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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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Serve strategia e servono statisti, e noi non siamo messi bene
Paolo Arigotti

C’è una frase che sentiamo ripetere da decenni: gli Stati Uniti ci hanno liberato dalla tirannide e dall’occupazione, garantendoci pace, libertà e democrazia.

Alcune delle cose che vengono dette anche per l’Unione Europea, sulla quale per oggi sorvoleremo.

Non vorrei entrare nel merito della veridicità o meno di certe affermazioni, circa le quali ci… Continua... 👇
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ADOLF HITLER, PIETRO SAVASTANO E LA “MACARENA” DI DONALD TRUMP
Salvatore Minolfi

Come di regola avviene in qualsiasi bolla mediatica e socio-culturale, stiamo normalizzando ciò che normale non è, o non lo è ancora. Vale a dire, stiamo provando a definire ciò che d’ora in poi sarà la nostra nuova normalità, quella socialmente e politicamente accettabile.

Stiamo sdoganando l’assassinio politico come pratica di routine.

In questi… Continua... 👇
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Già. Chiedere a Hiroshima e Nagasaki.

@lafionda
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Forwarded from DARSI PACE - MARCO GUZZI
Il ddl approvato ieri al Senato sull'"antisemitismo" non ha niente a che vedere con questo tema, ovvero l'odiosa discriminazione razziale, etnica e religiosa.

È un modo ulteriore per marginalizzare il dissenso contro le politiche neocoloniali e razziste dello Stato d'Israele, supportato dalla macchina comunicativa, militare e politica degli Stati Uniti.

Tutto ciò diventa particolarmente schifoso perché approvato proprio mentre è in corso l'ennesima illegale guerra d'aggressione.

Noi siamo di un'altra natura.
Crediamo che tutti gli uomini e tutte le donne siano nati uguali, e meritino pari diritti.
E lo continueremo a ripetere denunciando chi invece si ritiene portatore di un destino messianico-nazionalistico che lo legittimerebbe a trattare come animali altri popoli.
E lo continueremo a fare anche se questo ci dovesse portare all'arresto.

Perché oggi è in corso una battaglia tra l'umanità e la barbarie, e noi sappiamo da che parte stare.

Gabriele Guzzi
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Tirare il freno. Il paradosso delle Environmental Humanities
Onofrio Romano

Ogni disciplina nasce quando qualcosa che sembrava ovvio smette di esserlo. La sociologia nasce nella seconda metà dell’Ottocento, quando l’ordine sociale cessa di apparire come un dato naturale e diventa una risorsa scarsa, minacciata, contendibile. Le Environmental Humanities nascono in circostanze non troppo diverse: quando a entrare in crisi non è soltanto un assetto… Continua... 👇
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Attacco all’Iran, Lucio Caracciolo: “Per Trump e Netanyahu questa è una guerra privata, ma i rischi regionali ricadono su di noi”
di Salvatore Cannavò - Il Fatto Quotidiano
"Non si può cambiare il regime iraniano senza destabilizzare l’intera regione"

Una guerra senza senso, dall’esito imprevedibile, con un attore, Donald Trump, sospetto di essere sotto il ricatto di Israele per il caso Epstein, e con un protagonista assoluto, Benjamin Netanyahu, che è l’unico ad avere chiaro l’obiettivo: una guerra infinita per restare al potere. Lucio Caracciolo, direttore di Limes, offre uno sguardo come sempre analitico della situazione.

Come si colloca questa guerra nell’arco di quelle degli ultimi venti anni?

Nella traiettoria lunga delle guerre al terrorismo a partire dal 2001, dall’attentato alle Torri gemelle. Si tratta di guerre che per definizione sono invincibili, in cui si possono certamente ottenere dei risultati tattici, ma in cui non essendoci obiettivi strategici non si può rivendicare alcuna vittoria.

Le sembra che Trump si possa collocare in una continuità con George W. Bush?

Ci sono molte differenze. Innanzitutto, colui che l’ha dichiarata ha sempre definito questo tipo di guerra come stupida. Inoltre, a differenza di quelle di Bush, la guerra di Trump non ha una componente ideologica: il presidente Usa ha provato a sostenere che si trattasse di un cambio di regime, ma poi ha cambiato idea. E infine si tratta di una guerra privata, che scaturisce dal rapporto intimo, e contrastato, tra Netanyahu e Trump.

Che hanno obiettivi diversi…

L’obiettivo del premier israeliano è la guerra infinita in Medio Oriente, un modo per restare al potere il più a lungo possibile disinteressandosi delle sorti di Israele, mentre dall’altra parte penso non sia un cedimento al complottismo pensare che esistano forme di ricatto da parte di Netanyahu nei confronti di Trump, utilizzando il caso Epstein.

I rapporti di Epstein con Israele quindi offrirebbero a Netanyahu un’arma segreta?

