La classe parlante
Michele Agagliate
Nelle democrazie esauste il popolo non vota più per cambiare la realtà, ma per interpretarla. È la finzione fondativa del nostro tempo, il trucco con cui la politica ha trasformato la partecipazione in spettacolo. La destra parla di sicurezza, la sinistra di diritti, ma in entrambi i casi si tratta di linguaggi sostitutivi, surrogati… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/07/la-classe-parlante/
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Michele Agagliate
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Bugonia in una sala di un cinema di una città colta del mondo occidentale
Alessandro Volpi
Attenzione. Questo articolo non contiene uno spoiler di Bugonia, film di Lanthimos, è tecnicamente uno spoiler dall’inizio alla fine. Non lo leggete se volete vederlo senza conoscere la storia, altrimenti vi rovinerà tutto.
Siamo in una sala di un cinema di una città universitaria e colta di un paese occidentale, con una buona cinquantina… Continua... 👇
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Alessandro Volpi
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I giornalisti di Agenzia Nova, invece che esprimere solidarietà al collega licenziato per la domanda posta su israele alla commissione europea, decidono di fare un comunicato di redazione in cui sostanzialmente giustificano l'interruzione del rapporto di lavoro con Gabriele Nunziati. Nel comunicato si legge:"Abbiamo quindi sempre cercato di non far mai trasparire il nostro pensiero, quale che sia, nell’esercizio del giornalismo." Quindi sostanzialmente stanno confermando che secondo loro Gabriele ha fatto "trasparire" il suo pensiero: sia mai!! Ma abbiamo come l'impressione che se questo pensiero fosse stato pro-Israele non avrebbe comportato nessun licenziamento…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
“L’Europa non è in crisi: è la crisi”. Così potrebbe riassumersi la tesi di questo libro. Eurosuicidio è una diagnosi lucida e impietosa del fallimento strutturale dell’Unione Europea per come è stata concepita e realizzata. Gabriele Guzzi, economista e filosofo tra i più brillanti della nuova generazione, mostra con chiarezza come l’attuale marginalità economica e geopolitica dell’Italia – e sempre più dell’intero Continente – non sia un esito accidentale, ma la conseguenza logica delle scelte fondative di questa integrazione europea. L’Unione Europea non è stata la salvezza promessa: è diventata il principale artefice del nostro declino, privando l’Italia di strumenti indispensabili non solo per sostenere la propria economia, condannandola a decenni di stagnazione, ma anche per assicurare l’efficace funzionamento del proprio sistema democratico. Le idee che guidano l’attuale costruzione europea – a partire proprio dalla moneta unica – rappresentano così le cause più profonde del suicidio che il continente sta oggi mettendo in atto in tutti i principali ambiti politici, industriali e geopolitici, dalla guerra in Ucraina alla guerra commerciale con gli Stati Uniti. Con una scrittura brillante e uno sguardo insieme economico, politico e culturale, il libro affronta senza infingimenti la grande mistificazione del discorso europeista: l’idea che l’UE sia stata un fattore di pace, progresso e modernizzazione. Al contrario, l’autore ne ricostruisce la natura ideologica e dogmatica, fino a proporre una vera e propria teologia politica dell’euro, come surrogato spirituale di una classe dirigente priva di visione. Ma Eurosuicidio non si ferma alla diagnosi e lancia una sfida politica e culturale, avanzando una proposta concreta e visionaria su come superare l’attuale costruzione europea. Perché solo se sapremo riconoscere gli errori del passato, disfacendo con coraggio ciò che non funziona, sarà possibile immaginare un domani migliore per l’Italia e una nuova cooperazione tra Stati, fondata su giustizia, democrazia e pace.
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».
Wolfgang Streeck
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«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
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💣 "L'Europa non è in crisi: è la crisi." 🇪🇺
In "Eurosuicidio", Gabriele Guzzi analizza il fallimento strutturale dell'UE, causa del declino italiano ed europeo.
