D’Istruzione pubblica: il dibattito sul neoliberismo
Matteo Bortolon
“We don’t need no education”… Con la (sempre superba) musica dei Pink Floyd come colonna sonora si vedono studenti entrare a scuola, correre nei corridoi, manifestare per il diritto allo studio. È l’inizio del film D’istruzione pubblica, il terzo potente capitolo degli autori di PIIGS, Federico Greco e Mirko… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/02/25/distruzione-pubblica-il-dibattito-sul-neoliberismo/
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Matteo Bortolon
“We don’t need no education”… Con la (sempre superba) musica dei Pink Floyd come colonna sonora si vedono studenti entrare a scuola, correre nei corridoi, manifestare per il diritto allo studio. È l’inizio del film D’istruzione pubblica, il terzo potente capitolo degli autori di PIIGS, Federico Greco e Mirko… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2026591481822114147?s=20
Un grandissimo Massimo Cacciari ieri a #BattitoriLiberi.
Sono trascorsi quattro anni dall’inizio di questa nuova fase della guerra tra #Russia e #Ucraina. Non quattro anni dall’inizio del conflitto tout court: quello è cominciato nel 2014, ovviamente. E da quattro anni ascoltiamo sciocchezze ripetute da patetici propagandisti, utili idioti – per dirla con #Cacciari – del grande partito transnazionale della #guerra.
Ad oggi, sia chiaro, abbiamo fatto tutto ciò che volevano i sostenitori dello “stato profondo”, quello che tiene assieme certe élite statunitensi (democratiche e neocon) con quelle europee più decadenti: Emmanuel #Macron, Friedrich #Merz, Keir #Starmer, Ursula #VonDerLeyen, Kaja #Kallas, Mark #Rutte e predecessori. Abbiamo fatto tutto ciò che chiedevano i tatuati turisti per caso, che farneticano di tradimenti un giorno sì e l’altro pure. E il risultato è sotto i nostri occhi: un disastro.
Che fine ha fatto la “guerra ibrida” della Russia contro l’#Europa? Gli attacchi continui dei droni? Gli sconfinamenti degli aerei? Gli articoli 4 e 5 del Trattato atlantico invocati a pranzo e a cena? Nel frattempo hanno perso la vita centinaia di migliaia di persone, un Paese è stato sventrato. Dovremo contribuire a ricostruirlo con i nostri soldi.
E nonostante tutto, certi pifferai magici – con i sorci al seguito – continuano a riproporre imbarazzanti e stonate melodie in diretta da #Kiev. Contenti voi...
Un grandissimo Massimo Cacciari ieri a #BattitoriLiberi.
Sono trascorsi quattro anni dall’inizio di questa nuova fase della guerra tra #Russia e #Ucraina. Non quattro anni dall’inizio del conflitto tout court: quello è cominciato nel 2014, ovviamente. E da quattro anni ascoltiamo sciocchezze ripetute da patetici propagandisti, utili idioti – per dirla con #Cacciari – del grande partito transnazionale della #guerra.
Ad oggi, sia chiaro, abbiamo fatto tutto ciò che volevano i sostenitori dello “stato profondo”, quello che tiene assieme certe élite statunitensi (democratiche e neocon) con quelle europee più decadenti: Emmanuel #Macron, Friedrich #Merz, Keir #Starmer, Ursula #VonDerLeyen, Kaja #Kallas, Mark #Rutte e predecessori. Abbiamo fatto tutto ciò che chiedevano i tatuati turisti per caso, che farneticano di tradimenti un giorno sì e l’altro pure. E il risultato è sotto i nostri occhi: un disastro.
Che fine ha fatto la “guerra ibrida” della Russia contro l’#Europa? Gli attacchi continui dei droni? Gli sconfinamenti degli aerei? Gli articoli 4 e 5 del Trattato atlantico invocati a pranzo e a cena? Nel frattempo hanno perso la vita centinaia di migliaia di persone, un Paese è stato sventrato. Dovremo contribuire a ricostruirlo con i nostri soldi.
E nonostante tutto, certi pifferai magici – con i sorci al seguito – continuano a riproporre imbarazzanti e stonate melodie in diretta da #Kiev. Contenti voi...
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Un grandissimo Massimo Cacciari ieri a #BattitoriLiberi.
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📣Questo venerdì 27 Febbraio ore 18:00
Evento imperdibile presso il COMBO di Torino in Corso Regina Margherita, 128
Vi aspettiamo,
non potete mancare!
