Forwarded from Marx21.it
Ci sono libri che arrivano nel momento giusto e che, proprio per questo, rischiano di essere ignorati. La macchina della propaganda europea. Il lato oscuro di ONG, media e università di Thomas Fazi è uno di questi.
Un saggio documentato e provocatorio che affronta un tema spesso rimosso dal dibattito pubblico: il rapporto tra finanziamenti europei, formazione del consenso e costruzione delle narrazioni politiche. Dalle ONG al giornalismo, fino al mondo accademico, Fazi prova a mostrare come il sostegno economico delle istituzioni europee possa incidere sul pluralismo del confronto democratico.
Il punto centrale del libro non è negare l’utilità di finanziamenti pubblici per informazione, ricerca o associazionismo. La domanda è un’altra: può esistere un vero dibattito democratico quando il decisore politico finanzia soggetti che poi vengono presentati come indipendenti e autorevoli?
Si può essere d’accordo o meno con le tesi dell’Autore, ma una cosa è certa: ignorare le domande poste da questo libro sarebbe un errore. Perché l’Europa si rafforza nel confronto tra idee differenti, non nel silenzio delle critiche.
https://www.marx21.it/cultura/la-macchina-della-propaganda-europea-il-lato-oscuro-di-ong-media-e-universita-thomas-fazi/
Un saggio documentato e provocatorio che affronta un tema spesso rimosso dal dibattito pubblico: il rapporto tra finanziamenti europei, formazione del consenso e costruzione delle narrazioni politiche. Dalle ONG al giornalismo, fino al mondo accademico, Fazi prova a mostrare come il sostegno economico delle istituzioni europee possa incidere sul pluralismo del confronto democratico.
Il punto centrale del libro non è negare l’utilità di finanziamenti pubblici per informazione, ricerca o associazionismo. La domanda è un’altra: può esistere un vero dibattito democratico quando il decisore politico finanzia soggetti che poi vengono presentati come indipendenti e autorevoli?
Si può essere d’accordo o meno con le tesi dell’Autore, ma una cosa è certa: ignorare le domande poste da questo libro sarebbe un errore. Perché l’Europa si rafforza nel confronto tra idee differenti, non nel silenzio delle critiche.
https://www.marx21.it/cultura/la-macchina-della-propaganda-europea-il-lato-oscuro-di-ong-media-e-universita-thomas-fazi/
Marx21
La macchina della propaganda europea. Il lato oscuro di ONG, media e università. Thomas Fazi
di Marco Pondrelli Ci sono libri che dovrebbero entrare pienamente nel dibattito politico e interrogare la società nel suo complesso, ma che invece, proprio per il loro valore e per la capacità di...
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Forwarded from DARSI PACE - MARCO GUZZI
Michele SANTORO e Gabriele GUZZI: "OCCIDENTE malato di GUERRA e CONFORMISMO"
L’escalation nucleare è all’ordine del giorno. Più in generale l’emergenza e la follia bellica dominano il panorama geopolitico internazionale. È possibile fermare questo piano inclinato? Esiste una soluzione politica alla deriva militarista e tecnocratica?
Una conferenza assolutamente imperdibile!
Introduzione e moderazione di Davide Sabatino
Buona visione!
https://youtu.be/qyLF83W80ME?is=gkHeOnN49WW0FEpO
L’escalation nucleare è all’ordine del giorno. Più in generale l’emergenza e la follia bellica dominano il panorama geopolitico internazionale. È possibile fermare questo piano inclinato? Esiste una soluzione politica alla deriva militarista e tecnocratica?
Una conferenza assolutamente imperdibile!
Introduzione e moderazione di Davide Sabatino
Buona visione!
