la fionda📕
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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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LA MORALE DELL'EGEMONE

Attaccare è "politica estera". Difendersi è "caos". La fame degli "altri" non fa notizia - ma se osi replicare con la stessa moneta, diventi nemico pubblico numero 1.
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L’altra America: la guerra come destino, la cultura come rifiuto
Adriano Tedde

In un editoriale del 26 marzo dal titolo significativo “Non è Trump, è l’America” (It’s Not Trump. It’s America.), la giornalista Lydia Polgreen nel New York Times si chiede se tutto il caos che il suo paese sta provocando a livello mondiale sia dovuto semplicemente alla deviazione di un Presidente fuori… Continua... 👇
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Comune e Regione, la cultura sacrificata al mercato
Giuseppe Libutti

Roma gestisce ingenti risorse per la cultura. Si tratta in larga parte di fondi di origine europea, destinati a riqualificare spazi, recuperare immobili, intervenire sulle infrastrutture materiali. È un flusso consistente, che qualsiasi amministrazione utilizzerebbe. E infatti il Comune lo sta facendo. Ma fermarsi a questo dato e trasformarlo in un racconto autocelebrativo significa… Continua... 👇
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Occidente, un movimento di vermi
Antonio Cantaro

Profezie, letture. Hegel, Manlio Sgalambro, Franco Battiato. «C’è molto movimento, ma è un movimento di vermi». Quando la metafora impallidisce di fronte alla realtà. Ma sono solo canzonette…, non mettetemi alle strette.

C’era una volta una formazione globale chiamata Occidente. Al posto di quella formazione, che i benpensanti dell’epoca chiamavano Civiltà, c’è oggi un’espressione… Continua... 👇
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Quando Dio incontra la Bomba
Vincenzo Pellegrino

Dio, la bomba e la fine della deterrenza nucleare razionale

C’è una domanda che il mondo preferisce non farsi, con la stessa ostinazione con cui si evita di guardare un precipizio da troppo vicino: cosa accade quando la logica della deterrenza nucleare smette di essere una fredda equazione militare e diventa una questione di… Continua... 👇
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Lockdown energetico: guerra, petrolio, reset finanziario
Fabio Vighi

La scena del crimine

Le condizioni per una nuova emergenza sistemica globale sono ormai tutte sul tavolo. L’escalation decisiva in Medio Oriente è iniziata a metà marzo con l’attacco israeliano alle infrastrutture energetiche iraniane, sostenuto dagli Stati Uniti – un attacco che viola i principi fondamentali del diritto internazionale riguardo alle infrastrutture civili. Questo… Continua... 👇
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Nuove evidenze sulla biodiversità ambientale
Michele Agagliate

Scoperto nel Mediterraneo il capodoglio pigmeo grazie al DNA ambientale

Uno studio condotto dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista Mammal Review ha rilevato per la prima volta la presenza nel Mediterraneo del cogia di Blainville (Kogia breviceps), un piccolo cetaceo tra i più elusivi… Continua... 👇
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Perché l’alleanza con gli USA è un danno non più sostenibile
Piero Bevilacqua

Quale democrazia?

È noto che la maggioranza degli uomini vive il proprio tempo, il proprio presente, con la testa girata all’indietro, anche quando crede di stare avanzando nel futuro. Di fatto, nel futuro avanza realmente, almeno con i piedi, ma osservandolo con la mente ingombra di idee morte, ammuffiti fantasmi come la roba nella… Continua... 👇
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Imboscati: epistolario tra Davide Brullo e Alessandro Deho’
Ilaria Palomba

Imboscati (Oligo) è un pregiato epistolario tra Davide Brullo e Alessandro Deho’, illustrato dagli autori stessi, in cui la parola bosco dipana il suo ventaglio di significati. Attraverso una interiorizzata lettura dei testi sacri, Deuteronimo, Genesi, Salmi e Vangeli, mediante la figura del serpente, i due – chiamati sempre A. e… Continua... 👇
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Post-referendum: quo vadis?
Ugo Boghetta

