La nuova strategia statunitense di contenimento della Cina in America Latina
Mauro Morbello
Negli ultimi venticinque anni l’America Latina non ha rappresentato una priorità complessiva per gli Stati Uniti, progressivamente assorbiti da altri quadranti geopolitici. Nello stesso arco temporale, la Cina ha invece rafforzato in modo costante la propria penetrazione economica e infrastrutturale nella regione, investendo in porti, energia, grandi opere, trasporti e reti digitali. Il consolidamento… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/10/la-nuova-strategia-statunitense-di-contenimento-della-cina-in-america-latina/
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Mauro Morbello
Negli ultimi venticinque anni l’America Latina non ha rappresentato una priorità complessiva per gli Stati Uniti, progressivamente assorbiti da altri quadranti geopolitici. Nello stesso arco temporale, la Cina ha invece rafforzato in modo costante la propria penetrazione economica e infrastrutturale nella regione, investendo in porti, energia, grandi opere, trasporti e reti digitali. Il consolidamento… Continua... 👇
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SI E NO
Umberto Vincenti
Finalmente un referendum coinvolgente perché tocca tutti noi: in gioco è precipuamente il ruolo della magistratura nel sistema politico-costituzionale e solo marginalmente l’amministrazione della giustizia quale servizio essenziale per i cittadini. Sottostante vi è un autentico scontro tra poteri dello Stato: qualcuno non se ne rende nemmeno conto e chi sa preferisce per lo… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/10/si-e-no/
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Umberto Vincenti
Finalmente un referendum coinvolgente perché tocca tutti noi: in gioco è precipuamente il ruolo della magistratura nel sistema politico-costituzionale e solo marginalmente l’amministrazione della giustizia quale servizio essenziale per i cittadini. Sottostante vi è un autentico scontro tra poteri dello Stato: qualcuno non se ne rende nemmeno conto e chi sa preferisce per lo… Continua... 👇
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Giustizia è sfatta
Alessandro Somma
Sulla cosiddetta riforma della giustizia e la separazione delle carriere
Le riforme che aggravano la crisi della giustizia
Che la giustizia italiana sia sofferente, è una affermazione largamente condivisa e sorretta da dati eloquenti, ad esempio quelli contenuti nel Quadro di valutazione Ue della giustizia 2025. Lì si ricavano in particolare da… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/10/giustizia-e-sfatta/
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Alessandro Somma
Sulla cosiddetta riforma della giustizia e la separazione delle carriere
Le riforme che aggravano la crisi della giustizia
Che la giustizia italiana sia sofferente, è una affermazione largamente condivisa e sorretta da dati eloquenti, ad esempio quelli contenuti nel Quadro di valutazione Ue della giustizia 2025. Lì si ricavano in particolare da… Continua... 👇
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Il piano completo in realtà comprendeva arrivare fino a Gibilterra per creare un unico impero con i russi che nel frattempo dovevano arrivare a Lisbona. La fonte dell'intelligence era Beppe Severgnini.
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Gaza, il diritto sotto assedio e la macchina della delegittimazione
Giuseppe Gagliano
Quando il bersaglio non è una persona ma la verità dei fatti
L’articolo di Francesca Albanese non va letto come una semplice autodifesa. È piuttosto la ricostruzione di un meccanismo politico e mediatico che oggi colpisce chiunque tenti di nominare, con gli strumenti del diritto internazionale, ciò che accade in Palestina. Il punto di… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/11/gaza-il-diritto-sotto-assedio-e-la-macchina-della-delegittimazione/
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Perché la Russia deve diventare partner strategico per l’Europa
Enrico Grazzini
La creazione del nemico russo
L’Europa oggi ha solo nemici per colpa delle scellerate politiche dei vertici della Nato e dell’Unione Europea: ha contro contemporaneamente la Russia, gli USA e la Cina. In questo contesto le politiche della presidente tedesca della Commissione Europea Ursula von der Leyen, del governo Meloni e degli altri leader… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/11/perche-la-russia-deve-diventare-partner-strategico-per-leuropa/
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Enrico Grazzini
La creazione del nemico russo
L’Europa oggi ha solo nemici per colpa delle scellerate politiche dei vertici della Nato e dell’Unione Europea: ha contro contemporaneamente la Russia, gli USA e la Cina. In questo contesto le politiche della presidente tedesca della Commissione Europea Ursula von der Leyen, del governo Meloni e degli altri leader… Continua... 👇
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📍 Firenze – Casa del Popolo San Niccolò
🗓 Venerdì 13 marzo – ore 18:30
La Fionda presenta il nuovo numero: “La Terra Promiscua”.
