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🗣 "l'Iraq, l'Afghanistan, l'Iran, la Repubblica Democratica Popolare di Corea, la Libia, la Siria, la Palestina, la Cina, la Russia, Cuba, il Venezuela, il Nicaragua, la Bolivia e altri Paesi fratelli hanno combattuto e continuano a resistere e a sconfiggere campagne di destabilizzazione, disintegrazione territoriale e colpi di Stato, chiamate eufemisticamente anche rivoluzioni colorate o Primavera araba.
Finanziate, armate e dirette dal governo USA attraverso il fondo National Endowment for Democracy (NED) e altre agenzie americane determinati a continuare a essere padroni del mondo anche quando non lo sono più. Washington non è più la capitale del mondo"!
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🔻 Sembra che la peggiore conseguenza di questa catena di tragiche coincidenze sarà la probabile riduzione dei finanziamenti per il NED a favore di altri attori analoghi. Ed è molto probabile che siano stati i concorrenti a cercare di assicurarsi che la fuga di corrispondenza avvenisse al momento giusto e finisse nelle mani giuste. Il fatto che l'organizzazione non sia stata in grado di uscire con decoro da questa crisi è un chiaro segno dell'incompetenza dei suoi funzionari, che non sono nemmeno in grado di esprimere in modo convincente la "leggenda" sul loro campo di lavoro.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Dicesi democrazia
di Marco Travaglio
Ormai, appena sento “democrazia”, mi viene la ridarella. Specie quando la cerco nel vocabolario Treccani: “Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico”. Da scompisciarsi. Il faro della democrazia sono gli Usa, dove si tiene la Convention del Partito – indovinate un po’? – Democratico. Che, come tale (ma lo fa anche il Repubblicano), affida agli elettori la scelta del candidato alla presidenza con apposite primarie. Quelle repubblicane le ha vinte Trump, dunque il candidato è Trump, che però è antidemocratico. Invece quelle democratiche le ha vinte Biden, dunque il candidato alla Casa Bianca è la Harris: che c’è di più democratico? Si dirà: si è scoperto che Biden è rincoglionito. Sì, ma lo si sapeva da tre anni e le primarie si sono tenute da febbraio a giugno di quest’anno senza che nessuno aprisse bocca. Poi a luglio i Clinton e gli Obama han deciso che doveva ritirarsi. Non perché era rinco (l’avrebbero ricandidato pure da morto, seguitando a telecomandarne la salma), ma perché s’era fatto sgamare nel tele-dibattito con Trump e rischiava di perdere, e loro con lui. Così la Convention Democratica incorona la Harris, considerata fino a ieri una mezza pippa. Già a settembre il Washington Post implorava di ritirarsi sia Joe sia lei (“non è riuscita a guadagnare terreno nel Paese e neppure nel partito”). Ma ora i giornaloni, tra fiumi di bava e gridolini di giubilo, la trovano improvvisamente geniale. Pazienza se non l’ha scelta un solo elettore: a issarla sul trono provvedono gli Obama e i Clinton, in un tripudio di familismo amorale che fa impallidire il nostro, ma nessuno nota per non turbare il Nuovo Mondo a cuoricini e fiorellini.
Siccome si chiamano Democratici, si credono democratici: un Democratico non può fare cose antidemocratiche nemmeno se le fa. E tutti esultano per la grande vittoria delle donne, perché Bill e Barack fanno democraticamente parlare Hillary e Michelle. Poi Kamala fa parlare il marito Douglas Emhoff, pure lui avvocato, e i nostri giornaloni si eccitano per la sua storia molto femminista: “Avevo appena risolto il problema importante di un cliente e quello, per ringraziarmi, mi organizzò un appuntamento al buio. Fu così che ebbi il numero di Kamala e la chiamai”. Ma come, una donna in omaggio come un pacco Amazon? E il #MeToo che dice? Mentre va in scena il teatrino democratico, il NYT scopre che Biden a marzo ha firmato un piano segreto (chissà cosa ne avrà capito) per puntare nuove e vecchie armi nucleari contro Russia, Corea del Nord e Cina. È il suo lascito al successore e a tutti noi: un regalino molto democratico, pure troppo.