Cominciamo dai numeri. Il No ha ottenuto 14,5 milioni di consensi, il Sì 12,6. Il totale dei votanti è di 27,1 milioni. Alle politiche del 2022, invece, i partecipanti al voto erano stati 29 milioni: 2 in più. L’alta affluenza va dunque considerata in relazione ai referendum precedenti. Infatti, nel 2025, sui temi della… Continua... 👇
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Il miraggio della tradizione
Michele Agagliate

Ogni anno, mentre la primavera si riaffaccia e le campane annunciano la Pasqua, l’Italia si prepara a celebrare uno dei suoi riti gastronomici più radicati, quasi immutabile nel tempo. L’agnello torna a occupare il centro della tavola come se la sua presenza fosse un elemento architettonico necessario della festa, una consuetudine che non… Continua... 👇
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PROPRIO IN QUESTI TEMPI BUI, PIÙ CHE MAI: BUONA PASQUA! PER UNA LUCE DI PACE, FIDUCIA E SPERANZA!

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Chiedimi chi era Cobain
Matteo Parini

Per quelli della Generazione X, cioè noi, Seattle non sarà mai solo la casa della Boeing o un quartiere generale della Microsoft pigliatutto. Che ci sia la tomba di Jimi Hendrix, poi, è un bel vanto per la comunità, certo, ma non è ciò che fa di una città del nord degli States come… Continua... 👇
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The Donald, il paranoico che è in noi
Antonio Cantaro

Letture e riletture. Nel generale e osceno silenzio dell’Occidente l’ostinato “candidato” al premio Nobel per la pace dei cimiteri ha, ancora in queste ore, annunciato che ridurrà l’Iran all’età della pietra. Ma quali sono le molecolari radici che alimentano la globalizzazione dell’indifferenza? Tornano di attualità la diagnosi e la profezia del premio Nobel per… Continua... 👇
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Non vedono la tempesta arrivare
Giovanni Tonlorenzi

Nel mezzo di un contesto geopolitico drammatico, agli albori di una crisi economica epocale e sull’orlo di un’escalation militare in cui è sempre meno escluso il ricorso alle armi nucleari, nell’opposizione italiana al governo Meloni, centro-sinistra, campo largo o come altrimenti la si voglia chiamare, non si registra alcun dibattito degno di questo nome.… Continua... 👇
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La civiltà occidentale - nel senso, deteriore, di americano-israeliana - sta mostrando tutto il suo lato ferino, nichilistico, vuoto. Stanno cadendo tutti i veli.
Trump è l'acceleratore involontario, la verità più profonda del loro modo di stare al mondo: guerra, prevaricazione, terrore, pulsione di morte.

Mario Cosenza

@lafionda
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Oggi alle 17.30, sui canali social de La Fionda, apriamo un confronto su una delle vertenze più calde dei prossimi giorni: il fermo nazionale dei tir proclamato dal sindacato Trasportounito dal 20 al 25 aprile, nel pieno dell’emergenza legata al caro carburante.

Una mobilitazione che nasce da una situazione definita ormai “insostenibile” dagli operatori del settore, con il prezzo del carburante stabilmente sopra i 2 euro al litro e destinato a crescere ulteriormente con la fine delle misure temporanee sulle accise. Un aumento che è strettamente legato alle tensioni internazionali: la guerra della coalizione Epstein in Iran e l’instabilità in Medio Oriente stanno infatti spingendo verso l’alto le quotazioni energetiche, con effetti diretti su trasporti, logistica e costo della vita.

In questo scenario, lo sciopero rappresenta una misura quanto mai necessaria e urgente, le cui ragioni vanno assolutamente sostenute e rilanciate, rompendo il silenzio e le narrazioni ostili che stanno accompagnando questa mobilitazione.

Ne parleremo con Claudia Candeloro, avvocata del lavoro e membro della redazione de La Fionda, insieme a Maurizio Longo e Francesco Annunziata di Trasportounito, per analizzare non solo le ragioni della protesta, ma anche il quadro più ampio dentro cui questa vicenda si inserisce.

Oggi ancora più di ieri: l’Italia fuori dalla guerra!

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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2041786112729809120?s=20

Meloni vive il momento di maggior difficoltà dalla nascita del suo governo. La ragione è una e una soltanto: non c’entrano niente le vicende giudiziarie dei membri del suo governo (erano lì anche quando aveva il vento in poppa), le amanti, le sconfitte referendarie.