Durante queste settimane ulteriormente tragiche per il Medio Oriente, vi proponiamo un momento di confronto e approfondimento e dibattito per provare a comprendere le radici storiche e politiche di conflitti che continuno a segnare il presente.
Intervengono:
• Elia Morelli – analista geopolitico
• Roberto Iannuzzi – giornalista ed esperto di Medio Oriente
• Matteo Bortolon – redazione La Fionda
L’evento è organizzato insieme a Firenze per la Palestina.
A seguire apericena palestinese con lo chef Mohammed da Nuseirat. 🇵🇸
👉 Il ricavato sarà destinato alle famiglie di Gaza.
📩 Prenotazioni: 3921793956
🗓 Venerdì 13 marzo – ore 18:30
La Fionda presenta il nuovo numero: “La Terra Promiscua”.
Durante queste settimane ulteriormente tragiche per il Medio Oriente, vi proponiamo un momento di confronto e approfondimento e dibattito per provare a comprendere le radici storiche e politiche di conflitti che continuno a segnare il presente.
Intervengono:
• Elia Morelli – analista geopolitico
• Roberto Iannuzzi – giornalista ed esperto di Medio Oriente
• Matteo Bortolon – redazione La Fionda
L’evento è organizzato insieme a Firenze per la Palestina.
A seguire apericena palestinese con lo chef Mohammed da Nuseirat. 🇵🇸
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Una svolta culturale che cambia la storia
Piero Bevilacqua
Quando sommovimenti repentini e profondi sconvolgono la crosta solidificata dello status quo, l’ordine delle cose a cui le menti dei contemporanei si sono assuefatte da decenni, il pensiero umano si mette in movimento e si sporge a guardare nel fondo ribollente del cratere. E oggi scorge una deriva dei continenti che scuote l’intero pianeta.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/12/una-svolta-culturale-che-cambia-la-storia/
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Piero Bevilacqua
Quando sommovimenti repentini e profondi sconvolgono la crosta solidificata dello status quo, l’ordine delle cose a cui le menti dei contemporanei si sono assuefatte da decenni, il pensiero umano si mette in movimento e si sporge a guardare nel fondo ribollente del cratere. E oggi scorge una deriva dei continenti che scuote l’intero pianeta.… Continua... 👇
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Sradicati e flessibili: come la pedagogia contemporanea fabbrica il soggetto neoliberale
Stefano Stella
D’Istruzione Pubblica, il recente film di Federico Greco e Mirko Melchiorre, sta riscontrando un meritato successo nelle sale di tutta Italia, suscitando tuttavia aspre critiche dal blocco liberal-progressista italiano. In particolare. secondo alcuni commentatori che afferiscono a quell’ala politica, la pellicola in questione avrebbe un tono eccessivamente critico nei confronti del modello pedagogico adottato… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/13/sradicati-e-flessibili-come-la-pedagogia-contemporanea-fabbrica-il-soggetto-neoliberale/
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Stefano Stella
D’Istruzione Pubblica, il recente film di Federico Greco e Mirko Melchiorre, sta riscontrando un meritato successo nelle sale di tutta Italia, suscitando tuttavia aspre critiche dal blocco liberal-progressista italiano. In particolare. secondo alcuni commentatori che afferiscono a quell’ala politica, la pellicola in questione avrebbe un tono eccessivamente critico nei confronti del modello pedagogico adottato… Continua... 👇
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Roma città in vetrina: tra rendita, governo del consenso e rimozione del conflitto
Angelica Cavone
La presenza di Roma al MIPIM di Cannes non è una comparsa istituzionale e non può essere archiviata come una normale partecipazione a una fiera di settore. È un fatto politico, e come tale va letto. Il MIPIM non è infatti un appuntamento neutro dedicato all’urbanistica, all’architettura o alla qualità dello sviluppo urbano. È… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/13/roma-citta-in-vetrina-tra-rendita-governo-del-consenso-e-rimozione-del-conflitto/
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Angelica Cavone
La presenza di Roma al MIPIM di Cannes non è una comparsa istituzionale e non può essere archiviata come una normale partecipazione a una fiera di settore. È un fatto politico, e come tale va letto. Il MIPIM non è infatti un appuntamento neutro dedicato all’urbanistica, all’architettura o alla qualità dello sviluppo urbano. È… Continua... 👇
