la fionda📕
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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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"In sintesi, nel nostro contesto gli elementi woke non sono stati effettivamente un programma di partito né una teoria unitaria, ma la forma più pura di una tendenza a culturalizzare il conflitto sociale e sovradeterminarlo moralisticamente."

Leggilo qui 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/26/il-woke-non-esiste-e-guai-a-chi-lo-tocca-il-dibattito-nella-sinistra-alternativa/
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Incisività dell’imminente
Angela Zammuto

Mi sono imbattuta nel concetto di asimmetria del tempo: il trascorrere del tempo non ha lo stesso vitale valore per una persona che vive in Europa rispetto a una persona che vive sotto le bombe di mezzo mondo.

Ne consegue una certa ingombrante esigenza di incisività dell’imminente – per altro il… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/27/incisivita-dellimminente/

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Forwarded from OttolinaTV
Ieri una notizia sottovalutata: il capo della CIA John Ratcliffe è volato a Mosca.

E ci è arrivato in modo tutt’altro che discreto: un C-17A Globemaster III dell’US Air Force. Ratcliffe ha incontrato il capo dell’intelligence estera russa Sergei Naryshkin.

Ma cosa ci è andato a fare? Una spiegazione possibile è che Washington stia cercando una de-escalation regolata con Mosca: ridurre gli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo, limitare la spirale di bombardamenti sulle infrastrutture e, contemporaneamente, mettere in chiaro che qualsiasi tentativo russo di allargare il conflitto verso l’Europa o di “testare” la NATO aprirebbe una crisi completamente diversa.

La nostra ipotesi è che dietro questa missione ci sia proprio il tentativo americano di costruire delle regole di contenimento reciproco e impedire che i settori più favorevoli all’escalation, da una parte e dall’altra, trascinino la guerra fuori dall’Ucraina.

Ne parliamo in live; questo potrebbe essere uno dei passaggi più grossi di queste settimane.

Ci vediamo qui https://www.youtube.com/live/LdNQ3BKNNIk?is=JBYdRkrWjcWH7DEB

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Forwarded from InsideOver
Per Susan Neiman il vero tema non è essere pro o contro il woke.

La domanda, piuttosto, è un'altra: come difendere le battaglie contro le discriminazioni senza perdere di vista principi come uguaglianza, universalismo e solidarietà?

https://it.insideover.com/societa/il-manifesto-della-sinistra-no-woke-ecco-che-cosa-scrive-susan-neiman.html
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Confederazione Artigianato e PMI: la guerra costa
Stefano Macera

In questi giorni, la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa) ha quantificato in quasi 12 miliardi il conto energetico derivato, nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 31 agosto, dalla guerra contro l’Iran. Una guerra condotta in modo diretto da USA e Israele, cui partecipano, in termini diversi,… Continua... 👇
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Proteste contro i fondi immobiliari, silenzio sulle scelte del Campidoglio: gli sfrattati per morosità esclusi dal “bando speciale ERP”
Giuseppe Libutti

Nel dibattito polarizzato sulle responsabilità dei fondi immobiliari nella questione casa, e più in generale dentro una narrazione che spesso contrappone in modo schematico pubblico e privato, rischiano di passare in secondo piano proprio le scelte concrete dell’Amministrazione capitolina. Tra queste c’è il primo bando speciale per l’assegnazione degli alloggi provenienti dalle… Continua... 👇
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Il Rubicone di Di Battista e il bacio della morte di Conte
Alessio Mannino

Non sono d’accordo con Giulio Di Donato quando sembra dare ancora credibilità al Movimento 5 Stelle, coinvolgendolo in scenari che dovrebbero riguardare la “partita dell’alternativa”. Un’alternativa non può più passare da un soggetto come Giuseppe Conte il Trasformista. Breve promemoria. Insediatosi con l’avallo di Grillo in uno dei due… Continua... 👇
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Forwarded from Capibara Media
Media is too big
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AFFAIRE CERIMEDO