Il governo è in crisi per l’economia, ovviamente. Francamente, ammetto che mi ha sorpreso quanto abbia retto sulla cresta: immaginavo e scrivevo che il consenso sarebbe crollato molto prima. È l’economia a erodere il consenso: se la gente se la passa male, ti volta le spalle. E invece, nonostante le difficoltà degli italiani, lei teneva: teneva perché l’agenda internazionale si è mangiata praticamente tutto, mettendo in ombra e creando alibi a un governo la cui politica economica è semplicemente drammatica.

Il taglio pesante del deficit, il ritorno dell’avanzo primario, l’aumento della pressione fiscale: sembrano scelte made in Mario Monti. E, difatti, la crescita latita, ma soprattutto aumenta il rapporto debito-PIL, a dimostrazione del fatto che il rigore nella gestione dei conti pubblici è tutto fuorché “virtuoso”. Altro che fascisti: erano sfascisti!

Ci applaude l’Unione Europea, ci applaudono le agenzie di rating, la BCE, e il ministro dell’Economia è contento: per lui questa strategia era un «dovere morale». E io che credevo lo fosse dar da mangiare agli affamati. Insomma, il governo dell’Italia first è diventato quello dell’austerity first. Questa è la verità, e questa è la vera ragione della scoppola al referendum.

Un altro enorme vantaggio di #GiorgiaMeloni è l’armata Brancaleone che vorrebbe candidarsi a soppiantarla: per anni la criticavano sul fascismo, apprezzando tuttavia la "tenuta" dei conti pubblici. L’attaccavano su cose che non esistono e la rispettavano per ciò che di davvero infausto realizzava. Questo per il semplice motivo che, se fossero stati loro a governare, in politica economica avrebbero fatto esattamente la stessa cosa: perché sempre questo hanno fatto. Anche peggio, a dire la verità.

Ciò che fiacca la #Meloni è la stessa identica malattia che ha toccato i suoi predecessori: si candidano per cambiare tutto, ma poi si “normalizzano”, si piegano al pilota automatico, al vincolo esterno, al whatever it takes. Occhio a Giuseppe #Conte: pensa di avere qualche possibilità di arrivare a Palazzo Chigi e la prima cosa che tiene a precisare, per tranquillizzare magari chi vigila dal colle più importante di Roma, è che non intende assolutamente discutere un’eventuale riapertura dei ponti energetici con la #Russia. Casomai qualcuno pensi di avere ancora davanti l’avvocato del popolo. Mette le mani avanti, chiarisce, precisa di non essere un problema o una minaccia per gli interessi che la nostra politica è tenuta sempre a preservare, a prescindere da chi vinca le elezioni.

E allora è il momento di aprire gli occhi una volta per tutte: mentre ci scanniamo tra destra e sinistra, tifando per un lato o per l’altro di un bipolarismo assolutamente di facciata, qualcuno ride alle nostre spalle e si fa beffe di noi. La nostra democrazia è una vite spanata e, finché qualcuno non avrà il coraggio di mettere radicalmente in discussione il sistema nel suo complesso, saremo qui a parlare ancora del nulla.
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Scendere in piazza a favore dell’Iran: se non ora, quando?
Alessio Mannino

Dopo la figuraccia planetaria di un attacco-fine-di-mondo alla Dottor Stranamore, annunciato e ritirato in meno di ventiquattr’ore, la parola di Donald Trump si conferma per quel che vale: zero. O così, almeno, fra persone che tengono ancora alla dignità. Ci siamo abituati, ormai, alla “strategia della confusione” verbale del lucido folle alla Casa Bianca,… Continua... 👇
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Forwarded from Maurizio Vezzosi
L'ennesima “tregua” potrebbe rivelarsi l'ennesima farsa e potenzialmente la guerra contro l'Iran potrebbe, ad intensità variabile, proseguire per anni.
Tuttavia, nonostante i suoi roboanti annunci, Donald Trump si è visto costretto a scendere a patti con quella dirigenza iraniana che prometteva di sbaragliare nel giro di poche ore.

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