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Fare paura! La guerra americano-israeliana all’Iran: l’azzardo e le illusioni
Mario Barbi
Gli Stati Uniti hanno accantonato l’universalismo, ma non riescono a fare i conti con i propri limiti e scaricano sul mondo la loro incapacità di fare tornare conti che non tornano. Un “presidente di pace” è diventato in un attimo guerrafondaio e interventista. Nostalgie di onnipotenza e cieche fughe in avanti fanno piazza pulita… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/13/fare-paura-per-un-mondo-senza-padroni/
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Mario Barbi
Gli Stati Uniti hanno accantonato l’universalismo, ma non riescono a fare i conti con i propri limiti e scaricano sul mondo la loro incapacità di fare tornare conti che non tornano. Un “presidente di pace” è diventato in un attimo guerrafondaio e interventista. Nostalgie di onnipotenza e cieche fughe in avanti fanno piazza pulita… Continua... 👇
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
Ennesimo delirio degli eurofanatici. Prima hanno provato a vendere la UE quale baluardo contro i nazionalismi brutti e cattivi. Adesso che sono letteralmente alla canna gas (e noi con loro purtroppo), la UE diventa baluardo di un inesistente nazionalismo europeo da contrapporre al nazionalismo americano (la guerra però la vogliono fare alla Russia).
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Ok Mario ora prendi le tue medicine che è tardi dai..
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Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
Il trionfo del Cretino
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Mentre la geniale guerra di Trump&Netanyahu sortisce l’agognato regime change democratico a Teheran (Khamenei figlio al posto di Khamenei padre), come già a Caracas (la vice di Maduro al posto di Maduro), mandando definitivamente in malora l’economia europea, una domanda resta sospesa: tra i governi cretini d’Europa, qual è il più cretino? La risposta giunge da Giuli, ministro della Cultura. Che scomunica il presidente della Biennale di Venezia, Buttafuoco, intellettuale di destra nominato dal governo, perché l’ha riaperta agli artisti di tutti i Paesi, a prescindere dai governi, in quanto “deve restare uno spazio di tregua tra le nazioni e accogliere anche quelle in conflitto”. Vale per Usa e Israele, ma fin qui tutto ok. E vale per la Russia, e qui infuria la canea. Mentre l’India riacquista l’energia da Mosca, Trump autorizza gli alleati a farlo e tanti ne approfittano (beati loro), noi siamo ancora mummificati alla comica russofobia di quattro anni fa, quando la Bicocca sospese il corso di Nori su Dostoevskij, il Festival Fotografia di Reggio cacciò un fotografo russo (che tornò a Mosca, manifestò contro la guerra e fu arrestato dalla polizia di Putin), la Scala bandì Gergiev, l’Ue mise in fuga soprano, pianisti, ballerini, scienziati, atleti olimpici e paralimpici.
Poi qualcuno propose di fare lo stesso con gli israeliani al Festival di Venezia perché il governo Netanyahu fa molto peggio di Putin e lì cascò l’asino: tutti dissero giustamente che un conto sono gli artisti, un altro i governi. Si sperava che valesse per tutti, invece la Reggia di Caserta, che aveva invitato il russo Gergiev e l’israeliano Oren, cacciò il primo e fece esibire il secondo, fra gli applausi di Giuli, noto “liberale”. Che ora, anziché fare almeno il sovranista e mandare a farsi fottere i 22 governi Ue che minacciano di tagliare i fondi alla Biennale e Zelensky che ci dà ordini come fossimo una colonia ucraina, dichiara guerra a Buttafuoco perché va “contro l’opinione del governo” e “isola la Biennale dal mondo libero”. E un bello ’sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere? Dove sta scritto che il governo comanda sugli enti culturali? Mollicone, quello che voleva spezzare le reni a Peppa Pig e ora presiede la commissione Cultura (tutto vero), spera che “i russi non partecipino” perché “il Cremlino non ammette voci libere”. Invece Arabia, Emirati, Qatar, Azerbaigian, Cina, Egitto, Turchia, Guatemala &C., da sempre presenti alla Biennale, sono “mondo libero” e nessuno li discute. Ora abbatteranno il Colosseo perché l’han fatto Vespasiano e Tito, o la Cappella Sistina perché la fece affrescare da Michelangelo il papa guerrafondaio Giulio II? Anzi no, cancelliamo la domanda: questi giganti del pensiero potrebbero prenderla per un suggerimento.
