Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2084189195287822417?s=20
Le accuse di #Grillo a Giuseppe #Conte, ammesso che siano genuine e spontanee, non possono che risultare risibili, alla luce di quello che il fondatore è riuscito a combinare in occasione della nascita del Governo #Draghi: a lui si deve il definitivo tracollo della legislatura che nasceva dalla spinta propulsiva del cambiamento e che è rovinosamente precipitata nel governo più tecnico di tutti.
In filigrana, tuttavia, si intravede una questione che è reale: il nostro bipolarismo è malato e genera mostri. È una vite spanata, che gira senza produrre alternative, che gira senza stringere.
Io penso sia ormai evidente che le coalizioni, a destra come a sinistra, siano semplicemente innaturali: abomini senza senso, se per senso intendiamo l'autentica volontà di governare nell'interesse dei cittadini, alla ricerca di soluzioni che, pur partendo da prospettive differenti, possano migliorarne l'esistenza.
Al di là del dibattito pubblico, che spesso serve a tenere in piedi teatrini televisivi e radiofonici (e lo scrivo con cognizione di causa, essendo parte dello show), ha ragione chi teorizza il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra e ne propone una diversa: sopra contro sotto, popolo contro élite, molti contro pochi. Non perché certi valori siano superati, tutt'altro, ma proprio perché chi finge di affrontare l'avversario su quei temi, spesso ci va a braccetto a cena.
L'alleanza di centrodestra non ha alcun senso: come si fa a immaginare che possano stare insieme Lega e Forza Italia? Rappresentano due agende del tutto incompatibili: i primi quella dell'euroscetticismo, del no alle armi a Kiev, della critica feroce al Patto di stabilità, persino di quella al Quirinale (si pensi a Borghi sul discorso di #Mattarella sulla sovranità europea); i secondi, l'opposto, letteralmente. È inevitabile che uno dei due ci rimetta drammaticamente: mi pare sia anche chiaro chi stia pagando il prezzo più alto in questo momento. Direi anche basta.
Le differenze tra Forza Italia e Fratelli d'Italia, peraltro, si assottigliano sempre di più, ed era prevedibile che accadesse. Ricorderete gli incontri della #Meloni con Draghi prima di approdare a Palazzo Chigi. La raccomandazione del banchiere fu chiarissima: non isolarsi in Europa. Che, tradotto, vuol dire non provare a sollevare la schiena e rimanere perfettamente a novanta gradi. Mi pare che la premier, festeggiando per anni lo spread basso e la promozione delle agenzie di rating, abbia seguito pedissequamente quel consiglio.
E non è un caso che le stesse interlocuzioni col migliore di tutti (a far disastri) oggi le tenga il capo del finto partito di opposizione: Elly #Schlein. Anche il campo largo è un abominio: quella tra PD e M5S è un'alleanza totalmente priva di prospettiva e di orizzonti. Ci sono temi campali, steccati alti che non possono essere ignorati: quali sono le priorità? Guerra o pace? Granai o arsenali? La coperta è corta e certi dossier rappresentano la base di un programma di governo.
Cottarelli e Fornero vogliono obbligare i partiti a dichiarare in anticipo le coperture economiche delle misure che propongono, cioè il loro costo economico. E quello sociale? Prima di vararla, forse la Fornero (che ancora oggi viene ascoltata in estasi in alcune smemorate trasmissioni televisive) avrebbe dovuto anticipare l'enorme costo sociale delle sue riforme: quella sulle pensioni, ma anche quella sul mercato del lavoro, con la riscrittura dell'articolo 18. Ecco, quali sono per i partiti, nelle singole coalizioni, le priorità: individuare i costi economici, piegandoci a Bruxelles, o quelli sociali, onorando la Costituzione?
Mi preme solo ricordare che esiste anche l'ipotesi di andare da soli, o quasi, pur pagandone un costo. Mi pare lo abbiano già dimostrato partiti della Prima Repubblica, capaci di incidere anche dall'esterno della coalizione di governo. E mi pare lo stiano dimostrando, oggi, Vannacci e lo spettro di Alessandro Di Battista.
Le accuse di #Grillo a Giuseppe #Conte, ammesso che siano genuine e spontanee, non possono che risultare risibili, alla luce di quello che il fondatore è riuscito a combinare in occasione della nascita del Governo #Draghi: a lui si deve il definitivo tracollo della legislatura che nasceva dalla spinta propulsiva del cambiamento e che è rovinosamente precipitata nel governo più tecnico di tutti.
In filigrana, tuttavia, si intravede una questione che è reale: il nostro bipolarismo è malato e genera mostri. È una vite spanata, che gira senza produrre alternative, che gira senza stringere.
