la fionda📕
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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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Mosca, l’autobomba e la soglia invisibile della guerra
Giuseppe Gagliano

L’attentato che colpisce la struttura

L’uccisione del tenente generale Fanil Sarvarov, avvenuta il 22 dicembre in un parcheggio residenziale nel sud di Mosca, segna un passaggio ulteriore nella trasformazione del conflitto russo-ucraino. Non è soltanto l’eliminazione di un alto ufficiale, ma un colpo portato alla spina dorsale organizzativa delle Forze armate russe. Sarvarov, responsabile… Continua... 👇
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Buon Natale a tutti🎄
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L’ora di sionismo? I disegni di legge sull’antisemitismo e la scuola
Diego Melegari

«Ho parlato con Delrio, abbiamo intenzione di trovare dei punti di intesa […] I dettagli li discuteremo. Ci sono molte cose che coincidono, come la definizione dell’antisemitismo, che deriva da organismi internazionali […] Anche il governo Conte II, di cui Boccia faceva parte, l’aveva adottata. Quindi stanno facendo una recita pro Pal. Stanno alimentando… Continua... 👇
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Media is too big
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🤨Ursula von der Pfizer ci fa sapere che non basta più il debunking: bisogna passare al prebunking, cioè al controllo a monte dell’informazione, sia mediatica sia social, per ‘vaccinarsi’ (sic) contro la disinformazione che minaccerebbe la (post)democrazia europea in guerra 🙄🤦🏻‍♂️

@lafionda
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Forwarded from Andrea Zhok
A quanto pare alcune associazioni italiane hanno raccolto nel corso di 20 anni fino a 7 milioni di euro per sostenere Hamas.

Orsù indigniamoci tutti in coro.
Non si fa!
Non si fa perché Hamas è un gruppo armato che ha commesso atti terroristici.

Nel frattempo, solo dal 7 ottobre 2023 ad oggi gli Stati Uniti hanno trasferito 21 miliardi di dollari in aiuti militari ad Israele, che li ha usati per bombardare 7 paesi, aggredirli unilateralmente, commettere omicidi mirati di militari e civili, uccidere al minimo 65.000 palestinesi (di cui 18.400 bambini).
Questo naturalmente non è terrorismo, è legittima difesa. Se un bambino ti guarda storto una sventagliata di Uzi è il minimo.

In sostanza, se ho capito bene, 7 milioni in 20 anni per un gruppo armato a sostegno dei palestinesi è uno scandalo immorale, mentre 21 miliardi di armi in 2 anni per uno stato che ha ripetutamente agito in forme terroristiche è un lodevole dettaglio.

Non bisogna armare Hamas, i palestinesi devono solo porgere l'altra guancia - quando hanno la fortuna di averne ancora una - mentre i soldi si potevano raccogliere legittimamente solo per l'acquisto dei sacchi per le salme.
E' davvero scandaloso che questa gente non si lasci ammazzare e imbustare in silenzio.
......
......

Ma voi, sepolcri imbiancati del giornalismo e della politica, riuscite ancora a vergognarvi o dovete pagare qualcuno per farlo al vostro posto?
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Logica sacrificale e cattiva coscienza
Geminello Preterossi

La logica sacrificale perseguita Aldo Moro: dal “deve accettare di morire” alla liquidazione dell’art. 32 II comma, causa Covid, sancito dalla Consulta. È un paradosso amaro: monumentalizzazione retorica e rimozione etico-politica vanno di pari passo. Un atteggiamento che serba quasi un accanimento sospetto, un bisogno inconscio di negare, rivelativo di un modo complessivo di… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici».

Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione.

La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali.

E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico.

https://x.com/SavinoBalzano/status/2005597720011034884?s=20

Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?).

Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto.

Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol.

Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro.

Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo.

Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate?

Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.
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Capodanno armato, masochismo antistatalista e Università sotto assedio
Federico Giusti

Premessa

In questi giorni di festa, per molti popoli e ampi strati delle società capitaliste c’è ben poco da celebrare, tra guerre, politiche coercitive, erosione del potere di acquisto, precarietà e tagli al welfare sociale. Non si tratta della consueta retorica buonista di sinistra, di quella solidarietà rivolta alle classi meno abbienti o ai… Continua... 👇
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L’Unione Europea come forma storica del neoliberismo
Luigi Pandolfi

Nel saggio Eurosuicidio. Come l’Unione Europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci (Fazi Editore, 2025, con una prefazione di Lucio Caracciolo), Gabriele Guzzi sviluppa una critica radicale dell’Unione Europea che si colloca deliberatamente fuori dal perimetro interpretativo dominante. Contro l’idea largamente condivisa secondo cui le difficoltà dell’Europa sarebbero il risultato di fattori… Continua... 👇
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Navigare contro i venti di guerra
Leonardo Noschese