Israele vuole evitare quello che considera il suo principale rischio, che l’America l’abbandoni. Quando Netanyahu ha paragonato Israele a Sparta, cioè a una potenza militare permanente e capace di dotarsi da sola dei mezzi per difendersi, si riferiva proprio a questo scenario. Tel Aviv, che ha come necessità assoluta il coinvolgimento attivo degli Usa, ha invece visto crescere lo scenario di un’America, intesa come élite, governo e opinione pubblica, che ne ha abbastanza del Medio Oriente. I sondaggi Usa vanno in questo senso.

Questo progetto si pone al prezzo di una destabilizzazione continua del Medio Oriente. Fino a dove può arrivare l’Iran?

Per l’Iran l’obiettivo è sopravvivere. Obiettivo che ritengo possibile, a meno di una guerra civile interna, su cui puntano gli israeliani, e dunque della fine dell’Iran. Che però non è un regime, ma uno Stato che ha un regime. Quindi, se si vuole cambiare il regime occorre cambiare lo Stato, affrontando le incognite conseguenti. Si continua impropriamente a parlare di Khamenei, padre e figlio, come di un dittatore, ma non è così. In Iran la guida suprema è simbolica, ha potere, ma lo condivide con una quantità di persone che fanno capo ai Guardiani della Rivoluzione.

Ma se questo potere dovesse essere destrutturato, che succede?

Ci troveremmo di fronte al sovvertimento dell’ordine che ancora esiste in Medio Oriente e che lo stesso Iran garantisce.

[...] E dove si ferma Trump?

Questo purtroppo non si è ancora capito.

[...] Esiste ancora un diritto internazionale o ci sarà un nuovo equilibrio tra Stati e potenze?

L’equilibrio geopolitico è possibile ed è sempre auspicabile, ma non c’entra nulla con il diritto internazionale che in realtà non è mai esistito. Oggi è ancora di più così come dimostra il discorso che il premier canadese Mark Carney ha tenuto a Davos poche settimane fa. Gli americani si sono sempre regolati con il proprio standard, e alla fine ognuno ha i suoi valori e i suoi interessi.

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Forwarded from DARSI PACE - MARCO GUZZI
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una torsione autoritaria e militare del neoliberismo,
che perde legittimità politica all'interno degli stati, e ha bisogno di riarmarsi per fermare l'emorragia
della perdita di egemonia internazionale.

Dal neoliberalismo che plasma l'intera società secondo le categorie del mercato,
siamo cioè entrati, secondo il professor Carlo Galli, in una nuova fase,
quella della POSTDEMOCRAZIA ARMATA.

Per dominare, il sistema di potere utilizza cioè la paura e la militarizzazione della società
come ultima strategia per continuare a mantenere la propria supremazia.

Ma esiste una via di uscita dalla Società della Guerra? Per Galli è in una risposta politica
e culturale nuova, che sappia denunciare e criticare la deriva armata del neoliberismo
e coltivare i presupposti di una aggregazione radicata in un'altra esperienza esistenziale.

Buona Visione!

Francesco Marabotti

https://youtu.be/1qD3C-N4ujc?is=ezsRbqmMdkT94_ot
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Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
Moni Ovadia esprime parole forti di denuncia radicale nei confronti della follia omicida e suicida dei guerrafondai di tutto il mondo. Serve un movimento dal basso planetario, che sia in grado di arrestare e disarmare chiunque voglia condurci sull’orlo di una terza guerra mondiale. Facciamo girare questa intervista antisistema, per far vedere che la speranza, quella vera, quella rivoluzionaria, è sempre l’ultima a morire.
Buona visione!

https://youtu.be/-uXlbc4bvSY?si=6JI2uM2iowpIXPG
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Francesco Prandel

Ero giapponese, e ti ho visto nel lampo che mi ha accecato. Ero vietnamita, e ti ho sentito nel napalm che mi ha bruciato. Ero sudamericano, e prima di scomparire ho annusato il tuo fetore. Sono stato afgano, jugoslavo e iracheno. Sono ucraino e sono palestinese. Sono cubano e sono iraniano.

Il mondo è… Continua... 👇
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Iran, la minaccia costruita e la guerra che può travolgere l’Occidente
Giuseppe Gagliano

Dietro l’escalation non c’è soltanto il confronto militare, ma una lunga costruzione politica e propagandistica che oggi rischia di trasformarsi in un conflitto senza uscita

La questione iraniana viene presentata da anni in termini semplici e brutali: da una parte uno Stato descritto come irrimediabilmente aggressivo, vicino all’arma nucleare, sponsor del terrorismo e minaccia… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/07/iran-la-minaccia-costruita-e-la-guerra-che-puo-travolgere-loccidente/

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Forwarded from Maurizio Vezzosi
La balcanizzazione dell'Iran appare il più probabile obiettivo di prospettiva degli attacchi israeliani e statunitensi. La sistematica politica di eliminazione di comandanti militari e vertici politici conferma il fatto che nei piani di Washington e Tel Aviv non ci sia alcuna prospettiva di dialogo. Se l'attuale assetto politico iraniano dovesse implodere - come certamente chi attacca auspica - le forze separatiste e gli interessi esterni avrebbero probabilmente la meglio, facendo cessare di esistere il paese. Pretendere, come Donald Trump dice di pretendere, “la resa incondizionata” dell'Iran, significa che l'Iran cercherà di garantire la propria sopravvivenza ad ogni costo. L'ipotesi di un Iran balcanizzato costituirebbe un vantaggio enorme per i piani espansionistici di Israele: gli Stati Uniti si troverebbero ad affrontare nuovi problemi, ma potrebbero beneficiare del nuovo scenario per installare nuove basi nell'area e rinnovare la strategia del caos: gli scontri tra milizie e piccoli eserciti diventerebbero probabilmente costanti. Uno scenario certamente molto problematico per gli interessi di Mosca e Pechino e l'ennesimo disastro per i paesi dell'Europa occidentale.