Io penso sia ormai evidente che le coalizioni, a destra come a sinistra, siano semplicemente innaturali: abomini senza senso, se per senso intendiamo l'autentica volontà di governare nell'interesse dei cittadini, alla ricerca di soluzioni che, pur partendo da prospettive differenti, possano migliorarne l'esistenza.
Al di là del dibattito pubblico, che spesso serve a tenere in piedi teatrini televisivi e radiofonici (e lo scrivo con cognizione di causa, essendo parte dello show), ha ragione chi teorizza il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra e ne propone una diversa: sopra contro sotto, popolo contro élite, molti contro pochi. Non perché certi valori siano superati, tutt'altro, ma proprio perché chi finge di affrontare l'avversario su quei temi, spesso ci va a braccetto a cena.
L'alleanza di centrodestra non ha alcun senso: come si fa a immaginare che possano stare insieme Lega e Forza Italia? Rappresentano due agende del tutto incompatibili: i primi quella dell'euroscetticismo, del no alle armi a Kiev, della critica feroce al Patto di stabilità, persino di quella al Quirinale (si pensi a Borghi sul discorso di #Mattarella sulla sovranità europea); i secondi, l'opposto, letteralmente. È inevitabile che uno dei due ci rimetta drammaticamente: mi pare sia anche chiaro chi stia pagando il prezzo più alto in questo momento. Direi anche basta.
Le differenze tra Forza Italia e Fratelli d'Italia, peraltro, si assottigliano sempre di più, ed era prevedibile che accadesse. Ricorderete gli incontri della #Meloni con Draghi prima di approdare a Palazzo Chigi. La raccomandazione del banchiere fu chiarissima: non isolarsi in Europa. Che, tradotto, vuol dire non provare a sollevare la schiena e rimanere perfettamente a novanta gradi. Mi pare che la premier, festeggiando per anni lo spread basso e la promozione delle agenzie di rating, abbia seguito pedissequamente quel consiglio.
E non è un caso che le stesse interlocuzioni col migliore di tutti (a far disastri) oggi le tenga il capo del finto partito di opposizione: Elly #Schlein. Anche il campo largo è un abominio: quella tra PD e M5S è un'alleanza totalmente priva di prospettiva e di orizzonti. Ci sono temi campali, steccati alti che non possono essere ignorati: quali sono le priorità? Guerra o pace? Granai o arsenali? La coperta è corta e certi dossier rappresentano la base di un programma di governo.
Cottarelli e Fornero vogliono obbligare i partiti a dichiarare in anticipo le coperture economiche delle misure che propongono, cioè il loro costo economico. E quello sociale? Prima di vararla, forse la Fornero (che ancora oggi viene ascoltata in estasi in alcune smemorate trasmissioni televisive) avrebbe dovuto anticipare l'enorme costo sociale delle sue riforme: quella sulle pensioni, ma anche quella sul mercato del lavoro, con la riscrittura dell'articolo 18. Ecco, quali sono per i partiti, nelle singole coalizioni, le priorità: individuare i costi economici, piegandoci a Bruxelles, o quelli sociali, onorando la Costituzione?
Mi preme solo ricordare che esiste anche l'ipotesi di andare da soli, o quasi, pur pagandone un costo. Mi pare lo abbiano già dimostrato partiti della Prima Repubblica, capaci di incidere anche dall'esterno della coalizione di governo. E mi pare lo stiano dimostrando, oggi, Vannacci e lo spettro di Alessandro Di Battista.
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Le accuse di #Grillo a Giuseppe #Conte, ammesso che siano genuine e spontanee, non possono che risultare risibili, alla luce di quello che il fondatore è riuscito a combinare in occasione della na…
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Nell’epoca dell’artificiale, possiamo dirci sovrani?
Paolo Giuliodori
Chiariamo fin da subito a quale sovranità mi riferisco: quella dell’individuo. Le nuove tecnologie sono infatti in grado di conoscere ed influenzare nell’intimo l’essere umano. È un discorso molto antico, in molte tradizioni spirituali, emerge la figura di un essere umano che si deve liberare dai condizionamenti, dalle proprie distorsioni, dalle proprie percezioni limitate.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/03/nellepoca-dellartificiale-possiamo-dirci-sovrani/
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Paolo Giuliodori
Chiariamo fin da subito a quale sovranità mi riferisco: quella dell’individuo. Le nuove tecnologie sono infatti in grado di conoscere ed influenzare nell’intimo l’essere umano. È un discorso molto antico, in molte tradizioni spirituali, emerge la figura di un essere umano che si deve liberare dai condizionamenti, dalle proprie distorsioni, dalle proprie percezioni limitate.… Continua... 👇
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La politica dell’indignazione. Perché il potere ci invita all’atteggiamento morale
Antonio Martone
Esiste un dispositivo politico che caratterizza le democrazie occidentali contemporanee raramente riconosciuto come tale. Esso consiste nello spostare sistematicamente l’attenzione morale dei cittadini verso ciò che accade altrove, trasformando la coscienza politica in un’etica dell’indignazione.