Nella foto il Ministro Giuli.
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Mentre la geniale guerra di Trump&Netanyahu sortisce l’agognato regime change democratico a Teheran (Khamenei figlio al posto di Khamenei padre), come già a Caracas (la vice di Maduro al posto di Maduro), mandando definitivamente in malora l’economia europea, una domanda resta sospesa: tra i governi cretini d’Europa, qual è il più cretino? La risposta giunge da Giuli, ministro della Cultura. Che scomunica il presidente della Biennale di Venezia, Buttafuoco, intellettuale di destra nominato dal governo, perché l’ha riaperta agli artisti di tutti i Paesi, a prescindere dai governi, in quanto “deve restare uno spazio di tregua tra le nazioni e accogliere anche quelle in conflitto”. Vale per Usa e Israele, ma fin qui tutto ok. E vale per la Russia, e qui infuria la canea. Mentre l’India riacquista l’energia da Mosca, Trump autorizza gli alleati a farlo e tanti ne approfittano (beati loro), noi siamo ancora mummificati alla comica russofobia di quattro anni fa, quando la Bicocca sospese il corso di Nori su Dostoevskij, il Festival Fotografia di Reggio cacciò un fotografo russo (che tornò a Mosca, manifestò contro la guerra e fu arrestato dalla polizia di Putin), la Scala bandì Gergiev, l’Ue mise in fuga soprano, pianisti, ballerini, scienziati, atleti olimpici e paralimpici.
Poi qualcuno propose di fare lo stesso con gli israeliani al Festival di Venezia perché il governo Netanyahu fa molto peggio di Putin e lì cascò l’asino: tutti dissero giustamente che un conto sono gli artisti, un altro i governi. Si sperava che valesse per tutti, invece la Reggia di Caserta, che aveva invitato il russo Gergiev e l’israeliano Oren, cacciò il primo e fece esibire il secondo, fra gli applausi di Giuli, noto “liberale”. Che ora, anziché fare almeno il sovranista e mandare a farsi fottere i 22 governi Ue che minacciano di tagliare i fondi alla Biennale e Zelensky che ci dà ordini come fossimo una colonia ucraina, dichiara guerra a Buttafuoco perché va “contro l’opinione del governo” e “isola la Biennale dal mondo libero”. E un bello ’sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere? Dove sta scritto che il governo comanda sugli enti culturali? Mollicone, quello che voleva spezzare le reni a Peppa Pig e ora presiede la commissione Cultura (tutto vero), spera che “i russi non partecipino” perché “il Cremlino non ammette voci libere”. Invece Arabia, Emirati, Qatar, Azerbaigian, Cina, Egitto, Turchia, Guatemala &C., da sempre presenti alla Biennale, sono “mondo libero” e nessuno li discute. Ora abbatteranno il Colosseo perché l’han fatto Vespasiano e Tito, o la Cappella Sistina perché la fece affrescare da Michelangelo il papa guerrafondaio Giulio II? Anzi no, cancelliamo la domanda: questi giganti del pensiero potrebbero prenderla per un suggerimento.
Nella foto il Ministro Giuli.