Ogni giorno che passa la vicenda legata a Fernando Cerimedo aggiunge particolari sempre più inquietanti, che stanno facendo tremare l’ultra destra latinoamericana (e non solo latinoamericana!).
Dopo aver mostrato le immagini della fabbrica di bots, la polizia boliviana ha reso pubblico il contenuto del cellulare di Cerimedo: chat, vocali, foto che mostrano con estrema chiarezza e dovizia di particolari il sistema messo in piedi da Cerimedo.
La polizia ha decifrato un codice criptato e ha tracciato un movimento di più di 200 milioni di dollari che parte da un solo portafoglio verso altri portafogli di altri Paesi.
E quali sono questi Paesi? Argentina, Perù, Cile, Colombia, Ecuador. E cos’hanno in comune questi Paesi, se non che hanno visto vincere presidenti di estrema destra con pochissimo scarto e dietro forti polemiche di frodi elettorali?
E la domanda è: chi ha fornito a Cerimedo tutto questo denaro?

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Fedorov sarà consigliere militare in Italia?

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha offerto all'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov un incarico come proprio consigliere a Roma. La notizia, anticipata dallo stesso Crosetto in un'intervista a Repubblica, è stata confermata anche da Reuters.

Crosetto ha raccontato di aver telefonato a Fedorov il giorno successivo alla sua destituzione: "Quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor?". Il ministro italiano considera Fedorov uno dei principali artefici dell'innovazione militare ucraina, soprattutto nell'impiego delle nuove tecnologie e dei droni.

La proposta è però quantomeno insolita. Fedorov è un cittadino straniero che fino a poco tempo fa occupava uno dei posti più sensibili del governo di un altro Paese impegnato in una guerra e disponeva inevitabilmente di informazioni riservate sulla strategia militare, sull'industria della difesa ecc..

C'è da dire che la normativa italiana non vieta in assoluto al ministro di avvalersi di un esperto esterno straniero. Le regole sugli uffici di diretta collaborazione della Difesa consentono infatti di impiegare esperti e consulenti con particolari professionalità. Non è neppure previsto un voto preventivo del Parlamento sulla scelta di un singolo advisor del ministro.

Proprio per questo, però, la vicenda pone alcune serie domande: quale sarebbe esattamente l'incarico di Fedorov? Da chi verrebbe retribuito? A quali documenti, programmi militari e informazioni potrebbe avere accesso? Quali verifiche sarebbero effettuate sui possibili conflitti di interesse derivanti dal suo ruolo appena terminato nel governo ucraino?

Per gli incarichi esterni della pubblica amministrazione sono previsti obblighi di trasparenza: devono essere pubblicati l'atto di conferimento, il curriculum, il compenso, l'oggetto dell'incarico e la verifica dell'assenza di conflitti di interesse.

Ancora più delicato è il tema delle informazioni classificate. Per accedere ai livelli superiori a "Riservato" è necessario il Nulla Osta di Sicurezza, rilasciato dopo una verifica di affidabilità; inoltre i documenti classificati "ESCLUSIVO ITALIA" possono essere consultati soltanto da persone in possesso della sola cittadinanza italiana.

Inoltre quali possono essere le conseguenze al livello diplomatico di un incarico del genere? L'Ucraina è ancora impegnata in una guerra con la Russia e l'Italia sta già fornendo armi, logistica militare e finanziamenti a Kiev. Fedorov, tra l'altro, sembra porsi sempre di più come un concorrente di Zelensky. L'ex ministro infatti dopo la sua destituzione ha iniziato a denunciare la gestione del Paese e la diffusa corruzione, dichiarando di ritenere necessaria la convocazione di nuove elezioni presidenziali.

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Forwarded from Pino Cabras
Il 28 agosto Guido Crosetto ha nominato consigliere per l'innovazione della Difesa Mykhailo Fedorov: fino a luglio ministro della Difesa ucraino, rimosso da Zelensky, oggi in rotta aperta con lui.
Non è una nomina tecnica. Fedorov porta a Roma un modello intero: droni, intelligenza artificiale addestrata insieme a Palantir sui dati veri del fronte, startup, venture capital, appalti senza attriti. Aveva cominciato nel 2014 candidandosi con un partito libertario che prometteva di abolire il sistema fiscale ucraino. È finito a dirigere la macchina bellica di uno Stato che in armi spende più di un quarto della propria ricchezza.
Nel frattempo, in Ucraina si contano tre morti e mezzo per ogni bambino nato. La NATO chiede il 5% del PIL. E Bruxelles ragiona su come spostare verso la difesa una parte dei diecimila miliardi di risparmi delle famiglie europee — italiane comprese.
Dicevano di europeizzare l'Ucraina. Volevano ucrainizzare l'Europa. Qui il link all'articolo di Pino Cabras.
👉 https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/08/28/litalia-importa-una-cellula-della-nuova-classe-armata/
 
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Forza Alessandro!