Ogni giorno, siamo chiamati a giudicare Putin, Xi Jinping, Khamenei, Maduro, Kim Jong-un. Naturalmente nessuno di questi governi può… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/04/la-politica-dellindignazione-perche-il-potere-ci-invita-allatteggiamento-morale/
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Antonio Martone
Esiste un dispositivo politico che caratterizza le democrazie occidentali contemporanee raramente riconosciuto come tale. Esso consiste nello spostare sistematicamente l’attenzione morale dei cittadini verso ciò che accade altrove, trasformando la coscienza politica in un’etica dell’indignazione.
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Il banchetto di Circe. La cronaca nera e l’animalesca perversione della cultura politica italiana
Silvano Poli
A meno che anche le vostre orecchie non siano state riempite di cera come quelle degli hetairoi omerici, sarete a conoscenza del fatto che in questi giorni ad occupare le sale c’è Odyssey di C. Nolan. Tra le molte immagini che il regista ha voluto restituire all’epica omerica, ce ne… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/04/il-banchetto-di-circe-la-cronaca-nera-e-lanimalesca-perversione-della-cultura-politica-italiana/
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Silvano Poli
A meno che anche le vostre orecchie non siano state riempite di cera come quelle degli hetairoi omerici, sarete a conoscenza del fatto che in questi giorni ad occupare le sale c’è Odyssey di C. Nolan. Tra le molte immagini che il regista ha voluto restituire all’epica omerica, ce ne… Continua... 👇
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La Turchia costruisce il proprio impero marittimo
Giuseppe Gagliano
Dallo stretto del Bosforo alle acque di Cipro, Ankara trasforma flotte, porti, cantieri e corridoi energetici negli strumenti di una nuova sovranità mediterranea
Per lungo tempo la Turchia ha vissuto il mare come una frontiera da sorvegliare più che come uno spazio da organizzare. L’Impero ottomano possedeva coste immense, controllava porti decisivi e dominava… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/05/la-turchia-costruisce-il-proprio-impero-marittimo/
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Giuseppe Gagliano
Dallo stretto del Bosforo alle acque di Cipro, Ankara trasforma flotte, porti, cantieri e corridoi energetici negli strumenti di una nuova sovranità mediterranea
Per lungo tempo la Turchia ha vissuto il mare come una frontiera da sorvegliare più che come uno spazio da organizzare. L’Impero ottomano possedeva coste immense, controllava porti decisivi e dominava… Continua... 👇
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Forwarded from Lorna_toon 🦊
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QUANDO L'EGEMONIA VACILLA
Ogni ordine sociopolitico difende le condizioni della propria esistenza. Quando il consenso vacilla, aumenta la coercizione.
[Pardon, ho dovuto velocizzare il video di 0.1 per stare sotto i 3 minuti 🧍🏻♀️]
Ogni ordine sociopolitico difende le condizioni della propria esistenza. Quando il consenso vacilla, aumenta la coercizione.
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Giamaica: rifiuti tossici, spiagge rubate e anarchia del privato. Errori e orrori del governo Holness (Parte due)
Flavio Bacchetta
La prima parte di questo reportage si trova qui: Giamaica: rifiuti tossici, spiagge rubate e anarchia del privato. Errori e orrori del governo Holness
Galleria degli orrori 2°
Pur se la Giamaica è piccola, Holness ha il suo peso nello scacchiere geopolitico di Donald Trump, facendo parte del… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/06/giamaica-rifiuti-tossici-spiagge-rubate-e-anarchia-del-privato-errori-e-orrori-del-governo-holness-parte-due/
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Flavio Bacchetta
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Pur se la Giamaica è piccola, Holness ha il suo peso nello scacchiere geopolitico di Donald Trump, facendo parte del… Continua... 👇
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La situazione è questa.
Il Governo espande la spesa militare di oltre 22 miliardi, indebitandoci e non escludendo il ricorso ai fondi Safe.
L’Ucraina chiede altre armi. La Russia continua gli attacchi e i raid. Kramatorsk viene evacuata, Kupyansk è in sofferenza. Nonostante i grandi aiuti economici dell’UE (ieri sono arrivati altri 1,4 miliardi di fondi dai profitti generati dagli asset russi), il numero di missili intercettori nel 2026 è stato meno di un terzo di quelli recapitati nel 2025. E intanto si continua a morire.