Con Gabriele Guzzi, Clara Mattei e @davidesabatino
✅Ingresso libero
(Senza prenotazione. Fino a esaurimento posti)
PASSATEPAROLA!
@lafionda
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Nei pannelli espositivi del British Museum è vietato ogni riferimento alla Palestina
Rosamaria Fumarola
È più riprovevole l’ordine rivolto da potenti gruppi israeliani al direttore del British Museum di cancellare dai pannelli espositivi dei reperti di origine palestinese ogni riferimento alla Palestina, sostituendoli con espressioni come “cananeo” e “giudeo”, oppure la rassicurazione menzognera del suddetto direttore alla comunità palestinese residente nel Regno Unito, secondo cui quella cancellazione non… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/02/26/nei-pannelli-espositivi-del-british-museum-e-vietato-ogni-riferimento-alla-palestina/
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Rosamaria Fumarola
È più riprovevole l’ordine rivolto da potenti gruppi israeliani al direttore del British Museum di cancellare dai pannelli espositivi dei reperti di origine palestinese ogni riferimento alla Palestina, sostituendoli con espressioni come “cananeo” e “giudeo”, oppure la rassicurazione menzognera del suddetto direttore alla comunità palestinese residente nel Regno Unito, secondo cui quella cancellazione non… Continua... 👇
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Iran, perché la guerra sarebbe un salto nel buio per Washington
Giuseppe Gagliano
L’illusione di una replica venezuelana
L’idea che gli Stati Uniti possano colpire l’Iran con la stessa rapidità e brutalità con cui hanno condotto l’operazione in Venezuela appartiene più alla propaganda che alla strategia. Il paragone evocato da Trump serve a costruire un’immagine di forza immediata, ma si scontra con una realtà molto diversa: l’Iran… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/02/26/iran-perche-la-guerra-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-washington/
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Giuseppe Gagliano
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L’idea che gli Stati Uniti possano colpire l’Iran con la stessa rapidità e brutalità con cui hanno condotto l’operazione in Venezuela appartiene più alla propaganda che alla strategia. Il paragone evocato da Trump serve a costruire un’immagine di forza immediata, ma si scontra con una realtà molto diversa: l’Iran… Continua... 👇
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Board of Death. Fenomenologia della fine dello Stato moderno
Silvano Poli
“Che cos’è il genio?” si domandava M. Monicelli in quel capolavoro di cinismo che è “Amici Miei – Atto II”. La sua risposta era un anti-socratico elenco: «è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione». La recente inaugurazione del Board of Peace trumpiano ha invece voluto rispondere a questa domanda offrendoci una spiegazione paradossale,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/02/26/board-of-death-fenomenologia-della-fine-dello-stato-moderno/
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Silvano Poli
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Epstein-mania, ovvero il madornale errore della controinformazione
Alessio Mannino
Come dimostrano le dimissioni del ceo del World Economic Forum di Davos, Børge Brende, il caso Epstein sta generando effetti a catena nelle prime file del gotha occidentale. Ma realismo impone di non scambiare la rimozione degli elementi più sacrificabili per un crollo dell’intera impalcatura su cui i grandi interessi internazionali si reggono. Per… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/02/27/epstein-mania-ovvero-il-madornale-errore-della-controinformazione/
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Alessio Mannino
Come dimostrano le dimissioni del ceo del World Economic Forum di Davos, Børge Brende, il caso Epstein sta generando effetti a catena nelle prime file del gotha occidentale. Ma realismo impone di non scambiare la rimozione degli elementi più sacrificabili per un crollo dell’intera impalcatura su cui i grandi interessi internazionali si reggono. Per… Continua... 👇
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La fine dell’Unione europea non è un progetto politico: è un destino ineluttabile
Alessandro Somma
Viviamo da tempo una crisi che “non è fortuita”. Deriva dalla genesi dell’Unione europea: nata dalla volontà di “mettere insieme Paesi differenti, con economie differenti, con mondi del lavoro differenti, con politiche industriali differenti, con rapporti sociali differenti in una sola unione monetaria, senza prevedere contemporaneamente un’unione politica vera e propria”. Queste affermazioni costituiscono… Continua... 👇
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💰 MicroMega si rifà il sito coi soldi della Ue.
🇪🇺❤️ Sarà per questa ragione che non ci riesce trovare un suo singolo contributo critico sulla Ue se non vecchi di anni e nemmeno più online?