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SANTORO e GUZZI:"OCCIDENTE malato di GUERRA e CONFORMISMO"
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🔴ISCRIVITI AI GRUPPI DARSI PACE: https://www.darsipace.it/iscriviti-ai-gruppi-darsi-pace/
Michele Santoro e Gabriele Guzzi intervistati durante l'evento di Darsi Pace "La Pace è la festa" (3/5/2026).
conduce Davide Sabatino…
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Michele Santoro e Gabriele Guzzi intervistati durante l'evento di Darsi Pace "La Pace è la festa" (3/5/2026).
conduce Davide Sabatino…
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Golfo Persico: la diplomazia sull’orlo del precipizio
Elena Basile
La diplomazia potrebbe fallire nel Golfo Persico. L’ultima proposta statunitense chiede sostanzialmente la capitolazione iraniana, contraddetta dalla resistenza militare della leadership e di un popolo sceso in piazza in milioni contro gli attacchi stranieri, difendendo con i propri corpi le infrastrutture civili minacciate. Washington imporrebbe la rinuncia iraniana a ogni compensazione, il trasferimento dell’uranio… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/05/23/golfo-persico-la-diplomazia-sullorlo-del-precipizio/
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Elena Basile
La diplomazia potrebbe fallire nel Golfo Persico. L’ultima proposta statunitense chiede sostanzialmente la capitolazione iraniana, contraddetta dalla resistenza militare della leadership e di un popolo sceso in piazza in milioni contro gli attacchi stranieri, difendendo con i propri corpi le infrastrutture civili minacciate. Washington imporrebbe la rinuncia iraniana a ogni compensazione, il trasferimento dell’uranio… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
La chiave di lettura proposta da gran parte della nostra stampa è semplicemente imbarazzante. Il Presidente della Repubblica viene presentato quasi come figura vessillifera della reprimenda italiana a Israele. È una lettura fuorviante, ipocrita e del tutto irrispettosa di quegli attivisti che hanno subito trattamenti inumani.
A dispetto di quanto si diceva di loro, descrivendoli come perdigiorno in cerca di notorietà, bisogna registrare l’oggettività dei fatti: la #GlobalSumudFlotilla è un’esperienza di innegabile successo, dal momento che ha costretto molti di coloro i quali, con i loro silenzi, alimentavano la presunzione di impunità in capo a #Israele, a parlare, a condannare, a stigmatizzare. Certo, la strategia di individuare in #BenGvir l’utile idiota espiatorio e unico soggetto da sanzionare rappresenta l’apoteosi della banalità del male, di cui il nostro esecutivo, supino a #Netanyahu, si rende corresponsabile, ma è già qualcosa.
Ebbene, è proprio qui il punto: #SergioMattarella, con i suoi silenzi e la sua timidezza — se paragonati, ad esempio, all’atteggiamento spesso tutt’altro che composto assunto nei confronti della Russia — ha concorso a confortare l’esecutivo israeliano: è un dato di fatto.
Lo scorso settembre, mentre tutto il mondo guardava alla traversata della Global Sumud Flotilla, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano minacciava: «Non permetteremo alle persone che sostengono il terrorismo di vivere nell’agiatezza. Affronteranno tutte le conseguenze delle loro azioni». #Mattarella non reagì e non intimò certo di non toccare i nostri connazionali in acque internazionali. Anzi: il 26 settembre chiese proprio a questi ultimi di rinunciare alla missione, con un appello di «particolare intensità», così disse. Israele li arrestò tutti in acque internazionali e alcuni lamentarono trattamenti denigratori e lesivi della dignità personale anche allora. Dal Colle, silenzio.
Lo stesso silenzio, letteralmente assordante, lo abbiamo percepito anche di recente, quando soldati israeliani hanno arrestato, in occasione di una nuova spedizione, ben centosettantacinque attivisti — tra cui oltre venti italiani — ancora una volta in acque internazionali. È accaduto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, a centinaia di miglia da #Gaza, al largo di Creta, in una zona in cui la Grecia ha responsabilità di ricerca e soccorso. Rapimenti avvenuti anche su imbarcazioni battenti bandiera italiana: sul territorio della Repubblica, quindi.
Il Presidente non ha mai condannato, non ha mai difeso i nostri connazionali; anzi, li ha invitati a desistere. Il suo silenzio, il più rumoroso di tutti provenendo dal #Quirinale, ha di fatto confortato Israele, isolando chi provava a osteggiarlo come Davide contro Golia. Parla adesso, quando persino l’ambasciatore statunitense a Gerusalemme lo fa, quando perfino Netanyahu prende le distanze da Ben-Gvir, dimostrando quantomeno assenza di prontezza quando si tratta di intervenire in difesa delle prerogative italiane, se non addirittura un forte condizionamento da parte di Paesi terzi.
