Marco Mori
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Alla luce della sempre più evidente censura sui social principali seguitemi e rimanete aggiornati sulla battaglia contro questa oscena dittatura finanziaria su questo canale. #Italexit #libertà #sovranità
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Prima i ponti, ora le gallerie che perdono pezzi... vogliamo contare i morti prima di riprenderci le nostre autostrade e prendere a calci in culo Benetton e simili?
Discorso di Mattarella in sintesi (son veggente e ve lo dico prima): “serve più Europa, bla, bla, bla, mondo globale, problemi globali, bla, bla, bla, serve più Europa”.
Non credo ci daranno visibilità, ma voi votateci comunque...

http://www.affaritaliani.it/sondaggi/vota.html?pollId=4113
Vile atto terroristico degli USA in Iraq: “Baghdad raid Usa uccide il generale iraniano Soleimani”. @realDonaldTrump è un irresponsabile burattino nelle mani del potere economico e finanziario. Gli USA non saranno contenti finché non riusciranno a causare la terza guerra mondiale
Visto il comportamento degli USA, ormai totalmente in balia delle multinazionali che ne scelgono i governi, qualsiasi Nazione che vuole essere libera ha bisogno di un grande arsenale nucleare come deterrente.

Un triste dato di fatto...
La democrazia esiste solo nel sistema proporzionale. Il resto, potrà anche piacervi di più, ma non chiamatela democrazia. È un’altra cosa...

Lelio Basso già negli anni 50 commentava il colpo di Stato che sarebbe poi stato tentato con la cd. “Legge Truffa” con cui si tentava di superare il sistema proporzionale puro introdotto nel 1946 ed analizzava la genesi del Fascismo, genesi che si rivede integralmente nei fatti che oggi viviamo. Le sue parole durissime sono più attuali che mai e spiegano la realtà meglio di quanto lo possa fare io:
“Oggi non si discute più, da parte di coloro che domandano l’abolizione della proporzionale, quale sia il sistema elettorale più adatto a far nascere un’assemblea che rifletta, come uno specchio, la fisionomia politica del Paese, ma al contrario quale sia il sistema elettorale che meglio consenta di deformare questa fisionomia nel Paese. Poiché il partito di maggioranza sa di essersi notevolmente indebolito e di non poter più sperare in una maggioranza assoluta tipo 18 aprile, nonostante le pressioni, le minacce, i ricatti, gli interventi esterni, i miracoli, ecc., esso si preoccupa di trovare un sistema che, falsando la volontà del Paese,. gli conservi quella maggioranza di cui non può più disporre. Il problema attorno a cui si arrovellano i cervelli democristiani è ormai soltanto questo: data una determinata situazione politica del Paese, in cui il governo non dispone più della maggioranza dei consensi, trovare la legge elettorale che gli dia egualmente la maggioranza dei seggi.
Come nel 1924, quando la rappresentanza proporzionale fu sostituita con la legge Acerbo, questo capovolgimento di indirizzo significa il capovolgimento dei principi su cui si fonda la democrazia parlamentare, la quale ha per presupposto appunto l’alternarsi delle maggioranze, cioè la possibilità data alla minoranza di diventare maggioranza, mentre le leggi elettorali basate sui cosiddetti “premi di maggioranza”, del tipo della legge Acerbo: o del tipo degli attuali studi democristiani, hanno invece lo scopo opposto di perpetuare la maggioranza esistente, di creare un blocco massiccio di deputati non sorretto da un’adeguata forza nel Paese, e perciò stesso di sopprimere la funzione democratica del Parlamento e annullare la vita democratica del Paese.
Nove mesi dopo le elezioni fatte con la legge Acerbo nasceva in Italia la dittatura fascista attraverso il colpo di forza del 3 gennaio, che la Camera, nata a sua volta da una legge antidemocratica, non poteva che avallare. Il che in altre parole vuol dire, oggi come ieri, che la soppressione della proporzionale indica la volontà del governo di passare dalla fase di democrazia parlamentare a quella di stato-regime“ (Proporzionale e democrazia parlamentare, 1952).
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https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=187026955685788&id=107917310592592
Di Maio si dimette. Come da pronostico (e da mandato ricevuto) assume su di se le colpe per le scelte del movimento. Parafulmine affinché si possa continuare ad assorbire e sterilizzare il dissenso mantenendolo in un binario morto.
Mario Draghi? Solo un volgare criminale da processare e sbattere in galera per il resto della vita.