Segui l'autentico pensiero critico, segui @lafionda
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Forwarded from Lorna_toon 🦊
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DÉJÀ VU A MONACO DI BAVIERA
"L’America non può avere un impero all’estero e una Repubblica in patria" 😬
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La dichiarazione di Trump sull'avvio delle operazioni militari in Iran 😡😡
"Difendere il popolo americano" è il nuovo "esportare la democrazia"
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"Difendere il popolo americano" è il nuovo "esportare la democrazia"
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“Dopo Gaza, Venezuela e Iran toccherà a Cuba” – Intervista da L’Avana
Paolo Cornetti
Dal rapimento del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti, la situazione sta diventando sempre più drammatica per l’isola di Cuba. Trump, e soprattutto il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno deciso che L’Avana deve cadere e per farlo sono disposti a utilizzare qualsiasi mezzo. Oltre ad aver eliminato i rifornimenti di petrolio… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/01/dopo-gaza-venezuela-e-iran-tocchera-a-cuba-intervista-da-lavana/
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Paolo Cornetti
Dal rapimento del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti, la situazione sta diventando sempre più drammatica per l’isola di Cuba. Trump, e soprattutto il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno deciso che L’Avana deve cadere e per farlo sono disposti a utilizzare qualsiasi mezzo. Oltre ad aver eliminato i rifornimenti di petrolio… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
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Ovviamente sono le ore della peggiore ipocrisia. Leggi le note stampa, apri i social e vieni letteralmente invaso da un fiume mefitico di impudenza.
Il peggiore di tutti è l'ucraino magico, quello che suona il piffero — anzi, il pianoforte col pisello — e i sorci gli vanno dietro incantati: per #Zelenski «giusto liberarsi di un regime terrorista». Dovrebbe fare attenzione a certe uscite: se sabotare il #NordStream, unico vero attacco a infrastrutture europee, può essere considerato un atto terroristico o comunque illegale, la testa a rischiare potrebbe essere anche la sua.
Lui e le pantegane che da anni farneticano, con le loro patetiche bandierine #UE e ucraine nella bio, di Stato aggredito e Stato aggressore, esultano: sono in piena estasi, in delirio totale. Fioccano pure le foto di #Khamenei con la croce sopra: uno in meno, colpito. A pubblicarle sono cagasotto da divano che non avrebbero mai il coraggio di imbracciare nemmeno una cerbottana per difendere la libertà e la democrazia. Si nasconderebbero nel primo buco disponibile, nel primo tombino.
E già me li immagino, i minus habens: «ecco il soccorso al regime degli #ayatollah!». Io penso che ogni Paese debba regolarsi come vuole e che gli iraniani debbano vivere come credono: vedremo adesso quale sarà l’effetto dell’intervento. Ma il punto è un altro: agli israeliani e agli statunitensi non importa nulla della libertà e della democrazia in #Iran. Lo hanno spiegato bene alcuni ieri — bravissimo Marcello Foa nella sua analisi: #Netanyahu rischia di andare in galera e #Trump ha il grosso bubbone #Epstein. L’Iran non aveva armi pericolose per noi (come non le aveva Saddam), è la CIA dirlo, e stava facendo passi enormi per giungere a un accordo mediato dall’Oman. Di che parlate?
Se davvero fosse un intervento in difesa delle donne soggiogate, degli omosessuali impiccati, della libertà di un popolo oppresso, perché non una parola per le bambine della scuola femminile #ShajarehTayyebeh? Le immagini che giungono da #Minab sono semplicemente strazianti.
Anche qui la risposta ce l’hanno pronta: ci furono vittime anche nella guerra di liberazione in Italia, oggi abbiamo la democrazia. A parte il fatto che toccherebbe parlarne: siamo davvero così liberi oggi dai nostri “liberatori”? Lo potrebbe credere solo un idiota. In ogni caso, un crimine di guerra non ne cancella un altro e lo scopo dell’intervento cominciato ieri è tutt’altro che benevolo.
Ti sbattono in faccia le immagini di iraniani in festa. Nessuno dice che il regime iraniano fosse un bene e dunque si capisce che qualcuno (alcuni, non tutti) esulti. Ma domandatevi cosa accadrà adesso: cos’è oggi l’Afghanistan? E cos’è oggi l’Iraq? E la Libia?