Una diagnosi lucida e impietosa che lancia una sfida visionaria per il futuro.
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In "Eurosuicidio", Gabriele Guzzi analizza il fallimento strutturale dell'UE, causa del declino italiano ed europeo.
Una diagnosi lucida e impietosa che lancia una sfida visionaria per il futuro.
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Israele, il corpo di un soldato e la logica della vendetta
Giuseppe Gagliano
Un ultimatum che sa di rappresaglia
Il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir ha lanciato un messaggio brutale: se Hamas non restituirà il corpo del soldato Hadar Goldin, Israele ucciderà duecento combattenti palestinesi intrappolati nei tunnel di Rafah. È un linguaggio di guerra totale, più da vendetta che da strategia. Goldin fu ucciso… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/07/israele-il-corpo-di-un-soldato-e-la-logica-della-vendetta/
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Giuseppe Gagliano
Un ultimatum che sa di rappresaglia
Il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir ha lanciato un messaggio brutale: se Hamas non restituirà il corpo del soldato Hadar Goldin, Israele ucciderà duecento combattenti palestinesi intrappolati nei tunnel di Rafah. È un linguaggio di guerra totale, più da vendetta che da strategia. Goldin fu ucciso… Continua... 👇
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La Rivoluzione d’Ottobre e noi
Alessio Frau
Che ne è oggi della Rivoluzione d’ottobre per quella massa diffusa e varia che etichettiamo coi concetti di proletariato, classi subalterne, popolo, classi popolari, sfruttate e sfruttati, ultimi e penultimi? La risposta è tutt’altro che facile né esauribile in poche righe, ma certamente una questione fondamentale e difficilmente aggirabile.
Infatti se l’impresa di Lenin… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/07/la-rivoluzione-dottobre-e-noi/
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Alessio Frau
Che ne è oggi della Rivoluzione d’ottobre per quella massa diffusa e varia che etichettiamo coi concetti di proletariato, classi subalterne, popolo, classi popolari, sfruttate e sfruttati, ultimi e penultimi? La risposta è tutt’altro che facile né esauribile in poche righe, ma certamente una questione fondamentale e difficilmente aggirabile.
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“L’abbraccio infinito” di Beatrice Libonati
Vincenzo Capodiferro
Schizzi di pennellate e versi intrisi di profonda nostalgia d’amore
“L’abbraccio infinito. Poesie e schizzi” è una raccolta di poesie di Beatrice Libonati, pubblicata da Verlag a Wuppertal nel 2025 in italiano-tedesco, corredata da schizzi pittorici dell’autrice.
“L’abbraccio infinito” si snoda in un’immersione panica nella natura, ove a poco a poco sbocciano fiori, tra… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/08/labbraccio-infinito-di-beatrice-libonati/
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Vincenzo Capodiferro
Schizzi di pennellate e versi intrisi di profonda nostalgia d’amore
“L’abbraccio infinito. Poesie e schizzi” è una raccolta di poesie di Beatrice Libonati, pubblicata da Verlag a Wuppertal nel 2025 in italiano-tedesco, corredata da schizzi pittorici dell’autrice.
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Contro la Cultura brillante: per una dis-integrazione dello Spirito
Lorenzo Serra
Maledetto il giorno in cui un’intera Cultura ha cominciato a definire se stessa «brillante». E maledetto il giorno in cui le stesse forze antagoniste (della «Materia» come dello «Spirito») hanno cominciato a credere – ad «avere fede» – in questo «mondo del futuro», interiorizzando tutti i suoi dogmi. È così, infatti, che ci si… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/08/contro-la-cultura-brillante-per-una-dis-integrazione-dello-spirito/
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Lorenzo Serra
Maledetto il giorno in cui un’intera Cultura ha cominciato a definire se stessa «brillante». E maledetto il giorno in cui le stesse forze antagoniste (della «Materia» come dello «Spirito») hanno cominciato a credere – ad «avere fede» – in questo «mondo del futuro», interiorizzando tutti i suoi dogmi. È così, infatti, che ci si… Continua... 👇
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Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
💪🏻POLEMOS è PADRE DI TUTTE LE COSE
L’ipocrisia delle democrazie occidentali
Sintetizzare il dialogo che ho avuto con il prof. Luciano Canfora è un’impresa impossibile. In meno di un’ora siamo riusciti a toccare moltissimi temi di strettissima attualità: dalla crisi terminale del concetto di Democrazia alla nascita dei BRICS, passando per la condanna verso i crimini commessi dallo stato di Israele e dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America. La guerra è, purtroppo, il nostro terreno politico. È possibile una società non più fondata sulla guerra ma sulla pace?
