comunità. Sebbene non ci si aspetterebbe che i respiratori siano inferiori alle maschere facciali non mediche o mediche, è necessario tenere in considerazione le difficoltà per garantire il loro adattamento e l'uso appropriati in contesti comunitari, nonché i potenziali effetti avversi legati alla minore traspirabilità.
L'uso di maschere per il viso nella comunità dovrebbe integrare e non sostituire altre misure preventive come l'allontanamento fisico, lo stare a casa quando si è malati, il telelavoro se possibile, l'etichetta respiratoria, l'igiene meticolosa delle mani ed evitare di toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.
L'uso appropriato di maschere per il viso e la promozione del rispetto del loro uso quando raccomandato come misure di salute pubblica sono fondamentali per l'efficacia della misura e possono essere migliorati attraverso campagne educative".
https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/using-face-masks-community-reducing-covid-19-transmission
Il ruolo delle maschere facciali nel controllo e nella prevenzione di COVID-19 rimane oggetto di dibattito. Prima del COVID-19, la maggior parte degli studi che valutavano l'efficacia delle maschere facciali come misura protettiva nella comunità provenivano da studi sull'influenza, che fornivano poche prove a sostegno del loro uso.
Valutazione delle prove
Le prove riguardanti l'efficacia delle maschere mediche per la prevenzione del COVID-19 nella comunità sono compatibili con un effetto protettivo da piccolo a moderato, ma ci sono ancora incertezze significative sulla dimensione di questo effetto. Le prove dell'efficacia di maschere facciali, schermi / visiere e respiratori non medici nella comunità sono scarse e di scarsa certezza.
Sono necessari ulteriori studi di alta qualità per valutare la rilevanza dell'uso di maschere facciali mediche nella pandemia COVID-19.
Raccomandazioni
Sebbene le prove per l'uso di maschere facciali mediche nella comunità per prevenire COVID-19 siano limitate, le maschere facciali dovrebbero essere considerate un intervento non farmaceutico in combinazione con altre misure come parte degli sforzi per controllare la pandemia COVID-19.
Tenendo conto delle prove disponibili, delle caratteristiche di trasmissione di SARS-CoV-2, della fattibilità e dei potenziali danni associati all'uso di vari tipi di maschere facciali, vengono proposte le seguenti opzioni:
Nelle aree con trasmissione comunitaria di COVID-19, si consiglia di indossare una maschera facciale medica o non medica in spazi pubblici ristretti e può essere considerata in ambienti all'aperto affollati.
Per le persone vulnerabili al COVID-19 grave, come gli anziani o le persone con condizioni mediche sottostanti, si raccomanda l'uso di maschere facciali mediche come mezzo di protezione personale nelle impostazioni sopra menzionate.
Nelle famiglie, l'uso di maschere facciali mediche è raccomandato per le persone con sintomi di COVID-19 o COVID-19 confermato e per le persone che condividono la loro famiglia.
Sulla base della valutazione delle prove scientifiche disponibili, non è possibile formulare raccomandazioni sull'uso preferenziale di maschere facciali mediche o non mediche nella comunità.
Quando si utilizzano maschere per il viso non mediche, è consigliabile che siano preferite maschere conformi alle linee guida disponibili per l'efficacia della filtrazione e la traspirabilità.
Le prove scientifiche molto limitate riguardanti l'uso dei respiratori nella comunità non supportano il loro uso obbligatorio al posto di altri tipi di maschere facciali nella comunità. Sebbene non ci si aspetterebbe che i respiratori siano inferiori alle maschere facciali non mediche o mediche, è necessario tenere in considerazione le difficoltà per garantire il loro adattamento e l'uso appropriati in contesti comunitari, nonché i potenziali effetti avversi legati alla minore traspirabilità.
L'uso di maschere per il viso nella comunità dovrebbe integrare e non sostituire altre misure preventive come l'allontanamento fisico, lo stare a casa quando si è malati, il telelavoro se possibile, l'etichetta respiratoria, l'igiene meticolosa delle mani ed evitare di toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.
L'uso appropriato di maschere per il viso e la promozione del rispetto del loro uso quando raccomandato come misure di salute pubblica sono fondamentali per l'efficacia della misura e possono essere migliorati attraverso campagne educative".
https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/using-face-masks-community-reducing-covid-19-transmission
European Centre for Disease Prevention and Control
Considerations for the use of face masks in the community in the context of the SARS-CoV-2 Omicron variant of concern
This document provides an update to and complements the ECDC technical report on “Using face masks in the community: first update - Effectiveness in reducing transmission of COVID-19” published on 15 February 2021.
Siamo passati da 11.831 contagiati del 2 gennaio ( con 46.506 dosi di vaccino somministrate), a 18.916 contagiati del 27 febbraio ( con 4.156.382 dosi di vaccino somministrate in totale).