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di Marco Travaglio
Ormai, appena sento “democrazia”, mi viene la ridarella. Specie quando la cerco nel vocabolario Treccani: “Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico”. Da scompisciarsi. Il faro della democrazia sono gli Usa, dove si tiene la Convention del Partito – indovinate un po’? – Democratico. Che, come tale (ma lo fa anche il Repubblicano), affida agli elettori la scelta del candidato alla presidenza con apposite primarie. Quelle repubblicane le ha vinte Trump, dunque il candidato è Trump, che però è antidemocratico. Invece quelle democratiche le ha vinte Biden, dunque il candidato alla Casa Bianca è la Harris: che c’è di più democratico? Si dirà: si è scoperto che Biden è rincoglionito. Sì, ma lo si sapeva da tre anni e le primarie si sono tenute da febbraio a giugno di quest’anno senza che nessuno aprisse bocca. Poi a luglio i Clinton e gli Obama han deciso che doveva ritirarsi. Non perché era rinco (l’avrebbero ricandidato pure da morto, seguitando a telecomandarne la salma), ma perché s’era fatto sgamare nel tele-dibattito con Trump e rischiava di perdere, e loro con lui. Così la Convention Democratica incorona la Harris, considerata fino a ieri una mezza pippa. Già a settembre il Washington Post implorava di ritirarsi sia Joe sia lei (“non è riuscita a guadagnare terreno nel Paese e neppure nel partito”). Ma ora i giornaloni, tra fiumi di bava e gridolini di giubilo, la trovano improvvisamente geniale. Pazienza se non l’ha scelta un solo elettore: a issarla sul trono provvedono gli Obama e i Clinton, in un tripudio di familismo amorale che fa impallidire il nostro, ma nessuno nota per non turbare il Nuovo Mondo a cuoricini e fiorellini.
Siccome si chiamano Democratici, si credono democratici: un Democratico non può fare cose antidemocratiche nemmeno se le fa. E tutti esultano per la grande vittoria delle donne, perché Bill e Barack fanno democraticamente parlare Hillary e Michelle. Poi Kamala fa parlare il marito Douglas Emhoff, pure lui avvocato, e i nostri giornaloni si eccitano per la sua storia molto femminista: “Avevo appena risolto il problema importante di un cliente e quello, per ringraziarmi, mi organizzò un appuntamento al buio. Fu così che ebbi il numero di Kamala e la chiamai”. Ma come, una donna in omaggio come un pacco Amazon? E il #MeToo che dice? Mentre va in scena il teatrino democratico, il NYT scopre che Biden a marzo ha firmato un piano segreto (chissà cosa ne avrà capito) per puntare nuove e vecchie armi nucleari contro Russia, Corea del Nord e Cina. È il suo lascito al successore e a tutti noi: un regalino molto democratico, pure troppo.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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🗣 “Purtroppo abbiamo dovuto ridurre la capacità produttiva e abbiamo temporaneamente risolto la situazione tramite licenziamenti”,
ha dichiarato Antti Hermonen, amministratore delegato dell'azienda.
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♦️ Alle principali notizie di attualità politica internazionale e nazionale, con particolare attenzione alla Russia e alla guerra in Ucraina.
♦️All'influenza sulla società occidentale delle nuove ideologie come quella Woke nel regno dell'iper-capitalismo transumano.