Dunque la pianti, una buona volta, la nostra pseudoinformazione: smetta di esaltare le gesta di Mattarella, che non hanno assolutamente nulla di eroico. Parla quando è più comodo e tace quando è più comodo: esattamente l’opposto di quanto fanno altri italiani. Penso a Francesca Albanese, che dal Capo dello Stato, infatti, non ha ricevuto alcuna solidarietà.
Il paradosso — e sottolineo il paradosso — è che dovremmo forse ringraziare proprio Ben-Gvir che, con il suo fanatismo (non da solo, per la verità), ha deciso di rendere ancor più evidente ciò che qualcuno si ostinava a nascondere, a ignorare, a tollerare con complicità. La sua scelta di umiliare chi ha affrontato pericoli reali in difesa degli oppressi ha condotto al successo indiscusso della Global Sumud Flotilla, mettendo in imbarazzo chi — a partire dal Quirinale — fino a quel momento aveva deciso di tacere e che oggi interviene, sapendo peraltro di poter (...)
CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2058431287514325442?s=20
A dispetto di quanto si diceva di loro, descrivendoli come perdigiorno in cerca di notorietà, bisogna registrare l’oggettività dei fatti: la #GlobalSumudFlotilla è un’esperienza di innegabile successo, dal momento che ha costretto molti di coloro i quali, con i loro silenzi, alimentavano la presunzione di impunità in capo a #Israele, a parlare, a condannare, a stigmatizzare. Certo, la strategia di individuare in #BenGvir l’utile idiota espiatorio e unico soggetto da sanzionare rappresenta l’apoteosi della banalità del male, di cui il nostro esecutivo, supino a #Netanyahu, si rende corresponsabile, ma è già qualcosa.
Ebbene, è proprio qui il punto: #SergioMattarella, con i suoi silenzi e la sua timidezza — se paragonati, ad esempio, all’atteggiamento spesso tutt’altro che composto assunto nei confronti della Russia — ha concorso a confortare l’esecutivo israeliano: è un dato di fatto.
Lo scorso settembre, mentre tutto il mondo guardava alla traversata della Global Sumud Flotilla, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano minacciava: «Non permetteremo alle persone che sostengono il terrorismo di vivere nell’agiatezza. Affronteranno tutte le conseguenze delle loro azioni». #Mattarella non reagì e non intimò certo di non toccare i nostri connazionali in acque internazionali. Anzi: il 26 settembre chiese proprio a questi ultimi di rinunciare alla missione, con un appello di «particolare intensità», così disse. Israele li arrestò tutti in acque internazionali e alcuni lamentarono trattamenti denigratori e lesivi della dignità personale anche allora. Dal Colle, silenzio.
Lo stesso silenzio, letteralmente assordante, lo abbiamo percepito anche di recente, quando soldati israeliani hanno arrestato, in occasione di una nuova spedizione, ben centosettantacinque attivisti — tra cui oltre venti italiani — ancora una volta in acque internazionali. È accaduto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, a centinaia di miglia da #Gaza, al largo di Creta, in una zona in cui la Grecia ha responsabilità di ricerca e soccorso. Rapimenti avvenuti anche su imbarcazioni battenti bandiera italiana: sul territorio della Repubblica, quindi.
Il Presidente non ha mai condannato, non ha mai difeso i nostri connazionali; anzi, li ha invitati a desistere. Il suo silenzio, il più rumoroso di tutti provenendo dal #Quirinale, ha di fatto confortato Israele, isolando chi provava a osteggiarlo come Davide contro Golia. Parla adesso, quando persino l’ambasciatore statunitense a Gerusalemme lo fa, quando perfino Netanyahu prende le distanze da Ben-Gvir, dimostrando quantomeno assenza di prontezza quando si tratta di intervenire in difesa delle prerogative italiane, se non addirittura un forte condizionamento da parte di Paesi terzi.
Dunque la pianti, una buona volta, la nostra pseudoinformazione: smetta di esaltare le gesta di Mattarella, che non hanno assolutamente nulla di eroico. Parla quando è più comodo e tace quando è più comodo: esattamente l’opposto di quanto fanno altri italiani. Penso a Francesca Albanese, che dal Capo dello Stato, infatti, non ha ricevuto alcuna solidarietà.