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Gli Stati Uniti hanno già perso la guerra contro l’Iran: parola di John Mearsheimer
Giuseppe Gagliano
La conversazione tra Glenn e John Mearsheimer ruota attorno a una tesi netta: Washington può ancora infliggere distruzione, ma non sa più come trasformare la forza militare in un risultato politico. Da qui nasce il cuore del ragionamento: una guerra iniziata nella convinzione di imporre una resa rapida si sta convertendo in un conflitto… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/14/gli-stati-uniti-hanno-gia-perso-la-guerra-contro-liran-parola-di-john-mearsheimer/
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Giuseppe Gagliano
La conversazione tra Glenn e John Mearsheimer ruota attorno a una tesi netta: Washington può ancora infliggere distruzione, ma non sa più come trasformare la forza militare in un risultato politico. Da qui nasce il cuore del ragionamento: una guerra iniziata nella convinzione di imporre una resa rapida si sta convertendo in un conflitto… Continua... 👇
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
La Milite Ignava
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Il manifesto chiama la Meloni “milite ignara” da quando ha detto di “non avere gli elementi necessari per condannare o approvare” la guerra criminale di Usa e Israele allo Stato sovrano dell’Iran. Poi però la premier ha detto in Parlamento che è meglio pagare bollette più care che “rischiare un Iran nucleare” (versione 2.0 del “Volete la pace o i condizionatori accesi?” di quell’altro genio di Draghi). Quindi ha persino più elementi di Trump, che a giugno giurava di avere neutralizzato per sempre il programma atomico iraniano; e della sua Cia e del suo Pentagono che, come pure l’Aiea, escludevano qualsiasi pericolo dall’Iran per Usa e alleati. Quindi o ci dice dove ha saputo che l’Iran ha pronta la Bomba, o è anche una “milite ignava”, perché continua a non condannare la guerra che lei stessa e Crosetto definiscono “fuori dal diritto internazionale”. Ed espone l’Italia alle rappresaglie degli aggrediti, pienamente lecite per il diritto internazionale. Poi arriva il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto da Mattarella, con le solite supercazzole su “via negoziale” e “sistema multilaterale” e una sola certezza: la “condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni”, nonché del “rischio di realizzazione di armi nucleari” a scapito della “sicurezza di Israele” (balle totali: è Israele ad avere l’atomica, e da oltre mezzo secolo). Quindi Mattarella e il governo condannano l’aggredito perché attacca gli aggressori: come se condannassero l’Ucraina perché attacca i russi. Invece la armiamo e finanziamo anche dopo che ci ha distrutto i gasdotti Nord Stream e ora che ci fa rischiare un disastro ambientale sulle nostre coste col sabotaggio della petroliera russa.
Ma così – come nota Gaiani su Analisi Difesa – mettiamo sempre più in pericolo i nostri soldati: i 6-700 nelle due basi in Kuwait e in Iraq per difendere Baghdad dalla buonanima dell’Isis (non per fare da bersaglio alle rappresaglie di Teheran); e i 1000 Caschi blu della missione Unifil in Libano, intrappolati tra i due fuochi di Israele e di Hezbollah. Che ci facciamo ancora nel Golfo, ora che il Daesh è distrutto, e in Libano, ora che Israele lo invade per l’ennesima volta e il peacekeeping della fu Onu è un lontano ricordo? L’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, scrive che la rappresaglia sulla base di Erbil “dimostra come il regime iraniano, insieme ai suoi proxy, rappresenti una minaccia diretta per l’Italia e per l’intera comunità internazionale”. Un governo non dico sovranista, ma almeno decente, tapperebbe la bocca a questo provocatore: i soldati italiani vengono colpiti perché stanno nelle basi con gli americani, che insieme agli israeliani sono gli aggressori. Ma già la parola “governo”, a proposito di questi camerieri, appare eccessiva.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Il manifesto chiama la Meloni “milite ignara” da quando ha detto di “non avere gli elementi necessari per condannare o approvare” la guerra criminale di Usa e Israele allo Stato sovrano dell’Iran. Poi però la premier ha detto in Parlamento che è meglio pagare bollette più care che “rischiare un Iran nucleare” (versione 2.0 del “Volete la pace o i condizionatori accesi?” di quell’altro genio di Draghi). Quindi ha persino più elementi di Trump, che a giugno giurava di avere neutralizzato per sempre il programma atomico iraniano; e della sua Cia e del suo Pentagono che, come pure l’Aiea, escludevano qualsiasi pericolo dall’Iran per Usa e alleati. Quindi o ci dice dove ha saputo che l’Iran ha pronta la Bomba, o è anche una “milite ignava”, perché continua a non condannare la guerra che lei stessa e Crosetto definiscono “fuori dal diritto internazionale”. Ed espone l’Italia alle rappresaglie degli aggrediti, pienamente lecite per il diritto internazionale. Poi arriva il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto da Mattarella, con le solite supercazzole su “via negoziale” e “sistema multilaterale” e una sola certezza: la “condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni”, nonché del “rischio di realizzazione di armi nucleari” a scapito della “sicurezza di Israele” (balle totali: è Israele ad avere l’atomica, e da oltre mezzo secolo). Quindi Mattarella e il governo condannano l’aggredito perché attacca gli aggressori: come se condannassero l’Ucraina perché attacca i russi. Invece la armiamo e finanziamo anche dopo che ci ha distrutto i gasdotti Nord Stream e ora che ci fa rischiare un disastro ambientale sulle nostre coste col sabotaggio della petroliera russa.