L’analisi accurata dei fenomeni storici del nostro passato, è sempre un buon primo punto di partenza per riuscire a decifrare l’oggi. Certo, la storia è piena di buchi neri e di contraddizioni insanabili, come ci ha insegnato la filologia di Nietzsche. Eppure, quando si hanno competenze di livello, come nel caso di Canfora, queste contraddizioni perlomeno vengono a galla. Stiamo vivendo un passaggio di civiltà, questo è ormai evidente. Urgono quindi riflessioni alte e strategie ponderate per superare il Novecento e puntare i nostri sguardi verso un futuro meno funesto rispetto a quello che ci si prospetta.
Vi invito caldamente a seguire questa nuova puntata dei miei “Dialoghi inattuali”. Non ve ne pentirete! Buona visione!
Davide Sabatino
https://youtu.be/Mp2SuZW6gcg?si=danZLuToRJNXFedU
L’ipocrisia delle democrazie occidentali
Sintetizzare il dialogo che ho avuto con il prof. Luciano Canfora è un’impresa impossibile. In meno di un’ora siamo riusciti a toccare moltissimi temi di strettissima attualità: dalla crisi terminale del concetto di Democrazia alla nascita dei BRICS, passando per la condanna verso i crimini commessi dallo stato di Israele e dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America. La guerra è, purtroppo, il nostro terreno politico. È possibile una società non più fondata sulla guerra ma sulla pace?
L’analisi accurata dei fenomeni storici del nostro passato, è sempre un buon primo punto di partenza per riuscire a decifrare l’oggi. Certo, la storia è piena di buchi neri e di contraddizioni insanabili, come ci ha insegnato la filologia di Nietzsche. Eppure, quando si hanno competenze di livello, come nel caso di Canfora, queste contraddizioni perlomeno vengono a galla. Stiamo vivendo un passaggio di civiltà, questo è ormai evidente. Urgono quindi riflessioni alte e strategie ponderate per superare il Novecento e puntare i nostri sguardi verso un futuro meno funesto rispetto a quello che ci si prospetta.
Vi invito caldamente a seguire questa nuova puntata dei miei “Dialoghi inattuali”. Non ve ne pentirete! Buona visione!
Davide Sabatino
https://youtu.be/Mp2SuZW6gcg?si=danZLuToRJNXFedU
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POLEMOS È PADRE DI TUTTE LE COSE in dialogo con Luciano CANFORA
Davide Sabatino intervista Luciano Canfora
POLEMOS è PADRE DI TUTTE LE COSE
L’ipocrisia delle democrazie occidentali
Sintetizzare il dialogo che ho avuto con il prof. Luciano Canfora è un’impresa impossibile. In meno di un’ora siamo riusciti a toccare moltissimi…
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L’ipocrisia delle democrazie occidentali
Sintetizzare il dialogo che ho avuto con il prof. Luciano Canfora è un’impresa impossibile. In meno di un’ora siamo riusciti a toccare moltissimi…
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Attraverso le parole di Marco Travaglio intendiamo esprimere la nostra solidarietà al prof. Angelo D’Orsi per la cancellazione della conferenza sulla russofobia, prevista a Torino il 12 novembre.
Articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Da due giorni non facciamo che rileggerlo, nel timore di aver capito male o di non esserci accorti che è stato abrogato. Invece è sempre lì e dice sempre la stessa cosa: non si possono discriminare cittadini per alcun motivo, ivi comprese le loro opinioni politiche. Strano, perché quasi ogni giorno viene discriminato qualcuno. Di solito si tratta di russi, ma anche ucraini del Donbass o della Crimea, perlopiù artisti bravi e famosi invitati a esibirsi e poi cacciati a pedate su richiesta di entità straniere (siamo o non siamo governati dai sovranisti?), tipo l’ambasciata di Kiev, o gruppi esteri filoucraini e antirussi. E sempre per opinioni politiche o financo per luogo di nascita, che li trasformano in “putiniani” o “amici” o “complici” o “propagandisti di Putin”. Un’equazione (governo=popolo) che ovviamente non vale su Israele. Si dirà: ma sono stranieri, mentre la Costituzione si riferisce agli italiani anche se non lo specifica (sarebbe bizzarro se gli italiani fossero liberi di discriminare gli stranieri, ma lasciamo andare).
L’altro giorno però è stato discriminato un cittadino italiano: lo storico Angelo D’Orsi, laureato con Bobbio, ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino dove ha insegnato per 46 anni, autore di oltre 50 volumi tradotti all’estero, biografo di Gramsci, Ginzburg e Gobetti, fondatore e direttore di riviste scientifiche e collaboratore dei principali giornali. Il 12 novembre D’Orsi doveva tenere una conferenza su “Russofobia, russofilia, verità” al Polo del 900 a Torino, fra i consueti strilli preventivi di nazionalisti ucraini e noti “liberali” tipo i radicali, Carlo Calenda e Pina Picierno. Poi l’altroieri ha appreso dai social della Picierno, eurodeputata “riformista” Pd e (che Dio perdoni tutti) vicepresidente del Parlamento Ue, che “l’evento della propaganda putiniana è stato annullato. Ringrazio il sindaco Lo Russo (si chiama proprio così, ndr) per la sensibilità, il Polo del 900 e tutti coloro che si sono mobilitati a livello locale e nazionale”. Nobile mobilitazione finalizzata a tappare la bocca a un prof che minacciava di dire cose sgradite ai mobilitati, anche se nessuno ancora le conosceva: cioè a censurare le sue opinioni politiche, come fanno le autocrazie e come la Costituzione proibisce di fare (mica siamo in Russia). Si attende ad horas il vibrante monito del capo dello Stato, massimo custode della Carta, e la dissociazione di Elly Schlein dalla sua eurodeputata e dal suo sindaco affinché D’Orsi possa parlare della russofobia. Senza più neppure il fastidio di doverla dimostrare.
Marco Travaglio, Il Fatto quotidiano, 9/11/2025.
@lafionda
Articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Da due giorni non facciamo che rileggerlo, nel timore di aver capito male o di non esserci accorti che è stato abrogato. Invece è sempre lì e dice sempre la stessa cosa: non si possono discriminare cittadini per alcun motivo, ivi comprese le loro opinioni politiche. Strano, perché quasi ogni giorno viene discriminato qualcuno. Di solito si tratta di russi, ma anche ucraini del Donbass o della Crimea, perlopiù artisti bravi e famosi invitati a esibirsi e poi cacciati a pedate su richiesta di entità straniere (siamo o non siamo governati dai sovranisti?), tipo l’ambasciata di Kiev, o gruppi esteri filoucraini e antirussi. E sempre per opinioni politiche o financo per luogo di nascita, che li trasformano in “putiniani” o “amici” o “complici” o “propagandisti di Putin”. Un’equazione (governo=popolo) che ovviamente non vale su Israele. Si dirà: ma sono stranieri, mentre la Costituzione si riferisce agli italiani anche se non lo specifica (sarebbe bizzarro se gli italiani fossero liberi di discriminare gli stranieri, ma lasciamo andare).