In Iran, gli USA sono davanti alla più inutile e clamorosa sconfitta militare degli ultimi decenni. Il governo iraniano è ancora lì, a contrattare la gestione di Hormuz con l’Oman. L’esercito americano, svuotati gli arsenali, rimane preda dei cambi repentini di posizione di quello psicopatico arancione.
Mentre in Italia si avviava il secondo giorno del settimo round dei negoziati sul Libano, l’esercito israeliano bombardava un centro di preghiera. Dall’inizio della guerra, ha occupato un quinto del Libano, ucciso 4mila persone e sfollato un milione di civili, gettando anche bombe al fosforo con una logica coloniale.
Ecco, dinanzi a questo variegato disastro, io penserò anche solo di simpatizzare alle prossime elezioni soltanto con chi prenderà radicalmente una posizione dura contro questa follia.
Ciò significa: no riarmo per sostenere la guerra in Ucraina, progetto di riprendere i rapporti con la Russia, ruolo attivo e autonomo dell’Italia nel Mediterraneo.
Questo è il minimo. Sotto, tenetevi la vostra pantomima che noi restiamo a casa, e prepariamo una proposta seria per quando ci lascerete il paese, spero non del tutto distrutto.
Gabriele Guzzi
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Il Governo espande la spesa militare di oltre 22 miliardi, indebitandoci e non escludendo il ricorso ai fondi Safe.
L’Ucraina chiede altre armi. La Russia continua gli attacchi e i raid. Kramatorsk viene evacuata, Kupyansk è in sofferenza. Nonostante i grandi aiuti economici dell’UE (ieri sono arrivati altri 1,4 miliardi di fondi dai profitti generati dagli asset russi), il numero di missili intercettori nel 2026 è stato meno di un terzo di quelli recapitati nel 2025. E intanto si continua a morire.
In Iran, gli USA sono davanti alla più inutile e clamorosa sconfitta militare degli ultimi decenni. Il governo iraniano è ancora lì, a contrattare la gestione di Hormuz con l’Oman. L’esercito americano, svuotati gli arsenali, rimane preda dei cambi repentini di posizione di quello psicopatico arancione.
Mentre in Italia si avviava il secondo giorno del settimo round dei negoziati sul Libano, l’esercito israeliano bombardava un centro di preghiera. Dall’inizio della guerra, ha occupato un quinto del Libano, ucciso 4mila persone e sfollato un milione di civili, gettando anche bombe al fosforo con una logica coloniale.
Ecco, dinanzi a questo variegato disastro, io penserò anche solo di simpatizzare alle prossime elezioni soltanto con chi prenderà radicalmente una posizione dura contro questa follia.
Ciò significa: no riarmo per sostenere la guerra in Ucraina, progetto di riprendere i rapporti con la Russia, ruolo attivo e autonomo dell’Italia nel Mediterraneo.
Questo è il minimo. Sotto, tenetevi la vostra pantomima che noi restiamo a casa, e prepariamo una proposta seria per quando ci lascerete il paese, spero non del tutto distrutto.
Gabriele Guzzi
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Sotto quel cielo che chiaman di Dio: addio a Francesco Guccini
Salvatore Bianco
È morto Francesco Guccini, una figura di artista inimitabile. Per comprenderne lo spirito e la grandezza, basta un piccolo aneddoto di vita vissuta: un gruppo di “ragazzotti” bolognesi, tra cui il mio, qualche tempo fa “attentò” alla sua agognata solitudine bussando e ribussando al suo casolare di campagna. Non stava già troppo bene, ma… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/06/sotto-quel-cielo-che-chiaman-di-dio-addio-a-francesco-guccini/
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Salvatore Bianco
È morto Francesco Guccini, una figura di artista inimitabile. Per comprenderne lo spirito e la grandezza, basta un piccolo aneddoto di vita vissuta: un gruppo di “ragazzotti” bolognesi, tra cui il mio, qualche tempo fa “attentò” alla sua agognata solitudine bussando e ribussando al suo casolare di campagna. Non stava già troppo bene, ma… Continua... 👇
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Dalle trincee ucraine a un nuovo ordine europeo
Giuseppe Gagliano
Non basta congelare il fronte: una pace credibile richiede un armistizio verificabile, garanzie giuridiche per Kiev e la ricostruzione dell’intero sistema di sicurezza continentale
L’Europa non ha bisogno di ripetere gli Accordi di Helsinki del 1975. Ha bisogno di recuperarne il metodo, liberandolo però dall’illusione che una dichiarazione politica possa, da sola, contenere eserciti,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/07/dalle-trincee-ucraine-a-un-nuovo-ordine-europeo/
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Giuseppe Gagliano
Non basta congelare il fronte: una pace credibile richiede un armistizio verificabile, garanzie giuridiche per Kiev e la ricostruzione dell’intero sistema di sicurezza continentale