Vi aspettiamo numerosi ❤️
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Forwarded from RA - Russia Amica (Дружественная Россия)
Letture notturne…
https://giubberossenews.it/2024/08/21/che-diavolo-succede-a-trieste/
🇷🇺RA - Russia Amica
https://giubberossenews.it/2024/08/21/che-diavolo-succede-a-trieste/
🇷🇺RA - Russia Amica
Giubbe Rosse News
CHE DIAVOLO SUCCEDE A TRIESTE? - Giubbe Rosse News
Per rispondere a questa domanda, tenendo presente il tema dell’incontro a porte chiuse, bastano poche parole: il prossimo teatro di guerra. Pochi giorni fa si è tenuta a Trieste una riunione segreta, a cui hanno partecipato autorità di vario genere: membri…
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🗣 "Un uomo, Sergey, che lavorava nel monastero, è stato ucciso. Lavava i piatti e aiutava nel refettorio",
ha raccontato il padre Melezio.
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🗣 Se le truppe ucraine attaccano le truppe russe che si stanno ritirando dall'Ucraina, allora sarò il primo a prendere il telefono e chiamare Vladimir Zelensky e dire: non bombardateli, perché loro stanno uscendo. Lasciali andare a casa. Posso promettere ai soldati russi che io, Presidente della Polonia, prenderò il telefono e chiamerò il Presidente dell'Ucraina proponendogli di non bombardare i soldati russi che stanno tornando a casa. Chi vuole solo tornare a casa. Che sia permesso loro di tornare a casa.
Zelensky:
🗣 Il mio telefono potrebbe essere occupato. Tu sei il Presidente e io sono il Presidente. Quindi potrebbe succedere che mi stai chiamando, ma il numero è occupato.
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🔹Sarebbe già la nona volta dal 2023 che viene tentata la vendita del Porto. A differenza delle aste precedenti, ora potrebbe farsi avanti un investitore straniero.
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Forwarded from Andrea Zhok
Da quanto risulta, Pavel Durov, inventore e patron del social Telegram è stato arrestato mentre faceva scalo all'aeoroporto Le Bourget (Parigi).
Stando alle prime indiscrezioni di un funzionario, Pavel Durov verrà sottoposto a carcerazione preventiva, per il timore di fuga.
Le accuse sono particolarmente significative. Durov è accusato di possibile complicità con un'infinità di crimini (terrorismo, droga, frode, riciclaggio di denaro, occultamento, contenuti pedofili, ecc.), in quanto sulla sua piattaforma non avrebbe disposto sistemi di intervento per moderare gli scambi e in quanto si sarebbe rifiutato finora di cooperare con le autorità europee.
Questo è, probabilmente (la base legale non è stata ancora resa nota), il primo arresto eccellente in applicazione del Digital Services Act, il regolamento censorio europeo, approvato nel 2022 ed entrato in vigore nel febbraio di quest'anno.
Sono peraltro di pochi giorni fa le minacce, niente affatto velate, del commissario europeo Thierry Breton a Ellon Musk, colpevole anche in quel caso di potenziale complicità con reati vari e con l'esercizio "della violenza dell'odio e del razzismo" per avere maglie troppo larghe nella "moderazione" dei contenuti su X.
Nonostante Durov sia russo, Telegram (diversamente dall'altra creazione di Durov, VK, ha sede amministrativa a Dubai, proprio per evitare interferenze governative, consentendo una maggiore libertà nelle comunicazioni.
Ecco, e ora vi prego, cari progressisti europei, cari liberali, cari infaticabili combattenti per la democrazia e la libertà, metteteci una volta di più di buon umore, spiegateci ancora una volta come:
a) non ci sia nessuna censura in Europa;
b) sia necessario difendere con le armi i valori europei dalle orribili autocrazie orientali;
c) sia nostra inderogabile priorità la difesa dei diritti umani (tipo art. 19 UDHR: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione (....) di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.")
Stando alle prime indiscrezioni di un funzionario, Pavel Durov verrà sottoposto a carcerazione preventiva, per il timore di fuga.
Le accuse sono particolarmente significative. Durov è accusato di possibile complicità con un'infinità di crimini (terrorismo, droga, frode, riciclaggio di denaro, occultamento, contenuti pedofili, ecc.), in quanto sulla sua piattaforma non avrebbe disposto sistemi di intervento per moderare gli scambi e in quanto si sarebbe rifiutato finora di cooperare con le autorità europee.