2 GENNAIO, INIZIANO LE VACCINAZIONI⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 11.831 contagiati
• 364 morti
• 9166 guariti
+16 terapie intensive | +126 ricoveri
67.174 tamponi
Tasso di positività: 17,6% (+3,5%)
46.506 vaccinati totali (+13.537)
🗞 @Ultimora x @covid19
6 FEBBRAIO ⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 13.442 contagiati
• 385 morti
• 15.138 guariti
-32 terapie intensive | -167 ricoveri
282.407 tamponi
Tasso di positività: 4,8% (-0,5%)
2.435.489 vaccinati totali
🗞 @Ultimora x @covid19
13 FEBBRAIO ⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 13.532 contagiati
• 311 morti
• 13.973 guariti
-33 terapie intensive | -236 ricoveri
272.534 tamponi
Tasso di positività: 5,0% (+0,4%)
2.935.985 vaccinati totali
🗞 @Ultimora x @covid19
20 FEBBRAIO ⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 14.931 contagiati
• 251 morti
• 12.488 guariti
+4 terapie intensive | -106 ricoveri
306.078 tamponi
Tasso di positività: 4,9% (-0,3%)
3.408.682 vaccinati totali
🗞 @Ultimora x @covid19
27 FEBBRAIO ⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 18.916 contagiati
• 280 morti
• 11.320 guariti
+22 terapie intensive | +80 ricoveri
323.047 tamponi
Tasso di positività: 5,9%
4.156.382 dosi di vaccino somministrate in totale
🗞 @Ultimora x @covid19
2 GENNAIO, INIZIANO LE VACCINAZIONI⬇️
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• 11.831 contagiati
• 364 morti
• 9166 guariti
+16 terapie intensive | +126 ricoveri
67.174 tamponi
Tasso di positività: 17,6% (+3,5%)
46.506 vaccinati totali (+13.537)
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6 FEBBRAIO ⬇️
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• 13.442 contagiati
• 385 morti
• 15.138 guariti
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Tasso di positività: 4,8% (-0,5%)
2.435.489 vaccinati totali
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• 13.532 contagiati
• 311 morti
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272.534 tamponi
Tasso di positività: 5,0% (+0,4%)
2.935.985 vaccinati totali
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• 14.931 contagiati
• 251 morti
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Tasso di positività: 4,9% (-0,3%)
3.408.682 vaccinati totali
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27 FEBBRAIO ⬇️
🟤 Coronavirus, bollettino di oggi:
• 18.916 contagiati
• 280 morti
• 11.320 guariti
+22 terapie intensive | +80 ricoveri
323.047 tamponi
Tasso di positività: 5,9%
4.156.382 dosi di vaccino somministrate in totale
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I TAMPONI: VERSO L'EPILOGO DI INUTILIZZABILITA'
Il giorno 24 marzo verrà discusso, avanti il tribunale di Roma, il ricorso di urgenza per il riconoscimento dell' erroneità dei dati scaturenti dai test PCR. L'atto redatto con l'apporto di molti medici, ha l'intento di far dichiarare che anche qualora sia accertata la positività al detto test, il dato non possa essere ritenuto attendibile sia perché non sorretto da diagnosi medica sia, soprattutto, perché gli alti cicli di sviluppo in laboratorio ne pregiudicano totalmente il fondamento scientifico.
Nella causa in corso abbiamo prodotto tabelle e referti dai quali si ricava che i cicli di sviluppo dei test utilizzati dai laboratori italiani sono tarati ad oltre 35, addirittura un referto di un laboratorio dell'Emilia Romagna attesta che in quella regione i test si sviluppino a 40 cicli. Varrà rammentare che sopra la soglia dei 25 cicli il margine di errore è talmente elevato da pregiudicare ogni credibilità. I falsi positivi, dovuti agli errori fino ad ora commessi negli sviluppi dei test di laboratorio,
sono percentualmente elevatissimi probabilmente oltre l'80%.