Il paradosso — e sottolineo il paradosso — è che dovremmo forse ringraziare proprio Ben-Gvir che, con il suo fanatismo (non da solo, per la verità), ha deciso di rendere ancor più evidente ciò che qualcuno si ostinava a nascondere, a ignorare, a tollerare con complicità. La sua scelta di umiliare chi ha affrontato pericoli reali in difesa degli oppressi ha condotto al successo indiscusso della Global Sumud Flotilla, mettendo in imbarazzo chi — a partire dal Quirinale — fino a quel momento aveva deciso di tacere e che oggi interviene, sapendo peraltro di poter (...)
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2058838383179202864?s=20
È in stampa da pochi giorni il mio nuovo libro e sarà disponibile in libreria a partire dal 16 giugno. È già prenotabile. E oggi sono qui a chiedervi un aiuto.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere custode supremo della Costituzione. Da diverso tempo non è più così.
In particolar modo a partire dai mandati di Giorgio #Napolitano, ma infinitamente di più con Sergio #Mattarella, il Colle ha assunto un ruolo attivissimo, soprattutto nelle fasi più delicate della storia repubblicana. Il #Quirinale abusa dei propri poteri, di continuo, e lo fa impunemente grazie alla complicità di un sistema mediatico servile che opprime il dibattito pubblico in Italia.
Viviamo in un Paese a sovranità limitata, soffocato da vincoli esterni e piloti automatici. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al proconsole del Quirinale, che ha vampirizzato una classe politica debole e inetta per imporre un’unica agenda possibile. Nessuno osa criticare l’operato di una presidenza che Napolitano ha progressivamente trasformato in monarchia. Nessuno osa contraddire le decisioni di quella monarchia che Mattarella ha finito per trasformare in pontificato.
Ed è per questo che, dopo aver ringraziato pubblicamente l’editore — Paper First — che ha avuto il coraggio di pubblicare questo libro, Marco Travaglio per averlo voluto, e Mario Giordano per averlo impreziosito con la sua prefazione, oggi chiedo il vostro aiuto: i media cercheranno in ogni modo di ostacolarlo perché questo libro rappresenta la negazione, alla radice, del racconto unico del Paese. Racconta ciò che non può essere raccontato. Denuncia quello che considero il più grave tradimento politico della nostra Repubblica.
Prenotatelo, condividetelo, parlatene: aiutatemi a portare questo libro più lontano possibile.
È in stampa da pochi giorni il mio nuovo libro e sarà disponibile in libreria a partire dal 16 giugno. È già prenotabile. E oggi sono qui a chiedervi un aiuto.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere custode supremo della Costituzione. Da diverso tempo non è più così.
In particolar modo a partire dai mandati di Giorgio #Napolitano, ma infinitamente di più con Sergio #Mattarella, il Colle ha assunto un ruolo attivissimo, soprattutto nelle fasi più delicate della storia repubblicana. Il #Quirinale abusa dei propri poteri, di continuo, e lo fa impunemente grazie alla complicità di un sistema mediatico servile che opprime il dibattito pubblico in Italia.
Viviamo in un Paese a sovranità limitata, soffocato da vincoli esterni e piloti automatici. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al proconsole del Quirinale, che ha vampirizzato una classe politica debole e inetta per imporre un’unica agenda possibile. Nessuno osa criticare l’operato di una presidenza che Napolitano ha progressivamente trasformato in monarchia. Nessuno osa contraddire le decisioni di quella monarchia che Mattarella ha finito per trasformare in pontificato.
Ed è per questo che, dopo aver ringraziato pubblicamente l’editore — Paper First — che ha avuto il coraggio di pubblicare questo libro, Marco Travaglio per averlo voluto, e Mario Giordano per averlo impreziosito con la sua prefazione, oggi chiedo il vostro aiuto: i media cercheranno in ogni modo di ostacolarlo perché questo libro rappresenta la negazione, alla radice, del racconto unico del Paese. Racconta ciò che non può essere raccontato. Denuncia quello che considero il più grave tradimento politico della nostra Repubblica.
Prenotatelo, condividetelo, parlatene: aiutatemi a portare questo libro più lontano possibile.