L’Europa non ha bisogno di ripetere gli Accordi di Helsinki del 1975. Ha bisogno di recuperarne il metodo, liberandolo però dall’illusione che una dichiarazione politica possa, da sola, contenere eserciti,… Continua... 👇
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LA GUERRA CAMBIA, NOI NO
A furia di occultare l’esito della guerra sul campo perché contraddice tutte le loro previsioni, i giornaloni seguitano a parlarne come se fosse sempre uguale da 53 mesi. Invece è cambiata più volte, come i virus, che si adattano all’ambiente circostante. Putin invade l’Ucraina il 24.2.2022 per ottenere con la forza ciò che ha provato per anni a ottenere per via diplomatica: autonomia speciale del Donbass (accordi di Minsk del 2014-’15) e rinuncia di Kiev alla Nato (ritorno alla neutralità della Costituzione del 1996). La chiama “operazione militare speciale” perché una vera “guerra” è sempre preceduta da bombardamenti: la Russia non li fa in anticipo, usa poca aeronautica e impiega solo 175mila uomini (meno della metà degli ucraini). Dice di voler “denazificare e smilitarizzare l’Ucraina”, non occuparla tutta. La colonna di 60 km di carrarmati alle porte di Kiev pare una follia, perché li espone al tiro al bersaglio. Ma il 28.2 russi e ucraini già trattano, prima a Minsk poi a Istanbul. La Russia non chiede territori (è la nazione più vasta del mondo): offre di ritirarsi in cambio della rinuncia ucraina alla Nato, del Donbass autonomo e di un esercito ridotto a dimensioni difensive. 29.3.22: comunicato congiunto russo-ucraino sui tanti punti di intesa. I russi ritirano i tank dalle porte di Kiev, concentrandosi sul Sud-Est. A metà aprile gli ucraini abbandonano il tavolo: non si tratta più, guerra fino alla vittoria. Kiev, nella prima controffensiva, recupera territori e fa saltare i gasdotti NordStream. Putin vede che non c’è più spazio per trattare, annette le 4 regioni russofone e triplica le truppe.
Zelensky vieta per decreto i negoziati e annuncia la controffensiva del 2023 per riprendersi tutto. Ma si schianta contro la linea Surovikin, perdendo più territori di quanti ne recupera. 6.8.23: Kiev occupa mille kmq nella regione russa di Kursk. I russi la liberano e dal 2024 non fanno che avanzare. La guerra ri-cambia: gli ucraini colpiscono in profondità la Russia coi missili Nato; Putin occupa zone cuscinetto al confine per ridurne la gittata. 14.8.25: Trump in Alaska riapre il dialogo con Putin, che offre di fermarsi se Kiev gli cede il 15% di Donetsk mancante in cambio di altri territori occupati altrove. Kiev e Ue respingono il piano. Ora i russi si prendono pure quel fazzoletto di terra con le ultime roccaforti ucraine. Fanno ciò che avrebbe già fatto chiunque in una “guerra” vera: distruggono i ponti per tagliare i rifornimenti al nemico e i porti per bloccargli l’export. E puntano Odessa (Putin parla di “Novorossia”): un altro bluff per negoziare o il prossimo boccone? Anziché domandarselo, i geni dell’Ue sono ancora fermi al 2022: “aggressore e aggredito”. Sempre gli ultimi a sapere le cose, come i cornuti.
Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 7/8/2026
@lafionda
A furia di occultare l’esito della guerra sul campo perché contraddice tutte le loro previsioni, i giornaloni seguitano a parlarne come se fosse sempre uguale da 53 mesi. Invece è cambiata più volte, come i virus, che si adattano all’ambiente circostante. Putin invade l’Ucraina il 24.2.2022 per ottenere con la forza ciò che ha provato per anni a ottenere per via diplomatica: autonomia speciale del Donbass (accordi di Minsk del 2014-’15) e rinuncia di Kiev alla Nato (ritorno alla neutralità della Costituzione del 1996). La chiama “operazione militare speciale” perché una vera “guerra” è sempre preceduta da bombardamenti: la Russia non li fa in anticipo, usa poca aeronautica e impiega solo 175mila uomini (meno della metà degli ucraini). Dice di voler “denazificare e smilitarizzare l’Ucraina”, non occuparla tutta. La colonna di 60 km di carrarmati alle porte di Kiev pare una follia, perché li espone al tiro al bersaglio. Ma il 28.2 russi e ucraini già trattano, prima a Minsk poi a Istanbul. La Russia non chiede territori (è la nazione più vasta del mondo): offre di ritirarsi in cambio della rinuncia ucraina alla Nato, del Donbass autonomo e di un esercito ridotto a dimensioni difensive. 29.3.22: comunicato congiunto russo-ucraino sui tanti punti di intesa. I russi ritirano i tank dalle porte di Kiev, concentrandosi sul Sud-Est. A metà aprile gli ucraini abbandonano il tavolo: non si tratta più, guerra fino alla vittoria. Kiev, nella prima controffensiva, recupera territori e fa saltare i gasdotti NordStream. Putin vede che non c’è più spazio per trattare, annette le 4 regioni russofone e triplica le truppe.
