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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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Nanni Balestrini, un uomo gentile
Vincenzo Capodiferro

Una toccante bio-storia, di Umberto Lucarelli, in cui memoria e realtà si confondono

È uscito alle stampe Nanni Balestrini. Un uomo gentile di Umberto Lucarelli, Bietti, Milano 2026: «Questo è un libro in cui memoria e realtà si confondono lungo un interrogatorio agli altri che è un’indagine sull’uomo Balestrini; un’operazione di svelamento… Continua... 👇
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A Bologna si è svolto un festival legato a “Russia Today”, emittente russa colpita dalle sanzioni dell’Unione Europea e soggetta al divieto di trasmissione nei Paesi membri.

Dopo l’evento, la Commissione europea ha contattato le autorità italiane chiedendo chiarimenti su quanto accaduto e sul rispetto delle sanzioni, in particolare per verificare se ci siano state forme di diffusione — anche indiretta — dei contenuti dell’emittente.

Il nodo non riguarda solo la presenza di ospiti o l’organizzazione dell’iniziativa, ma anche il rischio di aggirare questo divieto di trasmissione, inserito in un quadro di restrizioni europee di fatto repressive, attraverso eventi pubblici, canali alternativi o modalità non tradizionali di comunicazione.

Da Bruxelles è stato ribadito che le sanzioni si applicano a qualsiasi forma di trasmissione o diffusione dei contenuti riconducibili a Russia Today, anche se veicolati in modo indiretto.

Non è un caso isolato: dinamiche simili hanno già coinvolto anche il mondo culturale, come nel caso della Biennale di Venezia guidata da Pietrangelo Buttafuoco, dove l’esclusione indiscriminata di artisti russi — giustamente osteggiata dallo stesso Buttafuoco — rappresenta una deriva assai grave e inaccettabile.

Per questo motivo, anche in questo caso è stato chiesto alle autorità italiane di effettuare verifiche e, se necessario, adottare provvedimenti.

In sostanza, si passa da sanzioni formali a un controllo sempre più pervasivo e diretto su ciò che viene organizzato e diffuso anche all’interno dei singoli Paesi.

Ma tutto questo non deve sorprendere: al tempo dell’“Eurosuicidio” — per dirla con Gabriele Guzzi — è sempre più evidente come il vincolo esterno europeo sia del tutto incompatibile con le ragioni della pace e della democrazia.

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Censura e doppi standard: un allarme europeo
Elena Basile

In Europa, la situazione sta degenerando. Il liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei.

L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda e da qualche radicale e “+europeista”.

Tra i… Continua... 👇
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In Sicilia i camionisti hanno proclamato cinque giorni di sciopero contro il caro carburante. Dal 20 aprile la protesta si estenderà a tutta Italia.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: lasciare i supermercati vuoti finché non arriveranno risposte dal governo.

Chiedono in particolare che la committenza — grande distribuzione e grandi aziende — sia obbligata ad adeguare i compensi agli aumenti del carburante. Oggi infatti le imprese di autotrasporto lavorano con contratti fissi, scollegati dal prezzo del carburante.

Il risultato? Gli aumenti che vediamo sugli scaffali non dipendono davvero dai costi di trasporto, ma spesso da pura speculazione.

Riusciranno a bloccare tutto? Vedremo. La rabbia è tanta, e l’obiettivo è ambizioso. Ma è anche vero che solo così si ottengono risultati. Forse qualcuno dovrebbe prendere appunti.

Nel dubbio, meglio fare la spesa.

Il punto è che tutto questo non dipende solo dalla crisi internazionale, come quella legata all’Iran e al prezzo del petrolio. È anche il risultato di scelte politiche ed energetiche fatte negli ultimi anni, legate al conflitto in Ucraina: dalle sanzioni suicide contro la Russia (contro cui urge rilanciare la nostra campagna, link in basso), alla rottura dei rapporti energetici, fino a una linea che ha finito per penalizzare profondamente gli interessi dei popoli italiano ed europeo.

Una linea che si inserisce in una logica fanatica di guerra che sta producendo effetti sociali ed economici pesanti, mentre ogni prospettiva negoziale viene sistematicamente accantonata.

Nel frattempo, il governo guidato da Giorgia Meloni — con il pieno avallo del Presidente Sergio Mattarella — continua a rafforzare il sostegno all’Ucraina, nella prospettiva di una guerra senza fine.

Dopo un improvviso sussulto di autonomia — si pensi alle recenti tensioni con Donald Trump — viene di fatto riconfermata la linea bipartisan draghiana: pieno allineamento al vincolo esterno euro-atlantico, quando esso coincide con il sostegno acritico a Volodymyr Zelensky e con un persistente manicheismo antirusso.

Nell’incontro di ieri si è parlato di armi, fondi, invio di apparecchiature mediche e perfino di accordi per la produzione di droni. Dal Quirinale sono arrivate parole di elogio per “l’eroismo e la resistenza” ucraina, mentre in Italia le conseguenze di queste scelte auto-penalizzanti continuano ad aumentare.