Alessandro Di Battista ha vestito e veste molti panni: attivista, giornalista, scrittore e molto altro. Ma è soprattutto una persona straordinaria, che fa parte delle nostre vite e con cui abbiamo condiviso esperienze per noi assai significative.

Passioni e idee forti, cui si accompagnano qualità umane oggi rare.

Ci angoscia sapere cosa Alessandro stia passando in questi momenti e non possiamo fare altro che stringerci a lui, con sentimenti ancora più profondi di amicizia, vicinanza e gratitudine, nella speranza che possa uscirne il prima possibile.

Ti aspettiamo, Ale. Non mollare!
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Roma provincia di Kiev
Di Marco Travaglio

Siccome pensa di averci ormai mitridatizzati a ogni veleno, il nostro sgoverno ha pensato bene di arruolare come consulente per la guerra a non si sa bene chi l’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov. Un mese fa Zelensky l’aveva licenziato: non, come si usa da quelle parti, perché fosse agli arresti o stesse per finirci; ma perché tentava di bonificare gli appalti militari, che hanno portato in galera decine fra ministri, viceministri e funzionari per aver rubato montagne di soldi nostri. Quindi era diventato molto popolare, come Zelensky nel 2019, quando fu plebiscitato al posto di Poroshenko, oligarca corrottissimo e fantoccio Nato, perché prometteva guerra al malaffare e pace con Mosca, salvo poi fare l’opposto. E chi dà ombra al democratico Zelensky deve sparire. Prima il generale Zaluzhny, poi Fedorov. Questi ha spiegato l’epurazione con la sua battaglia per la trasparenza e con la gelosia del presidente. Che lui accusa di non volere le elezioni malgrado sia scaduto da 27 mesi (“La democrazia non è un lusso da tempo di pace”) e di coprire il sistema corrotto (“Dovrebbe rispondere a molte domande sulle indagini”). Infine ha rotto il tabù della propaganda ucraino-europea ammettendo che “Kiev sta lentamente perdendo la guerra”. Poi è anche un furbetto che cerca sponde Usa dai soliti Musk e Thiel e illude il popolo sulla “guerra dei droni” che dovrebbe sostituire quella delle truppe in trincea e alleviare pure i reclutamenti forzati: invece è proprio la penuria di “carne da cannone” ucraina che ha segnato fin dall’invasione del 2022 le sorti del conflitto a vantaggio della Russia.

La domanda a questo punto è semplice: che è saltato in mente a Meloni e Crosetto di ingaggiarlo? Vogliono trasformare l’Italia nella discarica di Zelensky? O condividono che la scommessa sulla vittoria ucraina era una baggianata e che il regime che continuano a foraggiare e armare è ben poco democratico e corrotto fino al vertice? Il fatto che Fedorov non costi (per ora) altri soldi ai contribuenti italiani significa che darà qualche parere quando capita fino alle elezioni ucraine: un advisor più di facciata che altro. Ma le supercazzole di Crosetto esaltano le sue “significative esperienze nel campo dell’innovazione digitale applicata alla Pa e alla difesa”, come se le nostre università non avessero esperti d’eccellenza (addirittura premi Nobel) e dovessimo importarli da uno dei Paesi più falliti, mal governati e corrotti d’Europa. E come se già non fossimo (purtroppo) all’avanguardia sul mercato della morte. Fedorov, forse scambiando Roma per Kiev, promette di “assistere l’Italia nell’adozione di tecnologie di guerra moderna”. Qualcuno, magari il “garante della Costituzione”, dovrebbe spiegargli che l’Italia ripudia la guerra: moderna e pure antica.