Zelensky vieta per decreto i negoziati e annuncia la controffensiva del 2023 per riprendersi tutto. Ma si schianta contro la linea Surovikin, perdendo più territori di quanti ne recupera. 6.8.23: Kiev occupa mille kmq nella regione russa di Kursk. I russi la liberano e dal 2024 non fanno che avanzare. La guerra ri-cambia: gli ucraini colpiscono in profondità la Russia coi missili Nato; Putin occupa zone cuscinetto al confine per ridurne la gittata. 14.8.25: Trump in Alaska riapre il dialogo con Putin, che offre di fermarsi se Kiev gli cede il 15% di Donetsk mancante in cambio di altri territori occupati altrove. Kiev e Ue respingono il piano. Ora i russi si prendono pure quel fazzoletto di terra con le ultime roccaforti ucraine. Fanno ciò che avrebbe già fatto chiunque in una “guerra” vera: distruggono i ponti per tagliare i rifornimenti al nemico e i porti per bloccargli l’export. E puntano Odessa (Putin parla di “Novorossia”): un altro bluff per negoziare o il prossimo boccone? Anziché domandarselo, i geni dell’Ue sono ancora fermi al 2022: “aggressore e aggredito”. Sempre gli ultimi a sapere le cose, come i cornuti.
Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 7/8/2026
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
“Abbiamo bisogno di voltare pagina”. E ancora: “Ricostruire quello che in questi anni è andato distrutto, non tanto dal punto di vista delle infrastrutture ma delle relazioni, della devastazione umana nella quale ci troviamo”. È questo l'appello lanciato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, in un'intervista a Repubblica, mentre il conflitto in Medio Oriente - dentro e fuori dai confini di un presunto cessate il fuoco - continua a mietere vittime e il negoziato per la tregua resta in una fase di stallo.
Le parole del cardinale arrivano a pochi giorni da uno dei più grandi funerali collettivi dall'inizio della guerra. Secondo quanto riferisce Save the Children, sono stati sepolti i corpi di 112 palestinesi recuperati dalle macerie di un complesso residenziale distrutto a Gaza City nel novembre 2023. Tra questi, 40 erano bambini.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Le parole del cardinale arrivano a pochi giorni da uno dei più grandi funerali collettivi dall'inizio della guerra. Secondo quanto riferisce Save the Children, sono stati sepolti i corpi di 112 palestinesi recuperati dalle macerie di un complesso residenziale distrutto a Gaza City nel novembre 2023. Tra questi, 40 erano bambini.
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UNITI PER AMIR: UN QUARTIERE, UN SOLO GRANDE ABBRACCIO
Redazione
Si pubblica il comunicato del Comitato Difendiamo Casal Selce in merito al sostegno all’unico superstite della strage di Casalotti
Questa sera Casal Selce si stringerà attorno ad Amir.
L’unico superstite della strage di Casalotti.
Non sarà soltanto la consegna di una raccolta fondi. Sarà un momento di vicinanza, di affetto, di umanità. Un modo… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/07/uniti-per-amir-un-quartiere-un-solo-grande-abbraccio/
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Redazione
Si pubblica il comunicato del Comitato Difendiamo Casal Selce in merito al sostegno all’unico superstite della strage di Casalotti
Questa sera Casal Selce si stringerà attorno ad Amir.
L’unico superstite della strage di Casalotti.
Non sarà soltanto la consegna di una raccolta fondi. Sarà un momento di vicinanza, di affetto, di umanità. Un modo… Continua... 👇
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Sovranismo di facciata
Redazione
«L’Italia revochi i controlli sui viaggiatori dalla Spagna o scatteranno contromisure»: così Madrid incalza il governo Meloni, che dal primo agosto ha sospeso Schengen dopo i fatti di Ceuta. Secca la risposta di Palazzo Chigi: «L’Italia non accetta ultimatum sulla propria sicurezza nazionale».
La sospensione di Schengen in questo contesto è pura propaganda, un… Continua... 👇
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Redazione
«L’Italia revochi i controlli sui viaggiatori dalla Spagna o scatteranno contromisure»: così Madrid incalza il governo Meloni, che dal primo agosto ha sospeso Schengen dopo i fatti di Ceuta. Secca la risposta di Palazzo Chigi: «L’Italia non accetta ultimatum sulla propria sicurezza nazionale».