Il punto non è solo politico, ma anche molto concreto: mentre si destinano risorse, strumenti e capacità produttive verso l’esterno, settori fondamentali come la sanità pubblica restano sotto pressione e sottofinanziati.

La sanità italiana, appunto, è sempre più in difficoltà: per una TAC o una risonanza magnetica si aspettano mesi, a volte anni, oppure si è costretti a pagare cifre elevate per accedere subito alle cure. E mentre questo accade, si procede spediti verso una riconfigurazione del welfare in senso bellico, nel nome di una nuova “responsabilità europea” fondata sull’emergenzialismo bellicista e su un’idea di crescita legata alla leva militare.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dalle promesse di “prima gli italiani” si è passati a un sostanziale allineamento a interessi geopolitici e geoeconomici altrui, anche quando si rivelano ostili alle ragioni della pace e della giustizia sociale, con le istituzioni — a partire dal Quirinale, con Sergio Mattarella vero líder máximo dell’opposizione piddina — nel ruolo di garanti di questa linea.

Quando vi danno un appuntamento tra uno o due anni per una visita, quando pagate il carburante sempre più caro, ricordatevi anche di queste scelte.

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Due americani a Roma
Paolo Arigotti

Lo “scontro” tra i due statunitensi più famosi e potenti al mondo – Donald Trump e Leone XIV (al secolo Robert Francis Prevost) – non giunge inatteso. Piero Schiavazzi, docente universitario e collaboratore di Limes, lo aveva previsto circa un anno fa, e i fatti gli hanno dato ragione.

Per quanto stia facendo… Continua... 👇
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La guerra è “finita”, le guerre non sono morte
Antonio Cantaro

Letture e riletture. Un giorno del ’900, a Hiroshima, la “guerra è finita”, ma “le guerre non sono morte” e oggi prosperano nella forma di stati di violenza molecolari, diffusi, ineluttabili. Questa è la ragione dell’inadeguatezza dell’attuale ordinamento internazionale che, abbandonato il posto di comando, insegue il caos. Le nuove guerre non sono la… Continua... 👇
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Il martello di Silvia e l’incudine del PD
Michele Agagliate

La sindaca “federatrice” che prometteva Genova fino al 2030, ma ha già l’amo in bocca per Roma. Tra sondaggi-cannibale, selfie con le DJ e l’ira di Don Farinella: ecco come si sgonfia l’Anti-Meloni dei salotti.

Che rottura questa Silvia Salis. Ma, concretamente, cos’ha fatto di così speciale o eclatante per essere… Continua... 👇
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Forwarded from Byoblu
PROPAGANDA UE, THOMAS FAZI: “VI PORTO NEI SEGRETI DELL’ ‘USAID’ DELL’UNIONE EUROPEA”

È possibile non solo ipotizzare ma rintracciare con numeri e dati una sorta di “Usaid” tutta europea? È esattamente l’indagine, suffragata da tantissimi dati, voci di spesa e documenti, elaborata da Thomas Fazi nel suo ultimo saggio “La Macchina della Propaganda Europea”.

➡️https://www.byoblu.com/2026/04/16/propaganda-ue-thomas-fazi-vi-porto-nei-segreti-dell-usaid-dellunione-europea/
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Forwarded from Maurizio Vezzosi
A proposito della guerra contro l'Iran Donald Trump ha dichiarato: 'L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro'.
Questa dichiarazione ben rappresenta lo stato dell'arte: la Casa Bianca è così assuefatta alla subordinazione italiana da considerare inaccettabile ogni scelta dissonante. Anche i più miopi e i più ottusi dovrebbero realizzare che quello del “servo più fedele” sia stato un atteggiamento, oltre che umiliante, deleterio per gli interessi degli italiani. E soprattutto che debba appartenere al passato.

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La macchina della propaganda europea
Thomas Fazi

Introduzione dell’autore al libro La macchina della propaganda europea. Il lato oscuro di ONG, media e università, Guerini, 2025.

A partire dagli anni Dieci del nuovo millennio, cioè dalla cosiddetta crisi dell’euro e dagli sconvolgimenti economici e sociali che ne sono conseguiti, si è diffusa – soprattutto nel nostro paese – una… Continua... 👇
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📢 Come funziona davvero la macchina della propaganda europea?

Nel suo libro “La macchina della propaganda europea”, Thomas Fazi analizza in modo documentato i flussi di denaro verso ONG, media e università, mostrando come queste risorse contribuiscano a orientare la narrazione pubblica: producendo consenso artificiale, marginalizzando il dissenso e promuovendo un’ideologia integrazionista presentata come neutrale e inevitabile.

Ne emerge il ritratto di un sistema integrato, in cui informazione, attivismo e accademia convergono in una stessa costruzione narrativa.

❓ Un’inchiesta che solleva interrogativi fondamentali sullo stato della democrazia in Europa e sulle vie sottili della propaganda.