Gli iraniani soffriranno ancora perché non hanno amici in Occidente. E i piccoli politicanti che affollano il nostro dibattito pubblico continuano a dimostrare la loro patetica inconsistenza. In tutto questo, però, che fine ha fatto il garante assoluto del diritto internazionale? Qualcuno ha sentito per caso la severa e autorevolissima voce di #SergioMattarella?
Si può tifare, esultare, sentirsi dalla parte giusta della Storia. Ma la Storia, di solito, presenta il conto ai popoli, non ai commentatori da tastiera. E quando arriverà, sarà troppo tardi per scoprire che la libertà non si esporta con i bombardamenti.
Ovviamente sono le ore della peggiore ipocrisia. Leggi le note stampa, apri i social e vieni letteralmente invaso da un fiume mefitico di impudenza.
Il peggiore di tutti è l'ucraino magico, quello che suona il piffero — anzi, il pianoforte col pisello — e i sorci gli vanno dietro incantati: per #Zelenski «giusto liberarsi di un regime terrorista». Dovrebbe fare attenzione a certe uscite: se sabotare il #NordStream, unico vero attacco a infrastrutture europee, può essere considerato un atto terroristico o comunque illegale, la testa a rischiare potrebbe essere anche la sua.
Lui e le pantegane che da anni farneticano, con le loro patetiche bandierine #UE e ucraine nella bio, di Stato aggredito e Stato aggressore, esultano: sono in piena estasi, in delirio totale. Fioccano pure le foto di #Khamenei con la croce sopra: uno in meno, colpito. A pubblicarle sono cagasotto da divano che non avrebbero mai il coraggio di imbracciare nemmeno una cerbottana per difendere la libertà e la democrazia. Si nasconderebbero nel primo buco disponibile, nel primo tombino.
E già me li immagino, i minus habens: «ecco il soccorso al regime degli #ayatollah!». Io penso che ogni Paese debba regolarsi come vuole e che gli iraniani debbano vivere come credono: vedremo adesso quale sarà l’effetto dell’intervento. Ma il punto è un altro: agli israeliani e agli statunitensi non importa nulla della libertà e della democrazia in #Iran. Lo hanno spiegato bene alcuni ieri — bravissimo Marcello Foa nella sua analisi: #Netanyahu rischia di andare in galera e #Trump ha il grosso bubbone #Epstein. L’Iran non aveva armi pericolose per noi (come non le aveva Saddam), è la CIA dirlo, e stava facendo passi enormi per giungere a un accordo mediato dall’Oman. Di che parlate?
Se davvero fosse un intervento in difesa delle donne soggiogate, degli omosessuali impiccati, della libertà di un popolo oppresso, perché non una parola per le bambine della scuola femminile #ShajarehTayyebeh? Le immagini che giungono da #Minab sono semplicemente strazianti.
Anche qui la risposta ce l’hanno pronta: ci furono vittime anche nella guerra di liberazione in Italia, oggi abbiamo la democrazia. A parte il fatto che toccherebbe parlarne: siamo davvero così liberi oggi dai nostri “liberatori”? Lo potrebbe credere solo un idiota. In ogni caso, un crimine di guerra non ne cancella un altro e lo scopo dell’intervento cominciato ieri è tutt’altro che benevolo.
Ti sbattono in faccia le immagini di iraniani in festa. Nessuno dice che il regime iraniano fosse un bene e dunque si capisce che qualcuno (alcuni, non tutti) esulti. Ma domandatevi cosa accadrà adesso: cos’è oggi l’Afghanistan? E cos’è oggi l’Iraq? E la Libia?
Gli iraniani soffriranno ancora perché non hanno amici in Occidente. E i piccoli politicanti che affollano il nostro dibattito pubblico continuano a dimostrare la loro patetica inconsistenza. In tutto questo, però, che fine ha fatto il garante assoluto del diritto internazionale? Qualcuno ha sentito per caso la severa e autorevolissima voce di #SergioMattarella?
Si può tifare, esultare, sentirsi dalla parte giusta della Storia. Ma la Storia, di solito, presenta il conto ai popoli, non ai commentatori da tastiera. E quando arriverà, sarà troppo tardi per scoprire che la libertà non si esporta con i bombardamenti.