La sospensione di Schengen in questo contesto è pura propaganda, un… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/07/sovranismo-di-facciata/
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False flag?
Nato e Ue stanno facendo di meglio che contenere la “minaccia russa”: la stanno costruendo!
https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/08/07/news/ll_nemico_alle_porte_per_lintelligence_usa_un_attacco_della_russia_alleuropa_non_e_piu_improbabile-22502393/
@lafionda
Nato e Ue stanno facendo di meglio che contenere la “minaccia russa”: la stanno costruendo!
https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/08/07/news/ll_nemico_alle_porte_per_lintelligence_usa_un_attacco_della_russia_alleuropa_non_e_piu_improbabile-22502393/
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HuffPost Italia
Allerta Putin. La Nato può contenere la minaccia russa (se Trump non fa scherzi)
Per l'intelligence americana un attacco dimostrativo in Europa si fa sempre più probabile. La scarsità di armi difensive e il disimpegno Usa …
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2086727939043799377?s=20
Leggete il titolo di questo pezzo del Domani. Sull'#Ucraina, si dice, nel PD non c'è partita: la #Schlein non può fare marcia indietro, l'aiuto militare a Kiev non può essere messo in discussione, perché c'è di mezzo #Mattarella. Insomma, ammesso (e non concesso!) che la #Schlein volesse cambiare strategia sull'Ucraina, avvicinandosi alle posizioni di #Conte e del M5S, ciò non sarebbe possibile, dal momento che si creerebbe uno strappo col #Quirinale. Detto ancora in altri termini: la minoranza del PD, i cosiddetti riformisti (non si è capito quali riforme propongano e in che modo le stesse siano nell'interesse del Paese), vincono comunque perché il tavolo è truccato: chi dà le carte, il croupier, è amico loro. Fine del discorso.
Che senso ha la tanto vantata dialettica interna? Dov'è la democrazia (oltre che nella scelta ipocrita di metterla nel nome del partito)? Come può un sistema politico funzionare in questo modo, se non stracciando la Costituzione? Non è dato saperlo.
Uscito un articolo del genere, la Segretaria dovrebbe ribellarsi, rilasciare una dichiarazione del tipo: «Si smentiscono tutte le false rivelazioni della stampa, secondo cui le nostre legittime scelte politiche sarebbero condizionate dalla Presidenza della Repubblica, che non ha alcuna prerogativa da esercitare in tal senso, essendo il suo un mero ruolo di garanzia». Voi avete sentito nulla? Manco io.
Il Presidente della Repubblica che ruolo gioca? È un politico in campo nell'agone? Diciamocelo, ma dotato di quale legittimazione democratica? Chi gli conferisce questo mandato? Quale articolo della Carta gli impone tale condotta?
E il sistema mediatico, in questo caso il Domani, come commenta una notizia di questo tipo? Con sdegno, con scandalo, inorridendo? Assolutamente no: tutto normale.
È tutto parte del #RomanzoQuirinale (ringrazio di cuore i lettori che continuano ad acquistare il libro, che oggi sta andando benissimo negli store online, nonostante il voluto silenzio della stampa e dei grandi media): l'ennesimo capitolo che si aggiunge a tutti gli altri.
La nostra è una politica commissariata: dalla dimensione sovranazionale, dai vincoli esterni, dal pilota automatico, dalla tecnocrazia. Di questo meccanismo, del tutto contrastante col dettato costituzionale, il Capo dello Stato è assoluto garante.
Tutto ciò ci rende una colonia bella e buona (anzi, brutta e cattiva). E il proconsole ha un nome e un cognome.
Leggete il titolo di questo pezzo del Domani. Sull'#Ucraina, si dice, nel PD non c'è partita: la #Schlein non può fare marcia indietro, l'aiuto militare a Kiev non può essere messo in discussione, perché c'è di mezzo #Mattarella. Insomma, ammesso (e non concesso!) che la #Schlein volesse cambiare strategia sull'Ucraina, avvicinandosi alle posizioni di #Conte e del M5S, ciò non sarebbe possibile, dal momento che si creerebbe uno strappo col #Quirinale. Detto ancora in altri termini: la minoranza del PD, i cosiddetti riformisti (non si è capito quali riforme propongano e in che modo le stesse siano nell'interesse del Paese), vincono comunque perché il tavolo è truccato: chi dà le carte, il croupier, è amico loro. Fine del discorso.
Che senso ha la tanto vantata dialettica interna? Dov'è la democrazia (oltre che nella scelta ipocrita di metterla nel nome del partito)? Come può un sistema politico funzionare in questo modo, se non stracciando la Costituzione? Non è dato saperlo.