L’altro giorno però è stato discriminato un cittadino italiano: lo storico Angelo D’Orsi, laureato con Bobbio, ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino dove ha insegnato per 46 anni, autore di oltre 50 volumi tradotti all’estero, biografo di Gramsci, Ginzburg e Gobetti, fondatore e direttore di riviste scientifiche e collaboratore dei principali giornali. Il 12 novembre D’Orsi doveva tenere una conferenza su “Russofobia, russofilia, verità” al Polo del 900 a Torino, fra i consueti strilli preventivi di nazionalisti ucraini e noti “liberali” tipo i radicali, Carlo Calenda e Pina Picierno. Poi l’altroieri ha appreso dai social della Picierno, eurodeputata “riformista” Pd e (che Dio perdoni tutti) vicepresidente del Parlamento Ue, che “l’evento della propaganda putiniana è stato annullato. Ringrazio il sindaco Lo Russo (si chiama proprio così, ndr) per la sensibilità, il Polo del 900 e tutti coloro che si sono mobilitati a livello locale e nazionale”. Nobile mobilitazione finalizzata a tappare la bocca a un prof che minacciava di dire cose sgradite ai mobilitati, anche se nessuno ancora le conosceva: cioè a censurare le sue opinioni politiche, come fanno le autocrazie e come la Costituzione proibisce di fare (mica siamo in Russia). Si attende ad horas il vibrante monito del capo dello Stato, massimo custode della Carta, e la dissociazione di Elly Schlein dalla sua eurodeputata e dal suo sindaco affinché D’Orsi possa parlare della russofobia. Senza più neppure il fastidio di doverla dimostrare.
Marco Travaglio, Il Fatto quotidiano, 9/11/2025.
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La politica al tempo della società dello spettacolo: il caso Mamdani
Andrea Balloni
Il Paese di Hollywood continua a fare cinema. Come ho scritto nel mio ultimo articolo, “[…] i suoi vertici ricreano ogni giorno un mondo magico e fasullo […]”.
E questa è la volta del film sul nuovo sindaco di New York.
Zohran Mamdani, che dichiara che i miliardari non dovrebbero esistere, è diventato sindaco… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/10/la-politica-al-tempo-della-societa-dello-spettacolo-il-caso-mamdani/
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Andrea Balloni
Il Paese di Hollywood continua a fare cinema. Come ho scritto nel mio ultimo articolo, “[…] i suoi vertici ricreano ogni giorno un mondo magico e fasullo […]”.
E questa è la volta del film sul nuovo sindaco di New York.
Zohran Mamdani, che dichiara che i miliardari non dovrebbero esistere, è diventato sindaco… Continua... 👇
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Si intravede un barlume oltre Oceano?