Se si eliminano dai conteggi dei casi confermati di COVID-19 l'80% di quelli quotidianamente prospettati in maniera allarmistica, e tale operazione si compie ex tunc, vale a dire dal marzo 2020, cade de plano tutta la narrativa che ha sostenuto e sostiene la legislazione di emergenza. Gli effetti sarebbero devastanti per il governo per le regioni che lo hanno utilizzato ed estremamente benefici per tutti i cittadini italiani. Cadrebbe tutta la divisione dell' Italia a colori, cadrebbe l'obbligo imposto a milioni di lavoratori di sottoporsi ad un test palesemente marginale per l'effettiva diagnosi di positività al covid 19. Finirebbe anche il vergognoso business molto più lucroso per entità addirittura di quello dei vaccini. Un tampone ha un costo da 70 a 120 €, viene reiterato spesso su un unico soggetto più di una volta, viene fatto a tappeto su pressoché tutta la popolazione perché obbligatorio per poter accedere ai principali servizi primo tra tutti quello sanitario. Il risultato è a portata di mano e deve essere assolutamente raggiunto. Le recenti prese di posizione di dicembre 2020 e di gennaio 2021 dell'OMS sono conclusive nel senso di confermare pienamente la nostra tesi. Nel ricorso abbiamo contestato all'Istituto superiore di sanità, al governo e al ministro della sanità di non essersi adeguati all'indirizzo dettato dalla massima autorità sanitaria mondiale attuando un comportamento di inaudita illegittimità finalizzato a mantenere in essere un grave travisamento dei fatti. L'India ha dichiarato la cessazione dell'emergenza proprio alla luce del ricalcolo corretto dei positivi effettuato dopo l'intervento dell'OMS. È importante che vi sia una partecipazione corale a questa causa nella quale si può intervenire da qui al 24 marzo. Per informazioni scrivere a popolo.governo@gmail.com
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=264127071973720&id=100051292879687&sfnsn=scwspmo
Il giorno 24 marzo verrà discusso, avanti il tribunale di Roma, il ricorso di urgenza per il riconoscimento dell' erroneità dei dati scaturenti dai test PCR. L'atto redatto con l'apporto di molti medici, ha l'intento di far dichiarare che anche qualora sia accertata la positività al detto test, il dato non possa essere ritenuto attendibile sia perché non sorretto da diagnosi medica sia, soprattutto, perché gli alti cicli di sviluppo in laboratorio ne pregiudicano totalmente il fondamento scientifico.
Nella causa in corso abbiamo prodotto tabelle e referti dai quali si ricava che i cicli di sviluppo dei test utilizzati dai laboratori italiani sono tarati ad oltre 35, addirittura un referto di un laboratorio dell'Emilia Romagna attesta che in quella regione i test si sviluppino a 40 cicli. Varrà rammentare che sopra la soglia dei 25 cicli il margine di errore è talmente elevato da pregiudicare ogni credibilità. I falsi positivi, dovuti agli errori fino ad ora commessi negli sviluppi dei test di laboratorio,
sono percentualmente elevatissimi probabilmente oltre l'80%.
Se si eliminano dai conteggi dei casi confermati di COVID-19 l'80% di quelli quotidianamente prospettati in maniera allarmistica, e tale operazione si compie ex tunc, vale a dire dal marzo 2020, cade de plano tutta la narrativa che ha sostenuto e sostiene la legislazione di emergenza. Gli effetti sarebbero devastanti per il governo per le regioni che lo hanno utilizzato ed estremamente benefici per tutti i cittadini italiani. Cadrebbe tutta la divisione dell' Italia a colori, cadrebbe l'obbligo imposto a milioni di lavoratori di sottoporsi ad un test palesemente marginale per l'effettiva diagnosi di positività al covid 19. Finirebbe anche il vergognoso business molto più lucroso per entità addirittura di quello dei vaccini. Un tampone ha un costo da 70 a 120 €, viene reiterato spesso su un unico soggetto più di una volta, viene fatto a tappeto su pressoché tutta la popolazione perché obbligatorio per poter accedere ai principali servizi primo tra tutti quello sanitario. Il risultato è a portata di mano e deve essere assolutamente raggiunto. Le recenti prese di posizione di dicembre 2020 e di gennaio 2021 dell'OMS sono conclusive nel senso di confermare pienamente la nostra tesi. Nel ricorso abbiamo contestato all'Istituto superiore di sanità, al governo e al ministro della sanità di non essersi adeguati all'indirizzo dettato dalla massima autorità sanitaria mondiale attuando un comportamento di inaudita illegittimità finalizzato a mantenere in essere un grave travisamento dei fatti. L'India ha dichiarato la cessazione dell'emergenza proprio alla luce del ricalcolo corretto dei positivi effettuato dopo l'intervento dell'OMS. È importante che vi sia una partecipazione corale a questa causa nella quale si può intervenire da qui al 24 marzo. Per informazioni scrivere a popolo.governo@gmail.com
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=264127071973720&id=100051292879687&sfnsn=scwspmo
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Vaccino Covid Pfizer: Aggiornamento dati eventi avversi dopo la somministrazione del vaccino in Europa al 27 febbraio 2021.
L’EudraVigilance, il database europeo per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati, ha aggiornato al 27 febbraio 2021 il report sugli eventi avversi rilevati in Europa al vaccino Covid di Pfizer/BioNtech Tozinameran (nome durante la sperimentazione: BNT162b2; nome commerciale: Comirnaty).
Sono stati segnalati 78.305 eventi avversi, di cui 63.897 nella fascia di età tra 18 e 64 anni.