Uscito un articolo del genere, la Segretaria dovrebbe ribellarsi, rilasciare una dichiarazione del tipo: «Si smentiscono tutte le false rivelazioni della stampa, secondo cui le nostre legittime scelte politiche sarebbero condizionate dalla Presidenza della Repubblica, che non ha alcuna prerogativa da esercitare in tal senso, essendo il suo un mero ruolo di garanzia». Voi avete sentito nulla? Manco io.
Il Presidente della Repubblica che ruolo gioca? È un politico in campo nell'agone? Diciamocelo, ma dotato di quale legittimazione democratica? Chi gli conferisce questo mandato? Quale articolo della Carta gli impone tale condotta?
E il sistema mediatico, in questo caso il Domani, come commenta una notizia di questo tipo? Con sdegno, con scandalo, inorridendo? Assolutamente no: tutto normale.
È tutto parte del #RomanzoQuirinale (ringrazio di cuore i lettori che continuano ad acquistare il libro, che oggi sta andando benissimo negli store online, nonostante il voluto silenzio della stampa e dei grandi media): l'ennesimo capitolo che si aggiunge a tutti gli altri.
La nostra è una politica commissariata: dalla dimensione sovranazionale, dai vincoli esterni, dal pilota automatico, dalla tecnocrazia. Di questo meccanismo, del tutto contrastante col dettato costituzionale, il Capo dello Stato è assoluto garante.
Tutto ciò ci rende una colonia bella e buona (anzi, brutta e cattiva). E il proconsole ha un nome e un cognome.
X (formerly Twitter)
Savino Balzano (@SavinoBalzano) on X
Leggete il titolo di questo pezzo del Domani. Sull'#Ucraina, si dice, nel PD non c'è partita: la #Schlein non può fare marcia indietro, l'aiuto militare a Kiev non può essere messo in discussione,…
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/08/francesco-guccini-morte-ricordo-lingua-italiana-canzoni/8473244/
@lafionda
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Il Fatto Quotidiano
Guccini, virtuoso della lingua italiana: l'eredità del cantautore | Il Fatto Quotidiano.it
Leggi su Il Fatto Quotidiano.it il ricordo di Francesco Guccini: il cantautore più letterato d'Italia, maestro del lessico e della canzone d'autore.
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La benzina non costa 4 euro grazie alla Cina, ma in Italia non lo dice nessuno
Matteo Masi
C’è un quadro globale che in Italia si fa finta di non vedere: nei fatti, la Cina è diventata il principale stabilizzatore geopolitico ed economico del pianeta, ed è oggi l’unica grande potenza a lavorare concretamente per la Pace.
Mentre le recenti tensioni e i conflitti in Medio Oriente (scatenati da USA e Israele)… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/10/la-benzina-non-costa-4-euro-grazie-alla-cina-ma-in-italia-non-lo-dice-nessuno/
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Matteo Masi
C’è un quadro globale che in Italia si fa finta di non vedere: nei fatti, la Cina è diventata il principale stabilizzatore geopolitico ed economico del pianeta, ed è oggi l’unica grande potenza a lavorare concretamente per la Pace.
Mentre le recenti tensioni e i conflitti in Medio Oriente (scatenati da USA e Israele)… Continua... 👇
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Comprendere la potenza nell’età della guerra economica
Marco Baldassari
Il libro di Giuseppe Gagliano, Guerre et intelligence économique dans la pensée de Christian Harbulot, pubblicato da VA Éditions nel 2026, ha il merito di affrontare una questione decisiva del nostro tempo: il ritorno della potenza economica come elemento centrale delle relazioni internazionali. Attraverso una ricostruzione organica del pensiero di Christian Harbulot,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/11/comprendere-la-potenza-nelleta-della-guerra-economica/
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Il libro di Giuseppe Gagliano, Guerre et intelligence économique dans la pensée de Christian Harbulot, pubblicato da VA Éditions nel 2026, ha il merito di affrontare una questione decisiva del nostro tempo: il ritorno della potenza economica come elemento centrale delle relazioni internazionali. Attraverso una ricostruzione organica del pensiero di Christian Harbulot,… Continua... 👇
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L’eclissi della realtà
Byung-chul Han
Oggi percepiamo la realtà quasi esclusivamente tramite le informazioni, e a esserne responsabile è prima di tutto la sua digitalizzazione. Le informazioni si mettono davanti alla realtà, e così facendo ci impediscono di esperire la presenza in chiave ante-predicativa. L’informazione è un’entità predicativa in quanto significa e… Continua... 👇
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Oggi percepiamo la realtà quasi esclusivamente tramite le informazioni, e a esserne responsabile è prima di tutto la sua digitalizzazione. Le informazioni si mettono davanti alla realtà, e così facendo ci impediscono di esperire la presenza in chiave ante-predicativa. L’informazione è un’entità predicativa in quanto significa e… Continua... 👇
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