Fabrizio Venafro
Lo so, ne sono consapevole. New York non è l’America. Ma la vittoria di Mamdani rappresenta comunque una nota positiva in una fase storica decisamente buia per il mondo occidentale. Rappresenta, allo stesso tempo, un inizio e un segnale. Un inizio, perché dimostra che la scelta radicale paga. E forse, alle prossime primarie un… Continua... 👇
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Fabrizio Venafro
Lo so, ne sono consapevole. New York non è l’America. Ma la vittoria di Mamdani rappresenta comunque una nota positiva in una fase storica decisamente buia per il mondo occidentale. Rappresenta, allo stesso tempo, un inizio e un segnale. Un inizio, perché dimostra che la scelta radicale paga. E forse, alle prossime primarie un… Continua... 👇
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Turn up the… History. Riorientare il desiderio e l’azione
Silvano Poli
G. W. F. Hegel affermava che la lettura del giornale è la pregheria dell’uomo moderno. Inevitabile come il segno della croce per ogni buon cristiano, molti di noi l’altro ieri hanno aperto gli occhi e scrollato le notizie sul loro calamitico smartphone. A colonizzare il “feed” (quella che una volta era la home) c’era… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/10/turn-up-the-history-riorientare-il-desiderio-e-lazione/
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Silvano Poli
G. W. F. Hegel affermava che la lettura del giornale è la pregheria dell’uomo moderno. Inevitabile come il segno della croce per ogni buon cristiano, molti di noi l’altro ieri hanno aperto gli occhi e scrollato le notizie sul loro calamitico smartphone. A colonizzare il “feed” (quella che una volta era la home) c’era… Continua... 👇
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Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
Questi sarebbero i difensori della democrazia. Censori che a confronto Catone sembra quasi Oscar Wilde. Povera la mia città, Torino, dove è sempre più difficile parlare liberamente. Spero non ci siano scontri violenti…
Davide Sabatino
Davide Sabatino
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Scuola e Rearm Europe
Federico Giusti
Gira una battuta tra i docenti delle scuole, ossia che il Ministero dell’Istruzione e del Merito si stia trasformando in Ministero dell’Istruzione Militare. A prescindere dall’ironia c’è del vero in questa considerazione, se pensiamo alle innumerevoli circolari del Ministero e alla presenza di militari nelle scuole di ogni ordine e grado.
Da qualche tempo… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/10/19392/
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Federico Giusti
Gira una battuta tra i docenti delle scuole, ossia che il Ministero dell’Istruzione e del Merito si stia trasformando in Ministero dell’Istruzione Militare. A prescindere dall’ironia c’è del vero in questa considerazione, se pensiamo alle innumerevoli circolari del Ministero e alla presenza di militari nelle scuole di ogni ordine e grado.
Da qualche tempo… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1987977249795248263?s=20
Già #Calenda che si tatua il tridente ucraino fa scompisciare dalle risate. A questo bisogna però aggiungere il fatto che sia convinto di aver spaventato i russi. #SlavaUkraini! Calenda è convinto che #Putin abbia paura del suo tatuaggio.
Scelta peraltro improvvida, quella di tatuarsi, per un tipetto volubile come lui...
Nel frattempo, il gladiatore che si batte per la democrazia e la libertà esulta nel tentare di impedire a un professore universitario di parlare a Torino. Qualcuno ha sentito #Mattarella?
#BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano
.
Già #Calenda che si tatua il tridente ucraino fa scompisciare dalle risate. A questo bisogna però aggiungere il fatto che sia convinto di aver spaventato i russi. #SlavaUkraini! Calenda è convinto che #Putin abbia paura del suo tatuaggio.
Scelta peraltro improvvida, quella di tatuarsi, per un tipetto volubile come lui...
Nel frattempo, il gladiatore che si batte per la democrazia e la libertà esulta nel tentare di impedire a un professore universitario di parlare a Torino. Qualcuno ha sentito #Mattarella?
#BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano
.
X (formerly Twitter)
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Già #Calenda che si tatua il tridente ucraino fa scompisciare dalle risate. A questo bisogna però aggiungere il fatto che sia convinto di aver spaventato i russi. #SlavaUkraini! Calenda è convinto che #Putin abbia paura del suo tatuaggio.
Scelta peraltro…
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Gaza e la morte della verità
Dario Novellino
“Se avete preso per buone le ‘verità’ della televisione, anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti”, così recitava Fabrizio De Andre’ nel 1973, con la sua Canzone del Maggio. Il cantautore genovese voleva evidenziare l’immobilismo, la paura e la scarsa solidarietà della gente nei confronti di quella minoranza che si schierava… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/11/gaza-e-la-morte-della-verita/
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Dario Novellino
“Se avete preso per buone le ‘verità’ della televisione, anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti”, così recitava Fabrizio De Andre’ nel 1973, con la sua Canzone del Maggio. Il cantautore genovese voleva evidenziare l’immobilismo, la paura e la scarsa solidarietà della gente nei confronti di quella minoranza che si schierava… Continua... 👇
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