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È in stampa da pochi giorni il mio nuovo libro e sarà disponibile in libreria a partire dal 16 giugno. È già prenotabile. E oggi sono qui a chiedervi un aiuto.
Il Presidente della Repubblica dovr…
Il Presidente della Repubblica dovr…
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Contro la guerra
Salvatore Bianco
Pare che la Storia con la S maiuscola abbia calzato di nuovo «gli stivali delle sette leghe» e a passi da gigante ci stia trascinando Motu proprio nel precipizio della guerra. E sarebbe l’Europa stessa, nel suo complesso, la prossima vittima sacrificale di uno scontro diretto armato, catastrofico, contro la Federazione Russa.
Il… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/05/25/contro-la-guerra/
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Salvatore Bianco
Pare che la Storia con la S maiuscola abbia calzato di nuovo «gli stivali delle sette leghe» e a passi da gigante ci stia trascinando Motu proprio nel precipizio della guerra. E sarebbe l’Europa stessa, nel suo complesso, la prossima vittima sacrificale di uno scontro diretto armato, catastrofico, contro la Federazione Russa.
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Perché l'Occidente odia la Russia
Sanzioni continue, russofobia, demonizzazione del Vladimir Putin, esclusione da eventi culturali, censura; dal 2022 l'Occidente pare aver assunto una radicale ostilità verso la Russia. Lo studioso Heuke Ritz cercale origini di tale orientamento nel testo…
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Il Baltico, la miccia più pericolosa del mondo
Giuseppe Gagliano
Droni, Nato e Russia: quando l’Europa smette di parlare e comincia a preparare la guerra
Il punto più pericoloso del mondo non è più soltanto la linea del fronte ucraino, né il Medio Oriente, né Taiwan. È il Baltico. È lì che oggi si concentra il rischio più grave di una guerra diretta tra… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/05/26/il-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo/
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Giuseppe Gagliano
Droni, Nato e Russia: quando l’Europa smette di parlare e comincia a preparare la guerra
Il punto più pericoloso del mondo non è più soltanto la linea del fronte ucraino, né il Medio Oriente, né Taiwan. È il Baltico. È lì che oggi si concentra il rischio più grave di una guerra diretta tra… Continua... 👇
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
CHI PUÒ E CHI NON PUÒ
Marco Travaglio - 26 Maggio 2026
Trump è impantanato in Iran. L’Ue vaga a tentoni senza bussola: altre sanzioni a Mosca e nuovi tribunali speciali anti-Putin nei giorni pari, dialogo con Mosca e più acquisti di gas russo nei giorni dispari. Così la guerra in Ucraina sta andando fuori controllo. Kiev, fra uno scandalo di ruberie sui nostri aiuti e l’altro, non sa più come reclutare uomini per arginare la nuova offensiva russa in quel che resta del Donetsk ucraino, scontata dopo le manovre preparatorie invernali. Così si scatena con missili e droni contro obiettivi civili in Russia e nel Donbass occupato. Poi, quando arrivano le prevedibili rappresaglie russe, Zelensky fa il pianto greco per accusare gli alleati e battere altra cassa. Gli attacchi ucraini non spostano di un millimetro le sorti del conflitto, ormai segnate da tre anni, cioè dal fallimento dell’ultima controffensiva ucraina, seguìto da nuove avanzate dei russi che hanno ormai in pugno il 20% del Paese. Ma servono a perpetuare l’illusione della vittoria: dunque della guerra a oltranza (il “prestito” di 90 miliardi basta per un anno appena) e del rinvio sine die dei negoziati. Anche ora che Putin ha messo nero su bianco, nel vertice con Trump in Alaska, ciò che gli analisti seri (e i servizi Usa) sanno dal 2022: non vuole né Kiev né l’intera Ucraina né tantomeno l’Europa, ma il Donbass, la fascia russofona di Sud-Est a protezione della Crimea e la parziale smilitarizzazione parziale del Paese che la Nato in dodici anni ha trasformato in una testa d’ariete nel fianco della Russia.
