Marco Mori
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Alla luce della sempre più evidente censura sui social principali seguitemi e rimanete aggiornati sulla battaglia contro questa oscena dittatura finanziaria su questo canale. #Italexit #libertà #sovranità - Futuro Nazionale
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La questione bollo auto consente di provare a fare una considerazione pedagogica per il paese…

Togliere o ridurre un tributo non è immediatamente indice di una diminuzione delle tasse e del loro peso su di noi. Il dato da guardare per capire se un governo aumenta o riduce le tasse è un altro.

La sola misura che attesta una riduzione fiscale è l’aumento del deficit. Se fai avanzo, come fanno, le tasse le stanno aumentano. Il singolo provvedimento non conta nulla, nulla!

#macroeconomia
Mi era già noto che #futuronazionale fosse destra sociale. Altrimenti non avrei potuto aderire.

Ma sentir dire ad #orvieto26 che “la destra è sociale, oppure non è” è stato comunque bellissimo.

@loregasperini @AlemannoTW @Rinaldi_euro @RoVannacci

Avanti così 💪
La spesa pubblica è componente fondamentale del Pil. Un euro di spesa è un euro di Pil. I soldi poi ricevuti dai cittadini vengono in parte spesi e perciò un euro di spesa diventa poi almeno un euro e mezzo di Pil. Al contrario la riduzione della pressione fiscale non determina un aumento diretto del Pil. Un euro di riduzione di tasse porterà a nuovi consumi, ma data la propensione al risparmio delle persone (molto alta in momenti di crisi dove si ha paura di spendere), non si tradurrà mai in un euro di Pil.

Ergo dovreste applaudire di più quando aumentano la spesa pubblica! E solo aumentando la spesa pubblica in deficit è possibile generale Pil. La riduzione della pressione fiscale ottenuta tagliando la spesa, visto quanto vi ho spiegato, è addirittura ulteriormente recessiva.
Da ripetere e soprattutto capire e diffondere:
-la moneta si crea dal nulla, la quantità disponibile è solo una scelta politica;
-le tasse non pagano la spesa pubblica, casomai è la spesa pubblica che distribuisce il denaro creato dal nulla con cui poi si pagano le tasse.
La disciplina, il controllo ed il coordinamento dell’economia, anche attraverso nazionalizzazioni dei settori strategici, non è solo una facoltà prevista in Costituzione, ma è un preciso obbligo che incombe sullo Stato per la tutela dell’interesse collettivo.

Le basi che i liberisti non capiranno mai… basi dimenticate ormai anche dalla giurisprudenza.

#futuronazionale
Un piccolo ricordo di quasi dieci anni fa… il mio intervento a Bruxelles: https://youtu.be/mOKfoUafcfc?is=5YTxxc337hMXdDpA

La sensazione è di aver fatto come i gamberi… su certi temi siamo tornati indietro e invece devono tornare al centro del dibattito politico.

La colpa è di quei partiti, come il cinque stelle allora, che hanno prima promosso, e poi abbandonato, la lotta all’UE.
Un centro destra speculare al pd e ciò che va annientato. La scelta è tutta loro. Se vogliono tornare alle posizioni di una volta oppure mantenere quelle prone al vincolo esterno di Ue e USA.

A FN non serve questo centro destra. La sola differenza è che se ritorneranno al passato saranno ancora della partita e faranno per una volta davvero gli interessi nazionali. Se invece manterranno la linea attuale saranno destinati all’estinzione politica. Basta ovviamente che #futuronazionale continui da solo e per la sua strada.

Chiaro che se si alleasse per rispettare i vincoli di Bruxelles, lo stesso futuro nazionale sarebbe finito prima di cominciare.
È stato osservato da alcuni amici che oggi fare deficit significherebbe subire il ricatto dei mercati.

Rebus sic stantibus è verissimo. Il debito pubblico è credito privato, ma di chi sia questo credito fa tutta la differenza del mondo.

Chi mi conosce sa bene la mia posizione sul punto. Gli speculatori che lucrano sui titoli di Stato (ovvero gli specialisti della lista indicata dal MEF) devono perdere tutto e vedere i propri beni sul territorio italiano confiscati. Questo a parziale risarcimento dei crimini commessi. Non solo gli interessi percepiti, ma soprattutto le scelte politiche imposte contro gli interessi degli italiani.

Sono delitti contro la personalità giuridica dello Stato perfettamente perseguibili.

Quindi quando parlo di debito io intendo il debito sovrano. Finanziato dai risparmiatori italiani quando occorre, ma soprattutto finanziato da una banca centrale di Stato.

Le grandi banche d’affari vanno invece spazzate vie, altro che pagare loro il pizzo!

Ma vogliamo finalmente immaginare un mondo senza catene o cerchiamo solo di essere meno schiavi?
Venerdì 16 ottobre vi aspetto a Piacenza!

Se volete davvero capire quali sono le ricette macroeconomiche per salvare il Paese, non potete mancare!

Una medicina contro le bugie dei profeti dell’austerità e delle politiche al servizio della finanza speculativa.
#Futuronazionale ha un’ambivalenza comunicativa che desta oggettive perplessità.

Da una parte c’è il programma che ho commentato positivamente decidendo di espormi in favore del partito, dall’altra c’è una comunicazione pubblica nettamente diversa dal programma stesso, aggravata dall’ingresso nel partito di persone con idee ben distanti da quelle espresse nel documento redatto dall’ottimo @loregasperini.

Mi riferisco ad esempio agli ex Forza Italia entrati che nulla hanno a che spartire con il sovranismo, ma non solo.

Il programma specificatamente mette al centro l’economia con il rifiuto dell’austerità e la richiesta di revisione dei trattati. In mancanza si opziona l’uscita dall’euro. Nelle more, al fine di non soccombere all’austerità, si pensa comunque ad una moneta fiscale.

Ma questi temi centrali non vengono sviluppati negli spazi televisivi dando così la netta impressione che saranno rapidamente accantonati.

Inutile dire che l’affermazione di @RoVannacci circa l’impossibilità di discostarsi troppo dai vincoli di bilancio mi ha terrorizzato. E non certo poco… ed è un’affermazione radicalmente in contrasto con il programma stesso.

A questo punto la domanda è lecita, quali sono le posizioni economiche di @RoVannacci? Siamo davanti ad un liberista o ad un keynesiano?

Ha chiara la differenza tra macroeconomia e microeconomia e che lo Stato arricchisce il settore privato solo quando spende più di quanto tassa? E che dunque la prima cosa da fare per il Paese è porre fine ai trent’anni di austerità?

Mi piacerebbe una risposta a queste domande… e mi piacerebbe capire, se condivide questi contenuti, perché non li declina nei numerosi spazi mediatici di cui gode.