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Il regime della città-vetrina. Governance progressista nelle metropoli italiane
Alessandro Scassellati

Questo saggio analizza criticamente l’impatto economico e sociale della governance progressista nelle città di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Attraverso la lente del “neoliberismo progressista”, l’indagine svela lo sdoppiamento tra la retorica dei diritti civili e l’estrazione sistematica della rendita immobiliare, commerciale e turistica. Il saggio documenta le dinamiche di un estrattivismo sociale… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/08/31/il-regime-della-citta-vetrina-governance-progressista-nelle-metropoli-italiane/

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“L'esasperazione delle guerre culturali è cresciuta quanto più diminuiva la capacità della politica di decidere su questioni dirimenti. [...]
Sarebbe però un errore concludere che identità e simboli siano irrilevanti rispetto alla questione sociale.
[...] Serve una voce autonoma. [Tutto ciò] significa non accettare che il conflitto politico sia già tutto contenuto nelle alternative confezionate dai due schieramenti: essere contro la destra e contro la sinistra realmente esistenti, quando si dimostrano incapaci di affrontare le contraddizioni del presente, a partire da quel «vincolo esterno» europeo che oggi condensa vecchie ricette neoliberali e pulsioni autodistruttive verso la guerra”.

Alcuni estratti dell’editoriale del nostro Diego Melegari, uscito oggi sul Fatto Quotidiano, che, tra le tante cose, spiega il senso politico-culturale del nostro ultimo numero cartaceo, “Distrazioni di massa. Come il potere ci divide sul nulla” (la Fionda, 1/2026), dedicato alle nuove e vecchie polarizzazioni.

@lafionda
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/2094379379472121866?s=20

Leggo analisi ridicole sul #referendum islandese, ma quelle ci stanno: siamo pieni di cretini, di eurocretini totalmente lobotomizzati. Ciò che trovo, ancora una volta — e non mi rassegno — inaccettabile è che persino i servizi televisivi raccontino storie a dir poco ridicole.

Ascoltavo un tg ieri sera e la teoria era pressappoco questa: islandesi scrocconi, che vogliono prendersi i tanti vantaggi dell'UE senza voler pagare. Free rider, portoghesi che non sono altro! Vogliono godere degli infiniti vantaggi dell'Unione senza metterci nulla di proprio. Poi un altro paio di cose, che vi riporto in chiusura.

Oltre a godere nel vedere i loro fegati scoppiare, desidero porre alcune semplicissime domande.

La prima è questa: perché un Paese come l'#Islanda che ha già accettato un certo grado di integrazione, per effetto di accordi tra le parti, dovrebbe essere costretto a cedere ulteriore sovranità se non intende farlo? E perché, se sceglie di non farlo, deve passare per scroccone? Siamo così abituati alla nostra politica servile da non capire che un popolo dovrebbe essere libero di compiere le proprie scelte e di tessere il proprio destino.

E poi: è vero che l'attuale grado di integrazione sia vantaggioso soltanto per l'Islanda e non le costi nulla? Ovviamente no. Sullo scambio dei capitali, ad esempio, c'è un sostanziale equilibrio: nel 2023 lo stock degli investimenti islandesi nell'UE era persino leggermente superiore a quello degli investimenti dell'UE in Islanda. Sulle merci, siamo noi in surplus. Sulle persone, il discorso è reciproco.

Non solo: l'Islanda è tenuta ad applicare moltissime delle regole del mercato unico e a contribuire finanziariamente ai meccanismi e ai programmi cui partecipa. Non è però beneficiaria dei grandi fondi di coesione dell'#UE come lo sono gli Stati membri. A questo bisogna aggiungere che lo fa senza avere propri rappresentanti con diritto di voto nelle istituzioni dell'UE: non ha eurodeputati, né un commissario europeo. Per quanto il Parlamento europeo non conta una mazza.

E dunque, vi pare il comportamento di un Paese scroccone? Certo, non vuole perdere la piena sovranità in ambiti come la pesca e l'agricoltura, per lei letteralmente vitali. E non vuole nemmeno perdere autonomia sulla politica monetaria. È una colpa? No: è una scelta politica, del tutto libera e legittima.