Il 2025 ha portato profonde rotture negli argini degli equilibri mondiali. Da un lato i pesi si spostano per ragioni di declino, con le crescenti difficoltà degli Stati Uniti che al loro interno vedono divisioni sempre più nette e un comparto industriale in cronica difficoltà, dove le tensioni sociali hanno portato allo stanziamento nelle… Continua... 👇
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Quando è troppo è troppo!
Alberto Bradanini

1. Nel cosiddetto Regno del Bene il dissenso, proprietà assiologica qualificante del termine Democrazia, non è solo demonizzato, ma ormai criminalizzato. I detentori del potere – da non confondersi col governo, dei quali questo non è altro che un obbediente servitore, pronto a tutto in cambio di un… Continua... 👇
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Auguri frombolieri
Redazione

Cosa ci auguriamo per il nuovo anno?

Anzitutto meno Europa, che resta uno dei nostri maggiori auspici. Perché meno UE significa, nei fatti, più pace e meno riarmo, più sovranità popolare e meno “pilota automatico” liberal-tecnocratico, più dialettica democratica e meno emergenzialismo, più Stato e meno mercato.

Poi, verrebbe da dire: aridatece la Prima… Continua... 👇
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Buon 2⃣🅾2⃣6⃣ da tutta La Fionda! @lafionda
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Una critica filosofica della tecnica. Considerazioni a margine di C. Galli, Tecnica, Il Mulino, Bologna, 2025
Paolo Piluso

“Nei meandri labirintici dell’ultimo automa, del ‘formicaio elettronico’,

la critica è la pietà del pensiero”.

(Carlo Galli, Tecnica, Il Mulino, 2025, p. 167)

Il 2025 è stato, per molti versi, l’anno della tecnica (e della tecnopolitica).

Basti ricordare due esempi significativi, pur tra loro così diversi.

In primo… Continua... 👇
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😷Il COVID, con la tendenza a sdoganare l'emergenzialismo come dispositivo regressivo di governo, ha segnato una svolta.

🪖Ma quali sono le logiche di fondo alla base della dinamica emergenziale, oggi a trazione bellicista? E perché, e in che modo, il mondo liberal-progressista ne è stato il principale promotore, anche nelle sue punte intellettuali più alte (si pensi a Habermas)?

✍️ Di tutto ciò ragiona il direttore Preterossi nel suo ultimo articolo.

https://www.lafionda.org/2025/12/29/logica-sacrificale-e-cattiva-coscienza/

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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2007073058725515530?s=20

Il #discorsodifineanno del Presidente della Repubblica #SergioMattarella era pieno di falle e, soprattutto, di ipocrisie.

Dalla pace allo Stato sociale, fino all’Unione Europea.
#Mattarella parla della nostra sanità, delle nostre pensioni, dello Statuto dei lavoratori e incensa chi ha messo in crisi tutto questo: l’#UE.

Secondo Mattarella, «La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio». Incredibilmente, l’opposto di ciò che quotidianamente difende con le unghie e con i denti: coloro che ci impediscono di fare le nostre scelte, costringendoci a investire in armi.

Il discorso di fine anno è il momento di massima ipocrisia, soprattutto perché i leader politici, consapevoli di queste contraddizioni, gareggiano a chi gli lecca meglio le suole delle scarpe.

Uno spettacolo semplicemente indecoroso.
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"Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro diversi siti in Venezuela, comprese basi militari nel Paese. Forti esplosioni sono state udite alle 2 di notte, ora locale (le 7 del mattino in Italia), nella capitale del Venezuela, Caracas, e in altre località negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira.

A ordinare l'azione militare è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva evocato nelle scorse settimane la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela"

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C’è un aggressore e un aggredito?
Paolo Arigotti

La notizia dell’ennesimo atto di forza di Washington contro uno stato sovrano è di queste ultime ore. Nella mattinata di oggi, sabato 3 gennaio 2026, nel comunicato ufficiale rilasciato dalle autorità della Repubblica Bolivariana del Venezuela si legge che “… l’aggressione militare estremamente grave perpetrata dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/01/03/ce-un-aggressore-e-un-aggredito/

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Forwarded from Maurizio Vezzosi
L'attacco al Venezuela compiuto nelle ultime ore dagli Stati Uniti conferma le mire di Washington sulle ingenti risorse venezuelane e latinoamericane, oltre che l'intento dell'amministrazione Trump di complicare l'approvvigionamento di petrolio da parte cinese. Pechino è infatti stato fino ad oggi il principale acquirente di greggio venezuelano.

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