Discorso di Mario Draghi, al tempo Direttore Generale del Tesoro, alla Conferenza sulle Privatizzazioni tenutasi sullo yacht Britannia il 2 giugno 1992.

“Signore e signori, cari amici, desidero anzitutto congratularmi con l’Ambasciata Britannica e gli Invisibili Britannici per la loro superba ospitalità.

Tenere questo incontro su questa nave è di per sé un esempio di privatizzazione di un fantastico bene pubblico.

DURANTE gli ultimi quindici mesi, molto è stato detto sulla privatizzazione dell’economia italiana. Alcuni progressi sono stati fatti, nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche, e per questo la maggior parte del merito va a Guido Carli, Ministro del Tesoro. Ma, per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al settore privato, è stato fatto poco.

Non deve sorprendere, perché un’ampia privatizzazione è una grande – direi straordinaria – decisione politica, che scuote le fondamenta dell’ordine socio-economico, riscrive confini tra pubblico e privato che non sono stati messi in discussione per quasi cinquant’anni, induce un ampio processo di deregolamentazione, indebolisce un sistema economico in cui i sussidi alle famiglie e alle imprese hanno ancora un ruolo importante. In altre parole, la decisione sulla privatizzazione è un’importante decisione politica che va oltre le decisioni sui singoli enti da privatizzare. Pertanto, può essere presa solo da un esecutivo che ha ricevuto un mandato preciso e stabile.

Altri oratori parleranno dello stato dell’arte in quest’area: dove siamo ora da un punto di vista normativo, e quali possono essere i prossimi passaggi.

Una breve panoramica della visione del Tesoro sui principali effetti delle privatizzazioni può aiutare a comunicare la nostra strategia nei prossimi mesi.

PRIMO: privatizzazioni e bilancio.

La privatizzazione è stata originariamente introdotta come un modo per ridurre il deficit di bilancio. Più tardi abbiamo compreso, e l’abbiamo scritto nel nostro ultimo rapporto quadrimestrale, che la privatizzazione non può essere vista come sostituto del consolidamento fiscale, esattamente come una vendita di asset per un’impresa privata non può essere vista come un modo per ridurre le perdite annuali. Gli incassi delle privatizzazioni dovrebbero andare alla riduzione del debito, non alla riduzione del deficit.

Quando un governo vende un asset profittevole, perde tutti i dividendi futuri, ma può ridurre il suo debito complessivo e il servizio del debito. Quindi, la privatizzazione cambia il profilo temporale degli attivi e dei passivi, ma non può essere presentata come una riduzione del deficit, solo come il suo finanziamento. (Questo fatto, nella visione del Tesoro, ha alcune implicazioni che vedremo in un secondo momento).

Le conseguenze politiche di questa visione sono due.

Dal punto di vista della finanza pubblica, il consolidamento fiscale da mettere a bilancio per l’anno 1993 e i successivi non dovrebbe includere direttamente nessun ricavo dalle privatizzazioni.

Nel contempo, dovremmo avviare un piano di riduzione del debito con gli incassi dalle privatizzazioni. Ciò implicherà più enfasi del Tesoro sulle implicazioni economiche complessive delle privatizzazioni e sull’obiettivo ultimo di ricostruire gli incentivi per il settore privato.

SECONDO: privatizzazioni e mercati finanziari.

La privatizzazione implica un cambiamento nella composizione della ricchezza finanziaria privata dal debito pubblico alle azioni. L’effetto di riduzione del debito pubblico può implicare una discesa dei tassi di interesse. Ma l’impatto sui mercati finanziari può essere molto più importante, quando vediamo che la quantità di ricchezza privata in forma di azioni è piccola in relazione alla ricchezza privata totale e che con le privatizzazioni può aumentare in modo significativo.