Venerdì i droni ucraini hanno sventrato uno studentato nel Lugansk occupato: 21 civili morti, di cui quattro bambini, e 40 feriti. L’Ue, al solito, ha fischiettato, anche perché la strage è avvenuta con armi nostre. Invece ha condannato la rappresaglia russa, anche con missili ipersonici, che ha fatto quattro morti e decine di feriti. La libera stampa ha parlato di “vendetta di Putin” (senza dire perché: le vite dei russofoni valgono zero) e “ricatto nucleare all’Ue” (che non c’entrano nulla: né il nucleare né l’Ue). Lo stesso velo pietoso ha coperto le dimissioni della premier della Lettonia per non avere protetto il Paese, tra i più russofobi, da due droni ucraini (cioè amici). Lo scorso autunno non c’era giorno senza un allarme su droni russi negli Stati baltici, in Polonia e nel Nord Europa; Zelensky parlava di attacchi deliberati di Putin alla Nato e le intimava di usare l’articolo 5 per dichiarare guerra a Mosca. Naturalmente erano droni deviati da barriere elettromagnetiche ucraine o abbattuti da Kiev e rimessi in volo per simulare raid russi anti-Nato (“false flag”). Lo stesso, a parti rovesciate, accade ora coi droni ucraini in Lettonia. Ma, se i droni russi li devia l’Ucraina, “ha stato Putin”. Invece, se i droni ucraini li devia la Russia, “ha stato Putin”.
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Marco Travaglio - 26 Maggio 2026
Trump è impantanato in Iran. L’Ue vaga a tentoni senza bussola: altre sanzioni a Mosca e nuovi tribunali speciali anti-Putin nei giorni pari, dialogo con Mosca e più acquisti di gas russo nei giorni dispari. Così la guerra in Ucraina sta andando fuori controllo. Kiev, fra uno scandalo di ruberie sui nostri aiuti e l’altro, non sa più come reclutare uomini per arginare la nuova offensiva russa in quel che resta del Donetsk ucraino, scontata dopo le manovre preparatorie invernali. Così si scatena con missili e droni contro obiettivi civili in Russia e nel Donbass occupato. Poi, quando arrivano le prevedibili rappresaglie russe, Zelensky fa il pianto greco per accusare gli alleati e battere altra cassa. Gli attacchi ucraini non spostano di un millimetro le sorti del conflitto, ormai segnate da tre anni, cioè dal fallimento dell’ultima controffensiva ucraina, seguìto da nuove avanzate dei russi che hanno ormai in pugno il 20% del Paese. Ma servono a perpetuare l’illusione della vittoria: dunque della guerra a oltranza (il “prestito” di 90 miliardi basta per un anno appena) e del rinvio sine die dei negoziati. Anche ora che Putin ha messo nero su bianco, nel vertice con Trump in Alaska, ciò che gli analisti seri (e i servizi Usa) sanno dal 2022: non vuole né Kiev né l’intera Ucraina né tantomeno l’Europa, ma il Donbass, la fascia russofona di Sud-Est a protezione della Crimea e la parziale smilitarizzazione parziale del Paese che la Nato in dodici anni ha trasformato in una testa d’ariete nel fianco della Russia.
Venerdì i droni ucraini hanno sventrato uno studentato nel Lugansk occupato: 21 civili morti, di cui quattro bambini, e 40 feriti. L’Ue, al solito, ha fischiettato, anche perché la strage è avvenuta con armi nostre. Invece ha condannato la rappresaglia russa, anche con missili ipersonici, che ha fatto quattro morti e decine di feriti. La libera stampa ha parlato di “vendetta di Putin” (senza dire perché: le vite dei russofoni valgono zero) e “ricatto nucleare all’Ue” (che non c’entrano nulla: né il nucleare né l’Ue). Lo stesso velo pietoso ha coperto le dimissioni della premier della Lettonia per non avere protetto il Paese, tra i più russofobi, da due droni ucraini (cioè amici). Lo scorso autunno non c’era giorno senza un allarme su droni russi negli Stati baltici, in Polonia e nel Nord Europa; Zelensky parlava di attacchi deliberati di Putin alla Nato e le intimava di usare l’articolo 5 per dichiarare guerra a Mosca. Naturalmente erano droni deviati da barriere elettromagnetiche ucraine o abbattuti da Kiev e rimessi in volo per simulare raid russi anti-Nato (“false flag”). Lo stesso, a parti rovesciate, accade ora coi droni ucraini in Lettonia. Ma, se i droni russi li devia l’Ucraina, “ha stato Putin”. Invece, se i droni ucraini li devia la Russia, “ha stato Putin”.