Ma così – come nota Gaiani su Analisi Difesa – mettiamo sempre più in pericolo i nostri soldati: i 6-700 nelle due basi in Kuwait e in Iraq per difendere Baghdad dalla buonanima dell’Isis (non per fare da bersaglio alle rappresaglie di Teheran); e i 1000 Caschi blu della missione Unifil in Libano, intrappolati tra i due fuochi di Israele e di Hezbollah. Che ci facciamo ancora nel Golfo, ora che il Daesh è distrutto, e in Libano, ora che Israele lo invade per l’ennesima volta e il peacekeeping della fu Onu è un lontano ricordo? L’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, scrive che la rappresaglia sulla base di Erbil “dimostra come il regime iraniano, insieme ai suoi proxy, rappresenti una minaccia diretta per l’Italia e per l’intera comunità internazionale”. Un governo non dico sovranista, ma almeno decente, tapperebbe la bocca a questo provocatore: i soldati italiani vengono colpiti perché stanno nelle basi con gli americani, che insieme agli israeliani sono gli aggressori. Ma già la parola “governo”, a proposito di questi camerieri, appare eccessiva.
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Il benpensante, il giocatore e l’ayatollah
Antonio Cantaro
Letture. Niente migliora tutto peggiora, disse il benpensante. Tutto accelera, rispose il giocatore. Ma come, disse il benpensante, non vedi che non ci sono più nemmeno le guerre di una volta, le guerre legali, le guerre giuste. L’unica virtù è la vittoria per annientamento, rispose il giocatore. E se The Donald non vincesse? … Continua... 👇
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America Latina: la frattura aperta dallo Scudo delle Americhe
Mauro Morbello
Lo scorso 7 marzo 2026, nella località di Doral, nei pressi di Miami, si è svolto un incontro che, pur essendo stato in larga misura trascurato dai mezzi di comunicazione italiani, rappresenta un passaggio di notevole rilievo geopolitico, non soltanto per l’America Latina ma anche per gli equilibri globali. L’evento, denominato “Shield of the… Continua... 👇
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Mauro Morbello
Lo scorso 7 marzo 2026, nella località di Doral, nei pressi di Miami, si è svolto un incontro che, pur essendo stato in larga misura trascurato dai mezzi di comunicazione italiani, rappresenta un passaggio di notevole rilievo geopolitico, non soltanto per l’America Latina ma anche per gli equilibri globali. L’evento, denominato “Shield of the… Continua... 👇
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Italia, la sicurezza cibernetica e l’ombra lunga di Israele
Giuseppe Gagliano
Una collaborazione che ha i tratti della dipendenza
Parlare di “dipendenza” dell’Italia da Israele nella sicurezza cibernetica non significa tanto sostenere che Roma abbia consegnato formalmente e del tutto a Tel Aviv l’intero governo del proprio spazio digitale. Sarebbe un eccesso di semplificazione. Ma sarebbe altrettanto falso raccontare il rapporto come una normale cooperazione… Continua... 👇
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Giuseppe Gagliano
Una collaborazione che ha i tratti della dipendenza
Parlare di “dipendenza” dell’Italia da Israele nella sicurezza cibernetica non significa tanto sostenere che Roma abbia consegnato formalmente e del tutto a Tel Aviv l’intero governo del proprio spazio digitale. Sarebbe un eccesso di semplificazione. Ma sarebbe altrettanto falso raccontare il rapporto come una normale cooperazione… Continua... 👇
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Fuori l’Italia dalla terza guerra mondiale!
Thomas Fazi
L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran è un atto di guerra illegale e immorale, l’ennesimo massacro compiuto sull’altare della supremazia geopolitica che si aggiunge al genocidio tuttora in corso a Gaza. Ma questa guerra non colpisce solo il Medio Oriente: colpisce direttamente l’Europa, che già sta pagando un caro prezzo in termini di… Continua... 👇
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Thomas Fazi
L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran è un atto di guerra illegale e immorale, l’ennesimo massacro compiuto sull’altare della supremazia geopolitica che si aggiunge al genocidio tuttora in corso a Gaza. Ma questa guerra non colpisce solo il Medio Oriente: colpisce direttamente l’Europa, che già sta pagando un caro prezzo in termini di… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/16/fuori-litalia-dalla-terza-guerra-mondiale/
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