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La Cina reale restituita nel libro di Pino Arlacchi
Luigi Pandolfi
La Cina spiegata all’Occidente (Fazi Editore, 2025) di Pino Arlacchi è il libro che mancava. Non perché sulla Cina si sia scritto poco, ma perché nessuno, finora, aveva messo ordine seriamente nel caos ideologico che domina il nostro sguardo su Pechino. Arlacchi lo fa con un’opera imponente, sorretta da un apparato di fonti che… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/02/la-cina-reale-restituita-nel-libro-di-pino-arlacchi/
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Luigi Pandolfi
La Cina spiegata all’Occidente (Fazi Editore, 2025) di Pino Arlacchi è il libro che mancava. Non perché sulla Cina si sia scritto poco, ma perché nessuno, finora, aveva messo ordine seriamente nel caos ideologico che domina il nostro sguardo su Pechino. Arlacchi lo fa con un’opera imponente, sorretta da un apparato di fonti che… Continua... 👇
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Tre scenari per capire cosa succede ora tra Usa e Iran
Lucio Caracciolo
L’eliminazione di Khamenei moltiplica le incognite per una Persia malridotta. L’America di Trump agisce da cliente di Israele in Medio Oriente, giocando al buio una partita geopolitica rischiosa per sé e i partner regionali.
Niente da fare. La guerra per l’America è tentazione irresistibile. Nevrosi. Anche quando tutto sembrerebbe invitare alla sobrietà, scatta la… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/02/tre-scenari-per-capire-cosa-succede-ora-tra-usa-e-iran/
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Lucio Caracciolo
L’eliminazione di Khamenei moltiplica le incognite per una Persia malridotta. L’America di Trump agisce da cliente di Israele in Medio Oriente, giocando al buio una partita geopolitica rischiosa per sé e i partner regionali.
Niente da fare. La guerra per l’America è tentazione irresistibile. Nevrosi. Anche quando tutto sembrerebbe invitare alla sobrietà, scatta la… Continua... 👇
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Forwarded from Maurizio Vezzosi
L'attacco all'Iran conferma l'aggressività di Israele e degli Stati Uniti. E la strategia volta ad indebolire la Cina ma anche la Russia colpendo, dopo il Venezuela, un loro importante alleato in un'area-chiave. Il blocco dello stretto di Hormuz annunciato dall'Iran rischia, se reso effettivo, di innescare una crisi petrolifera epocale.
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Maurizio Vezzosi
Italian freelance analyst, reporter
per comunicare, to comunicate
@MaurizioVezzosi_message_bot
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A seguito degli attacchi congiunti israelo-americani, le autorità iraniane hanno predisposto la chiusura dello stretto di Hormuz. Ciò ha causato l'aumento immediato del prezzo del gas fino al 50% (destinato a crescere) e della benzina in tutta Europa.
Invece che spendersi per far finire questa aggressione ingiustificata le classi dirigenti europee stanno iniziando ad aderire alla guerra.
Una guerra che come al solito pagheranno le vittime innocenti, e noi.
👉 Basta con questa UE guerrafondaia e serva degli USA, unisciti a t.me/lafionda
A seguito degli attacchi congiunti israelo-americani, le autorità iraniane hanno predisposto la chiusura dello stretto di Hormuz. Ciò ha causato l'aumento immediato del prezzo del gas fino al 50% (destinato a crescere) e della benzina in tutta Europa.
Invece che spendersi per far finire questa aggressione ingiustificata le classi dirigenti europee stanno iniziando ad aderire alla guerra.
Una guerra che come al solito pagheranno le vittime innocenti, e noi.
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Dal Levante al Golfo, la guerra che cambia il Medio Oriente
Giuseppe Gagliano
Beirut, Teheran, Doha: tre fronti, un solo conflitto
Il punto non è più il singolo bombardamento, il singolo raid, il singolo nome eccellente caduto sotto i colpi. Il punto è che il Medio Oriente è entrato in una fase in cui ciò che fino a ieri appariva diviso in teatri distinti oggi si salda… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/03/dal-levante-al-golfo-la-guerra-che-cambia-il-medio-oriente/
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Giuseppe Gagliano
Beirut, Teheran, Doha: tre fronti, un solo conflitto
Il punto non è più il singolo bombardamento, il singolo raid, il singolo nome eccellente caduto sotto i colpi. Il punto è che il Medio Oriente è entrato in una fase in cui ciò che fino a ieri appariva diviso in teatri distinti oggi si salda… Continua... 👇
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Ha stato Putin!!
Per la nostra premier pure l'attacco Usa-israele all'Iran è responsabilità di Putin, siamo oltre la soglia del ridicolo...
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