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Noterelle sparse sulla guerra all’Iran
Luigi Pandolfi

A distanza di poco più di una settimana dall’inizio dell’aggressione israelo‑americana all’Iran, è possibile fare un primo bilancio, sia dal lato militare che da quello strategico‑economico‑geopolitico. Il primo dato è che l’operazione lanciata da Netanyahu e Trump non si sta rivelando una passeggiata. Teheran resiste e reagisce, il popolo non è sceso nelle piazze… Continua... 👇
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La propaganda che uccide la ragione: Iran, Gaza e il doppio standard dell’Occidente
Elena Basile

Continuo a non rassegnarmi. Rimango stupita quando mi accorgo che persone dotate di media intelligenza e capacità di raziocinio possano abbeverarsi a una propaganda demenziale. Nei media storici, diplomatici, analisti e i cosiddetti esperti e intellettuali, a vario titolo, ci ripetono da settimane che il governo teocratico iraniano avrebbe ucciso in pochi giorni 40.000… Continua... 👇
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Il 22 e 23 marzo siamo chiamati ad esprimerci su un intervento di revisione costituzionale che si propone di cambiare l’organizzazione della giustizia in Italia.

Il referendum riguarda, nello specifico, la separazione delle carriere dei magistrati e la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura.

Un tema particolarmente complesso ma certamente rilevante.

Per capire meglio cosa c’è in gioco, abbiamo deciso di organizzare due appuntamenti di confronto e discussione, aperti e approfonditi, con giuristi e operatori del diritto, per analizzare le molte implicazioni della sfida referendaria.

👇 Il primo è domani (ore 20.15). Con Claudia Candeloro, Umberto Vincenti e Sirio Zolea. Qui il link:

https://www.youtube.com/watch?v=A1XOTOjywH4

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Sudditanza geopolitica e conformismo
Giovanni Tonlorenzi

L’ansia per il controllo delle riserve petrolifere, coerentemente con quanto accaduto in Venezuela, potrebbe essere uno dei fattori più plausibili alla base del conflitto. L’Iran possiede infatti tra le maggiori riserve di petrolio al mondo, e una destabilizzazione del Golfo Persico farebbe inevitabilmente salire i prezzi dell’energia, favorendo gli Stati Uniti in quanto esportatori… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/09/sudditanza-geopolitica-e-conformismo/

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📺GAZA LABORATORIO della GUERRA all'Iran

📍Diretta streaming alle 13.00 con Paolo Cornetti e Clara Statello su Polivox

⚡️Il genocidio condotto da Netanyahu a Gaza è diventato un modello di oppressione e distruzione che Trump ha importato e applicato in Venezuela e Iran per imporre gli interessi americani e punire popoli e governi che si ribellano al dominio globale degli USA.

🔎 Focus con Paolo Cornetti, analista geopolitico de La Fionda.
https://www.youtube.com/watch?v=i1zjmrnUyVo

Segui 👉 @ClaraStatello
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Forwarded from Maurizio Vezzosi
La guerra che Israele e gli Stati Uniti hanno scatenato contro l'Iran avrà conseguenze devastanti per gli iraniani. Eppure Tel Aviv e Washington si trovano a prendere atto di attacchi senza precedenti al sistema di infrastrutture militari statunitensi nell'area del Golfo e di uno scenario inedito che si delinea.
Immaginate come elemento di tutela e di garanzia a vantaggio dei paesi ospitanti le basi statunitensi si sono rivelate un elemento di forte rischio anche per paesi considerati del tutto immuni al pericolo bellico. Quale insegnamento sapremo trarne in Italia?

⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️ https://t.me/mauriziovezzosi
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📌 Promemoria per oggi – ore 20:15

Il 22 e 23 marzo siamo chiamati ad esprimerci su un intervento di revisione costituzionale che si propone di cambiare l’organizzazione della giustizia in Italia.

Il referendum riguarda, nello specifico, la separazione delle carriere dei magistrati e la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura.

Un tema particolarmente complesso ma certamente rilevante.

Per capire meglio cosa c’è in gioco, abbiamo deciso di organizzare due appuntamenti di confronto e discussione, aperti e approfonditi, con giuristi e operatori del diritto, per analizzare le molte implicazioni della sfida referendaria.

👇 Il primo evento è oggi alle 20:15. Con Claudia Candeloro, Umberto Vincenti e Sirio Zolea. Qui il link:

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