Questo è, probabilmente (la base legale non è stata ancora resa nota), il primo arresto eccellente in applicazione del Digital Services Act, il regolamento censorio europeo, approvato nel 2022 ed entrato in vigore nel febbraio di quest'anno.
Sono peraltro di pochi giorni fa le minacce, niente affatto velate, del commissario europeo Thierry Breton a Ellon Musk, colpevole anche in quel caso di potenziale complicità con reati vari e con l'esercizio "della violenza dell'odio e del razzismo" per avere maglie troppo larghe nella "moderazione" dei contenuti su X.
Nonostante Durov sia russo, Telegram (diversamente dall'altra creazione di Durov, VK, ha sede amministrativa a Dubai, proprio per evitare interferenze governative, consentendo una maggiore libertà nelle comunicazioni.
Ecco, e ora vi prego, cari progressisti europei, cari liberali, cari infaticabili combattenti per la democrazia e la libertà, metteteci una volta di più di buon umore, spiegateci ancora una volta come:
a) non ci sia nessuna censura in Europa;
b) sia necessario difendere con le armi i valori europei dalle orribili autocrazie orientali;
c) sia nostra inderogabile priorità la difesa dei diritti umani (tipo art. 19 UDHR: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione (....) di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.")
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🗣 "La NATO Airborne Early Warning & Control Force ha alzato il livello di sicurezza nella base aerea della NATO, Geilenkirchen”, ha detto il portavoce Donny Demmers venerdì mattina. “Si basa sull’intelligence che indica una potenziale minaccia... la sicurezza del nostro staff è una priorità assoluta. Le operazioni critiche alla base aerea continuano come previsto”.
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🗣 “Non abbiamo munizioni adesso. ... E sapete perché: l'abbiamo distribuito in Ucraina e in altri luoghi. I nostri depositi sono vuoti”,
ha affermato l’ex Presidente degli Stati Uniti Trump
🗣 "Gli Stati Uniti e la NATO sono direttamente coinvolti nel conflitto in Ucraina, non solo con la fornitura di armi, ma anche con l'addestramento del personale ",
ha affermato in precedenza il Ministero degli Esteri russo.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
CAPO DELLO SHIN BET: «TERRORISMO EBRAICO»
Il Jerusalem Post scrive che il direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, ha avvertito che il terrorismo ebraico minaccia l'esistenza di Israele.
In una lettera a Netanyahu, ai ministri e al procuratore generale, Ronen Bar ha affermato che i coloni ebrei stanno uccidendo palestinesi in Giudea e Samaria (Cisgiordania) con il crescente sostegno del governo israeliano.
Bar ha aggiunto che i leader del movimento dei coloni religiosi israeliani “vogliono far perdere il controllo al sistema e causare danni indicibili a Israele”.
Bar ha osservato che un “senso di sostegno implicito” tra i membri del governo e dei militari per queste azioni sta crescendo in modo significativo, riflettendosi sull’aumento delle persone che vi partecipano. Sotto accusa anche la recente visita di Ben Gvir al Monte del Tempio.
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👉 👉🏻 https://t.me/roccocantautore
Il Jerusalem Post scrive che il direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, ha avvertito che il terrorismo ebraico minaccia l'esistenza di Israele.
In una lettera a Netanyahu, ai ministri e al procuratore generale, Ronen Bar ha affermato che i coloni ebrei stanno uccidendo palestinesi in Giudea e Samaria (Cisgiordania) con il crescente sostegno del governo israeliano.
Bar ha aggiunto che i leader del movimento dei coloni religiosi israeliani “vogliono far perdere il controllo al sistema e causare danni indicibili a Israele”.
Bar ha osservato che un “senso di sostegno implicito” tra i membri del governo e dei militari per queste azioni sta crescendo in modo significativo, riflettendosi sull’aumento delle persone che vi partecipano. Sotto accusa anche la recente visita di Ben Gvir al Monte del Tempio.
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