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L’Italia che celebra gli ecosistemi mentre li smantella
Michele Agagliete
“La nostra biodiversità è un tesoro che dobbiamo proteggere e valorizzare.”
— Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente, 22 maggio 2026
C’è qualcosa di profondamente osceno, nel senso letterale del termine — qualcosa che dovrebbe restare fuori scena, nascosto, perché troppo imbarazzante da mostrare alla luce del sole — nella coincidenza temporale che… Continua... 👇
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Michele Agagliete
“La nostra biodiversità è un tesoro che dobbiamo proteggere e valorizzare.”
— Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente, 22 maggio 2026
C’è qualcosa di profondamente osceno, nel senso letterale del termine — qualcosa che dovrebbe restare fuori scena, nascosto, perché troppo imbarazzante da mostrare alla luce del sole — nella coincidenza temporale che… Continua... 👇
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America Latina: la dualità educativa come meccanismo di riproduzione delle disuguaglianze
Mauro Morbello
L’America Latina non è il territorio più povero del mondo, ma è quello dove esiste la più elevata incidenza delle disuguaglianze di reddito e ricchezza. A differenza di altre aree del Sud globale, come l’Africa subsahariana o l’Asia meridionale, dove la povertà diffusa si accompagna a livelli di iniquità relativamente più contenuti, in America… Continua... 👇
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Mauro Morbello
L’America Latina non è il territorio più povero del mondo, ma è quello dove esiste la più elevata incidenza delle disuguaglianze di reddito e ricchezza. A differenza di altre aree del Sud globale, come l’Africa subsahariana o l’Asia meridionale, dove la povertà diffusa si accompagna a livelli di iniquità relativamente più contenuti, in America… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
Ma a voi sembra normale che, dopo quattro anni di governo, Giorgia #Meloni si risvegli sovranista e decida di attaccare l’Unione Europea?
Ma cos’è, una barzelletta? Lei viene a parlare di coraggio dopo aver trascorso quasi un’intera legislatura con la coda tra le gambe?
Lei, che ha fatto la scolaretta, la portaborse di #VonDerLeyen e #Lagarde, viene a parlare di sovranismo? Dopo essersi vantata per anni dello spread basso e delle pacche sulla testa delle agenzie di rating?
Lo so, le elezioni si avvicinano inesorabilmente, ma a tutto c’è un limite: un po’ di decenza!
https://x.com/SavinoBalzano/status/2059713295448158573?s=20
Ma cos’è, una barzelletta? Lei viene a parlare di coraggio dopo aver trascorso quasi un’intera legislatura con la coda tra le gambe?
Lei, che ha fatto la scolaretta, la portaborse di #VonDerLeyen e #Lagarde, viene a parlare di sovranismo? Dopo essersi vantata per anni dello spread basso e delle pacche sulla testa delle agenzie di rating?
Lo so, le elezioni si avvicinano inesorabilmente, ma a tutto c’è un limite: un po’ di decenza!
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Ma a voi sembra normale che, dopo quattro anni di governo, Giorgia #Meloni si risvegli sovranista e decida di attaccare l’Unione Europea?
Ma cos’è, una barzelletta? Lei viene a parlare di coraggio dopo aver trascorso quasi un’intera legislatura con la coda…
Ma cos’è, una barzelletta? Lei viene a parlare di coraggio dopo aver trascorso quasi un’intera legislatura con la coda…
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Quando l’impatto sociale diventa selezione: Roma e la sfida (persa) del patrimonio pubblico
Giuseppe Libutti e Angelica Cavone
L’articolo pubblicato da Generazione su “Roma Regeneration” ha il merito di riportare nel dibattito pubblico una questione che la Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate denuncia da anni. Il patrimonio pubblico di Roma viene progressivamente sottratto alla sua funzione sociale e trasformato in terreno di sperimentazione della governance neoliberale, della rendita urbana e della… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/05/28/quando-limpatto-sociale-diventa-selezione-roma-e-la-sfida-persa-del-patrimonio-pubblico/
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Giuseppe Libutti e Angelica Cavone
L’articolo pubblicato da Generazione su “Roma Regeneration” ha il merito di riportare nel dibattito pubblico una questione che la Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate denuncia da anni. Il patrimonio pubblico di Roma viene progressivamente sottratto alla sua funzione sociale e trasformato in terreno di sperimentazione della governance neoliberale, della rendita urbana e della… Continua... 👇
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Anthropic, Maven, Vaticano. Le tre stanze di una stessa partita
Margherita Furlan
Cronologia di una settimana che riscrive il pezzo precedente: l’azienda che il Pontefice ha scelto come voce «etica» dell’algoritmo resta integrata nei sistemi di selezione degli obiettivi del Pentagono. Le linee rosse rivendicate da Dario Amodei riguardano la sorveglianza dei cittadini americani e le armi pienamente autonome. Non gli innocenti sotto le bombe.