Si aggiungeva, nel servizio, che il voto potrebbe essere stato condizionato dalla disinformazione — i soliti casi clinici, naturalmente, hanno tirato in ballo anche la #Russia — e qui ci confermiamo per i grandi democratici che siamo: quelli che rispettano il voto solo quando l'esito è quello desiderato. Si denigrava addirittura il fatto che a votare per il No siano stati soprattutto i giovani: gli stessi che, in altre circostanze, vengono descritti come l'ultima speranza per l'umanità. Oppure il fatto che il reddito medio pro capite si aggirerebbe attorno ai 6 mila euro, quasi a voler dipingere l'immagine di un popolo ingordo. Forse dovrebbero fare come noi, che idolatriamo gente come Prodi, Monti o Draghi: quelli che vogliono lasciarci in mutande.

E poi, per completare il circo della propaganda, la chiosa finale: «Speriamo che non si pentano come gli inglesi».

Scusate tanto: se gli inglesi si sono davvero pentiti, perché continuano a premiare il padre della #Brexit, Nigel Farage, che stravince le elezioni e vola nei sondaggi? E perché nessuno dei principali partiti britannici propone seriamente di annullare la Brexit e rientrare nell'UE? Ce lo spiegate?

Siamo nel bel mezzo di un vortice di feroce disinformazione: moltissima è frutto della malafede, della volontà di malinformare la gente; moltissima altra è semplicemente il prodotto della demenza, del servilismo divenuto nuova condotta fisiologica, della messa a pecora elevata a postura naturale.

Noi, invece, proviamo ancora a ragionare.
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L'ISLANDA DICE NO ALLA UE

🇮🇸🫸🇪🇺Nel referendum del 29 agosto scorso il 52,8% dei votanti (affluenza 82,5%!) ha detto no alle negoziazioni per aderire alla Ue - NB: non per aderire, solo per negoziare.

📦 Il referendum era stato promesso dalla coalizione di csx al potere per garantire democraticità al processo di adesione.

🇮🇸🤔 Negoziati sull'adesione erano già in corso nel 2009 ma definitivamente abbandonati nel 2015.

💸😠In seguito alla crisi economica del 2008 la banca islandese Icesave è fallita; UK e Olanda pretendevano che lo Stato islandese rimborsasse i depositanti stranieri per cifre intorno al 30-50% pil.

🫸🇬🇧🇪🇺 Gli islandesi votarono no al pagamento in due referendum, il che logorò i rapporti con gli europei.

🐟 Nel 2026 è stata determinante la questione della pesca, molto importante per il paese. Va detto che l'Islanda è già assai integrata con la Ue senza una piena adesione e senza compromettere la propria sovranità, quindi perché perdere la sovranità su tale asset strategico?

💪 l'Islanda non solo ha evitato la fine della Grecia ma ha fatto in modo di non trovarsi nelle grinfie della Troika in futuro.

@lafionda
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Il petrolio venezuelano accaparrato da Washington: che fine hanno fatto i proventi del petrolio dal 3 gennaio 2026?
Eric Toussaint

Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare contro il Venezuela che è culminata con la cattura e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, e il loro trasferimento forzato negli Stati Uniti. Durante questa aggressione, condotta con 150 velivoli, hanno perso la vita un centinaio di persone,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/01/il-petrolio-venezuelano-accaparrato-da-washington-che-fine-hanno-fatto-i-proventi-del-petrolio-dal-3-gennaio-2026/

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In morte di Pasquale Andriotta
Salvatore Bianco

Ieri Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni, ha perso la vita durante una consegna nel suo ultimo giorno di contratto con un’azienda che lavora in appalto con BRT a Piacenza.

Si è sentito male mentre era impegnato a scaricare il furgone. Ha perso i sensi ed è andato in arresto cardiaco, accasciandosi a terra.… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/01/in-morte-di-pasquale-andriotta/

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Chi, come Carlo Calenda, pretende di abolire l’unanimità in politica estera vuole nei fatti la guerra e la consacrazione della post-democrazia!

@lafionda
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Laude. Un progetto musicale sulle tracce di Jacopone
Roberto Michelangelo Giordi

La lauda rappresenta una delle radici fondative della poesia e della drammaturgia italiane e costituisce uno dei luoghi privilegiati in cui, nel Medioevo, parola poetica, musica e sentimento religioso si incontrano. Dalle origini francescane fino alla potenza espressiva di Jacopone da Todi, la sua storia consente dunque di ripercorrere un capitolo fondamentale dell’universo poetico-musicale… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/09/01/laude-un-progetto-musicale-sulle-tracce-di-jacopone/

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