🎙 Ne parliamo martedì 21 aprile alle 19:00
con Paolo Arigotti che intervista Thomas Fazi
📺 In diretta sui canali de La Fionda (YouTube e Facebook)

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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2046143618893615451?s=20

Ai nostri microfoni, il prof. Angelo D'Orsi ha sfidato pubblicamente Carlo Calenda e Pina Picierno a un confronto sulle idee. Un confronto intellettuale, per così dire. Io di calcio non capisco molto, ma mi sembra un po’ come se il Real Madrid sfidasse la Viterbese. Però, ecco, staremo a vedere.

Il prof. D'Orsi, insieme ad altri (ad esempio l’ambasciatrice Elena Basile), da tempo è oggetto di attacchi ferocissimi da parte dei due, i quali peraltro non evitano di scadere nell’insulto. Sono certo, ad ogni modo, che Carletto rinuncerà all’immunità parlamentare e si confronterà in tribunale nel merito.

La verità è semplice: certi argomenti mettono in imbarazzo chi non ne possiede, chi è completamente privo di contenuti, chi è piuttosto stracolmo di ipocrisie e contraddizioni. L’insulto diventa l’unica disperata possibilità. Oltre al maldestro e spesso patetico tentativo di mettere un bavaglio a chi prova a esprimere le proprie idee.

Personalmente, per quel che conta, so benissimo con chi stare: il più lontano possibile da gente come #Calenda e #Picierno.

#BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì alle 17 Radio Cusano.
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Ursula, c’è posta per te
Michele Agagliate

In Bulgaria si sono chiuse le urne. Il risultato non ha calcato — per così dire — il copione scritto tra Bruxelles e Strasburgo. E allora scatta, puntuale, il solito riflesso pavloviano. In un nano-secondo, la democrazia — quella divinità che l’Occidente invoca solo quando vince il “suo” candidato — smette di essere il… Continua... 👇
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I "Compagni" hanno un problema di coordinate: ora il nero gli piace, basta che voglia fare guerra alla Russia! 🪖🚩

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“Tigre di carta”: è ora di uscire dalla NATO
Margherita Furlan

“L’Italia non era lì per noi, noi non saremo lì per loro”. Presidente Donald J. Trump, giovedì 17 aprile 2026, in risposta alla ricostruzione del Guardian sul “no” italiano all’uso della base di Sigonella1. Una frase che non va letta come un’esplosione di stizza, ma come un tassello di una strategia che si… Continua... 👇
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Verso il 25 aprile
Andrea Balloni

Siamo tutti antifascisti

Con l’approssimarsi delle manifestazioni per la Festa della Liberazione, mi diventa urgente una riflessione su ciò che, ancora una volta, saremo costretti a vedere alla parata della politica italiana, che stancamente ancora si atteggia da antifascista.

Sulla passerella più antifascista dell’anno sfileranno tutti i rappresentanti delle Istituzioni, nessuno escluso: il governo… Continua... 👇
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La fine dell’illusione atlantica
Giuseppe Gagliano

Perché la crisi della NATO impone all’Italia una scelta strategica

Per decenni l’Italia, come gran parte dell’Europa, ha vissuto dentro una certezza considerata intoccabile: la protezione americana. Era il fondamento implicito della nostra politica estera, della nostra postura militare, perfino della nostra pigrizia strategica. Ora quella certezza si sta sgretolando. Non con un atto… Continua... 👇
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Siamo al delirio puro. In questo scambio, Calenda oltrepassa ogni limite e arriva addirittura a giustificare e ad esultare per un atto di sabotaggio internazionale come la distruzione del Nord Stream. Un'uscita talmente irresponsabile che delle due l'una: o il suo smisurato ego gli ha completamente divorato la lucidità politica, oppure si potrebbe ipotizzare che agisca come megafono per interessi stranieri a cui dell'Italia e del continente europeo non importa assolutamente nulla.

Non esiste altra spiegazione logica per questo suo fanatico furore guerrafondaio. È una cecità autolesionista e totale di fronte al disastro economico e industriale che questa linea iper-militarista e ciecamente antirussa sta causando all'Italia e all'intero continente.

Ma d'altronde, cosa volete che importi al bullo dei Parioli? Lui gioca a Risiko su Twitter e pontifica di geopolitica dal calduccio dei suoi salotti dorati. Se l'Italia e l'Europa sprofondano nella recessione, nella deindustrializzazione e nel baratro energetico per colpa di queste follie, a pagare il conto salatissimo saranno le famiglie e i lavoratori normali. Certo non i privilegiati intoccabili con il portafoglio gonfio come lui.

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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2046522483122004329?s=20

Ha perfettamente ragione Elena Basile nel denunciare il grave pericolo di censura che si corre nel Paese. Dovrebbe indignare chiunque si ritenga autenticamente democratico.

Politici come Calenda, Picierno e Scalfarotto dovrebbero confrontarsi con i diretti interessati nel merito. Il loro atteggiamento tradisce, invece, una tristissima debolezza.

Nel mio piccolo, sono felice e orgoglioso di essere al fianco di persone libere come Elena Basile e Angelo D’Orsi. Continuo a rivolgere loro tutta la mia più sincera solidarietà.

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