Di 65.135 casi è stato già registrato il Paese di provenienza della segnalazione.
Lo Stato con più eventi avversi è l’Italia con 27.917 casi.
23.082 casi sono stati classificati come “gravi”.
Tra gli eventi più frequenti riportati ci sono i disturbi di carattere generale e relativi al sito di somministrazione (54.817 casi di cui 14.334 gravi), disturbi del sistema nervoso (34.061 casi di cui 10.997 gravi), disturbi del tessuto muscoloscheletrico e connettivo (28.030 casi di cui 6.741 gravi) e disturbi gastrointestinali (17.540 casi di cui 6.176 gravi).
Tra i 78.305 eventi avversi al vaccino Covid Pfizer, segnalati alla banca dati europea EudraVigilance fino al 27 febbraio 2021, ci sono anche 477 casi di patologie neurologiche manifestate con paresi o paralisi.
https://www.colibripuglia.it/wp/2021/02/28/vaccino-covid-pfizer-aggiornamento-dati-eventi-avversi-dopo-la-somministrazione-del-vaccino-in-europa-al-27-febbraio-2021/
L’EudraVigilance, il database europeo per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati, ha aggiornato al 27 febbraio 2021 il report sugli eventi avversi rilevati in Europa al vaccino Covid di Pfizer/BioNtech Tozinameran (nome durante la sperimentazione: BNT162b2; nome commerciale: Comirnaty).
Sono stati segnalati 78.305 eventi avversi, di cui 63.897 nella fascia di età tra 18 e 64 anni.
Di 65.135 casi è stato già registrato il Paese di provenienza della segnalazione.
Lo Stato con più eventi avversi è l’Italia con 27.917 casi.
23.082 casi sono stati classificati come “gravi”.
Tra gli eventi più frequenti riportati ci sono i disturbi di carattere generale e relativi al sito di somministrazione (54.817 casi di cui 14.334 gravi), disturbi del sistema nervoso (34.061 casi di cui 10.997 gravi), disturbi del tessuto muscoloscheletrico e connettivo (28.030 casi di cui 6.741 gravi) e disturbi gastrointestinali (17.540 casi di cui 6.176 gravi).
Tra i 78.305 eventi avversi al vaccino Covid Pfizer, segnalati alla banca dati europea EudraVigilance fino al 27 febbraio 2021, ci sono anche 477 casi di patologie neurologiche manifestate con paresi o paralisi.
https://www.colibripuglia.it/wp/2021/02/28/vaccino-covid-pfizer-aggiornamento-dati-eventi-avversi-dopo-la-somministrazione-del-vaccino-in-europa-al-27-febbraio-2021/
Modena. Reazione allergica post vaccino A Baggiovara scatta protocollo d’emergenza
https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2021/02/28/news/baggiovara-reazione-allergica-post-vaccino-scatta-protocollo-d-emergenza-1.39964483?__vfz=medium%3Dsharebar
https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2021/02/28/news/baggiovara-reazione-allergica-post-vaccino-scatta-protocollo-d-emergenza-1.39964483?__vfz=medium%3Dsharebar
Gazzetta di Modena
Modena. Reazione allergica post vaccino A Baggiovara scatta protocollo d’emergenza
Dimessa dopo il trattamento al pronto soccorso Aveva un quadro a rischio quindi la somministrazione è avvenuta in seduta protetta
Covid: Garante privacy, no a "pass vaccinali" per accedere a locali o fruire di servizi senza una legge nazionale
Con l’arrivo dei vaccini anti-Covid-19 si discute dell’opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di rendere l’informazione sull’essersi o meno vaccinati come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre ecc.).
A tale proposito, nel caso si intenda far ricorso alle predette soluzioni, il Garante per la privacy richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.
I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali.
Il Garante ritiene, pertanto, che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza.
In assenza di tale eventuale base giuridica normativa - sulla cui compatibilità con i principi stabiliti dal Regolamento Ue il Garante si riserva di pronunciarsi - l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo.
La questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento.
Roma, 1 marzo 2021
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9550331
Con l’arrivo dei vaccini anti-Covid-19 si discute dell’opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di rendere l’informazione sull’essersi o meno vaccinati come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre ecc.).
A tale proposito, nel caso si intenda far ricorso alle predette soluzioni, il Garante per la privacy richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.
I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali.
Il Garante ritiene, pertanto, che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza.
In assenza di tale eventuale base giuridica normativa - sulla cui compatibilità con i principi stabiliti dal Regolamento Ue il Garante si riserva di pronunciarsi - l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo.
La questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento.
Roma, 1 marzo 2021
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9550331
www.garanteprivacy.it
Covid: Garante privacy, no a "pass vaccinali" per accedere a locali o fruire di servizi senza una legge nazionale
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