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https://www.lafionda.org/2026/05/28/anthropic-maven-vaticano-le-tre-stanze-di-una-stessa-partita/
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Le necessità della colonizzazione spaziale e il valore dimenticato della scienza
Francesco Paolo Panei
"Nonostante tutti questi messaggi di amore universale,fatti risonare su tutti i canali mediatici dell’occidente, tutte le foto meravigliose, la missione Artemis non è una né una missione prettamente scientifica, né tantomeno pacifica e umanitaria. Si iscrive in un programma ben più ampio del quale è importante sottolineare gli aspetti commerciali e paramilitari, volti ad avvantaggiare il blocco geopolitico e industriale guidato dagli Stati Uniti e dalle sue aziende big tech sul suo grande rivale, la Cina."
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https://www.lafionda.org/2026/05/28/le-necessita-della-colonizzazione-spaziale/
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2059958104687595542?s=20
Dal 16 giugno in libreria: “Romanzo Quirinale. Come il Colle ha abbandonato la Costituzione per Washington, Bruxelles e il partito della guerra”, Paper First.
Il mio non è solo un libro sul Presidente della Repubblica: è un libro su chi comanda davvero in Italia, su un sistema mediatico servile che copre determinate trame e determinati condizionamenti. È un libro sulla nostra democrazia solo apparente, che racconta il capo dello Stato con lo stesso tono dell’Istituto Luce.
Questo libro sarà osteggiato in tutti i modi, ed è per questo che chiediamo il vostro aiuto.
Prenota la tua copia in libreria e in tutti gli store online.
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Epstein files: dialogo sul libro inchiesta dell'Indipendente
Lorenzo Palaia dialoga con Enrica Perrucchietti (curatrice del libro)
🎙️ Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! 😍 https://streamyard.com/pal/d/4973240360108032
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L’ossessione della governabilità
Ugo Boghetta
Si discute di un’altra legge elettorale. L’ennesima. Il motivo dichiarato è sempre lo stesso da anni: la governabilità. Questa volta si traduce nel proposito di evitare il “pareggio” che si profilerebbe nelle elezioni del 2027. A prescindere dall’attendibilità dei sondaggi, che sappiamo essere scarsa, quest’ultima giustificazione è esilarante per vari motivi.
Intanto perché la… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/05/29/lossessione-della-governabilita/
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Si discute di un’altra legge elettorale. L’ennesima. Il motivo dichiarato è sempre lo stesso da anni: la governabilità. Questa volta si traduce nel proposito di evitare il “pareggio” che si profilerebbe nelle elezioni del 2027. A prescindere dall’attendibilità dei sondaggi, che sappiamo essere scarsa, quest’ultima giustificazione è esilarante per vari motivi.
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Media is too big
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Domenica 7 giugno, alle ore 17.30, a Roma (Al Biondo Tevere), un appuntamento da non perdere!
Si parlerà di Eurosuicidio e di democrazia deviata con relatori d'eccezione: Alessandro Di Battista, Gabriele Guzzi e Thomas Fazi.
In questo breve video, Gabriele Guzzi ci spiega il senso profondo dell'iniziativa e le ragioni per cui è importante partecipare.
Vi aspettiamo numerosi!
Si parlerà di Eurosuicidio e di democrazia deviata con relatori d'eccezione: Alessandro Di Battista, Gabriele Guzzi e Thomas Fazi.
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